L’Italia invecchia ma mancano le Rsa

In Italia manca l’assistenza sociosanitaria alle persone che hanno più di 65 anni e che rischiano di essere, col passare del tempo, sempre meno autosufficienti. Si tratta di una condizione che attualmente è già in crisi. Ma le stime per il futuro non sembrano migliorare e, anzi, la situazione pare possa solo peggiorare. Tra poco meno di trent’anni è possibile che la popolazione italiana sia composta per un terzo da ultra65enni e che non per tutti, ma neppure per la maggior parte di essi, ci sono posti letto in strutture dedicate.

I dati Istat, elaborati dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, mostrano un quadro allarmante. I presidi residenziali sull’intero territorio nazionale sono 12.576. I posti letto totali, attualmente sono 414mila: 7 ogni mille persone residenti. Questo tipo di strutture, però, riguardano ogni tipologia e sono rivolte ad una molteplicità di ”categorie”: dagli anziani autosufficienti a quelli che non lo sono, disabili, persone con dipendenze e anche vittime di violenza. Gli anziani presenti al primo gennaio 2022 ammontavano ai tre quarti del totale, circa 267mila persone e per l’80% in condizioni di non autosufficienza. Tra il 2015 e il 2019 gli ultra65enni sono aumentati di oltre mezzo milione di unità. Come osserva il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, la percentuale di anziani nelle diverse zone del Paese è sostanzialmente la medesima, ma cambia il numero di individui ospitati all’interno di queste strutture. La media nazionale è di 1.9 persone presenti in residenze apposite ogni 100 over 65enni. A Nord, però, il dato passa a 2.8, mentre al Sud e nelle Isole il dato è rispettivamente 0.8 e 1. E se stai pensando di trasferirti al Sud perché pensi si possa invecchiare meglio, in realtà il dato riflette solo la mancanza di posti letto e la differenza con il Nord Italia.

I fondi alla sanità Tra i 24 paesi dell’Ue per i quali sono disponibili stime per il 2022, l’Eurostat segnala che la spesa per malattie e assistenza sanitaria per la protezione sociale è stata più elevata in Francia (10,0% del Pil), Germania (9,7%), Slovenia (8,6%), Austria (8,5%) e Belgio (7,8 %), mentre il valore più basso si è registrato in Bulgaria (4,2%), Irlanda (4,6%), Ungheria, Lituania (entrambe 4,7%) ed Estonia (4,8%). L’Italia è al 6,8% del Pil contro il 7,1% del 2021.

 

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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