Primo Piano

Chieti, si dimette il sindaco Umberto Di Primio

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha presentato oggi le dimissioni al termine di una conferenza stampa che ha fatto seguito alla seduta di Consiglio comunale durante la quale, assenti i cinque consiglieri di Forza Italia e uno dei tre consiglieri dell'Udc, lo stesso Di Primio ha ritirato dall'ordine del giorno del Consiglio la delibera sul bilancio di previsione. ''Non c'e' possibilita' di trattare con il ricatto - ha detto Di Primio riferendosi ai consiglieri - Poiche' loro sono manovrati da qualcuno che dietro dice di comandarli, tant'e' che oggi giustamente non sono venuti in Consiglio comunale, e io non sono uno che si fa certo comandare, ho deciso che non ci sono piu' le condizioni per andare avanti e ho rassegnato le dimissioni da sindaco. Il centro destra perde la grande occasione di fare pulizia al proprio interno togliendo via logiche che non possono appartenere a persone serie".

"Io credo - ha proseguito Di Primio - di aver fatto tutto quello che potevo, di aver dato a questa citta' tutto quello che avevo in me, tempo amore passione credo di aver dato anche progetti finanziati e non chiacchiere come fa qualcuno. Noi abbiamo 37 milioni di opere finanziate che cambieranno il volto di questa citta': mi dispiace per coloro che subiscono i danni dalla mancata approvazione del bilancio, lo subiranno i lavoratori di quelle societa' che si volevano difendere, subiranno un contraccolpo le tante ditte che aspettavano da due mesi, la giunta ha approvato il bilancio il 18 aprile e oggi il consiglio non e' ancora in grado di approvarlo e questo comporta un danno per le ditte perche' non abbiamo soldi da poter dare loro. La mancata approvazione del bilancio mette a forte rischio alcuni fondi che abbiamo gia' avuto e che sono per il dissesto idrogeologico. I latini avrebbero detto ad impossibilia nemo tenetur, io dico la stessa cosa''.

"Io non e' che non voglio fare il sindaco, mi e' rimasto un anno e lo faccio quasi da dieci e li faccio anche contro coloro che adesso stanno facendo problemi. Qui c'e' una grave responsabilita' della classe dirigente regionale - ha detto il sindaco dopo aver presentato le dimissioni - che sta mandando a casa un'amministrazione di una citta' capoluogo di centro destra a un anno dalle elezioni come se Teramo non stesse in questa regione. Io non posso dire altro che Teramo docet: se non avete ancora compreso che dare spazio a chi fa i ricatti e le bande armate poi porta a perdere le elezioni, vuol dire che non avete compreso una lezione abbastanza banale che da' la vita politica. Non credo che ci siano le condizioni in questo momento neppure per pensare a un ritiro delle dimissioni. Questo vorrebbe dire la sottoscrizione di un patto di fine mandato dove non c'e' gente che scappa o si' nasconde dietro qualcuno: io non parlo piu' con gente che non e' il segretario di un partito o un consigliere comunale, sono stufo di avere incontri e dialoghi con chi non e' ne' consigliere comunale ne' segretario di partito ma viene ad alzar voce nelle riunioni. Questo non e' un metodo che mi appartiene, non ho mai avuto nessuno comandato da me, ho avuto solo gente che ha scelto di stare con me e io non ho avuto questo nelle ultime due-tre settimane. Finche' non ci saranno quelle condizioni e' impossibile anche parlare di un percorso diverso dal tornare tutti a casa e dal rivederci a maggio dell'anno prossimo alle elezioni comunali".

"Ritengo necessario che la crisi amministrativa al Comune di Chieti si risolva in tempi brevi. Non e' possibile, infatti, far ricadere sui cittadini e sulla citta' le conseguenze delle tensioni amministrative che si sono create in seno al Consiglio comunale e che hanno portato alle dimissioni del sindaco Umberto Di Primio". Lo ha detto il coordinatore regionale di Fratelli Etelwardo Sigismondi, commentando le dimissioni presentate oggi dal primo cittadino del capoluogo teatino. "Il rispetto del mandato elettorale vuol dire amministrare dal primo all'ultimo giorno - aggiunge Sigismondi. Fratelli d'Italia lavorera' da subito, nelle sedi opportune, per la ricomposizione della coalizione di centrodestra al fine di giungere il prima possibile all'approvazione del bilancio e alla realizzazione delle opere in esso contenute".

