Primo Piano

Abruzzo fallimenti in calo nei primi nove mesi del 2016

 I dati delle chiusure aziendali del terzo trimestre 2016 dipingono un quadro tra luci e ombre: da un lato si rafforza il calo delle procedure concorsuali mentre, dall'altro, tornano ad aumentare le liquidazioni volontarie di imprese in bonis, un segnale che potrebbe indicare aspettative meno positive degli imprenditori. Questa la sintesi dei dati raccolti da Cerved, gruppo leader in Italia nell'analisi del rischio di credito e nella gestione dei crediti deteriorati, diffusi oggi da Cerved. Fra luglio e settembre 2016 si conferma e si rafforza la diminuzione del numero delle imprese fallite: sono 2,6 mila con un calo di circa il 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Con questo dato, il numero di fallimenti registrati nei primi nove mesi dell'anno tocca quota 10 mila (-6%). Per effetto del crollo di domande di concordato preventivo (-39%), tra gennaio e settembre risulta in forte calo anche il numero di procedure non fallimentari (-32%). Nel terzo trimestre del 2016 si è invece impennato il numero di liquidazioni volontarie di imprese in bonis: circa 14 mila, il 17% in più dello stesso periodo dell'anno precedente. Il dato porta il totale di chiusure volontarie registrate nei primi nove mesi dell'anno a quota 44 mila, +6% su base annua. Il numero delle procedure fallimentari si conferma in calo nel terzo trimestre 2016 (-14%), portando ad una riduzione consistente anche sui primi nove mesi dell'anno: il totale dei fallimenti raggiunge quota 10 mila, in calo del 6% sul 2015, rimanendo comunque a livelli doppi rispetto al 2008. Fra gennaio e settembre risultano in diminuzione i fallimenti in tutte le tipologie di impresa con le società di persone (-6,4%) e di capitale (-6,3%) a guidare il trend. Se la riduzione delle procedure è diffusa a tutti i settori dell'economia, l'Osservatorio Cerved evidenzia come le costruzioni abbiano segnato il calo più marcato, con 2,1 mila imprese fallite fra gennaio e settembre (-8,5% sul 2015), in ulteriore accelerazione rispetto al calo registrato un anno fa. Anche nei servizi il calo delle procedure si accentua nel 2016: 5,3 mila fallimenti nei primi nove mesi, in calo del 6,5% su base annua (contro il -1,1% dell'anno precedente). Nell'industria la diminuzione dei fallimenti prosegue invece a ritmi minori: sono 1,6 mila le imprese manifatturiere fallite fra gennaio e settembre 2016, -1,1% rispetto al 2015 (-13,3% l'anno precedente). Analizzando la distribuzione geografica dei fallimenti, la situazione appare frammentata: se Abruzzo (-33%), Friuli Venezia Giulia (-19%) e Calabria (-18,5%) sono le regioni con i cali più marcati, Sardegna (+43%), Trentino Alto Adige (+7%) e Sicilia (+6,3%) registrano incrementi particolarmente evidenti. 

Nel corso del terzo trimestre 2016, le procedure concorsuali non fallimentari hanno confermato il calo in atto da oltre un anno: sono state aperte 327 procedure, oltre un terzo in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo dato porta il totale delle insolvenze non fallimentari aperte nei primi nove mesi del 2016 a quota 1,3 mila, il 32% in meno rispetto allo scorso anno e livello più basso dal 2009. Il calo delle procedure è attribuibile soprattutto alla forte riduzione dei concordati preventivi che - nei primi nove mesi del 2016 - hanno registrato 653 domande di concordato, in diminuzione del 38% sull'anno precedente e al di sotto dei livelli del 2009. È un trend destinato a proseguire nei prossimi mesi, visto anche il crollo dei concordati in bianco , che nello stesso periodo sono passati da 1,8 mila a 880 (-52%), molto lontani dai picchi del 2013 (3,6 mila). Il netto calo delle procedure ha riguardato tutti i settori e le aree del paese con tassi a doppia cifra. Spiccano le performance di industria (-36,4%) e Nord Ovest (-37,3%). In contrasto con il calo di fallimenti e procedure concorsuali, tornano ad aumentare le liquidazioni di imprese in bonis: secondo le stime di Cerved sono oltre 14 mila le procedure avviate nel corso del terzo trimestre 2016, in aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2015. Complessivamente, fra gennaio e settembre, le liquidazioni raggiungono quota 44 mila (+5,9%). Tipicamente, gli imprenditori scelgono di liquidare le proprie aziende quando considerano il flusso dei profitti attesi non sufficiente a mantenere attiva l'impresa: l'aumento delle procedure, quindi, non segna un peggioramento della condizione economico-finanziaria delle imprese ma sono un segnale di aspettative meno positive da parte degli imprenditori sui redditi futuri. A livello settoriale, l'incremento delle liquidazioni dei primi nove mesi ha riguardato i servizi (+8,5%), restano stabili le costruzioni (+0,6%) mentre prosegue il calo dell'industria (-4%). Dal punto di vista della geografia d'impresa, gli incrementi sono diffusi in tutto il paese, con peggioramenti più marcati al Nord (+10,5% nel Nord Ovest e +5,8% nel Nord Est) rispetto al Centro (+3,1%) e al Sud (+1,9%). 

