Cronaca

Montesilvano, la polizia municipale rintraccia automobilista pirata

«Un plauso agli operatori della Polizia Locale, prontamente intervenuti sul luogo dell’incidente, che grazie ad attente indagini hanno individuato il proprietario dell’auto pirata». A dirlo è il sindaco Francesco Maragno.

Nella serata di venerdì, alle 22:40 circa, un uomo di 50 anni è stato investito sul lungomare di Montesilvano, all’altezza dello stabilimento balneare Europa Mare. L’auto che viaggiava in direzione sud - nord, da Pescara verso Silvi ha falciato il cinquantenne, originario di Bari e domiciliato a Montesilvano. Subito dopo l’impatto, che ha provocato all’investito una frattura e ferite giudicate guaribili in 30 giorni,l’auto pirata si è dapprima fermata, per poi riprendere la sua corsa. Nello scontro, tuttavia, il veicolo ha perso il frontalino anteriore con annessa la targa.

«Grazie a questo importante particolare - dichiara ancora il sindaco - all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e all’incrocio dei dati con la Polizia Locale di Città Sant’Angelo, gli operatori della nostra Polizia Locale sono riusciti ad individuare il proprietario dell’auto. Le indagini proseguiranno per accertare chi era effettivamente alla guida dell’auto». Il pirata della strada verrà denunciato per omissione di soccorso e lesioni.

L’intervento della Polizia Locale è stato effettuato nell’ambito del progetto “Antidegrado sicurezza urbana” con cui l’Amministrazione Comunale ha introdotto il terzo turno serale, dalle 19 all’una per tre volte a settimana durante tutto l’anno.

«Con il progetto - afferma ancora il sindaco - è stato potenziato il servizio a tutela della sicurezza urbana. I nostri operatori, nonostante le significative carenze di organico, svolgono con grande impegno l’attività di controllo del territorio e quanto accaduto ne è concreta testimonianza».

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Fornitura e trattamento acque, aumenti record delle tariffe

Negli ultimi 13 mesi i prezzi per la fornitura e il trattamento delle acque di scarico in Abruzzo, Toscana e Friuli-Venezia Giulia sono aumentati più che altrove, anche fino al 21% rispetto al Molise e alla Calabria dove non si registrano variazioni. Di gestione delle risorse idriche e trattamento delle acque reflue si discuterà a Watec Italy 2017, mostra convegno internazionale dedicata alla gestione e alla salvaguardia dell'acqua, che si terrà dal 21 al 23 giugno a Palermo. I prezzi per la fornitura dell'acqua in Abruzzo sono cresciuti del 15,9%, mentre in Toscana e in Friuli-Venezia Giulia rispettivamente dell'11,5% e del 9%. Rispetto a gennaio 2016 in Puglia il costo della fornitura idrica è aumentato mediamente dell'8,8% e con percentuali analoghe anche in Emilia Romagna (8,3%), Veneto (8,1%) e Sicilia (7,8%). Oltre al Molise e alla Calabria, dove i canoni medi sono rimasti invariati, gli incrementi sono stati molto contenuti in Liguria (2,3%), Sardegna (2,2%) e Campania (0,9%). Sempre in Abruzzo, i costi per la raccolta delle acque di scarico hanno subito un consistente aumento: +21,6%. Incrementi inferiori ma sempre a doppia cifra in Toscana (+11,3%). Watec Italy 2017 rileva aumenti compresi fra l'8 e il 10% in Friuli-Venezia Giulia (+9,4%), Veneto (+8,2%) ed Emilia Romagna (+8,1%). Canoni fognari calmierati nell'ultimo anno anche in Sardegna (+2,2%), Sicilia (+1,6%), Campania (+0,9%) e Valle d'Aosta (+0,3%). Analizzando i costi per la fornitura dell'acqua a livello provinciale, negli ultimi 13 mesi a Treviso (+18,8%), Benevento (+18,1%) e Udine (+17,5%) gli aumenti sfiorano il 20%

