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Emergenza clima. Ecco il bilancio 2019. I dati di Legambiente su un anno di eventi estremi in Italia

È tempo di bilanci anche per il clima. Nell’anno della grande mobilitazione giovanile guidata da Greta Thunberg per salvare il Pianeta, il bilancio clima 2019 stilato da Legambiente ci restituisce un anno critico sul fronte dei cambiamenti anche per l’Italia. Due le parole chiave: più eventi estremi e più caldo. Nella Penisola, segnata anche quest’anno da nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e prolungate, fenomeni meteorologici intensi ed estremi dovuti ai cambiamenti climatici, salgono a 157 gli eventi estremi che si sono succeduti quest’anno in Italia e in cui hanno perso la vita 42 persone. Un bilancio in crescita rispetto a quello del 2018 che aveva registrato 32 vittime e 148 eventi estremi. Il 2019 è stato caratterizzato da 85 casi di allagamenti da piogge intense54 i casi di danni da trombe d’aria (in forte aumento rispetto alle 41 del 2018), 5 di frane causate da piogge intense e 16 esondazioni fluviali. In aumento anche gli eventi che riguardano due o più categorie (ad esempio casi in cui esondazioni fluviali o allagamenti da piogge intense provocano danni alle infrastrutture). 

Oltre ai fenomeni metereologici estremi, il 2019 sarà ricordato anche per il forte caldo. L’anno che stiamo per lasciarci alle spalle è stato uno degli anni più caldi della storia e, secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale dell'Onu (WMO), è destinato a piazzarsi al secondo posto nella classifica dei record di caldo. Il mese di luglio, secondo l’Agenzia Americana per Oceani ed Atmosfera (NOAA), è stato il mese più caldo mai registrato al Mondo negli ultimi 140 anni, con una temperatura media globale di 0,95 gradi sopra la media. Anche in Italia il caldo si è fatto sentire: se si considerano solo le temperature massime, il mese di ottobre è stato il secondo più caldo in assoluto dal 1800 ad oggi, dietro solo al 2001, con un’anomalia di +1,74°C. Temperature anomale rispetto alla media di stagione si sono registrate anche sotto queste feste di Natale, con Torino che ad esempio, tra il 24 e il 25 dicembre, ha registrato una massima di 17,8 gradi. Si tratta della notte più calda degli ultimi 150 anni, a dirlo è la Società Meteorologica Italiana con sede a Moncalieri.

 

È questo in sintesi il quadro che emerge dalla ricerca di fine anno redatta dall’Osservatorio Cittaclima di Legambiente, realizzato in collaborazione con il gruppo Unipol, e che traccia un bilancio complessivo sugli eventi estremi registrati in Italia nel 2019. Dati e numeri raccolti nella mappa interattiva del rischio climatico nelle città italiane - https://cittaclima.it/-  e che ancora una volta dimostrano l’urgenza di intervenire per ridurre le emissioni di gas serra, che sono la causa dei cambiamenti climatici, e per limitare gli impatti nei territori e i rischi per la vita e la salute delle persone. A palar chiaro sono anche le immagini delle tante città italiane messe in ginocchio quest’anno dal clima “pazzo” come ad esempio Venezia più volte sommersa dall’acqua alta, Matera, colpita nei mesi scorsi da intense piogge, oppure centri urbani come Fiumicino e Alvito (Fr) dove si sono abbattute violente trombe d’aria.

Per questo oggi l’associazione ambientalista lancia un nuovo appello al Governo Conte 2, affinché il nuovo anno si apra con azioni davvero concrete per il clima a partire dal piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici di cui l’Italia è ancora sprovvista. Inoltre nei prossimi anni sarà fondamentale continuare una mobilitazione che parta dal basso per sollecitare l’Europa, con il pieno sostegno dell’Italia, a rivedere - prima del Summit sul Clima, convocato dal Segretario Generale dell’ONU Guterres per il prossimo settembre 2019 a New York - il suo obiettivo al 2030 ed andando ben oltre il 55% di riduzione delle emissioni. In questo modo l’Europa potrà essere davvero il pilastro di una forte e sempre più larga Coalizione degli Ambiziosi in grado finalmente di tradurre in azione l’Accordo di Parigi.

 

“L’adattamento al clima rappresenta la grande sfida del tempo in cui viviamo – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente –. I dati dell'osservatorio rendono evidente la diffusione e la dimensione degli impatti dei fenomeni meteorologici estremi nel territorio italiano, resi ancor più drammatici dal dissesto idrogeologico, da scelte urbanistiche sbagliate e dall’abusivismo edilizio. Proprio per questo il Paese ha bisogno di cambiare strada, ridefinendo le priorità e individuando le risorse necessarie. Il 2020 deve essere l'anno in cui si approva finalmente un piano nazionale di adattamento al clima, come hanno fatto gli altri Paesi europei, in modo da intervenire nelle aree più a rischio e coordinare le politiche di riduzione del rischio sul territorio, oggi disperse tra programmi e cantieri spesso inutili. Occorre dar avvio ad interventi rapidi e politiche di adattamento a partire dai grandi centri urbani, che sono le aree più a rischio come raccontano i dati dell'osservatorio. Non esistono più alibi o scuse per rimanere fermi: disponiamo delle competenze e delle soluzioni progettuali per aiutare i territori e le città ad adattarsi ai cambiamenti climatici e mettere in sicurezza le persone”.

