Cronaca

Danni del maltempo, vertice Regione – Parlamentari per studiare provvedimenti di rilancio dell’economia

"Non e' un momento neutro quello che sta vivendo l'Abruzzo. Ecco perche' e' necessario creare i presupposti per una posizione giuridica, istituzionale e politica che consenta di individuare con immediatezza lo strumento piu' adatto per il risarcimento dei danni diretti ed indiretti patiti dall'Abruzzo oltre ad una norma ad hoc che consenta il mantenimento e la ripresa degli investimenti economici". Lo ha affermato - come da nota dell'Ufficio Stampa - il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, in apertura dell'incontro che ha avuto, questo pomeriggio, in Regione, a Pescara, con un folto gruppo di parlamentari abruzzesi, capitanati dal Sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, per promuovere e condividere iniziative a sostegno dell'Abruzzo, a seguito degli eventi calamitosi che hanno colpito gran parte del territorio regionale. "Ho lanciato, - ha ricordato D'Alfonso - una proposta sui tavoli nazionali di un decreto ad hoc per fare in modo che in Abruzzo si attivi una norma che supporti chi fa attivita' economica ma anche chi ha avvertito una perdita di fiducia nella conduzione della propria attivita' economica"

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Spaccio di coca nel Teramano, patteggiamento per otto

Conclusa con otto patteggiamenti, e due posizioni stralciate da definire in separata sede (con i rispettivi legali che si sono avvalsi della sospensione dei termini per il terremoto), la vicenda giudiziaria che vedeva davanti al giudice dieci albanesi che a marzo erano stati colpiti da altrettante ordinanze (6 misure in carcere e 4 obblighi di dimora) con l'accusa di avere organizzato un vasto giro di spaccio nel teramano.

Otto imputati hanno patteggiato la pena davanti al gup Franco Tetto. Hanno scelto il rito alternativo Ilir Sallaku, che ha patteggiato 5 anni, Leonard Sallaku e Arjan Bala che hanno patteggiato 4 anni, Bledar Bala che ha patteggiato 3 anni e 8 mesi, Luan Sallaku che ha patteggiato 2 anni e 2 mesi, Fredi Dervischi, Albi Sallaku ed Etleva Sallaku che hanno patteggiato 1 anni e 2 mesi.

Ha chiesto il rinvio, avvalendosi della sospensione per terremoto Altin Gjepali e Adrian Hoxa. L'operazione, che aveva portato il gip ad emettere i provvedimenti nei confronti dei dieci albanesi, denominata "Elio", era stata condotta dagli uomini del reparto operativo dei Carabinieri di Teramo e coordinata dal pm Andrea De Feis e aveva portato, nel corso dei mesi, a numerosi sequestri sia di cocaina che di hashish che avevano interessato prevalentemente capoluogo e frazioni, con l'identificazione di decine clienti tra cui molti giovani, professionisti, ma anche operai, baristi, persone insospettabili. Tra questi anche due fratelli che da soli, nel corso di un anno, avrebbero acquistato ben 30 mila euro di cocaina. Nel corso dell'operazione, che si e' avvalsa anche di intercettazioni e pedinamenti, alcuni degli indagati (quattro dei quali sono fratelli) sono stati ripresi mentre spacciavano in presenza dei figli di 2 e 3 anni. Gli indagati, tutti residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno, erano per gli investigatori veri e propri professionisti dello spaccio.

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Rapina a mano armata in un deposito slot nell’Aquilano

Armati e con il volto coperto da passamontagna, hanno fatto irruzione in un deposito di slot machine per poi fuggire facendo perdere le loro tracce. E' accaduto a Civitella Roveto nella zona industriale del paese. I responsabili del colpo, tre uomini, sono poi fuggiti su un'utilitaria, portando via circa 3 mila euro. Alcuni testimoni hanno preso il numero di targa. L'auto, in seguito ad indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, risulta rubata nella provincia di Roma.

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Riapertura chiesa Santissima Assunta a Roseto

Il sindaco Sabatino Di Girolamo ha revocato l’ordinanza di chiusura della chiesa Santissima Maria Assunta, intervento resosi necessario in seguito al terremoto del 18 gennaio scorso che ha provocato alcuni danni all’intonaco dell’edificio.

Venerdì scorso, vista la nota con la quale il parroco, don Pietro Cappelli, chiedeva la riapertura, allegando il certificato di idoneità statica dell’edificio, firmata dall’ing. Tito Rocci, il primo cittadino ha disposto la riapertura della chiesa.

Ieri sera, domenica 29 gennaio, per l’occasione, è stata celebrata una messa dal vescovo di Teramo – Atri, monsignor Michele Seccia, che ha visto una folta partecipazione di fedeli, del sindaco Sabatino Di Girolamo, del vicesindaco Simone Tacchetti, dell’assessore alla Cultura Carmelita Bruscia e di alcuni consiglieri comunali.

