Primo Piano

Sanità, approvate nuove regole nel rapporto coi privati

La giunta regionale ha approvato oggi una delibera che «chiarisce e puntualizza alcuni aspetti degli schemi contrattuali 2019 della rete degli operatori della rete privata accreditata. Un provvedimento adottato non solo per ovviare a possibili dubbi interpretativi e applicativi, ma anche per riscontrare le osservazioni dei ministeri affiancanti il piano di rientro», si legge in una nota.

E' stato precisato che il superamento delle degenze giornaliere previste «per le singole specialità non è consentito alle case di cura private, se non in via eccezionale e nell’ambito della stessa area funzionale omogenea (Afo). Viene confermato l’obbligo per gli uffici competenti di procedere alle verifiche del tasso di occupazione giornaliero per disciplina in qualunque momento dovesse essere ritenuto necessario. Questo al fine di controllare l’accessibilità, l’appropriatezza clinica e organizzativa, la legittimità e la congruità delle prestazioni svolte dall’erogatore privato. Sull’oscillabilità mensile la delibera approvata oggi rimarca l’invalicabilità del tetto di spesa annuo e sottolinea come il ricorso all’oscillabilità possa essere solo eccezionale e con obbligo di tempestiva comunicazione alla Asl di appartenenza», si legge ancora nel comunicato.

Infine si precisa che «La fase avanzata del procedimento di conclusione degli accordi negoziali per l’anno in corso (considerato che scadono il 31 dicembre prossimo) impone di rinviare alla negoziazione 2020 gli ulteriori adeguamenti richiesti dai Ministeri affiancanti, fermo restando il non superamento dei budget assegnati agli erogatori privati».

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Addio a Ettore Spalletti

E' morto a 79 anni, nella sua casa di Spoltore, Ettore Spalletti, scultore e pittore di fama internazionale, maestro dell'arte concettuale. Era nato nel 1940 nella vicina Cappelle sul Tavo.  Spalletti e' morto per cause naturali, secondo quanto riferiscono i soccorritori. Verso le 18.15 nell'abitazione e' intervenuto il 118. Spalletti era in arresto cardiaco; il personale sanitario ha provato ad effettuare le manovre rianimatorie, ma per l'artista non c'e' stato niente da fare. 

Artista di fama internazionale e maestro di arte concettuale. Ettore Spalletti, ha esposto le sue opere in tutto il mondo, alla Biennale di Venezia al Guggenheim di New York. A partire dalla meta' degli anni Settanta si e' dedicato ad una ricerca tesa a valorizzare il risalto emotivo del tono cromatico, indagato sia in pittura che in scultura, elaborando strutture in legno e marmo di forme essenziali, dalla cui apparente monocromia traspare una manualita' pittorica di strati sovrapposti e abrasi, un colore intriso di materia e di luce, in armonica interrelazione con lo spazio circostante. La pratica artistica si identifica in Spalletti con un processo interamente manuale di elaborazione della superficie (il supporto ligneo del dipinto, ma anche il marmo della scultura), trattata con molteplici stesure di pigmenti. La superficie pittorica si pone in rapporto con l'ambiente espositivo in senso fisico, fino al punto di rinunciare alla propria integrita' tramite la rastrematura dei bordi o l'aggetto del piano di supporto, travalicando il confine tra pittura e scultura. L'opera scultorea si presenta come forma fortemente sintetizzata in senso geometrico e spesso si fa allusiva ad immagini riconoscibili (colonna, vaso, coppa, che valgono come archetipi del linguaggio della scultura). Nel 1996 ha realizzato, per l'Hopital Poincare' di Garches, installazioni permanenti di particolare intensita' emotiva. Le sue opere sono state presentate a Documenta di Kassel (1982, 1992), alla Biennale di Venezia (1982, 1993, 1995, 1997) e in mostre personali a Parigi (Muse'e d'art moderne de la Ville de Paris, 1991), New York(Osmosis, S. R. Guggenheim Museum, 1993, con Haim Steinbach), Anversa (Museum van Hedendaages Kunst, 1995), Strasburgo (Salle des fetes, Muse'e d'art moderne et contemporain, 1998-99), Napoli (Museo nazionale di Capodimonte, 1999), Leeds (Henry MooreFoundation, 2005). Nel 2014 un circuito di musei formato dal Maxxi di Roma, dalla Gam di Torino e dal Museo Madre di Napoli, ha ospitato la piu' completa retrospettiva dell'opera dell'artista, "Un giorno cosi' bianco, cosi' bianco".

