Primo Piano

Bandiere Blu, l’Abruzzo ne conquista otto

Migliora il mare d'Abruzzo e recupera due bandiere blu per altrettante localita' rivierasche, Oggi la cerimonia a Roma del riconoscimento per le acque di qualita' e per i comuni costieri virtuosi che ogni anno viene assegnato dalla Fondazione per l'educazione ambientale (Fee) Italia. Otto, rispetto ai sei del 2016, i riconoscimenti in questa edizione del 2017 grazie alla promozione di Giulianova e Roseto degli Abruzzi. Performance che resta sempre al di sotto dei 10 comuni del 2014 e dei 14 del 2013. Ecco le bandiere blu: PROVINCIA DI TERAMO: Tortoreto-Spiaggia del Sole; Giulianova-Lungomare Spalato, Lungomare Zara; Roseto degli Abruzzi-Lungomare Sud/Lungomare Nord/Lungomare Centrale; Pineto-Lungomare dei Pini/Pineta Catucci, S.Maria a Valle Nord, S.Maria a Valle Sud, Torre Cerrano, Corfu', Villa Fumosa; Silvi - Lungomare Centrale. PROVINCIA DI CHIETI: Fossacesia - Fossacesia Marina; Vasto-Punta Penna, Vignola; San Salvo-San Salvo Marina.

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Fondi europei, le Regioni del Mezzogiorno accelerano

Le regioni italiane del Mezzogiorno negli ultimi mesi hanno accelerato sull'attuazione della programmazione dei Fondi europei per lo sviluppo regionale (Fesr), ma occorre uno scatto in piu' sulla spesa, anche per raggiungere i target della revisione sulla performance prevista per il 2019. Lo si apprende da fonti Ue all'indomani dell'incontro, tra gli esperti delle Politiche regionali della Commissione Ue, i rappresentanti dell'Agenzia per la Coesione territoriale e quelli delle Autorita' di gestione delle otto regioni destinatarie di circa l'83% del pacchetto da 20,6 miliardi di euro di Fesr, assegnati all'Italia, per il 2014-2020. Di queste, a prendere le fette piu' consistenti sono Sicilia, 3,418 miliardi; Campania, 3,085 miliardi; Puglia, 2,788 miliardi e Calabria, 1,529 miliardi. Alla fine di gennaio (ultimo dato disponibile - il prossimo aggiornamento e' previsto a luglio) le otto regioni avevano selezionato il 35,2% dei progetti, rispetto ad una media italiana del 32,4% e a quella europea del 27,4%. Pari a zero (a quella stessa data) invece il numero dei rimborsi partiti da Bruxelles verso gli otto territori, a causa dei ritardi nei processi di designazione. Senza la definizione di queste strutture che in sostanza garantiscono il controllo a livello nazionale del sistema di attuazione dei programmi, la Commissione europea infatti non puo' rimborsare. Tuttavia anche su questo punto sono stati fatti passi avanti. A settembre scorso era stata la stessa commissaria europea per le Politiche regionali Corina Cretu a lanciare l'allarme perche' nessuna delle Regioni italiane aveva ancora completato alcun processo di designazione. A otto mesi di distanza l'Italia ne ha conclusi 25 su 30. Restano da definire quelli di Abruzzo, Puglia, Bolzano, Valle d'Aosta, e del programma nazionale Innovazione. Ma l'Italia non e' l'unica in Ue a non aver concluso, si trova infatti in un gruppo di altri nove Paesi, tra questi anche la Francia, dove si trova comunque al di sopra della media. 

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Cinquanta comuni in Abruzzo chiamati al voto l’11 giugno

