Le storie

Italiani in estate a caccia di sagre

 Gli italiani impazziscono per le sagre e le feste di Paese. Ben otto su dieci hanno deciso di partecipare almeno ad una nel corso dell'estate, un aumento del 3% delle presenze rispetto all'anno scorso. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti. "Si tratta di una vera e propria tendenza che è il frutto dell'esigenza di contenere le spese, ma anche di ristabilire un rapporto più diretto con il cibo, la cultura e le tradizioni territoriali, soprattutto nel momento delle vacanze estive quando si moltiplicano le iniziative di valorizzazione dei prodotti locali con feste organizzate in tutta Italia, nei piccoli e grandi centri", spiega l'associazione di rappresentanza dell'agricoltura italiana. Il business è comunque piuttosto modesto perché, come sottolinea l'indagine, il 9% dei frequentatori non spende niente, il 46% non più di dieci euro a persona e solo il 31% tra i 10 ed i 30 euro per persona, mentre gli altri non sanno dure quanto spendono. Tra i consigli da seguire nella scelta secondo la Coldiretti ci sono infatti la verifica della congruità del 'cibo festeggiato' con la realtà produttiva del territorio anche con un occhio alla stagionalità le garanzie offerte dalla partecipazione delle Istituzioni, dai Comuni alle Parrocchie fino alle organizzazioni di rappresentanza, il coinvolgimento nell'iniziativa di operatori economici locali dai ristoratori agli agricoltori con Campagna Amica. La necessaria esigenza di qualificazione dell'offerta delle sagre in Italia può essere infatti sostenuta da una più forte presenza delle realtà economiche espressione del territorio come ad esempio la vendita diretta dei prodotti agricoli e alimentari delle aziende agricole locali, che garantiscono identità e qualità al giusto prezzo. "Una opportunità - conclude la Coldiretti - resa possibile anche dal moltiplicarsi dei mercati, delle botteghe e degli spacci aziendali degli agricoltori di 'Campagna Amica', che possono contare su quasi diecimila punti vendita in tutta Italia dove e possibile acquistare i prodotti agricoli e alimentari del territorio a chilometri zero direttamente dai produttori"

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Cresce l’offerta di case ‘condivise’ con un aumento del 28%

Cresce l'offerta di case 'condivise' con un aumento del 28% nell'ultimo anno ma crescono anche i prezzi, saliti in 12 mesi del 3% a fronte di una richiesta sempre maggiore: +43 nel 2019. A fare i conti sugli alloggi per studenti e lavoratori fuori sede Idealista.it, secondo il quale il prezzo medio per una stanza in Italia si attesta a 328 euro al mese contro 318 euro dello stesso periodo dell'anno scorso ma con grosse differenze tra una citta' e l'altra. I prezzi sono lievitati soprattutto nelle piazze con una forte presenza universitaria come Bologna (8,7%), Trieste (13,3%), e soprattutto Padova, dove il rincaro ha toccato il 18,6%. Segni positivi interessano anche i capoluoghi piu' importanti, come Roma (2,1%), Milano (3,1%), Napoli (3,5%) e Firenze (4,5%), che resistono in terreno positivo consolidandosi tra i top valori nella graduatoria dei canoni di affitto stanze. Su un totale di 29 citta' analizzate in questo studio, sono 8 quelle che perdono valore rispetto all'anno precedente. Il primato nel calo delle locazioni delle stanze spetta a Reggio Calabria (-7,9%), seguita da L'Aquila (-6,4%), Genova (-3,7%), Viterbo (2,5%) e Pisa (-2,2%). Cali meno consistenti invece in citta' come Perugia (-1%), Chieti (-0,6%) e Torino (-0,4%). Milano si conferma la citta' piu' cara con una media di 465 euro al mese per una stanza, a Roma 408, mentre a Firenze si toccano i 393 euro. Sopra la media nazionale delle richieste, pari a 328 euro mensili, si colloca anche Bologna (371 euro), mentre Torino rimane appena sotto la media con 319 euro mensili. Lo studio di idealista riscontra invece i canoni piu' bassi a L'Aquila (191 euro/mese), che precede Enna (189 euro) e Reggio Calabria (186 euro). 

