Redazione Notizie D'Abruzzo

Febbo: Dmc ridotte a sei

"Ottimizzazione delle attivita' fra attori pubblici e privati per lo sviluppo turistico, miglioramento della offerta, riduzione delle DMC da 13 a 6, piano strategico e forte promozione mirata a reale supporto delle offerte commerciali. Queste le linee di indirizzo che l'assessore Febbo, dopo aver stimolato e voluto fin dall'insediamento un confronto con i rappresentanti del sistema di governance regionale, ha condiviso in un incontro svoltosi a Sulmona in forma allargata con tutti i Componenti dei CDA delle 13 Dmc, Polo di Innovazione per il Turismo, della PMC e Distretti. "Obiettivo strategico - spiega Febbo - ottimizzare, razionalizzare e rendere piu' efficienti ed operativi sia i rapporti fra i diversi attori del sistema della governance turistica regionale sia una piu' efficace interazione strategica ed operativa fra la struttura regionale e il suddetto sistema, procedendo con una messa a punto dei ruoli, delle competenze e delle specifiche attivita' in capo a ciascun soggetto e consentire la concreta attuazione anche dal punto di vista sostanziale oltre che come formalmente previsto nella Legge regionale 15/15, con la individuazione della unica cabina di regia nella regione. In tal senso, infatti, ho chiesto e condiviso con le DMC la ottimizzazione organizzativa e strutturale attraverso la quale saranno rafforzate e razionalizzate strutture e risorse umane arrivando ad una riduzione delle DMC o degli interlocutori e gestori territoriali che passeranno da 13 a 6, come previsto peraltro nel programma di Governo del Presidente Marsilio".

"Ho chiesto anche un rinnovato, rafforzato, piu' consistente e consapevole impegno al Polo di Innovazione per il turismo che svolge anche il ruolo della PMC regionale, affinche' prosegua anche le attivita' di supporto allo sviluppo turistico fino a poter svolgere a pieno anche le funzioni di Agenzia di Sviluppo per il Turismo, di coordinare ed assistere le DMC al fine di rendere attivi gli strumenti disponibili, produrre progettazioni per le rispettive competenze territoriali e di linea tematica cosi' come delineato sulla legge regionale, creare offerta turistica piu' competitiva ed organizzare le fasi di promozione e commercializzazione a fianco della struttura regionale".

"A questo processo va aggiunto la gestione del Brand Abruzzo, attraverso una forte e credibile di promozione promossa con particolare focalizzazione verso alcuni mercati esteri, determinati da uno studio ed analisi di dati che finalmente ci sono, nei tempi e nelle modalita' piu' consone per sostenere proposte commerciali e non solo presenze nelle fiere estemporanee e prive di contenuti". 

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Governo Conte bis, prevalgono i giudizi negativi

Il 36% esprime una valutazione positiva sul nuovo governo di Giuseppe Conte contro il 52% di giudizi negativi. Lo sottolinea Nando Pagnoncelli, illustrando sul 'Corriere della Sera' i risultati di un suo sondaggio. "L'indice di gradimento, calcolato escludendo coloro che non si esprimono, è pari a 41 -spiega- e risulta molto distante da quello del precedente esecutivo gialloverde all'insediamento (60), come pure da tutti quelli che si sono succeduti dal 2006 in poi con l'eccezione del governo Gentiloni che, in continuità con il governo Renzi e a fronte della larga aspettativa di elezioni immediate all'indomani del referendum costituzionale, esordisce con un indice inferiore (35), per poi crescere stabilmente in popolarità fino alla fine della legislatura". "A fine luglio, l'ipotesi di un governo M5S-Pd -spiega ancora Pagnoncelli- risultava la meno gradita (15%) tra le diverse opzioni in campo. Il gradimento" per il nuovo governo "risulta prevalente solo tra gli elettori del Pd (74%) e del M5S (71%) tra i quali tuttavia i giudizi negativi, sebbene minoritari, sono tutt'altro che trascurabili (25% e 28%)". Quanto ai pronostici sulla durata dell'esecutivo, il 45% pensa che durerà al massimo un anno; il 20% immagina che arrivi a due anni, mentre il 18% è convinto che resterà in carica sino alla fine della legislatura nel 2023. Per quanto riguarda infine l'azione del governo, il provvedimento più atteso (71%) è una manovra in favore dei ceti deboli, mentre solo l'11% chiede un cambio di politica sui migranti.

