Primo Piano

Trecento milioni per il ciclo idrico

"Abbiamo in campo 300 milioni di euro sul fronte del ciclo idrico sia per quanto riguarda la depurazione sia per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico". Lo ha detto il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, a margine della conferenza stampa sul progetto di mitigazione idraulica del fiume Pescara, a proposito degli interventi previsti in Abruzzo dalla Regione sul fronte della depurazione delle acque e sul problema siccita'. "Noi - ha spiegato D'Alfonso - che siamo infatti la terza regione italiana per ricchezza di acque abbiamo corso il rischio di non avere acqua in due province su quattro, soprattutto davanti alla sfida turistica. Attraverso gli interventi che abbiamo messo in campo nel Teramano e nel Chietino noi riusciamo ad avere adesso l'autosufficienza idrica come era giusto che fosse. Ma abbiamo messo mano alla capacita' di funzionamento dei depuratori. Soltanto per il grande problema di Pescara in questo momento abbiamo in esercizio contrattuale 12,5 milioni di euro per il depuratore esistente e 20 milioni per quello che noi abbiamo chiamato il parco depurativo che faremo al servizio dell'area metropolitana, ma naturalmente questo si replica in tutte le situazioni complesse dell'Abruzzo, come per esempio quella della Marsica per cui ci sono 50 milioni di euro in definizione progettuale che presto verranno messi a base di gara. C'e' un problema a L'Aquila citta' e abbiamo gia' trovato le risorse. Si tratta adesso di accompagnare alla provvista delle risorse finanziarie la capacita' delle stazioni appaltanti di mettere in esecuzione contrattuale. A Pescara stiamo monitorando la situazione, ma monitoriamo anche a Teramo per quanto riguarda il Consorzio Acquedottistico, ad Avezzano per Arap e all'Aquila per quanto concerne Gran Sasso Acque".

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Tangenti nella ricostruzione de L’Aquila, 10 arresti

Un presunto giro di tangenti e di incarichi destinati a parenti e amici per aggiudicarsi appalti pubblici nella ricostruzione dell'Aquila sarebbe stato scoperto dagli investigatori. Una nuova inchiesta giudiziaria scuote quello che e' considerato il cantiere piu' grande d'Europa. Nei guai sono finite 35 persone, e sono rimasti coinvolti funzionari, anche di vertice, dei beni culturali abruzzesi con sede nel capoluogo di regione, imprenditori e professionisti: dieci sono finiti agli arresti domiciliari, a cinque e' stata notificata l'interdizione dall'esercizio dell'attivita' professionale, altri 20 sono indagati. Dalle intercettazioni telefoniche spunta anche un altro imprenditore che "ride", cosi' scrive il gip, parlando al telefono con un suo dipendente, il geometra Leonardo Santoro, delle future commesse del terremoto del centro Italia del 2016, in particolare di Amatrice: si tratta di Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura, - ai domiciliari - presidente del Consiglio d'amministrazione della societa' cooperativa l'Internazionale.

Perquisizioni e sequestri sono stati eseguiti dalle prime ore della mattina dai carabinieri dell'Aquila, oltre che in Abruzzo, in Campania, Puglia e Marche. Nel mirino 12 appalti pubblici relativi ad edifici storici gestiti dal Mibact Abruzzo, tra cui spicca il Teatro comunale, in pieno centro all'Aquila, ancora non restituito alla citta'. Pesanti le accuse: gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di concorso in corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, turbata liberta' degli incanti, falsita' materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsita' ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nonche' soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. Secondo quanto si e' appreso, le indagini dei carabinieri dell'Aquila coordinate dal procuratore capo, Michele Renzo e dal pm Antonietta Picardi, sarebbero scattate da spunti investigativi emersi da un'altra inchiesta. Ad inchiodare gli indagati intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che video e foto che dimostrerebbero le dazioni di danaro per vincere gli appalti. Gli investigatori definiscono sistemico lo stratagemma utilizzato: gli appalti pubblici aggiudicati ad imprese 'amiche' con ribassi d'asta cospicui con le somme in questione recuperate poi con varianti in corso d'opera affidate direttamente, con i funzionari infedeli che ricevevano danaro dagli imprenditori. Nell'ordinanza del Gip Gargarella si sottolinea che le condotte poste in essere da alcuni funzionari pubblici, inseriti nell'ambito del Segretariato Regionale del Mibact dell'Abruzzo, i quali, ricoprendo varie funzioni e ruoli nel contesto dell'assegnazione e controllo sulle opere di restauro successive al sisma del 2009, "avrebbero gestito le gare in maniera clientelare, attribuendo incarichi professionali a parenti ed amici"

