Primo Piano

Prestiti in Abruzzo, richieste in crescita del 17%

Nell'ultimo anno gli abruzzesi hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera piu' netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, dell'17%. Comunicano il dato Facile.it e Prestiti.it, che hanno analizzato un panel di oltre 700 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017. Secondo i dati diffusi, l'importo medio dei prestiti richiesti e' di 12.300 euro; era poco piu' di 10.525 un anno fa. L'Aquila e' la provincia in cui si sono chiesti gli importi maggiori (12.996 euro, il 5,6% in piu' rispetto alla media regionale). Alle sue spalle Pescara (12.252 euro) e Chieti (12.134 euro). Teramo e' invece la provincia in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.727 euro): quasi una richiesta di prestito ogni tre (29,93% del totale) arriva dalla provincia di Chieti, seguono Pescara (27,55%) e L'Aquila (24,15%). La maggior parte delle domande e' legata alla ristrutturazione della casa (14.898 euro il taglio medio). Quindi, l'acquisto di auto usate (8.714 euro). Al terzo posto l'ottenimento di liquidita' che raccoglie il 21,7% delle richieste ed equivale ad una media di 13.185 euro. La casa e' molto presente nelle richieste di prestito compilate in Abruzzo e fra le prime 10 motivazioni si trovano altre 2 finalita' connesse: l'arredamento (quinta con 6.722 euro e il 4,25% delle richieste) e addirittura l'acquisto di casa, cui ricorre l'1,42% di chi richiede un prestito personale in Abruzzo e per il quale si cerca di ottenere, in media, un finanziamento di 28.300 euro. 

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Sgominato racket della prostituzione nel pescarese

E' di undici arresti (otto in carcere e tre ai domiciliari) il bilancio di una operazione della squadra mobile di Pescara contro lo sfruttamento della prostituzione. Nel mirino sono finiti cinque gruppi criminali che operavano prevalentemente nell'area di Pescara centro (stazione e zone limitrofe), e nella zona sud della citta', nei pressi della pineta dannunziana. Le indagini hanno preso il via alla fine del 2016, anche basandosi sulle segnalazioni di un comitato spontaneo di cittadini, e sono state supportate dalle intercettazioni telefoniche. Gli investigatori hanno documentato e mappato le postazioni di lavoro delle prostitute, in buona parte gia' note perche' sfruttate da persone arrestate e condannate in passato per reati specifici. In particolare, sono stati monitorati cinque nuclei criminali, eterogenei e autonomi tra loro, di cui due di matrice albanese e tre di matrice romena, dotati di una struttura organizzativa seppur minima, dediti allo sfruttamento della prostituzione secondo accordi prestabiliti che avevano il fine di evitare i conflitti su strada per non attirare l'attenzione delle forze dell'ordine, in modo da massimizzare i profitti

L'autorita' giudiziaria, facendo salvi i diritti connessi alla tutela dei dati sensibili delle persone coinvolte, ha autorizzato la diffusione della notizia al fine di acquisire ulteriori elementi utili ad avvalorare l'ipotesi di responsabilita' della donna per la possibile trasmissione di queste patologie. La polizia, con l'assoluta garanzia dell'anonimato, invita chiunque abbia notizie utili da riferire, a recarsi negli uffici della squadra mobile. Gli arresti sono stati disposti dal gip Nicola Colantonio su richiesta del pm Gennaro Varone e sono stati eseguiti in collaborazione con i poliziotti delle squadre mobili di Teramo e Lucca.

