Cronaca

Rischio valanga a Lama dei Peligni, 35 persone evacuate

Rischio valanga a Lama dei Peligni dove 35 persone, appartenenti a 12 nuclei familiari, sono state evacuate. L'ordinanza e' stata emessa dal sindaco, Andrea Di Fabrizio, per le cattive condizioni di sicurezza del monte Grotta Ciminiera Gravara, a 2.100 metri di quota, sul massiccio della Majella. Le operazioni in corso nel comune di circa 1300 abitanti sono portate avanti dal gruppo forestale dei Carabinieri di Casoli, Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Palena e Fara San Martino.

"Il provvedimento - dice il sindaco - e' stato adottato a seguito dell'ultimo bollettino Meteomont. Sono molto preoccupato per la situazione di stabilita' della massa nevosa. E' un provvedimento che non avrei voluto mai adottare, ma ci sono seri rischi sulla tenuta della montagna. Gia' nel 2012 fummo costretti ad analoga ordinanza di sgombero. Chiediamo alla Regione Abruzzo interventi di consolidamento definitivo del costone, dopo i primi 150 mila euro di finanziamento per interventi urgenti". Le famiglie evacuate verranno ospitate questa notte negli alberghi, in case private e da famigliari

 

immagine di repertorio

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Smottamenti a Chieti, sgomberate alcune abitazioni

"Alle abbondanti nevicate, ai fiumi d'acqua, al terremoto, alla perdurante mancanza di elettricita' in troppe abitazioni della mia citta' e dell'Abruzzo, a Chieti va ad aggiungersi una ulteriore emergenza, effetto delle avverse condizioni meteorologiche degli ultimi giorni: lo smottamento di alcune aree cittadine, con la caduta di muri di contenimento, che ha determinato la predisposizione, a seguito di relazioni del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, di piu' ordinanze di sgombero per inagibilita' di alcune abitazioni, in particolare, quelle in via Aristide Mattoli 6, via Don Giovanni Minzoni 22, via dei Saponari, e la inagibilita' e il divieto di utilizzo dei garage di via Trieste Del Grosso 26. A cio' si aggiunga l'impraticabilita' di molte strade a causa della caduta di alberi che stiamo provvedendo a rimuovere per permettere il passaggio dei mezzi di soccorso". E' quanto comunica il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.

"A quattordici giorni dalle prime nevicate di gennaio - prosegue il Sindaco - abbiamo strade deteriorate dal ghiaccio, dal sale e dai mezzi spazzaneve, senza escludere arterie viarie principali, dove si sono create vere e proprie voragini. Interventi straordinari che richiedono investimenti economici importanti e un sostegno economico della Regione e del Governo immediati. Questa mattina - evidenzia il sindaco - ho chiesto al presidente del Consiglio Nazionale Anci, sindaco di Catania, Enzo Bianco, e al presidente nazionale dell'Anci, sindaco di Bari, Antonio Decaro, di condividere con me l'ordine del giorno che ho predisposto e da loro poi presentato in Consiglio Nazionale e votato all'unanimita', nel quale si chiede al Governo di riconoscere lo stato di emergenza nazionale per quei territori che hanno subito gravi danni a causa delle avverse condizioni meteorologiche". 

 "Ritenendo scandalosi i disagi provocati da Enel circa la mancanza di energia elettrica, che in alcune zone della citta' durano da quattro giorni - prosegue il primo cittadino - ho rappresentato, altresi', al mio collega presidente del Consiglio Nazionale Anci Bianco, la situazione che sta vivendo Chieti e rilevando anche a lui la grave condizione in cui versa il nostro comune, ha trasferito le mie doglianze al ministro Calenda il quale tempestivamente e' intervenuto su Enel. L'azienda distributrice di energia elettrica deve riportare urgentemente la corrente alla Clinica Villa Pini, che e' alimentata solo da propri generatori e nelle case dei cittadini che stanno subendo da giorni, oltre al buio, anche la mancanza di riscaldamento con temperature che sfiorano i -4/-5 gradi. Con la Regione - sottolinea il sindaco - dobbiamo assolutamente trovare un accordo per stilare un piano straordinario di interventi su strade, frane, dissesto idrogeologico e sicurezza scuole. Occorrono fondi perche' si possa intervenire sulle nuove criticita', sui danni provocati dagli eccezionali eventi atmosferici che, per quanto riguarda il Comune di Chieti, configurano lo stato di emergenza per il quale abbiamo assunto anche provvedimenti nella Giunta straordinaria convocata questa mattina. L'Esercito, attraverso l'invio a Chieti dei suoi militari, ci ha aiutato, ieri, ad aprire camminamenti pedonali; oggi quegli uomini e quelle donne sono stati richiamati, giustamente, a soccorrere le zone colpite dal sisma. Al Generale dell'Esercito Santamaria, al Colonnello del Cedoc Di Biase e agli uomini e alle donne dell'Esercito che hanno operato su Chieti vanno i miei ringraziamenti. Rivolgo anche il mio plauso - conclude il sindaco - ai volontari della Protezione civile, a coloro che da quattordici giorni stanno liberando dalla neve i 300 km di strade della nostra citta' e al C.O.C. che, negli ultimi giorni, ha ricevuto oltre 3000 telefonate ed ha effettuato oltre 600 interventi per prestare soccorso, portare viveri, alimentare generatori di corrente dove erano collegate macchine salvavita". 

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Due anziani morti nel Pescarese per le esalazioni della stufa

Domenico Velluto, sindaco di Brittoli, paese in provincia di Pescara, ha comunicato la morte di due suoi concittadini anziani rimasti al buio da cinque giorni e intossicati a causa del generatore acquistato per fronteggiare l'emergenza: "È una notizia che mi ha rattristato la giornata. I due decessi a Brittoli - spiega il sindaco - sono il risultato di un incredibile disservizio. Non è possibile lasciare un paese per tanti giorni senza luce e senza riscaldamento. Erano due persone che conoscevo benissimo e alle quali ero molto affezionato e che avevo visto due giorni fa, quando stavano ancora bene".

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Venti ore per arrivare all’hotel Rigopiano

Ci sono volute 20 ore di fatica bestiale arrancando tra muri di neve e un vento gelido per trovare un pugno di macerie per arrivare all'hotel Rigopiano di Farindola. Vigili del fuoco, poliziotti, carabinieri, uomini del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza, medici, paramedici e volontari della Protezione Civile hanno impiegato una notte intera per raggiungere l'hotel Rigopiano.

Il loro viaggio e' cominciato verso le 18 di ieri, quando l'allarme lanciato da Giampiero Parete, uno dei due sopravvissuti, e' arrivato nelle centrali operative. "C'e' un hotel completamente isolato in una frazione di Penne", e' stata la prima comunicazione. Le colonne si sono mosse dall'Aquila e da Pescara, ma subito ci si e' resi conto che salire i tornanti che da Penne portano nel cuore del Gran Sasso, sarebbe stata un'impresa. Da Penne all'hotel, infatti, sono meno di 25 chilometri, massimo mezz'ora di macchina in condizioni normali. Ma non oggi: usciti dal paese, ogni 500 metri la neve aumenta di 20 centimetri. Imboccato il bivio per Fivirola, l'ultimo paesino prima dell'hotel, il silenzio e' totale, come il manto bianco che avvolge tutto e che raggiunge il metro d'altezza. I mezzi passano a fatica, alcuni con le catene montate a tutte e quattro le gomme, ma passano. Attorno alle 19 le avanguardie gia' sono in contrada Cupoli, quattro case e un bar dove abitano anche alcuni dei dipendenti dell'albergo: mancano solo 11 km al Rigopiano ma la neve raggiunge i due metri e i telefoni cellulari non prendono: i soccorritori parlano tra loro e con le rispettive centrali soltanto via radio. Ed e' qui che inizia l'odissea, quella vera. Fatti i due primi tornanti, il muro di neve ai bordi della provinciale copre completamente i cartelli stradali; la strada e' ridotta ad un'unica carreggiata: se passa qualcuno nel verso opposto bisogna fare centinaia di metri in retromarcia nella neve e, in diversi punti, gli alberi crollati per la troppa neve riducono ancora l'asfalto percorribile. Si decide cosi' di fermare i mezzi pesanti, si va avanti solo con le campagnole. Ad aprire la strada e' una turbina, una macchina che serve a strappare la neve dall'asfalto e spararla di lato. Attorno alle 22 i mezzi imboccano l'ultimo tratto di strada, i 9 km dal bivio di Rigopiano all'albergo. E dietro la prima curva l'avanzata s'arresta: la macchina incontra alberi e rami sulla sua strada. Se prosegue, la fresa - che impiega un'ora per fare 700 metri - si rompe e addio hotel. Tocca ai vigili del fuoco con le motoseghe, aprire la strada. Sotto la neve che continua a cadere e con almeno 5 gradi sotto zero. Cosi', non s'arriva. Quattro uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e del Soccorso Alpino civile, a mezzanotte, si sganciano. Con gli sci con le pelli di foca ai piedi cominciano a salire, lentamente, tra la bufera di neve. Quattro ore d'inferno. "Siamo arrivati stamattina verso le 4 - racconta il maresciallo della Gdf Lorenzo Gagliardi - abbiamo dovuto utilizzare gli sci d'alpinismo per scavalcare i muri di neve. In alcuni punti non si vedeva neanche dove fosse la strada".