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Coldiretti, è boom funghi al nord

Le ultime piogge con l’abbassamento delle temperature hanno creato le condizioni favorevoli alla crescita dei funghi per i quali si preannuncia una stagione da record soprattutto al nord dove la raccolta sta facendo segnare in media un +50% rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti sull’inizio della 'vendemmia dei porcini' 2019 lungo la penisola, con le regioni del Sud dove la caccia a porcini, chiodini, finferli e altre varietà non è ancora entrata nel vivo per carenze di pioggia.Le perturbazioni che hanno provocato danni nelle campagne dove è in piena attività la vendemmia, hanno invece favorito la nascita dei funghi che - sottolinea la Coldiretti - per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco.In Veneto, nelle aree del Bellunese e del Vicentino, nei boschi devastati dalla tempesta Vaia, tronchi e alberi abbattuti ostruiscono ancora i sentieri e bisogna muoversi con attenzione, ma i cercatori stanno facendo il pieno raddoppiando le scoperte rispetto allo scorso anno, come anche in Trentino dove c’è chi ha già preso delle maxi multe per aver esagerato nella raccolta. In Lombardia - prosegue la Coldiretti - c’è almeno un 30% in più sul riempimento dei cestini con picchi anche superiori in alcune zone, mentre in Piemonte si viaggia sopra il 20%. Ma se si scende verso il centro sud la nascita dei funghi è ancora ferma in attesa che si creino le condizioni adatte, ossia terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole senza temperature eccessive. E se in Emilia si attende l’avvio della stagione, in Romagna già a luglio si è partiti con i porcini e in Umbria -evidenzia la Coldiretti - le prime indicazioni danno un progresso del 25% in più rispetto allo scorso anno con punte del 40% in provincia di Perugia. In Toscana i porcini sono ancora fermi tranne che nell'Appennino centrale, in Valtiberina, dove c’è stato un assaggio di raccolta dopo le piogge di fine luglio nell’Aretino con un +50% rispetto alla media degli ultimi anni. Mentre in Abruzzo fra luglio e agosto russole e porcini hanno registrato un calo fino al 60% e in Calabria per la scarsità di piogge non è ancora iniziata la raccolta, tranne che per sporadiche eccezioni sulle aree montane della Sila con finferli e porcini.L’attività di ricerca - continua la Coldiretti - non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di 'professionisti' impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici. E’ necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che ' sottolinea la Coldiretti ' vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica.E per i meno avventurosi il consiglio è quello di recarsi nei mercati di Campagna Amica dove molto spesso è possibile acquistare anche funghi coltivati. La buona stagione è infatti una opportunità anche per buongustai che preferiscono cercarli sugli scaffali. In questo caso la Coldiretti invita a verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente. Le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei.

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Dal Nord arriva quasi la meta’ del pil, delle tasse

Dal Nord arriva quasi la meta' del pil, delle tasse, degli occupati e degli investimenti. Lo sottolinea la Cgia di Mestre che rileva "il rischio concreto che il profondo Nord finisca ai margini dell'azione del nuovo Governo Conte". Le sei regioni attualmente presiedute da Governatori di centrodestra (Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino A.A., Veneto e Friuli V.G.), rischiano, secondo la Cgia, di non avere molta voce in capitolo sulle decisioni importanti che saranno prese dal nuovo Esecutivo: e questo nonostante esprimano un peso economico e occupazionale estremamente significativo per la stabilita' e la crescita del Paese. "Ovviamente - sottolinea la Cgia - " qualsiasi giudizio e' prematuro. Cio' che contera' saranno le misure concrete che il governo giallorosso prendera' nei prossimi mesi". Oltre al taglio delle tasse e a una ripresa degli investimenti infrastrutturali, "il Nord guarda con particolare attenzione anche al tema dell'autonomia differenziata. Dalle prime dichiarazioni rilasciate dal nuovo ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, si rileva una apertura di credito per certi versi inaspettata: l'auspicio e' che si gettino definitivamente alle spalle le incomprensioni esplose negli ultimi mesi tra una parte del precedente esecutivo e i Governatori di Lombardia e Veneto". Dagli ultimi dati disponibili, emerge che le sei regioni del Nord prese in esame producono complessivamente poco piu' di 721 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 46,6% del totale nazionale. Le imprese private, invece, sono poco meno di due milioni (38,1% del totale Italia) e occupano poco piu' di otto milioni di lavoratori (48% del totale). L'export ammonta a quasi 336 miliardi di euro (il 58,2% del totale) e gli investimenti fissi lordi realizzati sono stati poco piu' di 142 miliardi (49% del dato nazionale)