Saranno 50 ( su 305) i Comuni in Abruzzo  che andranno al voto il prossimo 11 giugno  per il rinnovo dei Consigli comunali. Si tratta di un test assai significativo che coinvolge quasi un quinto della popolazione e che sul piano politico riveste una certa importanza. Fra le città chiamate al voto c'è L'Aquila, capoluogo di regione, che dovrà scegliere  il successore di Massimo Cialente il sindaco che ha guidato il comune prima e dopo il terremoto. Ci sono poi altri cinque comuni dove si vota con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno  perché con popolazione superiore ai 15 mila abitanti. Si tratta di Avezzano (L'Aquila), Spoltore (Pescara) e poi Ortona e San Salvo in provincia di Chieti e per la prima volta anche il Comune di Martinsicuro, centro turistico della costa teramana che negli ultimi tempi ha avuto una consistente crescita demografica. In provincia dell'Aquila, inoltre, si andrà al voto anche in 21 Comuni, 20 invece in provincia di Chieti, 4 sono in provincia di Teramo e 5 in quella di Pescara. Il Comune più piccolo dove si voterà per il rinnovo dell'Amministrazione comunque in questa occasione sarà Rosello, in provincia di Chieti, con appena 300 abitanti

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Cgia: Nonostante i tagli la spesa pubblica continua ad aumentare

 Se alla fine di quest'anno i tagli alla spesa pubblica ottenuti in questa legislatura (2013-2017) ammontano a 30,4 miliardi di euro, le uscite correnti al netto degli interessi sul debito, invece, non hanno invertito la tendenza. Anzi, sono continuate a crescere: + 31,8 miliardi. In altre parole, nonostante la spending review abbia cominciato ad aggredire la spesa, quest'ultima, nel complesso, continua a salire e, come vedremo in seguito, a pagarne il conto sono in buona parte ancora una volta gli italiani. A dirlo e' un'analisi realizzata dall'Ufficio studi della Cgia. "Le uscite correnti al netto degli interessi - segnala il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo - continuano ad aumentare, in particolar modo, a causa della spesa pensionistica e delle prestazioni sociali. Se in una fase di crisi economica l'incremento delle misure a sostegno del reddito di chi si trova in difficolta' e' piu' che giustificabile, lo e' molto meno quello per le pensioni. Con l'ultima Legge di bilancio, ad esempio, e' stata estesa la 14esima mensilita' per i pensionati a basso reddito, e' stata innalzata la no tax area Irpef per gli under 74 e sono state aperte delle finestre in uscita attraverso l'Ape. Misure che, in larga parte, non prevedono una copertura finanziaria sufficiente".Se, pero', analizziamo l'andamento dei nostri conti pubblici su un arco temporale medio-lungo, il rigore non e' mai venuto meno. "Tra il 2000 e il 2016 - dichiara il segretario della Cgia, Renato Mason - solo in un anno, il 2009, il saldo primario, dato dalla differenza tra le entrate totali e la spesa pubblica totale al netto degli interessi sul debito pubblico, e' stato negativo. In tutti gli altri anni, invece, e' stato di segno opposto. Ovvero, la spesa primaria e' stata inferiore alle entrate. A ulteriore dimostrazione che in questi ultimi decenni l'Italia ha mantenuto l'impegno di risanare i propri conti pubblici, nonostante gli effetti della crisi economica siano stati piu' pesanti qui da noi che altrove". Ritornando ai dati elaborati dall'Ufficio studi, alla fine del 2017 il contributo alla riduzione dell'indebitamento netto rispetto al 2013 sara' di 30,4 miliardi di euro. Oltre la meta' di questo sforzo, pari a 16,4 miliardi (il 54,1 per cento del totale), verra' richiesto alle Regioni e agli Enti locali Lo Stato, insomma, comincia a tagliare, ma il sacrificio piu' importante lo impone alle strutture periferiche, in particolar modo a quelle guidate dai Governatori. E com'era facilmente prevedibile, nonostante in questi ultimi 2 anni il Governo abbia imposto l'obbligo di non aumentare le tasse locali, gli amministratori si sono "difesi" tagliando i servizi e/o aumentando le tariffe che, per loro natura, non contribuiscono ad appesantire la pressione fiscale, anche se hanno un impatto molto negativo sui bilanci di famiglie e imprese. Infatti, tra il 2013 e il 2016 l'andamento delle tariffe regolamentate a livello locale sono aumentate in misura spesso ingiustificata. Se le bollette dell'acqua/fognatura sono "esplose" del 20 per cento circa, il servizio di asporto rifiuti e' salito dell'8,4, i trasporti multimodali del 5,5, l'iscrizione alle scuole secondarie del 5,1, le mense scolastiche del 4,2, i biglietti dell'autobus del 3 e quelli dei taxi del 2,8. L'inflazione, invece, in questo triennio e' aumentata solo dello 0,2 per cento.