Nel corso dell'operazione, denominata "Mami", sono finiti in carcere tre albanesi e cinque rumeni. Ai domiciliari sono invece finiti due fratelli italiani, residenti nel Pescarese, che avevano il ruolo di gregari, e un albanese. Uno degli undici destinatari della misura cautelare e' attualmente latitante in Romania. Ad uno dei gruppi di matrice albanese e' contestato anche il reato di associazione per delinquere. Gli investigatori hanno ricostruito un giro di affari di centinaia di migliaia di euro al mese. "Uno dei gruppi piu' strutturati - ha spiegato il dirigente della squadra Mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana - nel giro di un anno ha effettuato rimesse in Albania per 160 mila euro, che sono solo una parte dei ricavi complessivi perche' immaginiamo che un'altra parte cospicua sia stata destinata ad altre spese di mantenimento. Senza tenere conto dei contanti che non abbiamo potuto tracciare". I dettagli sono stati forniti in conferenza stampa da Muriana e dal questore di Pescara Francesco Guglielmo Misiti.

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Scivolano nel fiume Orta, morte due persone

Due persone sono morte oggi pomeriggio cadendo nelle acque del fiume Orta, a Caramanico Terme, in localita' San Tommaso. A lanciare l'allarme, intorno alle 17, sono stati alcuni testimoni che le hanno viste scivolare. Si tratta di una coppia, che era in gita insieme ai loro due figli, di 5 e 8 anni, e ad altre persone. I due, entrambi 32enni, si stavano facendo un selfie, quando, in base ad una prima ricostruzione, la donna e' scivolata finendo nelle acque del fiume. Il compagno avrebbe cercato di recuperarla, rimanendo anch'egli vittima delle acque limacciose

Sul posto stanno operando i Vigili del Fuoco di Pescara, i sanitari del 118 di Pescara e L'Aquila, gli operatori del Corpo nazionale del Soccorso Alpino e speleologico (Cnsas) e i Carabinieri della compagnia di Popoli, con l'ausilio di alcuni elicotteri. Secondo le prime testimonianze si tratterebbe di una coppia, in gita nella "Zona dei luchi del fiume Orta" insieme alla famiglia e ad altre persone. La donna sarebbe caduta per prima, l'uomo successivamente nel tentativo di soccorrerla. I mezzi di soccorso sono sulla strada, a circa un'ora di cammino dal punto dell'incidente

"La nostra rete sentieristica ospita migliaia di visitatori all'anno. I sentieri sono assolutamente ben segnalati e ben tenuti. E' una parte molto bella che attrae molti visitatori proprio per le rapide, chiamate 'marmitte', che sono lontane dal sentiero. Quando si va al di fuori dei sentieri i rischi aumentano. Ci sono delle gole con delle rocce molto lisce, umide e scivolose. In ogni caso ora non conosciamo la dinamica dell'accaduto". Sono le parole del sindaco di Caramanico Terme, Simone Angelucci, giunto sul luogo dell'incidente insieme ai soccorritori. La Valle dell'Orta e' un canyon carsico e rappresenta uno degli ambienti del Parco nazionale della Majella piu' ricchi di biodiversita', sia per la sua conformazione geologica sia per l'altitudine che oscilla tra i 140 e 500 metri. Il canyon si e' formato grazie all'erosione dovuta all'attivita' del fiume Orta aiutato anche dal forte e improvviso innalzamento della Majella che ha provocato un aumento della pressione fluviale

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Lolli: possibile insediamento Zte a L’Aquila

 "Con l'incontro di oggi si e' fatto un importante passo avanti sulla possibilita' che il Centro di Ricerca europeo del colosso cinese della telefonia e degli apparati di comunicazione ZTE, possa insediarsi a L'Aquila". Cosi' il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli, al termine della visita nel capoluogo di regione dei rappresentanti di ZTE, azienda cinese leader nella telefonia e negli apparati di comunicazione. L'incontro, al quale si e' giunti dopo contatti che vanno avanti da diversi mesi, e' servito "a verificare le condizioni affinche' questa azienda collochi il suo Centro di Ricerca europeo nel capoluogo regionale". L'eventuale insediamento del centro prevederebbe nuovi posti di lavoro: secondo quanto si e' appreso, gradualmente si arriverebbe a 200 assunzioni. Il colosso cinese si e' aggiudicato una commessa di circa un miliardo per la nuova rete di Wind 3. "Ci sono, come e' facilmente comprensibile, ulteriori verifiche e approfondimenti da fare, ma siamo fiduciosi - ha continuato Lolli - che nei prossimi giorni si possa annunciare un esito positivo di questo importante insediamento. Vista l'importanza strategica del progetto, e' coinvolto anche il governo italiano". Lolli ha fatto il punto anche "sugli eventuali strumenti di programmazione e di sostegno finanziario che possono favorire l'investimento". In particolare, ZTE ha verificato sul campo e dai diretti interlocutori istituzionali le condizioni in relazione al progetto. sugli eventuali strumenti di programmazione e di sostegno finanziario che possono favorire il loro investimento. 

