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Inchiesta a L’Aquila, indagato il presidente Luciano D’Alfonso

Nell'ambito di un'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, e' indagato per corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Secondo quanto si e' appreso, il governatore e' coinvolto insieme a un'altra quindicina di persone tra funzionari e imprenditori. In corso perquisizioni anche domiciliari in diverse citta' d'Abruzzo, dopo quella negli uffici regionali di palazzo Silone. Oltre che dai Carabinieri, l'indagine e' portata avanti anche dalla Polizia di Stato.

"Questa mattina ho appreso che e' in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L'Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine". Lo ribadisce il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso. "Ho fiducia nell'operato della magistratura cosi' come ne avevo in passato - dice - quando e' stata sempre accertata la liceita' delle mie condotte amministrative.

In una nota successiva è stato precisato che "il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha ricevuto questa mattina due richieste di proroga delle indagini: una riguardante la città di Penne (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18/11/2015) e una per lavori - solamente preventivati - alle case popolari Ater di Pescara (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 8/7/2016). Contestualmente è stato recapitato un altro documento (“Ordine di esibizione di atti e documenti”) con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che è in corso un procedimento penale sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste non compare il nome di Luciano D’Alfonso". 

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Blitz dei carabinieri a palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale. E' stato eseguito un sequestro di documenti relativo alla gara per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. I militari, secondo quanto appreso, hanno occupato l'intero settore Patrimonio. Dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l'appalto pubblico da 13 milioni di euro e' stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia.

Piu' di 20 i carabinieri impegnati nell'ambito dell'operazione di polizia giudiziaria. L'inchiesta e' coordinata dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese. La mole di documenti sequestrati per essere esaminati dagli inquirenti sarebbe copiosa. L'appalto pubblico da 13 milioni di euro, contraddistinto da molte lungaggini, cui hanno preso parte 29 grandi imprese edili, e' stato aggiudicato alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia un ribasso del 35,017 per cento. Nei giorni scorsi l'amministrazione aveva dato l'ok alla congruita' degli atti di gara, compreso il ribasso stesso.

"Mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione". Cosi' - in una nota - il presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, in merito al sequestro, da parte dei Carabinieri, di documenti sulla gara da 13 milioni di euro per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. Nella mattina di oggi, riferisce poi nella nota D'Alfonso, "sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti dal novembre 2015 con rinnovi semestrali. Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato sono: il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L'Aquila; un intervento non ancora precisato riguardante la citta' di Penne; interventi - al momento solo quantificati e ipotizzati come priorita' a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini - di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara.

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Blitz dei carabinieri in Regione Abruzzo, sequestrati dei documenti

In un clima di stretto riserbo e con gli inquirenti e gli investigatori con le bocche cucite, emergono i nomi dei sette indagati in uno dei tre filoni di indagine, quello sull'appalto sulla ristrutturazione di Palazzo Centi, sede della Giunta abruzzese all'Aquila, danneggiata seriamente dal terremoto del 6 aprile 2009, dell'inchiesta della procura dell'Aquila che ha colpito la Regione Abruzzo. Nel filone di Palazzo Centi finisce il capo della segreteria di D'Alfonso, Claudio Ruffini, che nella passata legislatura e' stato consigliere regionale del Pd. Poi, l'imprenditore Eugenio Rosa, amministratore delegato di Icet Engineering di Castelli, che e' arrivata terza nella gara, i tre componenti della commissione di gara, i funzionari regionali Giancarlo Misantoni (presidente), l'architetto Roberto Guetti e l'ingegnere Silverio Salvi. Sotto indagine anche due progettisti: Gianluca Marcantonio, nominato nell'agosto del 2016 componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e un mese fa entrato nel Comitato tecnico scientifico della struttura del commissario per la ricostruzione in Centro Italia, Vasco Errani. Indagato anche l'altro progettista, Alessandro Pompa. Per i sette le ipotesi di reato sono corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Secondo quanto si e' appreso, la Procura contesterebbe in particolare pressioni per la scelta dei nomi in commissione e anche il fatto che i progettisti avrebbero avuto gli elaborati progettuali quattro mesi prima del bando di gara. Degli altri due filoni delle indagini - uno a Penne  e un altro a Pescara per lavori preventivati su case popolari - curate da Carabinieri e Polizia di Stato, non si conoscono tutti gli indagati: e' emerso solo che sono indagati D'Alfonso, come sottolineato da lui stesso in un comunicato, e per quanto riguarda l'appalto per le case Ater di Pescara, Marcantonio.

