Le storie

Ocse,sul digitale in Italia c’è carenza di competenze basilari

"La popolazione italiana manca delle competenze basilari per prosperare nel mondo digitale". Lacune che si notano "sia come individui che come lavoratori". Lo afferma il rapporto "Skills Outlook 2019 - Thriving in a digital world" dell'Ocse. L'Italia fa parte, assieme a Cile, Grecia, Lituania, Slovacchia e Turchia, del gruppo che accusa il ritardo digitale piu' consistente. E' lontano "il piccolo gruppo" di Stati che guidano la digitalizzazione: Belgio, Danimarca, Finlandia, Olanda, Norvegia e Svezia. L'Italia e' al di sotto della media Ocse in tutti i parametri presi in considerazione: dalla competenze tecniche a quelle necessarie per adattarsi a un mondo in evoluzione, dalla scarsa formazione dei lavoratori (specie tra gli insegnanti) alla capacita' di sfruttare le potenzialita' di Internet. Solo il 36% degli italiani tra i 16 e i 64 anni, afferma il rapporto, e' in grado di usare la Rete in modo "vario e complesso". E' la percentuale piu' bassa tra tutti i Paesi analizzati, la cui media supera il 58%.
"Vario e complesso" non vuol dire saper programmare, ma andare oltre la semplice navigazione. Ad esempio usando applicazioni finanziarie o creando un blog. In Olanda, Norvegia e Svezia, l'80% dei cittadini e' in grado di farlo. Mentre solo Grecia e Polonia avvicinano i risultati italiani.

"L'intensita'" con cui i lavoratori italiani utilizzano l'Ict e' minore rispetto alla maggior parte dei Paesi Ocse. In un punteggio che va da zero a uno, l'Italia e' ferma a 0,2. La media e' allo 0,5 e il vertice (l'Olanda) allo 0,7. Una mancanza che si aggrava nella scuola. Mentre "in diversi Paesi gli insegnanti usano informatica e strumenti digitali con la stessa intensita' di altri lavoratori con istruzione terziaria", in Italia c'e' una forte mancanza di competenze: tre insegnanti su quattro (contro una media Ocse del 58%) avrebbero bisogno di "formazione Ict". E' un punto, questo, su cui il rapporto si sofferma. Perche' "nelle scuola l'uso della tecnologia puo' aiutare gli studenti a sviluppare competenze per un futuro digitale, promuovere metodi innovativi di insegnamento e mitigare l'abbandono scolastico".

Ormai i pc nelle scuole non sono una novita', ma "il semplice accesso ai computer non e' sufficiente per migliorare le prestazioni degli studenti". Dipende da come e quanto il digitale "e' integrato con l'insegnamento". Ecco perche' "le competenze digitali degli insegnanti sono essenziali per sfruttare al meglio le nuove tecnologie". Molti Paesi dovrebbero quindi "rivedere il modo in cui sono integrate nell'insegnamento". Le pecche della formazione non si fermano tra i banchi. "La formazione dei lavoratori e' inferiore agli standard internazionali". Inoltre, "i piu' esposti ai rischi dell'automazione" (cioe' chi compie mansioni poco qualificate sostituibili dalle macchine) ha "meno probabilita'" di partecipare a percorsi che aggiornino le loro competenze per prepararli ai "cambiamenti sociali e lavorativi". Per mitigare i rischi, afferma l'Ocse, il 13,8% dei lavoratori italiani piu' esposti avrebbe bisogno di un periodo di formazione fino a un anno (contro una media del 10,9%), cui si aggiunge un 4,2% che avrebbe bisogno di un percorso fino a tre anni. Questa necessita' di formazione non trova riscontro nella realta': solo il 30% degli adulti italiani, infatti, ha affrontato un percorso di formazione negli ultimi 12 mesi, contro una media Ocse del 42%. Manca, in sostanza, la formazioni continua lungo la propria carriera, soprattutto tra i lavoratori che ne avrebbero piu' bisogno

