Incredibile ma vero

Al 60% dei liberi professionisti italiani piace il proprio lavoro

Al 60% dei liberi professionisti italiani piace il proprio lavoro; anzi, oltre l'80% di essi si dice "orgoglioso" di appartenere al mondo della libera professione. È uno dei dati più rilevanti che emerge da un sondaggio che ha coinvolto 3 mila professionisti di ogni età e di ogni categoria, raccolto nel Rapporto 2018 sulle libere professioni realizzato dall'Osservatorio delle libere professioni e presentato oggi al Congresso nazionale di Confprofessioni a Roma.La soddisfazione di far parte del mondo della libera professione, con punte che sfiorano il 100% tra le attività sanitarie, non va in contrasto con il senso di appartenenza alla propria categoria professionale, anzi la rafforza soprattutto in quelle aree che danno maggiori soddisfazioni anche dal punto di vista economico. Viceversa, solo il 9% dei liberi professionisti si definisce insoddisfatto del proprio lavoro: questa percentuale raggiunge il suo apice nel comparto tecnico con il 15%, e risulta, invece, particolarmente contenuta nel settore sanitario, con il 4%. Le categorie che evidenziano maggiori difficoltà economiche sono l'area tecnica e l'area legale, dove il tasso di insoddisfazione economica raggiunge rispettivamente il 39 e il 33%. Entrando nel dettaglio, i soggetti che costituiscono i segmenti professionali con più criticità sono architetti e geometri, seguiti dagli ingegneri e dalle professioni tecniche nell'ambito sanitario e informatico.Dall'altra parte, invece, con il massimo grado di soddisfazione economica, c'è l'area medica, in cui oltre il 50% esprime un giudizio più che positivo. Un altro punto critico in termini di soddisfazione economica nel mondo delle libere professioni è dato dalla presenza o meno di dipendenti. In generale i datori di lavoro presentano tassi di insoddisfazione più contenuti rispetto a coloro che non hanno dipendenti, eccetto che nel settore sanitario. 

Leggi Tutto »

Instagram supera Snapchat tra i giovani americani

Instagram supera Snapchat tra i giovani americani. Dopo avergli copiato una serie di funzioni - dalle Storie ai sondaggi - il social delle immagini che appartiene a Facebook è riuscito a conquistare gli adolescenti. Secondo un sondaggio di Piper Jeffray, l'85% dei teenager statunitensi usa Instagram almeno una volta al mese, contro il 74% che accede a Snapchat. Seguono Twitter (47%), Facebook (36%), Pinterest (23%) e Google+ (14%), del quale è stata appena comunicata la chiusura. L'indagine, su un campione di 8.600 ragazzi, mostra però che in fatto di gradimento è Snapchat a vincere. L'app con i messaggi che si auto-cancellano è infatti il social preferito del 46% degli intervistati, a fronte del 32% ottenuto da Instagram. A livello globale, Instagram dichiara 400 milioni di utenti giornalieri, a fronte dei 188 milioni di Snapchat. Instagram nel frattempo ha ampliato le videochat all'interno dei messaggi diretti. La funzione, lanciata a giugno, ora supporta fino a 6 (non più 4) partecipanti

Leggi Tutto »

Un italiano su due beve più birra di 5 anni fa

Un italiano su due beve più birra di 5 anni fa e lo fa perché - chiara o scura che sia - si abbina perfettamente ai pasti. La fotografia scattata dall'istituto di ricerche AstraRicerche e tratta da "Gli Italiani e la Birra", indagine commissionata da AssoBirra e presentata ieri nel corso di AssoBirra Anniversary, evento celebrativo dei 111 anni dell'Associazione, restituisce l'immagine di una bevanda che vede rafforzare sia la propria reputazione che la propria natura di bevanda da pasto, caratteristica peculiare italiana. Oggi più di tre italiani su quattro (77%), con valori omogenei nelle diverse aree del Paese, consuma birra. Il 55% lo fa almeno una volta a settimana con una prevalenza, nella fascia dei consumi più frequenti, di persone tra i 35 e i 55 anni. Il consumo è più diffuso tra gli uomini (85%) ma anche le donne mostrano un valore elevato (70%). L'indagine rileva, inoltre, impatti economici positivi sia per il settore Ho.Re.Ca, sia per quello della distribuzione organizzata. L'86% dei nostri connazionali, infatti, dichiara di bere birra a casa, l'81% in locali (ristoranti, pizzerie, pub, bar, locali serali). Su dieci birre comprate, il 42% degli italiani ne beve circa la metà in locali, con valori simili in tutte le aree del Paese. La crescita dei consumi evidenziata dall'indagine AstraRicerche trova riscontro anche nei dati delle vendite al 30 settembre 2018 registrate dalle imprese birrarie associate ad AssoBirra, riunitesi ieri a Roma per celebrare i 111 anni dell'associazione. In Italia la birra resta, tuttavia, l'unica bevanda da pasto a pagare le accise, versando più del 50% delle imposte sugli alcolici. Dopo un'escalation di aumenti fiscali imposti dal Governo dal 2013 si è registrata, invece, un'inversione di tendenza e una riduzione delle accise calate, a partire dall'1 gennaio 2017, da 3,04 euro a 3,02 euro per ettolitro e grado Plato. 