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L’Italia non è paese per giovani:,da 4 anni record Ue per i Neet 

L'Italia continua ad avere, secondo i dati del 2016, la percentuale più alta nell'Ue (19,9%) di giovani nella fascia tra 15 e 24 anni che non cercano lavoro né studiano o sono in formazione (Neet, Not in Employment, Education or Training), un record che detiene orami ininterrottamente dal 2013. È uno dei dati più preoccupanti che contiene il rapporto annuale per il 2017 sull'Occupazione e gli Sviluppi sociali in Europa, pubblicato oggi a Bruxelles dalla Commissione Ue. Al secondo posto (18,2%) c'è la Bulgaria, che aveva il record fino al 2012, mentre terza è la Romania (17,4%), seguita dalla Croazia (16,9%), Cipro (15,9%) e Grecia (15,8%) e Spagna (14,6%). La media dell'Ue a 28 è all'11,5%, e quella dell'Eurozona all'11,7%. Fra gli altri grandi paesi, la Germania è al 6,6%, la Francia all'11,9% e il Regno Unito al 10,9%. Mentre nell'Ue e nell'Eurozona il picco dei Neet era stato raggiunto nel 2012 (rispettivamente 13,2% e 13,1%) e poi c'è stato un calo costante, in Italia la percentuale ha raggiunto il livello più alto mai registrato nell'Ue nel 2013 (22,2%), per poi calare lentamente negli anni successivi (22,1% nel 2014 e 21,4 nel 2015). L'Italia è anche lo Stato membro con il più basso incremento di attività nel 2016: la popolazione attiva era il 64,9% degli abitanti fra i 15 e i 64 anni, contro una media Ue del 73%, con la Germania al 78%, il Regno Unito al 77,3% e la Francia al 71,7%. Nella disoccupazione, all'11,7% della forza lavoro nel 2016, gli italiani hanno il quinto valore più alto, poco sotto Cipro e Crazia al 13%, ma sono comunque lontani dal 23,6% della Grecia e dal 19,6% della Spagna, contro una media del 10% nell'Eurozona e dell'8,5% nell'Ue a 28. Ma nella disoccupazione giovanile (15-24 anni) l'Italia sale al terzo posto (37,8%), dietro alla Grecia (47,3%) e alla Spagna (44,4%), dopo essere stata per diversi anni al quarto posto dietro la Croazia (31,1% nel 2016,). Questo nonostante nella Penisola si sia registrato un calo rispetto al 2015 (40,3%) e soprattuto rispetto al picco raggiunto nel 2014 (42,7%). L'Italia rimane inoltre in fondo alla classifica per quanto riguarda il tasso di posti di lavoro vacanti (0,5% contro una media Ue oltre l'1,5%). 