Quando si parla di competenze, sottolinea l'Ocse, non ci sono solo in ballo quelle strettamente tecniche. Servono anche quelle "cognitive" (dall'alfabetizzazione alle conoscenze scientifiche di base) e "socio-emotive" (come la capacita' di lavorare in modo "collaborativo e flessibile"). Cosa c'entrino con il digitale lo spiega l'Ocse: "Un buon livello" di competenze come queste "consente di sfruttare tutti i vantaggi dell'uso di Internet. In Italia, tuttavia, solo il 21% degli individui di eta' compresa tra 16 e 65 anni ha un buon livello di alfabetizzazione e calcolo ("literacy and numeracy skills"). E' la terza percentuale piu' bassa tra i Paesi analizzati. Solo Cile e Turchia fanno peggio. Sulle competenze "cognitive e digitali", fanno male sia gli under 30 (il 3,2% ha un punteggio PISA basso, contro il 2,3% Ocse) che i 55-65enni (punteggio basso per uno su tre, contro il 17% Ocse). Per evitare diseguaglianze geografiche, conclude l'Ocse con un appello rivolto a tutti i Paesi (e in prima battuta a quelli in ritardo), e' "cruciale" che la trasformazione digitale sia sostenuta "da un forte allineamento tra politiche in materia di istruzione, mercato del lavoro, fiscalita', edilizia, protezione sociale, sviluppo, ricerca e innovazione". In particolare, "le competenze devono costituire la pietra angolare di questo pacchetto di politiche in modo che la digitalizzazione accresca il benessere e la produttivita'".

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Caccia a medici e infermieri stranieri, 6.000 in un anno

Medici e infermieri stranieri residenti in Italia per fronteggiare le carenze di professionisti sanitari a causa dei pensionamenti: sono 6mila le richieste di camici bianchi, infermieri e fisioterapisti giunte in un anno all'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) da parte di strutture sanitarie pubbliche e private. Le richieste per i soli medici sono state 3mila. A fare il punto è il presidente Amsi Foad Aodi, precisando che il maggior numero di richieste di medici e' arrivata dal Veneto (400), seguito da Piemonte e Lombardia (350)

Dal primo gennaio 2018, spiega Aodi, "sono giunte all'Amsi 1000 richieste da strutture sanitarie pubbliche e private e da studi medici e poliambulatori. Ogni richiesta avanzata comprende offerte di impiego per 1 fino a 35 professionisti della sanita' di origine straniera in Italia, tra medici, infermieri e fisioterapisti. In totale sono stati quindi richiesti all'Amsi i contatti per 6000 professionisti della sanita': in particolare, 3000 medici, 2.600 infermieri e 400 fisioterapisti". Per quanto riguarda i medici, la Regione che ha avanzato la richiesta maggiore e' il Veneto (400), seguita da Piemonte (350), Lombardia (350), Puglia (300), Lazio (250), Toscana (250), Campagna (200), Emilia Romagna (150), Sicilia (100), Molise (100), Abruzzo (75), Liguria (75), Trentino Alto Adige (50), Umbria (50), Marche (50), Calabria (50), Basilicata (50), Valle d'Aosta (50), Friuli Venezia Giulia (50) e Sardegna (50).

Le specializzazioni piu' richieste, afferma Aodi, "sono: Anestesia ,Ortopedia, Medicina d'urgenza, Radiologia, Chirurgia, Neonatologia, Ginecologia, Pediatria, Cardiologia, Neurochirurgia, Geriatria e Medici di famiglia". 