 

  1. I casi più rilevanti: Il 2019 si è aperto ancora una volta con lunghissimi periodi di siccità record registrata al centro (nelle Marche in particolare) ed al nord con livelli record di secca per il Po ed incendi sull’Appenino Emiliano (va ricordatocome 5mila metri quadri di bosco siano andati in fiamme a Baiso (RE) a gennaio).  L’anno che si sta concludendo ha registrato una conferma anche nell’incremento del numero e dell’intensità delle trombe d’aria che si sono abbattute su tutto il territorio italiano, con vittime ad Alvito (FR), Guidonia (RM), Fiumicino (RM), Parma, Taranto, Villaputzu (CA), Numana (AN), Capaccio Paestum (SA) e da ultimo a Lauria (PZ).

Il 2019 verrà poi ricordato per le conseguenze drammatiche delle esondazioni fluviali, come a Casargo (LC), in agosto, quando furono almeno 160 gli sfollati; a Budrio (BO) lo scorso novembre con oltre 300 evacuati; a Cardè (CN) a fine novembre con 150 evacuati (su un totale di oltre 650 provocati dall’alluvione che ha colpito Alessandrino e Cuneese). Sempre nell’Alessandrino sono state drammatiche le conseguenze dell’alluvione che ha colpito la provincia il 21 e 22 ottobre. Un morto nella zona di Villa Carolina a Capriata d’Orba, dove è crollato un ponte per la piena del torrente. Le zone di Gavi Ligure, Novi Ligure ed Ovada sono state tra le più colpite con, nelle 24 ore precedenti, 400 millimetri di pioggia caduti (record assoluto negli ultimi 100 anni per molte località). Ad Alessandria è stato chiuso il ponte sul Bormida, che aveva raggiunto il livello di guardia. Nella stessa settimana drammatiche le condizioni del sud est della Sicilia quando, il 26 ottobre, una serie di temporali in successione ha provocato un disastro al confine tra le province di Ragusa e Siracusa. Negli ultimi giorni dell’anno vanno ricordate le 3 vittime (a Firenzuola (FI), Cordenons (PN) e Napoli) e gli ingenti danni provocati da esondazioni fluviali in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Abruzzo e Campania.

 

10 anni – I numeri dell’emergenza clima: In questi dieci anni, dal 2010 al 31 dicembre 2019, sono ben 594 i fenomeni meteorologici che hanno provocato danni al territorio italiano (364 i Comuni dove si sono registrati eventi con impatti rilevanti, il 4,5% del totale). Nello specifico si sono verificati 224 casi di allagamenti da piogge intense, 209 casi di danni ed interruzioni delle infrastrutture causati da piogge intense con 76 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 14 casi di danni al patrimonio storico, 26 casi di danni provocati da prolungati periodi di siccità, 134 eventi con danni causati da trombe d’aria, 22 casi di frane causate da piogge intense, 72 giorni di blackout elettrici e 84 gli eventi causati da esondazioni fluviali. Ma ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti, 231 le persone vittime del maltempo dal 2010 ad oggi, con 42 morti solo nel corso degli ultimi 12 mesi. A questo si aggiunge l’evacuazione di circa 50mila persone a causa di eventi quali frane e alluvioni.

 

Buone pratiche: Nella ricerca di fine anno l’Osservatorio Cittaclima di Legambiente segnala, infine, le esperienze in Italia e nel Mondo che dimostrano come si possa intervenire per mettere in sicurezza i territori e le persone. Dalle misure anti-alluvione per il Museo Bardini a Firenze ai Regolamenti Edilizi Sostenibili di centinaia di Comuni italiani che hanno puntato all’obbligo della raccolta e del riutilizzo delle acque piovane, al ricorso ai tetti verdi e alla permeabilità dei suoli, all’utilizzo di materiali da costruzione locali e riciclabili. Tra le esperienze all’estero spicca Bangkok ed il Centenary Park: 11 acri nel centro della città con, al di sotto, vasti contenitori d’acqua sotterranei che, insieme ad un grande stagno, possono contenere un milione di litri d’acqua e che saranno fondamentali per l’assorbimento dell’acqua nei casi di alluvioni estreme e per contrastare la subsidenza di cui è vittima la capitale Tailandese. Ci sono poi le strade dipinte di bianco contro le isole di calore a Los Angeles o la rivoluzione dei corridoi verdi a Medellin, in Colombia, le enormi vasche sotterranee di contenimento delle acque a Tokyo ed i nuovi quartieri sostenibili, Vikki e Kera, ad Helsinki.

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Mattarella: L’Italia riscuote fiducia

Questa sera, care concittadine e cari concittadini, entriamo negli anni venti del nuovo secolo.

Si avvia a conclusione un decennio impegnativo, contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi.

In questo tempo sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società.

Desidero, anzitutto, esprimere a tutti voi l’augurio più cordiale per l’anno che sta per iniziare.

Si tratta, anche, di un’occasione per pensare – insieme - al domani. Per ampliare l’orizzonte delle nostre riflessioni; senza, naturalmente, trascurare il presente e i suoi problemi, ma anche rendendosi conto che il futuro, in realtà, è già cominciato.          

Mi è stata donata poco tempo fa una foto dell’Italia vista dallo spazio.

