Primo Piano

In 81 comuni abruzzesi si supera il 65% di raccolta differenziata

In 81 comuni abruzzesi, il 26,56% del totale, si supera il 65% di raccolta differenziata di rifiuti, a Balsorano, primo "Comune Riciclone", si raggiunge il 94,09%. Sono dodici i Comuni 'rifiuti free' - di cui tre sopra i diecimila abitanti, Cepagatti, Ortona e Pineto - ovvero quelli che puntano sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento, producendo meno di 75 kg annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato. E' quanto emerge dai dati 2016 di Legambiente. "Ora la vera scommessa - dichiara il presidente Legambiente Abruzzo Giuseppe Di Marco - e' far diventare tutto l'Abruzzo 'Rifiuti free' con crescita della differenziata, tariffazione puntuale, aumento dei costi di discarica e un sistema impiantistico che metta al centro l'economia circolare. Quella dei Comuni ricicloni e dei Rifiuti free e' una riforma anti-spreco che dimostra quanto l'economia del riciclo e' gia' in parte in atto". "E' ora di traghettare i tanti comuni ricicloni verso la nuova sfida della riduzione del secco residuo da avviare in impianti di incenerimento e in discarica - prosegue Di Marco - per accompagnarli verso la rottamazione di questo sistema impiantistico che ha caratterizzato gli anni '90 e 2000. Per realizzare cio', oltre all'impegno delle amministrazioni e dei cittadini, e' importante che la politica faccia la sua parte attraverso l'introduzione di un sistema di tariffazione puntuale su larga scala, replicando le buone pratiche su tutto il territorio e definendo un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per far in modo che prevenzione e riciclo siano sempre piu' convenienti". Nonostante i passi avanti dal punto di vista normativo, per promuovere riciclo e prevenzione bisogna fare di piu'. Per Legambiente occorre, tra l'altro, utilizzare i proventi dell'ecotassa per politiche di prevenzione, riuso e riciclo; completare la rete impiantistica regionale per riciclaggio e riuso con impianti anaerobici e aerobici per trattare l'organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nelle regioni sprovviste; stop a qualsiasi commissariamento per l'emergenza rifiuti.

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Referendum, Acerbo: D’Alfonso si tagli lo stipendio

 "Il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, dovrebbe dimettersi, ma non lo fara'. Lo invitiamo, pero', a mantenere la parola data e a rispettare gli impegni: si tagli almeno lo stipendio, come aveva promesso in campagna elettorale. Non c'e' bisogno di modificare la Costituzione per tagliare i privilegi". Lo afferma Rifondazione Comunista Abruzzo che, nel commentare l'esito del referendum, parla di "debacle per il presidente di Regione, una vera e propria batosta, con i risultati del Si' ben al di sotto della media nazionale". Nel corso di una conferenza stampa, Maurizio Acerbo, della segretaria nazionale Rc, il segretario provinciale pescarese, Corrado Di Sante, e Walter Rapattoni, della segreteria provinciale del partito, hanno parlato di una "bocciatura per D'Alfonso che, insieme a De Luca, e' stato uno dei presidenti che si sono scatenati nella campagna referendaria, con telefonate, sms, lettere e affissioni abusive. Tutto - hanno sottolineato - si e' tradotto in un clamoroso No".

Quindi l'invito alle dimissioni, ma "dato che non lo farà", ecco l'appello affinche' "mantenga la parola data: hanno sostenuto che bisogna stravolgere la Costituzione e togliere ai cittadini il diritto di voto per tagliare i costi della politica, ma e' una cosa che si puo' fare senza modificare nessun articolo della Costituzione. D'Alfonso, infatti - hanno aggiunto - in campagna elettorale si era impegnato a ridurre il suo stipendio, quello degli assessori al livello di quello del sindaco della citta' capoluogo di regione". "Sono passati due anni e mezzo e sarebbe di procedere in quella direzione. Dopo tutto dicevano che era lo scopo del referendum. Gli abruzzesi hanno votato no - hanno concluso gli esponenti di Rifondazione Comunista - perche' non si sono bevuti la propaganda di chi predica bene e razzola male".

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Lolli presenta il nuovo bando per centri storici del cratere

Presentate a L'Aquila le misure contenute nel decreto legge 78/2015 con legge 125/2015 (4% delle risorse destinate alla ricostruzione nel quinquennio 2016/2020) che individua un programma quinquennale con una dotazione di circa 220 milioni di euro e 6 priorità di intervento, con uno o più Bandi per aiuti o interventi di infrastrutturazione materiale per lo sviluppo economico: piste ciclabili, infrastrutturazioni sportive per la montagna, il Bando Fare centro e altri interventi a favore delle imprese e di professionisti.