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Sono 766 le domande per il bando ‘Fare Centro’

Sono 766 le domande per il bando 'Fare Centro'. Il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, in un incontro con la stampa ha illustrato i principali risultati del bando per la ricollocazione di attivita' commerciali nei centri storici finanziato con i fondi del 4% della ricostruzione post-terremoto 2009. Lolli era affiancato dal direttore generale, Vincenzo Rivera. Tra il pubblico anche Alessandro Piccinini, assessore al Commercio in rappresentanza del Comune de L'AQUILA. "Questo bando non finisce qui, attualmente alle attivita' sono precluse intere zone - ha detto Lolli - Abbiamo gia' deciso che questo bando venga integrato. I 20 milioni che avevamo previsto vanno aumentati". "Sono per fare scorrere la graduatoria, quelli che hanno concorso e sono ammessi devono poter accedere al finanziamento", ha aggiunto. Nel dettaglio, sono 236 le domande per "il rientro delle attivita' economiche nei centri storici e nelle altre aree ammissibili" (linea A), 527 per "il trasferimento di attivita' gia' esistenti o l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali" (linea B), e infine 4 per "il processo di riqualificazione urbana" in via della Croce Rossa, nonche' favorire il rientro nei centri storici "degli ordini professionali, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative" e "delle organizzazioni sindacali" (linea C)

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Trivelle, abrogata la norma dello Sblocca Italia

Con la sentenza 170, pubblicata il 12 luglio scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimita' del comma 7 dell'art. 38 del Decreto legge 133 (Sblocca Italia), dando ragione alla Regione Abruzzo che, insieme a diverse regioni (fra cui Lombardia, Campania e Veneto), aveva presentato ricorso. In sostanza, l'Alta Corte ha stabilito che, trattandosi di materia concorrente, non fosse competenza esclusiva dello Stato - senza alcun coinvolgimento delle Regioni - emanare il "Disciplinare tipo per il rilascio e l'esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale" contenuto nel Decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico del 7 dicembre 2016.

"Questa sentenza - ha dichiarato il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca - riapre una partita che il governo considerava chiusa, con un provvedimento che toglieva alle Regioni, e con esse alle comunita' locali, ogni possibilita' di intervento sulle politiche energetiche. Ora abbiamo l'opportunita' di far valere le nostre ragioni in merito a progetti che, in nome di un interesse nazionale, tutto da dimostrare, mettono a rischio la sicurezza dei cittadini, la salubrita' dell'ambiente e la possibilita' di programmare lo sviluppo assecondando le vocazioni dei nostri territori".

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Studio Cgia, crollano gli impieghi

 In questi ultimi 3 anni di grave crisi del nostro sistema creditizio (aprile 2017 sullo stesso mese del 2014), com'era prevedibile la contrazione degli impieghi bancari alle imprese italiane ha continuato ad aumentare: -62,4 miliardi di euro. Lo rileva la Cgia. Ad eccezione del Molise, il calo ha interessato tutte le regioni, il Veneto piu' delle altre La crisi della Popolare di Vicenza, di Veneto Banca, del Monte dei Paschi e di alcune banche di Credito Cooperativo locali ha innescato una stretta sul credito senza precedenti: -10,7; contro una media nazionale del -6,8%. In termini assoluti, alle aziende venete sono stati "tagliati" 10,8 mld di prestiti (pari al 17,3% del dato nazionale): solo la Lombardia ha registrato una diminuzione in valore assoluto superiore (-15,9 mld di euro), anche se va ricordato che in quest'ultima realta' territoriale e' ubicato un numero di imprese attive pari al doppio di quello presente in Veneto. 