Ve ne sono tante sul web, ma questa mi ha fatto riflettere perché proviene da una astronauta, adesso al vertice di un Paese amico.

Vorrei condividere con voi questa immagine.

Con un invito: proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto.

In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero.

Come vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti.

Questa condizione ha contribuito a costruire la nostra identità, sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità.

E’ significativo che, nell’anno che si chiude, abbiamo celebrato Leonardo da Vinci e, nell’anno che si apre, celebreremo Raffaello. E subito dopo renderemo omaggio a Dante Alighieri.

Incontro sovente Capi di Stato, qui in Italia o all’estero.

Registro ovunque una grande apertura verso di noi, un forte desiderio di collaborazione. Simpatia nei confronti del nostro popolo. Non soltanto per il richiamo della sua arte e dei paesaggi, per la sua creatività e per il suo stile di vita; ma anche per la sua politica di pace, per la ricerca e la capacità italiana di dialogo nel rispetto reciproco, per le missioni delle sue Forze Armate in favore della stabilità internazionale e contro il terrorismo, per l’alto valore delle nostre imprese e per il lavoro dei nostri concittadini.  

Vi è una diffusa domanda di Italia.

Abbiamo problemi da non sottovalutare.

Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. Ma abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi. E per svolgere inoltre un ruolo incisivo nella nostra Europa e nella intera comunità internazionale.

L’Italia riscuote fiducia.

Quella stessa fiducia con cui si guarda, da fuori, verso il nostro Paese deve indurci ad averndi più in noi stessi, per dar corpo alla speranza di un futuro migliore.

Conosco le difficoltà e le ferite presenti nelle nostre comunità. Le attese di tanti italiani 

Dobbiamo aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse. Disponiamo di grandi risorse. Di umanità, di ingegno, di capacità di impresa. Tutto questo produce esperienze importanti, buone pratiche di grande rilievo. Ne ho avuto conoscenza diretta visitando i nostri territori.

Vi è un’Italia, spesso silenziosa, che non ha mai smesso di darsi da fare.

Dobbiamo creare le condizioni che consentano a tutte le risorse di cui disponiamo di emergere e di esprimersi senza ostacoli e difficoltà.    

Con spirito e atteggiamento di reciproca solidarietà.

Insieme.

In particolar modo è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo.

Naturalmente, per promuovere fiducia, è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla, favorendo coesione sociale. Questo è possibile assicurando decisioni adeguate, efficaci e tempestive sui temi della vita concreta dei cittadini.

La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza.

E’ importante anche sviluppare, sempre di più, una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie, alle associazioni raccolte intorno a interessi e a valori.

La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società– quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano.

La fiducia va trasmessa ai giovani, ai quali viene sovente chiesta responsabilità, ma a cui dobbiamo al contempo affidare responsabilità.  

Le nuove generazioni avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo sempre più interdipendente.

Hanno – ad esempio – chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte.

Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria.

Torniamo con il pensiero alle popolazioni delle città minacciate, come Venezia, dei territori colpiti dai sismi o dalle alluvioni, delle aree inquinateper sottolineare come il tema della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro Paese.

I giovani l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato.

Ogni società ha sempre bisogno dei giovani. Se possibile ancor di più oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata.

Questa nuova condizione impone di predisporre nei confronti degli anziani – parte preziosa della società – maggiori cure e attenzioni. Occorre, al tempo stesso, investire molto sui giovani.

Diamo loro fiducia, anche per evitare l’esodo verso l’estero. Diamo loro occasioni di lavoro correttamente retribuito. Favoriamo il formarsi di nuove famiglie.

Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio.

Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico.

E’ una virtù da coltivare insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica.

Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza.

Una associazione di disabili mi ha donato per Natale una sedia. Molto semplice ma che conserverò con cura perché reca questa scritta: “Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi”.

Esprime appieno il vero senso della convivenza.

Due mesi fa vicino Alessandria, tre Vigili del Fuoco sono rimasti vittime dell’esplosione di una cascina, provocata per truffare l’assicurazione. Nel ricordare – per loro e per tutte le vittime del dovere – che il dolore dei familiari, dei colleghi, di tutto il Paese non può estinguersi, vorrei sottolineare che quell’evento sembra offrire degli italiani due diverse immagini che si confrontano: l’una nobile, l’altra che non voglio neppure definire.

Ma l’Italia vera è una sola: è quella dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente.

Quella autentica è l’Italia del Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita.

Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri.

Alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti.  Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false.

Il mosaico che compone la società italiana ha tante tessere preziose.

Penso – tra le altre – al mondo delle nostre università, ai centri di ricerca, alle prestigiose istituzioni della cultura.

Ho conosciuto e apprezzato in tante occasioni l’attività che si svolge in questa costellazione di luoghi del pensiero, dell’innovazione, della scienza.

Si tratta di un patrimonio inestimabile di idee e di energie per costruire il futuro.

E’ essenziale che sia disponibile per tutti.

Che sia conosciuto, raccontato, condiviso. Che siano rimossi gli ostacoli reso più agevole il rapporto tra istituzioni culturali e società e l’accesso al sapere.

In questo senso un ruolo fondamentale è assegnato ai media e in particolare al nostro servizio pubblico.

Abbiamo bisogno di preparazione e di competenze.

