Incidente tra un autobus del Trasporto Unico Abruzzese e un'auto, stamani, ad Avezzano, nei pressi del Liceo Scientifico. Una bimba di tre mesi sull'autobus con la madre, e' stata portata in ospedale per accertamenti; illesi tutti gli altri passeggeri. In ospedale anche la conducente dell'automobile.
Leggi Tutto »Rifiuti speciali negli ospedali, sequestri a L’Aquila e Sulmona
Il sequestro di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi negli ospedali di L'Aquila e Sulmona e due indagati tra i responsabili della Olicar, la ditta che ha l'appalto della Asl provinciale di L'Aquila per manutenere gli impianti di aerazione e elettrici negli ospedali del territorio: e' il bilancio di controlli sulla gestione dei rifiuti negli ospedali di L'Aquila e di Sulmona effettuati dai Carabinieri Forestali nella serata di ieri. Coordinati dal comandante, Antonio Renato Rampini, il NIPAAF di L'Aquila e le Stazioni Carabinieri Forestale di Sulmona ed Avezzano agli ordini dei marescialli silvano Corpetti e Donato Sperduto hanno condotto una operazione che segue quella dell'8 novembre scorso che gia' aveva permesso di sequestrare all'interno di alcuni locali dell'ospedale di Avezzano decine di metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi, oltre all'impianto di depurazione delle acque. Ieri sera i Carabinieri hanno trovato negli ospedali di L'Aquila e Sulmona le stesse tipologie di rifiuti: centinaia di filtri smontati dagli impianti di filtraggio dell'aria e rifiuti pericolosi e speciali derivanti dalla manutenzione degli impianti elettrici, tra cui lampade al neon, rifiuti elettrici, batterie scariche. I rifiuti, secondo gli investigatori, anziche' essere inviati alle regolari procedure di smaltimento venivano stoccati in alcuni locali all'interno degli ospedali configurando, affermano gli investigatori in una nota, "quantomeno una gestione illecita degli stessi e quindi la violazione del D. Lgs. 152/06". I responsabili delle tre unita' operative per la ditta appaltatrice, a cui carico e' stato eseguito il sequestro, non avrebbero saputo spiegare i motivi per i quali il materiale pericoloso anziche' essere smaltito, come prevederebbe il contratto in essere con l'azienda sanitaria, fosse in quantita' cosi' ingenti depositato nei locali dove e' stato rinvenuto. Intanto le indagini del NIPAAF, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Avezzano, si sono spostate in Piemonte dove la Olicar ha alcune sedi in cui potrebbero essere conservati documenti ritenuti importanti per tracciare il percorso dei rifiuti sequestrati.
Leggi Tutto »Rigopiano, il prefetto Provolo: la ferita resta nel cuore
"La ferita non si e' chiusa, nel modo piu' assoluto. La ferita della tragedia di Rigopiano rimarra' nel mio cuore". Cosi' il prefetto di Pescara, Francesco Provolo, rispondendo ai giornalisti in un incontro informale di saluto che ha voluto con la stampa, prima di lasciare Pescara per un incarico a Roma, dal 20 novembre prossimo, come direttore dell'Ufficio centrale ispettivo presso il dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. "Non ci sono verita' nascoste, bisogna soltanto tirarle fuori", afferma il prefetto parlando di Rigopiano dove hanno perso la vita 29 persone il 18 gennaio scorso. E, in merito all' incontro di ieri con il Comitato familiari vittime: "Ho detto che e' normale che non capiscano cosa sia successo, e' normale che vogliono essere chiamati a capire veramente cosa sia successo a Ripogiano, e' un loro diritto. Ho detto 'non vi preoccupate della figura del prefetto. Se ritenete parlate di me in modo che ritenete piu' opportuno, non mi offendo'. E' importante che arrivino alla verita'"
"Le cose - tiene a sottolineare il prefetto di Pescara - sono state fatte alla luce del sole, ci sono carte che parlano, ci sono dichiarazioni, c'e' un'attivita' in corso che e' in mano alla magistratura. Non ci sono verita' nascoste". Provolo non si sottrae alla domanda su presunti legami tra il suo trasferimento e la tragedia di Rigopiano: "Non so se sono stato trasferito per questo motivo. Non ho elementi ma non posso dire che chi la pensa cosi' sia fuori dal seminato. Posso dire che il trasferimento non e' avvenuto all'improvviso. Sono quasi due anni che sono a Pescara. I fatti sono avvenuti dieci mesi fa. Il trasferimento sarebbe avvenuto gia' prima". "Ora - auspica il prefetto - a Pescara c'e' bisogno di ordinarieta'. La tragedia di Rigopiano e' frutto di una tempesta perfetta e di coincidenze che un regista con tutti quegli elementi non sarebbe stato cosi' bravo da riuscire a realizzare tanto". Il prefetto ha ripercorso i momenti salienti di quel 18 gennaio: la riunione la mattina, le tre scosse ("ho avuto la forza di rimanere freddo e seduto"), l'istituzione di una zona avanzata a Penne, le richieste di aiuto che arrivavano di tutti i tipi, la riunione dalle 15 alle 18 su tutto il fronte del blackout. Poi "ha deciso la tempesta perfetta". "Forse - conclude Provolo ribadendo quanto gia' detto in altre occasioni - in tutti gli Enti, chi risponde al telefono deve avere una sua professionalita'. Poi c'e' il gruppo che deve accertare i fatti e valutare la tipologia delle richieste stabilendo la priorita'". Dal 20 novembre prossimo il nuovo prefetto di Pescara sara' Gerardina Basilicata, che ha svolto l'incarico di direttore centrale per gli Affari generali presso il dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.
