Il Centro studi degli artigiani della Cgia di Mestre ‘boccia’ la proposta dei 5S di un salario minimo a 9 euro, sostenendo che questa costerebbe alle piccole aziende almeno 1,5 miliardi in piu’. E comunque gia’ oggi, afferma la Cgia, nei principali contratti nazionali di lavoro dell’artigianato (con livelli retributivi tra i piu’ bassi) le soglie minime orarie lorde complessive sono superiori alla proposta di legge proposta pentastellata. Oltre a cio’, l’Ufficio studi della Cgia segnala che l’introduzione del salario minimo per legge avrebbe delle conseguenze molto negative per le aziende artigiane ubicate nelle aree economiche piu’ arretrate del Paese che, per ragioni storiche e culturali, non applicano compiutamente i contratti nazionali. Probabilmente, l’aumento dei costi salariali in capo alle aziende – osserva la Cgia – “spingerebbe molte realta’ produttive a licenziare i beneficiari di questo provvedimento di legge, facendo cosi’ aumentare l’esercito dei lavoratori in nero”
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