Redazione Notizie D'Abruzzo

Il 25 aprile la festa della Liberazione

Il 25 aprile la festa della Liberazione

La festa della Liberazione è una festa divisiva? Sicuramente non lo è ma da un certo numero di anni si verificano episodi in qualche modo in controtendenza. Alcuni esponenti politici prendono le distanze dalle manifestazioni che si tengono in questa giornata, altri vengono contestati mentre partecipano ai cortei celebrativi. Questi episodi non si verificavano durante la Prima Repubblica. La Costituzione, legge fondamentale del nostro stato, nasce dalla collaborazione tra cattolici, marxisti, repubblicani e liberali, forze che hanno ispirato i gruppi partigiani. Il così detto arco costituzionale escludeva i partiti di destra in cui albergava anche qualche sentimento nostalgico. La Seconda Repubblica con l’avvento di Forza Italia, partito che insieme alla Lega Nord non contribuì alla lotta di Liberazione, e lo sdoganamento del Movimento Sociale trasformatosi in Alleanza Nazionale ha cancellato l’idea di arco costituzionale e sono nate quindi posizioni se non addirittura critiche quanto meno non uniformi al precedente comune sentire.

Per chiarire il rilievo che la lotta partigiana ha avuto nelle fondazione della Repubblica è necessario fare alcune considerazioni

Il Fascismo e l’antifascismo negli anni trenta

Negli anni trenta ed in particolare dopo la conclusione vittoriosa della guerra d’Abissinia e la fondazione dell’Impero il regima fascista conseguì il massimo del consenso popolare. Questo consenso si basava sulla concorrenza di diversi fattori che di seguito elenchiamo: una serrata ed efficace propaganda che iniziava sino dai banchi delle elementari, una condizione economica e lavorativa accettabile anche se non brillante, una sicurezza ed un ordine probabilmente più frutto della comunicazione del governo che della realtà, ma comunque percepita dai cittadini. Una serie di realizzazioni di tipo sociale come l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, l’Istituto Nazionale per gli Infortuni dei Lavoratori, le colonie montane e marine, il Consiglio Nazionale della Ricerca, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, la Riforma della scuola e dell’dell’Università. Lavori pubblici ben propagandati come il prosciugamento delle paludi pontine e altre attività anche di interesse architettonico come la trasformazione urbanistica di Roma determinata dalla costruzione della via dei Fori Imperiali, via della Conciliazione, la nuova sede dell’Università di Roma, il Foro Mussolini ed il nuovo quartiere dell’Esposizione Universale Roma. Il Regime totalitario e poliziesco era opprimente, ma se si confrontano le condanne e i confinamenti erogati dal Tribunale Speciale con quanto accadeva in Germania e in Unione Sovietica, la condizione italiana può essere considerata molto meno grave. La massa della popolazione non si occupava di politica e si limitava ad una critica bonaria condita da pettegolezzi, barzellette e satire che avevano per oggetto più gli alti gerarchi che lo stesso Mussolini. L’antifascismo militante era una attività di nicchia, coltivato da una minoranza di coraggiosi intellettuali. Solo il Partito Comunista riusciva a coinvolgere il proletariato operario ma non in modo tale da preoccupare il regime; e quando fu noto l’accordo stipulato tra Germania e Unione Sovietica dai ministri Ribentrop e Molotov le attività dei gruppi comunisti furono messe in sonno e si risvegliarono soltanto quando i Nazisti attaccarono l’Unione Sovietica. Le leggi razziali e l’alleanza con la Germania,” il nemico storico” affievolirono il consenso che però fu affossato solo dalla partecipazione dell’Italia alla Guerra Mondiale.