Ogni tanto si vede affiorare, invece, la tendenza a prender posizione ancor prima di informarsi.

La cultura è un grande propulsore di qualità della vita e rende il tessuto sociale di un Paese più solido.

Ringraziamo Matera che ha fatto onore all’Italia e al suo Mezzogiorno, in questo anno in cui è stata Capitale della cultura europea.  

Con questo spirito rivolgo gli auguri a Parma che, con il suo straordinario patrimonio umano e artistico, da domani sarà Capitale italiana della cultura per il 2020.

Un saluto particolarmente grato e sentito rivolgo a Papa Francesco, Vescovo di Roma, che esercita il suo alto magistero con saggezza e coraggio e che mostra ogni giorno di amare il nostro Paese, a partire da coloro che versano in condizioni di bisogno e da chi, praticando solidarietà, reca beneficio all’intera comunità civile.

Nel rinnovare gli auguri a quanti sono in ascolto in Italia e all’estero, a tutti i nostri concittadini, a quanti il nostro Paese ospita, vorrei rivolgere un saluto particolare a coloro che, in queste giornate festive, assicurano – come sempre – il funzionamento dei servizi necessari alla nostra vita comune.

Rivolgo gli auguri alle donne e agli uomini delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine, a tutti coloro che, con vari ruoli e compiti, operano a beneficio della Repubblica e di tutti noi cittadini.

Per tutti, saluto Luca Parmitano – il primo astronauta italiano al comando della stazione spaziale internazionale – impegnato nella frontiera avanzata della ricerca nello spazio, in cui l’Italia è tra i principali protagonisti.

Da lassù, da quella navicella – come mi ha detto quando ci siamo collegati – avverte quanto appaiano incomprensibili e dissennate le inimicizie, le contrapposizioni e le violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto.

mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: la speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere.

E’ questo l’augurio che rivolgo a tutti voi !

Buon 2020 !

 

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Casa, prezzi in calo nel 2019

Si attenua ma non si ferma la tendenza a ribasso dei prezzi delle case nel 2019. È quanto emerge dai dati dell'ufficio studi di Idealista che ha rilevato un ulteriore calo del 2,8% quest'anno, a una media di 1.706 euro al metro quadro. Nell'ultimo trimestre il calo è stato solo dello 0,1%. "Confermando la tendenza dell'ultimo decennio, i prezzi delle case segnano un ulteriore calo anche quest'anno", commenta Vincenzo De Tommaso, responsabile dell'ufficio studi di Idealista. "I prezzi degli immobili - prosegue -, sempre vantaggiosi, supportano la domanda in un contesto disomogeneo, con aree di crescita e aree in persistente affanno soprattutto al Centro Sud. Considerate queste dinamiche del mercato, prevediamo valori ancora in contrazione nel 2020, ma in progressiva stabilizzazione nel prossimo biennio. I prezzi delle abitazioni dovrebbero invertire la tendenza, ritornando in terreno positivo a partire dal 2022". 

Il trend negativo delle quotazioni immobiliari, prosegue Idealista, investe 16 regioni italiane su 20. Fanno eccezione Friuli-Venezia Giulia (5,5%), Trentino-Alto Adige (2%), Valle d'Aosta (1,3%) e Toscana (0,4%). Le variazioni più sensibili spettano a Campania (-5,7%), Abruzzo (-5,4%) e Lazio (-4,9%). Cali superiori alla media del periodo per altre 8 regioni nella forbice che va dal -4,7% dell’ Umbria, al -3,2% della Lombardia.I prezzi più alti della penisola si registrano in Valle d'Aosta, dove il valore medio si attesta a 2.570 euro/m², seguono poi la Liguria (2.447 euro/metro quadro) e il Trentino Alto Adige (2.413 euro/metro quadro). La Calabria è la regione più economica per chi acquista, con 907 euro al metro quadro e valori in caduta libera anche quest'anno. Rispetto all'anno scorso, dove le aree in segno negativo erano il 72% delle province monitorate, quest'anno la percentuale di province in perdita sale all'80%: Le peggiori performance sono quelle di Asti (-9%), Savona (-7,6%) e Bergamo (-7,4%); all’opposto gli incrementi maggiori riguardano le province di Trieste (9%), Pordenone (7%) e Bolzano (6%).Per quanto riguarda i prezzi di vendita, è Bolzano a guidare la classifica delle province più care con un valore pari a 3.509 euro al metro quadro. Seguono sul podio Savona (3.018 euro/metro quadro) e Firenze (2.833 euro/metro quadro). Nella parte opposta del ranking troviamo Isernia (793 euro/metro quadro), Caltanissetta (736 euro/metro quadro), chiude Biella con 649 euro/metro quadro.

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Aumento di 192mila occupati nel 2018, superati i livelli pre-crisi

 Il 2018 si caratterizza per un nuovo aumento dell'occupazione (+192 mila unita' rispetto al 2017), superando i livelli pre-crisi. Lo rileva l'Istat nell'Annuario. Nello specifico, il tasso di occupazione 15-64 anni sale al 58,5 per cento (+0,6 punti) sfiorando il livello massimo del 2008, ma si allontana ancora dalla media Ue (68,6 percento). La crescita dell'occupazione interessa soltanto i dipendenti (+215 mila), esclusivamente a tempo determinato, mentre torna a calare il tempo indeterminato. Prosegue la riduzione dei disoccupati (-151 mila) e del tasso di disoccupazione (-0,6 punti), in particolare per i giovani, che si associa alla complessiva diminuzione dell'inattivita'.

