Primo Piano

Rapporto Svimez, l’agricoltura al sud è in crescita del 7,3 per cento

Per la prima volta dopo molti anni, nel 2015 il Mezzogiorno e' cresciuto piu' del resto del Paese: Il Pil del Sud registra una crescita dello 0,8%, contro lo 0,5% del Centro-Nord. Protagonista della ripresa dell'economia meridionale e' l'agricoltura: la sua crescita (+7,3%) e' molto maggiore di quella dello stesso settore del Centro-Nord (+1,6%) e, nell'area, estremamente migliore di quella dell'industria (-0,3%) e dei servizi (+0,8%). E' quanto emerge dal Rapporto Ismea-Svimez sull'agricoltura del Mezzogiorno, che sara' presentato oggi alle 16 presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. Nel 2015 il valore aggiunto agricolo in Italia ha superato i 33 miliardi. Tra il 2014 e il 2015 l'incremento in termini reali al Sud e' stato del 7,3% contro l'1,6% del Centro Nord. Le regioni meridionali che hanno avuto gli andamenti migliori nel 2015 sono state Calabria, grazie soprattutto all'olio d'oliva, e Campania, con aumenti del valore della produzione superiori al 40%. Nel 2015 le esportazioni italiane sono state pari a 36,8 miliardi (+7,3%). Nel 2015 sono cresciuti del 15,5% i prodotti agricoli meridionali (Centro Nord +9,6%) e del 7,6% quelli alimentari del Sud (Centro Nord +6,3%). In Europa il principale Paese importatore di prodotti alimentari meridionali e' la Gran Bretagna. I dati del 2016 dell'export agroalimentare, recentemente resi noti dall'Istat, rappresentano un nuovo record: 38,4 miliardi (+3,9%). Nel 2015 il valore degli investimenti fissi lordi in agricoltura al Sud si e' attestato su 2 miliardi e 217 milioni (+9,6% rispetto al 2014). Nel 2015 l'occupazione agricola al Sud era pari a circa 500 mila unita' (+3,8% rispetto al 2014, pari a 18 mila persone). L'aumento ha riguardato sia i dipendenti che gli autonomi, ma al Sud sono piu' i primi nel Centro Nord i secondi. I posti di lavoro continuano a crescere anche nel 2016 (+5,8% nel primo trimestre, +6,5% nel secondo). L'aumento riguarda soprattutto i giovani under 35 (+9,1%)

Nella prima meta' del 2016 l'occupazione giovanile in agricoltura e' cresciuta dell'11,3% in Italia, e del 12,9% al Sud. Una crescita alla quale ha dato un decisivo contributo il lavoro a tempo pieno (+14,4%). Anche il peso dell'imprenditorialita' giovanile agricola e' in forte crescita: quasi 20 mila imprese il saldo positivo al Sud dei primi mesi del 2016. Il maggior contributo e' venuto dalla Basilicata, dalla Calabria e dal Molise, seguite a ruota da Campania, Sicilia e Sardegna. "Ma nonostante questi andamenti incoraggianti - spiegano Ismea e Svimez -, l'inerzia degli squilibri del passato li rende comunque insufficienti ad assicurare un adeguato ricambio generazionale. Si tratta di un fenomeno preoccupante, a cui si sta tentando di rispondere con misure dedicate al primo insediamento e con politiche di sostegno e detassazione dell'imprenditoria giovanile. L'attrazione che l'agricoltura esercita nelle giovani generazioni e' l'elemento da cui partire per rafforzare un quadro che fa ben sperare sul versante occupazionale". La diversificazione del settore agricolo si sta sviluppando sempre piu' nel corso degli ultimi anni: energie rinnovabili, agriturismo, agricoltura sociale sistemazione di parchi e giardini. Nel Sud queste attivita' connesse alle aziende agricole valgono 958 milioni e concorrono per il 5% al Valore aggiunto del settore primario. In questi ambiti, pero', il Mezzogiorno e' ancora indietro rispetto al Centro Nord: emblematico il caso degli agriturismi, che nelle aree meridionali sono meno del 20% del totale nazionale. Nel Sud le Indicazioni Geografiche Protette sono 41, le Denominazioni di Origine Protetta 65. Oltre il 70% dei riconoscimenti riguarda 4 Regioni, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. La categoria piu' numerosa e' quella degli ortofrutticoli, 47, seguita dagli oli, 26, e dai formaggi, 14.

Tra i primi 5 prodotti che in Italia determinano da soli oltre il 60% del fatturato all'origine, ve ne e' uno solo meridionale, la mozzarella di bufala. Per quanto riguarda i vini, sono Puglia e Sicilia i due bacini meridionali piu' rilevanti. Tra le prime 10 DOP solo 2 sono meridionali, Montepulciano d'Abruzzo e Sicilia. L'agricoltura nel Mezzogiorno e' orientata in prevalenza alle produzioni vegetali, molto meno alla zootecnia. Il Sud detiene, infatti, quasi la meta' (46%) del valore della produzione vegetale produzione dell'area, la zootecnia il 16,4% e le attivita' di supporto il 15,2%. I comparti piu' significativi sono le coltivazioni erbacee, il 48% delle quali e' nel Mezzogiorno, la filiera del grano duro, le coltivazioni legnose, la filiera degli agrumi, quella dell'olio d'oliva e quella del vino. Il Sud fornisce la quasi totalita' della produzione nazionale di agrumi (99,9%) e una quota rilevante della produzione olivicola e orticola, ma anche vitivinicola e cerealicola. Il 2015 e' stato un anno positivo per le produzioni di legumi del Mezzogiorno, cresciute del 4,9% rispetto al 2014, e per i cereali (+4,1%). Per aumentare la competitivita' del settore agrumicolo bisogna modernizzare le aziende, rinnovare le varieta' coltivate, investire nella commercializzazione e nel marketing. Nel settore vitivinicolo, mediamente il ricavo dei vigneti del Sud e' inferiore a quello delle regioni settentrionali e particolarmente penalizzata e' la Sicilia. Gli addetti meridionali all'agroalimentare sono il 16% del totale italiano, e le unita' locali meno del 25%. Al Sud l'agroalimentare e' forte soprattutto in Campania, ma anche, pur se in misura inferiore, in Abruzzo, Puglia (olio) e Sicilia (agrumi e vino).

