Primo Piano

Studio Cgia, le PMI rischiano 122 controlli l’anno

 Le pmi rischiano, potenzialmente, 122 controlli all'anno da parte di 19 enti pubblici diversi. A dirlo e' l'Ufficio studi della Cgia che ha aggiornato la periodica elaborazione sui possibili controlli che una pmi puo' incorrere durante l'anno. Il settore ambiente e sicurezza nei luoghi di lavoro e' il piu' a "rischio": e' interessato da 60 possibili controlli che possono essere effettuati da undici enti ed istituti diversi. Nell'ambito del fisco il numero dei controlli e' pari a 30 e sono sei le agenzie e gli enti coinvolti; nell'area lavoro della contrattualistica il numero dei possibili controlli si attesta a 21, mentre gli istituti e le agenzie interessate sono quattro; quanto all'amministrativo, il settore registra undici controlli che sono ad appannaggio di sette diversi enti ed istituti. In totale gli istituti coinvolti nei controlli sono 19, perche' ad alcuni di essi spettano verifiche in piu' settori. "Per superare questa situazione - dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo - e' auspicabile la riduzione del quadro normativo generale, rendendo altresi' piu' semplici e comprensibili le leggi, i decreti, le ordinanze, le circolari e i regolamenti attuativi". Altrimenti, per Zabeo, "la forte discrezionalita' che tutt'oggi beneficiano coloro che sono chiamati ad eseguire le attivita' ispettive non verra' mai meno. Dove e' possibile, infine, va incrementato il numero dei controlli formali - conclude - cioe' quelli eseguiti in remoto per via telematica, alleggerendo cosi' l'oppressione burocratica che incombe sulle imprese"

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Marsilio a Boccia: fondamentale il valore delle istituzioni

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha incontrato questa mattina a Pescara, nella sede della Regione Abruzzo, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, i componenti della Giunta e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Al centro del colloquio istituzionale c'è stata la bozza di 'legge quadro' che definirà le regole per le intese con le Regioni in tema di autonomia differenziata. L'obiettivo del ministro è approvare il testo entro il prossimo dicembre. "Abbiamo costituito una commissione specifica e delegato un consigliere regionale, Antonietta La Porta, ad affrontare il tema dell'autonomia differenziata nella nostra Assemblea legislativa regionale, tema che non deve diventare tuttavia un argomento ideologico o di fazione politica - ha osservato il presidente Marco Marsilio -. Deve diventare invece un argomento di riflessione e confronto, rispetto al quale dobbiamo capire dove possiamo esercitare meglio le competenze tra Stato e Regioni. Abbiamo colto l'occasione per ricordare al ministro che il percorso di rafforzamento delle autonomie territoriali deve essere fatto in una cornice di unità nazionale e di solidarietà tra le Regioni più forti e quelle più deboli, al fine di garantire la coesione e i diritti di cittadinanza a tutti". Il presidente Marco Marsilio ha consegnato al ministro Boccia, infine, un documento relativo alla riforma costituzionale sull'elezione diretta del Capo dello Stato, proposta dalla maggioranza che oggi governa la Regione Abruzzo. "Insieme alla crescita della responsabilità dei territori e del sistema degli enti locali - ha aggiunto il presidente della Giunta regionale - deve crescere anche il valore dello Stato centrale, in particolare delle istituzioni che lo rappresentano. Pensiamo che l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, in uno Stato federale, ad esempio, sia l'antidoto a ogni tentativo di fuga o secessione".

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Eurostat, il 27,3% di italiani a rischio poverta’ nel 2018

 In Italia nel 2018 il 27,3% della popolazione e' risultata essere a rischio poverta' o esclusione sociale contro il 25,5% del 2008: lo ha reso noto oggi Eurostat precisando che il nostro Paese figura tra i sette Ue dove oltre un quarto della popolazione e' a rischio. Al primo posto si colloca la Bulgaria (32,8%) mentre l'Italia figura al sesto davanti alla Spagna (26,1%). Nel 2018 l'ufficio europeo di statistica ha rilevato che che il rischio poverta' o esclusione sociale e' elevato anche in Bulgaria (32,8%), Romania (32,5%), Grecia (31,8%), Lettonia (28,4%), Lituania (28,3%), e Spagna (26,1%). I paesi dove le quote di persone a rischio di poverta' o esclusione sociale sono piu' basse sono invece Repubblica Ceca (12,2%), Slovenia (16,2%), Slovacchia (16,3%, dati 2017), Finlandia (16,5%), Paesi Bassi (16,7%), Danimarca e Francia (entrambi 17,4%) e Austria (17,5%). Nel 2018, 109,2 milioni di persone nella Ue, pari al 21,7% della popolazione, sono considerate a rischio di poverta' e esclusione sociale. Si tratta di persone povere sul piano del reddito, gravemente deprivate materialmente o che vivono in famiglie con un'intensita' di lavoro molto bassa.

