Redazione Notizie D'Abruzzo

Pescara, furto con spaccata in un bar per 50 euro

Spaccata per pochi spiccioli in centro a Pescara. A farne le spese il bar Biba's di via Gobetti dove qualcuno nella notte ha distrutto il vetro della porta d'ingresso portando via 50 euro dalla cassa. E' il secondo colpo in due anni ai danni del piccolo bar, il secondo in pochi giorni nella zona. Il bar è assicurato. "All'una è scattato l'allarme, collegato con un istituto di vigilanza - racconta la titolare, Simona Granieri - Due anni fa con uno scooter buttarono giù la porta e cominciò una lunga sequenza di furti notturni nell'area. Noi esercenti dovremmo associarci e chiedere al Comune di installare telecamere di videosorveglianza su via Gobetti, che anche durante le festività natalizie è dimenticata, nonostante abbiamo dato disponibilità a contribuire alle spese per le luminarie. Potremmo farlo anche in questo caso". 

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L’Aquila, chiuse l’inchiesta sugli appalti MIBACT nella ricostruzione 

Sarebbero vicine le richieste di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta su presunte mazzette negli appalti, gestiti dal Mibact Abruzzo, per la ricostruzione di alcune chiese e monumenti nell'Aquilano e a Sulmona, oltre che del teatro comunale dell'Aquila. La Procura della Repubblica dell'Aquila ha chiuso le indagini, condotte dai carabinieri, a carico di imprenditori, tecnici e funzionari del ministero beni culturali e della Soprintendenza. L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a 26 persone: per alcune di loro la posizione si è aggravata visto che il complesso e voluminoso approfondimento sui documenti e sui riscontri avviato nel luglio dello scorso anno, all'epoca della vicenda giudiziaria, avrebbe dimostrato che il metodo di far vincere imprese amiche dietro corresponsione di danaro a funzionari pubblici sarebbe stato utilizzato anche per altre gare bandite dallo stesso Mibact.

Nell'avviso sono stati contestati capi di imputazione più gravi: le accuse, non per tutti i 26 accusati, vanno dal falso all'abuso d'ufficio, dalla turbativa d'asta fino alla corruzione. Ora gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare controdeduzioni alle accuse. Gli edifici finiti nel mirino sono la chiesa di Santa Maria Assunta a Tione degli Abruzzi, la chiesa di San Domenico a Sulmona, la chiesa di San Salvatore a Civitaretenga, la Badia di Sulmona, piazza Duca degli Abruzzi- Porta Branconia dell'Aquila, Torre medicea di Santo Stefano di Sessanio, la chiesa di San Sisto all' Aquila, il teatro comunale dell'Aquila e la chiesa di San Biagio a Cappadocia.

Sono usciti definitivamente dall'inchiesta coordinata dal pm Simonetta Ciccarelli nove persone. 

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Montex 2018, maxi esercitazione di protezione civile a Montesilvano

«Un evento formativo, informativo e preventivo». Così l’assessore alla Protezione Civile, Ottavio De Martinis, ha presentato questa mattina “Montex 2018”, l’esercitazione di protezione civile, organizzata da Comune, Croce Rossa, Protezione Civile e Anpas che si terrà da venerdì 25 a domenica 27 maggio. Nello specifico la giornata clou dell’evento sarà sabato che, nel corso della mattinata e poi la sera, vedrà svilupparsi ben 5 esercitazioni per la gestione di altrettanti scenari di rischio.

