L’allenatore formatore (o l’allenatore del futuro)

 

Costruire un atleta è un’operazione artigianale che confina e sconfina nella produzione artistica. Le riflessioni e le conoscenze, necessarie ad acquisire ed elaborare competenze tecniche, pedagogiche e didattiche, devono contribuire alla definizione strutturale dell’allenatore formatore, ma non possono e non devono emergere nel processo di costruzione dell’atleta. È necessario un atteggiamento non intellettualistico che, fortunatamente, è un privilegio di tale mestiere, permeato da una fisicità preclusa o molto più nascosta in altre professioni artistiche, si pensi alla poesia o alla scrittura.

Bisogna immaginare l’allenatore come se fosse un cuoco che aggiunge del sale quando sa che ce n’è bisogno. Non lo fa a caso o per fortuna, ma grazie alla propria “struttura” consolidata. Quando cucina è un cuoco, non pensa, non recita il ruolo del cuoco. Può spiegarti dopo per quale motivo ha fatto una scelta oppure un’altra, ma a posteriori, non prima, perché quando prende una decisione, questa è immediata, si tratta di un’operazione mentale complessa i cui elementi costituenti si coordinano in modo sintetico.

Creare un nuotatore è assimilabile alla realizzazione di un quadro, di una scultura, con la necessità di scegliere i materiali e sapientemente mescolarli. O mettere a punto una macchina da corsa con le sue complesse regolazioni ingegneristiche. Ma è molto più ricco e stimolante, perché si lavora con un materiale che interagisce, che evolve, che si trasforma reagendo alle manipolazioni del formatore. E lo scopo finale è l’autonomia dell’opera d’arte che deve prendere vita e assumere significati che non dipendono più dall’artista. Niente di più bello, come scopo, che portare un materiale alle sue massime potenzialità espressive. E nessun materiale dà più soddisfazione o risultati che l’essere umano e la sua personalità, che viene plasmata e liberata, nelle sue componenti motorie, affettive e cognitive, per conquistare uno spazio proprio e imprevedibile nell’ambito sociale.

Una conseguenza diretta di questo assioma è che la dimensione fondamentale che caratterizza un artista è quella culturale, la sua capacità di conoscere i materiali che utilizza e le leggi che ne regolano i funzionamenti. Quello che differenzia l’artista dall’artigiano è la consapevolezza di tali funzionamenti, la capacità di ottenere determinate risposte e risultati previsti non per mera riproduzione empirica di procedure già adottate da altri, ma per una profonda e precisa conoscenza dei processi. In definitiva si potrebbe dire la capacità di innovare.

Un ulteriore grado poi di qualità sta nella capacità di allontanarsi dall’opera, di renderla viva, autonoma, indipendente da chi la produce. L’estensione della personalità del maestro, che è conseguenza immediata del suo bagaglio culturale, da intendersi in questo caso in senso molto ampio come prodotto di una feconda e continua dialettica tra esperienza e riflessione, costituisce un elemento indispensabile per non imporre limiti alla dimensione evolutiva della personalità dell’allievo.

Allora, nel caso di chi lavora in ambito sportivo, competenze anatomiche, biomeccaniche, psicologiche, pedagogiche, conoscenza delle leggi fisiche, dei materiali con cui interagisce l’atleta e altre ancora, sono tutte al servizio dello sviluppo dell’individuo. La componente legata alla motricità rappresenta solo una delle parti della personalità e nel caso della pedagogia dell’attività motoria la via privilegiata d’accesso perché questa possa essere stimolata, si evolva e diventi sempre più autonoma.

Essere messi in condizione di affrontare e risolvere problemi motori costituisce un percorso obbligato per il progresso individuale, ma è solo la competizione, il confronto con gli altri, che aggiunge la dimensione sociale e consente, attraverso il gioco continuo dell’assegnazione dei ruoli e della ricerca degli status, una reale ridefinizione autonoma della personalità che vada oltre il rapporto castrante con l’allenatore, quando questi vuole restare padrone di un’opera che ritiene inopinatamente sua.

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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