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Notte tra il 2 e 3 agosto 1944 Auschwitz e 2 agosto 1980 Bologna

«Notte tra il 2 e 3 agosto 1944 Auschwitz e 2 agosto 1980 Bologna. Due date così lontane come lontane sono queste due città, accomunate in questo giorno da terribili ricorrenze. Era la notte del 2 agosto del 1944 quando ad Auschwitz furono sterminate (secondo nuove stime) oltre 4.000 persone di etnia Sinti e Rom, secondo alcune ricostruzioni per lo più donne e bambini, in una sola notte. Il 2 agosto del 1980 a Bologna la guerra era finita da molti anni, si era distanti molti chilometri da Auschwitz, e alle 10 e 25 del mattino in una giornata d’estate l'esplosione di un ordigno uccise 85 persone e ne ferì più di 200. Questo cambiò per sempre la vita di migliaia di persone. Auschwitz e Bologna non son poi così lontane nel dolore di questa giornata. Sinti, Rom e Gagè non sono così lontani e così diversi, quando si viene colpiti e uccisi. Per questo d'un tratto ci ritroviamo uguali nei dolori e nelle stragi che siano commesse in una stazione o in un campo di concentramento cambia poco nel dolore ci ricordiamo di essere tutti esseri umani, perciò vi invito oggi a non ricordare queste date come stragi di sinti o gagè ma stragi di chiunque si consideri libero, stragi di chiunque ami la democrazia, di chiunque ami questo paese, oggi non deve essere solo il ricordo del porrajmos o della strage di Bologna. Oggi deve essere il ricordo di come l'odio e la divisione neghino la libertà altrui. Dobbiamo imparare a ricordare queste stragi come crimini contro l'umanità, perché ricordare è il più potente vaccino contro l'odio e contro la divisione. Chi non ricorda il proprio passato sarà sempre condannato a ripeterlo, e in una situazione ed un paese in cui oggi sembra che nessuno voglia ricordare, uniamoci contro chiunque voglia dividerci contro chiunque calpesti la libertà altrui, che queste storie siano da ammonimento per le generazioni future, per non dimenticare, per non dimenticare le vittime, per non dimenticare noi stessi».
Di Adele Di Rocco 

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Riflessioni dopo le esequie del senatore Germano De Cinque

Riflessioni dopo le esequie del senatore Germano De Cinque

Il sen. De Cinque ha avuto nella cattedrale di San Giustino le esequie che meritava. La chiesa era stracolma e tutti si sono stretti con affetto alla gentile consorte signora Giulia e alla figlia ,avvocatessa Marianna. Tra le autorità erano presenti il sindaco di Chieti di Primio, il presidente della provincia dott. Pupillo , il sindaco di Casoli, l’avv. On. Giovanni Legnini e molti altri. Coloro che hanno preso la parola hanno illustrato le qualità personali e politiche del senatore con discorsi molto belli che però erano in qualche modo distanti dalle riflessioni che facevo dentro di me e che desidero far conoscere.

Nei giorni della scomparsa di De Cinque era mio ospite un noto accademico statunitense ,il prof. Thomas Wenger . La nostra amicizia è di antica data e risale al tempo in cui iniziammo entrambi gli studi di medicina. A quel tempo venne per la prima volta mio ospite a Gissi. Non c’erano le autostrade ne le università. I nuovi ospedali dei capoluoghi di provincia erano in progettazione o in iniziale costruzione. L’agricoltura era arretrata, l’industrializzazione ed il turismo muovevano i primi passi. Tornato in seguito più volte in Abruzzo si mostrò sorpreso per la velocità e l’ampiezza del progresso economico. E bisogna considerare che su questi argomenti non è facile meravigliare un cittadino di quella nazione che ha vissuto un progresso rapidissimo, se si considera che in meno di cento anni è passata dalla sconfitta di Little Big Horn per mano dei Sioux di Toro Seduto alla conquista della luna. Nelle ultime visite il prof. Wenger ha notato un affievolirsi della crescita e quindi una decrescita niente affatto felice, facilmente osservabile dallo stato di abbandono delle strade e dalla chiusura di alcuni stabilimenti industriali. Ma questo sviluppo economico che ha destato l’interesse anche di economisti stranieri non è caduto dal cielo. E’ stato il frutto della capacità e dell’impegno di uomini come Germano de Cinque. Scomparsi questi uomini dovremmo rassegnarci ad un inevitabile regresso? Io non lo credo. La mano di qualche giovane preparato e determinato solleverà di nuovo quella bandiera tenuta alta da uomini come De Cinque ,che indica la strada per lo sviluppo economico non disgiunto dalle virtù civili perché non esiste vero progresso se alla crescita economica non si coniuga un’etica ferma e una morale intransigente.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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L’insalata di riso e’ la regina dei ‘cibi da spiaggia’