 

 

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Hotel Rigopiano, per le indagini ascoltato il sindaco di Farindola

E' stato ascoltato dagli investigatori per oltre tre ore, oggi, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara, per disastro colposo e omicidio plurimo colposo, alla presenza del tenente colonnello Annamaria Angelozzi, dei carabinieri forestali e del maggiore Massimiliano Di Pietro, del nucleo investigativo dei carabinieri. Sostanzialmente avrebbe confermato quanto gia' dichiarato nei giorni scorsi alla stampa: ha infatti ripetuto di non avere ricevuto il bollettino Meteomont che segnalava un rischio valanga 4 su un massimo di 5, e ha spiegato di avere fatto fronte all'emergenza con i mezzi che aveva a disposizione, attivando le forze di protezione civile nell'ambito del Piano neve comunale

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Esposti del Forum H2O su blackout in Abruzzo

Il Forum H2O annuncia nuovi esposti per la gestione dell'emergenza maltempo e del blackout, "che hanno lasciato l'Abruzzo nel medioevo per una settimana", e il caos politico-istituzionale, "che ha certificato il totale fallimento della macchina organizzativa, sia sul piano della prevenzione che su quello della gestione dell'emergenza". Secondo Renato Di Nicola e Augusto De Sanctis, gli esponenti del Forum H2o che hanno tenuto una conferenza stampa a Pescara, "non e' possibile accettare che piu' di 400 mila persone siano lasciate al buio e senza riscaldamento per giorni". Nel mirino dell'associazione i vertici istituzionali, a partire dalla Regione e le aziende Enel e Terna.

De Sanctis annuncia l'invio di esposti alle procure di Pescara, Roma e Milano. "Vogliamo che siano accertate le responsabilita' delle aziende nel blackout e anche quelle dello Stato - afferma l'esponente del Forum H2o -. A Roma c'e' il ministero dello Sviluppo economico, che sovrintende alla rete elettrica e a Milano c'e' l'Authority per l'Energia, che proprio di recente ha premiato Terna con 19 milioni di euro". 

La replica di Camillo D'Alessandro e Mario Mazzocca

“Finalmente il Forum H20 getta la maschera – afferma il coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro, in risposta alla conferenza stampa tenuta oggi dall’associazione ambientalista – e si rivela per quello che è: un'associazione collaterale ad una parte dell'opposizione, dedita alla propaganda politica contro la Giunta regionale. Ci chiediamo infatti se l’Augusto De Sanctis che oggi ha tenuto la conferenza stampa sia lo stesso che risulta essere collaboratore del Servizio Legislativo del Gruppo del Movimento Cinque stelle alla Camera dei deputati, perché se fosse la stessa persona avrebbe dovuto dirlo non solo nella conferenza stampa di oggi ma in ogni occasione in cui esprime giudizi”.

Interviene anche il Sottosegretario alla Presidenza Mario Mazzocca: “Cosa c'entra la Regione con i disservizi causati dai ritardi di grandi compagnie multinazionali della fornitura elettrica? Non solo la Regione non ha responsabilità di tali disservizi, ma è parte attiva e protagonista nel pretendere il ristoro dei danni subiti da cittadini e imprese, e nel sollecitare gli investimenti necessari affinché non accada di nuovo quanto è successo durante l’emergenza data dal maltempo. Così come è evidente che non c'è nessun rapporto tra questi disservizi e il Masterplan, che contiene al contrario interventi fondamentali per la messa in sicurezza del territorio e la modernizzazione dei collegamenti infrastrutturali della regione”.  

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Maltempo, operai al lavoro per ripulire il lungomare a Montesilvano

Lavori in corso sul lungomare di Montesilvano, dopo che la durissima ondata di maltempo dei giorni scorsi, ha portato grandi quantitativi di sabbia anche sulla riviera.

Diverse squadre di operai sono al lavoro per ripulire i marciapiedi. Gli interventi sono stati assegnati alle ditte Cilli Leonardo e Cilli Roberto e proseguiranno per tutta la settimana.

«Già dai momenti subito successivi alla conclusione dell’emergenza maltempo -  ha detto Paolo Cilli, assessore alle manutenzioni -  abbiamo avviato tutte le attività necessarie per riportare la città e soprattutto la vita dei nostri concittadini alla normalità. Abbiamo dunque affidato gli interventi per la manutenzione delle strade e quelli per la rimozione dei grandissimi quantitativi di sabbia trasportati dal vento forte, che oltre a sporcare i marciapiedi, rappresentavano un pericolo per i ciclisti che percorrevano la pista ciclabile. Proseguiremo in un secondo momento anche alla rimozione di materiali, tronchi e altri detriti che si sono depositati sulla battigia».