'Fare Centro' in particolare prevede iniziative, illustrate dal vice presidente Giovanni Lolli, per valorizzare i centri storici, arricchendo con incentivi alla creazione di nuove imprese o alla riqualificazione di attività già esistenti. Sarà articolato su tre diversi interventi: progetti promossi da soggetti (Micro Imprese) già esistenti alla data del 6 aprile 2009 (nei centri storici meglio individuati sulla base delle perimetrazioni ex DCD n. 3/2010); progetti promossi da soggetti (Micro Imprese) che hanno già avviato alla data di pubblicazione del Bando o intendono avviare una nuova attività in tali ambiti; progetti di ricollocazione/riconversione/riqualificazione promossi da soggetti (Micro Imprese) che svolgono e/o svolgevano al 6 aprile 2009 la propria attività in aree interessate da riqualificazione urbana a seguito del sisma (solo in tal caso saranno ammissibili spese per l'acquisto/realizzazione della sede aziendale). "Un momento di condivisione con i potenziali beneficiari - ha commentato Lolli - per presentare una grande opportunità e riattivare l'intero tessuto economico e sociale dei centri del cratere. In arrivo agevolazioni fino al 70 per cento a fondo perduto. La somma a disposizione è di 20 milioni di euro. A beneficiare del regime di de minimis saranno commercianti e artigiani, studi professionali e tutti i titolari di partita Iva"

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Via libera del Cipe ai fondi del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020

Via libera del Cipe ai fondi del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 con 1,8 miliardi saranno destinati all'Ambiente. Le risorse saranno trasferite alle Regioni per attuare un programma concordato di interventi di ammodernamento degli impianti di gestione del ciclo dei rifiuti, di mitigazione del rischio idrogeologico, Infrastrutture verdi, bonifica delle discariche, bonifica dei Siti di interesse nazionale (Sin), efficientamento energetico negli scuole e negli edifici pubblici e collettamento delle rete fognaria e depurazione. "L'impegno messo in campo con i fondi europei per l'ambiente - afferma il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - e' un segnale storico della direzione che il Governo intende imprimere allo sviluppo del Paese, in direzione della green economy e dell'economia circolare. Con uno stanziamento che non ha precedenti per la quantita' e la qualita', si interverra' sanando le carenze del passato e investendo nel futuro con una attenzione particolare al Mezzogiorno che ha bisogno di maggiori investimenti ambientali e di un impegno particolare per rilanciare lo sviluppo". Infatti sono 236,5 i milioni destinati alla Puglia, 225,7 alla Campania e 200,4 alla Sicilia, 156,6 alla Calabria, 75 alla Sardegna, 64,4 alla Basilicata, 62,4 all'Abruzzo, 28,8 al Molise

Fra le regioni del nord e del centro oltre 317 milioni sono stati assegnati al Veneto, 87 alla Lombardia 49,4 alla Toscana, 38,2 al Friuli Venezia Giulia, 22,5 al Piemonte, 16.9 alla Liguria, 16,4 al Lazio, 10,4 alle Marche, 7.9 all'Emilia Romagna, 3,5 alla Valle d'Aosta, 2,8 all'Umbria, 1,4 alla Provincia autonoma di Bolzano e 1,2 alla Provincia autonoma di Trento. Inoltre sono previsti 2 milioni di euro per ciascuno dei 7 distretti idrografici per un totale di 14 milioni necessari a interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, a cui si aggiungono 75 milioni per le regioni del Mezzogiorno e 12 milioni per il Centro-Nord per interventi sul collettamento fognario e la depurazione. "Gli interventi programmati - rileva inoltre Galletti - consentiranno di affrontare anche le criticita' esistenti con l'Europa per le infrazioni in materia di depurazione, discariche e ciclo dei rifiuti. Per questi settori sono stati programmati interventi rispettivamente per quasi 600, 208 milioni e 123 milioni. Di rilievo anche gli stanziamenti per la messa in sicurezza del territorio che ammontano a 273 milioni e per la bonifica dei SIN, programma strategico per il risanamento ambientale ma anche per il rilancio produttivo dei siti, con un impegno di spesa di 533 milioni. Trovo infine qualificante - afferma ancora Galletti - aver inserito uno stanziamento specifico di 8 milioni per bonifiche dall'amianto in edifici scolastici del sud, e anche due filiere di intervento specificamente orientate verso la green economy: i 93 milioni destinati ad interventi per l'efficienza energetica e i 16 per le infrastrutture verdi"

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Garanzia over, 270 domande di assunzione in un giorno in Abruzzo

Sono 270 le richieste di assunzione presentate al portale Borsa lavoro della Regione Abruzzo dalle aziende nel primo giorno di Garanzia Over, dedicato a disoccupati con più di 30 anni. Questa mattina l'apertura dei termini per le aziende per presentare la propria candidatura per aderire all'avviso pubblico e scegliere (all'interno del portale Borsa lavoro) il curriculum più adatto alle proprie esigenze per richiedere l'assunzione fruendo dei contributi a fondo perduto previsti nell'Avviso. Il dato di 270 richieste di assunzione è riferito alla sola mattinata di oggi.