E quando arrivano su capiscono che la situazione e' drammatica. Ma e' ancora buio pesto e non possono rendersi conto di quel che li' attendera' poche ore dopo. Riescono, pero', a raggiungere i due sopravvissuti, Fabio Salzetta e Giampiero Parete, che solo per un caso si trovavano fuori al momento dell'arrivo della slavina. Qualche chilometro dietro, intanto, si continua ad avanzare lentamente. La luce dell'alba consente agli elicotteri di alzarsi in volo e finalmente si capiscono le dimensioni della tragedia e le difficolta' di chi deve cercare di salvare piu' vite possibili. Quelle auto incolonnate tra gli alberi, in un mare di neve, sembrano le vecchie carovane dei pionieri che attraversavano l'Alaska in cerca di oro. Attorno alle 8 del mattino la turbina si ferma: e' finito il gasolio. Le riserve ci sono ma sono un paio di chilometri indietro. Cosi' una ventina di vigili del fuoco prede una tanica a testa e torna indietro a piedi nella neve, fa rifornimento dagli altri mezzi e torna indietro, consentendo alla macchina di ripartire. E arriva anche 'il bruco', un mezzo cingolato che puo' trasportare fino ad otto persone. E' quasi mezzogiorno quando la colonna imbocca l'ultimo chilometro, il piu' difficile. Gli alberi crollati sono ovunque e una nuova slavina rallenta ancora l'avanzata. "Mai vista cosi' tanta neve. Mai trovata una situazione cosi' difficile" racconta esausto chi scende. Finalmente i mezzi riescono ad aprirsi il varco giusto, ma gli ultimi 300 metri vanno fatti a piedi. Per forza. Viene cosi' creato un 'parcheggio' spazzando via centinaia di metri cubi di neve. E, con la neve alle ginocchia, i soccorritori arrivano finalmente all'hotel e, 20 ore dopo aver cominciato, possono finalmente iniziare il loro lavoro. Verso le 15 qualche mezzo comincia a scendere dall'hotel, a breve arrivera' il cambio. Dentro ci sono facce distrutte, stralunate, sconvolte. Come e' lassu'? "Non c'e' piu' niente"

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Enel chiede scusa ai cittadini per i disagi

"Chiediamo scusa ai cittadini abruzzesi, agli enti locali e alle Istituzioni per le problematiche di interruzione di energia elettrica che si sono avute in piu' zone dell'Abruzzo da domenica scorsa fino a queste ore ma con le condizioni meteo eccezionali e con neve e freddo degli ultimi giorni ci sentiamo di dire di aver fatto tutto il possibile e con tutte le forze in campo per poter ridurre i disagi agli abruzzesi". Lo hanno detto i vertici di Enel Energia, il direttore Infrastrutture e Reti Global Enel, Livio Gallo, e il responsabile Infrastrutture e Reti Enel Italia Gianluigi Fioriti, nel corso di una conferenza stampa convocata a Pescara per spiegare quello che sta accadendo in Abruzzo dove in alcuni centri si fanno ancora i conti con la mancanza di energia elettrica. "Dalla perturbazione ad oggi, dopo l'allerta del 15 gennaio, abbiamo predisposto tutti gli uomini e mezzi in campo. E alle 16 del 16 gennaio avevamo 130mila clienti disalimentati per poi arrivare a 55mila in serata"

"Poi pero' - hanno proseguito - il 17 gennaio abbiamo avuto nuovamente 160mila disalimentazioni soprattutto nelle province di Pescara, Teramo e Chieti. Il 18 gennaio siamo poi scesi a 90mila disalimentazioni. Ad oggi, 19 gennaio, abbiamo 82mila clienti senza energia che contiamo gia' nella serata di ridurre arrivare a 55mila. Abbiamo in campo 400 mezzi e 1400 uomini che lavorano ininterrottamente per riportare la situazione alla normalita' che speriamo possa arrivare al piu' presto". Gallo e Fioriti hanno poi spiegato quello che e' accaduto: "Si e' trattato di quello che tecnicamente vengono definiti guasti diffusi che hanno interessato piu' zone della Regione con il crollo sotto il peso della neve di cavi della media e alta tensione, di reti abbattute da alberi crollati e dalla formazione di manicotti di ghiaccio sugli impianti. I danni sono stati ingenti ma da subito ci siamo messi all'opera, sotto il coordinamento della Protezione Civile". "Stiamo parlando di situazioni eccezionali che hanno poi visto una grande difficolta' anche dei nostri uomini a muoversi in zone dove era difficile arrivare a causa delle strade innevate". Sul fatto che dopo meno di due anni da una forte ondata di maltempo, ci siamo stati gli stessi problemi avuti con l'erogazione di energia elettrica, Fioriti ha aggiunto che: "Le condizioni degli ultimi giorni sono state ancora piu' eccezionali di quelle del 2015. Crediamo che a fronte di una situazione che forse mai si era verificata in Abruzzo, e' stata data la risposta migliore possibile, senza ovviamente nascondere i disagi che hanno vissuto tanti cittadini". I due dirigenti dell'Enel hanno poi parlato degli investimenti fatti e di quelli futuri: "In Abruzzo abbiamo investito 210 milioni. Il 5% di quello che investiamo in cinque anni in Italia, ovvero 7,6 miliardi. Investimenti che hanno prodotto risultati considerando che nel 2015 abbiamo avuto una media di 55 minuti annui di interruzione dell'erogazione di energia, a fronte dei 43 minuti del 2016". Previsti rimborsi automatici ai clienti, cosi' come previsto dalla Autorita' dell' Energia Elettrica, con una forbice che dai trenta euro va ai trecento euro

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Maltempo, a Chieti danni per 2 milioni a infrastrutture

 ''Continueremo a lavorare sull'emergenza neve e sulle situazioni critiche lasciate dal maltempo e soprattutto al conteggio dei danni che stimiamo intorno ai 2 milioni di euro''. A tracciare una prima stima dei danni provocati dalle nevicate e' il sindaco di Chieti Umberto Di Primio. Il quale parla di danni visibili ad infrastrutture e strutture come rete fognaria, manto stradale, marciapiedi e alla economia cittadina con la paralisi delle attivita' produttive nonche' di quelle del piccolo e medio commercio, in favore delle quali, dice Di Primio ''e' necessario che Governo nazionale e Regione - noi come Comune lo faremo - assumano immediatamente provvedimenti di agevolazione fiscale, una moratoria sui mutui ed incentivi alle attivita' e alle aziende''.