I lavori sul lungomare hanno preso il via dalla zona dei Grandi Alberghi, fino a viale Europa, per procedere poi in direzione sud.  

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Processo Bussi, l’arringa dei difensori degli imputati

Potrebbe slittare a meta' febbraio la sentenza del processo in Corte d'Assise d'Appello a L'Aquila sulla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi della Montedison. Il presidente del collegio, Luigi Catelli, ha fatto intendere che le udienze per le repliche potrebbero essere fissate per il 14 e il 15, poi la corte si riunirebbe in camera di consiglio il giorno seguente, il 16, per emettere la sentenza. Inizialmente, il verdetto era previsto per fine gennaio, slittato poi al 3 febbraio, ora il rinvio a meta' mese, il tutto causato dalla necessita' di recuperare le date saltate per il maltempo e la chiusura degli uffici pubblici. Domani, terza udienza per le difese dei 19 imputati. 

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"L'avvelenamento doloso e' assimilabile alla strage come pena, mai in Italia c'e' stata una condanna per avvelenamento doloso in un contesto lecito come quello dell'industria". Cosi' l'avvocato Carlo Sassi del foro di Milano nell'arringa pronunciata nell'udienza di oggi nel processo in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila sulla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi della Montedison dov'e' difensore di 4 dei 18 imputati. Sassi difende dalle accuse di avvelenamento e disastro ambientale Nazzareno Santini, direttore dello stabilimento dal 1985 al 1992, Carlo Vassallo, direttore dello stabilimento di Bussi dal 1992 al 1997, Leonardo Capogrosso, coordinatore dei responsabili dei servizi Pas degli stabilimenti facenti capo alla Montedison-Ausimont di Milano, e Nicola Sabatini, 90 anni, vice direttore pro tempore della Montedison di Bussi dal 1963 al 1975.

"I prelievi dal 1992 sono stati nei parametri nonostante la normativa si fosse inasprita - ha continuato - i valori degli anni Novanta sono in linea persino alla normativa in vigore dieci anni dopo. E' difficile, percio', sostenere un'accusa cosi' grave. Tutte le analisi dopo il '92 solo in minima parte superano i valori. E quelli sballati rientrano nella fascia di errore analitico, quindi ammissibile".

L'avvocato Sassi ha sottolineato che si sta cercando di inserire nel dibattimento alcuni documenti che, pero', non figurano agli atti del processo. Il riferimento era allo studio svolto nell'estate 2015 dall' Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta) in seguito alla chiamata di alcuni privati cittadini che abitano a valle del sito Montedison, citato dalla Gerardis nel suo lungo intervento nelle udienze precedenti. Un report in cui dai controlli emergono valori delle sostanze tossiche e cancerogene nelle acque sotterranee vicina alla mega discarica di Bussi sul Tirino aumentati anche di 14 volte in un anno e la presenza di piante che contengono fino a cinque sostanze potenzialmente portatrici di cancro. Contestata anche dalle difese, che hanno di nuovo rigettato ogni accusa, anche la richiesta di accertamenti integrativi e di una maxi perizia chiesta nella requisitoria dalla procura generale. A questa fase del procedimento all'Aquila si e' arrivati dopo il pronunciamento dello scorso marzo della Cassazione che ha convertito in appello tutti i ricorsi presentati "per saltum" alla Suprema Corte.

In Corte d'Assise a Chieti, il 19 dicembre 2014, 19 imputati erano stati assolti dall'accusa di aver avvelenato le falde acquifere mentre il reato di disastro ambientale fu derubricato in colposo e quindi prescritto. L'indagine della procura di Pescara sulla mega discarica dei veleni prese il via nel 2007 con la scoperta da parte del Corpo Forestale dello Stato di circa 185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose in un'area di 4 ettari nei pressi del polo chimico di Bussi. L'esito della sentenza di primo grado ha provocato alcune inchieste giornalistiche che hanno prodotto indagini da parte della procura di Campobasso nei confronti del giudice Camillo Romandini, presidente del Collegio in Assise, per presunte pressioni sui giudici popolari. A seguito dell'indagine, il ministero della Giustizia ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del giudice, mentre la procura generale della Cassazione sta svolgendo le indagini del caso. 

