Il 38,1% degli italiani dichiara di seguire le analisi sulla guerra del proprio influencer di riferimento

Il pericolo di imbattersi in fake news cresce notevolmente all’aumentare della domanda di informazione, per cui sempre piu’ centrale diviene il ruolo dei professionisti della comunicazione. E’ quanto emerge dal secondo Rapporto annuale Censis-Ital Communications sulla buona comunicazione dell’emergenza quotidiana. La ricerca evidenzia che il 97,3 per cento degli italiani nell’ultimo anno ha cercato notizie su tutte le fonti disponibili, off e online. In particolare, 41 milioni di italiani si sono informati sui media tradizionali. Nel biennio 2019-2021 gli utenti del web sono aumentati di 4,2 punti percentuali e sono l’83,5 per cento della popolazione. Milioni di persone hanno poi utilizzato social media e messaggistica istantanea, diventando essi stessi protagonisti e moltiplicatori di quello che leggevano e ascoltavano. Sono oltre sette milioni gli italiani che hanno costruito un palinsesto informativo fatto solo di media online, siti web e social media. La tanta informazione si e’ pero’ accompagnata a false notizie e disinformazione: il 57,7 per cento degli italiani lamenta di avere un’idea molto o abbastanza confusa di quello che sta succedendo nella guerra tra Russia e Ucraina. L’83,4 per cento dichiara che negli ultimi due anni si e’ imbattuto in notizie false sulla pandemia e il 66,1 per cento in fake news sulla guerra: il pubblico delle fake e’ enorme e la loro viralita’ supera quella delle notizie vere. Il 64,2 per cento degli italiani ritiene che durante l’emergenza sia stata privilegiata la spettacolarizzazione e la voglia di fare audience piuttosto che un’informazione tesa alla comprensione dei problemi. Di fronte alla confusione informativa, il 45,5 per cento degli italiani si rivolge a fonti informali di cui si fida di piu’, ma e’ in questi ambienti che si producono e diffondono notizie false attraverso post, like e condivisioni. Tra le persone di cui gli italiani si fidano, anche come fonti informative, ci sono gli influencer: il 38,1 per cento segue le loro opinioni e analisi sulla guerra.

Il rapporto chiarisce che, per frenare disinformazione e fake news, occorre attuare regole piu’ severe per piattaforme e social media, programmi di educazione al digitale e promozione di una comunicazione di qualita’ gestita da professionisti. Le emergenze insegnano che la capacita’ di comunicare e’ essenziale per gestire le crisi e ottenere un rapporto di collaborazione e di fiducia fra cittadini e istituzioni, per cui risulta cruciale la presenza di professionisti che guidino le aziende e le istituzioni nella comunicazione. Il loro ruolo e’ fondamentale per combattere fake news e disinformazione. Nel 2021 in Italia sono attive 4.445 agenzie di comunicazione e pubbliche relazioni, al cui interno lavorano 8.290 professionisti, per una media di circa due addetti per ciascuna agenzia.

 

Il rapporto completo

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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