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Crollo Hotel Rigopiano, indagati il sindaco di Farindola e il presidente della Provincia di Pescara

Sei persone, tra amministratori e funzionari pubblici, risultano indagati dalla Procura di Pescara per la tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola. Lo scorso 18 gennaio una valanga travolse la struttura causando 29 morti, mentre i superstiti furono undici. A quanto si e' appreso a palazzo di Giustizia si tratterebbe di una prima tranche di inchiesta. Gli inquirenti stanno notificando in queste ore agli interessati l'iscrizione sul registro degli indagati.

Sul registro degli indagati, con le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, sono finiti il presidente della Provincia Antonio Di Marco, il dirigente delegato alle opere pubbliche Paolo D'Incecco, il responsabile della viabilita' provinciale Mauro Di Blasio, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e il geometra comunale Enrico Colangeli. Indagato anche il direttore del resort, Bruno Di Tommaso al quale l'accusa contesta la violazione dell'art. 437 del codice penale che punisce l'omissione del "collocamento di impianti, apparecchi, o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro". La Procura, tuttavia, non conferma l'identita dei destinatari degli avvisi di garanzia in quanto le relative notifiche stanno giungendo in queste ore. Nella tragedia dell'hotel Rigopiano i superstiti furono undici.

Negligenza, imprudenza e imperizia. Per la tragedia di Rigopiano i sei indagati Bruno Di Tommaso, Ilario lacchetta, Enrico Colangeli, Antonio Di Marco, Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio sono iscritti nel registro "in violazione di normative cautelari e prevenzionali", e per "omessa previsione, prevenzione e gestione dei rischi connessi anche all'attivita' aziendale (esercizio di struttura ricettivo alberghiera in zona di alta montagna a rischio isolamento per eventi atmosferici e valanghivi)"

Nel dispositivo della procura di Pescara notificato agli indagati per i reati "artt.113, 40, c.1 e 2, 41, 437 c.1 e 2, 589 c.1, 2 e 3 c.p. per avere, anche in concorso e cooperazione colposa tra loro", dal Nucleo di carabinieri Forestali e dal Nucleo investigativo provinciale dei Carabinieri di Pescara, si legge che tra i rischi da calcolare c'era "l'innevamento grave e quello valanghivo", e che va indagato anche "l'omesso collocamento di impianti, apparecchi o segnali idonei a prevenire disastri e infortuni sul lavoro nonche', con particolare riferimento alle attivita' di protezione civile, anche nell'omessa predisposizione e/o aggiornamento di piani di intervento, di previsione e organizzazione di rischi connessi a condizioni meteorologiche avverse a eventi valanghivi, nonche' nell'omessa attuazione di iniziative, azioni e interventi prescritti da normative di protezione civile e da piani di intervento da attuare in presenza di eventi meteorologici avversi del tipo di quelli connessi ad intenso innevamento atti a prevenire e fronteggiare i suddetti rischi, specie con riferimento al mantenimento di adeguate condizioni di viabilita' per le strade costituenti accesso e corrispondenti vie di fuga di strutture ricettive alberghiere come l'Hotel Rigopiano, non impedito e cagionato il decesso di 29 persone presenti all'interno della suddetta struttura alberghiera, di cui 18 ospiti e 11 dipendenti della medesima struttura nonche' lesioni personale ad almeno altri 8 ospiti e ad un altro dipendente"