''A quattordici giorni dalle prime nevicate di gennaio - prosegue Di Primio - abbiamo strade deteriorate dal ghiaccio, dal sale e dai mezzi spazzaneve, senza escludere arterie viarie principali, dove si sono create vere e proprie voragini. Interventi straordinari che richiedono investimenti economici importanti e un sostegno economico della Regione e del Governo immediati. Con la Regione - sottolinea Di Primio - dobbiamo assolutamente trovare un accordo per stilare un piano straordinario di interventi su strade, frane, dissesto idrogeologico e sicurezza scuole. Occorrono fondi perche' si possa intervenire sulle nuove criticita', sui danni provocati dagli eccezionali eventi atmosferici che, per quanto riguarda il Comune di Chieti, configurano lo stato di emergenza per il quale abbiamo assunto anche provvedimenti nella Giunta straordinaria convocata questa mattina''. 

Senza fissa dimora aiutano gli sfollati del terremoto e spalano la neve. E' avvenuto a Chieti nella struttura della Capanna di Betlemme della Comunita' Papa Giovanni XXIII. Gli ospiti della struttura hanno distribuito coperte e spalato la neve. Hanno inoltre allestito 30 posti letto per accogliere le famiglie costrette a stare fuori casa. Molti di loro sono italiani sui 50 anni che hanno perso lavoro e sono finiti in strada.

"A Chieti per la neve e il maltempo - ha spiegato Luca Fortunato, responsabile della capanna di Betlemme di Chieti in un'intervista a inBlu Radio, network delle radio cattoliche italiane - novemila famiglie sono rimaste senza luce e riscaldamenti per 30-40 ore. In questa prima fase dell'emergenza abbiamo ospitato e invitato la gente a venire a prendere qualcosa di caldo nella nostra comunita' che accoglie i senza tetto. In piu' ci siamo proposti di distribuire delle coperte che generalmente utilizziamo per i clochard. Abbiamo avuto la possibilita', nel nostro piccolo, di dare un conforto alla popolazione. E avendo la corrente abbiamo fatto anche ricaricare alle persone i loro cellulari".

"Soprattutto nella distribuzione delle coperte - ha proseguito Luca Fortunato - ci siamo fatti aiutare dai clochard che vivono nella nostra Comunita'. E' stato bello, abbiamo combattuto questa emergenza con una lotta pacifica della solidarieta'. Sono stati tutti coinvolti. In questa fase d'emergenza alcuni clochard hanno anche spalato la neve per rendere accessibile la nostra struttura"

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Hotel Rigopiano, i soccorritori: situazione drammatica

Sei persone sono state individuate vive dai viigli del fuoco sotto la slavina che ha travolto l'Hotel Rigopiano. I vigili del fuoco sono in contatto con i sei con i quali hanno piu' volte parlato. Al momento i superstiti sono ancora sotto le macerie. Il primo contatto con i sei e' stato poco dopo le 11

Lo riferiscono fonti del Soccorso alpino sul posto. Sono in corso le operazioni di recupero. 

Coperte termiche e liquidi sono stati chiesti dai soccorritori che stanno lavorando per liberare le sei persone individuate tra le macerie dell'hotel Rigopiano. Si sta cercando, inoltre, di far arrivare il maggior numero di ambulanze nell'area per prestare i primissimi soccorsi ai sopravvissuti.

All'ospedale di Penne, dove sono riuniti decine di parenti di dispersi dell' Hotel Rigopiano, si sta diffondendo la notizia delle sei persone trovate vive. I familiari erano da ore in un'angoscia disperante riuniti nell'ex biblioteca dell'ospedale con l'assistenza di medici e psicologi. I dispersi sono in tutto una trentina e ora ci si chiede chi sia stato trovato vivo. "Ci sono famiglie, genitori di ragazzi, le vittime sono in gran parte giovani - racconto il medico rianimatore Vincenzo Di Giovanni -. Finche' non avranno notizie definitive la loro ansia restera' tremenda"

 

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Come tutti gli altri soccorritori, anche i tecnici del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (Cnsas) hanno lavorato per tutta la notte - con l'ausilio delle cellule fotoelettriche - alla ricerca dei dispersi dell'hotel Rigopiano di Farindola. Gli strumenti utilizzati sono l'Artva, una speciale apparecchiatura per la ricerca in valanghe, pale e sonde. Queste ultime si infilano nella neve e quando si sente un ostacolo morbido si scava con le pale. Delicato e meticoloso il lavoro dei soccorritori: la bonifica nella zona interessata alle ricerche avviene 30 cm a volta. Ultimato il lavoro la zona viene delimitata con un nastro bianco e giallo e si va avanti. Le ricerche dei soccorritori vanno ben oltre la struttura dell'hotel visto che la potente slavina ha scaraventato fino a 500 metri di distanza anche dei letti e altro materiale. I tecnici del soccorso alpino e speleologico sono entrati anche nella struttura ma, al momento, non e' stata trovata traccia di vite umane. Il lavoro prosegue certosino senza soluzione di continuita

 La speranza

Le ricerche dei dispersi dopo la slavina all'hotel Rigopiano proseguono senza sosta, anche se con il passare delle ore le speranze di trovare qualcuno vivo diminuiscono. "In teoria anche in queste condizioni meteo molto difficili, se si sono create delle 'sacche' di aria dove ripararsi nell'albergo spazzato via, potrebbero sopravvivere 2 forse 3 giorni, ma e' difficile - ha detto Walter Milan del Soccorso alpino nazionale -. Oggi inizieremo a usare anche mezzi meccanici per scavare, supportati dai vigili del fuoco, ma sempre con attenzione alle persone sepolte la' sotto". La difficolta' nel fare previsioni e' data dal caso eccezionale di una valanga con una cosi' grande quantita' di detriti, essendosi combinata con un terremoto. Per i soccorritori c'e' il rischio di nuove valanghe. "Tra poco un elicottero si alzera' in volo per monitorare la zona - ancora Milan -, la strada e' pericolosa e potrebbero staccarsi anche micro-slavine". Il soccorso alpino oggi e' al lavoro con 50 uomini e le unita' cinofile, ha riferito Milan.

 

L'inchiesta

I carabinieri forestali di Pescara sono in Provincia per acquisire tutti i documenti che possono interessare le indagini della Procura di Pescara in merito alla tragedia dell'Hotel Rigopiano. Si tratta dell'acquisizione di tutte le carte relative ai piani di emergenza e soccorso dell'area Vestina, da Penne verso la montagna, predisposte e attuate dalla Provincia. Richieste, movimenti, organizzazione di spalaneve, turbine, richieste di soccorso e quanto riguarda la viabilita' di quella zona.

Il tutto e' alla luce degli allerta meteo e valanghe che hanno interessato i giorni scorsi l'intera regione Abruzzo. Le acquisizioni in Provincia servono per fare chiarezza sull'operato del settore, precedentemente all'istituzione del Coc di Penne e successivamente alla collaborazione con questo

 Il viceministro Bubbico: ora dobbiamo preoccuparci dei soccorsi

"La situazione e' molto difficile, ma vogliamo ancora coltivare la speranza di trovare qualcuno vivo. In altre situazioni analoghe in passato e' successo, anche dopo molte ore". Lo ha detto il viceministro degli Interni Filippo Bubbico a Penne, quartiere generale logistico dei soccorsi a pochi chilometri dall'albergo Rigopiano, dove oltre 20 persone sono ancora disperse. Bubbico alle 8 presiedera' una riunione con i responsabili dei soccorritori, tra cui vigili del fuoco, protezione civile, esercito e soccorso alpino. Sulle polemiche per il ritardo fatale nell'evacuazione degli ospiti dell'albergo, Bubbico ha detto "non ho abbastanza elementi per poter dare un giudizio, non mi pare la priorita' adesso"