In 20 province non si segnalano variazioni, mentre, pur mantenendo i canoni più bassi d'Italia, si rilevano ancora diminuzioni ad Arezzo (-2,3%) e Biella (-4,9%), ma ancora di più a Trapani (-10%). Ad Arezzo i costi per la raccolta delle acque di scarico schizzano addirittura di un terzo (+30,1%). A Treviso, Benevento, Udine e Rimini gli incrementi vanno dal 16 al 18%. Nessun cambiamento in 19 province nell'ultimo anno, con Trapani in calo sempre del 10% e Biella del 4,8%. Dall'analisi i canoni idrici medi più elevati del Paese si rilevano in Abruzzo, Trentino-Alto Adige e Toscana. I cittadini pagano di più la raccolta delle acque di scarico in Abruzzo, Toscana e Liguria. Watec Italy 2017 è patrocinata da Commissione Europea, Banca Europea per gli Investimenti, Banca Mondiale, Regione Sicilia, Barilla Center for Food & Nutrition, e vede il coinvolgimento dell'Università di Palermo e altri rappresentanti ed esperti del settore. Il comitato scientifico della mostra convegno è presieduto dall'architetto Giuseppe Taverna (Regione Sicilia), e coordinato dal già ministro dell'Ambiente, Corrado Clini e da Francesco Pareti, esperto di operazioni finanziarie internazionali. Fino al 19 giugno 2017 sarà possibile inoltre iscriversi agli incontri B2B organizzati da Sicindustria e Consorzio Arca, partner di Enterprise Europe Network, la rete della Commissione europea per l'internazionalizzazione, la ricerca e l'innovazione delle pmi, che si terrà il 23 giugno all'interno di "Watec Italy 2017". Durante la giornata dedicata al networking, imprenditori, dirigenti d'azienda, università, investitori istituzionali, venture capitalist, analisti e altri esperti avranno l'opportunità di avviare collaborazioni nel campo delle tecnologie per l'acqua. La partecipazione al B2B è gratuita e i partecipanti avranno libero accesso agli spazi espositivi.

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Coppia morta sul fiume Orta per una tragica fatalità

Emerge una prima ricostruzione della tragica gita del primo maggio sul fiume Orta, a Caramanico Terme, nella quale hanno perso la vita  due giovani di 32 anni, Giuseppe Pirocchi e Silvia D'Ercole. I due stavano facendo un' escursione nella zona della valle dei Luchi con i figli e con due sorelle della 32enne, quando, nel pomeriggio, e' avvenuto l'incidente. In quella zona le rapide che scorrono impetuose tra gigantesche rocce prendono il nome di 'Marmitte'. Le rocce sono estremamente lisce e, in alcuni punti, scivolose e melmose. Mentre i Carabinieri Forestali e quelli della Compagnia di Popoli sono al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto, prova a spiegare quanto successo uno zio di Silvia: "Stavano percorrendo un camminamento roccioso ricoperto di melma a causa del maltempo di questi giorni - racconta Donato D'Ercole riferendo quanto raccolto dalle due nipoti e sorelle di Silvia, Angela e Daniela - quando all'improvviso Silvia e' scivolata verso la gola ed ha cercato di aggrapparsi al compagno, trascinandolo nella caduta. Erano riusciti a mantenersi sospesi alle rocce, ma poi non ce l'hanno fatta e sono precipitati giu' nelle acque del fiume". Si sarebbe trattato di una tragica fatalita'. Lanciato l'allarme, sul posto, oltre a Carabinieri e Forestali, sono arrivati i Vigili del Fuoco,  il 118 di Pescara e gli uomini del Soccorso Alpino. Per i soccorritori, che hanno operato con l'ausilio di due elicotteri, considerata la zona impervia - la strada piu' vicina e' a quasi un'ora di cammino dal luogo dell'incidente - non e' stato facile recuperare i due corpi, trascinati dalla corrente circa 250 metri piu' a valle rispetto al punto della caduta. Stamani la ricognizione cadaverica e poi la restituzione delle salme alle famiglie, su disposizione del pm di turno di Pescara. I funerali dei due giovani verranno celebrati domani, a Scerni, nella chiesa di San Giacomo, alle 16.30.