Piu' la citta' e' ricca maggiori sono le disuguaglianze. E' quanto emerge da un'analisi dell'Istat su dati del 2017 contenuta nell'Annuario statistico. "All'aumentare del reddito familiare, si acuiscono anche le disuguaglianze: i comuni centro area metropolitana registrano sia il piu' alto reddito netto medio familiare sia il piu' alto rapporto di disuguaglianza Andamento opposto per i comuni fino a 50 mila abitanti che si caratterizzano per avere il reddito piu' basso accompagnato dalla disuguaglianza dei redditi piu' bassa". Relazione opposta a quella che si registra invece su base regionale: "nel Nord-est, caratterizzato dal reddito netto medio familiare piu' elevato (41.019 euro a fronte di 36.293 euro dei residenti in Italia), si osserva - viene spiegato - una disuguaglianza dei redditi piu' bassa rispetto alle altre aree".

Nell'Annuario l'Istat riprende anche i principali dati diffusi nel corso dell'anno. Ecco che nel volume si riporta come nei primi mesi del 2018 il quadro della soddisfazione generale della popolazione di 14 anni e piu' mostri "una lieve crescita rispetto al 2017 e torna ai livelli del 2016". In media, si ricorda, "su un punteggio da 0 a 10, le persone danno un voto pari a 7". La quota di persone soddisfatte per la propria situazione economica, dopo la stasi dell'anno precedente, riprende ad aumentare "leggermente" in tutto il Paese e in particolare al Sud e nelle Isole. Rimane poi "molto elevato" il numero di persone soddisfatte per le proprie relazioni con i familiari ed e' in aumento la percentuale di chi e' soddisfatto per le relazioni con gli amici e il tempo libero. In lieve crescita anche la soddisfazione per la propria situazione lavorativa tra gli occupati. L'Istituto riprende anche i dati relativi al 2018 sulle "famiglie in condizione di poverta' assoluta sono un milione 822 mila (7,0%), per un totale di oltre 5 milioni di individui poveri. Le famiglie che, rispetto al 2017, vedono peggiorare la loro situazione sono quelle dove e' presente un solo genitore, (dal 9,1% all'11,4 del 2018), soprattutto se con minori (dall'11,8% al 16,8 del 2018). "L'incidenza della poverta' assoluta rimane elevata fra i minori (12,6% pari a un milione 260 mila minori) e raggiunge il minimo fra gli ultrasessantaquattrenni (4,6%)", ricorda sempre l'Istat.

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Wwf traccia il bilancio dell’attività 2019 in Abruzzo, si punta al raddoppio del numero di orsi marsicani

"Un anno di grande impegno per le quattro organizzazioni locali, le sei Oasi, i Centri di Educazione Ambientale e i nuclei di vigilanza del Wwf presenti nella nostra regione. Diversi obiettivi importanti sono stati centrati, ma permangono questioni di fondo irrisolte, mentre continua a mancare un impegno reale e concreto nella lotta ai cambiamenti climatici e verso uno sviluppo veramente sostenibile". Lo afferma il Wwf Abruzzo nel fare un bilancio per l'ambiente e la natura del 2019. "Il bilancio - sottolineano all'associazione - non puo' non iniziare da uno dei simboli della nostra regione: l'Orso bruno marsicano. Il 2019 e' stato l'anno del lancio, con un convegno nazionale a Roma, della campagna Wwf 'Orso 2x50' che punta al raddoppio dell'esigua popolazione di orso marsicano entro il 2050". Altro simbolo della natura abruzzese su cui si e' impegnato il Wwf e' il fratino, "piccolo trampoliere che sopravvive sul litorale della nostra regione minacciato dalle attivita' dell'uomo sempre piu' invasive. Nel 2019 - ricorda l'associazione - e' proseguito il progetto Salvafratino Abruzzo promosso dall'Area Marina Protetta Torre del Cerrano e dal Wwf Abruzzo. Tantissime le attivita' di promozione e conservazione a favore della specie che ha segnato nel 2019 un miglioramento rispetto all'anno precedente: 43 nidi individuati lungo gli oltre 100 km di costa con un successo di schiusa del 51%. Numeri tuttavia ancora troppo bassi che impongono anche nei prossimi anni un lavoro sempre piu' intenso". 

Ricordando che e' stata consolidata la propria rete di guardie volontarie, il Wwf ripercorre le "grandi battaglie ambientali" portate avanti, come quella sul Metanodotto Snam e sulla centrale di Sulmona, quella a tutela dell'acquifero del Gran Sasso, quella su Bussi, la cui bonifica "resta ferma", quella contro le nuove costruzioni nella zona del Megalo' e quella contro la terza discarica in contrada Santa Lucia ad Atri (Teramo). "Non sono stati risolti i problemi di inquinamento ed erosione dei corsi d'acqua cosi' come quella dell'operativita' di tanti depuratori", sottolinea l'associazione, cosi' come "nelle ultime settimane dell'anno le mareggiate hanno inoltre messo a nudo la fragilita' della costa". "Tante altre sono state le vertenze che hanno visto impegnato il Wwf abruzzese nel 2019 e ancora di piu' le attivita' di promozione, formazione ed educazione ambientale - dice il vicepresidente nazionale, Dante Caserta - Sommando tutte le iniziative, possiamo dire con orgoglio che sono stati organizzati almeno due o tre eventi a settimana: convegni, incontri pubblici, giornate di pulizia delle spiagge, laboratori didattici, corsi di formazione, escursioni, viste guidate, attivita' di campo. Il tutto svolto grazie al lavoro dei volontari. Senza gli attivisti non potremmo fare tutto quello che da anni realizziamo in questa regione".

