Cronaca

Falso allarme bomba in ufficio postale a Sulmona

Uffici postali in subbuglio questa mattina, evacuati per un pacco sospetto, che conteneva semplicemente una radio, arrivato nel Centro primario di distribuzione, nell'edificio di piazza Brigata Maiella. Ad accendere il sospetto e' stato un rumore insolito avvertito dagli addetti del Centro muovendo un pacco destinato ad un detenuto nel penitenziario di via Lamaccio. Il rumore ed il destinatario sono stati gli ingredienti dell'allarme lanciato dagli impiegati e dal direttore del Centro, Alessandro Sabatini.

La zona dell'ufficio postale centrale e' stata transennata per precauzione e subito dopo l'arrivo della squadra anticrimine del Commissariato di Polizia e' stato indispensabile attendere anche gli artificieri di Pescara, che facendo "brillare" l'involucro sospetto hanno "disinnescato" ogni timore, restituendo calma agli impiegati e agli utenti dell'ufficio fatti immediatamente evacuare. 

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Rapine ad Avezzano, arrestati due uomini

Hanno messo in atto tre rapine tutte a mano armata e a volto coperto, arrivando anche a puntare una pistola contro un bambino, ma gli agenti del commissariato di Avezzano li hanno identificati ed arrestati nel corso di un'operazione di polizia.

Si tratta di due persone M.M e S.F., che nel giro di pochi mesi avrebbero messo a segno tre rapine, in una sala slot, in una tabaccheria ed in una farmacia della citta' riuscendo a portare via oltre 25 mila euro, tra contanti e valori bollati.

Gli agenti dell'anticrimine, coordinati dal dirigente Paolo Gennaccaro e dal sostituto commissario Gaetano Del Treste, nel corso delle indagini, hanno ricostruito tutti i loro movimenti raccogliendo testimonianze ed elementi probatori, riscontrando sempre lo stesso modo di operare dei due. Hanno anche sequestrato i capi di abbigliamento usati durante le rapine.

Le indagini non sono terminate: sono in corso ulteriori accertamenti per risalire anche al l'identita' di altri fiancheggiatori che sono intervenuti in altre quattro rapine che al momento sono al vaglio degli inquirenti. I due rom sono stati rinchiusi in carcere in attesa di essere interrogati dal pubblico ministero Roberto Savelli. 

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Cinquecento euro per sposarsi sul Trabocco reso celebre da D’Annunzio

Cinquecento euro il prezzo fissato per poter celebrare il proprio matrimonio civile sul Trabocco comunale di Turchino, a San Vito Chietino, macchina da pesca resa celebre da Gabriele D'Annunzio che vi ambiento' "Il Trionfo della Morte". Il consiglio comunale di San Vito ha ufficialmente approvato infatti, sabato scorso, la modifica al regolamento, risalente al 2012, che ora mette a disposizione dei matrimoni civili anche il celebre trabocco, crollato la notte tra il 26 e 27 luglio 2014 per una violenta mareggiata e poi ricostruito in cinque mesi nel 2016, dalla Mari Ter di Ortona, azienda internazionale specializzata nei servizi marittimi, subacquei e di ingegneria civile, su di recupero integrale identico al precedente, essendo stato fotografato con i droni prima del crollo. La gestione e' stata affidata alla cooperativa di comunita' Invitum. Dopo l'approvazione della delibera sono state diverse le coppie che si sono informate per celebrare le nozze.

 

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Dieci chilogrammi di stupefacenti sequestrati a Francavilla al Mare

Dieci chilogrammi di stupefacenti sequestrati e tre arresti in un'operazione dei Carabinieri di Chieti, a Francavilla al Mare. La droga, nove chilogrammi di eroina divisa in 18 panetti, e circa 900 grammi di cocaina allo stato solido suddivisa in due panetti, e' stata trovata parte all'interno di un vano nel cofano di una Smart, parte in una valigia sequestrata in un'abitazione di Francavilla in affitto. Arrestati tre cittadini albanesi, A.G., 25 anni, M.G. (21) e A.J. (23). Agli arresti si e' arrivati nel corso di alcuni controlli su veicoli in transito.

La droga probabilmente destinata al mercato dell'area metropolitana Chieti -Pescara avrebbe fruttato quasi un milione di euro. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri per risalire alla provenienza dello stupefacente. L'operazione e' stata illustrata nel dettaglio a Chieti al Comando provinciale dei Carabinieri dal maggiore Federico Fazio, comandante della compagnia dei Carabinieri di Chieti, insieme con il tenente Maria Di Lena, comandante del nucleo operativo radiomobile della stessa compagnia.