Leggi Tutto »

Il 43 % degli italiani nel 2016 ha fatto la spesa nei mercati degli agricoltori

Più di 4 italiani su 10 (43%) nel 2016 hanno fatto la spesa dal contadino nei mercati degli agricoltori con un aumento record del 55% negli ultimi 5 anni, in netta controtendenza rispetto al calo dei consumi alimentari dovuto alla crisi. È quanto emerge dall'indagine Campagna Amica su dati Ipr marketing presentata a Roma all'Auditorium Parco della Musica, all'apertura del mercato degli agricoltori di Campagna Amica sfrattati dal Circo Massimo, dove aspettano di poter tornare stabilmente dopo la chiusura disposta dal Comune, contro la quale sono state già raccolte 50mila firme. Dal dopoguerra mai così tanti italiani hanno acquistato direttamente dagli agricoltori con una crescita esplosiva nell'ultimo decennio da ricondurre - sottolinea la Coldiretti - all'attenzione per il benessere e per la salute ma anche alla sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare l'economia e l'occupazione del proprio territorio. L'83% degli italiani - continua l'associazione - considera l'acquisto di prodotti alimentari direttamente nei mercati degli agricoltori sicuro con una percentuale che è superiore del 23% rispetto ai supermercati e del 15% rispetto al dettaglio tradizionale. Non è un caso - precisa la Coldiretti - che l'81% degli italiani se fosse libero di scegliere preferirebbe comperare la frutta direttamente dagli agricoltori e l'88% degli italiani vorrebbe avere un mercato vicino a casa per avere più possibilità di scelta ed acquisto.

I mercati degli agricoltori - spiega Coldiretti - vengono scelti per trovare prodotti locali del territorio, cosiddetti a chilometri zero, messi in vendita direttamente dall'agricoltore nel rispetto della stagionalità dei prodotti in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Gli effetti positivi per i consumatori si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio. Oltre a ciò nei mercati dei contadini è possibile trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all'importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. I mercati si sono in realtà trasformati nel tempo da luoghi di commercio a momenti di aggregazione, svago e socializzazione con lo svolgimento di variegate attività che vanno dai corsi di formazione per l'orto ai laboratori didattici per i bambini, dai cooking show con gli agrichef all'educazione con i tutor della spesa. L'Italia ha conquistato in pochi anni la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica alla quale vanno riferimento oggi quasi ventimila agricoltori. In pochi anni è nata e cresciuta in Italia una rete unica a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche che ha esteso la sua presenza dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani. Complessivamente la rete di Campagna Amica - spiega la Coldiretti - è composta da 9030 fattorie, 1135 mercati, e 171 botteghe, cui si aggiungono 485 ristoranti, 211 orti urbani e 34 punti di street food, dove arrivano prodotti coltivati su circa 200mila ettari di terreno. Nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall'agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. "Acquistare prodotti a chilometri zero è anche un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell'ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all'economia e all'occupazione locale", ha affermato il presidente dellaColdiretti Roberto Moncalvo

Leggi Tutto »

Bianchi: l’Abruzzo e le zone terremotate sono al centro dell’azione del Governo

"La migliore promozione oggi e' non parlare di terremoto ma parlare di bellezze, della capacita' che hanno questi territori di fare turismo". Cosi' il sottosegretario ai Beni culturali con delega al Turismo, Dorina Bianchi, a margine di un incontro, a L'Aquila, sulla situazione turistica nel cratere e le misure da adottare, rispondendo alla domanda dei cronisti se e' in programma, o meno, una campagna straordinaria di promozione. L'evento ha fatto registrare la presenza di amministratori ed operatori del settore e dell'assessore regionale al Turismo Giovanni Lolli, capofila del settore nella conferenza Stato-Regioni. "Come Mibact e come Enit ci impegniamo nella promozione di queste aree, stiamo individuando anche risorse economiche, per quanto riguarda lo spettacolo dal vivo che deve essere riproposto in questi territori, ci stiamo impegnando a far capire che si puo' tornare nei nostri borghi, in stazioni sciistiche che sono luoghi sicuri di una bellezza straordinaria" ha concluso il sottosegretario.

