La ceramica di Rapino nel Novecento

di Alessandro Morelli*

PELINO ALESSANDRO AMOROSO

(1902-1984)

un pittore di maioliche

PELINO ALESSANDRO AMOROSO nacque il 14 aprile 1902 a Rapino, in provincia di Chieti, paese che si trova alle falde orientali della Majella, da Antonio, muratore, e da Marrama Angela, in Via della Madonna n. 1.

Cominciò fin da piccolo a scoprire la pittura da autodidatta, e si dedicò presto alla ceramica.

Frequentò la bottega del ceramista Luigi Bozzelli.

A Rapino tra il 1917 e il 1918 si trasferì Basilio Cascella con i suoi figli Tommaso e Gioacchino (n. Pescara 1903), per dedicarsi alla pittura su ceramica e Pelino Amoroso ebbe l’opportunità di lavorare al loro fianco.

Il 5 agosto del 1926 Pelino, di professione “ceramista”, con una carriera in ascesa, sposò a Rapino la giovane Giovanna Medaglia.

Negli anni Venti seguì Basilio Cascella a Civita Castellana e, nella fabbrica “Percossi”, collaborò alla realizzazione dei grandi pannelli maiolicati destinati alle Terme di Montecatini; infatti, nel 1927, decorò la galleria dei banchi mescita dello stabilimento “Tettuccio” con sette pannelli con figure allegoriche. La ceramica Percossi G.R. & C., fondata nel 1900, produceva piastrelle e realizzò per conto del famoso artista Basilio Cascella i pannelli murali; l’attività imprenditoriale della stessa cessò nel 1930.

La presenza artistica di Pelino Amoroso a Civita Castellana è legata anche alla manifattura della ditta Marcantoni, all’interno della quale creò degli splendidi pannelli a formelle.

Nel 1924 le sue opere figuravano, insieme a quelle di Basilio Cascella e figli, in cataloghi per l’esportazione all’estero.

Sempre nel 1924, dalle pagine dell’Emporium, rivista mensile illustrata d’arte, letteratura, scienze e varietà, si riporta: “Pelino Amoroso e di Giuseppe Bontempo, ambo di Rapino di Chieti, i quali si muovono con tendenze pittoriche nell’ambito della tradizione castellana (…)”.

Il ceramista abruzzese nel 1926 partecipò alla Fiera Campionaria di Milano per la sezione di “Chieti e provincia”, insieme ai ceramisti Basilio Cascella, Antonio Vitacolonna, Giuseppe Bontempo, Luigi Bozzelli di Rapino e alla ditta Adalgiso Desiderio di Chieti.

Nel 1928 partecipò, per rappresentare Rapino di Chieti, alla “Rassegna marchigiana per le arti figurative, le bellezze naturali, la musica” dove, tra gli altri, figuravano tra i partecipanti: Basilio Cascella da Pescara con Gioacchino, Michele e Tommaso. Tra le maioliche esposte figuravano mattonelle di diverse grandezze caratterizzate dall’ornato a paese ed “effetti neve” con paesaggi invernali che lo caratterizzarono nel suo stile per la difficoltà di realizzazione.

Nel 1929 realizzò un pannello raffigurante il Duomo di Civita Castellana, poi offerto in dono a Papa Pio XI.

Sempre insieme a Cascella contribuì alla realizzazione di altre grandi creazioni in ceramica; ricordiamo la decorazione della nuova stazione ferroviaria di Milano (1929-1931) nella galleria di testa, con cinque pannelli con grandi vedute di città italiane e la Saletta reale.

Nell’Annuario generale d’Italia e dell’Impero italiano del 1933 figura come “pittore-decoratore” alla voce Rapino (Chieti), insieme a: Bontempo Alfredo, Vitacolonna Fedele, Di Sipio Cesare, Ferrante Silvestro, De Nardis Giovanni, Salvatore Giovanni.

Nel Museo Marcantoni di Civita Castellana sono esposti quattro pannelli ceramici realizzati negli anni Trenta nella fabbrica omonima; altre opere, che portano la sua firma, sono conservate nel museo.

Nel Museo della ceramica di Rapino, ubicato in piazza Fedele Cappelletti, nell’ex convento di Sant’Antonio, è presente una sua opera.

Il ceramista abruzzese rappresentò un vanto per l’Abruzzo insieme al continuatore della tradizione ceramica abruzzese, Fedele Cappelletti (Rapino, 17 agosto 1847 – Rapino, 12 marzo 1920).

In foto (Fig. 1) Piatto con veduta della discesa di San Giovanni Battista a Rapino. Uno scorcio che affascinò diversi pittori presenti nel paese per la realizzazione di opere in ceramica e acquerelli (cfr. Gioacchino Cascella nei Cataloghi Mostre d’Arte a Campobasso nel 1937 e Teramo nel 1938).

Fig. 1. Piatto di Pelino Amoroso, veduta della Chiesa di San Giovanni a Rapino e discesa. (collezione privata)

Pelino Amoroso continuò la sua attività artistica fino alla sua morte nel 1984; le sue opere sono presenti in Europa e negli Stati Uniti.

Fig. 2 Cartolina di Rapino, Chiesa di S. Giovanni Battista

*storico e saggista

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Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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