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Mazzocca: approvato nuovo piano regionale dei rifiuti

Nella seduta odierna la Giunta ha definitivamente approvato il documento finale del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Ne da' notizia il sottosegretario con delega all'ambiente Mario Mazzocca il quale precisa che il provvedimento consentira' di adeguare la normativa vigente in materia di gestione del ciclo dei rifiuti e la relativa pianificazione di riferimento. "Il Piano andra' attuato in un orizzonte temporale individuato nel periodo 2017-2022", ha auspicato Mazzocca, "perseguendo quegli indirizzi politici e programmatici delineati con due fondamentali provvedimenti a suo tempo varati dalla giunta regionale, ovvero le Delibere n. 116 del 26/02/2016 e n. 226 del 12/04/2016". Questi sono gli aspetti fondamentali del PRGR: 1. la riorganizzazione dei servizi di raccolta, basati su sistemi domiciliari, che ha comportato in questi anni un costante aumento della percentuale di raccolta differenziata, il cui obiettivo minimo e' fissato al 2022 al 70% su base regionale. 2. il Piano esclude qualsiasi ipotesi di realizzazione di un inceneritore nel proprio territorio, non condividendo le scelte delineate nel c.d. "Decreto Inceneritori" che individua i deficit registrati a livello impiantistico per i diversi contesti territoriali e le modalita' del loro soddisfacimento. Alla luce delle previsioni di Piano, come gia' prospettato con la DGR n. 226 del 12 aprile 2016, nel documento si ribadisce l'assoluta insussistenza di condizioni oggettive per prevedere un impianto di incenerimento in Abruzzo in quanto non sostenibile ne' tecnicamente ne' economicamente. 3. tra i diversi modelli gestionali dei flussi di rifiuti in precedenza ipotizzati, il nuovo Piano sceglie senza tentennamenti il modello del "recupero di materia", sia mediante l'organizzazione di sistemi domiciliari di raccolta differenziata (cosiddetto porta a porta), sia attraverso il recupero 'possibile' di altri materiali dalle frazioni residue di rifiuti (Rifiuti indifferenziati). Mazzocca: "tutto cio' comportera' anche adeguamenti impiantistici in grado di consentire la qualificazione del rifiuto secco residuo da selezione impiantistica attraverso l'intercettazione delle componenti valorizzabili (in primis materiali plastici, metallici e, ove possibile, cellulosici)".

"Il nuovo Piano, dunque, disegna un modello gestionale basato su prestazioni medie attribuite al complesso delle filiere di trattamento: infatti, gli impianti con recupero di materia spinto, prevedono lavorazioni finalizzate ad estrarre dal rifiuto indifferenziato residuo frazioni recuperabili in forma di materia (es. plastiche, carta, metalli) quantificabili in circa il 15% del flusso trattato". Secondo il sottosegretario, lo scenario globalmente prefigurato fara' si che, a obiettivi conseguiti, siano ampiamente rispettati i target fissati dalla Commissione europea in materia di "preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani e assimilati" pari al 50% al 2020. "Su questi aspetti si intende discutere" precisa Mazzocca, "ed animare un confronto connotato dai caratteri del rigore scientifico e della realta' dei fatti e non, come spesso accade, da ragionamenti dettati dalla disinformazione e privi di logica o intrisi di demagogica strumentalizzazione politica". "L'ulteriore e definitivo momento di confronto pubblico sara' ancora possibile avendo disposto il ri-avvio della procedura VAS per il periodo di 60 giorni dalla data di pubblicazione sul BURAT mettendo a disposizione la documentazione completa del Piano e facendo salve le Fasi gia' in precedenza espletate". 