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La burocrazia produce oltre 30mila pagine all’anno

Più di 30 mila pagine (per l'esattezza 30.671), che - se stampate - peserebbero 80 kg, coprirebbero una distanza di 452 km ma soprattutto richiederebbero, a una lettura anche sommaria, quasi 320 giorni. Sono le cifre impressionanti della documentazione raccolta nelle 365 Gazzette Ufficiali pubblicate nel 2018, 'scartabellate' dall'Ufficio studi della CGIA che riconosce come rispetto al 2017, comunque, la situazione registratasi l'anno scorso sia comunque leggermente migliorata. Mentre nei primi 9 mesi del 2019 la produzione di 'carta' sembra essere aumentata, con una crescita di oltre mille pagine in più di leggi, decreti e regolamenti. Secondo l'analisi realizzata dal The European House - Ambrosetti, la produttività legislativa del nostro Paese non ha eguali nel resto d' Europa. in Italia, infatti, si stima che ci siano 160.000 norme di cui 71.000 promulgate a livello centrale e le rimanenti a livello regionale e locale. In Francia, invece, sono 7.000, in Germania 5.500 e nel Regno Unito 3.000. La responsabilità di questa iper legiferazione - spiega la CGIA - "è ascrivibile alla mancata abrogazione delle leggi concorrenti e al fatto che il nostro quadro normativo negli ultimi decenni ha visto aumentare esponenzialmente il ricorso ai decreti legislativi che, per essere operativi, richiedono l'approvazione di decreti attuativi. Questa procedura ha aumentato a dismisura la produzione normativa in Italia". 

Dall'associazione arriva quindi un invito a semplificare il quadro normativo per migliorare il rapporto tra cittadini/imprese e gli uffici pubblici. Ma anche a cercare, ove è possibile, di non sovrapporre più livelli di governo sullo stesso argomento e, in particolar modo, accelerare i tempi di risposta della Pubblica amministrazione. Con troppe leggi, decreti e regolamenti i primi penalizzati - osserva la CGIA - sono i funzionari pubblici che nell'incertezza si ''difendono'' spostando nel tempo le decisioni.

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Marsilio: nessun taglio su sanità e sociale alle Regioni

 "Le Regioni hanno ottenuto garanzie dal Governo di non tagliare le risorse che riguardano i fondi per il sociale e per la sanita', che vedra' anzi incrementato di due miliardi il fondo nazionale per l'edilizia sanitaria". Lo ha riferito il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine dei lavori della Conferenza Stato Regioni che e' tornata a riunirsi oggi a Roma. Marsilio ha anticipato anche che "secondo l'importante accordo approvato oggi, verrano inoltre confermati i fondi per il trasporto pubblico locale, che negli anni recenti aveva subito una progressiva erosione costringendo molte Regioni e molti Comuni a diminuire la qualita' dei servizi ai cittadini, costretti a usufruire di mezzi obsoleti e meno chilometri di linea serviti. Ci attendiamo ora - conclude Marsilio - che il Governo, all'interno della manovra finanziaria del prossimo triennio, voglia rispettare gli accordi sottoscritti oggi, dando copertura concreta con fondi certi, in modo che le Regioni possano finalmente tornare a programmare le attivita' senza piu' incertezze e senza dover rischiare di dove accendere nuovi debiti o tagliare i servizi ai cittadini." 

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Sono 845 mila gli addetti delle istituzioni non profit

