Primo Piano

Rapporto Bes, la fotografia degli italiani

La fiducia nelle istituzioni mostra qualche segnale di ripresa e dopo anni si interrompe anche quella che aveva assunto i connotati di una fuga dalle attivita' di partecipazione civica e politica. Ma i partiti in pagella prendono "3-" anche se sono sono in buona compagnia, visto che neppure il sistema giudiziario arriva alla sufficienza. Promosse invece le forze dell'ordine, con i vigili del fuoco che prendono un 8 pieno. A fotografare le opinioni degli italiani e' l'Istat col rapporto sul Bes, il Benessere equo e sostenibile.

In tutto sono dodici le dimensioni considerate e nel complesso, dice l'Istat, nell'ultimo anno c'e' stato un miglioramento. L'ottimismo e' cresciuto, con il Nord che fa da traino. Il lavoro e la sua compatibilita' con la famiglia continuano a essere pero' tasti critici. A risentirne sono principalmente i giovani e tra loro le classi d'eta' piu' vicine alla fascia adulta. L'Istat calcola in quasi due milioni gli under35 in condizioni di sofferenza, ovvero a cui mancano due o piu' dimensioni del benessere (dalla salute al lavoro, dalla sfera sociale a quella territoriale, passando per l'istruzione). Rispetto agli anni passati si registra addirittura un peggioramento, con i ragazzi che non sarebbero piu' sollevati neppure dalle relazioni sociali. Almeno c'e' la speranza di vivere sempre piu' a lungo. Nel 2018 si e' raggiunto il massimo storico: 82,3 anni (80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne). Ma la maggiore longevita' femminile si accompagna "a condizioni di salute piu' precarie". Ad esempio una signora di 65 anni puo' contare di andare avanti altri 22,5 anni, ma di questi 12,7 anni con "limitazioni nelle attività".

Fin qui le medie nazionali, se si va a guardare quel che succede sul territorio si scopre che la probabilita' di mantenersi in buono stato al Nord e' piu' alta di 3 anni rispetto al Mezzogiorno. Divari che si ritrovano anche tra i giovanissimi. Tra i ragazzi del secondo anno delle scuole superiori quasi uno su tre non ha la sufficienza in italiano, quota che sale a uno su quattro al Sud. E simile proporzione si ritrova nella matematica: al Mezzogiorno e' sotto il 41,9% in italiano e il 53,5% in matematica. Percentuali che a prescindere dal territorio fanno comunque riflettere. Non a caso e' aumentato il numero di coloro che non conseguono il diploma delle superiori. Eppure l'istruzione e' la leva che sembra stare dietro ogni dimensione del benessere. Certo, sulla felicita' esercita un peso considerevole la componente economica, in primis il reddito, ma sottolinea l'Istat, "in misura minore rispetto ad altre caratteristiche come il titolo di studio".

Basti pensare che "la propensione a essere molto soddisfatti della vita e' circa il triplo tra i laureati rispetto a coloro che posseggono al massimo la licenza secondaria inferiore". Il tutto in un'Italia piu' 'green', anche se non abbastanza considerando la raccolta differenziata dei rifiuti, per cui gli obiettivi Ue sono lontani. Invece sono stati raggiunti, e in anticipo, i target sulle rinnovabili. Diminuisce poi il consumo del suolo e l'abusivismo. Intanto, fa sapere sempre l'Istat, il mercato del mattone mostra segnali di risveglio, con i prezzi delle abitazioni che tornano in positivo dopo quasi tre anni. Benessere, stando al rapporto Bes, significa pero' anche sicurezza. Il tasso degli omicidi si riduce nel 2018 ma non per le donne. A riguardo l'Istat sottolinea come la maggior parte dei femminicidi avvenga per mano di partner o ex

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Le famiglie abruzzesi spenderanno 322 milioni di euro per prodotti alimentari e bevande