"Sebbene in questi ultimi 3 anni i rubinetti del credito siano stati progressivamente chiusi - spiega Paolo Zabeo della Cgia - il sistema economico veneto ha comunque tenuto. Anzi, il manifatturiero e anche le costruzioni sono tornate a crescere: e' la prima regione turistica d'Italia, l'export vola, la disoccupazione, scesa sotto il 7%, e' tra le piu' basse d'Italia e nel 2016 ha registrato un avanzo commerciale record pari a 16,5 mld di euro. Senza la crisi delle due banche popolari, ovviamente, le cose sarebbero andate ancora meglio, soprattutto per le piccole e piccolissime imprese che, tradizionalmente a corto di liquidita' e poco capitalizzate, sono state le piu' colpite da questa stretta creditizia e, conseguentemente, le meno coinvolte dalla ripresa in atto". Una situazione altrettanto difficile si e' registrata nelle Marche: -10,4% il calo dei prestiti (pari -2,7 mld di euro), in Calabria con -9,7% (-857 milioni di euro) e in Emilia R. con -9,1% (9,2 mld). Una delle ragioni del credit crunch in atto e' riconducibile al forte aumento delle sofferenze bancarie registrato in questi anni. Sempre tra aprile 2014 e lo stesso mese del 2017, le sofferenze in capo alle imprese (calcolate come differenza tra impieghi e impieghi vivi) sono aumentate di 28,8 mld di euro, arrivando a toccare i 160,9 mld (aprile 2017). La situazione piu' difficile si registra in Calabria (32,1%), nel Molise (31,4%), in Sardegna (29,9%) e in Sicilia (28,7%). La regione piu' virtuosa, invece, e' il Trentino A.A.: l'incidenza e' solo del 9,6%. Il dato medio Italia, infine, e' pari al 18,8%. A livello provinciale, le imprese piu' penalizzate dalla contrazione degli impieghi bancari sono state quelle di Isernia (-19,5%), Mantova (-19%), Ferrara (-17,8%), Rieti (-17,4%), Rimini (-17,3%) e Belluno (-14,4%). Tra le meno interessate da questo fenomeno Cagliari (-1,2%), Parma, Vercelli (entrambe con -1,1%), Barletta (-1%) e Napoli (-0,6%). Con variazione nulla, invece, i risultati emersi a Massa Carrara e a Salerno, mentre hanno visto aumentare la disponibilita' di liquidita' le imprese di Taranto (+0,9%), di Caserta (+1,2%), di Trieste (+1,6%), di Trento (+2,1%), di Fermo (+3,2%), di Benevento (+3,8%), di Firenze (+4,1%) e di Biella (+11,4%). Infine, anche nella lettura dei dati relativi alle incidenze percentuali delle sofferenze sugli impieghi delle imprese svetta la provincia di Isernia (39,4%). Al secondo posto si posiziona Reggio Calabria (38,7%) e al terzo Carbonia-Iglesias (38,3%). Le realta' territori meno a rischio, invece, sono Trieste (9,9%), Sondrio (8,9%) e Bolzano (5%). "Accogliamo con grande soddisfazione l'istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta, che - sottolinea Renato Mason., segretario Cgia - avevamo chiesto sin dall'inizio del 2016. Peccato che i mesi di lavoro da qui alla fine della legislatura saranno insufficienti per chiarire quanto accaduto in questi ultimi anni. E' importante che chi ha contribuito a dissestare i bilanci di molti istituti bancari sia messo nelle condizioni di non partecipare piu' alla vita civile di questo paese. Nel caso tutto questo non fosse possibile per una questione di privacy, auspichiamo che la Commissione parlamentare di inchiesta o una legge ad hoc consenta ai soci delle banche in difficolta' che hanno visto svanire i propri risparmi di visionare, comunque, questi dati"

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Abruzzo, la raccolta differenziata al 52% nel 2016 