«Il Comune di Montesilvano  - ricorda l’assessore -  è uno dei pochi di tutta la regione che ha aggiornato il piano di emergenza comunale così come previsto dalla legge. Abbiamo voluto organizzare questo grande evento per informare i cittadini e diffondere tutte le buone pratiche da adottare in caso di criticità. Per farlo verranno proposti cinque scenari che possono interessare il nostro territorio». «Quello che vogliamo rappresentare con questa manifestazione -  specifica il sindaco Francesco Maragno -  è che, solo attraverso la concertazione degli interventi di tutti i soggetti chiamati a gestire l’emergenza, si possono ottenere i massimi risultati. L’esercitazione servirà per rendere ancora più fluido il già rodato meccanismo del centro operativo comunale e coinvolgere i cittadini per prepararli al meglio e informarli su come comportarsi. Proprio perché consapevoli dell’estrema importanza anche dell’informazione in tali circostanze, da oltre un anno abbiamo un sistema di messaggistica diretta con i cittadini, Montesilvano Informa, con cui comunichiamo in tempo reale tutti gli interventi messi in atto di fronte a questo genere di criticità».

La mattina del sabato, a partire dalle 10 infatti verranno affrontate le operazioni di soccorso di un’auto rimasta intrappolata nel sottopasso allagato di via Aldo Moro; un veicolo coinvolto nella frana di una strada lungo Colle Portone; l’evacuazione della sede di via D’Agnese dell’Istituto Alessandrini per il crollo di un controsoffitto della scuola e il soccorso di una macchina coinvolta nell’esondazione del Fiume Saline.  Nella sera del sabato, dalle 22, invece si affronterà l’emergenza di una frana che porterà all’evacuazione di una ottantina di persone, che sono state già preallertate, residenti in via Colle Fiorito e che verranno portate nel campo base allestito, già da venerdì, nell’area antistante il pala Dean Martin.

«Voglio esprimere il mio apprezzamento all’Amministrazione Comunale di Montesilvano  - ha aggiunto Vincenzo Palano, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Pescara  -  perché è uno dei comuni più attivi e che meglio sa intervenire in caso di emergenza. Questo genere di manifestazioni sono molto importanti perché il cittadino informato e cosciente è il primo a fare autoprotezione». Soddisfazione per il coinvolgimento è stata espressa anche dal tenete Altieri, della Guardia di Finanza, presente alla conferenza e che collaborerà all’esercitazione con la componente pronto impiego.

Al campo base, nel pomeriggio del sabato verranno anche tenuti 5 corsi di formazione aperti alla cittadinanza. Per l’occasione, dalle 24 alle 13 del sabato, verrà chiuso alle auto il sottopasso di via Aldo Moro. Si consiglia agli autocarri con altezza superiore a 2,50 metri, che viaggiano in direzione nord, provenienti dal lungomare, di svoltare su viale Europa, dal momento che il sottopasso di via Deledda, aperto invece alle auto, ha una altezza inferiore.  La domenica, dalle 10, al Pala Dean Martin, si terrà il convegno “Rischio Meteo Idrogeologico e idraulico – Comuni e Protezione Civile a sistema”.

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Infn, primo videogioco ambientato nei laboratori del Gran Sasso

Un imprevisto spazio-temporale ha catapultato l'alieno Zot nei Laboratori del Gran Sasso dell'INFN, solo la conoscenza della fisica lo aiuterà a tornare a casa. È questa la sfida del primo videogioco ambientato nei veri laboratori sotterranei di fisica delle astroparticelle più grandi del mondo: i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove si realizzano ricerche di punta in fisica. Gran Sasso Videogame è uno strumento di orientamento attivo nato per avvicinare gli studenti alle frontiere della fisica e alle possibilità offerte dalle carriere scientifiche ed è rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 19 anni e ai loro insegnati. Il videogioco sarà accessibile gratuitamente dal 27 maggio giorno in cui sarà presentato al pubblico in un evento di lancio durante l'Open Day dei laboratori nazionali del Gran Sasso.