Nel 2017 le istituzioni non profit attive in Italia erano 350.492 - il 2,1% in piu' rispetto al 2016 - e impiegavano 844.775 dipendenti (+3,9%). Alla luce di cio' emerge come il settore continui a espandersi con tassi di crescita medi annui superiori a quelli che si rilevano per le imprese orientate al mercato, in termini sia di numero di imprese sia di numero di dipendenti. E' quanto emerge dallo studio dell'Istat 'Struttura e profili del settore non profit', relativo al 2017. Di conseguenza, evidenza l'istituto di statistica, "aumenta la rilevanza delle istituzioni non profit rispetto al complesso del sistema produttivo italiano, passando dal 5,8% del 2001 all'8% del 2017 per numero di unita' e dal 4,8% del 2001 al 7% del 2017 per numero di dipendenti". Rispetto al 2016 la crescita del numero di istituzioni risulta piu' sostenuta al Sud (+3,1%), nel Nord-Ovest (+2,4%) e al Centro (+2,3%). Le regioni piu' dinamiche sono la Campania (+7,2%), il Molise (+6,6%), la Provincia autonoma di Bolzano (+4,2%), la Calabria (+3,3%) e il Lazio (+3,1%). Una flessione si rileva invece per la Sardegna (-5,6%) e, in misura piu' contenuta, per la Puglia (-1,2%). Nonostante la dinamica piu' sostenuta del Sud, la localizzazione delle istituzioni non profit si conferma molto concentrata sul territorio, con oltre il 50% delle istituzioni attive nelle regioni del Nord, contro il 26,7% dell'Italia meridionale e insulare

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Credito, in Abruzzo tagli per 90 milioni alle piccole imprese

Lo studio realizzato per la CNA Abruzzo da Aldo Ronci mostra che nel secondo trimestre del 2019 il credito alle piccole imprese ha subito, rispetto ai 12 mesi precedenti, una flessione di ben 90 milioni. Andamento del tutto opposto al restante mondo dell’impresa, quella medio-grande, che incrementa invece la propria dotazione di 54 milioni di euro. Insomma, a leggere i report della Banca d’Italia, restano le aziende piccole e piccolissime (ovvero quelle con meno di venti dipendenti) le grandi malate del sistema produttivo regionale, anche e soprattutto in ragione della chiusura ermetica decretata dal sistema bancario: chiusura, dice la CNA, che adesso deve diventare emergenza a tutti i livelli, anche e soprattutto per una politica chiamata ad adottare misure adeguate alle necessità del momento.

Le anomalie del “caso Abruzzo”, comunque, non si fermano ai valori assoluti: «In valori percentuali - illustra Ronci - il credito alle piccole imprese decresce del  3,2%, cioè più di quanto accada a livello nazionale, dove la caduta si ferma al 2,7%. All’opposto, il credito alle imprese medio grandi annota un incremento dello 0,6%, dato questo in controtendenza con il decremento dello 0.3% nazionale».

Micro e piccola impresa dunque fuori dalla ripresa che abbraccia altri settori. Tanto più che, sempre tra gennaio e giugno di quest’anno, la consistenza complessiva del credito nella nostra regione è stata di 20 miliardi e 977 milioni di euro, registrando sui 12 mesi precedenti un incremento di 188 milioni: una fase positiva cui contribuiscono però solo l’aumento dei finanziamenti destinati alle “famiglie consumatrici” (224 milioni in più, con una crescita del 2,5%) e quello già citato destinato al mondo dell’impresa medio-grande. Tutto, mentre anche il risparmio postale segna un buon andamento, con 113 milioni di aumento rispetto ai dodici mesi precedenti.

Ovvio, così, che adesso il dossier-credito finisca sul tavolo della Regione, per individuare le contromisure adeguate alle necessità: «Con le altre associazioni imprenditoriali – dice il presidente di CNA Abruzzo, Savino Saraceni - abbiamo presentato alla Giunta regionale un piano contenente diverse proposte, tutte concrete, che se attuate in tempi ragionevoli possono produrre circa 150 milioni di nuovi finanziamenti al mondo della micro e piccola impresa». Gli fa eco il neo coordinatore di Fidimpresa Abruzzo, Paolo D’Amico, secondo cui «resta fondamentale il ruolo di intermediazione tra sistema bancario e imprese, che le strutture di garanzia come i confidi possono esercitare per aiutare un sistema produttivo davvero in difficoltà in Abruzzo. E’ dunque in questa direzione che le politiche devono guardare, in fretta».