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Premio Scanno, la 45ma edizione dedicata ad Alessandra Schoenburg Tanturri

La 45esima edizione del Premio Scanno non poteva che essere dedicata a lei, Alessandra Schoenburg Tanturri, prematuramente scomparsa nel febbraio del 2018 all’età di 68 anni. La principessa dall’animo nobile che per lungo tempo è stata il cuore del Premio letterario, esempio di bellezza e cultura, verrà ricordata durante la manifestazione che da sempre porta in Abruzzo i più importanti intellettuali europei e internazionali. L’appuntamento è per sabato 14 settembre, alle ore 16, nella splendida Piazza de La Codacchiola dove si terrà la cerimonia di premiazione dei vincitori delle diverse sezioni.

Alessandra Schoenburg Tanturri era subentrata nel 2001 insieme al figlio Manfredi alla guida della Fondazione Tanturri, dopo la morte del marito Riccardo Tanturri De Horatio, giornalista e letterato, fondatore del Premio. Sono stati anni intensi per una manifestazione che si è fatta largo nel panorama letterario e non solo, diventando punto di riferimento culturale e punto di contatto tra espressioni diverse, nel segno dell’incontro come arricchimento reciproco.

Oggi è Manfredi Tanturri De Horatio, presidente della Fondazione, a portare avanti l’evento con la stessa passione e consapevolezza che ha contraddistinto i suoi genitori. E sarà proprio lui ad aprire la 45esima edizione, sabato 14 alle ore 10, nell’Auditorium Guido Calogero. A seguire, i saluti di Paolo De Nardis, segretario generale della Fondazione Tanturri, e del sindaco di Scanno Giovanni Mastrogiovanni. Alle 10.30, nella stessa sede, si terranno gli incontri di studi aperti al pubblico “Dal Gattopardo di Lampedusa al Gattopardo innamorato di Riccardo Tanturri” e “60 anni dal Premio Nobel a Salvatore Quasimodo”, con la partecipazione di Giulio Rolando, direttore de “Il Cerchio” e Pierfranco Bruni, vicepresidente nazionale del Sindacato Liberi scrittori, e ancora, il docente di letteratura Francesco D’Episcopo e la latinista Marilena Cavallo. Alle ore 12.30, conferenza stampa con la presentazione dei vincitori.

E mentre cresce l’attesa per la cinquina finalista per la letteratura, nell’albo d’oro dei vincitori degli anni passati spiccano nomi come Edna O’Brien, Peter Handke, Folco Quilici, Mario Soldati, Mario Vargas Llosa, Banana Yoshimoto. Accanto ai grandi nomi della letteratura internazionale, da tre anni il Premio si è aperto agli esordienti con una sezione dedicata alle opere inedite. In collaborazione con l’Università degli studi di Teramo, è stata istituita la sezione Opera prima, che quest’anno riserverà delle sorprese. Il Premio annovera dieci sezioni: Letteratura, Alimentazione, Diritto, Ecologia, Antropologia, Economia, Medicina, Musica, Sociologia e Opera Prima.

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Pescara, rientrano a scuola gli studenti dell’Aterno- Manthoné

Rientro con cerimonia per l’Aterno Manthoné che, lunedì 9 settembre, sarà la prima scuola di Pescara a riaprire i battenti. L’anno scolastico, infatti, inizia con una settimana di anticipo rispetto al calendario regionale. Ma a inframezzare il rientro nelle classi degli studenti, alle 10 nell’aula magna, ci sarà la cerimonia di consegna dei diplomi ai ragazzi che hanno concluso il percorso quinquennale della scuola superiore.