Dall'indagine di AstraRicerche emerge, infine, un forte desiderio di conoscenza sulla birra: solo il 17% si accontenta di quello che sa; al contrario il 30% vorrebbe saperne molto di più o persino diventare un esperto. Il desiderio di avere conoscenze approfondite è diffuso allo stesso modo tra uomini e donne, raggiunge il massimo nel Centro Basso (Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna), presso i 35-44enni. Oltre a promuovere la diffusione della cultura birraria nel Paese, AssoBirra conferma anche per il 2018 il suo ultradecennale impegno a sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi connessi all'abuso e all'uso scorretto delle bevande alcoliche, avviando nei prossimi mesi una nuova edizione della campagna in collaborazione con la SIGO - Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia - mirata ad informare le donne in dolce attesa sui rischi connessi al consumo di alcol durante la gravidanza

Leggi Tutto »

Lotta ai tumori, test genetici per cure su misura

Test genetici per individuare le mutazioni geniche che caratterizzano un tumore e, sulla base di quelle, dare al paziente una cura mirata e 'su misura': è la cosiddetta diagnostica di precisione, che sta diventando sempre più importante in campo oncologico ponendo, però, un problema di costi oltre che di accesso da parte dei pazienti. Il tema è stato affrontato nell'ambito del Congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo) e gli esperti hanno evidenziato come oggi molti degli avanzamenti in campo oncologico siano appunto legati a test specifici. Oggi, sottolinea il direttore dell'Oncologia medica all'Ospedale Niguarda di Milano, Salvatore Siena, "l'Italia si posizione bene su questo fronte: nel nostro paese, infatti laddove esiste un farmaco utile ed approvato dall'Aifa per una terapia a bersaglio molecolare, è anche previsto il relativo test di diagnostica molecolare rimborsato dal Servizio sanitario nazionale. E sono varie le mutazioni geniche legate a tumori che, se rilevate con i test di diagnostica molecolare, permettono delle cure mirate: ad esempio la mutazione her2 per il tumore al seno o la Egfr nei tessuti, la Raf per il cancro al colon o del Trk in vari tumori. Il settore oncologico è però in trasformazione e continuano ad arrivare nuovi farmaci; sarà quindi necessario avanzare anche nel sistema della diagnostica molecolare". Ciò, rileva, "porta anche ad un risparmio per lo Stato, perché si riesce a dare il farmaco mirato solo al paziente che sicuramente ne beneficerà, e con minori effetti collaterali. La prospettiva è che in futuro i costi dei test si abbassino aumentandone la domanda e l'utilizzo". 

 

immagine di repertorio

Leggi Tutto »

Lanciano, a 96 anni arriva il divorzio dalla moglie

Si è chiuso col divorzio il matrimonio celeberato nel 2009 tra un uomo di 87 anni e una donna di 46, italiani. I due si erano sposati in Comune a Lanciano nel novembre 2009, davanti a due amiche della donna che hanno fatto da testimoni. Da allora non hanno mai convissuto, l'uomo vive infatti dal 2007 in una casa di riposo. I suoi parenti scoprono le avvenute nozze solo otto anni dopo, per via del pagamento di un tributo. Ora il tribunale civile di Lanciano, in composizione collegiale, ha sciolto il matrimonio condannando la donna, che non ha ottenuto l'assegno divorzile, al pagamento delle spese processuali. I due si conobbero in un'agenzia immobiliare quando lui - oggi 96enne - aveva deciso di vendere la sua abitazione, essendo vedovo, e di vivere nella casa per anziani. La giovane moglie gli prepara anche il futuro funerale con tanto di necrologio dove l'annuncio della morte è dato dalle figlie, da nipoti e parenti, ma non da lei. "Giustizia è fatta - dice il legale dell'uomo, l'avvocato Andrea Cerrone - Non è stata avviata un'azione per simulazione matrimoniale in quanto preclusa dal codice civile decorso un anno dalle nozze. Il rimedio era avviare lo scioglimento immediato del matrimonio senza passare per la separazione. Siano vigili i congiunti degli anziani - avverte Cerrone - facendo attenzione quando estranei si interessano a loro senza avere conoscenza o collegamenti".