 

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Nell'ambito di un'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, e' indagato per corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Secondo quanto si e' appreso, il governatore e' coinvolto insieme a un'altra quindicina di persone tra funzionari e imprenditori. In corso perquisizioni anche domiciliari in diverse citta' d'Abruzzo, dopo quella negli uffici regionali di palazzo Silone. Oltre che dai Carabinieri, l'indagine e' portata avanti anche dalla Polizia di Stato.

"Questa mattina ho appreso che e' in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L'Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine". Lo ribadisce il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso. "Ho fiducia nell'operato della magistratura cosi' come ne avevo in passato - dice - quando e' stata sempre accertata la liceita' delle mie condotte amministrative.

In una nota successiva è stato precisato che "il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha ricevuto questa mattina due richieste di proroga delle indagini: una riguardante la città di Penne (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18/11/2015) e una per lavori - solamente preventivati - alle case popolari Ater di Pescara (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 8/7/2016). Contestualmente è stato recapitato un altro documento (“Ordine di esibizione di atti e documenti”) con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che è in corso un procedimento penale sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste non compare il nome di Luciano D’Alfonso". 

"D'Alfonso non e' indagato per la vicenda dell'appalto per la ristrutturazione di Palazzo Centi, danneggiato dal sisma del 2009, credo sia coinvolta la commissione di gara, lo e' invece per le case popolari a Pescara". Cosi' il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, sull'inchiesta della Procura dell'Aquila su tre appalti gestiti dalla Regione che ha portato stamani al sequestro di una copiosa documentazione a Palazzo Silone, sede della giunta regionale all'Aquila, e di perquisizioni, anche domiciliari, in diverse citta' d'Abruzzo. Ad indagare sono carabinieri e polizia. Il presidente D'Alfonso e' indagato con ipotesi di accusa di corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Insieme a lui una quindicina di persone, tra cui tecnici e funzionari regionali e imprenditori. "Le tre inchieste non riguardano il vertice politico, sono convinto che per la commissione di gara di Palazzo Centi, e per i due appalti di Penne e Pescara, sia stato fatto un buon lavoro, salvo quanto accertera' la magistratura sulla quale abbiamo molta fiducia", ha chiarito Lolli.

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Blitz dei carabinieri a palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale. E' stato eseguito un sequestro di documenti relativo alla gara per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. I militari, secondo quanto appreso, hanno occupato l'intero settore Patrimonio. Dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l'appalto pubblico da 13 milioni di euro e' stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia.

Piu' di 20 i carabinieri impegnati nell'ambito dell'operazione di polizia giudiziaria. L'inchiesta e' coordinata dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese. La mole di documenti sequestrati per essere esaminati dagli inquirenti sarebbe copiosa. L'appalto pubblico da 13 milioni di euro, contraddistinto da molte lungaggini, cui hanno preso parte 29 grandi imprese edili, e' stato aggiudicato alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia un ribasso del 35,017 per cento. Nei giorni scorsi l'amministrazione aveva dato l'ok alla congruita' degli atti di gara, compreso il ribasso stesso.

"Mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione". Cosi' - in una nota - il presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, in merito al sequestro, da parte dei Carabinieri, di documenti sulla gara da 13 milioni di euro per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. Nella mattina di oggi, riferisce poi nella nota D'Alfonso, "sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti dal novembre 2015 con rinnovi semestrali. Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato sono: il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L'Aquila; un intervento non ancora precisato riguardante la citta' di Penne; interventi - al momento solo quantificati e ipotizzati come priorita' a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini - di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara.