 Eurostat ha diffuso i dati in occasione della giornata contro la poverta'. In una nota, l'Istituto di statistica europeo sottolinea che, nonostante la riduzione registrata in questi ultimi dieci anni nell'insieme dell'Ue - quando il tasso medio della popolazione a rischio e' passato dal 23,7% (116 milioni) al 21,7% (109 milioni di persone) - l'obiettivo fissato per il 2020 di ridurre di 20 milioni la popolazione a rischio "resta lontano". Per quanto riguarda la situazione in Italia, i dati Eurostat specificano che tra il 2008 e il 2018 la quota della popolazione con introiti al di sotto della soglia fissata per determinare il rischio poverta' e' salito dal 18,9 al 20,3%, mentre quella delle persone in gravi difficolta' - non in grado di pagare bollette, riscaldamento, ecc - e' passato dal 7,5 all'8,5%

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Anac, la classifica dei casi di corruzione regione per regione

 Sicilia al top per casi di corruzione registrati nell'ultimo triennio con 28 episodi (18,4%), seguita da Lazio con 22 episodi (14,5%) e Campania con 20 (13,2%). È questa la classifica degli episodi di corruzione 2016-2019 nelle varie regioni italiane, sulla base dei dati contenuti nel dossier di Anac presentato oggi a Roma. Fuori dalla classifica Friuli Venezia Giulia e Molise dove nel periodo in esame non ci sono state misure cautelari per corruzione. Seguono la Puglia con 16 casi (10,5%), la Calabria con 14 (9,2%), la Lombardia con 11 casi (7,2%). In Abruzzo, Liguria e Toscana sono stati sei gli episodi (3,9%). In Sardegna e Veneto quattro gli episodi registrati (2,6%), tre in Basilicata (2%). Nella parte bassa di questa classifica troviamo le regioni: Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, ognuna con due episodi (1,3%). In coda l'Umbria con un episodio rilevato (0,7%).

I dati dicono che ad "essere interessate sono state pressoché tutte le regioni d'Italia, a eccezione del Friuli Venezia Giulia e del Molise. Ciò - precisa l'Anac - non implica che queste due regioni possano considerarsi immuni, ma semplicemente che non vi sono state misure cautelari nel periodo in esame". In Molise, ad esempio, vi sono stati arresti per corruzione nella primavera 2016, mentre la Procura di Gorizia, nell'ambito di una grande inchiesta sugli appalti, ha disposto nel 2018 numerose perquisizioni (ma non arresti)

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Approvata la nuova legge sull’assegnazione delle case popolari in Abruzzo

Approvata dal Consiglio regionale dell'Abruzzo la Legge all'assegnazione delle case popolari. Tra le principali novità il provvedimento introduce maggiore equità e controlli più efficaci e puntuali in ordine al rispetto dei requisiti di accesso all’alloggio popolare. Una legge che riporta a pari diritti per tutti, infatti, come già avviene per i cittadini italiani, anche gli stranieri dovranno dimostrare il possesso delle condizioni economiche, reddituali e patrimoniali.

La Legge regionale punta anche sull’onestà come requisito. Si propone, infatti, un inasprimento delle cause di esclusione e di decadenza dal beneficio per chi si macchia di reati di vario genere, tra cui quelli contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, l’ordine pubblico, il patrimonio e la persona. L’attuale limite di condanna, superiore a 5 anni di reclusione per l’assegnazione della casa popolare, viene abbassato a 2 anni. Tolleranza zero anche per chi si rende responsabile di allacci abusivi alle utenze domestiche.

Un altro elemento introdotto dalla nuova legge introduce il principio per cui chiunque non rispetti la Nazione, le sue istituzioni e i suoi emblemi, non ha diritto all’alloggio popolare; quindi viene escluso o decade chi si macchia del reato di vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate.