Leggi Tutto »Nas perquisiscono hotel a Montesilvano che ospita migranti
Perquisizione dei carabinieri del Nas di Pescara all'hotel Excelsior di Montesilvano, che funge da Centro di accoglienza straordinaria (Cas) e ospita circa 150 migranti. Il decreto di perquisizione e' stato emesso dalla Procura di Pescara, che ha aperto un fascicolo. Il blitz, eseguito in collaborazione con i carabinieri della Compagnia di Montesilvano, con il personale del dipartimento Prevenzione della Asl di Pescara e con i vigili del fuoco, era finalizzato a ricercare documenti e materiale riguardanti la convenzione della cooperativa che si occupa della struttura. Perquisita anche la sede della cooperativa, a Roma. Sequestrati documenti e computer. Il controllo dei militari del Nas ha interessato anche aspetti tecnici, igienico-sanitari e in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. La struttura era gia' stata ispezionata a luglio del 2016.
Leggi Tutto »Sedicenne rapina armato di coltello un coetaneo a Pescara
A soli 16 anni ha estratto un coltello per minacciare un coetaneo e rapinarlo, fuggendo subito dopo, anche se per poco. E' accaduto ieri pomeriggio nella zona dell'aeroporto d'Abruzzo, in via Tiburtina. Vittima, un 16enne in bici fermato dal coetaneo che, dopo avergli chiesto di fare una telefonata, ha estratto il coltello chiedendo del denaro. Non avendo soldi con se', la vittima ha dovuto cedere bicicletta e cellulare. La fuga del baby rapinatore e' pero' durata poco: gli agenti della Squadra Volante della Questura di Pescara lo hanno rintracciato e fermato recuperando bici, cellulare e un coltello a scatto di 15 centimetri. Per il minore, l'Autorita' giudiziaria ha disposto il trasferimento presso il centro di prima accoglienza di L'Aquila.
Leggi Tutto »Scoperta falsa infermiera in cooperativa e denunciata dai Nas
Per alcune settimane ha lavorato come infermiera per una cooperativa convenzionata con la Asl di Pescara, nonostante non avesse mai conseguito il diploma di laurea abilitante che aveva dichiarato di possedere per essere assunta. Alla fine e' stata scoperta e denunciata dai carabinieri del Nas di Pescara. Il fatto e' avvenuto in un comune del Pescarese. La donna deve rispondere di esercizio abusivo della professione di infermiera. Gli accertamenti del Nas erano scattati dopo alcune segnalazioni. Sono state subito avviate le indagini che hanno confermato quanto denunciato. Il fatto che la donna non avesse mai conseguito la laurea e' stato appurato anche grazie a controlli incrociati con i dati del Collegio provinciale Ipasvi.
Leggi Tutto »Droga party a base di marijuana interrotto dai carabinieri a Pescara
Droga party a base di marijuana interrotto la notte scorsa in un'abitazione di Pescara dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pescara che hanno arrestato, per detenzione e spaccio di stupefacenti, un 18enne di Pescara e un 24enne di Silvi. Nel corso di una perquisizione della casa del 18enne i militari hanno sorpreso i giovani con quattro involucri contenenti 220 grammi di marijuana in parte suddivisa in dosi, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Insieme ai due c'erano altri nove giovani, due dei quali minorenni, intenti a consumare spinelli. I due giovani arrestati, su disposizione dell'Autorita? Giudiziaria, sono stati posti inizialmente ai domiciliari.
