Redazione Notizie D'Abruzzo

Premio Borsellino 2018, consegnati i riconoscimenti

Le parole di Ilaria Cucchi

"Sono le parole che ha bisogno di sentirsi dire un cittadino perbene, che porta avanti una battaglia sulle proprie spalle, nonostante il dolore che gli e' stato inflitto da appartenenti allo Stato e nonostante il fatto che le istituzioni abbiano consentito che la famiglia di Stefano Cucchi affrontasse anni di processi sbagliati sapendo quali erano le vere responsabilita'". Lo ha detto Ilaria Cucchi, stamani, a Pescara, a margine del Premio Nazionale Paolo Borsellino, commentando le parole del comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri, il quale in una lettera a Repubblica ha affermato che i colpevoli della morte di Stefano Cucchi non potranno piu' indossare la divisa. "Mi sento per la prima volta di potermi alzare la mattina - ha aggiunto Ilaria Cucchi - senza l'esigenza di dovere chiedere scusa a mio fratello. Ora siamo in una fase diversa, in cui finalmente la giustizia sta facendo il suo corso. Siamo andati avanti continuando a credere nelle istituzioni - ha concluso - e credo che cio' che abbiamo fatto in questi anni sia la dimostrazione che noi siamo una famiglia perbene e che merita rispetto"

Cafiero De Raho: il contrasto alle mafie consentirebbe risultati migliori per l'intera economia

"Se l'Italia oggi e' indietro e' perche' le mafie si infiltrano e intoppano il meccanismo, mentre un contrasto piu' efficace alle mafie consentirebbe di conseguire un risultato senz'altro migliore per l'intera economia e per dare la possibilita' agli imprenditori sani di lavorare". Cosi' il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, stamani, a Pescara, a margine della cerimonia conclusiva del Premio Nazionale Paolo Borsellino. "Una volta Draghi ha detto che la zavorra dell'Italia e' rappresentata dalle mafie - ha proseguito De Raho - e oggi pero' mi sembra che di volta in volta ci si dimentichi qual e' il vero danno delle mafie. Da un lato la politica, dall'altro gli imprenditori, non considerano questi aspetti come fondamentali"

 "Una borghesia mafiosa costituita da commercialisti, avvocati e anche istituzioni, finisce per agevolare l'infiltrazione delle mafie, nell'economia e anche nella politica" ha aggiunto Federico Cafiero De Raho. "Ormai il pericolo non e' piu' la mafia riconoscibile - ha aggiunto De Raho - ma quella invisibile, che con il proprio danaro compra e sembra non essere pericolosa come una volta, mentre invece lo e' molto di piu', perche' laddove non puo' comprare tira fuori la propria tradizione, ovvero quel meccanismo di violenza e intimidazione, che oggi si accompagna semplicemente alle parole 'noi siamo'. Due parole che sono sufficienti per fare capire all'interlocutore di chi si tratta e a farlo ritirare, in modo che restino soltanto loro". Il procuratore nazionale antimafia ha fatto l'esempio del traffico di cocaina. "Pensate alle tonnellate di cocaina che entrano nel nostro Paese e in Europa, un traffico governato da 'ndrangheta, mafia e camorra, che spesso operano assieme, cogestendo traffici di questo tipo. Immaginate in quanto danaro si converte il traffico e tutto questo denaro viene poi portato nella nostra economia, un'economia legale nella quale le mafie entrano con soggetti che riescono a mimetizzare, mascherare e occultare il soggetto mafioso".