L'Open Day dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN L'OPEN DAY è una giornata di apertura totale dei Laboratori al pubblico che costituisce un'occasione per scoprire in prima persona la scienza attraverso spettacoli, giochi, dimostrazioni ed esperimenti in un contesto del tutto originale. Durante la giornata del 27 maggio i Laboratori esterni (Assergi - AQ) resteranno aperti al pubblico dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Tornando a Gran Sasso Videogame, è uno strumento innovativo per la didattica della fisica. Il suo utilizzo in classe permette di trattare alcuni dei temi di punta della fisica contemporanea. La giocabilità non è vincolata a conoscenze pregresse. Attraverso il videogioco si scoprono le finalità degli esperimenti, la teoria a essi legata e le grandi sfide tecnologiche che comportano. Il progetto nasce dalla collaborazione tra i LNGS che sono parte dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), l'agenzia di comunicazione scientifica formicablu srl, la casa di produzione IV Productions e ha il supporto di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa). Gran Sasso videogame è frutto del progetto PILA (Physics In Ludic Adventure), finanziato dal MIUR con la Legge 6/2000 (3 luglio 2017 - 3 luglio 2019). Un gioco multipiattaforma a cui si può accedere con computer, tablet o smartphone. Candidato al "Premio PA sostenibile 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030", Gran Sasso Videogame è stato selezionato tra i quasi trecento progetti pervenuti ed è stato individuato come il più significativo nella categoria: "Capitale Umano ed educazione".

Per realizzare il videogioco ricercatori, comunicatori e sviluppatori hanno lavorato integrando le loro competenze. Prima della sua finalizzazione il videogioco sarà testato nelle scuole con studenti e insegnanti. In questo modo le scuole saranno coinvolte in un percorso di valutazione che porterà alla finalizzazione di materiali utili a parlare di fisica in classe. La realizzazione di nuovi percorsi formativi e la valorizzazione del capitale umano passano anche attraverso la messa a punto di strumenti che con il linguaggio dei millennials li coinvolgano in una sfida che vale il futuro. L'idea di realizzare un videogioco ambientato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso nasce da una ricercatrice dei LNGS, Alba Formicola, che racconta: "Da uno sguardo sulla vita quotidiana di mio figlio, immerso con il suo smartphone, mi è sembrato naturale proporre un videogioco per incuriosire i ragazzi alla fisica". Situati tra le città di L'Aquila e Teramo i Laboratori sono sovrastati da 1400 m di roccia del massiccio del Gran Sasso, ospitano in tre gallerie più di dieci esperimenti che riguardano principalmente la fisica del neutrino, la materia oscura e l'astrofisica nucleare. Sono utilizzati come struttura a livello mondiale da circa 1000 scienziati provenienti da oltre 25 paesi. È proprio in quest'ambiente che l'alieno Zot incontrerà gli scienziati che lo aiuteranno a tornare a casa, per riuscirci però dovrà dare il suo contributo rimettendo in funzione alcuni esperimenti. Nel videogioco, di genere platform, gli ambienti dei Laboratori e la strumentazione sono ricostruiti con la tecnica della pixelart. La trama del gioco si articola su ricerche che gli scienziati stanno realmente realizzando. E allora durante il gioco l'alieno Zot scoprirà dov'è che si trova il metro cubo più freddo dell'Universo, cos'è e a cosa serve un cristallo ultrapuro o cosa ci fa in un laboratorio di fisica il piombo romano, recuperato da un relitto affondato lungo le coste della Sardegna e messo a disposizione della ricerca dal Ministero dei beni e delle attività culturali.

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Tragedia di Francavilla, venerdì i funerali

La magistratura ha concesso il nulla osta per i funerali di Marina Angrilli e della figlia Ludovica, 10 anni, vittime della tragedia avvenuta domenica scorsa in Abruzzo: a renderlo noto è il fratello della donna Francesco, ematologo all'ospedale di Pescara, che non ha voluto rivelare il luogo delle esequie. "Abbiamo avuto il nulla osta dall'autorità giudiziaria - ha detto - probabilmente i funerali ci saranno venerdì, ma sono timoroso nel rivelare il luogo, anche se so che poi alla fine si verrà a saperlo comunque. Francamente ho il terrore, avendo vissuto certa stampa, le televisioni accampate fuori casa, di ritrovarmi un tale assembramento lì. E comunque gli ultimi particolari non sono ancora certi". Fausto Filippone si è suicidato gettandosi dal viadotto Alento della A14, poche ore dopo aver gettato nel vuoto la figlia Ludovica; la moglie era morta la mattina dopo essere caduta - a causa di una spinta, secondo l'autopsia - dal balcone dell'appartamento di Chieti, di proprietà del marito.