 

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Olio, per Coldiretti Abruzzo è annata eccellente

E' iniziata anche in Abruzzo la raccolta delle olive per la campagna 2019 che, a fronte di un qualita' eccellente, sara' ricordata anche per i numeri della produzione di olio. Lo dice Coldiretti Abruzzo che traccia una prima stima della raccolta dell'olivo che sta iniziando in questi giorni e che, stando alle prime previsioni, in gran parte della regione registrera' anche il 50% di aumento rispetto alla produzione dello scorso anno. Un'annata di carica dunque, dopo tre anni in cui i numeri della produzione (in linea con la situazione nazionale aggravata in alcune regioni dall'allarme Xylella che fortunatamente non ha coinvolto l'Abruzzo) hanno fatto preoccupare non poco. Va comunque detto che la situazione varia considerevolmente da provincia a provincia e da zona a zona. In via generale, l'aumento e' stimato ad ora intorno al 50% rispetto alla produzione dello scorso anno (con una situazione diversa, comunque, in base all'areale e punte addirittura negative nel pescarese) per un totale di quasi 11mila tonnellate di olio previste (contro le 7 mila tonnellate del 2018) per un totale di 6 milioni di piante su circa 46mila ettari che rappresentano circa il 50% della superficie agricola arborea utilizzata, un totale di circa 60mila aziende di cui 15mila che coltivano prevalentemente olivo, oltre 350 frantoi e tre Dop presenti nelle province di Chieti (colline Teatine), Pescara (Aprutino Pescarese) e Teramo (Pretuziano delle colline teramane). Numeri importanti che fanno i conti con una realta' aziendale variegata, che oscilla da una minoranza di imprese specializzate alle aziende a conduzione familiare fino ad arrivare ai numerosissimi "agricoltori della domenica" che si limitano a raccogliere i frutti della terra senza investimenti o lavorazioni del caso (il 75% delle aziende in Abruzzo e' di piccole dimensioni). "Una annata decisamente positiva per produzione e per qualita' in gran parte della regione e con particolare riferimento alla provincia teatina - dice Coldiretti Abruzzo - al contrario, va anche detto che in alcune zone del pescarese, tra cui il triangolo dell'olio che comprende Pianella, Loreto e Moscufo, la produzione e' addirittura scesa con punte negative del 50%. In ogni caso, ovunque l'olio avra' parametri qualitativi eccellenti, sara' un'annata da ricordare per effetto del grande caldo estivo che non ha permesso l'attacco dei parassiti. Ma attenzione - aggiunge Coldiretti Abruzzo - il rischio di comprare olio che viene dall'estero spacciato per italiano e' sempre in agguato. Il consumatore deve fare attenzione e verificare bene la provenienza". Insomma Coldiretti avverte: attenzione a cosa compriamo. Le precauzioni da prendere prima di "scegliere un olio" sono sempre almeno tre: guardare con cura le etichette; 2) acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, che hanno qualita' garantita e standard certificati; acquistare direttamente dai produttori organizzati in tutta la filiera che specificano in etichetta "olio extravergine" e "100% italiano" o, ancor meglio, abruzzese. 

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Invalsi, gia’ alle medie 1 allievo su 4 in difficolta’

Gia' al termine delle scuole medie la quota di allievi in grossa difficolta' e' tutt'altro che trascurabile ma questo dato sfugge quasi totalmente alle statistiche ufficiali tradizionali: e' quanto fa notare Roberto Ricci, responsabile nazionale prove Invalsi sull'editoriale "La dispersione scolastica implicita", appena uscito. Infatti, se nella provincia autonoma di Trento la percentuale di studenti in difficolta' alla fine della terza secondaria di primo grado e' del 6,3%, del 6,6% in Friuli Venezia Giulia, del 7,2% in Valle d'Aosta e dell'8,1% in Veneto, nella provincia autonoma di Bolzano, nelle Marche e in Lombardia la percentuale sale all'8,3% ma balza al 10,2% in Emilia Romagna, al 10,8% in Umbria, all'11,6% in Toscana, al 12,1% in Liguria. Sale al 13% nel Lazio, al 13,8% in Abruzzo e arriva al 16,5% in Molise, al 18,9% in Puglia, al 19,9% in Basilicata, fino ad arrivare al 22,2% in Sardegna, al 25% in Campania, al 27,9% in Sicilia e addirittura al 29,6% in Calabria, la regione che fa registrare la peggiore performance, per una media italiana del 14,4%. Per allievi in difficolta' si intendono coloro che hanno raggiunto al massimo il livello 2 in Italiano e matematica e che non hanno raggiunto il livello A2 in Inglese (Lettura e ascolto). Dunque, fa notare Ricci di Invalsi, "in alcune regioni del Paese oltre 1 allievo su 4 termina la scuola media con livelli di competenza di base del tutto inadeguati, creando cosi' le premesse del fenomeno della dispersione scolastica, comunque la si intenda. E' del tutto evidente che un'azione tempestiva di aiuto a questi giovani porterebbe, nel giro di pochi anni, a ridurre sensibilmente i livelli della dispersione scolastica complessiva". 