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Bilancio, Marsilio: tante nuove norme per il sociale

Una manovra complessiva per l'esercizio 2020 pari a 6.052.121.301 euro, 3,6 dei quali destinati alla sanita'. E' il bilancio di previsione 2020 approvato nella notte dal Consiglio regionale dell'Abruzzo. Cifre e contenuti della manovra sono sintetizzati in un opuscolo diffuso oggi dalla Giunta regionale in conferenza stampa. Il bilancio si compone di una prima componente (entrate finali - spese finali) di euro 3.833.768.301,07 che misura la spesa effettiva e di una seconda di 2.218.353.000,00 che evidenzia partite compensative. Per poter sostenere la spesa corrente la Regione prevede di acquisire risorse da cittadini e imprese (2,8 miliardi di euro), tra entrate tributarie ed extratributarie, dallo Stato (396 mln di euro) e da avanzo e Fondo pluriennale vincolato (166 mln di euro). Tra le principali entrate tributarie vi sono la compartecipazione all'Iva (1,9 mld), l'Irap (481 mln), l'addizionale Irpef (250 mln) e le tasse automobilistiche regionali (157 mln). Per quanto riguarda gli investimenti, le risorse previste in bilancio sono di 435 milioni di euro: tra le missioni vi sono lo sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente (105 mln), trasporti e diritto alla mobilita' (93 mln), servizi istituzionali, generali e di gestione (85 mln), politiche per il lavoro e la formazione professionale (32 mln). "Il Bilancio di previsione - scrive l'assessore regionale al Bilancio, Guido Liris - rappresenta lo strumento operativo nel quale sono riassunti e sintetizzati in termini finanziari gli obiettivi e i programmi che la Giunta e il Consiglio si propongono di porre in essere nell'esercizio. La sua lettura pero' non risulta agevole per i non addetti ai lavori. Per tale ragione con questo opuscolo l'Amministrazione regionale si propone di diffonderne i contenuti attraverso un modo semplice e comprensibile con lo scopo di mettere i cittadini nelle condizioni di acquisire tutti gli elementi di giudizio necessari per valutarne l'operato. Pertanto esso e' stato pensato non come una sintesi di dati finanziari, ma come una breve pubblicazione che sia in grado di fornire indicazioni sulle principali entrate dell'Ente, sulle spese necessarie per l'erogazione di servizi alla collettivita' e sulle opere pubbliche che si prevedono di realizzare".

"Erano tanti anni ormai che non si vedeva un bilancio cosi' trasparente. Quest'anno c'e' un bilancio che permettera' dal primo gennaio al 31 dicembre di coprire le spese, tutte le spese prevedibili; naturalmente ci saranno emergenze e urgenze, sopravvenienze. Lavoreremo con delle variazioni, ma certo quest'anno i fondi per la cultura ci sono e ci sono dall'inizio della stagione; tutte le nostre istituzioni culturali potranno programmare per tempo". Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a Pescara a margine della conferenza stampa di presentazione del bilancio approvato la scorsa notte in Consiglio all'Aquila. "E' un bilancio che contiene tanti soldi e tante nuove norme che riguardano il sociale - ha proseguito Marsilio - riguardano l'attenzione verso gli ultimi: dallo scorrimento della graduatoria che andra' a coprire tutti i caregiver, ai fondi per sfrattare dalle case popolari i delinquenti e restituire serenita', sicurezza e legalita' a chi vive nelle case popolari. Sono molto soddisfatto anche della forza e della coesione che la maggioranza tutta intera ha saputo dimostrare, superando questa prova importante e un ostruzionismo a volte becero e comico, come e' avvenuto in commissione e per certi versi anche in consiglio, dimostrando che l'Abruzzo puo' davvero cambiare passo".

 

 

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Infortuni domestici, tutele rafforzate