"Si tratta di un dato sorprendente - ha commentato l'assessore alle Politiche del Lavoro Andrea Gerosolimo - che è andato ben al di sopra delle nostre aspettative. Pur mantenendo la cautela del caso, possiamo dire che le aziende abruzzesi hanno risposto positivamente alla sfida lanciata dalla Giunta regionale di voler agevolare la strada che porta ad un'assunzione stabile di disoccupati. La risposta arrivata sia dai disoccupati che nei giorni scorsi a migliaia si sono iscritti a Borsa Lavoro e aderito a Garanzia Over sia dalle aziende conferma che il tratto che abbiamo voluto imprimere al bando è quello giusto. Abbiamo - ha sottolineato l'assessore alle Politiche del Lavoro - guardato alle esigenze dei lavoratori e delle aziende, prevedendo la gradualità degli incentivi in base all'età e al genere del disoccupato e mostrando la giusta attenzione verso quelle aree della regione in ritardo di sviluppo". Garanzia Over non è un Avviso che scade e che non era stato stabilito, per oggi, un "click-day" che dava priorità nell'erogazione dei contributi alle aziende. I circa 5 milioni di euro quale dotazione finanziaria dell'Avviso sono a disposizione delle aziende anche nelle prossime settimane, fino al loro esaurimento.

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Masterplan, le prime gare previste per inizio 2017

 "Vogliamo 'uccidere' il fattore ritardo facendo in modo che si procedimentalizzi ciascun passaggio". Questo il messaggio del presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso, questo pomeriggio, all'Aurum di Pescara, per stimolare i rappresentanti dei 77 enti attuatori del Masterlplan Abruzzo a velocizzare i tempi della pubblicazione delle gare d'appalto. Le prime saranno pronte per l'inizio del 2017. "Occorre superare la logica duale Regione-Soggetti attuatori - ha evidenziato il Presidente - attraverso un patto collaborativo che dovrà vedere gli uffici ed i funzionari della Regione moltiplicare le forze, ad esempio, per favorire il completamento degli adempimenti burocratici da parte degli enti attuatori ed evitare di assumere atteggiamenti di chiusura o di melina. Questo varrà, a maggior ragione, - ha proseguito - nella fase in cui sarà coinvolta l'impresa contraente ed è un modus operandi cui dovranno uniformarsi tutti i soggetti della filiera della Pubblica amministrazione. Ciascuno dovrà essere sorgente di soluzione". Quattro i tavoli tematici: infrastrutture, ambiente, turismo e cultura e sviluppo economico. A confrontarsi su temi specifici dirigenti e funzionari regionali e tecnici e rappresentanti degli enti attuatori. 

p. di fel.

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Referendum, vince il no e Renzi si dimette

Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni da premier, dopo la vittoria del No al referendum,  in una conferenza stampa a Palazzo Chigi che conclude con un ringraziamento a moglie e figli. Il popolo italiano "ha parlato in modo inequivocabile chiaro e netto", ha detto il premier Matteo Renzi. In prima persona si e' buttato nella campagna referendaria, su di se si assume tutta le responsabilita' della debacle. "Ho perso io, volevo tagliare le poltrone del Senato, e' saltata la mia sedia", riconosce Matteo Renzi, provando a sdrammatizzare ma in realta' tradendo nel rossore degli occhi e nella voce quasi commossa, parlando da Palazzo Chigi con al fianco la moglie Agnese, il peso di una sconfitta che nessuno, ne' al governo ne' al Pd, aveva immaginato. Il piu' giovane premier lascia la guida di un governo durato mille giorni ma non il Pd. Martedi' riunira' la direzione e da li' si cerchera' di capire la strada da prendere. In molti gli chiedono di restare ma Renzi stasera e' apparso inamovibile: "Come era evidente e scontato dal primo giorno la mia esperienza finisce qui, volevamo vincere e non partecipare", dice rivendicando la coerenza del rottamatore e la distanza dalla vecchia politica dove nessuno si dimette. Una distanza dai suoi predecessori che assicura di dimostrare anche quando avverra' il passaggio della campanella con il suo successore.