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Eurispes, dal 2007 il sommerso ha generato 549 miliardi di euro all’anno

L'economia sommersa puo' essere definita una sorta di "camera iperbarica" che ha permesso a numerosi soggetti produttivi di riprendere fiato e sopravvivere nel corso del lungo periodo di crisi. E' quanto sostiene l'Eurispes nel rapporto 'Poverta', Disuguaglianze E Fragilita' In Italia. Riflessioni per il nuovo Parlamento'. L'istituto ha calcolato che l'economia sommersa nel nostro Paese abbia generato, a partire dal 2007, almeno 549 miliardi di euro l'anno. Un fenomeno che coinvolge tutti i settori, dall'agricoltura ai servizi, all'industria, nelle forme del lavoro nero continuativo, del doppio lavoro, del lavoro nero saltuario. Secondo l'Eurispes, il 54,5% dell'economia non osservata e' rappresentato dal lavoro sommerso, il 28,4% dall'evasione fiscale da parte di aziende e imprese, il 16,9% dalla cosiddetta economia informale. Per quanto riguarda la parte piu' consistente dell'economia non osservata, relativa al flusso di denaro generato dal lavoro sommerso, le stime si attestano a 300 miliardi di euro

Secondo le stime dell'Istituto, sono almeno 6 milioni i doppiolavoristi tra i dipendenti; 600mila gli immigrati con regolare permesso di soggiorno che lavorano in nero. Sfuggono ai calcoli ufficiali anche coloro che esercitano attivita' in nero, anche a tempo pieno, ma che dispongono di un reddito che esclude attivita' di lavoro retribuito: parliamo in pratica delle persone che godono di pensioni di invalidita' e di vecchiaia. In Italia, su un totale di 16,5 milioni di pensionati, circa 4,5 milioni hanno un'eta' compresa tra i 40 e i 64 anni. E' plausibile che almeno un terzo di essi lavori in nero. A questo terzo si aggiungono altri 820mila pensionati tra ultra-sessantacinquenni ancora attivi, che vanno a formare, secondo le stime Eurispes, un piccolo esercito di circa 2.320.000 pensionati che producono lavoro sommerso. Altra categoria che sfugge ai dati ufficiali e' quella delle casalinghe, circa 8,5 milioni. Il 18,8% di esse svolgerebbe lavori che vanno ad alimentare il sommerso. L'Istat rileva inoltre 1.400.000 persone in cerca di occupazione: di queste, il 50% lavorerebbe totalmente in nero. A queste categorie, vanno aggiunti i lavoratori indipendenti, i liberi professionisti, i collaboratori a progetto e i soci di cooperative. Difficile immaginare che la totalita' di loro paghi le tasse per la totalita' degli introiti. Secondo le stime Eurispes inoltre, ai 300 miliardi derivanti dal lavoro sommerso, si devono aggiungere 156 miliardi di euro di sommerso generati dalle imprese italiane. E' stato possibile stimare questo dato basandosi sulle operazioni condotte, a partire dal 2007, dalla Guardia di Finanza: su oltre 700.000 controlli effettuati, sono stati riscontrati 27 miliardi di euro di base imponibile sottratta al fisco.