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Confindustria propone l’istituzione di zone franche urbane nelle zone colpite dal terremoto

Per sostenere le attivita' economiche locali nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto negli ultimi mesi andrebbe fatta anche "una seria riflessione sull'opportunita' di istituire le cosiddette 'zone franche urbane'", gia' istituite in seguito agli eventi sismici dell'Aquila e dell'Emilia. Lo ha affermato il vicepresidente di Confindustria e presidente della Piccola industria, Alberto Baban, nel corso di un'audizione in Commissione Industria del Senato, in occasione della quale ha parallelamente sottolineato la necessita' di integrare l'area del cosiddetto 'cratere', di calcolare anche i danni indiretti subiti e di accelerare le procedure di ricostruzione. Per Confindustria, infatti, altri aspetti "importanti riguardano i danni subiti dalle imprese in termini di impatto economico sulla loro attivita', non solo i danni diretti, cioe' determinati dalla chiusura (definitiva o temporanea) dell'attivita', ma in particolare i danni indiretti, cioe' generati dalla riduzione del giro d'affari indotta dal complessivo ridimensionamento dell'attivita' produttiva e della domanda locale". Sul turismo i danni indiretti "stanno assumendo dimensioni rilevanti". E, dunque, andrebbe introdotta una misura di "compensazione". Quanto alla proposta sulle zone franche, Baban ha sottolineato che sarebbe "uno strumento con finalita' di mantenimento e rilancio di attivita', soprattutto di micro-imprese, in zone particolarmente disagiate e a rischio di degrado e basato su meccanismi di riduzione della fiscalita', statale e locale". Su tutto e' necessaria, ha rimarcato Baban, "la rapida realizzazione degli interventi di riparazione e ricostruzione" nei territori colpiti e questo "impone l'adozione di misure per l'accelerazione delle procedure e la definizione di una macchina amministrativa efficiente e dinamica, in grado di dare risposte coerenti alle esigenze di adeguamento e miglioramento sismico". Per questo andrebbe anche "rafforzata la capacita' amministrativa degli uffici pubblici coinvolti".

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Lavori urgenti per la viabilità, 408 interventi e 389 milioni di euro di spesa

Parte il primo stralcio del programma di ripristino della viabilita' della rete stradale interrotta o danneggiata a causa dei terremoti che hanno colpito il Centro Italia a partire dallo scorso 24 agosto. Il programma, approvato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, elaborato dall' Anas con le Regioni e i gestori stradali, prevede 408 interventi per un valore complessivo di 389 milioni di euro. A seguire gli interventi sara' l'ingegner Fulvio M. Soccodato di Anas, nominato Soggetto Attuatore di Protezione Civile, con il compito di effettuare una puntuale ricognizione del danno e realizzare un Programma complessivo di interventi di ripristino di tutta la rete stradale all'interno del cratere sismico. "Per ripristinare la viabilita' e le connessioni per il Centro Italia colpito dal sisma - spiega il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio - sono stati considerati sia gli interventi urgenti, sia la definizione di assi prioritari di collegamento con il Paese. Siamo impegnati vicino alle comunita' colpite perche' senza collegamenti non vi e' sviluppo e ripresa dell'attivita' economica". Anas ha finora effettuato 622 sopralluoghi su 124 strade insieme ai tecnici dei rispettivi enti gestori della rete viabilistica interessata. Si tratta di una superficie complessiva di circa 7.600 kmq che comprende 4 Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria), 8 Provincie (L'Aquila, Teramo, Rieti, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Perugia), 131 Comuni per una rete stradale di 15.300 km, dei quali 11.000 km di competenza Comunale. Il primo stralcio del Programma di ripristino definito da Anas si inserisce nel piu' ampio Piano di potenziamento e completamento di infrastrutture viarie nell'Area del cratere sismico previsto nel Contratto di Programma Anas-Ministero delle Infrastrutture, nel quale sono stati programmati investimenti per ulteriori 1,18 miliardi di euro. In particolare, si tratta di lavori in corso per 255 milioni, opere in avvio per 148 milioni e in programma per 785 milioni. Questo Piano, unito al valore degli interventi del Programma di ripristino - tenuto anche conto dei relativi stralci futuri di completamento, eleva l'investimento infrastrutturale nell'area ad oltre 1,7 miliardi di euro.