«È il termine di un periodo di formazione che spesso ha visto nascere, tra i banchi, solidi e duraturi rapporti di amicizia», spiega la dirigente scolastica, Antonella Sanvitale,  «ma vuole anche essere il passaggio del testimone umano e culturale tra i ragazzi che lasciano la nostra scuola e i nuovi studenti che arrivano nel nostro storico e innovativo Istituto che quest’anno compie 60 anni.  Alla cerimonia sono invitati i genitori e i parenti». 

Gli iscritti alle prime, accompagnati dai genitori, saranno accolti dalle 8,30 alle 9,30 in aula magna, dalla preside e dai docenti. Le lezioni, poi, continueranno fino alle 12,30. Gli studenti delle seconde e del triennio rientreranno in classe martedì 10 settembre, dalle 8,30 alle 12,30.

Per quanto riguarda il corso serale - le cui iscrizioni sono ancora aperte - l’accoglienza è prevista lunedì 9 settembre dalle 17 alle 20,30, sempre in aula magna.

«Molte sono le novità introdotte nella nostra scuola», riprende la preside Sanvitale, «una comunità educante che offre percorsi professionalizzanti ai nostri alunni al fine di formare persone competenti. Educare i giovani è lo scopo etico e istituzionale della scuola. La contemporaneità culturale dei nostri studenti è fatta di una diversità di linguaggi, legati tra loro da molteplici relazioni. I ragazzi non sono autonomamente capaci di imparare ad apprezzare queste relazioni. La nostra scuola, già all’avanguardia sull’uso del digitale,  approfondisce ulteriormente questo aspetto proponendo un uso adulto del digitale ovvero un uso finalizzato, educando gli studenti a un uso critico delle tecnologie facendole diventare oggetto di lavoro dentro il curricolo disciplinare, con spirito di iniziativa e con creatività. Con una didattica sempre più rispondente alle attese formative del nostro mondo globalizzato e in rapida evoluzione e con le aule laboratorio, cioè assegnate in funzione delle discipline che vi si insegneranno (per cui possono essere riprogettate e allestite con un setting funzionale alle specificità della disciplina) , i nostri alunni  saranno ben accompagnati a superare la distinzione tra lezione teorica (funzionale allo sviluppo di conoscenze) e attività laboratoriale (funzionale allo sviluppo di competenze), a rendere naturale e facile il lavoro sull’esperienza diretta o mediata dalle tecnologie digitali, a produrre esperienze di studio e ricerca vicine a quelle esistenti in ambiti professionali».

 

 

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Telegraph elogia l’Abruzzo

 “Se un tabloid prestigioso come il britannico The Telegraph suggerisce ancora una volta il nostro Abruzzo come destinazione ideale per un turista esigente che non si accontenti dei circuiti tradizionali e voglia un concentrato di emozioni che solo qui può trovare, vuol dire che qualcosa sta cambiando sia nella percezione che gli esperti di turismo internazionale hanno dell’Abruzzo sia nell’offerta turistica di questa regione”.L’assessore al Turismo, Mauro Febbo, non si stupisce affatto di questo sempre più crescente interesse dei media stranieri nei confronti della regione. “Tim Jepson, l’esperto di destinazioni turistiche che ha scritto il pezzo per The Telegraph, - prosegue Febbo in un comunicato - si interroga sul perché un territorio dalla straordinaria varietà di paesaggi come l’Abruzzo dove, come si sottolinea nell’articolo, l’ottima cucina si coniuga alla perfezione con la genuinità dei prodotti tipici, non sia ancora diventato una destinazione di massa.La risposta a questo interrogativo Jepson la trova in parte nella natura selvaggia di tanti luoghi, talvolta inaccessibili anche per la presenza di una fauna che da sempre è presente sulle nostra montagne ed in parte anche in ragioni storiche che l’hanno isolata dal resto del contesto nazionale".