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Istat, 382.634 italiani assistiti nei presidi residenziali

Nei presidi socio-assistenziali e socio-sanitari italiani sono assistite 382.634 persone: quasi 288 mila (75,2%) hanno almeno 65 anni, oltre 73 mila (19,3%) un'eta' compresa tra i 18 e i 64 anni, e poco piu' di 21 mila (5,5%) sono giovani con meno di 18 anni. Lo ha certificato l'Istat. Gli ospiti anziani non autosufficienti sono oltre 218 mila. Tra gli anziani piu' della meta' sono ultra ottantacinquenni e in tre casi su quattro sono donne. Tra gli adulti (18-64 anni) prevalgono gli uomini, che costituiscono il 63% dell'intero collettivo. Il motivo del ricovero e' legato principalmente alla presenza di disabilita' o di patologie psichiatriche (circa il 66% di tutti gli ospiti adulti).

Inoltre, secondo quanto attestato dal rapporto Istat, nel 2015 complessivamente sono 21 mila i minori assistiti, circa il 36% dei quali e' stato accolto nelle strutture per problemi legati al nucleo familiare, quali incapacita' educativa, problemi economici o psicofisici dei familiari; il 24% e' costituito da stranieri non accompagnati. 14 mila minori sono stati dimessi da queste strutture nel corso del 2015. Il 28,5% dei minori dimessi risulta rientrato in famiglia di origine, mentre l'8,1% e' stata data in affido o adottata; l'8,8% e' stato reso autonomo; il 31% e' stato trasferito in altre strutture residenziali; il 13,9% si e' allontanato spontaneamente dalla struttura residenziale

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Gli animali randagi sono quasi 2,5 milioni

Sono 2,4 milioni i gatti randagi in Italia e tra i 6000 e i 7000 i cani, secondo dati diffusi dalla Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, associazione fondata dalla parlamentare di Forza Italia, Michela Vittoria Brambilla che presentato un dossier sul fenomeno lanciando la campagna anti-randagismo 'Guarda...'. Si tratta di spot televisivi che sollecitano a contrastare l'emergenza e invitano ad aderire alla campagna solidale 'sms-SalvaMi subito'. "Dobbiamo dire basta a questa vergogna morale e a questa piaga sociale - ha detto la parlamentare arrivando alla conferenza stampa con in braccio un meticcio salvato nell'hinterland milanese e a cui ha dato il nome Lucky - Non voglio più vivere in un paese che sopporta questa emergenza, un'emergenza a cui dichiaro guerra". Secondo il dossier il fenomeno è "abbastanza contenuto al Nord" mentre in alcune zone del Sud "la situazione appare spesso fuori controllo e dove la tensione è più alta si verificano i più clamorosi atti di crudeltà e intolleranze"

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Chiamano la bimba Blu, la Procura fa ricorso ma poi rinuncia

Hanno elencato anche i "dati ufficiali Istat" per dimostrare che il nome Blu in Italia "è senz'altro più utilizzato per le bimbe che per i bimbi", ma poi per una coppia di genitori di una piccola di 5 mesi, da loro chiamata Blu, non c'è stato nemmeno bisogno di convincere il giudice.

La Procura di Milano, infatti, che inizialmente, su segnalazione degli uffici del Comune, aveva chiesto al Tribunale di rettificare il nome, mettendone davanti almeno uno femminile, ha rinunciato a coltivare il ricorso. E, tra l'altro, non è questo l'unico caso pendente al Palagiustizia milanese di nomi bizzarri di genere maschile usati per bambine. Un'altra udienza è attesa, ad esempio, per giovedì prossimo sempre alla sezione nona bis civile, davanti alla quale sono stati citati i genitori di un'altra Blu che ormai ha quasi un anno e mezzo. Il meccanismo con tanto di inghippi e solerzie burocratiche è lo stesso, in sostanza, della vicenda che si è definita oggi.