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Affidamento servizi dalla Regione, indagati due dirigenti

Avviso di conclusione di indagini della Procura della Repubblica di L'Aquila ai dirigenti della Regione Abruzzo Antonio Sorgi e Iris Flacco, all'ex amministratore della societa' Metron Srl di Mosciano Sant'Angelo  Ercole Cauti e all'ex presidente del Consiglio d'amministrazione della Fira Rocco Micucci. Per i quattro l'ipotesi di reato sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di turbata liberta' degli incanti, per fatti commessi secondo la Procura tra il 2009 ed il 2013. Il filone di indagine - scaturito da altra indagine della stessa procura su un bando di gara per ampliare il cimitero di Francavilla - e' su un presunto illecito affidamento di servizi e forniture per la gestione e l'assistenza tecnica di progetti finanziati con fondi europei gestiti dalla Regione. Nell'inchiesta, condotta dai pm Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli, l'ipotesi investigativa e' che Sorgi, in concorso con Flacco, potrebbe aver sfruttato il suo ruolo apicale all'interno della struttura regionale per favorire il suo amico imprenditore Cauti, titolare della Metron, societa' specializzata nella gestione procedurale e finanziaria di programmi europei, il quale si e' aggiudicato cinque commesse pubbliche, per centinaia di migliaia di euro, relative alla redazione e alla gestione di progetti europei in materia di sfruttamento di risorse energetiche e protezione dell'ambiente, all'esito di procedure di gara che sarebbero state turbate in suo favore. In due dei casi la societa' che si e' formalmente aggiudicata la gara e' stata la Fira, ma le attivita', per la Procura, sarebbero state in concreto gestite dalla Metron, sulla base di pregressi accordi intercorsi con Micucci. Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati consegnati agli uomini della Squadra mobile di Pescara, su delega della Procura di L'Aquila. 

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Prestiti in Abruzzo, richieste in crescita del 17%

Nell'ultimo anno gli abruzzesi hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera piu' netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, dell'17%. Comunicano il dato Facile.it e Prestiti.it, che hanno analizzato un panel di oltre 700 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017. Secondo i dati diffusi, l'importo medio dei prestiti richiesti e' di 12.300 euro; era poco piu' di 10.525 un anno fa. L'Aquila e' la provincia in cui si sono chiesti gli importi maggiori (12.996 euro, il 5,6% in piu' rispetto alla media regionale). Alle sue spalle Pescara (12.252 euro) e Chieti (12.134 euro). Teramo e' invece la provincia in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.727 euro): quasi una richiesta di prestito ogni tre (29,93% del totale) arriva dalla provincia di Chieti, seguono Pescara (27,55%) e L'Aquila (24,15%). La maggior parte delle domande e' legata alla ristrutturazione della casa (14.898 euro il taglio medio). Quindi, l'acquisto di auto usate (8.714 euro). Al terzo posto l'ottenimento di liquidita' che raccoglie il 21,7% delle richieste ed equivale ad una media di 13.185 euro. La casa e' molto presente nelle richieste di prestito compilate in Abruzzo e fra le prime 10 motivazioni si trovano altre 2 finalita' connesse: l'arredamento (quinta con 6.722 euro e il 4,25% delle richieste) e addirittura l'acquisto di casa, cui ricorre l'1,42% di chi richiede un prestito personale in Abruzzo e per il quale si cerca di ottenere, in media, un finanziamento di 28.300 euro. 

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Sgominato racket della prostituzione nel pescarese

E' di undici arresti (otto in carcere e tre ai domiciliari) il bilancio di una operazione della squadra mobile di Pescara contro lo sfruttamento della prostituzione. Nel mirino sono finiti cinque gruppi criminali che operavano prevalentemente nell'area di Pescara centro (stazione e zone limitrofe), e nella zona sud della citta', nei pressi della pineta dannunziana. Le indagini hanno preso il via alla fine del 2016, anche basandosi sulle segnalazioni di un comitato spontaneo di cittadini, e sono state supportate dalle intercettazioni telefoniche. Gli investigatori hanno documentato e mappato le postazioni di lavoro delle prostitute, in buona parte gia' note perche' sfruttate da persone arrestate e condannate in passato per reati specifici. In particolare, sono stati monitorati cinque nuclei criminali, eterogenei e autonomi tra loro, di cui due di matrice albanese e tre di matrice romena, dotati di una struttura organizzativa seppur minima, dediti allo sfruttamento della prostituzione secondo accordi prestabiliti che avevano il fine di evitare i conflitti su strada per non attirare l'attenzione delle forze dell'ordine, in modo da massimizzare i profitti