 

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L’Aquila, consegnate 23 “Stelle al Merito del Lavoro”

Presieduta dal Prefetto dell'Aquila, Giuseppe Linardi, si e' svolta questa mattina presso l'Auditorium della Bper "E. Sericchi" la cerimonia di consegna delle 23 "Stelle al Merito del Lavoro" agli insigniti nell'ambito della regione Abruzzo. Il riconoscimento e' attribuito con decreto del Presidente della Repubblica per "meriti di perizia, laboriosita' e condotta morale". Alla cerimonia sono intervenute le massime autorita' religiose, civili e militari regionali e i rappresentanti delle categorie economiche e del mondo del lavoro.

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Incendio sul tir nella piazzola di sosta, muore un uomo

Un uomo e' morto nella notte nell'incendio che ha distrutto il suo Tir parcheggiato nell'area di servizio Tortoreto Est dell'autostrada A14, in provincia di Teramo. Molto probabilmente le fiamme hanno avvolto la cabina di guida mentre dormiva. Non sono ancora note le sue generalita': il rogo ha distrutto i documenti personali. La targa del mezzo e' polacca. Gli agenti della Polizia autostradale stanno cercando di risalire all'identita' dell'uomo e alla ditta di trasporti per cui lavorava. Le fiamme sarebbero partite dal vano motore del Tir.

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Scontro auto-moto, morto centauro di 27 anni di Paglieta

Un centauro e' morto in serata a Lanciano dopo lo scontro frontale con un'autovettura nei pressi di un distributore di carburanti. A perdere la vita è stato un giovane di Paglieta, Nicola Di Genni, 27 anni.  Da una prima ricostruzione, il ragazzo si sarebbe scontrato con una Ford Cmax guidata da una donna di Lanciano, in località Iconicella. Da una prima ricostruzione dell’incidente da parte della polizia stradale di Lanciano, la macchina non avrebbe rispettato la precedenza

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Due alpinisti morti sul versante teramano del Gran Sasso

Sono due alpinisti teramani, Francesco Carta, che avrebbe compiuto tra qualche giorno 45 anni, residente a Cermignano e trasferitosi a Bisenti per via del terremoto, ed Enrico Faiani, artigiano 60enne stimato e conosciuto, di Castelli, le vittime della tragedia consumatasi a poco piu' di 2mila metri sulla via del Brancastello, nel vallone di San Pietro, sulla montagna teramana del gruppo del Gran Sasso. I due facevano parte di un gruppo di 5 amici che di buonora hanno 'attaccato' la parete. Ognuno per suo conto, con picconi, ramponi e corde, senza essere legati l'uno all'altro. La tragedia si e' verificata quando il sole era caldo e alto ma la parete ancora ghiacciata. All'improvviso, una delle due vittime ha perso la presa alla roccia ed e' scivolato travolgendo il compagno che era immediatamente sotto di lui. Entrambi sono volati radenti alla roccia. Il primo e' finito su una terrazza a circa 3-400 piu' in basso, l'altro piu' giu' di altri 100 metri. Salvi gli altri tre.

Avevano quasi terminato l'ascensione i due alpinisti abruzzesi hanno perso la vita, scivolando lungo il canale San Pietro (a quota 2400m.). Le vittime erano insieme ad altri tre alpinisti, questi illesi. Tutti erano ben equipaggiati, con piccozze e ramponi. Qualche minuto dopo l'allarme i tecnici della stazione di Teramo del Cnsas sono stati elitrasportati in quota dall'elicottero del 118. Una volta raggiunto il luogo dell'incidente, hanno provveduto al recupero delle salme recuperate intorno ai 2000 m. di quota

 

 

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Comune di Pescara, online l’avviso per le richieste danni per il maltempo

E' online sul sito del comune di Pescara l'avviso per le richieste di ristoro per immobili e attivita' danneggiate dall'ondata di maltempo del gennaio scorso. Le richieste entro il 19 maggio. Lo rende noto il vicesindaco e assessore comunale alla Protezione Civile Antonio Blasioli. "Invitiamo tutti coloro che hanno subito dei danni al patrimonio edilizio e alle attivita' economiche e produttive a causa del maltempo a presentare istanza attraverso i moduli reperibili presso l'Urp del Comune oppure messi a disposizione sul portale dell'Ente", riferisce Blasioli. Le domande, complete della documentazione richiesta, possono essere trasmesse entro e non oltre il giorno venerdi' 19 maggio 2017 (salvo proroga), precisando che l'inoltro dell'istanza mediante consegna a mano oppure a mezzo posta con raccomandata a.r. presso lo sportello del Protocollo Generale dell'Ente dovra' avvenire entro le ore 13:00. E' possibile anche procedere con posta elettronica certificata, alla mail protocollo@pec.comune.Pescara.it, sempre entro le 13 del 19 maggio. In ogni caso le schede pervenute oltre i termini di scadenza saranno prese in carico con riserva. "Istanze e schede di ricognizione dei danni dell'avviso - precisa Blasioli - non costituiscono riconoscimento automatico di eventuali contributi a carico della finanza pubblica per il ristoro dei danni subiti". 