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Teramo, Consiglio comunale boccia la funivia

Il Consiglio comunale di Teramo ha detto no al progetto di collegamento tra il centro storico citta' e il Campus universitario di Coste Sant'Agostino, proposto dalla Regione attraverso una scheda del Masterplan, da finanziare con 10 milioni di euro. L'assise civica, riunita da questa mattina per la discussione sull'ipotesi progettuale, ha approvato con 14 voti favorevoli, 9 contrari e un astenuto, un documento proposto dalla maggioranza che affida al sindaco il compito di invitare il Governatore Luciano D'Alfonso a cancellare il progetto dal Masterplan e o comunque con altri interventi che possano incidere sullo sviluppo della citta' e sulla qualita' della vita, sempre e comunque da sottoporre prima al giudizio del consiglio comunale. La decisione del Consiglio e' stata duramente criticata dall'opposizione, in particolare dagli esponenti del Partito democratico. Secondo il progetto, la funicolare dovrebbe partire dalla zona della Villa Comunale per raggiungere la collina di Colleparco dove insiste il Campus di UniTe, dopo un tragitto aereo a una o due campate, con capacita' di trasporto di circa 2.500 persone al giorno e un costo di gestione che si aggira sui 300mila euro all'anno. Nel corso della seduta il Consiglio ha anche respinto l'ordine del giorno proposto dal Movimento 5 Stelle che chiedeva di affidare la scelta a un referendum popolare e quello proposto dal Pd di congelare il progetto e di convocare subito un tavolo tra Istituzioni di confronto permanente tra Regione, Universita' e Consiglio comunale

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Processo Bussi, sentenza entro gennaio

E' stato rinviato all'11 gennaio prossimo il processo in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila, che si e' aperto oggi, relativo alla mega discarica dei veleni di Bussi della Montedison. Il presidente del collegio giudicante, Luigi Catelli, d'intesa con le parti, ha fissato un fitto calendario di udienze nel mese di gennaio: la sentenza e' prevista il 31 gennaio prossimo. L'11 gennaio sara' la volta delle requisitorie dei due procuratori generali Romolo Como e Domenico Castellani. La mattinata odierna e' stata dedicata alla relazione del collegio giudicante

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Riparte il processo per la discarica di Bussi

Riparte con la prima udienza in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila relativa al processo per la mega discarica dei veleni di Bussi. Il rinvio del procedimento all'Aquila e' stato disposto lo scorso marzo dalla Cassazione che ha convertito in appello tutti i ricorsi presentati alla Suprema Corte. In Corte d'Appello a Chieti il 19 dicembre 2014, 19 imputati erano stati assolti dall'accusa di aver avvelenato le falde acquifere mentre il reato di disastro ambientale fu derubricato in colposo e quindi prescritto.

L'indagine della Procura di Pescara sulla megadiscarica dei veleni prese il via nel 2007 con la scoperta da parte del Corpo Forestale dello Stato di circa 185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose in un'area di quattro ettari nei pressi del polo chimico di Bussi sul Tirino. L'area, definita subito come la piu' grande discarica inquinata d'Europa, viene posta sotto sequestro. Dagli anni '60 agli anni '90 sono state sversate e smaltite abusivamente tonnellate di sostanze pericolose, fra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti.

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Tribunali minori, il Ministero annuncia un vertice per fare chiarezza

"Diversi articoli di stampa hanno ripetutamente sostenuto che il Ministero di Giustizia avrebbe archiviato definitivamente la vicenda dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. Recentemente, il ministro Orlando, in occasione della campagna referendaria, a Teramo e all'Aquila ha ribadito che si deve tener conto di quello che e' successo in questi anni e valutare gli aggiustamenti da fare". A comunicarlo in una nota e' l'ufficio stampa del Ministero di Giustizia. "E nello stesso tempo che sarebbe sbagliato fare dell'Abruzzo un'eccezione a livello nazionale - si prosegue nella nota - con infinite proroghe di una condizione indefinita. Tra le disfunzioni che derivano da questa condizione ci sono, ad esempio, proprio quelle delle piante organiche: non si puo' procedere alla normale assegnazione di personale e magistrati a sedi che sulla carta sono chiuse anche se in regime di proroga. Il ministro Orlando convochera' a breve i vertici giudiziari dei distretti interessati per avviare la necessaria riflessione per contemperare al meglio tutte le necessità". 

Sulla questione dei tribunali minori era in programma proprio oggi un incontro a Pescara in Regione - promosso dal presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, e dal presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio - con i parlamentari abruzzesi, con i sindaci delle citta' capoluogo e con i sindaci delle citta' sedi delle circoscrizioni giudiziarie interessate, Avezzano, Lanciano, Sulmona, e Vasto.