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Rigopiano, 3mila persone ai funerali di Piero e Barbara

A distanza di quattro giorni dai funerali di Sebastiano Di Carlo e Nadia Acconciamessa, questa mattina Loreto Aprutino ha rivissuto il dolore della tragedia di Rigopiano. Oltre tremila persone hanno infatti partecipato alle esequie di Piero Di Pietro e della moglie Barbara Nobilio, estratti anche loro senza vita dal resort travolto dalla valanga del 18 gennaio scorso. Un dolore grande quello della famiglia e della comunita' loretese che si e' stretta al fianco della famiglia Di Pietro. Fra i presenti il presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio, il consigliere regionale Camillo D'Alessandro, oltre al sindaco Gabriele Starinieri e tanti altri amministratori. Presente anche il Gonfalone del Comune di Pescara. Alle esequie hanno partecipato inoltre tutti i ragazzi delle squadre del Lauretum, che Piero Di Pietro aveva nel cuore per essere stato sia tecnico della formazione maggiore che delle giovanili, oltre alle rappresentanze delle squadre dell'Aquila, Sulmona, Francavilla al Mare, Pianella con cui Di Pietro aveva giocato. Sulla bara di Piero Di Pietro anche una maglia biancazzurra donata dal Pescara  Calcio. Al termine della funzione religiosa officiata dal parroco don Cesare, oltre alla figlia Federica Di Pietro, hanno voluto ricordare Piero Di Pietro, anche il dirigente di Esercizio della societa' di Trasporti Tua (di cui era dipendente Di Pietro) Antonio Montanaro e il presidente della Figc Abruzzo Daniele Ortolano. 

"A me le istituzioni in questo momento fanno sorridere perche' chi rappresenta le istituzioni non dovrebbe solo occupare le poltrone ma lavorare e avere senso di responsabilita' per i cittadini". Parla Federica Di Pietro, figlia di Piero Di Pietro e di Barbara Nobilio. La ragazza ha portato con se', al Palatenda di Loreto Aprutino, la tesi di laurea discussa venerdi' scorso a Roma alla Sapienza. "Quando ero nel Cda dell'Universita', anche la notte rispondevo agli studenti ed ero sempre a disposizione perche' sentivo la responsabilita' di occupare quel posto. Oggi spesso chi fa politica - dice Federica Di Pietro - pensa spesso solo alla poltrona, mentre la politica e' lavoro". "A Rigopiano - prosegue - hanno aspettato questa turbina per pulire la strada per tutto il giorno, sin dalla mattina. Mio padre aveva parlato per l'ultima volta con mia sorella tranquillizzandoci e dicendo che sarebbero tornati. Pero' poi in realta' su, a Rigopiano, non e' arrivato nessuno a liberare la strada per farli ripartire".

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Rigopiano, ai funerali di Jessica il parroco dice: puntare sull’Italia migliore

Don Domenico Spagnoli, parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore di Vasto, ha celebrato le esequie di Jessica Tinari, una delle 29 vittime dell'hotel Rigopiano. "Qui siete tanti, con la nostalgia nel cuore. Non chiedetemi perche' e' morta Jessica. Io non lo so. Ma chiedetemi perche' e' vissuta e io vi rispondero'. E' vissuta per lasciare un raggio di sole in voi. E' vissuta per lasciarvi un esempio bello, quel sorriso che vi ha sempre conquistato", sottolinea don Domenico. "Attraverso lei e il suo ricordo abbiamo il dovere - aggiunge il parroco - di puntare sull'Italia migliore, quell'Italia che avete conosciuto in questi giorni, fatta di uomini e donne. Ma dobbiamo decidere se vogliamo essere un' Italia migliore, o peggiore. E per rispetto a Jessica dobbiamo dire vogliamo essere migliori". Presente il sottosegretario abruzzese alla Giustizia, Federica Chiavaroli. Tra le corone, anche quella del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In chiesa gli amici hanno apposto uno striscione con foto dei fidanzati e la frase che recita: "Jessica e Marco, il vostro grande amore eterno sara' ricordato per sempre nei nostri cuori". L'uscita della bara bianca e' stata accolta da un commosso applauso e da un lancio di palloncini bianchi. Prima dell'entrata nella chiesa di Santa Maria Maggiore, accanto alla bara di Jessica e' stata esposta e benedetta anche quella del suo fidanzato, Marco Tanda, pilota d'aerei di 25 anni, le cui esequie si svolgeranno nel paese di origine, a Castelraimondo. Prima dell'inizio dei funerali della giovane estetista vastese, il vescovo della diocesi di Chieti -Vasto, mons. Bruno Forte, ha pronunciato parole di conforto per il dolore di quanti colpiti dalla tragedia di due giovani prematuramente spezzate. "Il seme caduto nella neve che da' frutto nei cuore - le parole del presule che poi ha proseguito - perche' Jessica e Marco non hanno potuto realizzare il loro sogno? Non sappiamo rispondere. Pero' sappiamo che Tu li accogli in cielo. Dona a tutti noi la forza di sperare. Jessica e Marco vi portiamo nel cuore. Siate vicini ai vostri cari". 

 

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