"Vogliamo lanciare un appello, vogliamo dire agli italiani ma anche fuori dall'Italia che queste sono zone sicure dove si puo' ricominciare a lavorare e a fare turismo". Cosi' il sottosegretario ai Beni culturali con delega al Turismo, Dorina Bianchi, a margine di un incontro, all'Aquila, sulla situazione turistica nel cratere e le misure da adottare, alla presenza di amministratori ed operatori del settore. "Abbiamo delle zone di montagna che vanno valorizzate in cui si puo' fare turismo invernale di altissimo livello - continua la Bianchi -. Il lavoro da fare e' tanto e lo vogliamo fare insieme agli imprenditori e agli amministratori locali per portare cose concrete"

La nuova immagine dell' Abruzzo turistico riparte dal comprensorio vestino, tra i piu' colpiti dal maltempo di gennaio. In quest'area un micidiale mix di maltempo, con la tragedia di Rigopiano, e terremoto ha messo in ginocchio l'economia turistica. A parlare di rinascita e di misure di rilancio e' arrivato a Penne il sottosegretario al Turismo, Dorina Bianchi, accompagnato dal vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli. E' stato proprio Lolli, da poco investito anche dalle delega al Turismo, a coinvolgere il Governo "in un'azione di rilancio che riguarda tutto l'Abruzzoma che deve partire proprio da quest'area". Giovanni Lolli e Dorina Bianchi, alla riunione era presente anche il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, hanno ascoltato dalla viva voce degli operatori turistici della zona la drammaticita' di un momento che rischia di mettere in ginocchio l'intera economia. Con loro c'era anche il responsabile di Competitivita' e Territori di Invitalia, Giovanni Portaluri, per illustrare gli strumenti finanziari dell'Agenzia per il rilancio del territorio. "La situazione dell'Abruzzo e' drammatica - ha detto Lolli - dopo i fatti di gennaio dobbiamo avviare un percorso di rivitalizzazione dell'immagine turistica della regione che richiede tempo e la collaborazione di tutti. Il primo problema da risolvere e' lo spopolamento delle aree colpite dal terremoto e dal maltempo. Negli ultimi due mesi, in tutto l'Abruzzo, abbiamo registrato dati agghiaccianti: interi paesi si stanno spopolando, il territorio montano rischia di perdere il fattore umano. E' un punto centrale della nostra azione, che chiama in causa anche il destino che si vuole dare alle area dell'Appennino centrale per evitare che esso muoia per spopolamento". "In questo senso - ha aggiunto Lolli - e' necessario approntare subito un piano di sicurezza dell'edilizia scolastica, perche' molte famiglie di fronte a scuole non sicure decidono di trasferirsi sulla costa. Nello stesso tempo e' necessario guardare anche alla aziende e a chi lavora in queste terre; da qui l'idea di interventi massicci per agevolare l'accesso al credito. La Regione ha delle risorse e le mettera' a disposizione delle aziende per aprire le porte dell'accesso al credito bancario". Ma il problema riguarda anche i danni causati dal terremoto. Se da un lato rimane aperta la questione legata all'allargamento dell'area del cratere come chiedono i sindaci del comprensorio vestino e di altri comprensori del teramano, dall'altro Lolli ha espressamente parlato di "prevedere il ristoro dei cosiddetti danni indiretti, cioe' il lucro cessante di un'azienda di fronte alla tragedia del terremoto. Sono danni misurabili ed e' per questo che vanno rimborsati. Poi - ha aggiunto - c'e' la questione delle infrastrutture viarie e di trasporto per le quali e' necessario un piano di riammodernamento in grado di rendere appetibili le aree". Dal canto suo il sottosegretario Dorina Bianchi ha assicurato che "l'Abruzzo e le zone terremotate sono al centro dell'azione del Governo e del ministero dei Beni culturali e del Turismo. Il ministero, tramite il Piano strategico nazionale sul turismo, e' inserito nell'Industria 4.0 che significa per le aziende turistiche avere la possibilita' di accedere a finanziamenti specifici. Stiamo facendo di tutto per stare vicino agli operatori che in quest'area stanno risentendo degli effetti della tragedia del mese scorso in modo da rimettere al centro di un'azione che possa far riprendere le aziende e facilitare il ritorno dei turisti"

Il settore turistico al centro delle politiche di sviluppo della Regione Abruzzo attraverso linee di azioni dalle quali ripartire con interventi immediati, da condividere con la governance regionale e connettendosi con strategie nazionali. E' quanto emerso dall'incontro che si e' svolto all'Aquila con le associazioni di categoria, le Dmc, gli operatori turistici abruzzesi, alla presenza del sottosegretario ai Beni culturali, Dorina Bianchi e del vicepresidente della Giunta regionale con delega al Turismo e ai Beni culturali, Giovanni Lolli. Alla riunione hanno partecipato Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia, Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo dell' Enit, Giovanni Portaluri, responsabile Competitivita' e Territorio di Invitalia. E' stato evidenziato come molte attivita' turistiche, di produzione agroalimentare, di commercio e ristorazione, siano state gravemente danneggiate a livello strutturale con conseguente crollo dei fatturati e perdite gravi destinate a perdurare nel tempo. Il sottosegretario Bianchi ha lanciato un appello affinche' l'opinione pubblica sappia che queste zone sono sicure, si puo' tornare a lavorare e a fare turismo. Territori in cui si puo' fare sport di montagna di altissimo livello che vanno valorizzati. Sicurezza dunque, e paesaggi mozzafiato. "Emerge con chiarezza - ha detto Lolli - la necessita' di consentire una ripresa ordinaria delle attivita', riportando tutto il sistema alla piena operativita'. Bisogna rispondere al caos mediatico che si e' determinato attraverso la strutturazione di una strategia di comunicazione e promozione dell'identita' del territorio, pensato e studiato con l'obiettivo di veicolare messaggi chiari e corretti sullo stato attuale e sulla sicurezza dei posti e delle destinazioni turistiche del nostro Abruzzo". Le associazioni di categoria hanno condiviso le tre linee di azioni dalle quali ripartire per impostare un piano di gestione dell'emergenza e della governance futura: una linea legata alle azioni finanziarie a causa delle perdite economiche dovute ad un calo drastico delle presenze e delle entrate conseguenza di un effetto mediatico devastante sulle zone dell'Abruzzo e del Centro Italia colpite dal terremoto e dal maltempo. Poi una linea legata ad azioni strutturali con piani di intervento immediati sulle infrastrutture danneggiate, il monitoraggio delle strutture colpite, la messa in sicurezza degli spazi e una serie di azioni specifiche che facciano riprendere a regime le attivita'. Infine la linea legata ad azioni di comunicazione strategica