La guerra e la nascita del movimento partigiano

Senza la guerra il regime fascista sarebbe durato a lungo, forse anche dopo la scomparsa di Mussolini, subendo una lenta evoluzione verso la democrazia come accadde al regime Franchista. Fu l’esito di una guerra che doveva concludersi vittoriosamente in qualche settimana e che invece durò anni apportando lutti, distruzioni, povertà e fame a volatilizzare il consenso popolare al regime fascista. Quando il 26 luglio 1943 si seppe della caduta del governo e dell’arresto di Mussolini ci fu un tripudio di folle che associavano alla fine del fascismo anche quella della guerra con i suoi devastanti bombardamenti. Non c’era più un fascista disposto a lottare per ripristinare la situazione e nessuno dei 10.000 ben armati Militi di stanza a Roma al comando del Generale Galbiati mosse un dito. Le cose stavano diversamente e i tedeschi se lo aspettavano; all’annuncio dell’armistizio fatto da Badoglio l’otto settembre si affrettarono ad occupare l’Italia per utilizzarla come un campo di battaglia per tenere gli alleati lontani dal loro confine sud. Pochi giovani illusi e qualche ufficiale come Grossi, comandante di sommergibili e il principe Junio Valerio Borghese comandante della X flottiglia MAS aderirono a quel simulacro di stato che era la Repubblica di Salò. Pensavano di riscattare l’onore militare dell’Italia compromesso dal tradimento dell’alleato, ma i veri traditori erano i Tedeschi che combattevano una guerra autonoma senza avvertire il governo italiano dell’attacco alla Polonia e alla Unione Sovietica. La situazione fu invece ben compresa da eroi come Durand de la Penne, l’affondatore della Valiant, che aderì allo Stato Italiano riprendendo servizio nella Regia Marina e ai giovani che si arruolarono nell’Esercito di Liberazione che combatteva i tedeschi come forza co belligerante degli alleati. Nelle vaste zone occupate dall’esercito tedesco fu attiva una forza di guerriglieri che auto costituitasi in bande partigiane, come espressione militare dei partiti antifascisti, dette del filo da torcere alle armate germaniche presenti in Italia sotto il comando del Feld Maresciallo Kesserling. Sul piano militare questo contributo non va enfatizzato. I partigiani in numero di circa 150.000 (furono il doppio dopo la fine della guerra ma si capisce che saltare senza rischio sul carro dei vincitori era facile ) senza aviazione, forze corazzate e artiglieria pesante non potevano fare più di quello che eroicamente fecero e senza le armate anglo americane e i loro sbarchi in Sicilia , a Salerno e ad Anzio ci sarebbe stato poco da fare per liberare l’Italia Altissimo è invece il valore morale dell’impegno partigiano perché non fu lasciato esclusivamente a mani straniere il compito di riscattare l’Italia. Le brigate partigiane facevano riferimento alle forze politiche antifasciste, Democristiani, Socialisti, repubblicani, Liberali, Partito d’Azione; i più numerosi erano i comunisti. Tutti avevano lo stesso nemico che era il tedesco occupante ed il repubblichino. Diverse le finalità una volta preso il controllo della situazione. Per i comunisti l’obiettivo era istaurare una dittatura del proletariato e allearsi alla unione Sovietica; per gli altri era la istaurazione di una democrazia liberale e una alleanza con gli alleati anglo americani. Tra i comunisti c’era chi pensava di organizzare una rivoluzione armata come accadde in Grecia in modo fallimentare, ma prevalse il realismo politico di Togliatti che si rendeva conto dell’impossibilità di sconvolgere i patti di Yalta. Però, ove fosse possibile, questa soluzione sarebbe stata favorita. E la strage di Porzus in cui 17 partigiani cattolici furono trucidati nel febbraio 1945 da partigiani comunisti era funzionale a favorire che la Venezia Giulia compresa Trieste fosse ceduta al governo del Maresciallo Tito all’epoca ancora in buone relazioni con Stalin. I numerosi assassinii perpetrati dopo la fine delle ostilità per quasi un anno in Alta Italia come ben documenta Giampaolo Pansa, non furono affatto episodi di guerra civile ma stragi e vendette che nulla hanno a che vedere con le lotte partigiane e coloro che hanno cercato di nascondere o di giustificare questi fatti hanno reso un pessimo servizio al prestigio della lotta partigiana

La ricorrenza del 25 aprile oggi

La storia ha ormai dimostrato che la lotta partigiana, pur senza trascurarne l’apporto militare, ha avuto una rilevanza morale perché ha dimostrato che gli italiani nelle brigate partigiane e nell’esercito di liberazione hanno fermamente voluto che il riscatto nazionale non fosse dovuto soltanto alle preponderanti forze militari degli alleati. Diversamente dalle nazioni occupate dall’Armata Rossa si è trattata di una vera liberazione che ha garantito democrazia e sviluppo economico. Sono questi i valori che sono prevalsi, e non quelli legati alla dittatura del proletariato, che informano e sostanziano il significato democratico della nostra Repubblica. Coloro che manifestano sentimenti nostalgici, e sono fortunatamente un numero minuscolo; sono degli sciocchi che parlano di cose che non conoscono perché se avessero sentito il peso della dittatura e l’orrore della guerra sulle loro persone non si lascerebbero andare a queste manifestazioni neanche per scherzo. C’è ancora qualcuno però che forse avrebbe preferito un esito diverso della guerra partigiana e finge di vedere risorgere il fascismo solo con lo scopo di chiudere la bocca a voci non consonanti con il proprio pensiero.