Molti gli aspetti di carattere sociale introdotti, tra questi la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio per gli autori di delitti di violenza domestica, mantenendo però il diritto di abitazione per i conviventi. E proprio l'attenzione versi i più giovani il provvedimento garantisce la loro  formazione culturale, inserendo tra le cause di decadenza dal beneficio coloro che abbiano riportato denunce per inosservanza dell’obbligo scolastico per i figli minori.

Un nuovo aspetto della Legge garantisce i coniugi separati: l’iscrizione ai bandi viene aperta anche ai coniugi separati o divorziati, i quali, seppur nominalmente titolari di case di proprietà, non possono usufruirne in quanto assegnate dalla legge all’altro coniuge e si trovano pertanto in forte difficoltà economica e abitativa.

“La legge che ho voluto portare avanti sin dall’inizio di questa consiliatura oggi è diventata realtà – ha commentato il presidente Marsilio -  Un provvedimento legislativo che diventerà sicuramente traccia per le altre regioni d’Italia; con questo passaggio garantiamo più equità e più giustizia nell’assegnazione degli alloggi popolari e si riuscirà a far diminuire, fino all’azzeramento, gli aspetti delinquenziali che affliggono molti quartieri delle città abruzzesi”.

Esprime soddisfazione per l'approvazione del testo il gruppo consiliare della Lega, che con una nota stampa afferma : “Rientrerà da oggi, tra le motivazioni di esclusione, l'estensione, anche per l’estero, della non titolarità di ulteriori proprietà, comproprietà e usufrutto sugli alloggi. È stato inoltre fortemente voluto dalla Lega l'inserimento, come requisito per l'assegnazione della casa popolare, il non aver riportato una condanna definitiva per delitti non colposi per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore a 2 anni. Così come verrà prevista l’esclusione  dall'assegnazione anche per coloro che abbiano riportato una condanna definitiva per i reati contro la pubblica amministrazione, l'ordine pubblico, contro il patrimonio ed i delitti contro la persona. Grazie agli emendamenti presentati dai consiglieri leghisti Vincenzo D'Incecco e Manuele Marcovecchio la nuova legge rende più precisa la disciplina delle dichiarazioni in merito all'attestazione della proprietà, garantendo così maggiore equità e certezze nei controlli dei requisiti. Per quanto riguarda in particolar modo i cittadini stranieri, non basterà più un'autocertificazione su eventuali proprietà all'estero ma occorrerà  presentare una certificazione rilasciata secondo i criteri del regolamento di attuazione del testo unico in materia di immigrazione”. “Fra le altre sostanziali modifiche alla legge vi è l'assegnazione di un punto per ogni anno di residenza a partire dal decimo anno di residenza nei comuni della Regione Abruzzo e fino  ad un massimo di sei punti”. 
“Una legge- dichiarano i consiglieri regionali della Lega- che va incontro ai cittadini onesti, garantendo un maggior controllo nell'assegnazione degli alloggi e che assicurerà un equo trattamento ai suoi beneficiari. Per la Lega e per questo centrodestra vengono sempre e comunque prima gli abruzzesi!”

Opposizioni polemiche

“Abbiamo assistito a una vera e propria gara tra Lega e Fratelli d’Italia a chi manifestava il voto più di estrema destra oggi in Consiglio Regionale, spacciandolo per attenzione alle norme di sicurezza”, così il capogruppo Silvio Paolucci e i consiglieri del Gruppo PD Antonio Blasioli e Dino Pepe, sull’approvazione delle modifiche alla legge regionale n.96/1996 che regola la gestione e l’assegnazione delle case popolari in Abruzzo. “Passa un disegno di legge che non risolve i veri problemi della governance delle Ater – riprendono - ma era ancora una volta urgente dare un segnale di durezza agli alleati romani, intento subito chiaro nelle parole del Presidente Marsilio che si era svenduto alla Meloni a Roma questa legge, perché di fatto non va oltre la propaganda e non affronta i problemi di chi vive dentro una casa popolare”.

“Si tratta infatti di un testo difficilmente applicabile nel concreto, capace di generare caos senza garantire gli assegnatari – così il consigliere Antonio Blasioli, firmatario di tre emendamenti – E’ lontano dalle esigenze di chi vive nelle case popolari, lo dimostra la bocciatura della nostra richiesta di dare subito ristoro dai danni delle recenti ondate di grandine e pioggia a chi si trova a vivere con pesanti infiltrazioni in casa. Avevamo chiesto di stanziare 200.000 euro allo scopo, istanza che aveva sia copertura finanziaria che il parere positivo dalla Commissione Bilancio, ma la maggioranza ha deciso che si dovranno aspettare mesi per ottenerlo, incredibilmente argomentando circa la necessità di aspettare il bilancio, nel 2020”.  