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Processo rarissimo osservato ai laboratori del Gran Sasso

Misurato il processo piu' raro dell'universo: avviene una volta ogni mille miliardi di vite del cosmo ed e' il processo di decadimento piu' raro mai osservato, quello dello xenon-124. Il risultato, che ha conquistato la copertina della rivista Nature, e' stato osservato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (Lngs) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il raro processo osservato nei Laboratori del Gran Sasso si chiama doppia cattura elettronica. E' il fenomeno nel quale lo xenon-124 si trasforma in tellurio-124, hanno spiegato i ricercatori che lavorano all'esperimento Xenon1T coordinati da Elena Aprile, della Columbia University di New York. In pratica due protoni di un nucleo di xenon catturano due elettroni, trasformandosi in due neutroni con l'emissione di due neutrini e di energia pari a 64.000 elettronvolt, l'unita' di misura dell'energia delle particelle. Il risultato dimostra la grande sensibilita' di Xenon1T, che lavora in condizioni di purezza record, minimizzando la radioattivita' ambientale

L'esperimento che lo ha visto si chiama Xenon1T e il suo obiettivo e' dare la caccia della materia oscura, ma adesso apre la strada allo studio di altri processi rari che riguardano le particelle piu' sfuggenti e ancora misteriose, i neutrini. Un risultato che potra' fornire informazioni utili nello studio di altri processi ancora piu' rari, come il cosiddetto decadimento doppio-beta senza neutrini, che rivelera' se il neutrino si comporta come la sua antiparticella, come aveva previsto Majorana quasi un secolo fa.

 

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Opportunità di lavoro con facebook

Facebook e start2impact lanciano start2work, programma di formazione digitale e job placement che metterà a disposizione da subito 120 posti di lavoro presso startup ad alto impatto sociale. Start2work si rivolge soprattutto ai neolaureati, ma è aperto a tutte le persone alla ricerca di un impiego. Non solo formazione, dunque, ma anche posti di lavoro concreti per i giovani che dimostreranno di aver acquisito delle competenze nell'ambito della programmazione web, del marketing digitale e dell'UX/UI Design. Per poter prendere parte al programma sarà necessario accedere alla piattaforma di start2impact dopo essersi registrati al link: https://www.start2impact.it/start2work. Sulla piattaforma saranno presenti 18 corsi a scelta che permetteranno di sviluppare 40 hard e soft skill legate a uno dei seguenti ambiti: programmazione web, marketing digitale e UX/UI Design

Nella piattaforma è, inoltre, possibile visionare le offerte di lavoro associate alla categoria formativa scelta. Al momento del lancio, start2work mette a disposizione 120 offerte di lavoro, che raggiungeranno il numero di 150 entro poche settimane. Le posizioni lavorative attualmente aperte provengono da 74 startup ad alta crescita e impatto sociale tra cui 3bee, fra le 10 migliori idee al mondo per la sostenibilità secondo Fondazione Barilla, D-Heart, vincitrice del premio Red Dot come migliore prodotto biomedicale per design 2018, e MiMoto, startup che ha lanciato il primo scooter sharing elettrico di Milano e Torino.

 