L'insalata di riso e' la regina dei 'cibi da spiaggia', che nonostante i divieti di tanti stabilimenti, qualcuno continua a gustare sotto l'ombrellone insieme ad altri piatti freschi come la macedonia o la caprese e, in alcuni casi, senza rinunciare perfino a frittata e lasagna. E' quando emerge dalla classifica stilata da Coldiretti/Ixe'. L'insalata di riso, con quella di pollo e di mare, sono preferite dal 28% degli intervistati, seguite dalla macedonia (scelta dal 20%) e dalla caprese a base di mozzarella e pomodoro (18%). C'e' poi chi, nonostante il caldo, non riesce proprio a rinunciare alla piu' tradizionale frittata: che sia di verdure o di pasta, si aggiudica il 7% di fedelissimi. Analoga la percentuale di coloro che scelgono le polpette, mentre il 6% continua a preferire parmigiana e lasagne.

Secondo stime della Coldiretti in Italia circa un terzo della spesa turistica e' destinata pasti consumati in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialita' enogastronomiche, per un importo complessivo stimato nel 2019 in oltre 27 miliardi l'anno. Si calcola inoltre che per quasi un italiano su cinque (19%) il cibo sia la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 53% e' uno dei criteri di scelta

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Salute, Chieti capofila di un progetto di ricerca

Passa per Chieti la medicina di precisione, frontiera della scienza che permette di studiare terapie mirate per i tumori. E', infatti, grazie a un'intuizione di Antonio Marchetti, direttore dell'Anatomia patologica dell'ospedale "SS. Annunziata" ed ordinario della stessa disciplina all'Universita' d'Annunzio, che e' nato "Progetto Vita", uno studio che permette di individuare mutazioni genetiche rare nei tumori che colpiscono soprattutto la popolazione piu' giovane e che non sono stati finora oggetto di ricerca mirata.

"Ogni anno nel nostro paese contiamo circa 350 mila nuovi casi di tumore, di cui quelli rari si attestano intorno ai diecimila - specifica Marchetti, coordinatore del Progetto e della rete Next Generation Sequencing, che utilizza metodi di sequenziamento dei geni di nuova generazione, meno costosi e piu' veloci di quelli tradizionali -. Le alterazioni rare, quindi, non non sono poche, ma e' molto difficile scoprirle per via di tempi e costi rilevanti. Con Progetto Vita utilizziamo un approccio completamente diverso, che ci permette di sequenziare contemporaneamente tutti i geni del Dna e studiare piu' mutazioni tutte insieme. Siamo in grado, dunque, di superare i preesistenti ostacoli e, dopo una prima fase pilota, l'iniziativa sara' estesa su scala nazionale".

"E' un passaggio fondamentale, questo della identificazione delle mutazioni, indispensabile ai fini della terapia di precisione - aggiunge - che puo' essere formulata solo con una diagnosi accurata e una definizione del profilo molecolare della malattia con test specifici. A giovarsene saranno soprattutto i pazienti piu' giovani, perche' le mutazioni sono presenti soprattutto nella popolazione under 50". Questi pazienti sono candidabili a un trattamento riferito a "tumore agnostico", perche' non e' legato all'organo di insorgenza della neoplasia, ma alla mutazione genetica individuata. Al progetto prendono parte altri dieci centri di anatomia patologica sparsi sul territorio nazionale, tra cui "Regina Elena" e "Sant'Andrea" di Roma, l'Irccs "Candiolo" di Torino e l'Istituto Europeo Oncologico di Milano.

