Personaggi storici d’Abruzzo: Luigi de Felici. Barone di Rosciano, Sindaco di Pianella, Capo Squadrone delle Guardie di Onore del Teramano

Luigi de Felici stampa ottocentesca

Personaggi storici d’Abruzzo: Luigi de Felici.
Barone di Rosciano, Sindaco di Pianella, Capo Squadrone delle Guardie di Onore del Teramano

Per la storia della Villa de Felici

di Alessandro Morelli*

Nel contribuire alla formazione di un quadro storico dei personaggi della Provincia teramana, ci occupiamo per la prima volta del Cavaliere Luigi de Felici dei baroni di Rosciano, S. Giovanni, Villa Oliveti.

L’antica famiglia, presente in Abruzzo dal XVI secolo, probabilmente proveniente dall’Umbria, passò per le Marche e nel territorio di Poggio Umbricchio; riparò infine per un breve periodo a Cepagatti nel palazzo fortificato, appartenuto ai Valignani, e difeso da armigeri nel XVII secolo. La famiglia acquisì numerosi territori a Pianella, Cepagatti, Rosciano, Poggio Ragone (II ramo nobiliare).

Casato diviso in due rami.

Carlo de Felici sposò Anna Maria Brancadoro e intraprese un’opera di espansione in Rosciano ed altri territori.

La famiglia de Felici acquistò la baronia di Rosciano nel 1737.

Zopito de Felici (n. 1703), figlio di Carlo, sposò Ippolita Micheletti; nel XVIII secolo fece costruire una casa palaziata nella Piazzetta del Ss. Salvatore, inglobando una serie di casette col concambio.

È con Vincenzo de Felici (1744-1811) che il palazzo assunse la dimensione attuale. L’indagine archivistico-bibliografica con la riscoperta di antichi documenti conservati negli archivi e le informazioni reperite da pubblicazioni storiche locali hanno permesso la datazione del palazzo. Tanto c’è da fare per quanto riguarda lo studio degli aspetti architettonici.

Gli eredi di D. Vincenzo de Felici possedevano terreni in contrada S. Lucia, S. Nicola, S. Maria a Lungo, Collevecchio, Morrocino, Mattucci, Vicenne, Fonte Nardangelo, una casa palaziata, come già anticipato, di trentaquattro membri nella Piazza del Ss. Salvatore con giardino “gli orti”1, una bottega in Piazza Napoleone, due vani in Strada di Pallade, diversi vani nella Piazza Ss. Salvatore, Vico delle Papere, Strada di Colle da Piedi, Vico de’ Passeri, un fondaco di tre membri con cisterna da olio nella Strada del Ss. Salvatore.

La scheda biografica, che si presenta, muove da un articolo apparso nel febbraio del 1856 sul famoso Poliorama Pittoresco, periodico napoletano (1836-1860) di divulgazione culturale; l’autore si firma con le iniziali G.B.

«Il giorno 25 Febbraio 1856 sarà sempre memorabile agli abitanti della Città di Pianella del Teramano. Con insolita pompa erano trasportate al maggior tempio le mortali spoglie del Cavaliere Luigi de’ baroni de Felici, accompagnate dalle lagrime di un popolo intero, che seguitava il funebre corteggio. Piangevano i poveri il loro benefattore, gli animi gentili l’amico, tutti il cittadino illustre.

Nasceva il dì 4 Marzo 1798 in Pianella dai coniugi Vincenzo de Felici Barone di Rosciano e Maria de’ Baroni e duchi Valignani, secondo frutto di un’affettuosa unione; e fu per tempo cresciuto all’affabilità dell’esempio de’ virtuosi genitori. Poscia fu condotto in Napoli dagli zii paterni Cav. Leone De Felici, Comandante il Corpo dei veterani, e Silvestro De Felici Capitano di Artiglieria, e posto ad educare nel Collegio Militare. Dal quale uscito, dopo fornita la carriera degli studi, si rese alla città nativa, dove fu da tutti amato e riverito per singolare bontà di animo e cortesia e gentilezza di maniere.

E perché si conobbe l’amore di lui pel ben pubblico, la giustizia e la moderazione dell’animo reduce appena in patria, nel 1815, fu nominato 1° Tenente della Guardia di pubblica sicurezza, ed ammesso di poi al Corpo delle Guardie di Onore, nelle quali ottenne il grado di Capo Plotone, e finalmente quello di Capo Squadrone.»

Per la prima volta è possibile periodizzare la carriera militare di Luigi de Felici.

Il primo ruolo ricoperto fu quello di Guardia urbana di Pianella con compiti di vigilanza. I componenti erano scelti tra i nobili, i commercianti, i proprietari terrieri, i negozianti, professionisti ed artigiani di età compresa tra i 24 e i 50 anni con i requisiti dell’attaccamento al trono e di principi morali indiscussi.