"Tutti i presenti hanno convenuto sull'esigenza di trovare un modello per tutelare i presidi della legalita' sul territorio regionale". E' quanto sostengono il presidente della Giunta regionale Luciano D'Alfonso e il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio in una nota congiunta diffusa al termine di un incontro organizzato a Pescara per la condivisione di iniziative volte a salvaguardare le circoscrizioni giudiziarie di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto che, secondo quanto disposto da una legge varata nel 2011 dal governo Monti, dovrebbero essere soppresse nel settembre del 2018. Alla riunione hanno preso parte deputati e senatori abruzzesi di tutte le forze politiche - compresa la senatrice Federica Chiavaroli, già sottosegretario alla giustizia - e i sindaci e i rappresentanti dell'avvocatura delle citta' interessate. "Vi e' la necessita' di analizzare il fabbisogno del settore - proseguono nella nota D'Alfonso e Di Pangrazio - ridisegnare la rete giudiziaria e far si' che l'Abruzzo si possa dotare di altre strutture. A tale scopo ciascuno al proprio livello lavorera' per ottenere una proroga del termine stabilito; successivamente sara' costruito un gruppo di lavoro per valorizzare i presidi di legalita' nella regione".

"Io ritengo molto difficile che si possano salvare tutti i quattro tribunali soppressi perche' come ha detto il Ministro della Giustizia Orlando nella sua visita nella nostra regione, abbiamo chiuso uffici in tutta Italia e la riforma ha funzionato". E' quanto sostiene il sottosegretario uscente alla Giustizia, la senatrice Federica Chiavaroli, a margine dell'incontro a PESCARA, alla presenza di alcuni parlamentari abruzzesi e amministratori locali, oltre che al presidente della Regione Luciano D'Alfonso e al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, per affrontare la problematica relativa al salvataggio dei cosiddetti tribunali minori di Vasto, Lanciano, Sulmona e Avezzano.     

"L'obiettivo di questo incontro - spiega - e' quello di trovare la strada che possa servire a ripensare la riforma della geografia giudiziaria che ha interessato l'Abruzzo. Ricordo per chiarezza che nel 2012 il Parlamento aveva deciso di chiudere i quattro Tribunali abruzzesi: Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Decisione sospesa per il terremoto e sospensione che cessa nel settembre del 2018. Ora perche' il Parlamento possa tornare indietro rispetto ad una decisione gia' assunta, e' necessario che la comunita' abruzzese politica si metta d'accordo". "Se noi abbiamo a cuore il nostro Abruzzo e i nostri territori, dobbiamo metterci d'accordo - aggiunge - fare una proposta che magari proponga di salvarne uno, due, e sono certa che in questo modo questa proposta possa essere valutata dal Ministero della Giustizia, ma soprattutto dal ministro dell'Economia e delle Finanze che e' il vero osso duro in questo momento. Per questo ritengo questa una riunione utile per riuscire a trovare una convergenza rispetto ad una soluzione di questo tipo". Fra i parlamentari presenti c'erano Antonio Castricone (Pd), Maria Amato (Pd), Paola Pelino (Fi), Andrea Colletti (M5S), Gianni Melilla (Si), Gianluca Fusilli (Pd), Stefania Pezzopane  (Pd). 

"Quello di Vasto e' un tribunale di frontiera e ha dovuto affrontare l'ultimo processo che ha colpito un rete di criminalita' organizzata e camorra in particolare. Vasto si trova a ridosso della Puglia, e poi per altri fronti interni anche non lontano dalla Campania e dunque facilmente aggredibile al suo interno". Lo ha detto il deputato Maria Amato (Pd) al termine dell'incontro con parlamentari e amministratori abruzzesi. "Il tribunale per questo territorio e' sicuramente importante - ha sostenuto - e per questo urge il buon senso per ragionare nell'ottica di una spending review che viene da lontano, per riuscire ad ottenere il massimo possibile per la Regione Abruzzo in modo da non lasciare scoperta questa fascia di territorio impoverito distante chilometricamente in alcuni vasi dai grossi centri, e di una fascia che ha bisogno di presidi di legalità"

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Legge stabilità, Cgil: no ai tagli al socale

La Cgil Abruzzo chiede al Consiglio Regionale nell'approvazione della Legge di stabilita' regionale per l'anno 2017 di non effettuare tagli sulle fasce della popolazione piu' debole, al contrario chiede che la Regione "intervenga proprio a sostegno di questa dal momento che, come riportato dall'Istat nel recente rapporto sul benessere dei cittadini, l'Abruzzo gia' sconta forti difficolta', con un aumento della condizione di poverta' e servizi offerti spesso carenti sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Lo stesso profilo sociale redatto dalla Regione Abruzzo mostra gravi criticita' e proprio da tale condizione di partenza si sviluppa il piano sociale regionale approvato solo qualche mese fa".