Notte di ricerche

Si scava, con cautela e tenacia, ma finora nessun segno di vita e' salito in superficie. Anche se resta fermo a tre al momento il numero ufficiale di vittime in seguito alla slavina che si e' abbattuta mercoledi' pomeriggio sull'hotel Rigopiano, in territorio di Farindola, alle pendici del Gran Sasso d'Italia. E resta incerto, ovvero non ufficializzato, il numero di dispersi tra dipendenti e clienti, numero che pero' sarebbe purtroppo tra i 25 e i 30. E' stata una slavina devastante, che ha pressoche' sepolto gran parte della struttura, facendosi anche strada all'interno dei vari ambienti che la costituivano, e poi spazzato via quello che trovava sulla sua strada, cosi' come aveva gia' fatto con un fronte ampio di alberi che era a monte dell'albergo. Anzi, quell'ammasso di tronchi e' stato il di piu' che ha portato distruzione e lutti perche' l'onda d'urto e' stata ancor piu' forte. Un evento-killer innescato probabilmente dalle 4 scosse sismiche di magnitudo tra 5,1 e 5,4 della mattina di mercoledi' con epicentro l'area dell'Aquilano ma fortemente avvertite in questo versante della regione abruzzese dove il rischio valanghe era gia' classificato 4 (su una scala di 5) a causa dei grandi apporti di neve per diversi giorni di seguito. Una slavina che ha inoltre provocato una sorta di 'traslazione' dell'edificio, vale a dire lo ha spostato di una decina di metri in avanti, e non e' escluso che alcuni dei dispersi siano stati travolti e trascinati fuori dal perimetro dell'edificio. Non a caso le ricerche dei vigili del fuoco con le squadre specializzate in questo tipo di attivita' ed anche quelle condotte dai componenti del Soccorso alpino e speleologico riguardano anche la zona estera all'hotel, cioe' il fronte in pendenza della valanga nevosa.

Le salme recuperate sono tre, portate all'ospedale di Pescara per l'identificazione e gli accertamenti medico-legali di rito. E' stata subito avviata un'inchiesta per disastro colposo da parte della procura di Pescara: si vuole accertare anche l'attendibilita' di testimonianze secondo cui era partita la richiesta di soccorso e di poter evacuare la zona e pero' era rimasta inevasa o comunque non subito tradotta in aizoni concrete. Una quarta vittima era data nella notte per localizzata ma non facile da recuperare. E poi, come detto, ci sono i numerosi dispersi, le persone che mancano all'appello. Le operazioni sono coordinate dalla centrale di protezione civile allestita nel palazzetto dello sport di Penne, una sorta di quartier generale dove intorno alle 7 e' prevista una riunione tecnica per fare il punto sull'attivita'. Sono oltre i 200, tra vigili del fuoco, soccorso alpino, Guardia di finanza, carabinieri e Polizia di Stato, le persone impegnate nelle ricerche. L'attivazione di torri faro ha consentito di cercare anche nelle ore notturne appena trascorse. Si opera con squadre di 30 per volta che si alternano in un lavoro sul posto molto delicato e condotto con estrema attenzione, scavando anche a mano tra la neve ammassata, per evitare ulteriori crolli di parti dell'hotel gia' collassate e di mettere a rischio gli stessi soccorritori o - la speranza e' sempre presente fino a prova contraria - sopravvissuti rimasti intrappolati. Una speranza sempre piu' flebile, viene detto da chi ha esperienza di queste situazioni critiche. Il trascorrere delle ore, le condizioni climatiche estreme (con il rischio assideramento molto forte), il silenzio da sotto le macerie e da sotto la neve, il girare a vuoto dei cani da ricerca, senza cogliere i segnali specifici attesi, rendono infatti sempre piu' sottile quel filo che lega ancora alla vita.

 

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Finora dall'hotel Rigopiano "sono state estratte due vittime": lo ha detto a Penne il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.  "I numeri li da' la prefettura, che qui ha parlato di due vittime e quindi io mi attengo a questo numero", ha aggiunto Curcio, a margine del vertice sui soccorsi all'Hotel Rigopiano che si e' tenuto nel campo di raccolta allestito dal Coc locale. "Si continuera' a lavorare tutta la notte, compatibilmente con le esigenze di sicurezza degli operatori, tenendo presente che si tratta di un'operazione molto complicata - ha aggiunto Curcio - sono all'opera 135 persone, con piu' di 20 mezzi. Questa sede ha la vocazione di definire in base alle richieste che provengono dallo scenario - ha proseguito il capo della Protezione civile - e in accordo con Ccs e Regione, le necessita' che chi sta operando sul posto". Curcio ha rimarcato: "Ci sono persone che stanno lavorando al limite del possibile e che stanno svolgendo il proprio compito con grande professionalita' e' passione. E' un lavoro di soccorso, in una situazione difficile"

''Una buona meta' dell'edificio e' stato spalmato dalla valanga in una avallata sottostante, l'altra meta' era fatta di macerie con sopra la neve''. Lo ha detto Luigi Piccirilli, del Soccorso Alpino abruzzese, di ritorno dalle operazioni in corso presso l'hotel Rigopiano di Farindola. ''Per noi e' un caso molto difficile, anche perche' di solito siamo abituati a operare con la neve e non le macerie - ha aggiunto Piccirilli - La situazione e' drammatica ma la speranza c'e' sempre perche' anche in casi di valanghe per cosi' dire normali ci sono stati dei salvataggi che potevano sembrare insperati''

Le parole di Curcio (Protezione Civile)

"Uso un'espressione un po' impropria: vi è stata un'implosione verso l'interno" all'hotel Rigopiano dove si teme per oltre venti dispersi. A dirlo, sottolineando la difficoltà delle operazioni, è Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. "Recuperare il materiale all'interno non definisce le condizioni di sicurezza", ha detto Curcio dopo un incontro tecnico a Penne. "L'intervento all'hotel Rigopiano è ai limiti del possibile. Abbiamo parlato con tutti gli operatori sul territorio e l'idea è supportare chi sta lavorando sul posto. E' uno scenario critico, ci sono criticità tecniche importanti e si sta lavorando per fare il possibile".

"La situazione è complicata, noi puntiamo su una filiera certa dei soccorsi con la prefettura in prima linea. Al momento per l'emergenza all'hotel Rigopiano sono al lavoro 135 persone e 20 mezzi. Il centro operativo allestito qui a Penne definirà le necessità".

"Sicuramente tutta la notte ci saranno lavori su", all'hotel Rigopiano, a qualche chilometro da Penne. Lo spiega Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. "I tecnici definiranno cosa fare anche in base a quelle che sono le condizioni: con il giorno c'è un certo livello di sicurezza, mentre la notte ci sono condizioni di sicurezza diverse - ha detto Curcio dopo un incontro tecnico a Penne - cercheremo di fare il possibile anche la notte, con il direttore tecnico dei soccorsi si può approfondire questo aspetto"

"Le speranze si affievoliscono di ora in ora; è una gigantesca tragedia per Rigopiano e per Farindola, nell'hotel c'erano anche quattro bambini al momento del crollo e 24 ospiti". Ha la voce rotta dalla commozione il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta che conosceva molti dei dispersi, in particolare gli 8 del personale.

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Si temono fino a 30 vittime. Alcuni degli ospiti dell'albergo avevano protratto il soggiorno per colpa del maltempo. Dopo le quattro forti scosse di terremoto della giornata, tutte sopra magnitudo 5, avevano chiamato lo spazzaneve per lasciare l'hotel. L'appuntamento era per le 15, poi pero' era stato ritardato alle 19. Troppo tardi, perche' sarebbe stato a meta' pomeriggio che la valanga si e' staccata travolgendo tutto quello che incontrava sul suo cammino per un fronte di 300 metri, come dimostrano le terribili immagini prese dall'alto, diffuse dai Vigili del fuoco.