In Abruzzo, a dicembre, mese delle festività di Natale, le famiglie, secondo le stime, spenderanno 322 milioni di euro per prodotti alimentari e bevande, cioè 51 milioni in più rispetto alla media annuale. Del totale, 95 milioni di euro verranno spesi in provincia di Chieti (+15 mln), 78 milioni in provincia di Pescara (+12 mln), 75 milioni nell'Aquilano (+12 mln), e 74 milioni nel Teramano (+12 mln). Centoquarantotto i prodotti agroalimentari tradizionali, molti dei quali tipici proprio del periodo natalizio, e dieci quelli "di qualità", tra Dop, Igp e Stg. Lo rileva il Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L'Aquila, che ha elaborato i dati contenuti in un'indagine della confederazione nazionale. Dai dati emerge chiaramente la vocazione artigiana della food economy abruzzese: il 39,5% del totale degli addetti delle imprese del settore (35% in Italia) lavora nell'artigianato, dato che colloca l'Abruzzo al dodicesimo posto della classifica nazionale. Dei 249 milioni di euro di spesa stimata per dicembre, 126 milioni, emerge dall'indagine, sono intercettabili dall'artigianato. In Abruzzo, al terzo trimestre del 2019, sono attive 2.378 imprese artigiane del settore alimentare, il 2,6% in meno rispetto al 2018 e il 7,9 in meno rispetto al 2014. Gli addetti nel settore Alimentare e bevande sono 11.826, 7.960 dei quali lavorano per micro e piccole imprese. L'export alimentare e delle bevande, in Abruzzo, nel primo semestre di quest'anno, è stato pari a 272 milioni di euro (178 milioni di euro per i prodotti alimentari e 95 milioni per le bevande), con una crescita dello 5%. Tra i dati più significativi c'è quello del comparto del vino, che registra una variazione del +4,1%: l'Abruzzo è la quinta regione con la più alta propensione all'export di vino, con lo 0,56% del Pil. "I nostri prodotti del territorio - sottolinea il direttore di Confartigianato Chieti L'Aquila, Daniele Giangiulli - hanno una qualità eccellente. In una logica di promozione e rilancio del 'made in Abruzzo' invitiamo i cittadini abruzzesi ad acquistare produzioni locali. E' bene preferire le prelibatezze tipicamente abruzzesi ai prodotti dozzinali delle grandi aziende, non solo per un discorso di qualità alimentare, ma anche per contribuire, a partire da un piccolo gesto, quale l'acquisto di un regalo o di un dolce, al rilancio dell'economia locale, del suo artigianato e delle sue micro e piccole imprese, spina dorsale della regione". 

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Marsilio: finita la stagione dei tagli in sanità

La ratifica del Patto per la salute 2019-21 rappresenta un riconoscimento alle istanze portate avanti anche dalla Regione Abruzzo per chiedere la revisione del Decreto Ministeriale 70 e la fine della stagione dei tagli nella sanita'", lo ha dichiarato il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine della Conferenza delle Regioni che e' tornata a riunirsi oggi a Roma. "Dopo quattro anni di vigenza di questo decreto, che ha provocato tagli e chiusura degli ospedali nelle aree piu' disagiate e delle regioni piu' piccole, e' giunto il tempo di rivederlo anche in base all'esperienza vissuta dei sacrifici che, a volte, hanno inciso nella carne viva delle comunita' e dei cittadini. Inizia oggi un confronto con il Governo su una diversa organizzazione ospedaliera, che tenga conto della specificita' delle zone montane e adesso lavoreremo perche' questa revisione venga fatta il prima possibile". Marsilio ha proseguito spiegando che, con la ratifica del nuovo Patto per la Salute 2019-21, "si sancisce inoltre un notevole incremento di risorse economiche nella sanita', con maggiori investimenti di 2 miliardi nel prossimo anno e un altro miliardo e mezzo nell'anno successivo. Grazie anche all'attiva partecipazione della Regione Abruzzo, le Regioni hanno impostato dei cambiamenti significativi: potremmo assumere gli specializzandi gia' dal terzo anno di specializzazione. In questo modo potremo colmare almeno una parte della gravissima carenza di personale medico, che oggi ci impedisce di fornire prestazioni e servizi adeguati. Inoltre abbiamo ottenuto dal Governo una deroga alla Legge Madia che ci consentira' di tenere negli ospedali pubblici il personale medico specializzato, anche dopo aver fatto quaranta anni di servizio, ma comunque non oltre il settantesimo anno di eta'. Con le regole attuali, infatti, questo personale medico non poteva continuare ad essere assunto negli ospedali pubblici e veniva costretto ad andare nelle cliniche private, magari convenzionate con la Regione. Siamo riusciti a far capire al Governo- ha concluso Marsilio- che era importante e necessario non perdere queste professionalita'".