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I giovani imparano a costruire e suonare flauti

 Iniziera' il 5 luglio a Farindola il corso gratuito di musica e liuteria per imparare a costruire e suonare i flauti di canna e osso e i corni naturali. Cosi' grazie al progetto RAdiCI, selezionato da 'Con i Bambini' nell'ambito del Fondo per il contrasto della poverta' educativa minorile, i ragazzi dagli 11 ai 18 anni, ma anche adulti, potranno imparare a costruire e suonare gli strumenti dell'antica tradizione farindolese, salvaguardando un ricco patrimonio sonoro che rischierebbe di essere dimenticato dalle nuove generazioni. A guidare il corso sara' l'etnomusicologo Carlo Di Silvestre, impegnato da 30 anni nello studio e nella riproposizione della musica popolare abruzzese. A lui e' affidata, nell'ambito del progetto RAdiCI, la formazione dell'Orchestra Popolare intergenerazionale e interculturale del Gran Sasso. Dopo il primo incontro del 5 luglio, che si terra' dalle 15.30 alle 18.30, le lezioni proseguiranno il 12, 20 e 26 luglio per poi riprendere a settembre.

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Cresce il 5 per mille, 14 milioni di italiani scelgono il non profit

Il settore non profit italiano continua a guadagnare fiducia tra i contribuenti che - in numero sempre maggiore - scelgono di destinare il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi a favore di organizzazioni senza scopo di lucro. E' quanto emerge dallo studio presentato a Milano da Banca Etica, l'istituto di credito nato 20 anni fa per offrire servizi finanziari alle organizzazioni non profit e opportunità di utilizzo etico dei risparmi a tutti e tutte. Lo studio analizza i dati relativi all'anno fiscale 2017 (gli ultimi disponibili) e fa il punto su tendenze generali e dinamiche territoriali. 

1 contribuente su 3 sceglie di destinare il 5x1000 a un'organizzazione non profit, con una crescita del +38% rispetto al 2006. Nel 2017 hanno scelto di destinare il 5x1000 al Terzo Settore 14 milioni di contribuenti su un totale di 41,2 milioni. Numeri importanti che evidenziano anche come ci sia ancora ampio margine di crescita per far conoscere lo strumento a quei 27 milioni di contribuenti che non lo utilizza ancora. Lazio, Lombardia e Liguria sono le Regioni in cui si registra la percentuale più alta di contribuenti che utilizzano il 5 per mille, rispettivamente il 76%, 63%, 41%. Regioni fanalino di coda sono invece Abruzzo (13%), Sardegna e Campania (14%). Nei territori dove ci sono più laureati e persone con titolo di educazione secondaria, aumenta la quota di persone che sceglie di utilizzare il 5x1000. Interessante anche la correlazione con il livello di fiducia generalizzata contenuto nel rapporto BES 2018 di Istat. Il livello di fiducia generalizzata è la "percentuale di persone di 14 anni e più che ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia sul totale delle persone di 14 anni e più". Nelle Regioni caratterizzate da bassi tassi di fiducia si tende a utilizzare molto meno l'istituto del 5 per mille.

Nel 2019 verranno erogati 495,8 milioni di euro di contributi relativi all'anno fiscale 2017 veicolati attraverso il 5 per mille. Gli enti beneficiari sono stati 60.705, un dato cresciuto del +6,6% rispetto al 2016. Si conferma la dinamica di ripartizione del 5 per mille nelle Regioni italiane. Nel 2017 il 55,7% dell'importo totale è raccolto in Lombardia e nel Lazio (Regioni in cui il non profit è più sviluppato e che ospitano alcune delle organizzazioni più grandi e note), mentre Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Toscana raccolgono, insieme, il 23,2% delle risorse. Il restante 21% si distribuisce tra le altre 15 Regioni italiane, in alcune regioni con percentuali davvero basse.

Il valore medio degli importi erogati continua a diminuire progressivamente, ma in modo meno che proporzionale rispetto all'aumento degli enti beneficiari che accedono al contributo. Questo riflette la crescente attenzione che gli italiani danno al 5 per mille. La platea delle organizzazioni beneficiarie è più che raddoppiata (+103,4%) tra il 2006 e il 2017 passando da 29.840 enti beneficiari a 60.705. Tale aumento ha comportato una diminuzione dell'importo medio percepito dalle organizzazioni: da 11.325 (nel 2006) a 8.168 euro (nel 2017), con una riduzione del 27,8%. 