"Con amicizia e con un abbraccio consegnero' la campanella ed i dossier su che cosa fare", assicura alludendo a quel gelido passaggio di consegne con Enrico Letta che da sempre l'ex sindaco di Firenze si e' sentito addosso come un marchio di infamia. Dopo aver votato in mattinata a Pontassieve, Renzi e' rientrato a Roma nel pomeriggio quando dagli exit polls si era capito che piu' che una sconfitta il governo avrebbe subito una batosta. Con la moglie, il portavoce e pochissimi fedelissimi ha preferito aspettare i dati a Palazzo Chigi e non al Nazareno, dove erano riuniti i ministri piu' stretti, come Maria Elena Boschi e Dario Franceschini, e i vertici del Pd. Mentre dentro Palazzo Chigi i giornalisti stranieri parlavano di 'Renxit' in attesa di salire alla Sala dei Galeoni, fuori, a pochi metri dalla sede del governo, una trentina di militanti dell'Usb hanno acceso dei fumogeni al grido di 'Dimissioni, dimissioni'. Pochi minuti di tensione, subito calmati dalla polizia, mentre il leader Pd confermava nei dati reali del Viminale l'entita' della perdita. Non e' la prima sconfitta per Renzi, battuto alle primarie per la premiership da Bersani nel 2012, ma sicuramente questa e' la piu' dura. "C'e' rabbia, delusione, amarezza, tristezza", elenca il giovane leader che rivolgendosi a volontari e militanti, con parole quasi da congedo definitivo, assicura: "Tornerete a festeggiare una vittoria". Se lui ci sara' ancora, e' presto per dirlo: per ora Renzi alza bandiera bianca, teso ma sforzandosi in undici minuti di discorso di sorridere. 

E' stata del 68,48% l'affluenza definitiva alle urne in Italia per il referendum.

Grillo: subito al voto

Subito al voto e con l'Italicum. Il M5s attende con sapiente pazienza le parole del premier dimissionario e poi dal blog Beppe Grillo detta l'agenda del Movimento: l'avvio del conto alla rovescia per portare gli  italiani al voto. "Evviva! Ha vinto la democrazia. La risposta degli italiani come affluenza alle urne e come indicazione e' stata netta" esulta Beppe Grillo dal suo blog da dove annuncia anche che il M5s si mettera' subito al lavoro per preparare la sua squadra di governo. Le elezioni, i 5 Stelle le vogliono subito: per il Senato "proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilita' alla legge che c'e' gia': il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti e' di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana". Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista esultano: a Montecitorio negli uffici dei gruppi brindano con tutto il gruppo e poi scendono in sala stampa a parlare molto tardi. La cautela e' la linea che hanno perseguito fino alla fine. Hanno frenato l'entusiasmo per il risultato del referendum fino all'ultimo e nonostante il divario enorme e schiacciante a favore del No degli exit poll non hanno ceduto a fare commenti subito. Il primo a farsi sentire, questa volta, e' Roberto Fico che esulta per la grande partecipazione degli elettori: "l'Italia c'e'!" e invita a raccolta, a Napoli, gli attivisti per attendere insieme i risultati definitivi. Anche Grillo ha dato sfoggio di fair play fino alla fine: "Abbiamo fatto un grande lavoro, quindi l'importante, se dovessimo perdere, e' non dare colpe a nessuno, abbiamo lavorato tutti bene. Se gli italiani hanno scelto una cosa diversa noi la rispettiamo" ha detto dopo aver votato nel pomeriggio al seggio di Sant'Ilario a Genova. Con il suo solito humor ha ironizzato sulla querelle del giorno sulle matite copiative e dopo aver succhiato la matita copiativa che gli era stata consegnata. "Noi anziani sappiamo come fare: nell'era digitale, succhiamo un attimo la matita". Netto invece il commento di Alessandro Di Battista che si offre sui social con il suo casco da moto in mano, si complimenta per il lavoro fatto ma poi avverte: " ora basta ad associare la parola anti-politica con il M5s". E basta, gli fa eco Luigi Di Maio, con l'uomo solo al comando: "non esiste piu', da domani sono i cittadini che governano le istituzioni"

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Referendum, l’Abruzzo sceglie il No per il 64,39%

 L'Abruzzo sceglie il No per il 64,39% e i Sì al 35,61%. All'Aquila i No sono 64,95%, i Sì al 35,05%. A Teramo i No al 63,42%, i Sì al 36,58%. A Pescara il No al 64,80%, Sì al 35,20%. A Chieti il No al 64,40%, Sì al 35,60%.

