Confesercenti, in 3 mesi -1,5% consumi, da estate 2020 -6,6 miliardi

“Confesercenti stima che la spesa delle famiglie possa essersi ridotta nei primi tre mesi del 2021 dell’1,5%, cumulando un arretramento di 6,6 miliardi dalla scorsa estate (-2,7%)”. A sostenerlo è Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti, in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. I consumi, si fa notare, “si confermano come l’elemento di maggior fragilità dello scenario di previsione e ad essi il Def non dedica specifica attenzione. Da parte del Governo, si stimava nel precedente Def che la spesa delle famiglie sarebbe scesa nel 2020 del 7,2%, a fronte di una contrazione del Pil dell’8%. A consuntivo, la flessione del Pil ha confermato l’ordine di grandezza indicato dal Governo (-8,9%), ma assai maggiore di quanto previsto è stata la caduta dei consumi (-10,7%)”.

“Per il solo settore turistico, gli andamenti in corso potrebbero tradursi in un default di oltre 200mila imprese, coinvolgendo 480mila Lavoratori”. Così il segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, in audizione sul Def.

“Letteralmente drammatica – ha proseguito Bussoni – è la situazione del turismo, che pure non sembra trovare priorità nell’impostazione programmatica del Def”. “La caratteristica particolare dei flussi turistici” nelle grandi città d’arte “è l’elevata percentuale di presenze straniere, che sono quelle praticamente scomparse. Se consideriamo, ad esempio, Roma, Firenze, Venezia, Napoli e Palermo, queste costituiscono una quota che va dal 58 al 75% del totale presenze nel 2019. Ne deriva che queste città sono quelle che hanno sofferto di più la crisi pandemica e che, anche negli scenari da noi ipotizzati, resteranno più indietro, fino a quando non tornerà normale il flusso dei turisti esteri, il che plausibilmente, richiederà almeno 3 anni, anche nello scenario migliore”.

“L’arretramento dei consumi e la stagnazione turistica proiettano sull’immediato futuro un elevatissimo rischio di chiusura delle imprese e di permanete perdita di capacità produttiva. 450mila le attività a rischio nel 2021, con 2 milioni di lavoratori”, ha concluso Bussoni.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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