Leggi Tutto »

Terremoto, Tajani: dall’Europa fino a due miliardi di euro di risorse

Ha parlato delle popolazioni terremotate del centro Italia sin dal breve discorso di insediamento. Antonio Tajani, nuovo presidente del Parlamento europeo, si appresta a visitare le zone colpite dal sisma, tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, insieme ai sindaci e al capo della protezione civile Fabrizio Curcio. "Il 15 febbraio - spiega Tajani al Messaggero - l'Italia ha inviato alla Commissione europea la stima globale dei danni, che è di 23,5 miliardi. La Commissione farà immediatamente la proposta d'intervento al Parlamento europeo e il Parlamento dovrà votarla. Secondo me, alla fine la cifra complessiva erogata, tra fondo di solidarietà e fondi strutturali Ue, potrebbe avvicinarsi ai due miliardi".

Per Tajani, "in aggiunta a queste risorse per la ricostruzione, si possono usare i fondi strutturali destinati alle Regioni. Un investimento che non prevede soldi italiani, perché in questo caso e in via eccezionale la Commissione ha proposto di consentire un non co-finanziamento. Ma per la disponibilità di questi soldi molto dipenderà dalle Regioni". In particolare, informava una nota della Protezione civile, domenica 19 febbraio, il presidente Tajani e l'ingegnere Curcio saranno dapprima a Pieve Torina per poi proseguire verso Camerino (intorno a mezzogiorno), San Ginesio e Tolentino per concludere la visita a San Benedetto del Tronto. Nella giornata di lunedì, invece, alle ore 10.00 il Presidente Tajani e l'ing. Curcio saranno ad Amatrice per poi spostarsi su Norcia dove dovrebbero essere intorno alle 13. 

Leggi Tutto »

Pescara show contro il Genoa, 5-0 per gli uomini di Zeman

Con una prestazione strepitosa il Pescara dell''esordiente' Zeman travolge con un roboante 5-0 il Genoa di Juric, apparso svogliato e mai in partita. Partenza sprint degli abruzzesi che sorprendono con un avvio su ritmi forsennati il grifone di Juric che, dopo appena cinque minuti di gara, cade sullo spunto individuale di Cerri, schierato al posto di Gilardino da Zeman, bravo a involarsi su una ripartenza e fortunato sulla conclusione a trovare la deviazione, tanto decisiva quanto goffa, di Orban che sulla linea di porta non riesce a controllare il pallone spedendolo in rete. Lo schiaffo subi'to innesca la reazione dei liguri che, seppur in modo confuso, provano immediatamente a riorganizzarsi ma l'undici pescarese e' ben organizzato e, dopo aver assorbito la reazione degli avversari, al 19', trova il doppio vantaggio: dalla sinistra, Biraghi serve con un passaggio filtrante Caprari che con una conclusione di punta batte Lamanna per il momentaneo 2-0. La grinta e la dinamicita' messe in campo dal Pescara stordiscono il Genoa che, alle corde e in bali'a della manovra biancazzurra, prova a tornare in partita ma la veemenza offensiva e il pressing a tutto campo dei padroni di casa non permettono agli avversari di organizzare una valida controffensiva e, al 31', il Pescara si porta sul 3-0 grazie alla sortita offensiva di Benali che, servito alla perfezione da Memushaj, a tu per tu con Lamanna non sbaglia chiudendo di fatto i primi 45 minuti di gara

Al ritorno in campo dagli spogliatoi, il Pescara non toglie il piede dall'acceleratore e, tra il 5' e il 7', la squadra di Zeman va vicinissima al quarto gol prima con Caprari, stoppato con un bell'intervento in tuffo di Lamanna, e poi con Benali, che da ottima posizione conclude di potenza al volo senza pero' inquadrare la porta. Piu' quadrato e di certo maggiormente determinato, il Genoa prova ad approfittare del vistoso calo fisico accusato dai pescaresi e, al 17', la lunga azione manovrata del grifone trova sfocio nel colpo di testa di Pinilla che sorprende Bizzarri ma il pallone lambisce il palo salvando l'ex estremo difensore del Chievo. Nonostante la reazione d'orgoglio dei liguri, il Pescara argina bene le folate offensive genoane senza pero' rinunciare alla fase d'attacco e, al 26', Memushaj innesca il contropiede per i padroni di casa ma Benali, tutto solo in area, non approfitta della situazione favorevole lasciandosi letteralmente sfuggire il pallone a pochi passi dalla linea di porta. La verve offensiva pescarese annichilisce il Genoa che, scomparso dal campo, al 36', si inchina all'assolo di uno scatenato Caprari che prima fa ammattire la difesa ligure e poi conclude con un tiro a giro per il quarto gol del Pescara . Vorace e mai sazio l'undici di Zeman approfitta fino in fondo della giornata no della squadra di Juric e poco prima del triplice fischio, al 42', Cerri firma il 5-0 finale, su assist di Zampano, che regala la prima vittoria sul campo (a tavolino l'altro successo sul Sassuolo) al Pescara dopo 25 giornate.