 

L'intervengo di Giovanni Musarò, procuratore di Roma

"Il problema, in una citta' come Roma, e' far comprendere che determinati sistemi organizzativi sono mafiosi, perche' ovviamente a Roma non si puo' pretendere che un'organizzazione abbia lo stesso controllo del territorio che puo' avere una cosca di 'ndrangheta in un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria". Lo ha detto il procuratore di Roma, Giovanni Musaro', stamani, a Pescara, a margine della cerimonia conclusiva del Premio Nazionale Paolo Borsellino. "Pero', ferma restando la presunzione di non colpevolezza prima di sentenze definitive, l'impressione e' che - ha proseguito - si stiano facendo grossi passi avanti e dunque siamo fiduciosi. Iniziamo ad avere riconoscimenti ad Ostia, ci sono anche sentenze definitive grazie al lavoro che hanno fatto i colleghi, recentemente abbiamo avuto l'ordinanza sui Casamonica, confermata dal riesame, che ha riconosciuto l'associazione mafiosa e su Mafia Capitale c'e' una sentenza importantissima". Musaro', infine, ha evidenziato che "a Roma, come in altre realta', c'e' sia il problema dell'espansione delle mafie storiche al di fuori di Sicilia, Calabria e Campania, e sia il problema del modello mafioso realizzato da gruppi autoctoni come gli Spada, i Casamonica, ma anche come le realta' viste in atto con Mafia Capitale".

Lia Sava, procuratore generale di Caltanissetta: ci sono segnali minacciosi che ci impongono di essere particolarmente accorti

"Non si spara piu' quanto un tempo, pero' ci sono segnali minacciosi che ci impongono di essere particolarmente accorti. Pensiamo a tutto quello che e' accaduto negli ultimi giorni in Sicilia e in particolare nei confronti di magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine, impegnati in prima linea nel contrasto alla criminalita' organizzata". Cosi' Lia Sava, procuratore generale di Caltanisetta, stamani, a Pescara, a margine della cerimonia conclusiva del Premio Nazionale Paolo Borsellino. "Sicuramente la mafia di fronte alla quale ci troviamo e' una mafia fluida - ha detto Sava - piu' pericolosa, perche' si infiltra in tutti i settori e quindi richiede delle capacita' investigative molto sofisticate per cercare di individuare gli epifenomeni che poi dobbiamo andare a colpire e contrastare". 

"Falcone diceva che, 'come ogni fatto umano, la mafia sara' sconfitta', ma io credo che occorrano ancora tanto impegno e attenzione. Soprattutto e' importante la sensibilizzazione delle coscienze e dei giovani, perche' alla mafia bisogna togliere ossigeno. Togliere l'ossigeno alla mafia - ha detto Sava - significa togliere alla mafia l'apporto che viene dalle nuove generazioni, che devono capire, anche se non hanno vissuto quello che noi abbiamo vissuto, cosa significa vivere in un ambiente con l'aria davvero pulita" conclude Sava. 

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Scoperto un traffico di droga nel pescarese

I carabinieri delle di Penne hanno scoperto un traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, nell'area Vestina e nella Val Pescara, grazie ad un'attivita di indagine portata avanti con i colleghi dell'Arma di Popoli  e che ha portato al monitoraggio di numerosi assuntori di sostanze stupefacenti e che ha consentito di individuare un immobile ubicato nel centro di Scafa, nel quale si rifornivano di stupefacenti i tossicodipendenti provenienti da diverse località della Provincia di Pescasra e di Chieti. I carabinieri hanno rinvenuto 35 grammi di cocaina pura pronta per essere immessa nel mercato locale, occultata in un piccolo vano di un'area condominiale dello stabile. La cocaina sequestrata avrebbe consentito agli spacciatori di incassare una somma di circa 10mila euro. 

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Eco Mob, il primo expo in Abruzzo dedicato alla mobilità alternativa a Pescara

Ha preso il via al Porto Turistico Marina di Pescara Eco Mob, il primo expo in Abruzzo dedicato alla mobilità alternativa ed alle soluzioni all'avanguardia nel mercato dell'innovazione tecnologica e del turismo ecosostenibile. 40 espositori, provenienti da più regioni d'Italia, si metteranno in mostra fino a domenica 28 (dalle 9:00 alle 21:00 con ingresso libero) per presentare le ultime novità in tema di biciclette ad uso sportivo, ricreativo e da lavoro; veicoli elettrici; novità principali del territorio in materia di escursionismo, trekking, running ed offerta turistica. Tutta da provare l'area test driving: le concessionarie auto consentiranno ai visitatori della fiera di provare le macchine elettriche in loro dotazione che potranno essere anche caricate grazie a due colonnine installate da Enel - X al Porto turistico. 