Leggi Tutto »Sit-in dei parenti delle vittime di Rigopiano davanti alla Prefettura di Pescara
Sit-in dei parenti delle vittime di Rigopiano davanti alla Prefettura di Pescara. Con lo slogan "Io sto con Matrone" manifestano solidarieta' al giovane di Monterotondo, uno dei superstiti della tragedia del 18 gennaio scorso, segnalato alla Procura dal prefetto di Pescara Provolo dopo la sua visita a sorpresa, il 18 ottobre, nell'ufficio della funzionaria della Prefettura che non aveva creduto all'allarme ricevuto telefonicamente sulla valanga. "Ringrazio il Comitato Vittime per aver organizzato questo a mia insaputa. Siamo diventati una famiglia. Andiamo dal prefetto, che oggi ci ricevera' -ha detto Giampaolo Matrone- a chiedergli spiegazioni sull'esposto nei miei confronti, poi per chiedere se si ritenga responsabile dei fatti, anche se ha sempre detto di avere la coscienza a posto. Vogliamo guardarlo negli occhi, chiedergli come si e' permesso di fare una cosa simile data la mia situazione, 60 ore sotto le macerie, invalido, con una bambina di sei anni da crescere senza la mamma, senza un lavoro".
"Ci sono state date spiegazioni di rito, da chiunque andiamo ci sentiamo dire che hanno la coscienza pulita, sembra quasi uno scaricabarile. Le domande che ci facciamo sono sempre le stesse. Di chi sono le responsabilita'?". Cosi', dopo l'incontro con il prefetto Provolo, riferisce Marco Foresta che nella tragedia dell'hotel Rigopiano ha perso i genitori e oggi ha partecipato al sit-in davanti alla Prefettura di Pescara organizzato dal Comitato parenti vittime. "Abbiamo chiesto spiegazioni sul funzionamento della macchina dei soccorsi dopo l'allarme - aggiunge - quando e come era partita, il prefetto ci ha detto quello che la Prefettura ha fatto in base alle carte". "Il prefetto ci ha detto - spiega Giampaolo Matrone, anche lui nella delegazione ricevuta dal prefetto - che i soccorsi sono partiti in tempo e che quando sono arrivati su hanno trovato un muro di neve. E ci ha chiesto: cosa potevamo fare di piu'? Noi abbiamo risposto che potevano venire a prenderci quella mattina, dalle 11 in poi, senza aspettare la valanga". E ancora: "Il prefetto ci ha detto che e' arrivata intorno a mezzogiorno la prima e-mail in cui i dipendenti e noi clienti dicevamo di voler andare via perche' avevamo paura. Ci ha detto che e' stato fatto tutto il possibile". "Questa mattina il prefetto ci ha spiegato tecnicamente la catena dei soccorsi, come avviene e come si muove - dichiara Mario Tinari, papa' di Jessica, una delle 29 vittime - Lui puo' intervenire dopo le segnalazioni perche' e' la massima autorita' sul luogo. Noi diciamo che la strada doveva e poteva essere chiusa se non poteva essere pulita, e l'albergo evacuato con un'ordinanza. Ci sono tante cose da chiarire. Non vorremmo che alla fine la colpa sia stata di noi genitori che abbiamo mandato i nostri figli in albergo". Nicola Colangeli, padre di Marinella, urla la sua disperazione a proposito della mancata pulizia della strada: "La sera del 17 gennaio la strada era pulita a Rigopiano. Si sono pero' fermati, dovevano invece continuare a lavorare anche la notte. Perche' non hanno continuato a pulire quella strada? Per 9 km di strada da pulire hanno fatto morire queste persone come topi".
