Auto: Csp, immatricolazioni tornate sui livelli del 1967

Il dato di marzo sulle immatricolazioni riporta il mercato italiano dell’auto indietro al 1967. Lo sostiene il Centro studi Promotor, sottolineando che proiettando il dato del mese scorso “sulle vendite dell’intero 2022 si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.127.527, un livello molto vicino a quello del 1967”. Secondo il Csp, “le cause che hanno portato a questa situazione sono ben note: la pandemia, con il crollo del Pil nel 2020 e il recupero soltanto parziale nel 2021, la crisi dei microchip e di altri componenti essenziali nella produzione di automobili, la guerra in Ucraina con il suo impatto anche psicologico, il riaffacciarsi dell’inflazione, la minaccia di una nuova stagflazione come quella che il mondo conobbe negli anni ’70 del secolo scorso dopo la prima crisi petrolifera e altri fattori di minore importanza”.

“A tutto questo – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor – si e’ aggiunta poi nel nostro Paese una vicenda di cui certamente non vi era bisogno e cioe’ il fatto che il Governo da mesi annuncia che adottera’ incentivi per sostenere la domanda di auto, ma oggi siamo ancora nella fase degli annunci. Questo fatto costituisce un freno importante per la domanda di auto che ancora vi sarebbe nonostante tutti gli elementi che abbiamo citato. Gli interessati all’acquisto di un’auto, infatti, oggi non comprano perche’ attendono di poter usufruire degli incentivi. Tra l’altro un meccanismo analogo sta operando anche sul mercato dei pneumatici per il quale e’ stato preannunciato un bonus per l’acquisto che pero’ non e’ ancora operativo”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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