La Cgil Abruzzo annuncia che "non accettera' tagli al sociale ed ai servizi pubblici ed e' pronta alla mobilitazione se la politica non sapra' dare risposte adeguate". 

"La Regione Abruzzo, che pure ha approvato in questa legislatura importanti norme a tutela della disabilita', degli anziani, dell'infanzia, rischia ora di vanificare tutto proprio per la carenza di risorse necessarie agli scopi preposti. Oltre cio' potrebbero essere insufficienti le risorse destinate ad aiutare i cittadini per la compartecipazione alla spesa socio sanitaria laddove, gia' nella legge finanziaria 2016, i sindacati sono intervenuti per scongiurare forti esborsi di denaro da parte delle famiglie con persone affette da disabilita' ed hanno sottoscritto un accordo con la Regione che per quanto riguarda l'accesso alle prestazioni residenziali e semi residenziali scadra' il prossimo 31 dicembre e ad oggi non e' dato sapere cosa accadra' nel 2017. E' a rischio la possibilita' concreta di attuazione delle politiche previste nel piano sociale regionale, nella legge regionale sull'invecchiamento attivo, per non parlare della forte contrazione di alcune spese sulla sanita' a partire da quelle relative al personale degli ospedali pubblici abruzzesi. La Cgil Abruzzo non accettera' tagli al sociale ed ai servizi pubblici ed e' pronta alla mobilitazione se la politica non sapra'  dare risposte adeguate. 

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D’Alfonso presenta un progetto di legge per le imprese

Favorire l'insediamento in Abruzzo di nuove realta' produttive, attraverso un percorso virtuoso che passa da una 'straordinaria' semplificazione dei procedimenti amministrativi, fino ad arrivare alla fiscalita' di vantaggio. E' l'obiettivo principale della proposta di legge regionale "Regione facilissima per le imprese, misure a sostegno del sistema produttivo regionale", presentata oggi pomeriggio a Pescara dal presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso, in un incontro a cui hanno partecipato il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti Abruzzo Tommaso Miele, il presidente del Tar Abruzzo Antonio Amicuzzi, il capo della polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, il vice presidente del Csm Giovanni Legnini. "Speditezza e velocizzazione - ha sottolineato D'Alfonso - vanno concepiti come elementi basilari dell'attivita' amministrativa della Regione, che rappresenta l'istituzione cui spetta farsi interprete delle vocazioni dei propri territori, favorendone l'effettiva competitivita' per lo sviluppo e la crescita delle diverse realta'. E siamo convinti che la semplificazione sia realmente l'autentico volano dell'economia non solo regionale, ma dell'intero Paese". Entrando nel dettaglio delle principali misure previste dal testo normativo - che unifica e armonizza le discipline europee, nazionali e regionali in tema di impresa -, la piu' importante e' senza dubbio rappresentata dall'assistenza e tutoraggio alle imprese tramite la figura del 'Facilitatore d'impresa' che le assiste dall'avvio alla conclusione dei procedimenti promuovendo con gli Enti Locali, l'Azienda regionale delle attivita' produttive - Arap, le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura e con le Associazioni di imprese, conferenze operative, riunioni e colloqui istituzionali volti alla soluzione concreta di problemi riferiti ai processi autorizzatori; nella semplificazione dei procedimenti amministrativi a disciplina regionale riguardanti i settori produttivi con la previsione della Comunicazione Unica Regionale (Cur), ovvero una sorta di Scia alleggerita; nella previsione di contratti di localizzazione e censimento delle aree industriali e di premialita' per l'accesso ai fondi regionali, nazionali ed europei; nella riduzione della pressione fiscale a vantaggio della nuova occupazione; nella riorganizzazione delle autorizzazioni energetiche per mezzo della semplificazione degli adempimenti amministrativi richiesti per la costruzione, la modifica, il potenziamento, il rifacimento totale o parziale e l'esercizio di impianti di auto-approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili; nell'incremento dell'occupabilita' per l'inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro. 