L'autorita' giudiziaria, facendo salvi i diritti connessi alla tutela dei dati sensibili delle persone coinvolte, ha autorizzato la diffusione della notizia al fine di acquisire ulteriori elementi utili ad avvalorare l'ipotesi di responsabilita' della donna per la possibile trasmissione di queste patologie. La polizia, con l'assoluta garanzia dell'anonimato, invita chiunque abbia notizie utili da riferire, a recarsi negli uffici della squadra mobile. Gli arresti sono stati disposti dal gip Nicola Colantonio su richiesta del pm Gennaro Varone e sono stati eseguiti in collaborazione con i poliziotti delle squadre mobili di Teramo e Lucca.

Nel corso dell'operazione, denominata "Mami", sono finiti in carcere tre albanesi e cinque rumeni. Ai domiciliari sono invece finiti due fratelli italiani, residenti nel Pescarese, che avevano il ruolo di gregari, e un albanese. Uno degli undici destinatari della misura cautelare e' attualmente latitante in Romania. Ad uno dei gruppi di matrice albanese e' contestato anche il reato di associazione per delinquere. Gli investigatori hanno ricostruito un giro di affari di centinaia di migliaia di euro al mese. "Uno dei gruppi piu' strutturati - ha spiegato il dirigente della squadra Mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana - nel giro di un anno ha effettuato rimesse in Albania per 160 mila euro, che sono solo una parte dei ricavi complessivi perche' immaginiamo che un'altra parte cospicua sia stata destinata ad altre spese di mantenimento. Senza tenere conto dei contanti che non abbiamo potuto tracciare". I dettagli sono stati forniti in conferenza stampa da Muriana e dal questore di Pescara Francesco Guglielmo Misiti.

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Scivolano nel fiume Orta, morte due persone

Due persone sono morte oggi pomeriggio cadendo nelle acque del fiume Orta, a Caramanico Terme, in localita' San Tommaso. A lanciare l'allarme, intorno alle 17, sono stati alcuni testimoni che le hanno viste scivolare. Si tratta di una coppia, che era in gita insieme ai loro due figli, di 5 e 8 anni, e ad altre persone. I due, entrambi 32enni, si stavano facendo un selfie, quando, in base ad una prima ricostruzione, la donna e' scivolata finendo nelle acque del fiume. Il compagno avrebbe cercato di recuperarla, rimanendo anch'egli vittima delle acque limacciose

Sul posto stanno operando i Vigili del Fuoco di Pescara, i sanitari del 118 di Pescara e L'Aquila, gli operatori del Corpo nazionale del Soccorso Alpino e speleologico (Cnsas) e i Carabinieri della compagnia di Popoli, con l'ausilio di alcuni elicotteri. Secondo le prime testimonianze si tratterebbe di una coppia, in gita nella "Zona dei luchi del fiume Orta" insieme alla famiglia e ad altre persone. La donna sarebbe caduta per prima, l'uomo successivamente nel tentativo di soccorrerla. I mezzi di soccorso sono sulla strada, a circa un'ora di cammino dal punto dell'incidente

"La nostra rete sentieristica ospita migliaia di visitatori all'anno. I sentieri sono assolutamente ben segnalati e ben tenuti. E' una parte molto bella che attrae molti visitatori proprio per le rapide, chiamate 'marmitte', che sono lontane dal sentiero. Quando si va al di fuori dei sentieri i rischi aumentano. Ci sono delle gole con delle rocce molto lisce, umide e scivolose. In ogni caso ora non conosciamo la dinamica dell'accaduto". Sono le parole del sindaco di Caramanico Terme, Simone Angelucci, giunto sul luogo dell'incidente insieme ai soccorritori. La Valle dell'Orta e' un canyon carsico e rappresenta uno degli ambienti del Parco nazionale della Majella piu' ricchi di biodiversita', sia per la sua conformazione geologica sia per l'altitudine che oscilla tra i 140 e 500 metri. Il canyon si e' formato grazie all'erosione dovuta all'attivita' del fiume Orta aiutato anche dal forte e improvviso innalzamento della Majella che ha provocato un aumento della pressione fluviale