"Gli italiani si sono espressi contro la riforma costituzionale proposta dal governo Renzi, e di questo bisogna prendere atto. Il premier - con un discorso di altissimo livello - ha comunicato la sua intenzione di rassegnare le dimissioni da capo dell'esecutivo. Ora sara' il Presidente Mattarella a tracciare il percorso istituzionale da seguire". Lo scrive sulla sua pagina facebook il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso. "Ho sostenuto con tutte le mie forze il progetto riformatore e l'esperienza di governo di Matteo Renzi, e se potessi tornare indietro lo rifarei persino con maggiori energie, perche' sono convinto della bonta' di quanto veniva proposto. Sostengo ancora di piu' la sua attivita', poiche' ogni volta che c'e' stato un problema lo abbiamo sempre trovato presente come persona e come istituzione", prosegue. "Adesso si riparte dai voti espressi a livello nazionale e territoriale senza perdere una sola ora di tempo. Ci vediamo tra 29 mesi per il giudizio che gli abruzzesi dovranno esprimere sull'operato e sulle decisioni della Giunta regionale. Naturalmente alle elezioni territoriali metteremo in campo il lavoro straordinario di una grande coalizione, nella quale i protagonisti cresceranno a vista d'occhio", chiude D'Alfonso

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Sanitopoli, la Cassazione annulla parte della condanna e si torna in Appello

Ci sara' un nuovo processo per l'ex governatore dell'Abruzzo Ottaviano Del Turco e alcuni degli latri imputati nel processo per la 'Sanitopoli' abruzzese: lo ha deciso la Cassazione che ha annullato con rinvio la condanna per Del Turco, e altri 2 imputati, in relazione all'accusa di associazione per delinquere. I giudici di Perugia dovranno rideterminare il trattamento sanzionatorio e rivedere le condanne.

"La montagna di prove che doveva schiacciarmi, si e' dimostrata per quello che era: una montagna di fango", ha commentato l'ex governatore. Ma i magistrati che hanno sostenuto l'accusa specificano che "la Cassazione ha confermato definitivamente il reato di corruzione, che era il cuore dell'inchiesta". "Il passaggio di denaro c'e' stato, e questo conferma la correttezza del processo", ha detto l'ex procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi. "L'ex capo della Procura esulta per la sentenza della Cassazione. In fondo,  lo apprezzo: sapersi accontentare di poco una virtu'", ribatte il legale di Del Turco, Giandomenico Caiazza. Ora, dopo la pronuncia della Suprema Corte, gli atti verranno inviati alla Corte di appello di Perugia. Ma la prescrizione maturera' prima della fine del prossimo anno. I magistrati umbri devono rideterminare il trattamento sanzionatorio per Del Turco e per altri imputati tra i quali l'ex assessore abruzzese alla sanita', Bernardo Mazzocca, e altri funzionari e componenti della vecchia giunta di centrosinistra, caduta sotto i colpi di questa inchiesta. Un'inchiesta che durante il processo ha molto circoscritto la sua portata: inizialmente le condanne erano state inflitte per 6,2 milioni di euro di presunte mazzette; in appello il giro di denaro si era ridotto a 800 mila euro. In aula, davanti ai giudici della sesta sezione penale della Cassazione, era presente anche Del Turco che ha seguito tutto il dibattimento. Il suo avvocato e le difese degli altri imputati, hanno sottolineato come le accuse siano state mosse da un 'bancarottiere seriale', condannato a piu' di 20 anni di reclusione per una distrazione di fondi pari a 105 milioni di euro". "Spero che questo incubo termini e che a Del Turco sia restituita piena dignita': e' un galantuomo che non ha mai preso nemmeno un euro di tangenti" ha sottolineato Caiazza nella sua arringa. La condanna per associazione a delinquere e' stata annullata con rinvio anche nei confronti di Camillo Cesarone, ex consigliere regionale, e Lamberto Quarta, ex segretario della  presidenza della Giunta. Dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex dirigente della sanita', Pierluigi Cosenza, contro la prescrizione. Annullate senza rinvio le condanne per gli ex assessori Ennio Marcello Boschetti e Bernardo Mazzocca e l'ex direttore generale della Asl di Chieti, Luigi Conga per via della prescrizione. Per gli altri capi di imputazione invece, le posizioni di Conga e Mazzocca dovranno essere rivalutate dalla Corte di Appello di Perugia per la rideterminazione delle pene. Annullate le condanne al risarcimento delle parti civili a carico di Sabatino Aracu, ex parlamentare di Fi, e rigettato il ricorso di Angelo Bucciarelli, collaboratore di Mazzocca. E' in sostanza da riscrivere la sentenza d'appello emessa dalla Corte d'Appello dell'Aquila il 20 novembre 2015. Rimane aperta tutta la questione inerente i risarcimenti per le parti civili: Regione Abruzzo, varie Asl e cliniche private. 