 "Non abbiamo fatto tutto, ma i ragazzi hanno fatto sapere che si impegnano, che sono concentrati. Siamo contenti per aver finalmente rotto l'incantesimo". Zdenek Zeman si gode lo strepitoso ritorno sulla panchina del Pescara, che dopo 25 partite vince finalmente la prima partita sul campo strapazzando per 5-0 un Genoa irriconoscibile. "I tifosi? Non voglio fare delle scelte, dico che mi piacerebbe se venissero ad aiutarci, oggi ce l'abbiamo fatta anche senza loro, spero si convincano - afferma il tecnico boemo ai microfoni di Premium Sport -. Gli schemi? Il gol su calcio d'angolo l'abbiamo provato una volta, con altre squadre ho provato per anni e anni senza mai riuscirci...Potevo fare poco in due giorni con le indicazioni che ho dato, ma i movimenti li hanno presi sul serio e ci sono riusciti. Contento per loro, basta che non pensino sia finita". Zeman poi lancia una stoccata al suo predecessore, Massimo Oddo: "Non li ho trovati bene fisicamente. Martedi' cominciamo a lavorare sul serio, faremo i mille metri e anche i gradoni. Cambiare non e' mai facile, mancava l'applicazione. Speriamo di continuare a lavorare con l'entusiasmo, come singoli non abbiamo dei giovanissimi, abbiamo qualche vecchio, che voglio fare giocare. Cerri pero' che e' giovane ha fatto una grande partita". A chi gli chiede se abbia ricevuto altre proposte in questi mesi, Zeman ammette che "si', all'estero si', lontano dall'Italia, ma non dalla Cina. Li' non mi conoscono, e poi - conclude - non e' cosa per me". 

Leggi Tutto »

D’Alfonso: c’è uno stato d’animo che e’ quello della tranquillita

"C'e' uno stato d'animo che e' quello della tranquillita' coincidente con la totale estraneità". Cosi' il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, rispondendo ai giornalisti a margine dell'inaugurazione dell' anno giudiziario della Corte dei conti abruzzese, parlando dell' inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila che lo vede indagato assieme ad altre 12 persone su appalti pubblici abruzzesi. Sull'opportunita' di chiedere di essere sentito dalla Procura dell'Aquila, D'Alfonso si e' limitato a rispondere che "lo valutero' con i miei legali". Il governatore ha lasciato comunque intuire collaborazione: "Non vedo l'ora di potere concorrere, non solo documentalmente - ha affermato - ho un patrimonio conoscitivo frutto di 30 mesi di lavoro che, secondo me, e' utile per arrivare a fondo di qualsiasi verita'". Sul fatto che dal 2000 a oggi gli ultimi quattro presidenti abruzzesi lui compreso siano stati tutti indagati, l'attuale ha concluso: "Non mi occupo di questa analisi sociologica, so che si fa, ma non sono all'altezza di condurla"

Leggi Tutto »

Discarica di Bussi, in Appello riconosciuto l’inquinamento ambientale colposo

La Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato, con pene variabili tra i tre e i due anni, 10 dei 19 imputati nell'ambito del processo per la mega discarica dei veleni industriali di Bussi. In particolare, il collegio, presieduto dal giudice Luigi Antonio Catelli (relatrice e giudice a latere Armanda Servino) ha riconosciuto la sussistenza dell'avvelenamento delle acque, ma colposo e, per quanto riguarda il disastro ambientale, anch'esso colposo, ha riconosciuto alcune aggravanti interrompendo di fatto la prescrizione del reato.

Il 19 dicembre 2014, la Corte d'Assise di Chieti aveva assolto i 19 imputati - ex dirigenti e tecnici legati alla Montedison - perche' il fatto non sussiste, dal reato di avvelenamento delle acque e dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per il reato di disastro ambientale, derubricato da doloso in colposo. Tre anni di reclusione sono stati inflitti a Carlo Cogliati, amministratore delegato pro tempore di Ausimont, Maurilio Auguggi, Leonardo Capogrosso, coordinatore dei responsabili dei servizi Pas degli stabilimenti facenti capo alla Montedison-Ausimont di Milano, Salvatore Boncoraglio, responsabile Protezione ambientale e sicurezza della sede centrale di Milano. Due anni, invece, per Nicola Sebastiani, Angelo Domenico Alleva, Nazareno Santini, direttore dlelo stabilimento dal 1985 al 1992, Luigi Guarracino, Carlo Vasallo, direttore dello stabilimento di Bussi dal '92 al '97 e Giancarlo Morelli.

La Corte ha stabilito una provvisionale per risarcimento dei danni di circa 4 miliardi di euro. La Procura Generale si era allineata alle richieste di condanna (180 anni di carcere in tutto) invocate nel processo di primo grado dai pm di Pescara, Annarita Mantini e Giuseppe Bellelli che firmarono l'inchiesta. L'area fu subito definita come la piu' grande discarica inquinata d'Europa.  Il Forum abruzzese dell'acqua ricorda che il processo di bonifica, pur attivato nel 2004, non e' stato mai eseguito. Poi, nel 2007, sono arrivati i sequestri delle discariche, prima Tremonti, lungo il fiume Pescara, e poi 2A e due 2B lungo il fiume Tirino, tra stabilimento e paese.