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Startup, Abruzzo eccelle in tre categorie

Le startup innovative in Abruzzo sono 165, pari al 2,5% delle 6.723 registrate in Italia. Rispetto al 28 aprile 2015 esse risultano in aumento del 130%, crescita ben superiore a quella registrato in Italia (+75%). Le startup abruzzesi sono prime in Italia per specializzazione nella fornitura di energia elettrica (18 imprese), fabbricazione di articoli in gomma e plastica e fabbricazione di autoveicoli (entrambe 3 imprese) e, nonostante i valori assoluti molto esigui, anche per alloggio (1 impresa) e attività di servizio agli edifici (1 impresa). E' quanto emerge dalle elaborazioni che il Cresa ha svolto sui dati resi disponibili dalla sezione speciale del Registro delle imprese.

In valori assoluti tra le province emerge L'Aquila con 50 startup (30,3% del totale regionale), seguita da Pescara (45 pari al 27,3%) e Teramo (42 pari al 25,5%). Le 28 startup localizzate a Chieti costituiscono il 17,0%. Teramo e L'Aquila emergono anche per un incremento nel periodo considerato molto superiore a quello regionale (Teramo: +200%; L'Aquila: +163%).

Le specializzazioni premiano L'Aquila per le attività di alloggio (al terzo posto nella graduatoria delle province italiane con un'impresa che svolge servizi di promozione del territorio e di assistenza al turista). Teramo emerge per specializzazione nella fornitura di energia elettrica, lavorazione di minerali non metalliferi e fabbricazione di articoli in gomma e plastica (per tutte al secondo posto nazionale con rispettivamente undici, una e tre imprese). Pescara spicca per le attività di servizio per edifici (al primo posto italiano con un'impresa che produce sistemi automatici di apertura porte) e per la fabbricazione di autoveicoli (al terzo posto con due imprese). Chieti si contraddistingue per il magazzinaggio e le attività di supporto ai trasporti (al secondo posto con un'impresa) e per la riparazione, la manutenzione e l'installazione di macchine e apparecchiature (al terzo posto con un'impresa).

La presenza di donne nel capitale e nell'amministrazione delle startup abruzzesi è inferiore alla media nazionale (12,1% rispetto a 13,5%) così come accade per i giovani (18,2% rispetto a 22,6%) mentre per gli stranieri il valore abruzzese supera di molto quello nazionale (3,6% rispetto a 2,7%) e mostra l'ottimo risultato della provincia di Teramo (11,9%) che risulta quarta a livello nazionale.

 

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Coldiretti, mobilitazione degli allevatori in Abruzzo

La situazione è drammatica nelle campagne abruzzesi, dove ad essere colpita è stata soprattutto l'attività di allevamento che, con migliaia di animali morti e stalle distrutte, ora rischia concretamente di scomparire portandosi dietro un patrimonio inestimabile di tradizioni e di eccellenze, dal pecorino di Farindola alla mortadella di Campotosto fino ai salumi teramani che, una volta estinte, sarebbero irrecuperabili. E' quanto afferma la Coldiretti in occasione della mobilitazione di agricoltori e allevatori colpiti dal terremoto e dal maltempo in Abruzzo, che si terrà domani. L'appuntamento è fissato per le 9 del mattino nell'azienda agricola San Vincenzo (Salumieri di Castel Castagna) in località Basciano, nel teramano, dove sono morti migliaia di animali