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Pagamenti della Pubblica Amministrazione, l’elenco delle regioni virtuose

 "I dati MEF sui ritardi (dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, ndr) sono disponibili anche a livello disaggregato e mostrano una forte eterogeneita' tra i diversi livelli amministrativi. Tra Regioni e Province Autonome si registra un anticipo medio di 5 giorni rispetto alla scadenza della fattura, anche se sono ancora ritardatarie nei pagamenti 7 amministrazioni su 22 (31,8 per cento, vedi Tav. 1). Le piu' virtuose sono la Regione Toscana, la Regione Lazio e la Regione Friuli-Venezia Giulia, con un anticipo medio ponderato rispetto alla scadenza rispettivamente di 25, 23 e 15 giorni. I fanalini di coda sono invece la Regione Basilicata (con un ritardo medio di 73 giorni), la Regione Abruzzo (25 giorni) e la Regione Sicilia (18 giorni)". Questo uno dei passaggi contenuti nello studio 'I debiti commerciali della PA e i ritardi nei pagamenti', reso noto dall'Osservatorio Conti pubblici italiani dell'Universita' Cattolica del Sacro cuore. "A livello centrale i dati peggiorano- si legge ancora- con un ritardo medio nei pagamenti di 5 giorni e 6 ministeri su 13 che registrano ritardi nei pagamenti. In particolare, il Ministero dell'Interno ha registrato nel 2018 un ritardo medio ponderato di 37 giorni, seguito dal Ministero della Giustizia (23 giorni). All'estremo opposto il Ministero dell'Economia che ha pagato con un anticipo medio di 25 giorni sulla scadenza, seguito dal Ministero degli Esteri con 17 giorni di anticipo. 

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Cgia, arriva il primo ‘tax day’ dell’anno con 32,6 miliardi all’Erario

Dopodomani, lunedi' 17 giugno, e' "una data che nel calendario fiscale dei contribuenti italiani e' cerchiata con il bollino nero. Per imprese e famiglie, infatti, e' il primo tax day dell'anno, visto che saranno chiamate a versare all'Erario 32,6 miliardi di euro. Una vera e propria stangata": a dirlo, in una nota, e' la Cgia di Mestre, l'Associazione artigiani e piccole imprese. Per il coordinatore dell'Ufficio studi, Paolo Zabeo, "oltre ad avere una pressione fiscale tra le piu' elevate d'Europa, in Italia e' estremamente difficile anche pagare le tasse. La complessita' e la farraginosita' del nostro sistema tributario spesso mette in seria difficolta' perfino gli addetti ai lavori, come i commercialisti, le associazioni di categoria o i Caf. Figuriamoci gli imprenditori, in particolar modo quelli di piccola dimensione, che", prosegue Zabeo, "all'interno della propria attivita', in moltissimi casi non dispongono nemmeno di un ufficio amministrativo minimamente strutturato". Gli imprenditori, secondo la stima elaborata sempre dall'Ufficio studi della Cgia, dovranno pagare al fisco le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori per circa 12 miliardi, mentre famiglie e imprese saranno chiamate a versare l'Imu/Tasi in capo alle seconde-terze case e agli immobili strumentali (9,9 miliardi). Industriali, commercianti, artigiani e lavoratori autonomi, inoltre, dovranno versare l'Iva allo Stato (9,8 miliardi) e infine si dovranno corrispondere le ritenute Irpef trattenute sui compensi dei lavoratori autonomi (935 milioni).

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Istat: Ad aprile fatturato -1,0% dell’industria