"L'albergo non esiste piu', e' completamente distrutto". Le prime, sommarie descrizioni dei vigili del fuoco arrivati via terra rendono bene il senso della tragedia di Farindola, in provincia di Pescara, dove l'albergo Rigopiano e' stato travolto da una valanga. I soccorritori hanno gia' estratto dalle macerie due cadaveri. Ci sono volute ore alla colonna dei soccorsi 'pesanti' per arrivare nella zona coperta da metri di neve. I primi aiuti, quelli degli uomini del soccorso alpino del Cai e della Guardia di finanza, erano giunti sugli sci nella notte: due persone che si trovavano all'esterno della struttura erano state messe in salvo ma con la luce dell'alba la situazione e' apparsa in tutta la sua drammaticita': "l'hotel - racconta Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili - e' stato investito dalla valanga, che l'ha oltrepassato, seppellendolo"

Il racconto del direttore dell'hotel Rigopiano

"Ero sceso per coordinare da Pescara le operazioni di soccorso per lo sgombero neve, poi la situazione alle 17 è precipitata. Per questo non ero lì". Lo racconta a Barbara D'Urso in collegamento telefonico per 'Pomeriggio 5' Bruno di Tommaso, direttore dell'Hotel Rigopiano, travolto dalla valanga. L'uomo è il nipote di Roberto Del Rosso, gestore del resort. "L'avevo sentito alle 16 - racconta Di Tommaso - attraverso messaggini, stavo aggiornando i ragazzi sulla situazione. Roberto era preoccupato per la tanta neve". Al momento della valanga, racconta, all'interno c'erano 11 dipendenti dell'albergo e 24 ospiti. "Tutto lo staff era radunato al bar, mentre gli ospiti si trovavano nella hall perché stavano per andare via", precisa il direttore dell'albergo.

 

La speranza

Le speranze di trovare superstiti nell'hotel di Rigopiano "ci sono: queste sono valanghe particolari perché avendo investito un edificio possono crearsi delle sacche d'aria anche corpose, per cui noi lavoriamo come se fossimo, diciamo, a lavoro dal primo minuto. Stiamo lavorando in maniera molto metodica e organizzata. Abbiamo suddiviso la zona di intervento in micro aree e tutte queste micro aree vengono analizzate, censite, sondate dalle squadre dei nostri tecnici del soccorso alpino". Lo ha detto a Radio 24 Walter Milan, referente ufficio stampa del Soccorso alpino e speleologico, dal luogo della tragedia.

Questa valanga - ha spiegato - è lunga più di 300 metri di fronte e ha investito gran parte della struttura, per cui il lavoro è molto delicato. Ci sono accumuli che arrivano a cinque metri di altezza, quindi una quantità di neve veramente notevole. Gran parte della struttura è completamente trasfigurata. È stata spostata di diversi metri proprio dalla forza d'urto della valanga. La stessa valanga prima di, diciamo, cocciare contro l'albergo ha raso al suolo anche un bosco nei pendii superiori, quindi potete immaginare la forza della valanga. La neve, trascinandosi verso valle porta con sé legname, alberi, a volte pietre, quindi acquisisce una forza ancora maggiore. Basti pensare comunque, per dare un'idea, che un metro cubo di neve può arrivare a pesare una tonnellata circa. Per cui immaginate un fronte lungo 300 metri che capacità distruttiva può avere"

Per i soccorritori "ci sono state difficoltà, ovviamente, legate all'ambiente per raggiungere il luogo della valanga, però bisogna ricordare che al momento c'è il soccorso alpino con più di trenta tecnici al lavoro, ci sono anche i vigili del fuoco, ci sono gli uomini della finanza, per cui, diciamo, le forze sono più che sufficienti. E il tempo per raggiungere il luogo dell'evento è stato dovuto alle condizioni veramente eccezionali delle strade. Abbiamo dovuto impiegare, e chiedere all'Anas, tramite il dipartimento di protezione civile, una fresa molto grande per aprire la strada, e poi quando la fresa non ce l'ha più fatta, abbiamo indossato gli sci e abbiamo proseguito come sappiamo fare noi del soccorso alpino con tecniche alpinistiche".

 

Le persone nella struttura

Sono 34 le persone che si trovavano dentro l'hotel Rigopiano, travolto ieri sera da una slavina. Gli ospiti registrati erano 22, 8 i membri del personale, e 4 le persone in visita ma non "residenti". E' il dato fornito all'Agi da Mario Mazzocca, sottosegretario alla Protezione Civile della Regione Abruzzo. I dispersi, spiega Mazzocca, risultano quindi essere 30, dal momento che sono stati recuperati i cadaveri di due vittime, e altri due sono invece stati tratti in salvo. 

"Per quanto mi riguarda nel 2005 ho vissuto un'emergenza simile, ma allora le Province e i Comuni, avevano altre risorse e uomini e l'Anas era una cosa diversa. Oggi e' difficile fare fronte a una emergenza straordinaria, senza pari nella storia dell'Abruzzo, con gli uomini e le risorse che abbiamo". Lo ha detto questo pomeriggio a Penne, a margine del vertice in corso presso il Centro di raccolta allestito dal Coc, il sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, in riferimento al fascicolo aperto dalla Procura di PESCARA sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano

 La valanga ha un fronte di 300 metri

"Siamo qui al lavoro come sapete da questa notte. Dalle ultime ore della notte, le prime ore della mattina. Il lavoro continua in maniera molto importante. Abbiamo 30 dei nostri tecnici che stanno operando sulla valanga. Abbiamo un’unità cinofila e però, sapete, il lavoro è molto, molto complesso. Questa valanga è lunga più di 300 metri di fronte e ha investito gran parte della struttura, per cui il lavoro è molto delicato. Ci sono accumuli che arrivano a cinque metri di altezza, quindi una quantità di neve veramente notevole". Così, a Radio 24 Walter Milan, referente del soccorso alpino e speleologico, che si trova in prossimità dell'Hotel Rigopiano

Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha inviato sul luogo della slavina che ha investito l'Hotel Rigopiano a Farindola, il viceministro Filippo Bubbico e il direttore centrale delle emergenze dei Vigili del fuoco, Giuseppe Romano, per seguire da vicino gli interventi di soccorso alle persone coinvolte all'interno della struttura. Bubbico e Romano sono gia' sul posto.

"Stiamo conducendo un'operazione difficilissima all'hotel Rigopiano, un grande lavoro tecnico svolto in condizioni estreme, perche' quell'area ha gia' subito una valanga e potrebbero arrivarne altre". E' quanto afferma in un'intervista a Sky Tg24 Titti Postiglione, responsabile dell'Ufficio Emergenze della Protezione Civile. Quanto alle polemiche sui ritardi nei soccorsi, Postiglione ha detto: "noi ci sentiamo di dire che il sistema della Protezione Civile ancora una volta ha dato il massimo. Questo e' stato fatto gia' dalle terribili ore del 24 agosto, lo stiamo facendo con tutti i pezzi del sistema ininterrottamente da ormai quasi 5 mesi. Quello su cui dobbiamo essere concentrati e' lavorare per dare soluzioni. E' evidente che ci sono dei disagi - ha sottolineato Postiglione - e' una situazione di una complessita' enorme, ma piu' che le polemiche conta lavorare, ed e' quello che stiamo facendo".

Il racconto di un sopravvissuto

"Sono salvo perche' ero andato a prendere una cosa in automobile". E' quanto ha riferito ai medici Giampiero Parete, 38 anni, che ieri ha lanciato l'allarme per la valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano. La moglie e i due figli di Parete sono sotto le macerie dell'albergo. "E' arrivata la valanga - ha detto ancora ai sanitari il 38enne, ricoverato in Rinimazione - sono stato sommerso dalla neve, ma sono riuscito a uscire. L'auto non e' stata sepolta e quindi ho atteso li' l'arrivo dei soccorsi".

"Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Allora sono uscito dall'albergo e sono andato in auto. Mentre tornavo verso l'hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all'edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell'albergo ricoperto dalla neve". Questa la testimonianza di Giampiero Parete, superstite della valanga sull'hotel Rigopiano, affidata al datore di lavoro Quintino Marcella, il primo a ricevere la richiesta di aiuto. "Ho provato a entrare dentro - dice ancora Parete - ma ho rischiato di rimanere intrappolato; allora mi sono aggrappato ad un ramo e sono riuscito a tornare verso la macchina. Poi ho incontrato il manutentore dell'albergo e insieme abbiamo lanciato l'allarme. Dall'interno dell'hotel non ho sentito alcun rumore o movimento".