Per la tragedia dell'hotel Rigopiano la Procura di Pescara indaga anche sull'adozione e sull'attuazione, da parte di Prefettura di Pescara, Provincia e Comune di Farindola, dei piani di prevenzione e gestione delle criticita' in caso di maltempo ed emergenza, previsti dalla legge in materia di protezione civile. Accertamenti, a quanto appreso, sono in corso sia per appurare l'esistenza di tali piani sia la successiva attuazione. Ad aver dato impulso alle indagini in tal senso c'e', tra l'altro, una memoria ex articolo 90 del codice penale presentata, un mese dopo la tragedia, dal legale dei famigliari di una delle vittime. Nel testo viene citata la legge di riferimento, che individua responsabilita' e competenze dei diversi enti, e si chiede se, in base alle disposizioni della norma, Prefettura, Provincia e Comune siano stati adempienti rispetto agli obblighi previsti.

 

"Ripongo piena fiducia nell'operato della magistratura cui va il mio plauso per la decisa ed intensa attivita' d'indagine sin qui svolta e per l'ulteriore azione di accertamento dei fatti e delle responsabilita' che riterra' sussistenti". Lo afferma il presidente della Provincia di Pescara , Antonio Di Marco, tra i sei indagati dalla Procura di Pescara per la tragedia dell'hotel Rigopiano. Confermando di aver "ricevuto oggi la notifica dell'avviso di garanzia, in qualita' di presidente della Provincia, per i noti fatti dell'Hotel Rigopiano", Di Marco si dice convinto che "il piu' efficace contributo che si possa dare in questo momento sia quello di consentire agli inquirenti di continuare a lavorare con serenita' ed efficacia per il superiore interesse dell'accertamento della verita'". "Mi e' spiaciuto apprendere la notizia dalla stampa prima ancora che io stesso fossi ufficialmente informato e notiziato, ma cosi' e'", conclude il presidente di provincia.

 

"E' un avviso di garanzia che mi aspettavo. E' un atto dovuto che la magistratura ha fatto soprattutto nel rispetto delle vittime. E' giusto che ci sia un approfondimento di indagine con le persone coinvolte". Cosi' il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, fra gli indagati della Procura di Pescara per la tragedia di Rigopiano. "Ho massima fiducia nell'autorita' giudiziaria e di chi sara' il Pubblico ministero. La verita' sono certo verra' a galla. Noi anche come Comune - ha aggiunto il primo cittadino. - attiveremo tutte le iniziative anche legali affinche' emerga la verita', e per questo con il pool di avvocati stiamo gia' lavorando per la strategia difensiva da attuare e seguire. Auspichiamo che i tempi dell'inchiesta siano veloci affinche' questa tragedia non finisca nel dimenticatoio e che sia portato avanti tutto l'iter giudiziario affinche' ci sia una sentenza per il rispetto verso le vittime e i loro familiari".

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Sanità troppo esosa per gli over 65, spesa media di 455 euro l’anno