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L’Unione europea ha migliorato per il quarto anno consecutivo la sua capacit√† di innovazione

L'Unione europea ha migliorato per il quarto anno consecutivo la sua capacità di innovazione. E nel 2018, per la prima volta in assoluto, ha superato gli Stati Uniti in questa gara, su cui tuttavia la competizione è agguerrita e l'Ue non primeggia in assolto. Questa la fotografia scattata dal quadro europeo di valutazione dell'innovazione e il quadro di valutazione dell'innovazione regionale 2019, pubblicato dalla Commissione europea, che fornisce luci e ombre. A fronte dei progressi compiuti, infatti, l'Ue continua a perdere terreno rispetto al Giappone e alla Corea del Sud, mentre la Cina sta recuperando rapidamente. I dati integrano le recenti raccomandazioni specifiche per paese della Commissione nel quadro del semestre europeo, che mettono in evidenza il ruolo della ricerca e dell'innovazione e includono raccomandazioni volte a migliorare la crescita della produttività e la competitività.

In questo contesto l'Italia mostra un piazzamento non esaltante, è 18esima su 28 Paesi e nella categoria degli "innovatori moderati" che segue i "forti innovatori" e gli "innovatori capofila", quattro Stati: Svezia, Finlandia, Danimarca e Olanda. Anche in Italia tuttavia ci sono eccellenze, ad esempio il Friuli Venezia Giulia, unica regione nella categoria "forti innovatori" con performance che, secondo il rapporto, sono dell'80% superiori a quelle delle Regioni più lente: Sicilia e Sardegna. Mediamente le Regioni del Nord hanno performance migliori sull'innovazione, mentre l'Ue segnala miglioramenti in Abruzzo e Basilicata

In generale l'Europa deve rafforzare la propria capacità di innovazione per competere sui mercati mondiali e mantenere e migliorare lo stile di vita europeo, afferma la Commissione, come richiesto dal Consiglio europeo di recente a giugno 2018 e marzo 2019. Per questo motivo la Commissione Juncker ha fissato un nuovo livello di ambizione per l'Ue e i suoi Stati membri e le sue regioni, e ha proposto Orizzonte Europa, il suo più ambizioso programma di ricerca e innovazione "I quadri di valutazione dell'innovazione della Commissione aiutano gli Stati membri, le regioni e l'Ue nel suo complesso a individuare in quali settori sono necessarie riforme politiche per promuovere la leadership dell'innovazione in Europa", ha spiegato Elzbieta Bienkowska, Commissaria per il Mercato interno. Secondo Carlos Moedas, commissario per la Ricerca "innovazione significa crescita e occupazione per il futuro. Per proseguire nella corsa mondiale, sia l'Ue che i nostri Stati membri devono continuare a investire e sviluppare le giuste politiche". 

La Svezia è il leader dell'innovazione nell'Ue nel 2019, seguita da Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi. Il Regno Unito e il Lussemburgo sono scesi dal rango più alto di "leader dell'innovazione" al gruppo degli "innovatori forti", mentre l'Estonia entra a far parte di questo gruppo per la prima volta

 

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Trentasei milioni di risarcimenti a 854 risparmiatori delle ex banche

Nel corso del 2018 l'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), istituito dalla Consob, ha ricevuto 1.824 ricorsi. Rispetto al controvalore dei risarcimenti richiesti nei ricorsi ritenuti ammissibili e ricevibili (pari a 1.408), l'importo massimo e' stato pari a 500mila euro, corrispondente alla soglia massima entro la quale l'Acf e' competente. L'importo medio e' stato pari a 59mila euro circa, mentre il controvalore complessivo del 'petitum' e' stato di poco inferiore agli 83 milioni di euro. E' quanto emerge dalla Relazione della Commissione del 2018. Negli ultimi mesi dell'anno, pero', per effetto dell'entrata in vigore del 'decreto milleproroghe', l'attivita' dell'Arbitro si e' concentrata - a fini di liquidazione, direttamente da parte della Consob, delle somme eventualmente riconosciute a titolo di ristoro - sulle richieste di risarcimento presentate dai risparmiatori coinvolti nelle vicende delle due banche venete in liquidazione e delle quattro banche in risoluzione (Banca Marche, Etruria, Carife e Chieti). Questa attivita' ha portato a riconoscere (tenuto conto anche delle decisioni assunte dall'Arbitro nel 2017 nei confronti di questi istituti di credito) oltre 36 milioni di risarcimenti a favore di 854 risparmiatori. Tirando le somme, conclude la Consob, 'considerando sia i ristori riconosciuti per via legislativa tramite il milleproroghe sia quelli che hanno trovato diretta e volontaria esecuzione da parte degli intermediari di volta in volta coinvolti, i ricorrenti hanno trovato in massima parte riscontro alle proprie richieste'.

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