L'uomo, Giampiero Parete residente a Montesilvano, e' cosciente ed e' assistito dal personale della Rianimazione dell'ospedale di Pescara e dagli psicologi della Asl. E' arrivato in stato di ipotermia, ma il quadro clinico non e' preoccupante. E' stato lui ieri a lanciare l'allarme al suo datore di lavoro. Poi la lunga attesa dell'arrivo dei soccorsi, insieme all'altro superstite.

"Ho perso tutto. Lì sotto ci sono mia moglie e i miei due figli Ludovica, che ha sei anni, e Gianfilippo, di 8 anni". La moglie Adriana è infermiera nella casa di cura De Cesaris a Spoltore, in provincia di Pescara. Uscito dall'hotel per prendere le medicine al momento della slavina, Parete è riuscito a scappare assieme a un manutentore che ora sta aiutando i soccorritori.

 "Giampiero e tutti gli ospiti dell'albergo, avevano pagato e avevano raggiunto la hall pronti per ripartire appena fosse arrivato lo spazzaneve. Gli avevano detto che sarebbe arrivato alle 15, ma l'arrivo e' stato posticipato alle 19. Avevano preparato gia' le valigie. Tutto i clienti volevano andare via". Cosi' Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Giampiero Parete superstite della valanga che ieri pomeriggio ha colpito l'Hotel Rigopiano, a Farindola. Parete ha lanciato l'allarme proprio al ristoratore.

"Era arrivato sonnolento da ipotermia. Ora ha raggiunto la temperatura normale, lo alimentiamo per bocca. Sta bene ed e' fuori pericolo. A me non ha chiesto nulla della moglie e dei figli. E' relativamente tranquillo. Lo abbiamo sistemato in una parte riservata del reparto ed e' con i genitori. Ci sono anche le psicologhe che ogni tanto vanno a parlare con lui". Lo ha detto Tullio Spina, primario della Rianimazione di Pescara, dove e' ricoverato Giampiero Parete, superstite della valanga che ieri sera ha travolto l'hotel Rigopiano di Farindola. Nella notte sono stati creati dei posti letto aggiuntivi in Rianimazione per gestire l'emergenza e trattare eventuali feriti provenienti da Rigopiano. Anche altre rianimazioni della regione hanno messo a disposizione altri posti letto.

 

La ricostruzione del geologo

E' stata un'enorme 'colata di detriti' a travolgere l'hotel Rigopiano. E' un fenomeno raro, che ha acquisito forza e velocita' notevoli sotto la pressione della neve abbondante, dalla debolezza del terreno. Il terremoto lo ha innescato, come una miccia. E' la ricostruzione del geologo Gian Gabriele Ori, dell'universita' "Gabriele d'Annunzio" di Chieti.

 

Coppia di Castel Frentano e cinque marchigiani tra i dispersi

Una coppia di Castel Frentano risulterebbe dispersa nel crollo dell'hotel Rigopiano. Si tratta di Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni, entrambi di professione parrucchieri. La coppia era giunta in hotel domenica pomeriggio per ripartire martedi' sera ma, a seguito del peggioramento delle condizioni meteorologiche, hanno deciso di trattenersi fino a ieri, mercoledi'. I figli della coppia, unitamente ad altri famigliari, sono gia' in viaggio verso Penne al centro di coordinamento per avere notizie certe sulla sorte degli scomparsi.

"Siamo tutti in apprensione, speriamo che questa storia finisca bene, dice il sindaco di Castel Frentano - Gabriele D'Angelo - per il momento non abbiamo notizie e siamo tutti appesi a un filo di speranza. La coppia era molto nota per la loro lunga attivita' professionale ed era fortemente inserita nel tessuto sociale del paese"

Cinque marchigiani, tra cui una coppia di ascolani potrebbero essere tra i dispersi dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto da una valanga. Si tratterebbe di una famiglia di tre persone- padre, madre e figlio piccolo - e di una coppia di ascolani, Marco V., di Castignano e Paola T., di Pedaso. Da ieri pomeriggio la coppia non da pi+¦ notizie di se ai familiari. Sono in corso verifiche e ricerche. Marco e Paola abitano nel quartiere di San Venanzo di Castignano, nell'entroterra ascolano a 30 chilometri dal capoluogo.

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I soccorritori sono arrivati all'hotel Rigopiano, "la situazione e' drammatica, l'albergo e' stato spazzato via, e' rimasto in piedi solo un pezzetto", hanno riferito i vigili del fuoco. "Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti - hanno aggiunto - che hanno sommerso l'area dove si trovava l'albergo". "Ci sono materassi trascinati a centinaia di metri da quella che era la struttura", ha riferito Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili del fuoco.

Unità cinofile dei vigili del fuoco sono in azione all'hotel Rigopiano, ma al momento non si sente nulla. E' quanto riferiscono i soccorritori dei vigili del fuoco. C'e' un'area privilegiata all'interno della struttura alberghiera dove si stanno facendo le ricerche, ma la zona di interesse e' molto piu' ampia, si sviluppa per centinaia di metri, e percorre tutta la massa della valanga

Aperta l'inchiesta della Procura di Pescara

Aperta l'indagine da parte della Procura di Pescara sulla vicenda della valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano di Farindola (PESCARA). L'ipotesi al vaglio del pm di turno, Andrea Papalia, per il momento e' omicidio colposo.

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Si temono molti morti all'hotel Rigopiano di Farindola, sepolto ieri da una slavina per l'effetto congiunto di Bufere di neve e terremoto. Trenta le persone considerate disperse, tra turisti e personale, sotto la neve da 24 ore. Al momento e' stato estratto il corpo di una prima vittima, ma i primi soccorritori parlano di ''molti morti''. La prima vittima, un uomo, e' stata estratta ma scavare in quelle condizioni, raccontano i soccorritori, 'e' complicatissimo'. Per raggiungere il resort a quattro stelle di Farindola, in provincia di Pescara, a quota 1.200 metri, il Soccorso Alpino, il primo ad arrivare alle quattro del mattino, ha dovuto usare gli sci. Impossibile procedere per i mezzi che si sono trovati la strada sbarrata da altre valanghe e alberi caduti. Molto il lavoro per raggiungere la struttura quasi completamente crollata dopo essere stata investita in pieno dalla slavina. Le ambulanze e i mezzi sono bloccati a 9 chilometri, sul posto possono arrivare solo i vigili del fuoco con l'elicottero e un mezzo cingolato che puo' caricare fino a 8 persone. Due persone che erano rimaste fuori dall'hotel sono state tratte in slavo, una e' in stato di ipotermia, ma non in pericolo di vita.

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A Penne il punto di raccolta dei familiari dispersi

A Penne si lavora per allestire un punto di raccolta per i parenti delle persone disperse in seguito alla valanga dell'hotel Rigopiano di Farindola. Molti dei familiari degli ospiti dell' albergo sono nella cittadina vestina gia' da ieri sera e il Comune si e' occupato dell'assistenza. Il punto di raccolta dovrebbe essere allestito nei pressi del Centro operativo comunale, dove da ieri, su disposizione del Prefetto di Pescara, e' attivo il Posto di coordinamento avanzato per la gestione dell'emergenza maltempo

 

Arrivata la turbina all'hotel

Hanno cominciato a scavare con i mezzi tecnici i soccorritori dei dispersi all'interno dell'hotel di Rigopiano. Una colonna mobile con una turbina apristrada è arrivata, insieme ai mezzi meccanici, davanti all'hotel sommerso da una valanga. La turbina era rimasta senza gasolio e vigili del fuoco e uomini del soccorso alpino hanno portato a mano le taniche. Ora la colonna è a meno di 500 metri dall'hotel, dal quale è stata già estratta una vittima. Ci sono volute oltre 15 ore, ma finalmente si inizia a liberare il piazzale per potere scavare con i mezzi meccanici e non solo a mano. Sul posto c'è anche un rianimatore, giunto insieme ai 70 soccorritori.