Crescono raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti urbani nel 2016 in Abruzzo. La raccolta differenziata regionale in particolare ha raggiunto il 52,70% con un +3,40% rispetto al 2015. Si consolidano alcune filiere del recupero come la carta, la frazione organica e le apparecchiature elettriche ed elettroniche. "La raccolta differenziata ed il riciclo - ha dichiarato il Sottosegretario Mario Mazzocca nel corso di una conferenza stampa alla quale ha preso parte anche il dirigente regionale del settore, Franco Gerardini - si confermano attività cruciali in Abruzzo per la "circular economy", strategia avviata con l'approvazione da parte dell'esecutivo regionale della delibera di Giunta regionale numero 116 del 2016, trasformando annualmente oltre 590.000 tonnellate di rifiuti di carta, vetro, plastica, legno e organico in nuove materie prime seconde". Stabile la produzione dei rifiuti con 593.000 tonnellate nel 2015 e594.000 tonnellate nel 2016. Sono più di 150 i comuni che organizzano i servizi di differenziata secondo sistemi domiciliari, molti dei quali a seguito dei finanziamenti regionali assegnati con le risorse PAR-FSC 2007/2013. Segnali positivi arrivano dal recupero della frazione organica, con 103,4 kg/ab/a recuperati (media nazionale 100 kg/ab/a) e dalla carta, con un +6,8% rispetto al dato regionale 2015, confermando l'Abruzzo prima regione nel mezzogiorno con un 55,9 kg/ab/a, rispetto alla media nazionale di raccolta pro-capite del 53,1% ed i RAEE con un incremento rispetto al 2015 del 10,78% pari a 3,74 kg/Ab/a al di sotto però della media nazionale che è di 4,67% kg/ab/a. Su 305 comuni, 139 hanno superato il 65% di differenziata centrando l'obiettivo di legge previsto. 67 Comuni hanno una differenziata inferiore al 35%, di cui 12 inferiore al 10%. 98 comuni si attestano tra il 35% ed il 65%. Le Province di Teramo e Chieti si confermano le Province riciclone, rispettivamente con 62,69% e 61,21%; quelle di Pescara e L'Aquila confermano,invece, i loro ritardi, attestandosi rispettivamente al 38,98% ed al 46,45%. Il Comune più virtuoso è il Comune di Castel di Ieri (AQ) con il 90,02% di raccolta differenziata. Dei 13 Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, si classifica primo il Comune di Giulianova con il 69,96% di RD, seguito dal Comune di Avezzano con il 66,79%. 

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Distretti industriali d’Abruzzo, export +3,3% 

Nel primo trimestre 2017 le esportazioni dei distretti abruzzesi hanno avuto un andamento positivo (+3,3%), nonostante i problemi causati dal terremoto avvenuto a fine agosto 2016, evidenziando una performance migliore del manifatturiero regionale (+1,1%) ma inferiore al complesso dei distretti italiani (+6,4%). Questi i principali risultati che emergono dal Monitor dei distretti industriali dell'Abruzzo curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Tra i distretti abruzzesi si sono distinti per i risultati positivi i vini di Montepulciano (+15%), il mobilio abruzzese (+4,7%) e l'abbigliamento sud-abruzzese (+22,6%). Si e' chiuso in negativo invece il primo trimestre 2017 per i distretti dell'abbigliamento nord-abruzzese (-5%) e della pasta di Fara (-9,6%). "A contribuire favorevolmente alla performance regionale - commenta Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo - sono stati sia i mercati emergenti (+8,5%) che i mercati maturi (+1,5%). Molto positive le performance in Russia, Cina e Hong Kong, Nigeria (dovuta all'aumento dell'export del distretto del mobilio abruzzese) e Albania; tra i mercati maturi spiccano invece Svizzera, Germania, Regno Unito e Canada". Si e' attestato in territorio negativo, nella fase iniziale del 2017, l'export del polo ICT dell'Aquila (-5%), restando nettamente al di sotto dell'andamento dei poli tecnologici italiani, che nello stesso periodo registrano una crescita dell'8,3%. A generare questa frenata nelle esportazioni del polo sono stati il commercio verso gli Stati Uniti, che costituisce il principale mercato di sbocco (90,6% delle esportazioni totali) e quello verso la Svizzera. Performance positive sono state ottenute in Oriente e, in particolare, in Cina e Giappone. 

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Sostegno a 400 famiglie con il SIA. Allegrino: Reinserimento nel mondo del lavoro

Povertà, oltre 400 le famiglie pescaresi che potranno beneficiare del Sia. Allegrino: “Progetti personalizzati per avviare processi di reinserimento sociale e nel mondo del lavoro”.