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Prezzi delle case in calo nel terzo trimestre, +0,4% su base annuale

Secondo le stime preliminari Istat, nel terzo trimestre 2019 l'indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e aumenta dello 0,4% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (era -0,1% nel secondo trimestre 2019).L'aumento tendenziale, sottolinea l'Istat, il primo dal quarto trimestre 2016, è da attribuirsi soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove che accelerano, su base tendenziale, passando da +0,5% del secondo trimestre a +1,3% del terzo trimestre. Anche i prezzi delle abitazioni esistenti, dopo dieci trimestri di cali consecutivi, registrano una lieve variazione positiva pari a +0,1% (era -0,4% nel trimestre precedente).Questi andamenti si manifestano in un contesto di crescita persistente dei volumi di compravendita (+5,0% l'incremento tendenziale registrato per il terzo trimestre del 2019 dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate per il settore residenziale)

Su base congiunturale la diminuzione dei prezzi, fa notare l'Istat, è dovuta unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano un calo pari a -0,5%, dopo la crescita rilevata nel secondo trimestre, mentre i prezzi delle abitazioni nuove continuano a crescere (+0,8% dal +0,3% del trimestre precedente).In media, nei primi tre trimestri del 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018, i prezzi delle abitazioni subiscono una leggera flessione (-0,2%), sintetizzando dinamiche di prezzo di segno opposto tra i prezzi delle abitazioni esistenti (che pesano per oltre l'80% sul dato complessivo), in diminuzione dello 0,5% e quelli delle abitazioni nuove che aumentano dell'1,1%.Rispetto alla media del 2010 nel terzo trimestre 2019 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 16,3%, a causa esclusivamente alle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 22,9% mentre per quelli delle abitazioni nuove si registra complessivamente un aumento dell'1,7%."Nelle stime preliminari dell'andamento dei prezzi delle abitazioni del terzo trimestre 2019 -commenta l'Istat - si ravvisa un lieve segnale di ripresa. Per la prima volta dal quarto trimestre 2016 il tasso di variazione tendenziale torna di segno positivo. A determinare tale andamento sono sia i prezzi delle abitazioni nuove, sia quelli delle abitazioni esistenti che crescono su base annua, seppur di un solo decimo di punto, dopo un lungo periodo di flessione"

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Le previsioni dell’Export italiano di beni nel 2019 sono di un +3,2%