La salute costa cara agli anziani. In media, nell'ultimo anno, gli over 65 hanno speso in sanita' 455 euro, una cifra non lontana dall'importo di una mensilita' di pensione minima (500 euro circa). Troppo oneroso anche l'accesso al sistema sanitario nazionale: piu' di un anziano su tre (il 35%) ammette di aver rinunciato ad una visita diagnostica specialistica, proprio a causa del costo eccessivo del ticket sanitario, mentre l'11% si e' potuto avvalere dell'esenzione. E' quanto emerge dalla seconda indagine sul rapporto tra sanita' e over 65, condotta da Fipac, in collaborazione con SWG, in occasione della Settimana della Buona Salute, che si concludera' domenica 30 aprile. L'edizione di quest'anno prevede oltre 100 appuntamenti in citta' e paesi italiani, dalla distribuzione di materiale informativo sull'alimentazione sicura e sull'attivita' fisica, manuali sui corretti stili di vita ed allestimento di punti prevenzione e visite gratuiti. L'obiettivo e' riportare al centro dell'attenzione i temi della salute e del rapporto tra sistema sanitario e pazienti, soprattutto i piu' anziani che, schiacciati tra ticket che aumentano e pensioni che rimangono ferme, sono tra i piu' a rischio di 'poverta' sanitaria', ovvero l'esaurimento delle risorse da dedicare alla salute. Rischio che emerge chiaramente dai dati dell'indagine: il 12% degli intervistati ha dichiarato di aver speso tra i mille ed i 2mila euro nell'ultimo anno, il 15% addirittura oltre duemila. Cifre incompatibili con il reddito di molti over 65: la pensione media, in Italia, e' di 825 euro al mese e nel caso dei trattamenti minimi si abbassa ad appena 500 euro. 

Come e' chiaro dal sondaggio, qualcuno rinuncia, per mancanza di risorse, addirittura alla diagnostica, in particolare a quella preventiva. Ma si taglia anche sulle cure, soprattutto in caso di problemi non completamente invalidanti come quelli odontoiatrici. A parte i costi, pero', gli anziani trovano difficolta' di accesso alla sanita' pubblica anche in termini di attesa. Tanto che due persone su tre (il 66%) ha deciso di ricorrere, nonostante i costi superiori, a strutture private per realizzare in tempi brevi le visite o le analisi necessarie, a fronte del 28% che ha potuto evitarlo, mentre il restante 6% ha fatto ricorso ai pronto soccorso per aggirare le lunghissime attese. La riduzione dei tempi d'attesa per la diagnostica e per le visite specialistiche e' in cima anche alla classifica degli interventi piu' richiesti dagli over65, con il 38% delle indicazioni. Seguono l'assegnazione di risorse maggiori al servizio sanitario nazionale (17%) e la riduzione della complessita' burocratica (12%), mentre uno su dieci vorrebbe uno sconto del ticket per i redditi piu' bassi. Giudizio positivo, invece, sul medico di famiglia, ritenuto dal 29% il servizio sanitario pubblico piu' efficiente, seguito dalle prestazioni ospedaliere (20%) ed il pronto soccorso (13%). In coda alla classifica, invece, le voci dell'assistenza post ospedaliera (3%) e domiciliare (2%). "Dai risultati della nostra indagine - spiega il Presidente di Fipac Massimo Vivoli - emerge chiaramente un rischio concreto di poverta' sanitaria per molti anziani, soprattutto in caso di malattie gravi o degenze croniche o quando e' necessario muoversi in fretta. C'e' bisogno di un intervento per una sanita' maggiormente a misura d'anziano: innanzitutto con una riduzione del costo del ticket a carico dei redditi piu' bassi, ma anche potenziando l'assistenza domiciliare, per ora nota dolente della nostra sanita' pubblica, ma miglior percorso per garantire, in futuro, la sostenibilita' del sistema".

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25 aprile, celebrazioni in tutto l’Abruzzo