Con il Decreto del 30 maggio del 1833 si riorganizzò il Corpo armato a cavallo con 9 Squadroni Provinciali di Guardie d’Onore. A partire dal 26 luglio 1833, con la riorganizzazione in tutto il regno, si intraprese finalmente la procedura formale per l’adesione di Luigi de Felici al Corpo delle Guardie d’Onore del I Abruzzo Ulteriore che porterà successivamente al giuramento ufficiale.

Le Guardie d’Onore venivano incaricate di sfilare nelle importanti occasioni: onomastici dei reali, nascite, feste civili, commemorazioni, manifestazioni solenni.

Per il ruolo di pubblico amministratore così prosegue l’articolo:

«Nè men tarde gli furono conferite cariche amministrative, avendo più volte esercitata quella di Sindaco; in cui si segnalò non solo per isquisita rettitudine, ma eziandio per aver provveduto il Comune di nuove strade, e ristorate alcune delle antiche.

Nominato Consigliere provinciale, vi dimostrò prudenza non ordinaria, ed amore sincero pel ben pubblico; ed ancor meglio avrebbe le virtù sue manifestate, se da penosa infermità non fosse stato impedito di recarsi al Consiglio distrettuale, di cui era stato eletto in altro tempo Presidente.

In tempi di pubbliche calamità, fè palese la generosità dell’animo suo; ed in mezzo a civili perturbazioni condusse i suoi concittadini a dimorare in pace e concordia comune: per che non ambita né richiesta, meritò la Croce di Cavaliere dell’Ordine di Francesco I.

Ebbe care le cognizioni di agronomia; e diede esempio di utili e nuove coltivazioni [fino ad allora poco sviluppate o poco redditizie] e di profittevoli industrie; ed arricchì di una rara ed ordinata flora la graziosa villetta prossima alla città».

La villa che versava in uno stato di abbandono entrò in possesso del de Felici e fu completata nel XIX secolo. L’edificio e l’area circostante passarono per mancanza di eredi al ramo dei Marchesi di Casalincontrada. Tra gli ultimi personaggi, dimoranti nella bella villa, figura la Marchesa Silvina Olivieri de Felici (1934).

Luigi I de Felici possedeva a Pianella, insieme ai fratelli, una casa palaziata nel rione S. Salvatore, un frantoio, numerose case e terreni.

Lo storico Vittorio Morelli, nel volume Historiae de Planella (1979), riporta la completa catalogazione delle piante ornamentali della Villa Della Tolfa, poi de Felici (pp. 32-33), precedentemente annotate dallo scrittore Pasquale Castagna (1819-1887). Da un altro studio del Morelli (2016), La chiesa longobarda del S. Salvatore, si riporta che la famiglia possedeva un altare nella chiesa di S. Salvatore.

Il 18 luglio 1884, nella Villa de Felici al numero 1, nacque Luigi II da Gesualdo, gentiluomo, e Silvina Olivieri, gentildonna; testimoni dell’evento furono Ettore de Sanctis, proprietario di anni 34, e Felicissimo Verrotti di anni 25, avvocato, entrambi residenti a Pianella.

Con i tratti distintivi del carattere del personaggio si chiude l’articolo commemorativo del Poliorama:

«Cortese, affabile, gioviale, compagnevole, fu desiderio e delizia di quanti il conobbero; e per non ostentata beneficenza diventò l’amico dei poveri. I quali fecero la più sincera testimonianza delle modeste virtù che ornarono l’animo di quest’uomo illustre, col bagnare di largo e spontaneo pianto la sua tomba. Possa l’esempio delle virtù di lui pubbliche e private destar lodevole emulazione in tutti, e specialmente in coloro, che nati di nobile stirpe, han mestieri di giustificare con degne azioni la pompa del loro stemma gentilizio».

Nota

  1. Gli orti furono recintati nella prima metà del Settecento. Oggi sono quasi del tutto scomparsi. Viva è la speranza che ci sia una attenzione verso gli ultimi elementi murari visibili in laterizio.

Riproduzione riservata

Bibliografia

G. B., Il Cavaliere Luigi de Felici barone di Rosciano, in «Poliorama Pittoresco», Anno XVI, n. 43, Napoli, 1856, pp. 337-338.

Vittorio Morelli, La chiesa longobarda del S. Salvatore di Patronato regio in Pianella, Penne, Arti grafiche Cantagallo, 2016.

Vittorio Morelli, Historiae de Planella, Penne, Tip. Cantagallo, 1979.

AA.VV., Rassegna d’arte degli Abruzzi e del Molise, 1912.

Domenico Bracale, Difesa per l’Università di Rosciano contra Don Zopito de Felici barone della medesima, a c. di A. Mezzanotte – V. Morelli, Penne, 2002.

Adolfo Parascandolo, Supplimento alla biblioteca storico-topografica degli Abruzzi di Camillo Minieri Riccio composto sulla propria collezione, Napoli, 1876.

Alessandro Morelli, Storia genealogica delle antiche famiglie pianellesi, (ms., in preparation).

Pascasio Martino Natali, L’ultimo barone di Rosciano: memorie biografiche e storiche, Atri, Tip. Donato de Arcangelis, 1889.

*storico

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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