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"Il prefetto mi ha detto che era una prassi d'ufficio, scaturita da un'assemblea dei dipendenti, quindi ha detto che ha dovuto farlo per forza. Ha detto anche che lui non si azzarderebbe mai a denunciarmi e che non ha scritto nulla contro di me. E' solo una segnalazione". Cosi' Giampaolo Matrone, uno dei superstiti della tragedia di Rigopiano, ha riferito dopo il colloquio avuto questa mattina con il prefetto di Pescara Francesco Provolo che lo aveva segnalato alla Procura dopo il suo blitz, il 18 ottobre scorso, in Prefettura, per incontrare l'impiegata che rispose alla prima telefonata di allarme, il 18 gennaio, dopo la valanga che travolse l'hotel di Farindola. "Ho dato al prefetto, per salutarlo, la mano destra con il tutore e mi ha detto in napoletano 'Con me non ci provare, dammi la mano buona'. Ci sono rimasto un po' male. Poi mi ha chiesto scusa. Pero' e' come chiedermi oggi scusa per la morte di mia moglie e delle altre 28 vittime. Uno le accetta, ma da una parte mi entrano e dall'altra mi escono". ha detto ancora Matrone appena uscito dalla Prefettura. All'incontro erano presenti anche il prefetto vicario Carlo Torlontano, il questore di Pescara Francesco Misiti, alcuni funzionari della Prefettura e una delegazione dei parenti delle vittime di Rigopiano (con Matrone anche Gianluca Tanda, Marco Foresta e Mario Tinari) che hanno voluto conoscere le verita' del prefetto su quanto accaduto dopo l'allarme lanciato quel pomeriggio del 18 gennaio scorso.
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Forum H2O: bocciato il ricorso al Tar sulla gara di appalto per la bonifica delle discariche di Bussi
Il Forum H2O in una nota fa sapere che ''il Tar del Lazio ha bocciato ieri un secondo ricorso sulla gara di appalto per la bonifica delle discariche 2A e 2B nel Sito nazionale per le Bonifiche di Bussi''. Secondo il Forum ''i giudici non sono entrati nel merito dei motivi del ricorso giudicandolo irricevibile per tardivita' nella sua promozione rispetto ai termini di legge. Si legge nella sentenza "sulla base dei principi gia' enunciati nella sentenza n. 3700 del 2017 e, comunque, tenuto conto dei rilievi in essa formulati, la presente impugnativa non puo' che essere riconosciuta - al pari della precedente - come tardivamente proposta e, dunque, deve essere dichiarata irricevibile, ai sensi dell'art. 35 c.pr.amm.". Si tratta della seconda bocciatura in quanto un primo ricorso era stato anch'esso ritenuto tardivo''. ''Ora rimane pendente davanti al Consiglio di Stato il ricorso sul primo provvedimento negativo del Tar Lazio''.
Leggi Tutto »Furti nelle abitazioni in Abruzzo, arrestato un romeno
E' stato arrestato ieri G.B., 39 anni, romeno, ritenuto responsabile del reato di associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione, con protagonista una gang sgominata dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Pescara nell'ambito dell'operazione "Gotland" conclusa nel novembre del 2016. L'uomo, al momento dell'esecuzione delle misure cautelari, si era reso irreperibile raggiungendo la Romania, sua terra natale, per sottrarsi alla cattura. In seguito alla fuga, fu richiesto un mandato di arresto europeo e, a distanza di quasi un anno, grazie alla stretta collaborazione fra la Polizia romena e l'Arma dei Carabinieri, rintracciato e tratto in arresto, prima di essere estradato in Italia dove e' stato ristretto, a Roma, presso il carcere di Rebibbia. L'operazione di polizia dalla quale e' scaturito l'arresto di ieri, risale all'anno scorso quando i militari avevano individuato ed incastrato la banda di ladri che saccheggiava diverse abitazioni del teatino e del pescarese. Altri tre componenti della gang, finirono all'epoca dei fatti tutti ai domiciliari: A.D., 48 anni, albanese residente a Pescara, G.G., 42enne di Montesilvano, ritenuti autori materiali dei furti insieme a G.B., e A.L., 55 anni, di Tollo, che rivestiva il ruolo di ricettatore. Otto in totale i furti contestati ai malviventi che, secondo gli inquirenti, gia' dalla primavera dello scorso anno si erano resi responsabili di episodi predatori nelle zone di Guastameroli di Frisa, Tollo Ortona, Canosa Sannita, Frisa, Civitella Casanova e Scafa, con un modus operandi ben definito e collaudato visto che il terzetto, per non correre troppi rischi, i ladri prendevano di mira principalmente seconde case, il piu' delle volte disabitate, situate in zone rurali isolate, e prima di entrare in azione eseguiva dei sopralluoghi notturni. Per tenere sotto controllo il gruppetto i carabinieri si sono affidati anche alle intercettazioni telefoniche e ambientali, piazzando anche una cimice su un'auto, e ascoltando le conversazioni.
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