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Teramo, a processo dopo aver spillato denaro a una donna

L'avrebbe circuita approfittando della fiducia che la donna riponeva in lui e di alcuni problemi di natura psichica di cui quest'ultima, oggi 48enne, soffriva da tempo, e nel giro di alcuni anni l'avrebbe "ripulita" di oltre 80mila euro. Un'accusa che e' costata ad un cinquantenne teramano il processo davanti al giudice Franco Tetto con l'accusa di circonvenzione di incapace, con la prima udienza che questa mattina ha visto sfilare come testimoni i familiari della vittima, che hanno raccontato di come la donna sarebbe stata truffata dall'uomo.

I fatti contestati all'imputato risalgono ad un periodo che va dal 2012 al 2014 quando l'uomo, marito dell'ex donna delle pulizie della vittima, sarebbe riuscito a farsi consegnare circa 80mila euro. Secondo l'accusa, spacciandosi per rappresentante di prodotti d'abbigliamento, scarpe, borse ed accessori per case di alta moda avrebbe infatti venduto alla donna, nel corso degli anni diversi prodotti con marchi contraffatti di Armani, Dolce e Gabbana, Versace. E tutto dietro il pagamento di somme ingenti di denaro, anche di quattro, cinquemila euro alla volta.

Circostanze confermate dai parenti della donna, con il nipote che ha raccontato come in un'occasione l'uomo le avrebbe venduto una borsa con marchio contraffatto a cinquemila euro. Ma non solo. Perche' in un'occasione l'imputato sarebbe riuscito a farsi consegnare dalla donna anche 7mila euro per fungere da "mediatore" nella vendita di un'immobile situato ad Ascoli Piceno di proprieta' della vittima. Immobile che, secondo quanto raccontato sempre in aula dai parenti, sarebbe tra l'altro stato venduto ad un prezzo molto piu' basso del reale valore di mercato. A far partire le indagini, nel 2014, era stata la denuncia presentata da una delle sorelle della donna. Indagini nel corso delle quali sarebbe emerso come la donna, rimasta ad un certo punto senza liquidita', avrebbe ricevuto dall'uomo un prestito di 1600 euro a pagamento del quale quest'ultimo si sarebbe fatto dare ricariche telefoniche per 900 euro, oltre a diversi oggetti in argento, francobolli e monete in oro che la donna aveva ricevuto in eredita' dai genitori.

Il processo, dopo l'audizione dei testi, e' stato rinviato al mese di giugno.

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Tentò di rapinare una prostituta a Controguerra, patteggia 18 mesi

Insieme ad un complice armato di bastone aveva tentato di rapinare una prostituta con la quale si era appartato. Tentativo sfumato solo grazie alla pronta reazione della donna, e per il quale questa mattina un  marocchino di 19 anni di Spinetoli, ha patteggiato un anno e sei mesi davanti al gup Roberto Veneziano. Nella stessa udienza il complice, che risulta irreperibile, e' stato rinviato a giudizio. La vicenda contestata al 19enne risale a settembre del 2016 quando il giovane,dopo aver notato la donna lungo la Bonifica del Tronto, in territorio di Controguerra,le si sarebbe avvicinato contrattando con lei una prestazione. A quel punto i due si sarebbero appartati ma subito dopo sarebbero stati raggiunti da un complice del 19enne che, armato di bastone, avrebbe aggredito la donna. I due avrebbero tentato di portarle via la borsetta ma senza riuscire nell'intento. Ad allertare i carabinieri era stata la stessa prostituta, con il giovane arrestato poco dopo mentre il complice era riuscito a fuggire.

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Acqua del Gran Sasso, botta e risposta Forum H20 – Infn

Con un esposto alle Procure di Teramo e L'Aquila, oltre che alla Corte dei Conti, che il Forum H2O e la stazione ornitologica abruzzese chiedono di far luce sugli ultimi episodi di contaminazione delle acque captate dai pozzetti che insistono nell'area dei Laboratori e delle gallerie autostradali. Ad illustrarne i contenuti Augusto De Sanctis, che sottolinea come l'accesso agli atti effettuato dalle associazioni abbia fatto emergere gravi inadempienze, omissioni e irregolarita' e come le migliaia di tonnellate di sostanze pericolose espongano il sistema a rischi troppo elevati. "Innanzitutto va sottolineata l'irregolarita' delle captazioni - dichiara De Sanctis - che come ammesso dall'Istituto Superiore di Sanita' e dalla stessa Asl non rispettano le previsioni di legge in quanto le sostanze stoccate sono troppo vicine ai punti di prelievo".