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Efficienza energetica, la Regione Abruzzo stanzia un milione

La giunta regionale ha disposto lo stanziamento di 1 milione di euro a beneficio di ulteriori 22 Comuni per interventi nel settore dell'efficientamento energetico degli edifici pubblici. Un anno fa, infatti, la Regione assegnò le prime risorse (500 mila euro derivanti dalle economie del programma 2007-2013) a beneficio di 11 Comuni abruzzesi; furono allora 112 le richieste di finanziamento ritenute ammissibili (sulle 119 presentate) ed inserite nella graduatoria di merito. Con il medesimo atto, inoltre, l'esecutivo ha anche disposto lo stanziamento di 200mila euro per il finanziamento di campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale riferite al tema della mitigazione e dell'adattamento ai cambiamenti climatici realizzate dai Comuni tramite i CEA riconosciuti di interesse Regionale ai sensi di legge. A renderlo noto è il Sottosegretario alla Presidenza regionale con delega all'Ambiente Mario Mazzocca.

"L'avviso pubblico dell'ottobre 2015 - spiega Mazzocca - indicava quale principale requisito di ammissione la disponibilità di progetti esecutivi già approvati, considerata la ristretta tempistica allora prevista per l'attuazione, che imponeva la conclusione dei progetti ammessi a finanziamento entro il termine del 31 dicembre 2015 e l'attività di rendicontazione al 31 gennaio 2016".

"Fin da allora - continua il Sottosegretario - abbiamo lavorato affinché si potessero reperire ulteriori economie, sia a valere sul programma 2007-2013 che su iniziative non attuate, al fine di concretizzare il finanziamento dei restanti progetti giudicati ammissibili. Una esigenza, questa, emersa anche in seno alla Commissione consiliare competente, consapevole dell'importanza di tali interventi ai fini di una strategia energetica in linea con le direttive nazionali ed europee". "Ora - conclude Mazzocca - grazie al reperimento di fondi da noi direttamente operato svincolando dei fondi impegnati nel lontano 2011 per cofinanziare un'istanza avanzata al competente Ministero dell'Ambiente e mai spesi in quanto la stessa non sortì effetto alcuno, è stato disposto il primo atteso scorrimento della graduatoria a suo tempo approvata". Si è, dunque, proceduto a finanziare ulteriori 22 progetti presentati dai Comuni di: Ari (50 mila euro), Castel Frentano (42mila euro), Fossacesia (50mila euro), Frisa (8mila euro), Gissi (50mila euro), Lentella (50mila euro), Paglieta (50mila euro), Pollutri (43mila euro), Roccaspinalveti (47mila euro), Tollo (50mila euro), in Provincia di Chieti; Cellino Attanasio (50mila euro) e Montefino (50mila euro), in provincia di Teramo; Alfedena (30mila euro) e Sante Marie (50mila euro), in provincia di L'Aquila; Elice (50mila euro), Farindola (50mila euro), Lettomanoppello (50mila euro), Moscufo (50mila euro), Nocciano (50mila euro), Pianella (50mila euro), Roccamorice (28mila euro), Serramonacesca (50mila euro), in provincia di Pescara. Per completezza espositiva, si riporta di seguito anche l'elenco dei Comuni beneficiari del finanziamento nella prima tornata di novembre 2015: Palena (CH): 50 mila euro; Cupello (CH): 44.401,27 euro; Fara San Martino (CH): 50 mila euro; Colledimacine (CH): 50 mila euro; Guardiagrele (CH): 50mila euro; Civitella Messer Raimondo (CH): 50 mila; Torrevecchia Teatina (CH): 32 mila euro; Miglianico (CH): 47 mila euro; Barrea (AQ): 50 mila euro; Castellalto (TE): 49.696,91 euro; Manoppello (PE): 50 mila euro. 

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Due milioni di euro per il ‘Dopo di noi’ in Abruzzo

Un fondo di un milione e 980mila euro per finanziare la realizzazione, in Abruzzo, di appartamenti destinati a ospitare soggetti disabili nel momento in cui non potranno piu' contare sull'assistenza della propria famiglia d'origine. Il progetto e' stato presentato questa mattina a Pescara dall'assessore alle politiche sociali Marinella Sclocco, dal dirigente del dipartimento delle Politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Ferrante e dalla parlamentare Maria Amato. Le risorse destinate alla nostra Regione rientrano nel plafond della legge nazionale sul "Dopo di noi", approvata lo scorso giugno, che prevede misure di assistenza, cura e protezione per le persone con disabilita' grave, orfane o senza sostegno familiare. Dca 

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