"E' stata confermata l'assoluzione piena per corruzione, sull'altro reato c'e' prescrizione, per quanto mi riguarda dopo otto anni esco solo con assoluzioni". Cosi' Antonio Boschetti, avvocato vastese, ex assessore regionale coinvolto otto anni fa nella bufera dell'inchiesta "Sanitopoli", commenta la sentenza della Cassazione che ha chiuso i giochi su parte del processo. "Ho affrontato con serenita' fin dal primo momento questa vicenda, mi sono difeso senza mai andare via, ho accettato quello che mi e' stato dato con fiducia nella magistratura e nella consapevolezza che non ho mai rubato soldi a nessuno", aggiunge Boschetti. "Tornero' a fare politica? E' una cosa che mi piace, e' stata ed e' una passione, ma non significa che tornero', la politica si puo' fare in molti modi. La prima cosa e' continuare a lavorare come avvocato, una professione che mi ha aiutato a rimanere sereno. Mi piacerebbe tornare a rivivere la vita di partito, questo si'". Poche parole per l'altro ex assessore regionale, alla Sanita', Bernardo Mazzocca. "Preferisco non commentare la sentenza, anche se non l'ho accolta bene. In questa fase non dico nulla, vedremo piu' in là".

"Anche se consideravo la vicenda giudiziaria gia' conclusa in Appello, fa piacere che alla gioia della mia conferma alla presidenza della federazione si aggiunga la soddisfazione della definizione di un processo che tante sofferenze mi ha creato". Cosi' l'ex parlamentare abruzzese di Forza Italia e del Pdl, Sabatino Aracu, commenta la sentenza della Cassazione sul processo alla cosiddetta "Sanitopoli Abruzzo" che, nel 2008, aveva provocato un autentico uragano politico. Ieri, dopo la mezzanotte, la Cassazione ha stabilito per Aracu, la cui vicenda si era conclusa in appello con la prescrizione, che non debba risarcire le parti civili; oggi l'ex parlamentare e' stato rieletto alla presidenza della Federazione italiana Hockey e Pattinaggio che da stasera si chiama Federazione italiana sport rotellistici (Firs). Aracu e' alla guida di questo sport dal 1993. Aracu ribadisce che non tornera' a fare politica. "Non e' nei miei pensieri e obiettivi ripropormi in politica, credo che un mio ritorno sia una minestra riscaldata, bisogna dare spazio ad altri - chiarisce - In questo momento sono concentrato sullo sport, un'attivita' che sto affrontando con lo spirito di quando ero bambino" conclude Aracu che in gioventu' ha ottenuto importanti successi proprio nel pattinaggio.


I commenti

"La Cassazione infatti ha confermato definitivamente il reato di corruzione, che era il cuore dell'inchiesta: "Il passaggio di denaro c'e' stato, e questo conferma la correttezza del processo". E' quanto commenta l'ex procuratore capo della Procura di Pescara, Nicola Trifuoggi, all'epoca capo del pool che insieme ai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, diedero il via all'indagine dopo le rivelazioni dell'imprenditore della sanita' Vincenzo Angelini. "Ora la Corte d'Appello di Perugia dovra' solo ricalcolare la pena dopo che e' stato invece cancellato il reato di associazione per delinquere - chiude Trifuoggi - ma si tratta di un argomento tecnico per rimodulare la condanna, condanna che e' definitiva".

"Ora chi risarcira' i cittadini abruzzesi?" E' quanto si chiede l'ex capo della Procura di Pescara, Nicola Trifuoggi, che commenta quanto dichiarato da Daniele Capezzone sul 'mancato risarcimento a Del Turco'. "Ottaviano Del Turco e' stato condannato definitivamente per quella che prima della legge Severino si chiamava concussione - prosegue l'ex pm titolare del processo contro l'ex governatore -  povera anima di Dio, sento che nessuno e' stato condannato, mentre mi chiedo alla luce della condanna definitiva di Del Turco chi risarcira' l'intero popolo abruzzese dei danni fatti alla sanita' regionale. Sento anche che c'e' gente che si accontenta del fatto che e' caduto il reato di associazione per delinquere: ma quello non era il reato piu' grave, visto che e' un reato che prevede cinque anni, mentre per le tangenti la pena massima e' a otto anni. Quindi la concussione e' evidente e definitivamente accertata. Presunte tangenti? - si chiede Trifuoggi - No, chiariamolo una volta per tutte: sono tangenti. E per quanto riguarda le prescrizioni siamo di fronte ad un'ulteriore sconfitta della giustizia"

"Sono tangenti. La Cassazione ha stabilito che Ottaviano Del Turco ha preso 850 mila euro di tangenti. E' una sentenza definitiva. Se va bene a loro sminuire, si accontentino pure". E' la risposta ironica dell'ex pm del processo Del Turco, Giuseppe Bellelli, oggi capo della Procura a Sulmona, che assieme al collega Trifuoggi e Giampiero Di Florio, ha tenuto l'accusa contro Del Turco. "E' poco 850 mila euro? Contenti loro. Certo e' che la Cassazione ha mantenuto il reato piu' grave, quindi la sentenza e' definitiva e Del Turco e' colpevole. La vera vittima - conclude Bellelli - e' il cittadino abruzzese che fa la fila negli ospedali". Ma e' sempre l'ex capo del pool Trifuoggi che rincara la dose e che spiega come "da questa sentenza emerge la verita' di fatti gravissimi e definitivi. Non se ne parli piu'. Sono tangenti. Ora il processo proseguira' a Perugia in maniera evidente perche' se hai preso quattro anni per cinque reati e te ne cade uno quella pena va ricalcolata. Ma vorrei dire una cosa all'avvocato Caiazza, il difensore di Del Turco. La verita' dei fatti non e' piu' in discussione, e con quell'inchiesta abbiamo impedito ad un sistema criminale di proseguire il suo lavoro. Si adegui anche lui"