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Marsilio: Conte si impegni per evitare tagli nel bilancio

"Raccolgo l'appello del Comitato delle Regioni per rafforzare la politica di coesione. Il presidente Conte si impegni per evitare tagli nel bilancio dell'unione europea". E' quanto dichiara il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. "Il Comitato delle Regioni riunito in sessione plenaria a Bruxelles - aggiunge Marsilio - lancia un forte grido d'allarme sul progetto di bilancio dell'Unione Europea all'esame del parlamento europeo e dei governi nazionali. Un progetto che prevede tagli alla politica di coesione e alla politica agricola comune. Tagliare i fondi europei - sottolinea il governatore abruzzese - significherebbe incidere sulla carne viva dell'economia delle regioni, soprattutto quelle del centro-sud, che su queste risorse fondano il pilastro dei propri bilanci e delle politiche di sviluppo. Dal Comitato delle Regioni, in sintonia con la Commissione REGI del parlamento, si chiede ai governi nazionali di scongiurare questi tagli e di lavorare alla semplificazione delle procedure per favorire la spesa. Il presidente Conte si faccia interprete di questa esigenza delle regioni italiane", conclude Marsilio. 

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Sviluppo economico, Febbo annuncia bandi per 8 milioni per le imprese abruzzesi

"Far ripartire il nostro tessuto industriale e dare impulso concreto all'economia ed all'occupazione. Questi gli obiettivi dei due specifici e fondamentali bandi per un investimento pari ad euro 8.600.000,00 (otto milioni e seicento mila euro) del POR FESR Abruzzo 2014-2020 che portero' nella giunta di domani per la loro approvazione". A comunicarlo e' l'assessore regionale alle Attivita' Produttive Mauro Febbo che spiega quanto segue: "Con l'azione 1.1.1 "Sostegno a progetti di ricerca delle imprese che prevedano l'impiego di ricercatori presso le imprese stesse" la Regione Abruzzo intende promuovere un piano di interventi progettuali mirati ad investire nei settori della ricerca e dello sviluppo sperimentale da parte delle imprese, nell'intento finale di permettere un significativo incremento della presenza di ricercatori (dottori di ricerca e laureati magistrali con profili tecnico-scientifici), contrattualizzati direttamente dall'impresa beneficiaria, senza che vi sia alcuna sostituzione del personale gia' impiegato. La dotazione finanziaria, a valere sull'Azione 1.1.1 del POR FESR Abruzzo 2014-2020 e' di circa euro 3.000.000. L'Avviso sara' rivolto alle Grandi Imprese e alle Piccole e Medie Imprese, con una premialita' per quest'ultime. Sono ammissibili iniziative coerenti con la RIS3 Abruzzo e, dunque, orientate alle traiettorie di sviluppo previste dai Domini Tecnologici individuati dalla Strategia (Automotive -Meccatronica, Agrifood, Scienze della Vita, Moda - Design, ICT - Aerospazio) e che prevedano l'impiego di ricercatori nelle imprese, per lo svolgimento di Ricerca industriale e Sviluppo sperimentale. Mentre - prosegue Febbo - l'altro bando (3.1.1) "Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale", con una dotazione finanziaria di pari a euro 5.600.000,00, intende contribuire e sostenere la competitivita' del sistema produttivo delle piccole e medie imprese. Infatti i progetti di finanziamento potranno essere presentati dalle imprese ricadenti sull'intero territorio della Regione Abruzzo e dovranno riguardare la realizzazione di nuovi prodotti che costituiscono una novita' per l'impresa e/o per il mercato e l'innovazione dei processi produttivi. Il progetto d'investimento proposto dovra' prevedere una spesa minima ammissibile pari a euro 70.000,00. L'agevolazione e' costituita da un contributo in conto capitale sulla spesa ammissibile ed il contributo massimo riconosciuto a ciascuna impresa, non sara' superiore a euro 200.000,00, nel rispetto della regolamentazione europea prevista per il regime de minimis".

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