Assoluzione per Guido Angiolini (amministratore di Montedison dal 2001 al 2003) perche' il fatto non sussiste. Giudicato inammissibile il ricorso della procura per Maurizio Piazzardi (perito chimico) mentre un altro imputato, Vincenzo Santamato (direttore Ausimont), nel frattempo e' deceduto

I commenti

"Non commento le sentenze. Credo che la magistratura faccia bene il proprio mestiere. Quello che mi interessa e' focalizzare l'attenzione sulle bonifiche che dobbiamo continuare a fare. E' giusto punire chi ha sbagliato e inquinato". Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti commenta cosi' la sentenza della Corte d'Assise dell'Aquila che ha riconosciuto il reato di avvelenamento colposo delle acque causato dalla discarica dei veleni della Montedison di Bussi sul Tirino. "Lo dico forte di un provvedimento che abbiamo fatto in questa legislatura, che trovo forse il piu' importante, l'introduzione degli ecoreati. Noi un segnale preciso in questo Paese lo abbiamo dato: chi inquina non e' che paga, chi inquina va in galera. E la magistratura fa bene a fare tutto il percorso per punire chi ha inquinato, se ha inquinato. Da parte mia dico avanti con le bonifiche", ha aggiunto il ministro a margine di un convegno alla Spezia organizzato dal Comune sul tema del cambiamento climatico e dell'economia circolare.

Il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale dell'Abruzzo Mario Mazzocca e l'assessore Silvio Paolucci, a nome di tutta la Giunta regionale abruzzese,"esprimono grande soddisfazione per l'esito dell'appello del processo sul disastro ambientale di Bussi sul Tirino". La sentenza della corte d'assise d'appello ha dell'Aquila ha completamente ribaltato la decisione dell'omologa corte di Chieti e oltre a riconoscere la responsabilità penale per il disastro nella forma colposa aggravata e la sussistenza dell'avvelenamento delle acque nella forma pure colposa, condanna gli imputati al risarcimento del danno ed al ripristino ambientale. La Regione Abruzzo era costituita parte civile ed appellante, rappresentata dall'avvocatura dello Stato, presente in giudizio con l'avvocato Cristina Gerardis, anche direttrice generale dell'ente, e con l'avvocato Generoso Di Leo, dell'Avvocatura Distrettuale dell'Aquila. "La sola provvisionale, su una richiesta risarcitoria di mezzo miliardo di euro, è nell'immediato di 500.000 euro. Risorse che, una volta ottenute mediante l'azione civile da attivarsi con la massima sollecitudine, potranno essere utilizzate a vantaggio del territorio regionale, in primis per una approfondita indagine epidemiologica e certamente nel settore della salute dei cittadini, danneggiata dalle condotte di reato accertate nel processo. "Crediamo sia stato svolto un eccellente lavoro: avremo cura del prosieguo delle iniziative giudiziali ed amministrative che potranno portare risultati concreti per il nostro territorio". Secondo l'avvocato Cristina Gerardis questa sentenza mette a fuoco il principio secondo il quale i cittadini hanno diritto a vivere in un ambiente sano e che l'ambiente e la salute sono valori primari: "la Regione Abruzzo, con lo strumento offerto da questa sentenza, potrà contare su risorse utili per monitorare l'ambiente e la salute dei cittadini".

"La Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila ha emesso una sentenza nella quale sostanzialmente riconosce la verita' storica di entrambi i reati: sia l'avvelenamento delle acque sia il disastro ambientale riqualificandoli in fatti di colpa": cosi' il Wwf commenta, in una nota, la sentenza. "Dopo due anni di lavoro e di assoluta fiducia nella giustizia possiamo dire che anche i reati ambientali possono trovare un giusto accertamento di verita'" dichiara l'avvocato Tommaso Navarra che ha rappresentato il Wwf. "E' stato compiuto un passo avanti importante nell'accertamento della verita', ma l'obiettivo finale resta la bonifica del territorio e l'applicazione del sacrosanto principio del chi ha inquinato paghi" aggiunge Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo che ha seguito il processo per il Wwf Italia. "L'affermazione di responsabilita' ha portato anche alla condanna al risarcimento del danno, da quantificare in separata sede, nonche' alla condanna a varie provvisionali per oltre tre milioni - si legge ancora nella nota del Wwf - Un milione di euro in favore dell'Ato, 500mila euro in favore della Regione Abruzzo, 200mila euro in favore di tutti i Comuni, 10mila euro in favore del Wwf Italia e di Legambiente, 5mila euro in favore delle restanti associazioni ambientaliste che si erano costituite parte civile".