Ad aprile si stima che il fatturato dell'industria diminuisca in termini congiunturali dell'1%, registrando il primo calo dall'inizio dell'anno. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo del fatturato è comunque in aumento dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti. Anche gli ordinativi registrano un calo congiunturale, su base sia mensile (-2,4%) sia trimestrale (-1,4%). Lo ha reso noto l'Istat. La flessione congiunturale del fatturato è determinata dal calo sul mercato estero (-2,9%), mentre una variazione nulla si registra sul mercato interno. Per gli ordinativi la dinamica congiunturale riflette diminuzioni su entrambi i mercati: -1,0% per quello interno e, con una intensità maggiore, -4,1% per quello estero. Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, ad aprile gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale dello 0,9% per i beni di consumo e dello 0,2% per l'energia; flessioni marcate si registrano invece per i beni intermedi (-2,7%) e i beni strumentali (-1,3%). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 19 di aprile 2018), il fatturato totale registra una flessione dello 0,7% in termini tendenziali, con un incremento dello 0,4% sul mercato interno e un calo del 2,8% su quello estero. Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei computer e dell'elettronica segna la crescita tendenziale più rilevante (+11,8%), mentre l'industria farmaceutica mostra il calo maggiore (-9,0%). In termini tendenziali l'indice grezzo degli ordinativi diminuisce dello 0,2%, sintesi di un modesto incremento dello 0,2% sul mercato interno e di una flessione dell'0,8% su quello estero. La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore dei computer e dell'elettronica (+8,4%), mentre il peggior risultato si rileva nell'industria chimica (-4,1%).

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Stop agli aumenti sui pedaggi delle autostrade A24 e A25 fino al 31 agosto

Saranno congelati fino al prossimo 31 agosto gli aumenti tariffari previsti sulle autostrade A24-A25. Lo conferma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che sta lavorando da mesi al dossier e che "ha chiesto e ottenuto dal concessionario Strada dei Parchi - si legge in una nota - il blocco dei rincari dei pedaggi nelle more della definizione del nuovo Piano economico finanziario, atteso da cinque anni, nel corso dell'estate"

"Il Mit, sensibile alla tutela degli utenti che viaggiano sulle due autostrade tra Abruzzo e Lazio, - prosegue la nota - si e' impegnato, insieme al Mef, affinche' si arrivi entro luglio alla definizione del Pef (Piano economico finanziario, ndr.), in accordo con le deliberazioni dell'Autorita' di regolazione dei trasporti sulle tariffe, e contestualmente alla predisposizione di un piano finanziario di convalida per l'esecuzione di opere di messa in sicurezza sismica, per un importo pari a circa 700 milioni di euro coperti da contributi pubblici"

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Lavoro, nel primo trimestre 2019 si accentuano i divari territoriali

Nel primo trimestre 2019 si accentuano i divari territoriali relativi al tasso di occupazione: e' aumenta nel Nord, +1,0 punti, e nel Centro, +0,3 punti, mentre e' rimasta stabile nelle regioni meridionali. Questi i dati diffusi dall'Istat nel report relativo al mercato del lavoro nel primo trimestre del 2019. Nel Mezzogiorno, inoltre, la maggiore diminuzione del tasso di disoccupazione, -0,9 punti rispetto a -0,3 punti al Centro e al Nord, e' stata associata dall'Istituto di statistica alla crescita del tasso di inattivita', +0,6 punti; differentemente nel Centro e, soprattutto, nel Nord la quota di inattivi e' diminuita, -0,1 e -0,8 punti, rispettivamente. Sono diminuite le differenze di genere: per le donne e' stata piu' intensa sia la crescita del tasso di occupazione, +0,8 punti in confronto a +0,3 punti gli uomini, sia la riduzione di quello di disoccupazione, -0,8 e -0,3 punti, rispettivamente; il tasso di inattivita' e' calato soltanto per la componente femminile, -0,4 punti, mentre e' rimasto invariato per gli uomini. Tra gli stranieri l'aumento piu' contenuto del tasso di occupazione rispetto agli italiani, +0,2 e +0,6 punti, e' stato dovuto al calo per le donne, -0,6 punti le straniere contro +0,9 punti le italiane; il tasso di disoccupazione e' diminuito a ritmi simili, -0,5 gli stranieri e -0,6 punti gli autoctoni, mentre il tasso di inattivita' e' salito lievemente per gli stranieri, +0,1 punti, e calato per gli italiani, -0,2 punti.