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Blitz anti terrorismo in Abruzzo, arrestato un imam

Avrebbero creato fondi neri per oltre un milione di euro, in parte frutto di evasione fiscale realizzata con fatturazioni false, per finanziare il trasferimento in Siria dei militanti legati all'organizzazione radicale islamica 'Al-Nusra'. Una presunta cellula terroristica, composta da dieci persone - otto tunisine e due italiane - e' stata sgominata in Abruzzo dai carabinieri del ROS e dai finanzieri del GICO dell'Aquila sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L'Aquila. L'indagine, partita nel 2015 ha portato al controllo di 55 persone, all'iscrizione nel registro degli indagati di 17 e all'arresto di dieci - due in carcere, gli altri ai domiciliari - tra le quali un Imam e una commercialista di Torino: tutti sono indagati per reati tributari e di autoriciclaggio, con finalita' di terrorismo. Il principale indagato e' un tunisino, finito in carcere, che commerciava in tappeti e ristrutturazioni edili. L'uomo risiedeva a Torino, ma aveva la dimora ad Alba Adriatica, e avrebbe organizzato il trasferimento di denaro in Siria e Turchia anche per "favorire il passaggio di aspiranti terroristi" in quei paesi. "Il denaro veniva trasferito con operazioni illegali - ha spiegato il comandante regionale abruzzese della Guardia di Finanza, Gianluigi D'Alfonso - tra cui fatturazioni false, con trasferimenti con corrieri e anche con il pagamento di somme superiori ai dipendenti che poi portavano indietro la parte eccedente". Gia' dalle prime indagini e' emerso l'ingiustificato flusso di danaro che transitava anche in Germania e Svezia. Secondo il procuratore antiterrorismo dell'Aquila, Michele Renzo, la cellula terroristica era un punto di passaggio e una centrale operativa nello stesso tempo "perche' la struttura e qualsiasi punto nevralgico sono punti di arrivo e di partenza di focolai di radicalismo". La commercialista torinese e' accusata di avere tenuto la contabilita' del gruppo, mascherando gli illeciti tributari che servivano a finanziare il terrorismo in Siria, tra i quali l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti - molte delle quali 'autoprodotte' - per oltre due milioni di euro. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati circa un milione di euro ad alcuni indagati e quattro appartamenti tra Martinsicuro ed Alba Adriatica, di proprieta' di altre persone finite nei guai. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nell'esprimere il proprio "sincero ringraziamento alle forze dell'ordine e alla magistratura che hanno sgominato una banda di terroristi radicata nel territorio abruzzese", ha rilevato che si e' trattato di una scoperta inquietante che ci ricorda come non si debba mai abbassare la guardia per garantire la sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini". 

 

 

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Alcune riflessioni sul governo giallo rosso

Alcune riflessioni sul governo giallo rosso

Prima di esprimere qualche giudizio sulla composizione del governo giallo rosso è il caso di ripercorrere la storia dell’ultima crisi di governo. Il 7 agosto, dopo un colloquio con Conte che si era dimostrato molto disponibile, Salvini decise di aprire la crisi .Perchè lo ha fatto lo ha dichiarato lui stesso, voleva i pieni poteri, ciò è vincere le elezioni e governare da solo. Ma ha sbagliato i calcoli pensando che questo desiderio lo avesse l’intero PD, e quando Renzi si è opposto, le altre correnti del partito hanno dovuto seguirlo. La ragione ufficiale era quella di sbarrare la strada al fascismo di Salvini. Quando è a corto di idee la sinistra ha sempre un fascismo da sconfiggere mandando in prima linea le bandiere dell’A.N.P.I.(ma i reduci delle guerre puniche perché si nascondono?). La difesa delle poltrone di tanti senatori e deputati era una logica conseguenza; tornare al potere dopo un solo anno di purgatorio non è poi così male! Quanto ai 5 stelle non possono certo dire di voler bloccare il fascismo leghista dal momento che ci hanno tranquillamente governato per 14 mesi. Però conservare poltrone e potere è una bella cosa, anzi ottima. Essendoci in Parlamento una maggioranza il presidente Mattarella non poteva fare altro che rispettare la vigente Costituzione

Come spiegare questo connubio?