 

 

 

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Adiconsum, in Abruzzo si sprecano 43 euro di cibo al mese

Le tre regioni italiane che sprecano piu' cibo sono Abruzzo con una media di 43 euro di alimenti che ogni mese finiscono nella pattumiera, Liguria con 37 euro e Lazio con 35 euro. E' quanto emerge da una ricerca di Adiconsum, presentata in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione. Seguono nell'ordine Lombardia, Campania, Toscana, Veneto, Calabria, Umbria, Sicilia, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Basilicata, Sardegna, mentre gli alimenti che le famiglie gettano piu' frequentemente sono i prodotti freschi e in busta, pane, frutta e verdura e affettati. "Non possiamo piu' permetterci di sprecare le risorse del nostro pianeta a cominciare dal cibo - fa sapere Adiconsum - ne va non solo delle nostre tasche, ma anche dell'ambiente in cui viviamo quale ha un impatto molto negativo". Secondo la ricerca i settori che sprecano di piu' sono agricoltura, industria, distribuzione e consumo, per un impatto complessivo di 14,3 milioni di tonnellate di CO2 prodotte l'anno che, per assorbirle. servirebbero 800 mila ettari di bosco. (

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Sanità, Verì: sbloccate 598 assunzioni per la Asl 2

"Compito della Regione e' programmare, non gestire, fornendo agli enti collegati gli strumenti per assicurare i servizi ai cittadini. Cosi' stiamo facendo anche nella sanita': il 19 settembre scorso la Giunta ha approvato il piano triennale del fabbisogno di personale della Asl Lanciano Vasto Chieti, che consente all'azienda di far fronte alle carenze di figure professionali che dovessero presentarsi, comprese quelle dell'ospedale di Lanciano. E molte procedure di selezione sono gia' in corso". L'assessore alla Salute della Regione Abruzzo Nicoletta Veri' replica al consigliere regionale Francesco Taglieri Sclocchi (M5S), precisando che il governo regionale e' perfettamente consapevole della situazione di difficolta' di alcuni reparti del 'Renzetti'.

"Per questo abbiamo sbloccato, solo per la Asl 2, ben 598 nuove assunzioni in tre anni, specificando che anche pensionamenti anticipati o eventuali dimissioni potranno essere sostituiti dalle aziende senza ulteriori procedure autorizzatorie da parte della Regione". Si tratta, prosegue Veri' in una nota, di "un provvedimento, voluto dalla Lega e condiviso da tutta la maggioranza, che permettera' anche di ridurre drasticamente il ricorso a contratti interinali o a termine"

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Anmil: Nel 2018 denunciati 645mila infortuni sul lavoro

"Lo scorso anno sono stati denunciati all'Inail oltre 645mila infortuni, di cui 1.218 mortali, un dato quest'ultimo che, rispetto al 2017, ha visto un aumento di ben il 6%, con una media di oltre 3 morti ogni giorno. Un bollettino che sta proseguendo, con la stessa gravità, anche nel 2019". Così il presidente nazionale dell'Anmil Zoello Forni in occasione della 69esima Giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro. Nel periodo gennaio-agosto 2018 gli infortuni denunciati sono stati 418.535, nello stesso periodo di quest'anno 416.894. 

La regione con il maggior numero di infortuni nel periodo gennaio-agosto di quest'anno, così come nel 2018, è stata la Lombardia con 77.317, seguita dall'Emilia Romagna con 55.349, Veneto con 50.156, Toscana 32.418, Piemonte 30.880, Lazio 28.926. Gli infortuni mortali ad agosto ammontavano a 685, di cui 102 nella sola Lombardia. 