 Le previsioni dell'Export italiano di beni nel 2019 sono di un +3,2% (cioe' +8,6 miliardi di euro, per un totale di 480 miliardi sui 12 mesi), rispetto al +3,4% stimato per l'anno a maggio scorso. Il 2020 vedra' invece un aumento minore (+2,8%). "L'Export italiano tiene, ma il passo rallenta" ha sintetizzato dunque Alessandro Terzulli, chief economist di Sace, presentando a Milano il Rapporto Export Update 2019-2022 di Sace Simest (gruppo Cdp). La correzione al ribasso e' stata spiegata col rallentamento dei beni di investimento, in particolare macchinari e mezzi di trasporto, con una frenata dalla Germania. Brillanti farmaceutica (+5,3%) e alimentare e bevande (+1,8%). Pesa pero' il peggiorare del quadro globale, a partire dall'inasprimento della politica commerciale degli Usa, coi dazi per i prodotti dalla Cina, cosi' come dall'Europa dopo la controversia Airbus-Boeing, piu' la minaccia di quelli sull'automotive. Tra le potenziali incertezze una decelerazione dei mercati Usa e una moderata recessione gia' nel 2020, che Terzulli ha definito pero' elemento "di uno scenario pessimistico". Non ultimi le crisi di economie emergenti come l'Argentina, le proteste a Hong Kong e in alcuni Paesi dell'America Latina, fino alle annose tensioni in Medio Oriente. Nei primi 9 mesi l'Export italiano e' cresciuto intanto del 2,5% (8,6 miliardi), in Francia +4,6% della Francia, in Spagna +1,4%, in Germania +0,3% e nel Regno Unito -0,2%. Pesano col +2,9% gli Usa, col +2,8% la Svizzera, col +1,1% il Regno Unito e col +0,9% il Giappone. Londra ha visto un +6,3%, favorito dalla prospettiva della Brexit, con un effetto scorte su imprese e consumatori per timori legati a barriere tariffarie e non, nel caso di un'uscita senza accordo dall'Ue. "Il dato per dieci mesi del 2019 - ha aggiunto Terzulli, aggiornando il rapporto - e' +6,6%, trainato da agroalimentare e prosecco". Per il biennio 2021-2022, secondo il report, le vendite all'estero dovrebbero accelerare fino al 3,7% medio annuo, ipotizzando un progressivo miglioramento del contesto macroeconomico globale. Tra i Paesi piu' promettenti ci sono Cina per medicinali e preparati farmaceutici, Giappone per il vino, India per creme e prodotti per la cura personale, Filippine per i macchinari per la costruzione di nuove strade e porti, Peru' per quelli per lavorare tessuti pregiati, ma anche Malesia, Vietnam, Marocco, Qatar, Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. La Francia chiede alimenti pronti o congelati per single, l'Indonesia mobili in legno dal design italiano.

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Salvini in Abruzzo il 22 e 23 dicembre

Il leader della Lega, Matteo Salvini, tornera' in Abruzzo il 22 e 23 dicembre. Il primo appuntamento è al teatro auditorium "Supercinema" di Chieti, alle ore 21 del 22 dicembre, per un incontro pubblico aperto alla cittadinanza. Lo fa sapere una nota della Lega. Il 23 dicembre, invece, Salvini, "a partire dalle 9 del mattino, dedichera' un'ora alla visita del tradizionale mercato del lunedi' in via Pepe, a Pescara: anche qui, ovviamente, incontrera' i cittadini durante la passeggiata". "Come promesso durante la campagna elettorale per le elezioni regionali che hanno visto trionfare il nostro partito - dice il coordinatore regionale della Lega, Luigi D'Eramo - Matteo Salvini torna in Abruzzo, tra la gente. Sara' un momento di incontro e confronto, un modo per rinnovare un legame solido con la nostra regione. Un'occasione per fare il punto dell'attivita' di governo in Regione, ma anche nelle amministrazioni locali a guida Lega. Insieme al nostro leader annunceremo alcuni nuovi ingressi e fisseremo i prossimi, imminenti, obiettivi, con un'attenzione particolare alle amministrative del 2020".

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Reddito di cittadinanza ad oltre un milione di famiglie, media 484 euro

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei familiari con una media di 484 euro, con un massimo in Campania, dove si sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro. E' il quadro che emerge dall'Osservatorio dell'Inps sulla misura, che ha fornito i dati aggiornati all'inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall'Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione. E' il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con piu' percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere piu' beneficiari rispetto all'insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli 'assegni' per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza e' decisamente piu' bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429). All'opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce piu' basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo piu' alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Marsilio: Gssi centro propulsore per lo sviluppo dell’Abruzzo

"La Regione intende garantire il prosieguo e lo sviluppo delle attività di alta ricerca e formazione della scuola, un centro di assoluta rilevanza internazionale oltre che di interesse strategico per il sistema-Paese. Un presidio di alta specializzazione, in grado di attrarre cervelli che lavora in stretta sinergia tra il polo universitario e i Laboratori del Gran Sasso di cui l'Abruzzo va molto fiero".