Malgrado, infatti, quel nome fosse stato registrato all'anagrafe al momento della nascita della piccola nel febbraio 2017, in Procura è arrivata poi la "segnalazione dell'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Milano". E il pm Luisa Baima Bollone - richiamando una norma che recita che "il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso" e specificando che il "nome moderno" Blu, derivante dall'inglese Blue, non può essere attribuito "in modo inequivoco a persona di sesso femminile" - ha chiesto al Tribunale la rettifica dell'atto di nascita. In particolare, chiarendo che si dovrà "anteporre" a Blu un nome stavolta femminile, scelto dai genitori, se vorranno. In realtà, pare che la Procura anche giovedì, come accaduto già oggi, possa rinunciare poi in udienza al ricorso. Stamani, infatti, per l'altro caso 'Blu' il giudice tutelare Maria Rita Cordova, preso atto della rinuncia, ha confermato il nome e archiviato la pratica. Nel frattempo, i legali dei genitori della piccola nata a fine dicembre scorso, gli avvocati Rosalia Terrei e Matteo Casucci, avevano scritto anche una memoria per difendere la scelta del nome, spiegando tra le altre cose che "dai dati ufficiali Istat si ricava che dal 1999 al 2016 il numero di bambine" alle quali "è stato attribuito il nome 'Blu' è decisamente superiore al numero di bambini". E che ci sono state più di cinque Blu iscritte all'anagrafe nel 2007, nel 2012 e poi ancora nel 2015 e nel 2016. Inoltre, hanno concluso i legali, il nome della neonata era già stato "registrato come nome femminile in precedenza senza contestazioni di sorta da parte delle autorità preposte ai controlli e verifiche anagrafiche". 

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Biodiversità, in Italia un quinto delle specie a rischio

In Italia oltre un quinto del totale delle specie presenti è a rischio di estinzione. Il marine litter tra i principali nemici della biodiversità marina insieme all’inquinamento e ai cambiamenti climatici. Tra le specie minacciate la tartaruga Caretta caretta, la Berta maggiore e la balenottera comune. Da Manfredonia Legambiente, con l’Anteprima di Spiagge e fondali puliti 2018, lancia il suo messaggio: “Per contrastare il marine litter e la perdita di biodiversità, puntare su politiche di prevenzione e sensibilizzazione e una corretta gestione dei rifiuti coinvolgendo i cittadini”
Anche in Italia e nel Mar Mediterraneo la biodiversità è in pericolo. Inquinamento e marine litter, in primis, ma anche cambiamenti climatici, alterazione dell’habitat, specie aliene invasive e sovra sfruttamento delle risorse naturali sono i principali nemici di questo capitale naturale, di cui l’Italia è uno dei paesi più ricchi in Europa, ospitando circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti nel vecchio continente. Una biodiversità che oggi deve essere più tutelata e protetta. Nel nostro Paese oltre un quinto del totale delle specie presenti sono a rischio di estinzione. Su un campione, utilizzato dall’IUCN, di 2807 specie italiane di spugne, coralli, squali, razze, coleotteri, farfalle, pesci d’acqua dolce, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, ben 596 sono infatti a rischio di estinzione.

A lanciare l’allarme è Legambiente che, in occasione della giornata mondiale della biodiversità, fa il punto sullo stato di salute delle specie viventi in Italia, nel rapporto “Biodiversità a rischio 2018”, con un approfondimento sul Mediterraneo e su alcune specie minacciate dal marine litter; e da Manfredonia (FG), luogo simbolo dell’Anteprima organizzata oggi di Spiagge e Fondali puliti 2018, l’associazione ambientalista ha ribadito con forza che per contrastare il marine litter e la perdita di biodiversità è fondamentale puntare su prevenzione e corretta gestione dei rifiuti. Ad oggi i rifiuti marini, soprattutto la plastica, sono una delle principali minacce per circa 180 specie marine mediterranee. La tartaruga Caretta caretta, insieme alla balenottera comune e agli uccelli marini come la Berta maggiore, sono tra le specie minacciate dai rifiuti galleggianti e dall’inquinamento da plastica in mare. Ogni anno nel Mediterraneo sono oltre 130mila le tartarughe marine Caretta caretta che rimangono vittime di catture accidentali durante le normali operazioni di pesca professionale. Di queste circa 70 mila abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40 mila rimangono intrappolate in reti a strascico e circa 23 mila in quelle da posta. Oltre alle tartarughe, tra le specie minacciate dal marine litter ci sono anche gli uccelli marini, in particolare i procellariformi, tra cui si trova la berta maggiore, con più del 63% delle specie affette da inquinamento da plastica. E poi c’è la balenottera comune, unico misticeto residente nel Mar Mediterraneo, classificato come in pericolo dalle liste rosse della IUCN, e che risulta essere in diminuzione rispetto agli ultimi 20 anni. La balenottera, alimentandosi per filtrazione, con ogni boccone arriva ad ingerire fino a 7mila litri d’acqua inghiottendo, insieme al krill, anche grandi quantità di macro e microplastica.