 "L'ex Procuratore di Pescara, dott. Trifuoggi, esulta per la sentenza della Corte di Cassazione nei confronti di Ottaviano Del Turco. In fondo, lo apprezzo: sapersi accontentare di poco è una virtù". E' quanto scrive in una nota il legale dell'ex governatore dell'Abruzzo Ottaviano Del Turco, l'avvocato Giandomenico Caiazza. "La Giustizia italiana, e le connesse risorse pubbliche necessarie, sono state impegnate per anni di processi e migliaia di pagine di verbali ad occuparsi delle strabilianti prove sul falso ideologico nella prima cartolarizzazione; su abusi di ufficio per budget provvisori manipolati, emendamenti legislativi segretamente modificati, documenti indebitamente sottratti alla legittima conoscenza pubblica, ispezioni sanitarie illegittime, ed una congerie di altre simili fandonie. Tutto questo al fine di prendere per ben 21 volte denaro da Angelini, per oltre 6 milioni di euro, dei quali nessuno ha saputo fornire prova nemmeno per un centesimo". Sottolineando le sentenze della Corte di Appello, della Cassazione, il legale ricorda che "residuano, galleggiando incomprensibilmente in quel mare di assurdita', tre dazioni di denaro che Del Turco avrebbe richiesto ed ottenuto Dio sola sa perche'. Il dott. Trifuoggi ci si lancia sopra, brandendole per cantare vittoria. E' il degno finale di questa tragica farsa".

"Chi risarcira' Ottaviano Del Turco per il male subìto, per le umiliazioni, per il "trattamento" politico e mediatico? Nove anni di calvario... A sinistra e non solo, in tanti dovrebbero riflettere a lungo". Cosi' il deputato di Cor, Daniele Capezzone, commenta la sentenza della Cassazione che ha rivisto in parte la condanna nei confronti di Ottaviano del Turco cancellando il reato di associazione a delinquere. "Non conosco personalmente il dottor Trifuoggi e non ho alcuna ostilita' nei suoi confronti, ma la sua risposta alle mie parole mostra benissimo la differenza tra le nostre visioni della giustizia: la mia liberale e garantista, la sua non saprei come definirla. Dopo 9 anni e un'inchiesta - la sua -  smontata dalla Cassazione, parla per difendere una tesi a tutti i costi... Non mi sembra una pagina gloriosa". Cosi' Daniele Capezzone.

"Se per censurare un libero e legittimo pensiero del collega Capezzone l'ex capo della procura di Pescara Nicola Trifuoggi esclama 'povera anima di Dio'... Beh il linguaggio dice tutto su queste persone". Lo dice Francesco Giro senatore di Forza Italia

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Addio a Rocco Salini, ex presidente della Regione Abruzzo

E' morto nella notte, dopo anni di malattia, Rocco Salini. Aveva 85 anni. E' stato presidente della Regione Abruzzo dal 1990 al 1992, quando la Giunta regionale fu arrestata in blocco per l'uso scorretto di fondi europei, e sottosegretario alla Sanita' dal 2001 al 2005 con il Governo Berlusconi. Salini lascia la moglie Bruna e i figli Vincenzo e Luisa. La famiglia ha scelto esequie strettamente private e dispensa dalle visite

Originario di Castilenti, Salini era malato da tempo ed e' morto nella clinica di Chieti in cui era ricoverato da circa un mese. Era un medico ed un politico e la sua attivita' inizio' nella Democrazia Cristiana. Oltre al ruolo di presidente della Regione Abruzzo, dal 1990 al 1992, fu senatore dal 2001 al 2006, prima di Forza Italia e poi del Gruppo misto, e sottosegretario alla Sanita' per poco piu' di un mese, con il secondo Governo Berlusconi (2001-2005). Nel corso della sua attivita' in Senato, tra l'altro, fu membro della commissione permanente Igiene e sanita', della commissione speciale in materia di infanzia e minori e della commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale e fu anche presidente della commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito. In Abruzzo fu anche assessore alla Sanita' con il Governo guidato da Giovanni Pace. A Castilenti e in tutta la Valle del Fino lo ricordano per il forte impulso, anche economico, che diede al territorio. I funerali verranno celebrati domani in forma strettamente privata

I commenti e i messaggi di cordoglio

"Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Rocco Salini, democristiano verace, Presidente della Giunta regionale d'Abruzzo all'inizio degli anni Novanta e poi senatore. Egli incarnava l'uomo posseduto dalla passione per la politica. Il suo spirito battagliero lo ha aiutato anche nei momenti piu' difficili, dai quali e' sempre riuscito a uscire con le proprie forze. A lui e alla sua famiglia porgo le condoglianze mie e della comunita' abruzzese". Questo il pensiero del presidente dell'Esecutivo abruzzese Luciano D'Alfonso per la morte dell'ex governatore Rocco Salini.