L'obiettivo delle mobilitazione, spiegano gli organizzatori, è fare luce su una emergenza drammatica nelle campagne, illustrare direttamente le difficoltà che stanno vivendo e coordinare le necessarie attività per far riprendere il lavoro nei campi e nelle stalle, con il presidente nazionale Roberto Moncalvo accompagnato dai componenti dell'Unità di crisi della Coldiretti. I casi concreti di difficoltà saranno raccontati dai numerosi allevatori e agricoltori che porteranno le specialità locali salvate dal terremoto che sono ora a rischio e con loro la storia e il futuro di una regione che ha nell'agroalimentare una forza trainante dell'economia di estinzione

L'appuntamento, si legge in una nota della Coldiretti, è all'interno di una azienda dove sono clamorosi i segni della calamità per fare un primo bilancio dei danni, discutere delle misure di sostegno necessarie a livello nazionale e comunitario, delle iniziative di solidarietà attuate e delle proposte per superare l'emergenza. Alle 12.00 l'unità di crisi della Coldiretti con il presidente Moncalvo sarà in Contrada Nortoli a Penne, in provincia di Pescara, nell'azienda agricola D'Angelo Gianluca per incontrare gli allevatori pescaresi e chietini.

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Istat, traffico aereo in crescita

Nel 2015 si conferma dall'anno precedente il trend positivo del traffico aereo che interessa i movimenti commerciali di aeromobili (+0,6%), passeggeri (+4,4%), merci e posta (+3,1%). Lo rende noto l'Istat. In Italia, il trasporto aereo di passeggeri e merci, in ripresa tra la fine del 2009 e metà 2010, tende a diminuire, per tornare a crescere soltanto nel 2014-2015. In particolare, dal 2014 aumenta il numero dei passeggeri, grazie anche allo sviluppo dei voli low cost. I movimenti di merci e posta crescono invece già dal 2013, con la diffusione sul mercato mondiale dell'e-commerce che esercita una spinta verso l'alto della domanda di trasporto aereo per garantire tempi rapidi di consegna anche sulle lunghe distanze. Nel 2015, negli aeroporti italiani sono transitati complessivamente poco più di 157 milioni di passeggeri, di cui 40,2 milioni nell'aeroporto di Roma Fiumicino, 18,4 milioni a Milano Malpensa e circa 10 milioni a Milano Linate.

L'aumento di passeggeri in arrivo e in partenza registrato tra il 2015 e il 2014 ha riguardato più della metà degli aeroporti italiani e, in particolare, quelli di Perugia (+37,1%), Bergamo (+18,6%), Roma Ciampino (+16,3%) e Pescara (+10,2%). Il maggiore decremento nel flusso di passeggeri è stato invece registrato a Rimini (-66,2%), Cuneo (-46,6%), Parma (-9,3%) e Verona (-6,7%). Nel dettaglio, la crescita del numero di passeggeri da e per Perugia è soprattutto dovuta ai voli nazionali (+88,9%) ma la tendenza è positiva anche per quelli internazionali (+22,2%).

L'aumento complessivo (+18,6%) rilevato per l'aeroporto di Bergamo Orio al Serio è invece sintesi del risultato positivo sia della componente internazionale (+20,4%) sia di quella nazionale (+14,6%), alla quale ha contribuito soprattutto l'evento Expo 2015, organizzato in un territorio servito anche da linee low cost. La regione che registra, nel complesso, l'aumento più rilevante è l'Umbria, seguita dall'Abruzzo e dalle Marche. Per quanto riguarda l'Umbria e l'Abruzzo l'incremento del numero di passeggeri è riconducibile ai nuovi collegamenti attivati dagli aeroporti di Perugia e Pescara, mentre per le Marche (aeroporto di Ancona) è stato favorito soprattutto dalla chiusura temporanea degli aeroporti di Forlì e di Rimini (chiuso per 3 mesi) della limitrofa Emilia-Romagna. A livello regionale, si vola di più in Lombardia, Lazio, Sicilia e Sardegna: le prime due regioni - che ospitano i principali snodi aeroportuali di Milano Malpensa, Milano Linate, Roma Fiumicino e Ciampino - registrano un alto numero di voli internazionali; a queste regioni si aggiungono la Sicilia e la Sardegna con riferimento alla domanda di voli nazionali. Queste quattro regioni assorbono insieme il 66,6% dei passeggeri arrivati e partiti a livello nazionale e il 78,8% dell'utenza a livello internazionale.