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007, partono le selezioni

 I talenti nel cyber o in lingue particolari sono sempre ambiti dal sistema d'intelligence italiano a caccia di nuovi agenti. Ma ora anche chi eccelle in discipline umanistiche puo' avere la chance di diventare uno 007. E' la novita' del "reclutamento mirato" partito oggi sul sul sito dei servizi, www.sicurezzanazionale.gov.it, che si concludera' il prossimo 10 maggio. Le precedenti ricerche di personale del 2018 e del 2017 (circa 4mila candidature presentate in ciascun anno) erano limitate a competenze in settori particolari, come il cyber o le lingue rare. Questa volta il campo si allarga. L'intelligence cerca infatti "eccellenze" con una formazione specifica in alcuni settori: le discipline umanistiche, appunto, ma anche quelle economiche, giuridiche o internazionali. Si punta inoltre a "figure tecniche con elevate conoscenze linguistiche, che abbiano capacita' di analisi, o esperienze maturate in aree, organizzazioni e/o organismi esteri". E anche profili con qualificate competenze nei vari ambiti della cybersecurity, come ad esempio la ricerca, il monitoraggio, l'analisi ed il contrasto alla minaccia. E', si legge sul sito, di una nuova opportunita' "per i giovani interessati a far parte del personale del Comparto Intelligence che intendono dare un concreto contributo alla missione del Dis, dell'Aise e dell'Aisi a tutela degli interessi strategici nazionali in campo politico, militare, economico, scientifico e industriale". Ma non bastano le competenze tecniche e le conoscenze teoriche. Viene infatti richiesta agli aspiranti 007 "una sentita adesione ai valori che caratterizzano il Sistema di informazione della sicurezza della Repubblica, tra cui la lealta', la riservatezza, il coraggio, il segno di patriottismo, la proiezione verso il futuro". Il primo passo che dovranno fare i candidati, dunque, e' registrarsi sul sito www.sicurezzanazionale.gov.it e seguire le istruzioni che saranno inviate via mail. I curricula disponibili saranno quindi sottoposti alle previste procedure selettive, articolate in un preliminare screening delle candidature arrivate ed una seconda fase in cui vengono verificati i profili di "professionalita', affidabilita' e sicurezza" dei candidati. Solo poche decine arriveranno alla fase conclusiva, quella del colloquio selettivo dell'apposita Commissione. L'avviso di ricerca partito oggi non e' comunque l'unico dei canali di reclutamento consentiti dalla riforma del Comparto: per tutti gli altri profili, infatti, rimane attiva la possibilita' di presentare candidature spontanee attraverso la sezione del sito "lavora con noi". Cosi' come funziona lo scouting nelle universita' per neolaureati eccellenti.

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Un videogame dedicato alla fisica delle particelle e ambientato all’INFN

Un game educational dedicato alla fisica delle particelle e ambientato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN. La sperimentazione nelle classi del "Gran Sasso Videogame", partirà dall'Abruzzo per poi successivamente coinvolgere studenti del Lazio e della Campania. Oltre 350 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni e 15 insegnanti delle province di L'Aquila, Teramo e Pescara - spiega una nota Infn - saranno i protagonisti della valutazione del videogioco. Grazie ai risultati raccolti sul campo il videogioco e i materiali didattici che lo accompagnano verranno finalizzati e rilasciati nella versione definitiva in italiano e in inglese sul sito www.gransassovideogame.it. Gran Sasso Videogame è il primo videogioco ambientato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) ed è uno strumento nato per far conoscere la realtà dei Laboratori, avvicinare gli studenti alle frontiere della fisica e alle possibilità offerte dalle carriere scientifiche. Il progetto nasce dalla collaborazione tra i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN, l'agenzia di comunicazione scientifica formicablu srl e ha il contributo di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa) per la fase di sperimentazione nelle scuole. La realizzazione del videogioco è stata affidata alla casa di produzione IVproduction di Ivan Venturi, pioniere dell'industria videoludica italiana. Gran Sasso Videogame è il risultato del progetto PILA (Physics In Ludic Adventure) finanziato dal MIUR nell'ambito della legge 6/2000 per la diffusione della cultura scientifica. Prima ancora di aver raggiunto la sua versione definitiva Gran Sasso Videogame ha già ottenuto il titolo di progetto più significativo nella categoria: "Capitale Umano" al "Premio PA sostenibile 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030". La versione beta del videogioco è stata resa pubblica il 27 maggio 2018 e ad oggi è stato giocato da circa 6500 persone. A seguito di ulteriori aggiornamenti, a partire dal 26 marzo, il videogioco sarà proposto per la prima volta agli studenti delle scuole superiori: il percorso di valutazione si effettuerà in circa 15 classi appartenenti a 6 scuole delle provincie di L'Aquila, Teramo e Pescara che si sono rese disponibili a testare il videogioco. La versione definitiva del videogioco in italiano e in inglese verrà rilasciata entro maggio 2019. La fase di sperimentazione servirà a presentare agli studenti Gran Sasso Videogame, coinvolgerli in una sessione di gioco e presentare loro e ai loro insegnanti i materiali didattici che potrebbero essere utilizzati per integrarlo nella didattica. L'obiettivo è quello di finalizzare il videogioco tenendo conto delle osservazioni e delle esigenze degli studenti e insegnanti.