Tra i giovani di 15-34 anni e' tornato a crescere sia il numero di occupati, +31 mila; +0,6%, sia il tasso, +0,5 punti, il tasso di disoccupazione e' sceso al 20,3%, -0,9 punti, e quello di inattivita' e' rimasto stabile al 48,8%; per i 35-49enni, malgrado il calo del numero di occupati, il tasso di occupazione e' risultato in aumento, +0,8 punti, e si e' associato al calo dei tassi di disoccupazione, -0,6 punti, e di inattivita', -0,3 punti. Continua l'incremento degli occupati over50 e del relativo tasso, +0,6 punti, dovuto anche alle minori uscite per pensionamento, insieme alla diminuzione del tasso di disoccupazione, -0,1 punti, e di quello di inattivita', -0,6 punti. Sono rimasti elevati i divari per livello di istruzione: il tasso di occupazione giunge al 78,7% per i laureati (+0,1 punti), al 64,5% per i diplomati, +0,8 punti, e al 42,9% per chi ha conseguito al massimo la licenza media, +0,1 punti. Il tasso di disoccupazione oscilla tra il 5,9% per i laureati, -0,4 punti in un anno prima, il 10,5% per i diplomati, -0,6 punti, e il 15,5% per coloro che hanno un titolo inferiore, -0,4 punti; il tasso di inattivita' passa dal 16,2% dei laureati, +0,2 punti, al 27,8% dei diplomati, -0,5 punti, al 49,0%, +0,2 punti, per chi possiede un basso livello di istruzione.

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Marsilio punta su sviluppo delle infrastrutture ed efficienza della logistica

Il nuovo presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio intende puntare buona parte delle sue carte sullo sviluppo delle infrastrutture, sull'efficienza della logistica, come volano per l'attrazione delle imprese, il lavoro, il turismo. Nel corso di un forum con l'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor, il Presidente della Regione Abruzzo chiede, per incominciare, al Governo di rinegoziare le reti Ten-T con l'Unione Europea, prevedendo il coinvolgimento dell'Abruzzo. Per Marsilio e' necessario prolungare, infatti, "il corridoio Adriatico e collegare Ancona e Bari, mentre invece oggi l'alta velocita' che arriva da Venezia non passa per Pescara ma per Roma e Napoli'. 'Ci sono 600 milioni di investimenti Anas sulla Regione, di cui solo una piccola parte e' stata impegnata - ha aggiungo Marsilio - mentre Ferrovie ha circa un miliardo di investimenti programmati, che siamo ancora lontani dal vedere realizzati'. 'Se il governo ci desse 200 milioni di euro riusciremmo a mettere il sistema portuale abruzzese in condizione di servire per davvero le nostre aziende, che invece sono costrette a utilizzare altri porti come Salerno, Bari, Ancona o Napoli', ha affermato il presidente della Regione Abruzzo, riferendosi alla necessita' di potenziare i tre scali abruzzesi di Vasto, Ortona e Pescara. La Regione, ha riferito Marsilio ha gia' alcune decine di milioni di euro, soprattutto di fondi Fas, destinati a opere portuali, principalmente a Pescara e Ortona, ma che insieme ai fondi che potrebbero arrivare dallo Stato potrebbero potenziare la funzione logistica e commerciale degli scali. 'Con un sistema portuale adeguato - ha detto - saremmo in grado di far risparmiare soldi alle aziende dei distretti industriali abruzzesi, rendendole piu' competitive'. A Pescara, ha riferito il presidente dell'Abruzzo, sta per mandare in appalto il primo lotto di opere per la nuova diga foranea. 