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Pescara, nuovo stemma araldico della Polizia di Stato

Inaugurato stamattina il nuovo stemma araldico della Polizia di Stato all'ingresso della Questura di Pescara donato dal pittore Enea Cetrullo. Si tratta di una grande parete maiolicata ''dove la legge è sopra la forza'', ha specificato il questore di PescaraFrancesco Misiti: la cerimonia si è svolta alla presenza del vice capo della Polizia Luigi Savina, ed è stata benedetta dal vescovo diPescara Tommaso Valentinetti. Presente anche il Prefetto Geraldina Basilicata

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Il Pescara perde in casa col Cittadella

All'Adriatico è arrivata questo pomeriggio la prima sconfitta stagionale del torneo per il Pescara che cade in casa ad opera del Cittadella di Venturato che si impone di misura (0-1), grazie ad una rete realizzata da Finotto al 12' della ripresa. Successo meritato per i veneti che hanno avuto più di una occasione per segnare al cospetto degli abruzzesi in giornata negativa. Nonostante il ko il Pescara resta in testa alla classifica in vista del turno infrasettimanale del 30 ottobre quando renderà visita al Cosenza. Il Cittadella tornerà invece al Tombolato per ricevere la visita del Foggia

 

PESCARA (4-3-3): Fiorillo 6; Balzano 6, Gravillon 5.5, Perrotta 5.5, Del Grosso 6 (39'st Antonucci sv); Memushaj 4.5, Brugman 5.5, Machin 5; Marras 6 (18'st Palazzi 5.5), Monachello 5 (37'st Cocco sv), Mancuso 5.5. In panchina: Kastrati, Campagnaro, Scognamiglio, Fornasier, Elizalde, Crecco, Melegoni, Del Sole, Ciofani. Allenatore: Pillon 5 CITTADELLA (4-3-1-2): Paleari 6; Ghiringhelli 6, Frare 6, Drudi 6 (33'st Camigliano sv), Benedetti 6; Proia 6, Iori 6 (13'st Pasa 5.5), Branca 6 (39'st Settembrini sv); Schenetti 6.5; Scappini 6, Finotto 7. In panchina: Maniero, Strizzolo, Malcore, Siega, Panico, Maniero, Rizzo, Cancellotti. Allenatore: Venturato 6.5 ARBITRO: Sacchi di Macerata 5 RETE: 12'st Finotto. NOTE: spettatori 7.205 per un incasso di 51.098 euro. Ammoniti Del Grosso, Ghiringhelli, Balzano, Branca, Frare. Angoli 6-4 per il Cittadella. Recupero: 1'; 5'

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Cgia: oppressione fisco aumenta, per le Pmi 100 scadenze

Nel 2019 il numero delle scadenze/adempimenti fiscali è destinato ad aumentare fino a sfiorare quota 100, in particolar modo per le realtà produttive di piccola dimensione che intrattengono scambi commerciali con l'estero (import e/o export). E' quanto sostiene la Cgia di Mestre. Nel 2019 la pressione fiscale italiana è destinata ad attestarsi al 41,8 per cento (stesso livello del 2018) e il numero delle scadenze fiscali, invece, subirà una forte impennata, soprattutto per le piccole imprese che lavorano con partner stranieri. Non per tutti, comunque, sarà così. Anche se in misura quasi impercettibile, i lavoratori autonomi potranno contare su un piccolo alleggerimento, si legge in una nota