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World Happiness Report, Finlandia il paese più felice del mondo

La settima edizione del World Happiness Report mostra la classifica di 156 Paesi valutati in base alla percezione della felicità dei propri cittadini. La Finlandia dunque si conferma Paese più felice del mondo, in base ai dati raccolti dal 2016 al 2018 dalla società di consulenza e statistica Gallup. L'Italia è al 36esimo posto, in netta salita rispetto al 47esimo posto dello scorso anno. Redatto da Jeffrey Sachs, John Halliwell e Richard Layard, con il supporto di diversi ricercatori indipendenti, il rapporto è stato prodotto dal Sustainable Development Solutions Network (Sdsn) in partnership con la Fondazione Ernesto Illy. Nella top ten troviamo una serie di conferme: seguono la Finlandia nell'ordine Danimarca, Norvegia, Islanda, Olanda, Svizzera, Svezia, Nuova Zelanda, Canada e Austria. Il rapporto analizza l'evoluzione dei livelli di felicità registrati dal 2005-2006, e risultano di più i Paesi che hanno acquisito posizioni rispetto a quelli che le hanno perse. In generale, però, tenendo in considerazione la crescita della popolazione, il livello di felicità nel mondo è calato negli ultimi anni, ammoniscono gli autori in una nota. È aumentato il livello di emozioni negative, tra cui preoccupazione, tristezza e rabbia, specialmente in Asia e Africa, ma più recentemente anche altrove. Tra i 20 Paesi che hanno acquistato più posizioni rispetto ai dati 2005-2008, 10 si trovano in Europa centrale e orientale, 5 sono nell'Africa subsahariana e 3 in America Latina. I 10 Paesi con il più marcato declino sono quelli in cui ci sono state combinazioni di fattori economici politici e sociali negativi: i cali maggiori sono stati in Yemen, India, Siria, Botswana e Venezuela

Il World Happiness Report quest'anno si concentra sulla relazione tra felicità e comunità, con uno speciale focus sulla tecnologia, le norme sociali, i conflitti e le azioni di governo che hanno condotto a tali cambiamenti. Uno dei capitoli del rapporto è dedicato a generosità e partecipazione degli individui nella società, per dimostrare quanto la partecipazione elettorale, i big data, l'uso di Internet e le dipendenze incidano sul livello di felicità percepito. "Il mondo sta cambiando molto velocemente", ha spiegato John Helliwell co-autore del rapporto.  Nel presentare i risultati, il coautore John Helliwell ha notato che "in questi sette anni, dalla prima edizione del World Happiness Report, l'interesse e la qualità dei lettori sono aumentati progressivamente. Inizialmente i lettori consultavano principalmente la classifica dei Paesi; ora vediamo un crescente interesse nell'utilizzare i dati e le analisi per capire come rendere scuole, case, ambienti di lavoro e comunità dei luoghi più felici e come utilizzare le ricerche per una reale proposta di miglioramento". 

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Il 21 marzo è il tiramisù day