Celebrazioni in tutto l'Abruzzo per il 25 aprile. A L'Aquila in centro storico oltre 15 associazioni organizzano 'Libera L'Aquila', spettacoli, proiezioni, laboratori, assemblee, dj set, breakdance, writing e mostre fotografiche. Un 25 aprile "per ribadire che L'Aquila e l'Abruzzo sono antifascisti, che e' necessario e doveroso lottare contro vecchi e nuovi fascismi e per una comunita' piu' aperta, inclusiva, accogliente, solidale" si legge nella nota degli organizzatori. A Pescara, oltre alla cerimonia istituzionale in piazza Garibaldi, alle 10,30, il Comune porta avanti un percorso di memoria promuovendo iniziative con Comitato provinciale Anpi 'Ettore Troilo', sezione 'Fratelli Gialluca', associazione 'Le Rotaie' e Collettivo Studentesco. Dalle 16 dibattito con i ragazzi del Collettivo Studentesco. Poi il treno della Liberazione, da Pescara Centrale, per toccare le tappe della Resistenza d'Abruzzo fino a Roccaraso. In Abruzzo prevista anche la visita del ministro dell'Interno, Minniti.A Pineto celebrazioni dalle ore 16: presso l'auditorium S. Antonio di Mutignano "La Festa della Liberazione raccontata dai bambini". Presso il Borgo antico, in piazza San Silvestro, alle 17 deposizione della Corona di alloro in ricordo delle vittime della strage del 24 marzo 1944, nella quale a causa di una bomba morirono nove persone tra cui cinque bambini. Alle 18 in Largo S. Agnese, Alzabandiera con la donazione della Bandiera Tricolore. Alle 19:15, nella Chiesa di S.Agnese, esibizione del Coro Alpino "Stella del Gran Sasso" di Isola del Gran Sasso. Conclude la cerimonia il Coro Sant'Agnese di Pineto. A Celano alle 9 partenza del corteo verso il Parco della Rimembranze dove verranno deposti cuscini al monumento dei bersaglieri, al monumento degli alpini e alla lapide del Parco delle Rimembranze. Per tornare all'Aquila, a Palazzo Fibbioni dalle 11 proiezione del documentario "La tratta dei migranti in Libia: Europa o morte" di Marco Salustro; a seguire proiezione di "Onna 44", realizzato dagli studenti dell'Accademia dell' Immagine dell'Aquila, e di "La strage degli innocenti" di Antonio Gasbarrini. Alle 16 spettacolo teatrale. 

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Rubinetti delle banche sempre piu’ a secco per il sistema produttivo abruzzese

"Rubinetti delle banche sempre piu' a secco per il sistema produttivo abruzzese, a meno di pagare tassi di interesse stellari. Tutto cio' mentre nella 'pancia' degli Istituti cresce il risparmio delle famiglie". Questo quanto rilevano alcune anticipazioni dello studio realizzato da Aldo Ronci per la Cna Abruzzo, relativo al quarto trimestre dello scorso anno, che sara' presentato domani, alle 10.30, a Pescara nel corso di una conferenza stampa, presenti il presidente e il direttore della confederazione artigiana, Italo Lupo e Graziano Di Costanzo. "Tra ottobre e dicembre, in base alle cifre ricavate da Bankitalia - secondo la ricerca - il credito erogato ha subito una flessione di 223 milioni rispetto al trimestre precedente: 23 miliardi e 131 milioni di euro, contro 23 miliardi e 354 milioni di euro, con un valore percentuale (0,95%) superiore allo 0,38% nazionale. A fare le spese del taglio e' stato il sistema produttivo che ha subito una sforbiciata di 228 milioni, suddivisi tra i 220 milioni in meno alle societa' non finanziarie e gli 8 alle micro imprese; tutto il contrario di quanto accaduto alle 'famiglie consumatrici', in attivo di 5 milioni". "Ma se le forbici hanno colpito pesantemente e nel suo insieme il sistema produttivo - spiega Ronci - sul piano territoriale i tagli non sono stati affatto omogenei nelle quattro province abruzzesi. Perche' a fronte del picco registrato a Teramo (-88, con il 3,87% in meno), le altre aree hanno subito cadute piu' lievi, come Chieti (-57), L'Aquila (-51) e Pescara (-32)".