Un'impresa artigiana senza dipendenti, ad esempio, lungo i 12 mesi del 2019 dovrà versare all'erario o inviare la propria documentazione fiscale all'Amministrazione finanziaria 29 volte (una in meno rispetto al 2018), ma una impresa commerciale con 5 dipendenti lo dovrà fare 88 volte e una piccola impresa industriale con 50 dipendenti addirittura 99. E in entrami questi ultimi 2 casi le scadenze aumenteranno di 10 unità a causa degli effetti delle disposizioni previste dalla Legge di Bilancio 2018 che, a partire dall'anno venturo, ha stabilito che entro la fine del mese successivo bisognerà inviare all'Agenzia delle Entrate i dati relativi alle cessioni/acquisto di beni e prestazioni di servizi rivolte a soggetti non residenti nel territorio italiano. La riduzione per l'azienda artigiana, invece, è riconducibile al fatto che dall'anno prossimo, con l'introduzione della fatturazione elettronica, verrà abolito lo spesometro. A regime, pertanto, questi lavoratori autonomi risparmieranno due adempimenti. Nel 2019, comunque, ne conteremo solo uno in meno, perché a febbraio dovranno comunque inviare la comunicazione relativa al secondo semestre 2018.

Ritornando ai risultati della elaborazione effettuata dall'Ufficio studi della Cgia, tra liquidazioni/versamenti di acconti e saldi di imposta, invii e trasmissioni telematiche all' Inps e all'Agenzia delle Entrate, il peso della burocrazia fiscale ha raggiunto livelli inaccettabili, costringendo le imprese a sostenere non solo perdite di tempo inammissibili, ma a sobbarcarsi anche dei costi aggiuntivi spesso proibitivi. E a differenza delle altre, le piccolissime imprese sono le più penalizzate. Non potendo contare su uffici amministrativi interni da dedicare anche a queste problematiche, le piccole aziende sono costrette ad esternalizzare queste incombenze, pagando però un conto salato nel momento in cui sono chiamate ad onorare i servizi ricevuti.

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Il Comune di Montesilvano appoggia la petizione al Parlamento per una legge contro la prostituzione

 

«Questo è il corpo», è il titolo della petizione cartacea, promossa dall’associazione comunità Papa Giovanni XXIII (una associazione che da trent’anni opera nel mondo dell’emarginazione in Italia e all’estero) tesa a promuovere una campagna per la liberazione delle donne vittime di tratta e di sfruttamento, in cui viene anche chiesto al Parlamento italiano “di approvare una legge che preveda l’introduzione di sanzioni per chi si avvale delle prestazioni sessuali di soggetti che esercitano la prostituzione, affinché venga fermata questa inaccettabile forma di sfruttamento nei confronti delle persone vulnerabili”. Questa mattina la giunta ha approvato il sostegno alla petizione.

«La giunta guidata dal sindaco Maragno», sottolinea l’assessore Valter Cozzi,  «è da sempre impegnata a contrastare il fenomeno della prostituzione con l’adozione di misure, azioni e provvedimenti che possano in qualche modo contribuire, insieme all’attività svolta dalle forze di pubblica sicurezza, a limitarne le dimensioni e a contrastare l’insorgere di fenomeni di criminalità suscettibili di minare la sicurezza pubblica, infatti, in questa direzione sono state emesse una serie di ordinanze sindacali. Il fenomeno della prostituzione schiavizzata di ragazze straniere è purtroppo diffuso a macchia di leopardo in tutto il territorio italiano, con capacità di cambiare luogo a seconda del contesto. Uscire dalla strada è solo l’inizio di un cammino: quasi tutte le donne sono destrutturate, sfasciate fisicamente ma soprattutto emotivamente, affettivamente e psicologicamente, soprattutto a causa di quello che hanno vissuto sulla strada, ma spesso anche nel loro paese di origine. Qui, talvolta, sono cresciute già in situazioni di povertà e di disagio, fuori da ogni vita sociale e morale».