 "Un altro protagonista della vita teramana ed abruzzese scompare, in questo periodo che si connota per il venir meno periodico di tante figure di primo piano che hanno marcato la nostra realta' territoriale nei decenni passati. Rocco Salini ha interpretato l'impegno per la politica, proprio come un autentico servizio a favore dei suoi concittadini, riversando nell'attivita' pubblica quello stesso spirito e quella identica disponibilita' che profondeva nella sua professione". Cosi' il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi in relazione alla morte dell'ex presidente della Giunta regionale Rocco Salini. "Con la scomparsa di Rocco Salini, va via un altro esponente di quella idea di politica intesa - starei per dire - in spirito 'artigianale', fondata sulle percezioni, sull'intelligenza, sull'intuito istintivo di chi la praticava e non avvezza agli equilibrismi, alle elaborazioni compromissorie cui siamo oggi abituati. La citta' di Teramo, la provincia e la Regione Abruzzo - conclude Brucchi - possono salutare Rocco Salini con un partecipato sentimento di gratitudine, augurando che la classe dirigente a lui succeduta sappia interpretare e volgere al meglio l'insegnamento e lo stile che ha lasciato"

 L'Udc Abruzzo esprime il piu' vivo cordoglio per la morte di Rocco Salini, una personalita' di straordinarie doti umane, autentico interprete degli ideali democratico-cristiani, un fuoriclasse della politica. La sua tenacia, la sua incessante disponibilita', il suo profondo legame con gli abruzzesi, saranno per sempre un punto di riferimento per tutti coloro che sono impegnati nella politica e nelle istituzioni. Il coordinatore regionale Udc, Enrico Di Giuseppantonio ha espresso, a nome di tutto il partito "le condoglianze piu' sentite per la scomparsa dell' amico Rocco: alla famiglia intendiamo stringerci con affetto in questo momento di grande dolore. Ci manchera' la sua passione per la politica, che ha sempre interpretato come la piu' alta forma di carita' cristiana".

"A nome mio e dell'intera amministrazione comunale di Penne esprimo il piu' profondo cordoglio per la scomparsa di Rocco Salini: persona nota per la sua sensibilita' e lungimiranza, egli ha saputo ben rappresentare nelle istituzioni regionali e nazionali, ove ha ricoperto importanti incarichi, le istanze provenienti dai cittadini". E' il messaggio che il sindaco di Penne, Mario Semproni, ha inviato per la morte dell'ex presidente della giunta regionale Rocco Salini, avvenuta la scorsa notte. "E' stato - ha aggiunto - un punto di riferimento fondamentale per l'area vestina e per la sanita' pennese; lui, infatti, e' stato un forte e infaticabile difensore dell'ospedale 'San Massimo'. Voglio ricordare, infine, che grazie all'impegno di Rocco Salini, all'epoca presidente della giunta regionale, furono realizzati negli anni '90 i campi da tennis di contrada Campetto. Ai familiari giungano le piu' sentite espressioni di condoglianze"

 Il Presidente Giuseppe Di Pangrazio esprime il cordoglio dell'intero Consiglio regionale per la morte dell'ex Presidente della Giunta regionale Rocco Salini. "Salini e' stato un grande protagonista della storia politica regionale, con incarichi anche nel Governo nazionale. Il suo nome e la sua figura e' stata per tanti anni un vero punto di riferimento per la comunita' teramana che gli aveva dato i natali. Voglio esprimere il cordoglio di tutta l'Assemblea Legislativa alla famiglia per la grave perdita dell'uomo e del politico". (

"Con profonda tristezza ho appreso la notizia della scomparsa del senatore Rocco Salini, per lunghissimi anni figura di spicco della Dc abruzzese". Cosi' l'onorevole Vittoria D'Incecco. "Ho avuto modo di conoscere e apprezzare il senatore Salini, medico e politico di grande spessore - aggiunge la deputata - Sempre al servizio della comunita', si e' impegnato per l'Abruzzo con grande determinazione e umilta', dimostrando una forza di volonta' straordinaria. Alla  sua famiglia e a tutti i suoi cari esprimo il mio piu' profondo cordoglio". 

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