Sono le dichiarazioni del presidente della giunta Marco Marsilio intervenuto al Gran Sasso Science Institute (GSSI) a L'Aquila per celebrare l'inaugurazione del suo settimo anno accademico, nell'auditorium della scuola internazionale di dottorato, nel centro storico alla presenza del ministro dell'Istruzione, dell'universita` e della ricerca, Lorenzo Fioramonti e del Rettore Eugenio Coccia . Il rapporto tra Università, ricerca scientifica e sviluppo del territorio è un argomento centrale dell'attività di governo regionale in linea alla programmazione europea 2021/2027 che suggerisce una forte integrazione tra Regione, EELL, Università e centri di eccellenza per favorire lo sviluppo di impresa delle 'start up' oltre che per sfruttare ogni opportunità imprenditoriale nei settori di punta.

"L'Ateneo, le imprese e tutti gli attori del territorio - ha aggiunto Marsilio - dovranno mettere a fattore comune le loro competenze e potenzialità. La scuola può contare innanzitutto sulla ricchezza scientifica offerta dai vicini laboratori dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e ci consente di migliorare l'attrattiva e l'integrazione del territorio nel settore della ricerca e dello sviluppo. È mia ferma intenzione coinvolgere il mondo della scienza e della ricerca sulle grandi scelte regionali e del Governo centrale che incidono sulle prospettive future dell'Abruzzo Abbiamo molto da lavorare. Va costruito un organico sistema di relazioni ed una interlocuzione costruttiva nel quadro progettuale dei 'sistemi territoriali della conoscenza'. Le Università abruzzesi ed il GSSI possono potenziare il ruolo di 'centro propulsore' per l'Abruzzo e vanno coinvolte in tutti i progetti rilevanti che qualificano l'intero territorio. Si impone dunque una collaborazione sempre più sinergica con tutti gli attori del territorio, con il Governo e l'UE, che potrà portare buoni frutti sia per la regione che per il sistema delle Università". Presenti oggi anche due premi Nobel, lo statunitense Barry Barish e l'italiano Carlo Rubbia, senatore a vita della Repubblica oltre all'economista Enrico Giovannini. Subito dopo il Ministro Fioramonti  ha visitato i Laboratori sotterranei accompagnato dal Presidente Marsilio , dal Presidente dell'INFN Antonio Zoccoli e dal Direttore dei Laboratori Stefano Ragazzi.

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Popolare Bari, posti a rischio anche in Abruzzo

Arriva il salvataggio della Banca popolare di Bari con un decreto del Governo che stanzia 900 milioni per Invitalia perche' finanzi il Microcredito centrale e gli consenta di acquisire quote della banca. Tra gli obiettivi c'e' quello di creare una banca d'investimento, che nascerebbe dalla 'scissione' delle acquisizioni fatte dal Mediocredito centrale: l'impegno e' sostenere le imprese del Mezzogiorno. "Il governo e' al fianco dei risparmiatori e dei dipendenti della banca", dichiara il ministro Roberto Gualtieri. Nei prossimi giorni saranno definiti i termini del piano industriale per il rilancio dai commissari della banca, Mediocredito centrale e Fondo mcc e il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), che interverra' con sue risorse. La fumata bianca arriva dopo due giorni di scontro e tensioni nel governo. Il premier Giuseppe Conte riconvoca i ministri per approvare quel decreto che era stato stoppato da Matteo Renzi e Luigi Di Maio venerdi' notte. E' a rischio il "tessuto economico" della citta' e della Regione, avverte il sindaco del capoluogo pugliese, Antonio Decaro. Mentre il governatore Michele Emiliano si dice pronto a intervenire nell'operazione con risorse della Regione. Secondo alcune fonti, dei 900 milioni stanziati per il 2020 dal governo (da risorse del ministero dell'Economia), alla Popolare di Bari potrebbero servirne 500 e altri 400 potrebbero essere impiegati per rafforzare altre banche del Sud o sostenere imprese come l'Ilva (per la quale l'esecutivo immagina un intervento proprio di Invitalia). Ma per ora sono solo ipotesi. L'urgenza del governo - sottolineata da Conte e dai ministri Dem - e' varare il decreto prima della riapertura delle borse e degli sportelli, lunedi' mattina, anche per mettere la banca al riparo da rischi di liquidita'.