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Le dichiarazioni del prefetto di Pescara, Francesco Provolo: ci sono bambini

"Il manutentore dell'hotel ha parlato di una ventina di persone e qualche bambino ospitati nella struttura, oltre a sette, otto persone dello staff, ma sono notizie senza conferme ufficiali". E' quanto dichiara a Rainews24 il prefetto di Pescara Francesco Provolo, riguardo all'albergo colpito da una slavina sul Gran Sasso, in Abruzzo. Stesso discorso per quanto riguarda le possibili vittime. "L'attività di soccorso è a pieno regime - assicura il prefetto - sul posto è già il personale dei vigili del fuoco e del soccorso alpino. Le forze in campo sono tutte quelle possibili ed è stata accettata anche la mia richiesta di avere l'intervento dell'Esercito".

"Non voglio dare numeri o dati su potenziali vittime all'hotel Rigopiano, per rispetto dei familiari degli ospiti della struttura alberghiera, che aspettano notizie con giustificata apprensione". Lo dice a Rainews 24 il Prefetto di Pescara, Francesco Provolo, che non conferma ancora le notizie su una vittima estratta viva dal resort travolto da una slavina a seguito delle scosse di terremoto di ieri. "Capisco il lavoro degli organi di informazione - prosegue Provolo - ma bisogna che si capisca ancor di piu' la situazione dei familiari degli ospiti della struttura. Sulla situazione sono all'opera l'intera macchina della Protezione civile e tutte le forze di soccorso.

 

Le parole del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio

 "Mancano all'appello circa 30 persone, tra ospiti e lavoratori dell'Hotel Rigopiano a Farindola, sotto il Gran Sasso, travolto ieri sera da una slavina". Lo ha detto il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, durante un punto stampa tenuto presso la Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C.) di Rieti. "Pero' anche io - prosegue Curcio - mi allineo alla catena di informazione che vede nel Prefetto il punto terminale di queste informazioni" "Il luogo è stato raggiunto alle 4.30 - ha riferito Curcio - da uomini valorosi, che di fronte a una situazione davvero al limite sono arrivati alla struttura, mettendo in sicurezza due persone e adesso stanno lavorando per portare i mezzi, che ancora fanno fatica ad arrivare, e stanno già lavorando nella verifica delle condizioni che restano proibitive anche per il soccorso tecnico".

 

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I soccorritori hanno al momento messo in salvo due persone, Giampiero Parete e Fabio Salzetta, dall'hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara travolto ieri da una valanga. 

I due al momento dell'incidente erano all'esterno della struttura e hanno visto la slavina arrivare. Risultano in buone condizioni fisiche; si erano riparati all'interno di un'auto. Al momento nessuna informazione disponibile sugli altri occupanti dell'albergo.

Sarebbe in parte crollato e in parte sommerso dalla neve l'hotel Rigopiano di Farindola

I soccorritori non sono ancora riusciti ad entrare nella struttura, dalla quale non provengono voci ma al cui interno si vedono delle luci. Le due persone salvate al momento dell'incidente si trovavano all'estero sono state intanto messe in salvo.

I mezzi di soccorso rimangono bloccati a circa 6 km dall'albergo, a causa della neve alta e dei numerosi alberi crollati sul tragitto. I soccorritori giunti finora hanno infatti dovuto raggiungere l'hotel sugli sci. Si attende l'arrivo di un 'bruco', un piccolo gatto delle nevi che potrebbe riuscire a farsi strada e che puo' trasportare fino a otto persone

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Soccorritori giunti sul posto

Ancora non sentono voci provenire dall'interno ma vedono alcune luci accese i soccorritori giunti da poco all'hotel Rigopiano in provincia di Pescara, travolto ieri da una valanga mentre ospitava circa 20 persone. 

I soccoritori sono in contatto con una persona che e' riuscita ad uscire dalla struttura. Ha riferito che una slavina ha travolto l'hotel e che una parte dovrebbe essere crollata. Ha detto inoltre che c'erano ospiti, ma non saputo fornire indicazioni sulle loro condizioni. Ci sarebbe anche un'altra persona che e' riuscita a lasciare l'albergo e a lanciare l'allarme al 118

Queste le parole del Sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, riportate dal presidente della Provincia Antonio Di Marco su facebook: "Il soccorso alpino con gli sci è arrivato sul posto. La valanga è di grandi dimensioni e ha coinvolto integralmente l'hotel, che pare abbia retto. Dentro si vede una lucina e adesso gli uomini stanno entrando.
La zona resta pericolosa per eventuali distacchi e per adesso è impossibile cercare eventuali dispersi nella neve.  Preghiamo che siano tutti salvi".

I soccorritori avanzano con gli sci

I soccorritori che stanno cercando di raggiungere nella neve l'albergo della provincia di Pescara travolto ieri da una valanga a circa 6 km dall'obiettivo hanno trovato la strada piena di alberi crollarti e nessun mezzo e' stato in grado di procedere, cosicche' i soccorritori hanno proseguito sugli sci alpinismo.

"La situazione e' estremamente problematica. Non so bene a che distanza siamo, credo 5 o 6 chilometri. Ci sono tre o quattro metri di neve. Ora la mia squadra e quella della Guardia di finanza proseguiranno a piedi, con gli sci". Lo ha detto all'agenzia di stampa ANSA il delegato alpino del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) Abruzzo, Antonio Crocetta, che sta raggiungendo con la colonna mobile di soccorso l'hotel 'Rigopiano', travolto da una valanga. "Le ambulanze e gli altri veicoli si sono dovuti fermare - aggiunge Crocetta -. Per ora proseguono solo i mezzi speciali e la turbina, il cui obiettivo e' quello di aprire la strada".

 

L'sms di richiesta di aiuto e l'angoscia dei parenti

"Aiuto aiuto stiamo morendo di freddo". E' il contenuto di un sms dei due clienti (una coppia) dell'Hotel Rigopiano inviato ai soccorritori. Al momento la colonna dei soccorritori e' ostacolata da altre slavine che hanno trascinato sulla strada alberi e pietre che devono essere rimossi prima la turbina possa passare. Nel frattempo un gruppo del soccorso Alpino si sta dirigendo con gli sci verso l'hotel.

Una decina di parenti dei clienti dell'Hotel Rigopiano dispersi da oggi pomeriggio a seguito della valanga sono al Coc (Centro operativo comunale) di Penne e chiedono di poter salire con i soccorritori. Una richiesta che non puo' essere esaudita dalle forze dell' ordine. L'attesa per notizie certe e positive per la sorte dei congiunti fa vivere momenti drammatici ai parenti. Una delle preoccupazioni che esprimono e' il fatto che da ore i propri congiunti sono al buio e al freddo a quota 1200 metri. Intanto, si e' appreso che nella stessa zona, denominata Bocca di Lupo, nel 1936 c'era stata un'analoga rovinosa valanga

Il parere del Soccorso Alpino

L'ipotesi degli esperti del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e' che all'origine della valanga che ha interessato l'hotel 'Rigopiano' ci siano le forti scosse di terremoto registrate nell'Aquilano. La colonna mobile di soccorso non e' distante dalla struttura, ma lungo la strada alcune slavine hanno provocato la caduta di materiale vario, tra cui tronchi di alberi, che ostacolano il percorso. Si sta quindi provvedendo alla rimozione dei detriti.

 

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Al di fuori dell'Hotel Rigopiano ci sarebbero due persone che avrebbero avuto contatti sia con il 118 che con i soccorritori. Uno di questi avrebbe inviato un sms ad un soccorritore prima rassicurandolo sulle sue condizioni poi parlando di macerie. Via whatsapp un altro cliente avrebbe confermato alla sala operativa del 118 di Pescara che dentro la struttura, lesionata, ci sarebbero delle persone intrappolate, ma di non essere in grado di dire le loro condizioni. I testimoni hanno parlato di una valanga di inaudita forza per la zona che si sarebbe staccata dalla montagna e avrebbe travolto parzialmente l'hotel Rigopiano.