Leggi Tutto »

Cna, oltre 70 pratiche per aprire un bar

Prima ancora di servire il primo caffè, il titolare di un bar deve affrontare 71 adempimenti burocratici per aprire la propria attività e spendere, tra bolli, corsi e autorizzazioni, 14.667 euro. Va peggio all'aspirante autoriparatore che sogna un'officina tutta sua: si trova davanti fino a 86 adempimenti, per una spesa di 18.550 euro. E ancora più caro è il conto per aprire una falegnameria, con quasi 20 mila euro di spese. Sono i calcoli della Cna nella prima edizione dell'Osservatorio "Comune che vai, burocrazia che trovi". Attraversando l'Italia, la Cna mostra come cambiano le regole per aprire un'attività, così come i costi, i tempi e gli enti con cui devono interfacciarsi gli imprenditori. Per aprire un salone da acconciatore, per esempio, è necessario un corso triennale con uno stage conclusivo di 500 ore nel Lazio e di più del doppio (1.200 ore) in Lombardia e in Sicilia. Solo le trafile per avere un'insegna coinvolgono fino a 12 enti e, nel caso di comuni come Catania, La Spezia, Siena e Torino, richiedono oltre 60 giorni per ottenere il nulla osta.

Un'altra stangata arriva poi, se l'imprenditore vuole assumere un apprendista. Gli adempimenti previsti in caso di apprendistato professionalizzante, secondo i calcoli della Cna, hanno un costo medio di 400 euro. E la burocrazia pesa anche sui lavori per adattare i locali alle esigenze dell'impresa o per consentire l'accesso ai disabili con costi che, solo per le pratiche, arrivano intorno ai 5.500 euro, anche per semplici lavori di ristrutturazione interna. La Cna segnala, infine, la complessità della normativa in materia di salute e sicurezza, che "si traduce anche in onerosità". La spesa media va da 1.854 euro per attività di gelateria e acconciature, considerate a basso rischio, a 2.119 per i bar, a 4.414 per l'autoriparazione e a 5.784 euro per la falegnameria. 

Leggi Tutto »

Una maglietta per controllare lo stato di salute

Controllare l'attivita' elettrica del cuore e la frequenza respiratoria indossando una semplice t-shirt diventa realta': e questo indumento speciale e' made in L'Aquila ed arrivera' sul mercato italiano entro la fine del 2018 e successivamente su quello americano. La smart t-shirt, ideata da Caterina Casale, 26enne bolognese, sara' prodotta al Tecnopolo d'Abruzzo, con sede nel capoluogo abruzzese, che si conferma dunque il primo Centro di innovazione a livello italiano, dopo l'insediamento, meno di un anno fa, della Zte Corporation, azienda leader nella tecnologia 5G. La produzione, come racconta la giovane imprenditrice e' in procinto di partire, ma alle spalle c'e' una ricerca che coinvolge ricercatori dell'Universita' di Bologna, Cagliari e del corso di laurea in Scienze motorie al Foro Italico, a Roma. La scelta del Tecnopolo d'Abruzzo per aprire la sede della Start-up non e' stata casuale: "Avremmo avuto agevolazioni e la possibilita' di lavorare in un ambiente rivolto al futuro, con spazi adatti e tante aziende giovani. E cosi' e' stato. Abbiamo gia' dei preaccordi con aziende abruzzesi per la produzione. Fare i pendolari tra Roma e L'Aquila e' facilissimo. Il Tecnopolo offre grandi opportunita' e un'atmosfera coinvolgente", ha detto la 26enne bolognese. La smart t-shirt nasce come scommessa imprenditoriale di Casale, che insieme al marito, Arnaldo Usai, ha deciso di investire in "Let's - Webearable Solutions", la Start-up che promuove prodotti e servizi integrati nel settore del benessere e della salute.

. Tra i parametri biomedici che la "maglietta della salute" rileva, oltre all'Ecg (elettrocardiogramma) e alla frequenza respiratoria, si potra' sapere in tempo reale anche quante calorie si stanno bruciando o avere altre informazioni sulle proprie condizioni fisiche. Per il finanziamento del progetto, che complessivamente ammonta a un milione di euro, fondamentale e' stato il bando Smart and Start di Invitalia, l'Agenzia nazionale del ministero dell'Economia che gestisce gli incentivi per la nascita di nuove imprese, che finanzia start- up innovative a maggioranza femminile o giovanile e che ha contribuito con il 70 per cento della spesa. 