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Ogni giorno in Italia vengono denunciati circa 6.500 reati

Ogni giorno in Italia vengono denunciati circa 6.500 reati, con un calo su base annua del 2,4%. Continuano invece a crescere truffe e frodi informatiche (518 al giorno, + 15%), reati connessi allo spaccio di stupefacenti (76 denunce, +2,8%) ed estorsioni (27 al giorno, +17%). A fissare i dati è il quotidiano Il Sole 24 Ore che analizza la situazione nelle 107 province del nostro Paese. La 'maglia nera' per numero di reati nel corso del 2018 spetta a Milano, che con 7.017 denunce ogni 100 mila abitanti mantiene questa leadership poco lusinghiera, registrando pero' un calo (-5,2%) rispetto all'anno precedente. Subito dietro Rimini e provincia, con 6.430 reati denunciati, e Firenze, con 6.252 denunce e, questa volta, un +9,5% rispetto a quelle depositate nel 2017. Completano la 'top ten' Bologna, Torino, Roma, Prato, Livorno, Imperia e Genova. L'altra faccia della medaglia e' quella dei territori meno esposti alla criminalita': in fondo alla graduatoria figurano Oristano, ultima con 1.493 denunce registrate ogni 100 mila abitanti, Pordenone (2.125) e Benevento (2.128). Province in cui il numero dei reati denunciati e' basso e sta diminuendo progressivamente: se Pordenone e provincia hanno messo a segno un calo del 2,8%, in linea con la media nazionale, a Oristano e Benevento si e' andati oltre con un -8,2% e un -10,9%. Milano continua a spiccare sul fronte dei furti - e' prima davanti a Rimini - mentre a Roma tocca il negativo "primato" dei reati di produzione, traffico e spaccio di droga, aumentati del 10,9% rispetto al 2017.

L'Abruzzo

Situazione preoccupante in Abruzzo nei reati di usura con le provincie dell'Aquila e di Teramo rispettivamente al 3 e 4 posto a livello nazionale. Pescara è all'8 posto nei reati di estorsione e al 10 posto per i reati legati alla droga. Nella classifica generale, Pescara è al 27mo posto, Teramo al 49mo posto, Chieti all'89mo posto, L'Aquila al 101mo posto.

Il commento di Mauro Febbo

“Il dato regionale sul reato di usura, esposto dalla ricerca pubblicata dal “Sole 24 ore”, che vede le 4 province abruzzesi nelle prime 15 posizioni, porta con sé due importanti riflessioni. La prima afferente alla necessità, per la regione Abruzzo, di dare vita, attraverso un processo di razionalizzazione e riorganizzazione delle due  società partecipate a vocazione economica, ad una realtà che per il tramite della Finanziaria Regionale Abruzzese, possa esercitare autentiche funzioni bancarie. La seconda, relativa al consolidamento di una efficace politica di facilitazione di accesso al credito delle piccole e medie imprese attraverso un rapporto di collaborazione concreto tra la Regione, il Sistema Bancario ed il Fondo Centrale di Garanzia”. Ad affermarlo è l’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: “Da tempo, e in più occasioni, ho ravvisato l’urgenza di avviare in Abruzzo una seria riflessione e, di conseguenza, una vera riforma sull’accesso al credito da parte delle micro, piccole e medie imprese. In Abruzzo da troppi anni non abbiamo più le Banche locali che in precedenza ricoprivano un ruolo ed una garanzia per l’accesso al credito per le tante imprese abruzzesi. Infatti, analizzando gli ultimi dati pubblicati dalla CNA emerge come nel secondo trimestre 2019 il credito alle piccole imprese subisce, sui 12 mesi precedenti, una flessione di ben 90 milioni di euro, in valori percentuali il credito alle piccole imprese decresce del  3,2%, mentre quello italiano flette del 2,7%. La pesante flessione del credito alle piccole imprese si inserisce in un sistema produttivo debole che ha bisogno di cambiare passo per tornare a essere competitivo. La regione viaggia a due velocità. Da un lato ci sono le grandi imprese in grado di incidere con meno fatica, dall’altro le Pmi e le micro-imprese, che rappresentano il cuore del nostro tessuto produttivo, purtroppo ancora in difficoltà. Ed è su queste ultime che il governo regionale vuole concentrarsi. È necessario dare una boccata di ossigeno al sistema creditizio, soffocato da un’eccessiva ristrettezza dei margini di accesso ai finanziamenti, applicati dagli istituti di credito. Pertanto – conclude Febbo -  è arrivato il momento di iniziare a lavorare alla fusione tra Abruzzo Sviluppo e Fira al fine di creare un unico ente regionale capace di essere funzionale alle imprese abruzzesi.