 "E' una grande sentenza perche' dimostra la giustezza delle nostre tesi: i fatti ci sono, e' stato riconosciuto l'avvelenamento delle falde acquifere". Lo ha detto l'avvocato dello Stato, Cristina Gerardis

"Dopo quanto accaduto in fase di udienza preliminare e in primo grado questa sentenza di appello almeno ristabilisce la verita' su fatti di inaudita gravita' che hanno riguardato la qualita' della vita di 700.000 persone". E' il commento di Augusto De Sanctis, attivista del Forum H2O, sulla sentenza. "Le pene sono miti a cui si aggiunge il condono con contorno di prescrizione - dichiara - a testimonianza su come le leggi nel nostro Paese considerino la tutela dell'ambiente e la difesa della salute. Comunque la vera giustizia per noi e' la bonifica, il nostro territorio deve essere risanato fino in fondo subito e risarcito per i danni subiti, come prevede la sentenza. Non possiamo aspettare un minuto di piu', nella Val Pescara e' un disastro con i pesci al mercurio. Una vergogna internazionale che deve finire. Questa sentenza puo' aiutarci senz'altro"

Leggi Tutto »

Blitz dei carabinieri in Regione Abruzzo, sequestrati dei documenti

In un clima di stretto riserbo e con gli inquirenti e gli investigatori con le bocche cucite, emergono i nomi dei sette indagati in uno dei tre filoni di indagine, quello sull'appalto sulla ristrutturazione di Palazzo Centi, sede della Giunta abruzzese all'Aquila, danneggiata seriamente dal terremoto del 6 aprile 2009, dell'inchiesta della procura dell'Aquila che ha colpito la Regione Abruzzo. Nel filone di Palazzo Centi finisce il capo della segreteria di D'Alfonso, Claudio Ruffini, che nella passata legislatura e' stato consigliere regionale del Pd. Poi, l'imprenditore Eugenio Rosa, amministratore delegato di Icet Engineering di Castelli, che e' arrivata terza nella gara, i tre componenti della commissione di gara, i funzionari regionali Giancarlo Misantoni (presidente), l'architetto Roberto Guetti e l'ingegnere Silverio Salvi. Sotto indagine anche due progettisti: Gianluca Marcantonio, nominato nell'agosto del 2016 componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e un mese fa entrato nel Comitato tecnico scientifico della struttura del commissario per la ricostruzione in Centro Italia, Vasco Errani. Indagato anche l'altro progettista, Alessandro Pompa. Per i sette le ipotesi di reato sono corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Secondo quanto si e' appreso, la Procura contesterebbe in particolare pressioni per la scelta dei nomi in commissione e anche il fatto che i progettisti avrebbero avuto gli elaborati progettuali quattro mesi prima del bando di gara. Degli altri due filoni delle indagini - uno a Penne  e un altro a Pescara per lavori preventivati su case popolari - curate da Carabinieri e Polizia di Stato, non si conoscono tutti gli indagati: e' emerso solo che sono indagati D'Alfonso, come sottolineato da lui stesso in un comunicato, e per quanto riguarda l'appalto per le case Ater di Pescara, Marcantonio.

 

**************

 

Nell'ambito di un'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, e' indagato per corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Secondo quanto si e' appreso, il governatore e' coinvolto insieme a un'altra quindicina di persone tra funzionari e imprenditori. In corso perquisizioni anche domiciliari in diverse citta' d'Abruzzo, dopo quella negli uffici regionali di palazzo Silone. Oltre che dai Carabinieri, l'indagine e' portata avanti anche dalla Polizia di Stato.

"Questa mattina ho appreso che e' in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L'Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine". Lo ribadisce il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso. "Ho fiducia nell'operato della magistratura cosi' come ne avevo in passato - dice - quando e' stata sempre accertata la liceita' delle mie condotte amministrative.

In una nota successiva è stato precisato che "il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha ricevuto questa mattina due richieste di proroga delle indagini: una riguardante la città di Penne (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18/11/2015) e una per lavori - solamente preventivati - alle case popolari Ater di Pescara (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 8/7/2016). Contestualmente è stato recapitato un altro documento (“Ordine di esibizione di atti e documenti”) con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che è in corso un procedimento penale sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste non compare il nome di Luciano D’Alfonso". 

"D'Alfonso non e' indagato per la vicenda dell'appalto per la ristrutturazione di Palazzo Centi, danneggiato dal sisma del 2009, credo sia coinvolta la commissione di gara, lo e' invece per le case popolari a Pescara". Cosi' il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, sull'inchiesta della Procura dell'Aquila su tre appalti gestiti dalla Regione che ha portato stamani al sequestro di una copiosa documentazione a Palazzo Silone, sede della giunta regionale all'Aquila, e di perquisizioni, anche domiciliari, in diverse citta' d'Abruzzo. Ad indagare sono carabinieri e polizia. Il presidente D'Alfonso e' indagato con ipotesi di accusa di corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Insieme a lui una quindicina di persone, tra cui tecnici e funzionari regionali e imprenditori. "Le tre inchieste non riguardano il vertice politico, sono convinto che per la commissione di gara di Palazzo Centi, e per i due appalti di Penne e Pescara, sia stato fatto un buon lavoro, salvo quanto accertera' la magistratura sulla quale abbiamo molta fiducia", ha chiarito Lolli.

***************

 

Blitz dei carabinieri a palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale. E' stato eseguito un sequestro di documenti relativo alla gara per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. I militari, secondo quanto appreso, hanno occupato l'intero settore Patrimonio. Dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l'appalto pubblico da 13 milioni di euro e' stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia.

Piu' di 20 i carabinieri impegnati nell'ambito dell'operazione di polizia giudiziaria. L'inchiesta e' coordinata dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese. La mole di documenti sequestrati per essere esaminati dagli inquirenti sarebbe copiosa. L'appalto pubblico da 13 milioni di euro, contraddistinto da molte lungaggini, cui hanno preso parte 29 grandi imprese edili, e' stato aggiudicato alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia un ribasso del 35,017 per cento. Nei giorni scorsi l'amministrazione aveva dato l'ok alla congruita' degli atti di gara, compreso il ribasso stesso.

"Mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione". Cosi' - in una nota - il presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, in merito al sequestro, da parte dei Carabinieri, di documenti sulla gara da 13 milioni di euro per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. Nella mattina di oggi, riferisce poi nella nota D'Alfonso, "sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti dal novembre 2015 con rinnovi semestrali. Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato sono: il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L'Aquila; un intervento non ancora precisato riguardante la citta' di Penne; interventi - al momento solo quantificati e ipotizzati come priorita' a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini - di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara.

Leggi Tutto »

Inchiesta a L’Aquila, indagato il presidente Luciano D’Alfonso

Nell'ambito di un'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, e' indagato per corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Secondo quanto si e' appreso, il governatore e' coinvolto insieme a un'altra quindicina di persone tra funzionari e imprenditori. In corso perquisizioni anche domiciliari in diverse citta' d'Abruzzo, dopo quella negli uffici regionali di palazzo Silone. Oltre che dai Carabinieri, l'indagine e' portata avanti anche dalla Polizia di Stato.

"Questa mattina ho appreso che e' in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L'Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine". Lo ribadisce il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso. "Ho fiducia nell'operato della magistratura cosi' come ne avevo in passato - dice - quando e' stata sempre accertata la liceita' delle mie condotte amministrative.

In una nota successiva è stato precisato che "il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha ricevuto questa mattina due richieste di proroga delle indagini: una riguardante la città di Penne (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18/11/2015) e una per lavori - solamente preventivati - alle case popolari Ater di Pescara (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 8/7/2016). Contestualmente è stato recapitato un altro documento (“Ordine di esibizione di atti e documenti”) con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che è in corso un procedimento penale sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste non compare il nome di Luciano D’Alfonso". 

***************

 

Blitz dei carabinieri a palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale. E' stato eseguito un sequestro di documenti relativo alla gara per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. I militari, secondo quanto appreso, hanno occupato l'intero settore Patrimonio. Dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l'appalto pubblico da 13 milioni di euro e' stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia.

Piu' di 20 i carabinieri impegnati nell'ambito dell'operazione di polizia giudiziaria. L'inchiesta e' coordinata dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese. La mole di documenti sequestrati per essere esaminati dagli inquirenti sarebbe copiosa. L'appalto pubblico da 13 milioni di euro, contraddistinto da molte lungaggini, cui hanno preso parte 29 grandi imprese edili, e' stato aggiudicato alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia un ribasso del 35,017 per cento. Nei giorni scorsi l'amministrazione aveva dato l'ok alla congruita' degli atti di gara, compreso il ribasso stesso.

"Mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione". Cosi' - in una nota - il presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, in merito al sequestro, da parte dei Carabinieri, di documenti sulla gara da 13 milioni di euro per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. Nella mattina di oggi, riferisce poi nella nota D'Alfonso, "sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti dal novembre 2015 con rinnovi semestrali. Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato sono: il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L'Aquila; un intervento non ancora precisato riguardante la citta' di Penne; interventi - al momento solo quantificati e ipotizzati come priorita' a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini - di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara.

Leggi Tutto »

Confindustria propone l’istituzione di zone franche urbane nelle zone colpite dal terremoto

Per sostenere le attivita' economiche locali nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto negli ultimi mesi andrebbe fatta anche "una seria riflessione sull'opportunita' di istituire le cosiddette 'zone franche urbane'", gia' istituite in seguito agli eventi sismici dell'Aquila e dell'Emilia. Lo ha affermato il vicepresidente di Confindustria e presidente della Piccola industria, Alberto Baban, nel corso di un'audizione in Commissione Industria del Senato, in occasione della quale ha parallelamente sottolineato la necessita' di integrare l'area del cosiddetto 'cratere', di calcolare anche i danni indiretti subiti e di accelerare le procedure di ricostruzione. Per Confindustria, infatti, altri aspetti "importanti riguardano i danni subiti dalle imprese in termini di impatto economico sulla loro attivita', non solo i danni diretti, cioe' determinati dalla chiusura (definitiva o temporanea) dell'attivita', ma in particolare i danni indiretti, cioe' generati dalla riduzione del giro d'affari indotta dal complessivo ridimensionamento dell'attivita' produttiva e della domanda locale". Sul turismo i danni indiretti "stanno assumendo dimensioni rilevanti". E, dunque, andrebbe introdotta una misura di "compensazione". Quanto alla proposta sulle zone franche, Baban ha sottolineato che sarebbe "uno strumento con finalita' di mantenimento e rilancio di attivita', soprattutto di micro-imprese, in zone particolarmente disagiate e a rischio di degrado e basato su meccanismi di riduzione della fiscalita', statale e locale". Su tutto e' necessaria, ha rimarcato Baban, "la rapida realizzazione degli interventi di riparazione e ricostruzione" nei territori colpiti e questo "impone l'adozione di misure per l'accelerazione delle procedure e la definizione di una macchina amministrativa efficiente e dinamica, in grado di dare risposte coerenti alle esigenze di adeguamento e miglioramento sismico". Per questo andrebbe anche "rafforzata la capacita' amministrativa degli uffici pubblici coinvolti".

Leggi Tutto »