Sotto accusa da parte del Forum c'è anche il mancato funzionamento dello spettrometro dei laboratori all'epoca dell'episodio di contaminazione e l'assenza di comunicazioni alla Prefettura di L'Aquila e alla popolazione di quanto avvenuto. "Il piano di emergenza esterno dei laboratori del Gran Sasso - dichiara De Sanctis - prevede precisi obblighi di comunicazione per qualsiasi problema ma nulla e' stato comunicato alla Prefettura dell'Aquila e alla cittadinanza". Tra le numerosi questione sollevate anche quella dell'efficacia dei lavori di messa in sicurezza svolti in passato e la incompatibilita' di alcuni esperimenti con il contesto ambientale.

La replica dell'Infn

In merito all'episodio del 30 agosto 2016 i Laboratori Nazionali del Gran Sasso in una nota spiegano che ''la presenza di una concentrazione di diclorometano (DCM, un comune solvente) nell'acqua pari a 0,335 microgrammi/litro non e' stata conseguenza di uno sversamento. Ma, come riportato con precisione nel comunicato stampa della Regione Abruzzo del 21 dicembre 2016, durante l'operazione di rimozione di un collante da alcuni cristalli di un esperimento, una minima quantita' di diclorometano e' evaporata''. A seguito della conferenza stampa di oggi del Forum H20, l'Infn spiega che ''le analisi della ASL l'hanno segnalata come una anomalia e il 31 agosto ha disposto la sospensione, in via cautelativa, dell'immissione in rete delle acque dal pozzetto di prelievo n. 1917, che l'acquedotto del Ruzzo ha prontamente eseguito. Il 1 settembre i Laboratori sono stati avvisati dalla ASL dei risultati del prelievo. Il 2 settembre il Diclorometano presente nei Laboratori sotterranei e' stato rimosso. Poiche' la quantita' di solvente rilevata era molto limitata (inferiore di 1500 volte alla concentrazione di probabile effetto nullo in acqua dolce, e di 60 volte alla concentrazione raccomandata dall'OMS per le acque potabili), non sussistevano le condizioni per l'attivazione di piani di emergenza in conseguenza dei quali e' prevista la comunicazione alle autorita' competenti. L'anomalia e' stata comunque gestita dalla ASL di Teramo in base al principio di precauzione, che a tutela massima della popolazione ha portato alla sospensione della captazione''. ''Le indagini condotte dall'INFN sulle strutture di propria competenza non permettono di spiegare ad oggi come il Diclorometano evaporato abbia raggiunto le acque raccolte dalle tubazioni dell'acquedotto. Si confida nel massimo impegno e nella piena collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte per la gestione del complesso sistema Gran Sasso al fine di valorizzare le comuni risorse ambientali e scientifiche della Regione''

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Zaino sospetto a Pescara Colli, in azione gli artificieri

Attimi di paura questa mattina intorno alle 8 a Pescara Colli, in via Del Santuario, per la presenza di uno zaino sospetto abbandonato in strada nei pressi di una banca. Una volta scattato l'allarme la zona e' stata raggiunta da alcune Volanti della Polizia di Stato, con gli agenti che hanno provveduto ad isolare la zona per impedire alle persone di avvicinarsi, e permettere soprattutto l'immediato intervento degli artificieri per i controlli e la bonifica, nell'ambito del protocollo internazionale previsto. Chiuso un tratto di strada con disagi al traffico veicolare. Ieri c'era stato un falso allarme bomba in via Lussemburgo a Montesilvano.

Lo zaino sospetto ritrovato questa mattina dagli agenti delle Volanti della Ps, intorno alle 8 a Pescara Colli, in via del Santuario, e' stato fatto poi brillare dagli artificieri della Polizia di Stato. All'interno c'erano solo indumenti e capi di abbigliamento. La situazione e' cosi' poi tornata alla normalita' con le strade riaperte al traffico.

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Morto il 62enne di Moscufo ustionatosi nei campi

E' morto il 62enne di Moscufo che domenica era rimasto gravemente ferito dopo essere stato investito dalle fiamme mentre bruciava le sterpaglie in un terreno di sua proprieta', nelle campagne del comune del Pescarese. L'uomo, Enrico Luciani, imprenditore, e' deceduto ieri pomeriggio al centro grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove era stato trasferito lunedi'. Domenica mattina l'uomo stava pulendo un fondo agricolo e dando fuoco alle foglie, quando e' stato lambito dalle fiamme. Era stato soccorso dal 118 e trasportato in elicottero a Pescara. Aveva riportato ustioni sull'80 per cento del corpo. Ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pescara, lunedi' mattina era stato trasferito a Roma. Degli accertamenti si sono occupati i Carabinieri della Compagnia di Montesilvano

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I Carabinieri di Pescara smantellano una banda di ladri di rame

Operazione condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Pescara per l'esecuzione di 6 misure di custodia cautelare, emesse nei confronti di cinque romeni e un italiano, indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e alla ricettazione di rame nelle province di Pescara e Chieti.

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