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Oltre 18 mila visitatori alle Giornate d’autunno del FAI

 

Le Giornate FAI d’Autunno, in programma sabato 12 e domenica 13 ottobre, hanno riportato un ottimo risultato in Abruzzo; un grande afflusso di persone, visitatori entusiasti e consapevoli hanno potuto scoprire e visitare le 63 eccellenti aperture proposte in 16 borghi, e hanno potuto apprezzare e godere delle meravigliose bellezze naturalistiche e culturali del territorio abruzzese.

18.100 presenze stimate nei due giorni di apertura, favoriti sicuramente dalle calde giornate autunnali e da un evidente maggior radicamento del FAI sul territorio abruzzese.

Grazie alla campagna nazionale di raccolta fondi “Ricordati di salvare l’Italia” e all’importante azione di sensibilizzazione e promozione sui temi della fragilità di un patrimonio che invecchia e sulla sua costante manutenzione, l’appuntamento con le Giornate FAI si conferma come il più importante evento dedicato alla conoscenza e alla salvaguardia dei beni culturali.

Organizzato dal Fondo Ambiente Italiano e grazie a Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, Istituzioni Pubbliche e Private, ai privati cittadini e a tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione, oltre alle 125 Delegazioni, 94 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 2 Gruppi FAI ponte tra culture. Nati otto anni fa, i gruppi di giovani volontari del FAI sono diffusi in tutta Italia: le Giornate FAI d’Autunno sono la loro festa, l’occasione per mettere in pratica il loro generoso contributo a favore della missione del FAI con originalità e grande energia. Ad affiancarli, nell’accogliere e accompagnare i visitatori, 5.000 Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola di ogni ordine e grado che hanno scelto con i loro docenti di partecipare nell’anno scolastico a un progetto formativo di cittadinanza attiva, un’iniziativa lanciata dal FAI nel 1996, che coinvolge ogni anno studenti felici di poter vivere e raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del loro territorio.

L’Abruzzo ha contribuito in maniera notevole a questa pacifica invasione con oltre 18 mila visitatori arrivati anche da fuori regione alla scoperta delle più belle realtà storico-culturali e naturalistiche, alcune delle quali solitamente chiuse al pubblico, individuate dai Gruppi FAI Giovani di Pescara, Chieti e Teramo; dalle delegazioni di L’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti, Lanciano, Vasto e dai Gruppi FAI della Marsica e Sulmona – Tre Valli, coinvolgendo centinaia di volontari e Apprendisti Ciceroni® in tutta la regione.

Vero boom di presenze nella provincia di Chieti con oltre 10 mila visitatori che hanno potuto godere delle particolari e splendide aperture delle tre delegazioni FAI presenti sul territorio: la Delegazione FAI di Lanciano, con il suo percorso artistico e naturalistico alla riscoperta di Giuliopoli, Rosello e Borrello, ha visto arrivare almeno 3500 visitatori; il FAI Giovani e la delegazione di Chieti hanno accolto 3700 visitatori in 4 differenti aperture: Ripa Teatina, Ortona e due nella città di Chieti, quest’ultima con l’eccezionale apertura della collezione d’arte UBI BANCA visitata da 1200 persone nel solo week end. Segue la delegazione FAI di Vasto con 3000 persone che si sono riversate alla conoscenza e riscoperta del paese di Cupello e delle Terme Romane a Vasto, Bene promosso dal FAI tutto l’anno.

Eccezionale risultato a Campli, apertura a cura dei Giovani e della Delegazione FAI di Teramo che ha accolto 3500 visitatori, favoriti sicuramente dalla elevata concentrazione di aperture e dalla bellezza dei luoghi stessi.

Nella provincia di L’Aquila tante erano le proposte: luogo più visitato è stato il Borgo di Pescocostanzo e il Bosco di Sant’Antonio che hanno accolto 2300 visitatori, apertura a cura del Gruppo FAI Sulmona - Tre Valli; seguono le aperture della delegazione FAI di L’Aquila con il percorso Bominaco – Caporciano – Navelli con 2000 visitatori e Scurcola Marsicana con 1500, apertura curata dal Gruppo FAI della Marsica.

Chiudono i Giovani del FAI Pescara e la delegazione con 2100 visitatori che hanno riscoperto il Borgo di Abbateggio e l’Eremo di San Bartolomeo in Legio a Roccamorice.

Sensazioni positive sulla raccolta fondi grazie alla campagna “Ricordati di salvare l’Italia” e sui tesseramenti infatti grazie alle importanti campagne di comunicazione e sensibilizzazione il numero dei visitatori è sensibilmente aumentato!

 

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