Discarica di Bussi, il Tar dichiara illegittimo l’annullamento del Ministero sull’appalto

Il Tar Lazio, con sentenza n. 347/2020 ha dichiarato illegittimo l’annullamento di ufficio con cui il Ministero dell’Ambiente aveva azzerato la gara di appalto, da lui stesso aggiudicata anni prima, sull’area delle discariche abusive a nord dello stabilimento di Bussi. Il Tar ha cosi’ accolto i ricorsi di Regione Abruzzo, ARTA Abruzzo, Comune di Bussi e dell’aggiudicataria DEC-Deme, con una decisione che si conclude con la condanna dello Stato a 15.000 euro di spese di lite. I giudici amministrativi parlano addirittura di “sviamento di potere” per qualificare la condotta del Ministero dell’Ambiente.

“L’esigenza della rapidita’ nella conclusione dell’iter amministrativo propedeutico alla bonifica di un sito cosi dannoso per l’ambiente non pare aver caratterizzato l’operato del Ministero nella vicenda di specie”. Si tratta di uno dei passaggi del testo della sentenza del Tar Lazio che ha condannato il Ministero dell’Ambiente sulla vicenda dell’appalto per la bonifica del sito dei veleni ez Montedison di Bussi. Per i giudici “non appaiono affatto condivisibili le considerazioni della difesa erariale in ordine al maggior costo di tale procedimento di bonifica…, atteso che come recentemente statuito anche dalla Corte Costituzionale (cfr. sentenza 275 del 2016) la tutela dei diritti incomprimibili (e sui diretti rilievi sulla salute pubblica e individuale dell’attivita’ di bonifica in esame non sono stati sollevati dubbi in giudizio, ove e’ stata altresi’ depositata dalla Regione una relazione dell’Istituto superiore di sanita’ che sottolinea la necessita’ di “procedere rapidamente alle opere di messa in sicurezza e bonifica ambientale previsti dalla legge, nonche’ a tutti quegli interventi volti alla riduzione delle esposizioni anche potenziali a contaminanti da parte delle popolazioni”) non e’ orientata da decisioni in materia di bilancio, ma e’ piuttosto il contrario”. Quanto alla presunta impossibililta’ di recuperare le somme della bonifica successivamente a carico di Edison, per il Tar invece “”non sono state provate in giudizio fondate ragioni di impedimento alla possibilita’ di recuperare comunque quanto si andra’ a spendere a tal fine, in danno della stessa responsabile, per la parte da questa non eseguita spontaneamente.”

“Sono molto soddisfatto. Spero che ora il Ministero dell’Ambiente non faccia ricorso al Consiglio di Stato, ma apra subito quel confronto istituzionale e politico che gia’ ci aveva negato in precedenza. Ora si adoperi per un rapporto di collaborazione istituzionale che indichi la strada migliore per arrivare alla bonifica del sito”. Cosi’ il commento del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, in relazione alla sentenza del Tar che ha respinto l’annullamento dell’ appalto per la bonifica del sito di Bussi che il Ministero dell’Ambiente aveva deliberato nei mesi scorsi.

“Il pronunciamento odierno del Tar Abruzzo sul Caso Bussi, ovvero sul ricorso presentato dalla Regione Abruzzo e dal Comune, contro l’annullamento della gara d’appalto per le opere di bonifica, e’ sostanziale. Significa che il Ministero dell’Ambiente deve bonificare quelle aree, che ha il dovere di procedere con la rimozione delle discariche abusive a nord dello stabilimento, e che ha l’obbligo di procedere con il ripristino della salubrita’ dei luoghi a tutela di un territorio e dell’intera regione. E la condanna al pagamento delle spese di lite per 15mila euro testimonia la bonta’ dell’azione legale intrapresa dalla Regione stessa. Ora si proceda senza ulteriori indugi e tentennamenti a garanzia di un territorio che ha gia’ patito a sufficienza”. E’ il commento del Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri rispetto alla sentenza del Tar.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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