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Lolli: possibile insediamento Zte a L’Aquila

 "Con l'incontro di oggi si e' fatto un importante passo avanti sulla possibilita' che il Centro di Ricerca europeo del colosso cinese della telefonia e degli apparati di comunicazione ZTE, possa insediarsi a L'Aquila". Cosi' il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli, al termine della visita nel capoluogo di regione dei rappresentanti di ZTE, azienda cinese leader nella telefonia e negli apparati di comunicazione. L'incontro, al quale si e' giunti dopo contatti che vanno avanti da diversi mesi, e' servito "a verificare le condizioni affinche' questa azienda collochi il suo Centro di Ricerca europeo nel capoluogo regionale". L'eventuale insediamento del centro prevederebbe nuovi posti di lavoro: secondo quanto si e' appreso, gradualmente si arriverebbe a 200 assunzioni. Il colosso cinese si e' aggiudicato una commessa di circa un miliardo per la nuova rete di Wind 3. "Ci sono, come e' facilmente comprensibile, ulteriori verifiche e approfondimenti da fare, ma siamo fiduciosi - ha continuato Lolli - che nei prossimi giorni si possa annunciare un esito positivo di questo importante insediamento. Vista l'importanza strategica del progetto, e' coinvolto anche il governo italiano". Lolli ha fatto il punto anche "sugli eventuali strumenti di programmazione e di sostegno finanziario che possono favorire l'investimento". In particolare, ZTE ha verificato sul campo e dai diretti interlocutori istituzionali le condizioni in relazione al progetto. sugli eventuali strumenti di programmazione e di sostegno finanziario che possono favorire il loro investimento. 

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Crollo Hotel Rigopiano, indagati il sindaco di Farindola e il presidente della Provincia di Pescara

Sei persone, tra amministratori e funzionari pubblici, risultano indagati dalla Procura di Pescara per la tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola. Lo scorso 18 gennaio una valanga travolse la struttura causando 29 morti, mentre i superstiti furono undici. A quanto si e' appreso a palazzo di Giustizia si tratterebbe di una prima tranche di inchiesta. Gli inquirenti stanno notificando in queste ore agli interessati l'iscrizione sul registro degli indagati.

Sul registro degli indagati, con le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, sono finiti il presidente della Provincia Antonio Di Marco, il dirigente delegato alle opere pubbliche Paolo D'Incecco, il responsabile della viabilita' provinciale Mauro Di Blasio, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e il geometra comunale Enrico Colangeli. Indagato anche il direttore del resort, Bruno Di Tommaso al quale l'accusa contesta la violazione dell'art. 437 del codice penale che punisce l'omissione del "collocamento di impianti, apparecchi, o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro". La Procura, tuttavia, non conferma l'identita dei destinatari degli avvisi di garanzia in quanto le relative notifiche stanno giungendo in queste ore. Nella tragedia dell'hotel Rigopiano i superstiti furono undici.

Negligenza, imprudenza e imperizia. Per la tragedia di Rigopiano i sei indagati Bruno Di Tommaso, Ilario lacchetta, Enrico Colangeli, Antonio Di Marco, Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio sono iscritti nel registro "in violazione di normative cautelari e prevenzionali", e per "omessa previsione, prevenzione e gestione dei rischi connessi anche all'attivita' aziendale (esercizio di struttura ricettivo alberghiera in zona di alta montagna a rischio isolamento per eventi atmosferici e valanghivi)"