La gran massa del pubblico è restata sorpresa nell’apprendere l’alleanza di due forze politiche che sino a tempi recentissimi si erano pesantemente insultate promettendo che non si sarebbero mai disposte a collaborare. E’ pur vero che nazioni come ad esempio la Germania e la Francia che si sono ripetutamente affrontate in guerre che sono costate milioni di morti hanno poi trovato il modo di fare la pace e collaborare. Motivazioni in questo caso molto più nobili di quelle che hanno portato alla nascita del governo giallo rosso. Alcuni osservatori ritengono che tra il PD e i 5 stelle ci siano motivi di contatto che avrebbero dovuto spingerli a realizzare una collaborazione sin dall’inizio della legislatura. In realtà Lega e Movimento sono stati entrambi all’opposizione nella precedente legislatura con posizioni piuttosto simili su alcuni argomenti che potremmo racchiudere sotto la definizione di populismo. Era bizzarro pensare che il principale vincitore ed il principale sconfitto si mettessero immediatamente a collaborare. La situazione odierna è invece molto mutata; il PD sperimenta una discreta ripresa e i cinque stelle un forte ridimensionamento. Questi ultimi hanno attenuato alcune posizioni anti europee come dimostra il comune sostegno elettorale alla elezione della nuova Presidente della Commissione Europea. E’ quindi comprensibile che ci possa essere una certa convergenza di programmi; come questa collaborazione si svilupperà è tutto da vedersi. Dalla azione di governo dipenderà il bottino di consensi che i due principali partiti di governo potranno ottenere. I primi sondaggi li premiano entrambi e penalizzano, in modo per ora non grave, la Lega. In seguito sarà interessante constatare se questa coalizione premierà entrambi i partiti, uno solo dei due o nessuno dei due. I primi test interessanti a cui il Centro Destra (sarebbe meglio dire la Destra) si presenterà unito saranno le elezioni regionali. Logica vorrebbe che anche PD e 5 stelle collaborassero; la cosa però si presenta più difficile per i 5 stelle perché alleanze organiche anche a livello periferico vorrebbero significare una rinuncia a quella orgogliosa pretesa di essere diversi da tutti e di perseguire sempre una egemonia autonoma. Si cambia però così in fretta!

Quale opposizione a questo governo?

La forza della opposizione dipenderà dai risultati del governo. Se questi fossero deludenti l’opposizione non potrebbe che aumentare il suo potenziale. Ma quale opposizione? Berlusconi, ammesso che voglia davvero fare l’opposizione cosa di cui è lecito dubitare, è in calo accelerato di consensi e Forza Italia è un partito talmente disegnato sul suo proprietario Presidente da non essere in grado di sopravvivere senza la guida del Cavaliere. Fratelli d’Italia non può aspirare alla leadership della Destra Italiana. Quanto alla Lega la situazione si fa delicata e questo per il tipo di politica più che per il destino del capitano. Se infatti Salvini fosse eliminato per via giudiziaria potrebbe essere sostituito da Giorgetti che si presenta anche meglio. Il problema non sta nella guida ma nella politica del partito. Le posizioni sovraniste hanno fruttato un bel gruzzolo di consensi ma ora molti si rendono conto della sterilità di questa strategia. La Gran Bretagna che possiede una moneta forte, che è una potenza militare nucleare, che ha una stretta relazione con molte delle sue ex colonie ha grandi difficolta ad uscire dall’Europa; per l’Italia questa soluzione è impraticabile. Tentare di cambiare in senso sovranista il panorama politico europeo è un obiettivo irraggiungibile e scegliere una collaborazione con i paesi di Visegrad è stato un evidente errore strategico. Ritengo che gli elettori matureranno gradualmente la convinzione che questa scelta politica ci isola e ci danneggia. Questa considerazione mi fa prevedere che i consensi della Lega tenderanno più facilmente a ridursi che non a crescere. Con le forze politiche posizionate agli estremi si apre al centro un grande spazio che, o sarà occupato dai 5 stelle se essi saranno capaci di una mutazione genetica, o vedrà il sorgere di una nuova forza politica la cui nascita sarebbe favorita da un sistema elettorale proporzionale.

 

Che giudizio sulla composizione del governo giallo-rosso?