L’attività svolta dalla Comunità Papa Giovanni XXIII sta dando risultati eccellenti, 10 ragazze sono state salvate dalla prostituzione. Ben 385 le donne contattate (tra i 18 e i 28 anni), di cui 36 per la prima volta, 17 i colloqui telefonici, nei soli primi sei mesi del 2018. L’associazione da ormai quattro anni promuove sul territorio di Montesilvano il progetto “Contro la Tratta”, in convenzione con il Comune di Montesilvano. Ad ognuna di loro è stato fornito il numero verde antitratta reperibile 24 ore su 24. L’associazione ha promosso anche un’opera di sensibilizzazione per diffondere informazioni corrette sul fenomeno e denunciare la riduzione in schiavitù. Nel corso del semestre si sono svolti incontri di formazione e conoscenza con gruppi giovanili e parrocchiali e con il seminario diocesano. Sono stati numerosi i ragazzi del seminario che dopo un incontro di sensibilizzazione hanno deciso di partecipare all’unità di strada.

«L’azione preziosissima della Comunità», conclude l’assessore Valter Cozzi, «è come sempre affiancata dall’attività di controllo delle forze dell’Ordine e dagli operatori della polizia locale. Nello specifico i nostri vigili hanno applicato 16 daspo, previsti nelle “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, ossia il Decreto Minniti, ovvero gli ordini di allontanamento nei confronti delle prostitute. Parallelamente sono state elevate quasi 8.000 euro di sanzioni nei confronti dei clienti che hanno violato l’ordinanza che stabilisce il divieto di contrattazione con persone che esercitano l’attività di meretricio».

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‘Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole’ all’Aterno-Manthonè di Pescara

Due sono stati i momenti di lettura interpretata che l’Istituto Aterno-Manthonè ha vissuto nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole” promossa dal Centro per il libro e la lettura.

Per i ragazzi dei corsi del mattino, la scuola, diretta da Antonella Sanvitale, ha proposto, venerdì 26, brani dell’Arminuta, il romanzo dell’abruzzese Donatella Di Pietrantonio, premio Campiello 2017, con la partecipazione dello showman Vincenzo Olivieri, che ha letto alcuni brani del suo libro Sorridi, se hai tempo. I docenti di italiano, Fabio Pavone e Raffaella Taddeo, hanno coordinato l’incontro e hanno accolto e coinvolto anche gli alunni degli Istituti comprensivi 1, 2 e 7 di Pescara e del comprensivo Galilei di San Giovanni Teatino.

Giovedì 25, invece, il progetto lettura è stato rivolto ad alcune classi serali e carcerarie dell'Istituto tecnico statale Aterno – Manthoné di Pescara che hanno aderito al filone tematico incentrato sulla libertà. Leggere come conquista della libertà interiore e di apertura a mondi nuovi. Questi sono stati gli obiettivi del progetto Libriamoci che ha creato un confronto tra gli studenti del corso per adulti dell’Istituto Aterno Manthoné con i detenuti-studenti della Casa circondariale di Pescara.

Le insegnanti coinvolte sono state Mariadaniela Sfarra, docente di italiano del corso serale e referente del progetto, Roberta Polimanti docente di lingua inglese, corso serale e scuola carceraria, Anna Di Zio docente di lingua francese del corso serale, Assunta Pelatti, docente di italiano scuola carceraria, Marina Di Crescenzo, responsabile del corso serale e della scuola carceraria dell’Aterno-Manthonè, in stretta collaborazione con la struttura carceraria e, in particolar modo, con Anna Laura Tiberi, educatrice responsabile dell'area pedagogico-didattica della Casa circondariale San Donato di Pescara, diretta da Franco Pettinelli.

Il materiale scelto: la novella Il treno ha fischiato, di Luigi Pirandello, alcuni dialoghi di Aspettando Godot, di Samuel Beckett, recitati in lingua inglese, alcune delle Lettere dal carcere, di Antonio Gramsci e la poesia Liberté, di Paul Éluard, recitata in lingua francese.