Nel dispositivo della procura di Pescara notificato agli indagati per i reati "artt.113, 40, c.1 e 2, 41, 437 c.1 e 2, 589 c.1, 2 e 3 c.p. per avere, anche in concorso e cooperazione colposa tra loro", dal Nucleo di carabinieri Forestali e dal Nucleo investigativo provinciale dei Carabinieri di Pescara, si legge che tra i rischi da calcolare c'era "l'innevamento grave e quello valanghivo", e che va indagato anche "l'omesso collocamento di impianti, apparecchi o segnali idonei a prevenire disastri e infortuni sul lavoro nonche', con particolare riferimento alle attivita' di protezione civile, anche nell'omessa predisposizione e/o aggiornamento di piani di intervento, di previsione e organizzazione di rischi connessi a condizioni meteorologiche avverse a eventi valanghivi, nonche' nell'omessa attuazione di iniziative, azioni e interventi prescritti da normative di protezione civile e da piani di intervento da attuare in presenza di eventi meteorologici avversi del tipo di quelli connessi ad intenso innevamento atti a prevenire e fronteggiare i suddetti rischi, specie con riferimento al mantenimento di adeguate condizioni di viabilita' per le strade costituenti accesso e corrispondenti vie di fuga di strutture ricettive alberghiere come l'Hotel Rigopiano, non impedito e cagionato il decesso di 29 persone presenti all'interno della suddetta struttura alberghiera, di cui 18 ospiti e 11 dipendenti della medesima struttura nonche' lesioni personale ad almeno altri 8 ospiti e ad un altro dipendente"

Per la tragedia dell'hotel Rigopiano la Procura di Pescara indaga anche sull'adozione e sull'attuazione, da parte di Prefettura di Pescara, Provincia e Comune di Farindola, dei piani di prevenzione e gestione delle criticita' in caso di maltempo ed emergenza, previsti dalla legge in materia di protezione civile. Accertamenti, a quanto appreso, sono in corso sia per appurare l'esistenza di tali piani sia la successiva attuazione. Ad aver dato impulso alle indagini in tal senso c'e', tra l'altro, una memoria ex articolo 90 del codice penale presentata, un mese dopo la tragedia, dal legale dei famigliari di una delle vittime. Nel testo viene citata la legge di riferimento, che individua responsabilita' e competenze dei diversi enti, e si chiede se, in base alle disposizioni della norma, Prefettura, Provincia e Comune siano stati adempienti rispetto agli obblighi previsti.

 

"Ripongo piena fiducia nell'operato della magistratura cui va il mio plauso per la decisa ed intensa attivita' d'indagine sin qui svolta e per l'ulteriore azione di accertamento dei fatti e delle responsabilita' che riterra' sussistenti". Lo afferma il presidente della Provincia di Pescara , Antonio Di Marco, tra i sei indagati dalla Procura di Pescara per la tragedia dell'hotel Rigopiano. Confermando di aver "ricevuto oggi la notifica dell'avviso di garanzia, in qualita' di presidente della Provincia, per i noti fatti dell'Hotel Rigopiano", Di Marco si dice convinto che "il piu' efficace contributo che si possa dare in questo momento sia quello di consentire agli inquirenti di continuare a lavorare con serenita' ed efficacia per il superiore interesse dell'accertamento della verita'". "Mi e' spiaciuto apprendere la notizia dalla stampa prima ancora che io stesso fossi ufficialmente informato e notiziato, ma cosi' e'", conclude il presidente di provincia.

 

"E' un avviso di garanzia che mi aspettavo. E' un atto dovuto che la magistratura ha fatto soprattutto nel rispetto delle vittime. E' giusto che ci sia un approfondimento di indagine con le persone coinvolte". Cosi' il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, fra gli indagati della Procura di Pescara per la tragedia di Rigopiano. "Ho massima fiducia nell'autorita' giudiziaria e di chi sara' il Pubblico ministero. La verita' sono certo verra' a galla. Noi anche come Comune - ha aggiunto il primo cittadino. - attiveremo tutte le iniziative anche legali affinche' emerga la verita', e per questo con il pool di avvocati stiamo gia' lavorando per la strategia difensiva da attuare e seguire. Auspichiamo che i tempi dell'inchiesta siano veloci affinche' questa tragedia non finisca nel dimenticatoio e che sia portato avanti tutto l'iter giudiziario affinche' ci sia una sentenza per il rispetto verso le vittime e i loro familiari".

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