Nel report “Biodiversità a rischio” l’associazione ambientalista ricorda che il Mediterraneo, per la sua variegata eterogeneità di ecosistemi, è uno dei 25 biodiversity hotspots del mondo, ovvero una delle regioni con il maggior numero di specie viventi in tutto il pianeta. È un punto cruciale per gran parte delle rotte migratorie degli uccelli paleartici, nelle sue acque vivono circa 900 specie di pesci e cetacei e circa 400 specie vegetali. Oggi il marine litter rappresenta una delle principali minacce per mari e oceani. La maggior parte dei rifiuti marini (circa il 95%) è composta da plastica (UNEP/MAP 2015) e sempre secondo l’UNEP il Mar Mediterraneo è attualmente una delle sei aree maggiormente invase da marine litter nel mondo: la concentrazione dei rifiuti in alcune aree è comparabile a quella delle cosiddette “isole galleggianti” dell’Oceano Pacifico. Questo è dovuto principalmente alla sua struttura: essendo esso un bacino semichiuso con ridotti scambi d’acqua con l’Oceano Atlantico, accumula al suo interno un enorme quantitativo di rifiuti galleggianti e non. Tartarughe, mammiferi e uccelli marini possono morire per soffocamento dovuto all’ingestione accidentale di rifiuti (in particolare buste di plastica) scambiati per cibo oppure possono restare intrappolati nelle reti da pesca e negli attrezzi di cattura professionale. I principali tipi di impatti causati dai rifiuti marini sulla biodiversità sono infatti l’aggrovigliamento (intrappolamento) – a livello globale, diversi studi indicano che le principali vittime di aggrovigliamento sono gli uccelli marini (35%), pesci (27%), invertebrati (20%), mammiferi marini (circa 13%) e infine rettili (5%) – e l’ingestione (quest’ultima è stata rilevata in diversi organismi. A livello globale il 40% delle specie di uccelli marini ingerisce rifiuti di plastica, il 100% delle specie di tartarughe e il 50% di mammiferi).

Oltre al marine litter e all’inquinamento, gli altri nemici della biodiversità sono il sovra sfruttamento delle risorse naturali. Nel Mediterraneo il 96% degli stock ittici europei è sovrasfruttato. In particolare l’Adriatico, che da solo sostiene il 50% della produzione ittica italiana, è, insieme al Golfo di Gabes in Tunisia, l’area del Mediterraneo dove si pratica con più intensità la pesca a strascico, particolarmente distruttiva per gli ecosistemi di fondo. La perdita e frammentazione degli habitat (dovuta ad esempio all’erosione delle coste e al mattone selvaggio), i cambiamenti climatici che sono una delle concause che favoriscono la diffusione delle specie aliene e invasive: l’Ispra, stima che ad oggi, 42 nuove specie ittiche sono state osservate nei mari italiani.

“Oggi – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente - ci troviamo a dover affrontare una serie di sfide ambientali in costante aumento e soprattutto siamo ancora lontani dal centrare l’obiettivo principale dell'UE di porre fine alla perdita di biodiversità e al degrado dei servizi ecosistemici entro il 2020 e ripristinarli nei limiti del possibile. Anzi, malgrado i miglioramenti ambientali avvenuti negli ultimi decenni e gli sforzi a livello nazionale e internazionale, stiamo continuando a danneggiare i sistemi naturali. Per questo è fondamentale implementare misure di conservazione e azioni di tutela e un monitoraggio continuo delle specie a rischio”.