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Trentacinque milioni per le indennità dei lavoratori del cratere

Ammontano a circa 35 milioni di euro le risorse messe a disposizione dal Governo per le misure di sostegno al reddito per quei lavoratori che operano nei comuni del cratere sismico. Lo ha annunciato nel corso della seduta del Cicas (Comitato di intervento per le crisi aziendali e di Settore) l'assessore alle Politiche del Lavoro, Andrea Gerosolimo, che ha illustrato al Comitato gli esiti della convenzione con il Governo. "Con i ministri dell'Economia, del Lavoro e i Presidenti delle quattro regioni interessate dai terremoti di agosto e ottobre - ha spiegato l'assessore Andrea Gerosolimo - abbiamo concordato la ripartizione delle risorse messe a disposizione delle Regioni e le condizioni di per l'erogazione delle prestazioni in favore dei lavoratori. All'Abruzzo sono stati destinati circa 35 milioni, di cui 15 sono riservati ai lavoratori del settore privato, compreso quello agricolo; 20 milioni circa, invece riservati ai lavoratori autonomi e titolari di impresa individuale. E' una misura che viene incontro alle esigenze economiche delle aziende e dei lavoratori costretti allo stop a causa del terremoto e che guarda con attenzione anche agli autonomi prevedendo per loro un'indennita' una tantum". Le misure, cosi' come previsto dal decreto legge 189/2016 e dalla Convenzione sottoscritta dalla Regione con i ministeri dell'Economia e del Lavoro, prevedono, per i lavoratori privati, un'indennita' pari al trattamento massimo di integrazione salariale della durata massima di 4 mesi, nel periodo dal 24 agosto fino al 31 dicembre 2016. La misura, essendo residuale rispetto alle altre integrazioni salariali, si rivolge soprattutto ai lavoratori di aziende da 1 a 5 dipendenti o a coloro i quali hanno usufruito di tutti gli interventi di integrazione salariale a disposizione. Per gli autonomi l'una tantum prevista nell'intesa ammonta a 5 mila euro e puo' essere concessa anche ai professionisti iscritti a qualsiasi forma di previdenza e assistenza. E' importante sottolineare che tale indennita' puo' essere riconosciuta anche ai soci lavoratori delle societa' di persona (Ss, Snc, Sas) non invece per i soci lavoratori delle societa' di capitale (Spa, Srl, Srls). Tale misura e' considerata come aiuto di Stato in "de minimis". Le domande possono essere inviate, entro il 31 marzo 2017, via Pec alla Regione Abruzzo.

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Tamburi (Enel): Circa 2500 cabine secondarie disalinneate, il 20% del totale