Pericoli per la nostra democrazia oggi non si vedono, nondimeno bisogna essere vigilanti perché ciò che è accaduto una volta potrebbe tornare di

nuovo. Cerchiamo pertanto di celebrare questa ricorrenza senza retorica e senza contrasti nella consapevolezza che i valori di democrazia e di libertà presenti nei nostri cuori vanno coltivati con sobrietà, con attenzione e con perseveranza.

Achille Lucio Gaspari

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Marinella Sclocco presenta la sua candidatura a Pescara

Centinaia di persone hanno partecipato  nei pressi della Nave di Cascella, all’evento di apertura della campagna elettorale di Marinella Sclocco, candidata sindaco per la coalizione di centrosinistra a Pescara che ha presentato le linee guida del programma. Dal potenziamento del depuratore al raddoppio della rete fognaria cittadina per garantire la balneabilità del nostro mare e la salute del fiume. “Sono 32 i milioni di euro stanziati in larghissima parte dalla Regione mentre io ero nell’esecutivo”, ha ribadito Sclocco, “di cui 12 milioni solo per il potenziamento del depuratore i cui lavori sono già partiti”. E poi, i progetti di inclusione dedicati a tutti i quartieri “con una sede distaccata del Comando dei vigili urbani in ognuno dei quartieri più a rischio”.

E ancora, il potenziamento del servizio degli asili nido comunali, con l’abbattimento delle liste di attese e le attività a supporto delle famiglie. Un sistema regimentato di manutenzione costante delle strade e delle piazze della città, insieme a pulizia e decoro.

“Non ultima, l’operazione di bonifica e ristrutturazione del cementificio di via Raiale che diventerà polo di attrazione verde e di riuso architettonico come già avvenuto a Barcellona. E in questa rimessa a sistema dell’area a sud del fiume troverà finalmente posto anche la mai inaugurata Città della Musica e l’annesso Parco della Musica”, ha concluso Marinella Sclocco.

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Unimpresa, la pressione fiscale salirà al 42,7% in 2020

La spesa statale crescerà progressivamente nei prossimi quattro anni: tra il 2019 e il 2022, dalle casse del Tesoro usciranno, in tutto, 75 miliardi di euro in più rispetto al 2018. Salirà di 36 miliardi (+13%) la spesa per le pensioni e di oltre 11 miliardi (+14%) quella per le prestazioni sociali, di 3 miliardi (+2%) quella per gli stipendi dei dipendenti pubblici, di oltre 6 miliardi (+4%) l'esborso per forniture e servizi. Questi i dati principali dell'operazione fact checking realizzata dal Centro studi di Unimpresa sul Documento di economia e finanza approvato il 9 aprile dal Consiglio dei ministri, secondo la quale aumenterà anche la spesa per interessi sul debito di 8,7 miliardi (+13%) e la sanità subirà un aumento di oltre 7 miliardi (+6%). 

Secondo l'analisi del Centro studi dell'associazione, realizzata sulla base del Def del 9 aprile scorso, il totale delle uscite si attesterà a 869,7 miliardi nel 2019, a 894,9 miliardi nel 2020, a 912,2 miliardi nel 2021 e a 929,1 miliardi nel 2022. Complessivamente, rispetto al 2018, quando il bilancio si è chiuso con uscite pari a 853,6 miliardi, ci sarà un incremento della spesa di 75,5 miliardi (+8,85%). Saliranno le uscite correnti per complessivi 60,8 miliardi (+8,66%) e subirà un incremento anche la spesa per il servizio del debito pubblico (interessi passivi) pari a 8,7 miliardi (+13,48%). In lieve crescita, invece, la spesa in conto capitale ovvero la voce che riguarda gli investimenti pubblici, specie quelli in infrastrutture e grandi opere: lo Stato spenderà poco e ci sarà un leggero aumento di 6,6 miliardi (+11,39%). Le uscite correnti saliranno di 68,8 miliardi (+8,66%): dai 795,2 miliardi del 2018 si arriverà progressivamente agli 864,1 miliardi del 2022: in salita la voce degli stipendi dei dipendenti pubblici: dai 171,8 miliardi del 2018 ai 174,8 miliardi del 2022 con in incremento complessivo, nel quadriennio in esame, di 3,1 miliardi (+1,77%). Quanto alla spesa per forniture e servizi, l'aumento sarà di 6,1 miliardi (+4,25%) da 143,8 miliardi a a 149,9 miliardi. Per quanto riguarda il welfare, è prevista una salita della spesa per le pensioni di 36,3 miliardi (+13,52%) e di 11,8 miliardi (+14,81%) per le prestazioni sociali. Salirà anche la spesa sanitaria che nel 2018 si è attestata a quota 115,4 miliardi: nel 2019 arriverà a 118,1 miliardi, nel 2020 a 119,9 miliardi, nel 2021 a 121,3 miliardi, nel 2022 a 123,1 miliardi per un incremento totale di 7,6 miliardi (+6,62%). 