In un recente articolo sulla Stampa ,Sorgi definiva con una certa riprovazione questo governo come un governo di matrice democristiana elencando in successione Mattarella, Renzi, Conte, Franceschini e diversi altri. Sorgi vede nella Democrazia Cristiana qualcosa di negativo. Dimentica che a questo Partito si deve la libertà, l’Indipendenza, e lo sviluppo economico dell’Italia. Al programma del fronte popolare (partito comunista italiano, partito socialista italiano) che prevedeva la dittatura del proletariato, l’economia collettivista e l’adesione al patto di Varsavia la Democrazia Cristiana antepose la democrazia parlamentare, l’economia di mercato e l’adesione alla Nato. Che questa ricetta sia quella giusta è dimostrato dal fatto che non la contesta più neanche D’Alema. Magari fosse questo un governo democristiano!

Entrando più in profondità nella composizione possiamo dire che qualche miglioramento c’è stato rispetto alla precedente compagine. Alcuni dei ministri 5 stelle più criticati sono stati rimossi e la compagine del PD mostra in alcuni ministeri persone di più larga esperienza rispetto alla delegazione leghista. Vorrei ora soffermarmi su due ministeri, quello della Salute e quello degli Esteri. Alla Salute è andato Speranza che come esperienza di governo è pari a zero e come competenza per i problemi della Sanità è addirittura sotto zero. Perché le cose vadano ben ci vuole davvero speranza. Questa è stata un’occasione persa; questo ministero doveva restare ai 5 stelle che avevano un tecnico di grande valore come Sileri. Per gli Esteri è arrivata ,cosa poco diplomatica, una critica ufficiale dalla Cina. Sul web stanno massacrando il povero Di Maio. Credo che sia il più giovane ministro degli esteri dall’unità d’Italia. Batte per qualche anno Galeazzo Ciano che andò ad occupare palazzo Chigi (allora sede del ministero degli Esteri) avendo Mussolini rimosso un bravissimo Ministro come Grandi per far posto al genero. Quella nomina fu causa di grandi sciagure per l’Italia poiché l’alleanza con la Germania Nazista fu fortemente voluta da Galeazzo, salvo poi a pentirsene amaramente. Di Maio, che sarà sostenuto ed aiutato dalla ottima struttura del ministero, non rischia di fare danni così gravi. Al massimo non farà più il ministro; a Ciano è andata molto peggio.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

 

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Tumori, si studia una terapia mirata per il pancreas

Una terapia mirata per alcune forme di tumore del pancreas potrebbe essere all'orizzonte in futuro: uno studio dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena pubblicato sulla rivista Cancer Research ha identificato infatti, a livello preclinico, una nuova terapia mirata per un sottogruppo di pazienti affetti da tumore del pancreas con marcata dipendenza dall'oncogene K-Ras. La ricerca, del gruppo guidato da Luca Cardone, team leader dell'Unita' di Immunologia e immunoterapia, ha mostrato che la decitabina, farmaco gia' in uso clinico per altre neoplasie, ha una potente azione antitumorale mirata per tumori del pancreas con specifiche caratteristiche. I pazienti selezionati con screening molecolare ne potrebbero beneficiare grazie a un approccio di riposizionamento di farmaci, il cosiddetto "drug repurposing". Si calcola che una percentuale compresa fra il 30% e il 50% dei casi di tumore al pancreas ha una dipendenza molecolare da K-Ras che puo' potenzialmente rispondere alla decitabina. Il carcinoma del pancreas e' una delle neoplasie a prognosi piu' severa e tra le piu' aggressive con un tasso di sopravvivenza a 5 anni dell' 8%. Grazie a questo studio preclinico, si potranno avviare studi clinici con la decitabina, come singolo trattamento o in combinazione. "Investire nella 'drug repurposing' in oncologia - sottolinea Francesco Ripa di Meana, direttore generale dell'Ifo - e' un'opportunita' potenziata dall'utilizzo di big data e intelligenza artificiale". La ricerca e' stata condotta in collaborazione con l'Anderson Cancer Center dell'Universita' del Texas, l'Istituto Telethon di genetica e Medician (Tigem) di Napoli e l'Universita' di Chieti. 

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