Per quel che riguarda le autostrade A24 e A25, dice Marsilio 'la mia speranza e' che si esca dagli incontri di questi giorni non solo con una ulteriore proroga o una soluzione tampone che rinvia il tema, ma che il ministero e Strada dei Parchi sciolgano il nodo del nuovo Piano economico e finanziario e si capisca qual e' il futuro di questa infrastruttura e della sua gestione. Un'autostrada cosi' costosa e' un dazio che pagano imprese e cittadini'. Il 30 giugno prossimo scade il 'congelamento' dell'aumento tariffario stabilito dal ministero lo scorso 31 dicembre nelle more del perfezionamento del nuovo Piano finanziario della concessionaria. Marsilio non nasconde la propria delusione per il provvedimento sblocca cantieri: "E' molto meno delle aspettative che il governo aveva alimentato a partire dal lavoro iniziato molti mesi fa con il sottosegretario Vito Crimi'. Il presidente della Regione Abruzzo cita alcuni esempi di norme condivise, promesse e poi disattese, sia in fase di stesura del Dl sia in fase di presentazione degli emendamenti. 'Crimi - ha ricordato Marsilio - aveva promesso 350 tecnici in piu' per assistere i comuni e gli uffici speciali, invece ce ne hanno dati 200. Sulla ricostruzione privata avevamo chiesto di eliminare, anche nei comuni fuori del cratere, l'impedimento del contributo in caso di lieve difformita' edilizia, che invece e' stata eliminata ai comuni dentro il cratere. Con il risultato che abbiamo intere frazioni - che sono fuori dai 139 comuni del cratere - dove la ricostruzione non puo' partire a causa della lieve difformita' edilizia che pero' non e' sanabile. Con il paradosso che abbiamo aziende di costruzioni che falliscono e con l'enorme cantiere della ricostruzione che e' ferma'. Per quel che riguarda il Gran Sasso, 'la verita' e' che nessuno puo' sapere quanto costa questo intervento, perche' non sono mai stati fatti progetti veri', ha detto Marsilio rispondendo a una domanda sul costo necessario per la messa in sicurezza del sistema idrico. 'Il piano esigenziale - ha ricordato - si regge su stime sommarie e il lavoro di messa in sicurezza durera' diversi anni. Se, dopo aver fatto il progetto, serviranno altre risorse confido nel fatto che il governo le trovera' come le ha trovate adesso, comprendendo l'urgenza della questione'. 'La cosa importante - ha sottolineato Marsilio - e' l'aver concesso la possibilita' di una deroga alle norme ambientali, perche' con le norme vigenti non sarebbe stato possibile mettere in regola il sistema acquifero del Gran Sasso'. Quanto al ruolo di commissario Marsilio ha escluso il suo coinvolgimento. 'Sono gia' vicecommissario per la ricostruzione, commissario per il dissesto idrogeologico e capo della protezione civile - ha spiegato -. L'impegno richiesto al commissario del Gran Sasso esige che politica faccia un passo di lato, lasciando lavorare le persone che hanno le competenze tecniche'. 'Con il ministro Toninelli - ha aggiunto - individueremo una persona piu' adatta'. 

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Nasce il Silver Economy Network per gli over 65

Nasce il Silver Economy Network (SEN), la prima rete italiana di imprese costituita con il duplice obiettivo di rispondere in maniera efficace ai bisogni della popolazione over 65 e di valorizzare le eccellenze che operano nella filiera. Il Network, nato su iniziativa della Filiera Life Sciences di Assolombarda, opera in un settore che nei prossimi anni vedra' crescere la sua importanza. Secondo le stime della Word Bank, nel 2050 il 35,1% di italiani sara' costituito da anziani, mentre attualmente sono il 23%. La silver economy e' ormai riconosciuta per essere la terza economia del mondo. Basti pensare che secondo i dati Istat la spesa annua della popolazione over 65 e' di circa 185 miliardi di euro, che corrisponde al 25% della spesa totale delle famiglie italiane. "Una societa' che invecchia rappresenta da un lato una sfida e dall'altra una grande opportunita' che l'Italia deve cogliere - ha dichiarato Mariuccia Rossini, Presidente del Silver Economy Network e coordinatrice della Filiera Life Sciences di Assolombarda - Molti over 65 sono ancora inseriti in ambito lavorativo, sono persone autonome e con molti progetti, vogliono viaggiare e sfruttano la tecnologia. L'invecchiamento attivo e' alla base di un'elevata qualita' della vita ed e' la strada da percorrere per rendere sostenibili ed efficienti nel lungo periodo i sistemi sociosanitari e assistenziali. E' quindi di importanza strategica, economica e sociale creare in Italia una filiera della silver economy, cosi' da rispondere in maniera efficace al cambiamento dei bisogni della popolazione. E' con questo obiettivo che abbiamo costituito il Silver Economy Network, la prima rete di aziende italiane che offre prodotti e servizi di qualita' per gli over 65". Il secondo appuntamento del SEN e' in programma dal 16 al 18 ottobre 2019 con la sesta edizione di "Meet in Italy for Life Sciences" a Trieste, dove sara' possibile prenotare un incontro B2B con i referenti del Network.