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A Bolzano il Pil più alto d’Italia, con 41.100 euro

Sono gli abitanti della provincia di Bolzano a poter contare sul prodotto interno lordo per abitante più alto nel 2015, con 41.100 euro. Dall'altra parte dello stivale, in Calabria ci si ferma a quasi un terzo: 16.500 euro. Tra i più 'ricchi' ed i più 'poveri' ci sono 24.600 euro di differenza, in aumento rispetto all'anno precedente, quando il gap tra i primi e gli ultimi era di 23.700 euro. Secondo i dati dell'Istat, contenuti nei conti economici regionali ed elaborati dall'Adnkronos, il prodotto interno lordo per abitante più elevato è quello della provincia autonoma di Bolzano da tre anni consecutivi (dal 2013 al 2015). Nello stesso periodo ai calabresi è andato il pil più basso. In termini percentuali l'incremento del prodotto interno lordo per abitante tra il 2015 e il 2016 è dell'1,9%. Rispetto al dato medio nazionale gli abitanti che possono vantare il prodotto interno lordo più alto, gli abitanti di Bolzano, vantano un +52,2% mentre quelli con il valore più basso, i calabresi, un -38,9%.

Secondo gli ultimi dati disponibili dell'Istituto di statistica il prodotto interno lordo per abitante nel 2015, a livello nazionale, è pari a 27.000 euro. Ma mentre il nord-est e il nord-ovest arrivano rispettivamente a 32.300 euro e 33.400 euro, il centro si ferma a 29.300 euro e il sud a 17.800 euro. Rispetto al 2014 si registra un incremento di 500 euro a livello nazionale, con territori in cui si sale e altri un cui si scende: al nord-est si registra un calo di 200 euro; al nord-ovest un incremento di 900 euro; al centro -100 euro e al sud +200 euro. Osservando le regioni emergono evidenti differenze, con la Valle d'Aosta che nel 2015 taglia il pil di 2.700 euro, scendendo a 34.300 euro; va male anche per i molisani che in un anno vedono ridurre il pil di 1.400 euro, a quota 18.900 euro. Gli aumenti più sostenuti sono invece quelli registrati nel Friuli Venezia Giulia, dove si è registrato un incremento di 1.200 euro facendo arrivare il pil per abitante a 29.100 euro. Incremento di 1.100 euro per l'Emilia Romagna e l'Abruzzo, dove il pil per abitante arriva rispettivamente a 33.600 euro e 24.200 euro.

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In Abruzzo 50 Comuni alle urne

Le elezioni comunali 2017 si terranno l'11 giugno in 50 Comuni dell'Abruzzo su 305 (16,4%). Sei di questi hanno popolazione legale superiore alla soglia dei 15.000 abitanti e vanno alle urne con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Oltre al capoluogo di regione, che segnera' la nuova era post-Massimo Cialente, gli altri 5 Comuni sono Avezzano, Ortona e San Salvo nel Chietino, Spoltore nel Pescarese e Martinsicuro localita' costiera teramana dove per la prima si vota con il doppio turno dopo la crescita demografica che ha portato a sfondare quota 15 mila abitanti. A Parte L'Aquila dove sono ormai gia' ufficiali 7 candidati sindaco, negli altri Comuni i partiti tessono ancora la tela politica per cercare la quadra nelle diverse coalizioni. In particolare, nella provincia di Chieti sono interessati al voto 20 Comuni, in quella dell'Aquila 21, 5 in quella di Pescara e 4 in quella di Teramo. Due gli enti rimasti senza sindaco, in cui usciranno di scena i commissari prefettizi.

A Tortoreto, cittadina costiera di 10 mila abitanti, nel giugno 2016 dopo due anni di mandato si e' dimesso il sindaco Alessandra Richi, per via di spaccature in maggioranza, con la nascita di un gruppo di dissidenti e dimissioni e revoche di assessori. A Fraine, invece, centro del Chietino con meno di 400 abitanti di cui molti residenti all'estero, sempre lo scorso giugno alle elezioni l'unico candidato sindaco, Filippo Stampone, non ha raggiunto il quorum con una percentuale di votanti del 25,07%. Tra le curiosita', si torna al voto a Rosello, borgo del Chietino di 300 anime, che nel 2012 incorono' sindaco il regista e scrittore Federico Moccia.

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