Tiramisu' sempre piu' amato in Italia con vendite del dessert che si aggirano intorno ai 4 milioni e 200 mila euro a settimana per un acquisto medio che va da 67 euro nel Nord Italia ai 46 euro nel Centro e Sud Italia. A rilasciare il dato e' l'Accademia del Tiramisu' in occasione del "Tiramisu' Day", giornata celebrativa del dolce in programma il 21 marzo e conteso tra Friuli Venezia Giulia e Veneto con origini quasi certe, secondo molti operatori ed esperti della materia, in un'antica locanda della seconda meta' degli anni SettecentoOttocento diventata nel tempo il locale Beccherie di Treviso. Tra i primi ad essere convinto di una nascita a Treviso e' il presidente dell'Accademia del Tiramisu' Tiziano Taffarello che con l'associazione culturale ed enogastronomica che presiede vuole informare sulle vere origini geografiche e sugli ingredienti autentici della ricetta tradizionale. "Oggi - afferma il presidente Taffarello - il Tiramisu' e' la ricetta piu' cercata con Google nel 2018 dagli italiani ed e' la quinta parola della cucina italiana piu' conosciuta all'estero, la prima per i dolci". "Per la sua storia - aggiunge - puo' essere considerato un dolce "patriottico" e per questo stiamo lavorando a un progetto che porti il dessert a diventare un dolce di rappresentanza italiana". Dal punto di vista dei consumi il food delivery Just Eat comunica invece che ilTiramisu' e' il dolce preferito per gli ordini a domicilio, cresciuti di oltre il +85% in un anno, con 18.000 kg ordinati nel 2018. Roma, con oltre 6.600 kg ordinati nel 2018 e' la citta' campione, seguita da Milano (3.000kg) e Torino (oltre 1.000kg).

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Primi sondaggi certificati con Blockchain 

All'evento "Politica & Impresa, niente trucchi solo lavoro" è stato effettuato il primo sondaggio effettuato in real time grazie alla Blockchain ha dimostrato come questa tecnologia possa garantire risultati sicuri. Andrea Tortorella, Ceo di Consulcesi Tech ha spiegato che "grazie alla divulgazione certificata verso i media, migliorera' la qualita' del dibattito politico, evitando distorsioni e manipolazioni". La Blockchain segna la fine dei sondaggi "fake". L'attendibilita' delle rilevazioni elettorali e?infatti in crisi, complici clamorosi risultati imprevisti dai sondaggisti, come la sconfitta di Hillary Clinton alle presidenziali Usa e il successo del "leave" al referendum sulla Brexit. All'evento Consulcesi Tech, azienda leader negli ambiti della Blockchain e della Cybersecurity, ha portato il suo know-how tecnologico attraverso "Survey Chain", progetto che applica l'immutabilita' della "catena dei blocchi" ai sondaggi. Sottoponendo gli ospiti dell'incontro ad un sondaggio su quesiti di stretta attualita' politica (Tav, legittima difesa e liberalizzazione della cannabis) si e?dimostrato come, con un semplice smartphone, sia possibile la certificazione dei sondaggi attraverso l'individuazione delle fasi rilevanti e la scrittura di queste in modo sicuro su rete pubblica Blockchain Ethereum. Le compilazioni vengono archiviate in spazi di Storage in Cloud e una loro firma univoca viene trascritta su Blockchain rendendo i risultati inalterabili con data certa e verificabili in ogni momento. 

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Partono i lavori dell’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale

Partono i lavori dell’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale, promosso e organizzato da PA Social, associazione nazionale per la nuova comunicazione, e dall’Istituto Piepoli. Una struttura di analisi, ricerca e approfondimento e un punto di riferimento per esperti di comunicazione e cittadini, che indagherà sul rapporto tra opinione pubblica e comunicazione digitale.L’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale, il cui Direttore è Livio Gigliuto, fornirà chiavi di lettura e dati oggettivi sulla trasformazione della società attraverso la realizzazione collettiva di studi, ricerche, analisi e letture. Sono tre le principali tematiche di riferimento: Pubblica Amministrazione, coordinato da Sergio Talamo; Utilities, coordinato da Gianluca Spitella e Imprese coordinato da Marco Bani.Ad oggi hanno aderito e daranno un contributo decisivo importanti partner istituzionali come InfoCamere, Anci Comunicare, gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri, l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Istituto Dermatologico San Gallicano, Federsanità Anci, i partner tecnologici Eco della Stampa, Doxee, IPress Live, Cittadini di Twitter, Gastone Crm, IlGiornaledellaProtezioneCivile.it.

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