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I carabinieri del Nas Pescara sequestrano 500 candelotti pirotecnici

 Circa 500 sparkler, comunemente noti come zampilli scintillanti, sono stati sequestrati dai Carabinieri del Nas di Pescara, in due esercizi commerciali a gestione etnica, nella provincia di Chieti. Ad attirare l' attenzione dei militari sono state le confezioni delle candele esposte in vendita: se ne consigliava l'uso decorativo, con tanto di zampillo di scintille, su prodotti alimentari e, in particolare, sulle torte. Affinche' un prodotto 'non alimentare' possa entrare in contatto con un prodotto alimentare deve sottostare a una normativa rigidissima, quella dei cosiddetti M.o.c.a. (Materiali e oggetti destinati al contatto alimentare). Inoltre le informazioni erano tutte in lingua diversa dall'italiano. Per questo motivo sono scattati i sigilli per le confezioni, che sono state escluse dalla vendita al consumatore finale. Ispezionati, in tutto l'Abruzzo, una decina di esercizi per la ricerca di simili prodotti. La potenziale pericolosita' per la salute umana di queste candele pirotecniche e' stata recentemente evidenziata in trasmissioni giornalistiche d'inchiesta. La combustione delle polveri piriche presenti nelle candele, genera una pioggia di scintille che andrebbero a poggiarsi direttamente sugli alimenti, ingeriti, poi, dai consumatori. Metalli pesanti, quali alluminio, bario, ferro e silicio sono alcune delle milioni di particelle che la combustione rischierebbe di far posare sulla superficie delle torte, nel caso in cui gli sparkler venissero utilizzati come decorazioni. 

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Crollo hotel Rigopiano, il sindaco di Farindola replica alle accuse

"Su quale base avrei dovuto chiudere l'hotel Rigopiano? In assenza di elementi oggettivi non e' che un sindaco si sveglia e decide di chiudere una struttura. Avrei evacuato la struttura se la Provincia mi avesse detto di non essere in grado di gestire la viabilita'. La strada non potevo essere io a chiuderla perche' e' di giurisdizione provinciale, non di mia competenza". Lo afferma il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, tra gli indagati per la tragedia di Rigopiano, incontrando i cronisti a margine di un evento nel comune del Pescarese. "Su quale base scientifica avrei dovuto emettere un'ordinanza di sgombero? - si chiede il sindaco, rispondendo alle domande dei giornalisti - Non esiste una Carta delle valanghe, che la Regione avrebbe dovuto fare. Come sindaco non ho avuto nessuna indicazione sui siti valanghivi. Avrei dovuto evacuare l'intero paese, perche' tutto il territorio era nelle stesse condizioni". Altro punto su cui viene criticato il sindaco e' la mancata lettura del bollettino Meteomont, che aveva innalzato il rischio valanghe da 2 a 4 in quella zona: "I bollettini non sono stati trasmessi, al di la' della ricezione o meno - sottolinea Lacchetta - e, in ogni caso, quella e' una previsione su larga scala. Qui siamo in montagna, Farindola e' piena di situazioni a rischio. Senza una Carta delle valanghe come faccio a sapere quali sono i pericoli?", si chiede. Sulla questione della Commissione valanghe, che a Farindola non si riunisce da anni, il primo cittadino spiega che "l'unica strada su cui si esprime la Commissione  era gia' chiusa". "L'emergenza e' stata affrontata cosi' come previsto dal piano di protezione civile comunale. Penso di aver fatto tutto quello che avrei potuto fare ed anche di piu'", chiude Lacchetta

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