"Circa 2500 cabine secondarie disalinneate, il 20% del totale" durante l'emergenza combinata maltempo-terremoto che si e' abbattuta a gennaio sulle regioni del Centro Italia, Abruzzo e Marche su tutte. "Erano 100 anni che non si verificavano nevicate cosi' intense con 20 milioni di tonnellate di neve caduta in Abruzzo" .Cosi' il direttore Enel Italia, Carlo Tamburi, in audizione in Commissione Industria, commercio, turismo al Senato sulle problematiche della rete di distribuzione elettrica emerse in seguito ai recenti eventi climatici nelle Regioni del Centro Italia. Tamburi ricorda quei giorni, "con 99 scosse superiori a magnitudo 3, un problema per l'organizzazione dei lavori". Ingente lo sforzo logistico, complicato "ulteriormente dai vari ordini di evacuazione". L'emergenza e' stata divisa in quattro fasi, la prima del 15-16 gennaio con l'inizio della perturbazione e 130mila clienti disallineati, di cui 75mila subito risolti. Poi la seconda fase, la notte tra il 16 e il 17 gennaio "che ha colpito specialmente Pescara con 90mila clienti disallineati e 69mila a Chieti, qui abbiamo visto i primi fenomeni di inaccessibilita' di strade. Le unita' mobilitate sono passate da 300 a 700". La terza fase e' quella del 18 gennaio, con l'aggravante delle scosse sismiche e ulteriori precipitazioni. Dopo questa fase si apre la quarta finestra, "con una progressiva ripresa del servizio e un forte calo delle perturbazioni. A Teramo la viabilita' e i blocchi delle strade sono state il vero grande impedimento all'efficacia del ripristino", precisa Tamburi. Il 21 gennaio "siamo arrivati a 17-18mila disallineati a Teramo, mentre la soluzione era praticamente risolta a Chieti ePescara, tanto da chiudere l'Unita' di crisi in Prefettura. Nel Teramano la situazione e' rientrata nella giornata del 23 gennaio", termina il direttore di Enel Italia.

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Gentiloni in visita nel Teramano: il rischio maggiore e’ quello di perdere un po’ di fiducia nel futuro

"Oggi il rischio maggiore e' quello di perdere un po' di fiducia nel futuro in queste zone. Quindi bisogna risolvere i problemi di emergenza ma piano piano ridare speranza e reinvestire sulle vocazioni di questi territori". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Teramo, dove ha incontrato i sindaci sull'emergenza post-sisma e maltempo.

"Voglio che la mia regione abbia, a fronte di danni significativi e misurabili che si rilevano dal crollo di prenotazioni e da meno opportunita', uno strumento idoneo e rilevante. Questa visita istituzionale deve aiutarci a fotografare e a rilevare quali possono essere le piu' adatte risposte di carattere normativo e finanziario. Dobbiamo considerare i cosiddetti danni indiretti perche' le comunita' colpite possano trovare risarcimento e ripartenza". Cosi' il presidente della Giunta regionale d'Abruzzo Luciano D'Alfonso.

Il presidente del Consiglio e' arrivato prima a Montorio al Vomano, paese di tanti sfollati che cerca di costruire un polo scolastico dal sisma del 2009, e poi a Teramo, per incontrare i sindaci di "una parte del nostro paese che e' stata ripetutamente colpita in modo molto grave". "Non si e' trattato solo di un episodio - ha detto - ma purtroppo di una sequenza. Questo non deve incrinare la coesione delle nostre comunita' e la fiducia nel futuro. Pero' bisogna lavorare e lavorare in fretta perche' solo se le istituzioni saranno veramente unite e rapide questo potra' consentire di restituire fiducia ai nostri territori". Ha sentito parlare di viabilita' in ginocchio, di disservizi nell'erogazione della corrente elettrica che in alcune zone e' mancata anche per 12 giorni consecutivi e dove si va ancora avanti coi generatori, di danni pesantissimi agli allevamenti, di un colpo si spera non definitivo all'economica delle imprese, del commercio, dei servizi. Ha sentito raccontare di quattro vittime del maltempo e di chi non vuole andare via, nonostante l'esodo verso le citta' del mare che sta spopolando anche i centri urbani. Alla platea di primi cittadini il premier ha detto: "per il Teramano credo che serva un piano urgente soprattutto sul tema della viabilita' ma poi serve tutto il resto su cui stiamo lavorando" e loro adesso se lo aspettano. Se lo aspetta il sindaco del capoluogo, Maurizio Brucchi, che ha chiesto "aiuti subito, perche' domani e' troppo tardi", insistendo sulla sicurezza scolastica, alla ricerca di un indicazione "certa, univoca su quanto puo' essere vulnerabile una edificio scolastico per restare aperto". Ed e' soprattutto sulle scuole che Gentiloni ha ricevuto sollecitazioni a fare veloci. "Per me - ha detto all'uscita della Provincia - e' stato molto molto utile ascoltare le esigenze, i problemi, anche le lamentele che vengono dal territorio e in particolare dai sindaci".