La riunione dura novanta minuti: Conte, che assicura che non saranno fatti sconti ai responsabili, fa una lunga introduzione nella quale illustra il provvedimento ed espone un resoconto di tutte le attivita' ispettive dal 2010 a oggi che sono state compiute dalla Banca d'Italia nell'ambito delle funzioni di vigilanza sulla banca popolare di Bari. Aggiunge che chiedera' di essere aggiornato sulle azioni di responsabilita' (spettano alla Banca e alla magistratura, non al governo). Di Maio chiede di piu': che si pubblichi la relazione di Bankitalia e anche la lista dei grossi debitori, anche se quest'ultima richiesta - spiegano alcune fonti di governo - e' difficile venga esaudita. "Nessuna pieta' per gli amici degli amici", dice il leader M5s che sollecita anche l'avvio della commissione d'inchiesta sulle banche con l'elezione del presidente, prevista per questa settimana. Su questo gli altri partiti si dicono d'accordo. Italia viva si spinge oltre: la ministra Teresa Bellanova preannuncia che Iv in Parlamento provera' a cambiare il testo e contesta il titolo del decreto che parla solo della realizzazione di una banca di investimento. I renziani vorrebbero inserire la parola "salvataggio" della banca. Dopo lunga discussione, il titolo cambia, ma non come chiede Iv: "Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento", si legge alla fine. Renziani e M5s promettono di continuare a incalzare. E litigano tra di loro: Renzi chiede a Di Maio di fare ammenda e chiedergli scusa per averlo attaccato in passato sulle banche, Di Maio ribatte tirando in ballo Banca Etruria. Sullo sfondo ci sono tensioni e sospetti che serpeggiano nella maggioranza. In serata Matteo Salvini chiede a Conte di convocare un "comitato di salvezza nazionale" che riscriva le regole del gioco e poi porti alle elezioni. Nel governo c'e' chi teme che la proposta, che finora ha raccolto reazioni fredde nella maggioranza, sia una mossa che mira a scalzare il premier attuale, facendo leva sui malcontenti dentro Iv e M5s, e magari portare, come dice Giancarlo Giorgetti a un governo di unita' nazionale. 

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Istat abbassa le stime, inflazione a novembre allo 0,2%

 L'Istat rivede al ribasso le stime dell'inflazione di novembre e indica un aumento dei prezzi al consumo dello 0,2% su base annua, lo stesso di ottobre. La stima preliminare era +0,4%. L'indice mensile registra invece una diminuzione dello 0,2%. "Nel quadro di stabilita' dell'inflazione di novembre, solo di poco superiore allo zero, per i prezzi dei Beni durevoli e semidurevoli l'ampliamento del periodo di promozioni legato al Black Friday ha determinato diversi effetti", commenta l'Istat, influenzando anche la revisione delle stime.

 I dati definitivi, infatti, includono le rilevazioni fino alla settimana prossima all'evento, quando gia' molte campagne promozionali erano iniziate. Inoltre il confronto con lo scorso anno sconta il fatto che allora il Black Friday e' caduto nelle tre settimane di rilevazione dell'Istat, il 23 novembre, portando a flessioni congiunturali piu' ampie di quelle di novembre 2019, quando il giorno dei grandi ribassi e' stato il 29. L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e' stabile a +0,7%, mentre quella al netto dei soli beni energetici accelera lievemente da +0,7% a +0,8%. L'inflazione acquisita per il 2019 e' +0,6% per l'indice generale e +0,5% per la componente di fondo. La stabilita' dell'inflazione caratterizza quasi tutti i comparti merceologici e i pochi scostamenti rispetto al mese di ottobre si bilanciano. In particolare rallentano i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,8% a +1,3%), ma sono compensati dalla minore ampiezza della flessione dei prezzi dei beni durevoli (da -0,9% a -0,4%) e dall'accelerazione di quelli dei Beni semidurevoli (da +0,1% a +0,5%). La diminuzione su base congiunturale dell'indice generale e' dovuta essenzialmente al calo, dovuto per lo piu' a fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,3% per entrambi), solo in parte bilanciato dall'aumento congiunturale dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+1,0%)

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