E sul problema del marine litter, il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani spiega: “Il problema dei rifiuti marini costituisce un’emergenza ambientale di scala mondiale e, per risolverla, è urgente mettere in atto azioni concrete puntando, sempre di più, su politiche di prevenzione e sensibilizzazione, su una corretta gestione dei rifiuti e coinvolgendo cittadini e giovani generazioni. Da anni Legambiente riserva alla tutela del mare e delle sue coste un impegno continuo e costante attraverso numerosi progetti, iniziative di volontariato ambientale, attività didattiche, di educazione ambientale e di citizen scienze. Spiagge e Fondali puliti va proprio in questa direzione e oggi siamo orgogliosi di festeggiare la giornata mondiale della biodiversità qui a Manfredonia con un’anteprima, davvero, speciale di Spiagge e Fondali puliti 2018, la nostra storica campagna di volontariato ambientale che dal 25 al 27 maggio chiamerà a raccolta, in Italia e nel Mediterraneo, tanti volontari per ripulire i lidi dai rifiuti spiaggiati”.

La scelta di fare oggi l’Anteprima a Manfredonia non è casuale, qui ha sede per altro il Centro recupero tartarughe marine di Manfredonia (CRTM) gestito dell’associazione ambientalista, che in questi anni di attività ha ospitato, curato e salvato 1404 esemplari di tartarughe marine in difficoltà, la maggior parte delle quali giunte al centro a causa di catture accidentali in reti da strascico (circa il 92%). Recenti studi condotti nel Tirreno settentrionale sulla specie Caretta caretta, la più diffusa nei nostri mari, hanno dimostrato l’ingestione di rifiuti di plastica nel 71% degli individui per i quali è stato analizzato il tratto gastrointestinale. In 22 campioni sono stati trovati 483 frammenti di rifiuti, con una media di oltre 16 pezzi a esemplare. L’anteprima di Spiagge e Fondali puliti ha visto la partecipazione degli studenti dell’Istituto Tecnico Nautico Rotundi/Fermi di Manfredonia, del Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, dei volontari del Centro Recupero Tartarughe Marine di Manfredonia, di alcune realtà associative e il coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Obiettivo ripulire il tratto di spiaggia compreso tra Siponto e la foce del Candelaro e augurare buona fortuna alla tartaruga, che è stata liberata in mare oggi al largo della costa sipontina dopo essere stata curata a Manfredonia nel Centro Recupero Tartarughe marine di Legambiente.

A raccontare la giornata di volontariato ambientale in spiaggia, le telecamere di Skytg24, che hanno ripreso anche il momento della liberazione della tartaruga in mare curata. Sky, per altro, collaborerà al grande week-end di Spiagge e Fondali puliti, in programma dal 25 al 27 maggio in tutta la Penisola, attraverso la campagna un Mare da salvare partecipando, il 26 maggio, al week-end di mobilitazione a Genova, Roma e Cagliari insieme ai volontari.


Infine Legambiente oggi ha ricordato che si possono aiutare le tartarughe marine anche con un’adozione simbolica attraversa Tartalove, la campagna lanciata dall’associazione per sostenere i centri di recupero e le attività per la tutela delle tartarughe che popolano i nostri mari e che nidificano lungo le nostre coste. Sul sito www.tartalove.it è possibile visionare periodicamente le foto e le brevi storie delle tartarughe da adottare personalmente o come regalo per una persona cara. Per ogni donazione verrà inviato un piccolo kit di adozione paper-free, che include un certificato di adozione, una fotografia della tartaruga scelta e un racconto più ampio della sua storia. Perché ogni esemplare ha una storia da raccontare.

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