Immergersi in un testo, però, può rappresentare anche un impegno, il “sacrificio” del proprio tempo libero: è anche per questo che nell’ultimo report pubblicato dall’Istat il numero dei lettori risulta in continuo calo. È racchiusa in questo dato l’urgenza per la scuola di invertire questa tendenza. La volontà di presentare la lettura come forma di evasione dalla realtà ha ancora più senso in questo progetto perché aiuta tutti ad abbattere i propri “muri”.

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Commemorazione defunti, sei carrozzine disponibili al cimitero di Montesilvano per chi ha difficoltà a muoversi

«Commemorare i defunti è un segno di civiltà in ogni cultura», dice l’assessore alle Politiche per la disabilità, Ottavio De Martinis, «è nostro dovere, dunque, mettere nelle migliori condizioni tutti quelli che in questi giorni andranno al cimitero a rendere omaggio ai propri cari. Il nostro Ufficio disabili e i Servizi cimiteriali, come sempre, hanno allestito una iniziativa di supporto a chi ha difficoltà a muoversi, disabili, anziani e tutti coloro che non ce la fanno a muoversi facilmente tra le stradine del nostro camposanto. Un enorme grazie va, in particolare al comitato di Penne della Croce rossa italiana, e al suo presidente Gianni Taucci, che ci aiuterà con l’assistenza di 20 volontari». 

Dal 31 ottobre al 4 novembre saranno a disposizione del pubblico sei carrozzine durante gli orari di apertura del cimitero che sono dalle 8 alle 17,45 fino al primo novembre e dalle 8 alle 16,45 dal 2 novembre.

«Come ogni anno abbiamo avviato una serie di interventi per accogliere degnamente i visitatori», aggiunte l’assessore ai Servizi cimiteriali, Valter Cozzi, «Sistemato l’ingresso principale e alcuni campi di inumazione, quest’anno abbiamo completato l’impianto di illuminazione nelle aree dove si trovano i nuovi loculi».

L'area antistante il cimitero, fino al 5 novembre verrà, inoltre, riservata alla vendita di fiori da parte di operatori commerciali.

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Sulmona, il nuovo ospedale primo antisismico in regione.

Confermata la dotazione di 160 posti letto, di cui 126 saranno ubicati nel nuovo edificio.

Sulmona, conclusi i lavori del nuovo ospedale: il 4 dicembre consegna del fabbricato alla Asl, l’apertura a meta’ febbraio al termine di tutti gli adempimenti burocratici

Passaggio storico per valle peligna e Abruzzo: e’ il primo presidio in regione totalmente antisismico, costruito in acciaio.

Acquistati moderni macchinari per 2 milioni e 800 mila euro

L’assessore regionale alla sanità Paolucci: “Struttura all’avanguardia con moderne tecnologie”

Il manager Asl, Tordera: “Sicurezza per utenti e operatori sanitari, un salto di qualità per il territorio”

Il 4 dicembre 2018 la sanità in Abruzzo scriverà un nuovo corso: la Asl 1 prenderà in consegna l’edificio del nuovo ospedale di Sulmona, il primo totalmente antisismico in regione, realizzato con la formula del partneriato pubblico-privato (leasing in costruendo) e realizzato in acciaio. I lavori per la realizzazione della nuova struttura si sono conclusi il 25 settembre scorso e sono durati appena 2 anni e mezzo. Ora l’apertura dell’ospedale, con l’attivazione di reparti e servizi, dipenderà dai tempi tecnici della burocrazia. La Asl ha fissato la data dell’effettiva entrata in funzione del nuovo presidio a metà febbraio, confidando che gli enti competenti, quando riceveranno le richieste di nulla osta dalla Asl, si possano attivare celermente per il rilascio degli atti di rispettiva competenza.