Contro gli infortuni che possono colpire casalinghe e casalinghi esiste una polizza "oggi molto simile a quella che vale per i lavoratori dell'industria, dell'artigianato o dei servizi". Ma, su una platea potenziale che puo' superare i sette milioni, gli iscritti si fermano a un milione. L'Inail lancia una campagna di comunicazione contro gli incidenti che si verificano tra le mura domestiche. "Bastano due euro al mese, come un paio di caffe', per avere tutele che ora si sono rafforzate in caso di infortunio domestico", dice il presidente Franco Bettoni. La realta' descrive migliaia di episodi, anche mortali. Con immagini, spot video e radio l'Istituto punta sia a "fare prevenzione" - allertando sui rischi che si corrono quando si e' alle prese con gas, corrente o prodotti chimici - sia "a far conoscere le prestazioni garantite dalla polizza". L'obiettivo e' sensibilizzare gli interessati e far crescere il numero degli iscritti, "magari del 25% in un anno", viene spiegato. La campagna partira' tra qualche giorno, il 30 dicembre, e andra' avanti fino al 31 gennaio del 2020, data di scadenza del premio (pari a 24 euro l'anno). La rendita mensile e' proporzionata all'invalidita' subita e arriva fino a 1.292,90 euro. Grazie alla legge di Bilancio per il 2019 le prestazioni erogate sono migliorate. E' stata ampliata l'eta' fino ai 67 anni, e' stato abbassato il tasso di invalidita' sopra cui scatta la rendita mensile (fissato al 16%), ma c'e' anche una somma una tantum per inabilita' inferiori e il risarcimento puo' riguardare i superstiti se l'incidente e' stato mortale. La mamma che bada ai fornelli tenendo il bebe' con un braccio, la ragazza che sale su uno sgabello per pulire i vetri delle finestre, le mani di un uomo che sfiorano la lama appuntita di un coltello da cucina mentre si taglia della verdura. Di questo raccontano gli spot dell'Inail sotto lo slogan "Mi prendo cura della mia casa ogni giorno. Inail si prende cura di me". E visto che i video circoleranno anche sui social media e' stato messo a punto un hashtag: "#Perunavoltapensoame". In realta' l'assicurazione contro gli infortuni domestici e' obbligatoria per legge da circa vent'anni ma "il nostro intento non e' di farla percepire come una tassa, non vogliamo sanzionare chi non e' iscritto visto che gia' si sta penalizzando, perche' non versando il premio resta senza tutele. E in tanti ci vengono a chiedere il risarcimento solo dopo aver subito l'incidente", dice il direttore del rapporto assicurativo, Agatino Cariola. Ecco perche', prosegue, "si e' sentita la necessita' di informare i cittadini sulla possibilita' di avere delle tutele aderendo alla polizza".

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Premiata a L’Aquila Antonella Santuccione Chadha

Il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri durante i lavori dell'Assemblea ha salutato a L'Aquila Antonella Santuccione Chadha, originaria di Cepagatti, nominata dalla rivista svizzera "Woman in Business" donna dell'anno 2019. Santuccione in precedenza è stata premiata con il bracciale "I love Abruzzo" (realizzato dall'orafo Giuliano Montaldi) dal CRAM Abruzzo, rappresentato dal Presidente della Giunta Marco Marsilio e dai Consiglieri regionali Sabrina Bocchino e Sara Marcozzi oltre che dal rappresentante dell'Osservatorio regionale sull'emigrazione Antonio Innaurato. Cofondatrice e CEO del Women's Brain Project (WBP), medico con profonda esperienza in patologie cliniche, neuroscienze e disturbi psichiatrici Antonella Santuccione attualmente lavora come Global Medical Manager per la ricerca sulla malattia dell'Alzheimer presso Roche Diagnostic. Come medico ha decenni di esperienza nella ricerca preclinica, nel trattamento dei pazienti, nello sviluppo clinico e nella creazione del quadro normativo internazionale per la malattia dell'Alzheimer. Sempre concentrata sulla risoluzione di enigmi legati all'Alzheimer e ad altre malattie psichiatriche, ha lavorato con Swissmedic, la Bill and Melinda Gates Foundation, diverse università europee, la Commissione europea per la salute e la sicurezza alimentare, l'Organizzazione mondiale della sanità e diverse organizzazioni di ricerca sulla malattia dell'Alzheimer. Nel 2018, la manager è stata nominata nella TOP 100 Women in Business in Svizzera e nel 2019 è stata insignita come una delle persone più importanti della città di Basilea. Sospiri nel suo saluto ha sottolineato come: "Questa eccellenza abruzzese nel campo medico-scientifico è fortemente interessata a rimuovere tutti i pregiudizi esistenti, in modo che la medicina di precisione e le nuove tecnologie possano essere consegnate ai pazienti con la dovuta tempestività". Santuccione Chadha quarantacinque anni, marito indiano e due figli, nel ringraziare l'Assemblea regionale si è detta: "Privilegiata per essere stata accolta nell'Aula Consiliare abruzzese, nella consapevolezza che i traguardi raggiunti restano il viatico per il lavoro fin qui condotto".

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Approvato il Milleproroghe in Consiglio regionale

 Il Consiglio regionale, riunito per la seduta del bilancio regionale, ha approvato il progetto di legge cosiddetto "Milleproroghe" che contiene la proroga di termini previsti da disposizioni legislative e ulteriori disposizioni urgenti. Approvato anche un progetto di legge per il riconoscimento della legittimità di un debito fuori bilancio a seguito di una sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila. 