Leggi Tutto »

Finto notaio truffava parroci anziani ma viene smascherato e arrestato

Spacciandosi per un notaio di Pescara in sei mesi ha truffato decine di sacerdoti in tutta Italia, anziani e accuratamente scelti. Il meccanismo era semplice: si faceva versare da parroci 700 euro su una poste pay necessari, a suo dire, per le pratiche per ottenere dei lasciti da donatori anonimi. La truffa ha funzionato finché l'uomo non è incappato in un parroco di un Comune dell'entroterra di San Benedetto del Tronto , che lo ha denunciato ai carabinieri. Si tratta di un 56enne della provincia di Frosinone, a cui è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per truffa aggravata emessa dal gip del Tribunale di Ascoli Piceno, su richiesta della Procura della Repubblica che ha concordato con le risultanze investigative raccolte dai militari della compagnia di San Benedetto del Tronto e della stazione di Acquaviva Picena. Le truffe gli avevano permesso di accumulare oltre 30 mila euro in pochi, altri 20 mila euro in contanti sono state ritrovati e sequestrati in casa. 

Leggi Tutto »

Il reddito ideale per essere felici è di 80 mila euro

Secondo un recente studio condotto da Andrew T. Jebb, della 'Purdue University' dell'Indiana (Usa), pubblicato su Nature Human Behaviour, si può essere felici ottenendo il 'Reddito ideale individuale' che, secondo i ricercatori americani, si attesta intorno agli 80 mila euro annui netti. E' quanto è emerso al congresso 'Leadership emotiva e Family Business', che si è svolto ieri a Brescia, presieduto da Luciana Avrella, che ha spiegato alla luce dei risultati come "l'equazione ricchezza=felicità si deve intendere nel trovare il giusto equilibrio ossia fare bene per stare bene". I ricercatori si sono basati sui dati emersi da un sondaggio compiuto su un campione di un milione e settecentomila persone di 164 Paesi. Sino ad 80 mila euro annui - è stato spiegato - l'aspettativa di benessere economico e felicità aumentano. Superando invece questa soglia può crescere esponenzialmente l'aspettativa di maggior benessere economico ma la felicità resta invariata, anzi si corre il rischio concreto di diventare schiavi del guadagno e dello stress che esso provoca. In Italia però chi guadagna queste cifre "è solo l'1% della popolazione e tra questi lo 0,1% supera i 300 mila euro. Il reddito medio è intorno ai 21 mila euro annui e la Lombardia è la regione con il reddito medio più alto intorno ai 27 mila euro, mentre in Calabria il reddito medio non raggiunge i 15 mila euro annui". Sempre secondo i dati Istat 2017 pur avendo avuto un aumento dell'1,2% dello stipendio rispetto al 2016 sono in aumento le famiglie con difficoltà economica con un reddito medio che non arriva ai 30 mila euro annui. Dati molto distanti dal raggiungere i target indicati nella ricerca sulla presunta vera felicità economica. Per l'Oms, è stato ricordato, "l'uomo con una buona situazione economica in genere è più sano e anche i bambini con genitori benestanti si ammalano meno di quelli con genitori con una situazione economica meno florida". Inoltre "a un imprenditore costa meno un dipendente sano con stipendio più alto, che un dipendente malato con stipendio più basso"

Leggi Tutto »

Smarrisce la fede nuziale della moglie defunta che era nel suo stomaco

Una disavventura a lieto fine per un pensionato lombardo in vacanza sulla Costa dei Trabocchi. Durante una mattinata al mare, l'uomo si è accorto di avere smarrito la fede nuziale appartenuta alla moglie defunta. Molti vicini presenti sulla spiaggia si sono mobilitati per dare una mano nelle ricerche, ma dell'anello non c'era traccia e l'anziano, pur con rammarico, si era rassegnato all'idea di averlo smarrito per sempre. Qualche ora più tardi, accusando anche un lieve malore, gli è venuto il dubbio di aver ingoiato la fede: così si è recato al Pronto soccorso dell'ospedale di Lanciano, dove è bastata la prima indagine diagnostica per capire quale fosse il problema. L'esame dell'addome, fanno sapere dall'Asl 2 abruzzese, ha rivelato la presenza nello stomaco di un corpo estraneo: proprio la fede scomparsa. Il paziente, a quel punto, è stato trasferito in Gastroenterologia, dov'è stato sottoposto a una procedura endoscopica.

Leggi Tutto »