Pubblico e privato insieme. Il fabbricato è costato circa 20 milioni di euro, erogati da finanziatori privati. La struttura è stata realizzata dal raggruppamento d’imprese Inso Spa (Firenze) ed Edilfrair (L’Aquila) mentre i soggetti che hanno finanziato l’opera sono stati Iccrea Bancaimpresa (capogruppo) e Sardaleasing. La carica di responsabile unico del procedimento, per conto della Asl, è stata assunta dal geometra Antonio Ioannucci mentre l’ing. Donato Romano (Ets engineering and technical services di Bergamo) è stato il direttore dei lavori.

Caratteristiche. La superficie complessiva del nuovo presidio è circa 10.000 metri quadrati, ‘spalmati’ su un seminterrato e 3 pianiL’ospedale mantiene la dotazione di 160 posti letto, di cui 126 ubicati nel nuovo fabbricato. Le stanze di degenza sono composte per lo più da due posti letto e in alcuni casi solo da uno e dispongono di un apparecchio Tv e di altri accessori per rendere più confortevole la degenza.

Collocazione dei reparti.

All’interno della nuova struttura la collocazione dei reparti sarà la seguente:

piano interrato: mensa ospedaliera e depositi.

piano terra: farmacia ospedaliera, pronto soccorso e radiologia.

primo piano: cardiologia, ortopedia e Utic

secondo piano: chirurgia generale, neurologia, otorino/oculistica e urologia.

terzo piano: lungodegenza, medicina generale e reparto dei detenuti che avrà 2 stanze (con 3 posti letto) e una terza riservata al personale di sorveglianza.

Investiti circa 2 milioni e 800mila euro per macchinari di ultima generazione. I fiori all’occhiello, che spiccano nella nuova dotazione strumentale, sono la Tac di ultima generazione, già montata (350mila euro), un telecomandato di radiologia per il pronto soccorso (200mila, specifico per pazienti politraumatizzati), un moderno apparecchio di radiologia di 140.000, un sistema di monitoraggio e altre attrezzature per l’Utic (300mila), macchinari di vario tipo per il pronto soccorso (450mila) e, infine, 120 nuovi letti, con sedie e poltrone, arredi e attrezzature per 10 reparti per 550.000 euro. A questo corposo pacchetto di strumentazioni e arredi sanitari va aggiunto uno degli ultimi prototipi in commercio della Risonanza magnetica per la quale è stata già avviata la procedura d’acquisto per un costo di 800.000.

Altri interventi per 10 milioni.

Ulteriori 10 milioni saranno stanziati per i seguenti interventi: riqualificazione dell’ala nuova, demolizione della vecchia, sistemazione delle aree esterne, nuove centrali tecnologiche ed elisuperficie per gli elicotteri del 118.

Paolucci: “Struttura all’avanguardia”.

“Il nuovo ospedale di Sulmona”, dichiara l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, “apre un nuovo orizzonte in Abruzzo: con risorse private è stato realizzato un presidio ospedaliero completamente antisismico, in grado di accogliere le nuove tecnologie e valorizzare al meglio gli spazi, il che significa dare migliore qualità alle cure dei cittadini e disporre di strutture sanitarie che riducono i costi di gestione e assicurano maggiore efficienza e sicurezza. Il ‘modello’ Sulmona è la risposta più efficace alla penuria di risorse pubbliche e alla necessità di dotare la Regione di strutture all’avanguardia”.

Manager Asl: “Centrato un importante obiettivo”

Comprensibile la soddisfazione del manager della Asl, Rinaldo Tordera: “Abbiamo centrato l’obiettivo di inizio mandato”, dice il direttore generale, “quello di mandare in pensione il vecchio presidio, insicuro e inadeguato, e darne uno moderno alla Valle peligna per rilanciare la sanità del territorio e dare nuova linfa al comprensorio, creando le condizioni per sviluppare professionalità e attrarre utenza da altre aree”

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