Sono circa 430 le famiglie pescaresi in condizione di povertà, che potranno beneficiare del Sia, il Sostegno per l'inclusione attiva previsto a livello nazionale per i nuclei familiari in cui siano presenti minori, disabili o donne in stato di gravidanza. Lo attestano le previsioni contenute nel redigendo Piano Sociale, il documento che predisporrà interventi, servizi sociali e socio-sanitari per i prossimi tre anni.

“Dal mese di settembre ad oggi, circa 200 nuclei  familiari hanno potuto usufruire del Sia –spiega l'assessore alle Politiche Sociali, Antonella Allegrino - Oltre a ricevere il contributo erogato dall'Inps, che va da un minimo di 80 a un massimo di 400 euro al mese, le famiglie vengono sostenute dai servizi sociali, che agiscono in rete con i servizi per l’impiego, quelli sanitari, le scuole, soggetti privati ed enti non profit. Il nucleo familiare viene aiutato a superare la condizione di povertà attraverso percorsi personalizzati, che prevedono la ricerca di un lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la tutela della salute dove ci siano, ad esempio, dipendenze.

Per potenziare questo servizio, arriveranno a rafforzare il nostro organico, con contratto a tempo determinato, tre nuovi assistenti sociali che avranno il compito di elaborare e personalizzare i percorsi con un approccio che mira a non produrre assistenzialismo ma ad avviare un processo di reinserimento delle persone disagiate nella collettività e nel mondo del lavoro. Con il Decreto Interministeriale del marzo scorzo, inoltre,  il punteggio minimo per accedere al Sia è stato abbassato. Prima, era necessario raggiungere 45 punti,  oggi ne bastano 25: questa modifica consente di aumentare la platea dei beneficiari che, come previsto dai dati contenuti nel nuovo Piano Sociale, potranno arrivare a oltre 400. I fondi a disposizione, per il triennio 2017-19, sono di 490mila euro, di cui una parte, circa 180mila, è destinata ai progetti di inclusione sociale e lavorativa”.

La modulistica per richiedere l’erogazione del Sia è reperibile on line sul sito Istituzionale del Comune di Pescara, link Servizi al Cittadino – Politiche Sociali:

https://www.comune.pescara.it/internet/index.php?codice=264

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Di Pangrazio: la maggioranza recupera coesione 

"Quando la maggioranza si confronta sui contenuti che interessano i cittadini abruzzesi ritrova la sua coesione e riesce ad esprimere provvedimenti che migliorano la situazione della Regione Abruzzo". Questo il commento del Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio sui lavori dell'Assemblea di martedi' 11 luglio. "Nella seduta di ieri - spiega Di Pangrazio - abbiamo dato dimostrazione che l'azione del governo regionale e' salda ed ancorata ai temi che interessano gli abruzzesi. Certo - sottolinea in una nota il Presidente - va riconosciuto che alcuni provvedimenti sono stati approvati anche grazie al contributo di una parte della minoranza, che ha lavorato bene e costruttivamente sia in Commissione che in Consiglio, apportando in alcuni casi modifiche migliorative ai testi della maggioranza, in altri casi proponendo norme importanti che il Consiglio regionale ha riconosciuto come tali".

" Di Pangrazio ricorda inoltre come nella seduta di ieri siano stati approvati importanti provvedimenti legislativi: "A partire dal rilancio e dalla valorizzazione dell'aeroporto d'Abruzzo, che resta l'infrastruttura di riferimento regionale, la piu' importante che abbiamo insieme al porto di Ortona, oltre ad essere uno straordinario veicolo di promozione turistica a disposizione di tutto l'Abruzzo e non solo dell'area Pescara-Chieti. E' stato anche rifinanziato un importante settore come il trasporto pubblico locale, cosi' come abbiamo previsto le somme necessarie per far fronte ai maggiori oneri derivanti dal rinnovo contrattuale del settore autoferrotranvieri. Importante la norma per il rilancio dei Centri di Ricerca Regionali che, tramite un emendamento di cui sono firmatario ed e' stato approvato all'unanimita', fissa lo stanziamento di 450 mila euro in favore degli stessi". 

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