Povertà relativa in leggero calo in Abruzzo, in controtendenza rispetto alla media nazionale

Interessante analisi di Aldo Ronci su dati Istat a seguito della quale viene evidenziato che nel 2021 in Abruzzo

la popolazione  diminuisce  di  7.352  abitanti  con  un’intensità  dello  0,57%  che  corrisponde a una flessione del 34% in più rispetto a quella italiana,  o perde 1.302 giovani (15‐34 anni) con un decremento percentuale pari a  4 volte quello nazionale,

le imprese non  sono  riuscite a  tenere il  passo  rispetto al  trend  nazionale,  hanno  registrato  un  incremento  di  1.482  unità  ma,  in  valori  percentuali,  crescono il 30% in meno del valore nazionale,  hanno  realizzato,  in  valori  percentuali,  variazioni  delle  attività  economiche tutte inferiori ai valori medi nazionali,

l’export  in valori percentuali cresce del 5% dato che vale appena 1/4 di quello  nazionale  che  si  attesta  al  18,2%  e  che  posiziona  l’Abruzzo  al  terzultimo posto dell graduatoria nazionale,  mentre l’export dei  mezzi  di  trasporto  subisce  una  flessione  dell’1,4%  in  con‐ trotendenza rispetto all’incremento nazionale che è stato del 17,1%,

– il credito alle imprese registra  una  crescita  di appena  22 milioni    che in  valori  percentuali  è  stata  pari  ad  1/8  di  quella  italiana  e  i  prestiti  garantiti  dallo  Stato  erogati  per  1  miliardo  e  463  milioni  sono  stati  sostitutivi  del  credito  ordinario anziché, come era nelle intenzioni, essere aggiuntivi,

il PIL   secondo  l’indicatore  trimestrale  dell’economia  elaborato  dalla  Banca  d’Italia, il prodotto interno lordo regionale “sarebbe cresciuto del 6,3%  in Abruzzo” a fronte di un 6,6% in Italia, calcolato dall’Istat.

Nonostante che nel 2021 i dati abruzzesi sopra esposti siano tutti peggiori dei valori medi nazionali, nello stesso anno, la povertà relativa abruzzese diminuisce dal 12%  all’ 11,5% in controtendenza con quella nazionale che cresce dal 10,1% al 11,1%.  La flessione abruzzese dello 0,5% pone la regione al quinto posto tra i migliori  risultati a livello nazionale.

Il buon risultato è determinato soprattutto dall’incremento degli abitanti ultra sessantacinquenni che, raggiungendo la pensione, non si trovano più nella  condizione di avere di un lavoro precario e poco remunerato.

Gli ultra sessantacinquenni pesano sempre di più sul totale degli abitanti e  questo  fenomeno  paradossalmente, per un altro verso, va ad influenzare negativamente  l’indice di dipendenza strutturale della popolazione che  rappresenta il carico  sociale ed economico della popolazione non attiva (0‐14 anni e 65 anni ed oltre) su  quella attiva (15‐64 anni).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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