Nel dettaglio alcune delle norme contenute nel provvedimento “Milleproroghe”: Prorogati i termini dei Commissari per le Comunità Montane che dovranno predisporre il piano di successione nella titolarità del patrimonio e dei rapporti giuridici attivi e passivi già facenti capo a ciascuna Comunità montana soppressa, finalizzato alla emissione del decreto di estinzione delle Comunità montane,  entro e non oltre il termine del 31 dicembre 2022 (vecchio termine era 31 dicembre 2019). I Commissari straordinari restano in carica fino al completamento di tutte le operazioni di liquidazione e decadono da detta carica alla data del 31 marzo 2023 (vecchio termine era 31 marzo 2020) e diventano rinnovabili (la legge precedente, L.R. 9 luglio 2016, n. 20, non prevedeva il rinnovo). Prorogati di un anno i termini previsti dall’articolo 55 dalla legge regionale 2/2013, ovvero le domande di sanatoria edilizia  presentate e ancora pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite dai Comuni entro il 31 dicembre 2021(vecchio termine era 31 dicembre 2020); contestualmente i soggetti che hanno la disponibilità degli immobili per i quali e' stata richiesta la sanatoria trasmettono all'ufficio comunale competente, entro il 31 dicembre 2020(vecchio termine era il 31 dicembre 2019), una dichiarazione sostitutiva redatta ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Approvata la “novella” della legge regionale 15/2004 che precisa le modalità e le possibilità con cui Regione e Azienda regionale per le Attività Produttive (Arap) che ha ereditato le problematiche relative al Consorzio ASI Teramo, continuano ad intrattenere le loro relazioni operative.  Prorogati il termine delle concessioni demaniali marittime a carattere stagionale o temporaneo per attività turistiche sino a tutto il 2020 (termine precedente era il 2019). Prorogati i termini per la frequenza obbligatoria ai corsi di formazione sulla biologia della fauna ittica per i quali la Giunta regionale sta proseguendo l’iter di definizione dei criteri e delle modalità attuando la collaborazione con l’IZS “G.Caporale ” di Teramo e le associazioni di pesca sportiva. L’obbligo del conseguimento dell’attestato di partecipazione slitta al 1 marzo 2022. Consentito il pieno rientro della proprietà della Regione Abruzzo dell’immobile sito in Vasto dove svolgeva la sua attività il Cotir, attualmente in scioglimento e liquidazione. Inserita nuova norma che consente agli operatori commerciali titolari di più autorizzazioni amministrative sul commercio di aree pubbliche, che rinunciano ad una delle autorizzazioni, di chiedere al Comune competente la trascrizione nell’autorizzazione scelta delle presenze maturate nei mercati e nelle fiere che si svolgono nella Regione Abruzzo

Sostituita parzialmente la previsione normativa regionale 42/2011 (la lettera b) del comma 2 dell’articolo 9) con la quale si prevede che: “All'interno del Parco naturale regionale del Sirente-Velino sono consentiti, anche se difformi dalle previsioni del Piano per il Parco, gli interventi previsti dai Piani paesistici. In ogni caso, sono vietati i seguenti interventi: la nuova lettera b) dispone che le :“ Modificazioni del regime delle acque, fatti salvi gli interventi che assicurano il deflusso minimo vitale previa autorizzazione dell’Ente Parco. Sono consentiti altresì interventi di restauro e difesa ambientale con opere di bioingneria naturalistica”. Modificate anche la norma sul Personale dell’Ente Parco: il nuovo comma 3 dell’articolo 10 della legge regionale 42/2011 dispone che: ”il Direttore del Parco è nominato dal Presidente del Parco, con contratto di diritto privato di durata non superiore a cinque anni, scelto tra gli iscritti nell’elenco aggiornato dell’albo degli idonei all’esercizio delle attività di Direttore di Parco nazionale del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, con esperienza nella gestione e coordinamento di Aree protette regionali, ed esercita tutte le funzioni previste dal Dlgs 165/2001, dai vigenti CCNL della Dirigenza Regione/Enti locali. L’incarico di Direttore può essere riconfermato con specifica motivazione dal Presidente con proprio atto per una sola volta e per la stessa durata.”. Approvato un emendamento che consente ai Comuni di fare fronte alle spese per interventi urgenti conseguenti ad avversità atmosferiche: la Giunta regionale e' autorizzata ad adottare uno specifico provvedimento di concessione di contributi da destinare al rimborso delle spese sostenute o da sostenere dai medesimi Comuni per l'adeguamento ed il recupero della funzionalità delle infrastrutture urbane. Ogni comune potrà presentare istanza al Dipartimento competente per un importo massimo di 100 mila euro fino ad esaurimento dello stanziamento. Modificata la norma sui “Sottotetti” ovvero la legge regionale numero 40/2017, con la quale si dispone che Ai fini dell'applicazione della presente legge, si definiscono “Vani e locali accessori: i vani e i locali esistenti o in corso di costruzione per i quali è stato rilasciato un titolo edilizio e presentato l’inizio dei lavori al Comune prima del 30 giugno 2019 ”. Con un emendamento è stato eliminato il limite massimo di età per accedere al fondo per la Vita Indipendente e sarà possibile utilizzare l'ISEE sociosanitario per calcolarne l'importo”. 

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Coldiretti: Niente regali per 6 milioni di italiani

 Sono 6 milioni gli italiani che non hanno fatto regali a Natale a causa principalmente delle difficoltà economiche che vedono nel Paese aumentare la forbice tra le fasce della popolazione benestanti e quelle a rischio povertà. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti-Ixe’ dalla quale si evidenzia la situazione di difficoltà in cui si trovano molte famiglie.La punta dell’iceberg della situazione di disagio in Italia sono i 2,7 milioni di persone che nel 2019 sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo ha fatto attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.Infatti sono appena 113mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,36 milioni che invece hanno accettato l’aiuto delle confezioni di prodotti Ma ci sono anche 103mila persone - aggiunge la Coldiretti - che sono state supportate dalle unità di strada, gruppi formati da volontari che vanno ad aiutare le persone più povere incontrandole direttamente nei luoghi dove trovano ricovero.

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