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Export, sale al centro Italia ma scende a Nord e Sud

Flessione delle esportazioni per quasi tutte le ripartizioni territoriali nel primo trimestre 2019 rispetto ai tre mesi precedenti: -2,4% per il Sud e Isole, -1% sia per il Nord-est sia per il Nord-ovest, mentre per il Centro si registra un ampio aumento delle vendite (+7%). Lo rileva l'Istat, precisando che nello stesso periodo l’export mostra una crescita annua molto sostenuta per il Centro (+15,1%), superiore alla media nazionale per il Sud (+2,5%) e il Nord-est (+2,4%), mentre il Nord-ovest registra una diminuzione (-2,0%) e le Isole una marcata contrazione delle vendite (-17,6%).

Tra le regioni più dinamiche all’export nel confronto con il primo trimestre 2018, si segnalano Molise (+59,1%), Lazio (+21%), Toscana (+16,1%) e Puglia (+9,7%). Diversamente, si registrano ampi segnali negativi per Sardegna (-17,7%), Sicilia (-17,5%), Basilicata (-16,3%) e Calabria (-14,7%). Nel primo trimestre, aggiunge ancora l'istituto statistico, le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dal Lazio e di articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, dalla Toscana contribuiscono alla crescita tendenziale dell'export nazionale per 1,6 punti percentuali. Su base annua un impulso positivo alla crescita dell’export nazionale proviene dalle vendite della Toscana verso Svizzera (+84,2%) e Regno Unito (+34,7%), del Lazio verso gli Stati Uniti (+113,7%) e dell’Emilia Romagna verso il Regno Unito (+19,6%). Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance positive di Firenze, Latina, Frosinone, Bologna e Arezzo.

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Aumento pedaggi autostradali, centrosinistra chiede un Consiglio regionale straordinario

I capigruppo della coalizione di centrosinistra, Silvio Paolucci (Pd), Americo Di Benedetto (Legnini Presidente) e Sandro Mariani (Abruzzo in Comune) chiedono la convocazione straordinaria del Consiglio regionale per affrontare il tema dei rincari dei pedaggi autostradali su A24 e A25. “Riteniamo indispensabile – dichiarano i tre consiglieri – che la Giunta regionale si faccia portavoce delle richieste dei nostri territori chiedendo al Governo nazionale di accogliere l’istanza sottoscritta dai sindaci abruzzesi il 6 giugno 2019, provvedendo a sospendere gli aumenti fino al 31 dicembre 2019 e in attesa dell’approvazione del nuovo piano economico e finanziario della concessione”.“In base a quanto stabilito con Decreto interministeriale del 31 dicembre 2018 - sottolineano Paolucci, Di Benedetto e Mariani - l’aggiornamento tariffario è sospeso sino al 30 giugno 2019. Perciò dal 1° luglio 2019 sarà applicabile un incremento dei pedaggi pari al 19,20% (ovvero l’aumento del 12,89% già previsto per il 2018, e bloccato da settembre 2018; a cui si aggiungerebbe, in modo incrementale, l’ulteriore aumento del 5,59% per il 2019)”. “Nulla è dato sapere in merito al procedimento di esame e approvazione, sia in sede governativa sia comunitaria, del nuovo Piano economico e finanziario – dichiarano i tre capigruppo - che dovrà necessariamente contenere anche la previsione di investimenti per la messa in sicurezza dell’autostrada”. I consiglieri del centrosinistra chiedono quindi “l’intervento urgente della Regione affinché venga assunta ogni iniziativa presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e gli organi comunitari competenti per ottenere il rapido ed urgente esame ed approvazione del piano (pef), che contempli una nuova regolazione del sistema tariffario e che dovrà prevedere, come previsto dalla normativa vigente, tariffe sostenibili per l’utenza”. “I pedaggi sulle autostrade A24 e A25 sono eccessivamente onerosi per l’utenza nonostante siano interessate da una serie di ammaloramenti e manutenzioni urgenti. Non bisogna dimenticare che a queste infrastrutture viene riconosciuto un valore strategico nazionale, anche di protezione civile. Lo Stato – concludono Paolucci, Di Benedetto e Mariani - non può non investire risorse finanziarie per garantire la sicurezza sulle nostre autostrade, e l’investimento pubblico è l’unico modo per calmierare le tariffe”. I tre consiglieri chiedono, inoltre, che alla seduta consiliare straordinaria sia invitato il ministro alle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli insieme a tutti i sindaci della Regione Abruzzo, allo scopo di dare maggiore forza alle istanze delle amministrazioni e dei cittadini. 

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