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Arcivescovo Petrocchi nominato nella Congregazione delle cause per i Santi

 Papa Francesco ha nominato il Cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell'Aquila, come membro della Congregazione delle Cause dei Santi. Lo rende noto l'ufficio comunicazioni sociali dell'arcidiocesi dell'Aquila. Si tratta di un organismo della Santa Sede, competente per le procedure finalizzate alla beatificazione e alla canonizzazione di membri della Chiesa gia' riconosciuti come "Servi di Dio". "Dopo l'elezione al Cardinalato - si legge nella nota -, e' il terzo importante incarico che il nostro Arcivescovo riceve dalle mani del Papa: il primo e' la nomina a Membro della Pontificia Commissione per lo Stato della Citta' del Vaticano; il secondo e' la nomina a Membro della Congregazione per l'Educazione Cattolica". "Facciamo i migliori auguri al Card. Petrocchi che, oltre al ministero che svolge nella Chiesa Aquilana, vede accresciuti i suoi impegni a servizio della Chiesa Universale, in stretta collaborazione con il Successore di Pietro". 

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Investì 2 persone il 25 aprile, rintracciato giovane automobilista

La sera del 25 aprile ha investito due giovani, una 19enne e un 21enne rimasti gravemente feriti, nel centro di Lanciano per poi fuggire alla guida della sua Fiat Panda. Dopo accurate indagini della Polstrada di Lanciano, diretta da Renato Menna, il conducente dell'auto e' stato identificato e denunciato alla Procura per lesioni colpose gravissime, fuga e omissione di soccorso. Si tratta di un 19enne al quale e' stata ritirata la patente: decurtati 20 punti, rischia la sospensione fino a due anni. A incastrare il giovane i frammenti di un faro della Panda trovati sul luogo dell'investimento, decine di testimonianze e le immagini del sistema di videosorveglianza della citta'; analizzati nell'immediatezza anche vari commenti sui social.

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Minaccia un amico per avere soldi, arrestato per estorsione

Colto in flagranza di reato, un 51enne di Lanciano e' stato arrestato dalla Polizia con l'accusa di estorsione nei confronti di un amico. Gli agenti del Commissariato, diretti dalla dirigente Lucia D'Agostino, hanno atteso l'uomo nel centro storico di Lanciano poi lo hanno trasferito nel supercarcere di Lanciano. L'indagine e' coordinata dal pm Francesco Carusi. L'arrestato, spiegando di avere problemi economici, aveva cominciato a chiedere soldi all'amico, tra i 100 e 300 euro ogni volta, con cadenza settimanale. L'amico spesso gli avrebbe consegnato somme in modo spontaneo, altre volte ha ricevuto richieste di cifre fino a duemila euro. Fino a quando le richieste di denaro sono diventate insistenti e accompagnate da gravi minacce, tanto da costringere l'amico a cedere, in piu' occasioni, somme superiori a tremila euro. 

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Vacca: serve tavolo coordinamento per il tunnel del Gran Sasso

"Serve un tavolo di coordinamento tra ministeri, istituzioni ed enti coinvolti, a cominciare dalla Regione Abruzzo, e una delegazione di comitati cittadini per programmare, e realizzare, tutte le iniziative necessarie a risolvere le criticita' relative alle falde acquifere del Gran Sasso e i laboratori di Fisica Nucleare". E' la proposta avanzata dal sottosegretario Gianluca Vacca all'incontro di mattina a Pescara con i comitati e le associazioni ambientaliste. "Abbiamo ascoltato con interesse le istanze dei comitati - spiega Vacca in una nota - Ci hanno sottoposto tutte le loro perplessita' e preoccupazioni, ma sono contento che abbiano giudicato positivamente la mia proposta di un tavolo di coordinamento tra enti coinvolti, al fine di risolvere al meglio una situazione che si protrae da anni e che nessuno ha mai avuto la volonta' politica di risolvere".