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Sono partiti a seguito della chiamata attivata da un ospite dell'hotel i soccorsi diretti verso l'albergo Rigopiano che sarebbe stato investito da una slavina. I soccorsi - come riferisce Roberto Cutraci, consigliere comunale di Farindola - sono partiti un paio di ore fa da Pescara e da Penne: in movimento ci sono gli uomini del soccorso alpino e dei carabinieri, partiti da Penne, quelli dei vigili del fuoco, partiti da Pescara. La distanza da percorrere, in una situazione resa molto difficile dalla neve, e' di 45 km da Pescara a Farindola e di altri 9 km da Farindola fino alla frazione di Rigopiano.

 

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Una slavina avrebbe interessato l'hotel Rigopiano, vicino a Penne in provincia di Pescara. La protezione civile sta verificando la presenza di eventuali danni e se ci sono ospiti coinvolti. Si teme possano esserci delle vittime, come annunciato da Antonio Di Marco, presidente della provincia di Pescara. su Facebook. Di Marco ha spiegato che in albergo c'erano 20 ospiti. "Cari amici - scrive Di Marco - purtroppo è accaduta una terribile tragedia. Una slavina si è abbattuta sull'Hotel Rigopiano, un gioiello di struttura turistica della nostra provincia. A Rigopiano, già sommersa dalla neve, è in atto in queste ore una bufera di neve. Una turbina si sta recando sul posto, per liberare la strada di accesso alla zona dell'albergo, dietro la quale c'è la colonna mobile dei soccorsi. Sta intervenendo anche il soccorso alpino. Sembrerebbe ci siano delle vittime, ma è tutto da confermare. In albergo c'erano 20 ospiti"

"E' vero. All'hotel Rigopiano di Farindola risultano presenti circa 20 persone piu' il personale, i soccorritori stanno andando sul posto con la massima celerita'". Lo scrive su Facebook il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, rispondendo al commento di un utente che chiedeva se fosse vera la notizia della slavina sull'hotel, invitando, in tal caso, i soccorsi

 

 

 

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Duecento sfollati al Progetto Case de L’Aquila

L'Aquila apre gli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. agli sfollati del terremoto dell'Alto Aterno: domani, infatti, arriveranno 180 persone rimaste senza casa a Capitignano. Gli uffici comunali hanno gia' perfezionato le assegnazioni e verificato l'accensione degli impianti. Gia' stasera, invece, 38 sfollati provenienti da Campotosto e dalla frazione di Ortolano colpita da una slavina saranno alloggiati nel Residence Azzurro. A servire i pasti sara' il Comune, che ha richiamato molti lavoratori in servizio ed e' arrivato a una squadra di 150 tra operai, tecnici e funzionari. Quanto alla situazione aquilana, questa notte sono stimate 1.500 persone che passeranno la notte nei moduli scolastico a uso provvisorio (Musp), le scuole prefabbricate che ieri notte hanno ospitato 2.500 aquilani spaventati. In questo momento si stanno servendo i pasti dopo che a pranzo sono state sfamate 1.200 persone. In distribuzione anche 300 brandine secondo le richieste, che si aggiungono alle 150 di ieri, quando molti cittadini hanno dovuto portarsi le attrezzature da casa. Dal punto di vista delle strutture, e' stato pulito il piazzale dell'Aeroporto dei Parchi 'Giuliana Tamburro' di Preturo, dove i mezzi della Protezione civile potranno atterrare anche la notte. Sono conclusi i sopralluoghi negli uffici comunali, dove non sono stati riscontrati danni, da domani cominceranno i controlli anche alle scuole elementari e medie e agli asili nido, poi i cimiteri. 

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Enel, 98 mila utenze disalimentate in Abruzzo

Le utenze elettrice disalimentate sono 98 mila in Abruzzo, 14 mila nelle Marche. Lo rende noto l'Enel in relazione all'emergenza neve, facendo il punto alla mezzanotte, sottolineando che "proseguono le attivita' di riparazione ed installazione gruppi elettrogeni ostacolate dai numerosi guasti riscontrati sulle linee, compatibilmente con la percorribilita' delle strade che risulta difficile soprattutto nel Teramo. L'allocazione dei gruppi elettrogeni disponibili e' concordata con la Regione e la Protezione Civile". I problemi piu' rilevanti - precisa un comunicato - riguardano Teramo e la Provincia di Pescara (nei pressi della Cabina Primaria di Penne dove si concentrano numerosi guasti riscontrati in seguito alla rialimentazione dell'Alta Tensione) Le utenze senza elettricita' in Abruzzo sono cosi' suddivise: all'Aquila sono rientrati 8.600, ne rimangono 1.300; a Teramo, 61 mila, circa 20.000 dei quali interessati dai problemi che riguardano la rete di Alta Tensione che comportano il fuori servizio delle cabine primarie di Teramo ZI e Civitella del Tronto. La rete di Alta Tensione non e' stata ancora rialimentata e si prevede che non rientrera' nel corso della notte per presenza di guasti multipli. Le attivita' di ricerca guasti sulla rete di media tensione potra' avvenire solo a valle della rialimentazione delle Cabine; Pescara, 17.000; Chieti, 19.000. Per quanto riguarda Teramo, Chieti e Pescara, l'Enel conferma che - a valle del rientro delle linee di Alta Tensione - entro il pomeriggio di domani saranno rialimentate 50 mila clienti. Nelle Marche, la situazione dettagliata e' la seguente: 11 mila clienti in provincia di Ascoli Piceno; 2.000 in provincia di Macerata e 1.000 in provincia di Fermo. Proseguono le attivita' per rialimentare circa 4.000 ulteriore utenze nel corso della notte.

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Ancora neve in Abruzzo, a L’Aquila e Teramo

Continua a nevicare in Abruzzo, soprattutto nelle province di L'Aquila e Teramo. Viabilità Italia invita a evitare di viaggiare in direzione di quelle aree abruzzesi "se non risulta assolutamente necessario". Al momento sta nevicando debolmente sull'A24 tra Valle del Salto e Teramo, senza condizionamenti della circolazione. Nevica anche sull'A16 tra Grottaminarda e Lacedonia senza condizionamenti della circolazione. In Abruzzo, diverse le strade chiuse per neve: la S.S.5 "Tiburtina" tra il Km 135 e il Km 157, la S.S. 80 dal Km 14 al Km 57, anche per la presenza di alberi sulla carreggiata, la S.S. 81 dal km 54+500 al km 55+700, la S.S. 696 in due tratti, tra il km 0 il km 13 e tra il km 23+800 ed il km 46. Nelle Marche, chiuse per alberi sulla carreggiata la S.S.4 "Salaria" tra il km 153 ed il km 160, (tra la galleria Valgarizia e Arquata Terme) e la S.S. 81 dal km 5 al km 5+500; mentre sono chiuse per neve la S.S. 77 dal km 28 al km 31 e dal km 40+900 al km 51, la SS 77-Var dal km 17 al km 41 in direzione Foligno e dal km 17 al km 26 in direzione Civitanova Marche, la S.S. 78 dal km 21 al km 36 e la S.S. 81 dal km 6 al km 12. La Prefettura de L'Aquila ha adottato l'ordinanza di divieto di circolazione per i mezzi superiori alle 7.5 t in tutto il territorio della provincia, escluse le tratte autostradali, fino a cessate esigenze. Le difficoltà alla circolazione lungo la S.S.16 "Adriatica" hanno imposto l'adozione da parte delle prefetture abruzzesi (Teramo, Pescara, Chieti) delle ordinanze di divieto alla circolazione per i mezzi superiori alle 7.5 t lungo detta arteria, in entrambi i sensi di marcia, fino alle ore 24.00 del giorno 19 gennaio 2017. . Per quanto riguarda la circolazione ferroviaria, sono ancora in corso le verifiche tecniche e le operazioni di pulizia dalla neve della linea ferroviaria tra Avezzano e Sulmona. Il servizio è comunque assicurato mediante l'impiego di pullman sostituivi.

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