 

Un decreto per il maltempo è stato chiesto anche dai sindaci dei comuni fuori cratere sismico ma duramente colpiti dal maltempo tra i quali quello di Notaresco Diego Di Bonaventura, di Castellalto Vincenzo Di Marco, di Cellino Attanasio Giuseppe Del Papa, di Atri Gabriele Astolfi. Sindaci delusi per non essere stati invitati a quella che era "una riunione operativa e convocata all'ultimo momento", come ha spiegato il presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino. "Abbiamo detto al premier che serve un decreto per l'Abruzzo per l'emergenza neve - ha detto il sindaco di Notaresco, Di Bonaventura - non puo' far finta che in Abruzzo non sia successo nulla. Abbiamo capannoni industriali e agricoli crollati, famiglie evacuate, un territorio distrutto al quale noi adesso non sappiamo dare risposte. Il cuore ce lo mettiamo noi, abbiamo bisogno di risorse". Sulla stessa linea i sindaci di Castellalto, Atri, Cellino Attanasio, ma anche quelli della montagna teramana. "Noi siamo fuori da ogni decreto, non siamo nel cratere, non c'e' quello sul maltempo, non abbiamo certezze se la somma urgenza verra' rimborsata", dice il sindaco di Cellino Attanasio, al quale si unisce il coro della montagna teramana. "Neanche invitati alla venuta del presidente Gentiloni - afferma il primo cittadino di Castel Castagna, Rosanna De Antoniis - pero' mi sono infiltrata ugualmente e ho avuto la possibilita' di parlare direttamente con il premier al quale ho rappresentato le difficolta' dei nostri territori, come Castel Castagna, Isola del Gran Sasso, Colledara, Pietracamela". E di aiuti ad hoc ha parlato anche il sindaco di Pietracamela

Centrodestra critico

"Il presidente del Consiglio e' venuto a fare cosa? Ci troviamo di fronte al nulla assoluto, speriamo che a questa gita turistica si possa aggiungere un supplemento di riflessione, visto che ancora non pubblicano questo decreto che sta ormai diventando leggendario. Speriamo che nelle more si colga l'occasione per dargli qualche concretezza". Lo hanno affermato i consiglieri regionali di centrodestra nel corso di un incontro con la stampa promosso a margine della seduta straordinaria del Consiglio regionale sul maltempo. Presenti Lorenzo Sospiri, Mauro Febo, Gianni Chiodi, Paolo Gatti, Mauro Di Dalmazio, Giorgio D'Ignazio e Emilio Iampieri di Forza Italia, Ncd e Abruzzo Futuro, i quali hanno parlato di "maleducazione istituzionale" perche' "la gran parte dei parlamentari e dei consiglieri regionali non sono stati neanche invitati", cosi' come molti sindaci. Il primo cittadino di Teramo, ha riferito il centrodestra, e' stato informato da Chiodi dell'arrivo del premier. "Uno sgarbo istituzionale - hanno sottolineato - che denota tutta la scorrettezza di questo governo regionale e nazionale. Un presidente del Consiglio dei ministri - hanno poi osservato gli esponenti di centrodestra - quando si muove lo fa per portare qualcosa. L'ascolto dei territori, il lavoro di preparazione lo fanno i ministri, lo fanno i sottosegretari, lo fanno gli sherpa. Poi quando il premier si muove magari corregge qualcosa che non e' stato fatto bene con il precedente decreto". Il riferimento e' "agli 80 milioni di euro per le imprese che D'Alfonso aveva assicurato e alla zona cosiddetta franca. Immaginavamo che il presidente del consiglio venisse a Teramo per queste cose o per annunciare ad esempio l'ampliamento del cratere". 

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