"Nei prossimi giorni interessero' i ministeri interessati, con i quali sono in costante interlocuzione, per elaborare le soluzioni migliori per formalizzare il tavolo di coordinamento: il Governo per quanto riguarda la questione del Gran Sasso e delle sue acque c'e' e l'ascolto di chi svolge azioni mirate a difendere il territorio sara' sempre imprescindibile per il M5S e per questo governo" conclude. 

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Gallo (M5s): basta con le pagelle agli Stati delle agenzie di rating

"Basta con il dare le pagelle agli Stati. Non possiamo piu' permettere che un amministratore delegato di un'agenzia di rating riduca gli spazi democratici di un Paese a meri numeri". E' Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura della Camera, durante un incontro a Pescara "per annunciare lo stop agli appalti e le 12 mila assunzioni per i precari nella scuola", ad aggiungere che "dobbiamo essere lucidi nell'affrontare un problema, quello dell'agenzia di rating, che sta distruggendo i popoli, in Italia come nel resto del mondo". "Non possiamo consentire - riprende - di potere attuare solo politiche di austerity con i tagli alla spesa pubblica e senza alcuna misura per i poveri o per rendere il lavoro piu' dignitoso. Se non colpiamo il cuore delle regole finanziarie ed economiche, le stesse che ci hanno portato alla crisi del 2007 e per cui nessun banchiere o amministratore delegato - osserva ancora - ha mai pagato seriamente, continueremo a trovarci in un sistema di catene". "Noi come governo siamo stati i primi a tentare di romperlo perche' non possiamo restare in balia di quei pochi amministratori che decidono le sorti di intere nazioni", aggiunge.

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Pescara, otto candidati a sindaco

Sono 8, a Pescara, i candidati a sindaco alle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio. Si tratta di Erika Alessandrini (M5s), Gianluca Baldini (lista civica), Stefano Civitarese (lista civica), Carlo Costantini (polo civico Faremo Grande Pescara), Mirko Iacomelli (Casapound), Carlo Masci (centrodestra), Marinella Sclocco (centrosinistra), Gianni Teodoro (lista civica). Diciassette le liste depositate in Comune tra ieri e le 12 di oggi. Oltre 500 i candidati al Consiglio comunale. Il candidato sindaco per il centrodestra, Masci, e' sostenuto da sei liste: Amare Pescara, Fi, Fratelli d'Italia, Lega, Pescara Futura e Udc. Quello di centrosinistra, Sclocco, da tre: Pd, Pescara Citta' Aperta e Lista civica per Sclocco sindaco. Tre liste anche a sostegno di Costantini: Faremo Grande Pescara, Nuova Pescara e Citta' del Futuro. Una lista per Erika Alessandrini (Movimento 5 Stelle), Civitarese (Coalizione Civica per Pescara), Teodoro (ScegliPescara), Baldini (Riconquistiamo l'Italia) e Iacomelli (CasaPound).

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Montesilvano, sono tre i candidati sindaco

Sono state depositate tutte le liste in gara a Montesilvano dei candidati a sindaco per le amministrative del prossimo 26 maggio. Tra ieri e le 12 di oggi sono state depositate sette liste all'Ufficio elettorale del Comune adriatico. Ottavio De Martinis, per il centrodestra, Enzo Fidanza per il centrosinistra e Raffaele Panichella per i Cinquestelle i tre candidati scesi in campo per la competizione che vedrà al voto 40.600 elettori. Sono quattro le liste a sostegno della coalizione di centrodestra capitanata dal candidato sindaco Ottavio De Martinis, assessore uscente, sostenuto da Lega, Forza Italia, Udc, Fratelli d'Italia e dalla lista Montesilvano in Comune. Due liste, Partito Democratico Progressisti per Montesilvano ed Anno Zero, sostengono la coalizione di centrosinistra dell'aspirante primo cittadino Enzo Fidanza, già vice presidente della Provincia di Pescara e vice sindaco ed assessore al bilancio nelle giunte comunali di Montesilvano guidate rispettivamente da Enzo Cantagallo ed Attilio Di Mattia, mentre una lista appoggia il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Raffaele Panichella. La novità la presenza nella lista del centrodestra di Forza Italia e Udc, capitanata dal sindaco uscente Francesco Maragno di Lino Ruggero cabdidato sindaco per il centrosinistra nelle ultime elezioni amministrative del 2013 e quindi competitor diretto di Maragno che poi ha governato il Comune abruzzese

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