Primo Piano

Fondi europei, corsa alla spesa delle somme disponibili

Corsa alla spesa dei fondi dei programmi regionali e nazionali (Por e Pon) finanziati dai fondi strutturali, Fesr e Fondo sociale. Stando a quanto riportato dal quotidiano Il Sole 24 ore, «Agli ultimi posti, oltre all'Abruzzo con entrambi i fondi, e le Marche per il Fesr, si piazzano tré programmi gestiti da ministeri: il Pon Imprese e competitivita (Mise), che a fine 2019 aveva speso un quinto dei 3,06 miliardi disponibili; il Pon Inclusione (ministerodel Lavoro)  e, ultimo, il Pon Legalità, gestito dal ministero dell'Interno, fermo al 14,7% di spesa certificata e ancora più di mezzo miliardo di spesa da realizzare». Dati non positivi, con l'Abruzzo che per Fesr e Fse ha speso rispettivamente il 22,79 e il 21,47.

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Bankitalia: 426 miliardi per prestiti alle famiglie, 350 per mutui casa

Ammontano a 426,138 miliardi di euro i prestiti (escluse le sofferenze) disposti a favore delle famiglie consumatrici italiane dagli istituti di credito. Di questi 350,822 miliardi sono in mutui concessi alle famiglie per l'acquisto delle abitazioni, in leggero aumento rispetto all'anno precedente quando la cifra complessiva ammontava a 341,031 miliardi. In rapporto con i dati del settembre 2018 si evidenzia, in tutte le macroaree del Paese, un aumento dell'ammontare della cifra destinata ai mutui per l'acquisto delle abitazioni. Nel dettaglio: nel Nord Ovest si e' passati da 118,562 a 121,331 miliardi; nel Nord Est si e' passati da 75,634 a 78,065 miliardi; nel Centro da 80,067 a 82,021 miliardi; nel Sud e Isole da 67,668 a 69,405 miliardi. Significativo l'andamento dei tassi di interesse praticati alle famiglie per i mutui destinati all'acquisto delle abitazioni. La tabella evidenzia un aumento dell'interesse man mano che si scende al Sud. Gli interessi piu' bassi vengono praticati in Lombardia (1,76%), gli interessi piu' alti si pagano in Sardegna (2,10%). Nel dettaglio dopo la Lombardia, i tassi di interesse piu' bassi si pagano in Liguria (1,77%), seguono Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle d'Aosta (1,80%); Veneto, Toscana e Emilia-Romagna (1,81%); Friuli Venezia-Giulia (1,85%), Marche e Basilicata (1,90%), Campania (1,98%), Umbria (2,01%), Sicilia 2,02%), Lazio e Calabria (2,03%), Puglia (2,04%), Abruzzo e Molise (2,08%), Sardegna (2,10%). 

I dati si riferiscono allo scorso 30 settembre. E' quanto emerge elaborando i dati dei due studi pubblicati da Bankitalia: "Banche e istituzioni finanziarie: condizioni e rischiosita' del credito per settori e territori" e "Banche e istituzioni finanziarie: finanziamenti e raccolta per settori e territori". Alle famiglie del Nord Ovest sono stati erogati prestiti per 140,810 miliardi di euro di cui 121,331 miliardi in mutui per l'acquisto dell'abitazione. Alle famiglie del Nord Est sono stati erogati prestiti per 92,903 miliardi, di cui 78,065 miliardi in mutui per l'acquisto delle abitazioni. Alle famiglie nel Centro i prestiti erogati sono stati 96,439 miliardi di cui 82,021 per i mutui per l'acquisto dell'abitazione. Al Sud e nelle Isole la cifra erogata in prestiti e' stata di 95,986 miliardi di euro di cui 69,405 in mutui per l'acquisto della casa. Dai dati di Bankitalia emerge poi che la maggioranza dei prestiti sono cointestati (il 46,0%), seguono i prestiti intestati a titolari maschi (34,3%), alle titolari di sesso femminile sono intestati il 19,7% dei prestiti. 

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Multe, incassi bassi per i Comuni

Le multe, prima di tutto quelle stradali, valgono oltre 1,6 miliardi all'anno solo per i capoluoghi di Provincia ma guardando i numeri resi disponibili dalle banche dati del ministero dell'Interno (quelli del 2019 devon oessere approvati da ogni Comune entro il 30 aprile prossimo, e pubblicati dal Viminale nei mesi successivi) e pubblicati dal quotidiano Il Sole 24 ore, le percentuali non sono proprio alte.

A Pescara ad esempio la percentuale di riscossione sugli accertamenti è del 32,9 per cento, a Chieti del 42,3 per cento, a Teramo del 53,8 per cento mentre per L'Aquila non viene fornito un dato. A Massa la percentuale è del 99 per cento (città leader) mentre a Catania si tocca solo il 5,3 per cento.

 

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Cgia, per le Pmi carico fiscale doppio rispetto alle multinazionali del web

Se le nostre Pmi hanno un carico fiscale complessivo che si attesta al 59,1 per cento dei profitti le multinazionali del web presenti in Italia, o meglio le controllate di questi giganti economici ubicate nel nostro Paese, registrano un tax rate del 33,1 per cento. Lo afferma la Cgia di Mestre, spiegando che entrambi i dati si riferiscono al 2018. Tra i Paesi dell'Area dell'euro, infatti, i dati della Banca Mondiale ci dicono che solo la Francia (con il 60,7 per cento) registra una pressione fiscale sui profitti delle imprese superiore alla nostra, contro una media dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica pari al 42,8 per cento. Un dato, quest'ultimo, di oltre 16 punti percentuali inferiore al dato medio presente in Italia.

Tornando alla comparazione iniziale, quali sono le ragioni per cui le controllate italiane delle principali multinazionali del web possono beneficiare di un tax rate del 33,1 per cento ? Per il semplice motivo che la meta' dell'utile ante imposte e' tassato in Paesi a fiscalita' agevolata che procura un risparmio fiscale che, nel periodo 2014-2018, ha sfiorato complessivamente i 50 miliardi di euro. Poi oltre ad avere la pressione fiscale sulle imprese tra le piu' elevate d'Europa, l'Italia e' il Paese, assieme al Portogallo, dove pagare le tasse e' piu' difficile. Sempre dai dati presentati recentemente dalla Banca Mondiale (Doing Business 2020), da noi sono necessari 30 giorni all'anno (pari a 238 ore) per raccogliere tutte le informazioni necessarie per calcolare le imposte dovute; per completare tutte le dichiarazioni dei redditi e per presentarle all'Amministrazione finanziaria; per effettuare il pagamento on line o presso le autorita' preposte. Il coordinatore dell'Uffici studi Paolo Zabeo sottolinea che "e' comunque verosimile ritenere che sulle piccole imprese il carico fiscale sia quasi doppio rispetto a quello che grava sui giganti tecnologici presenti in Italia. Un'ingiustizia che grida vendetta, non tanto perche' su questi ultimi grava un peso fiscale relativamente contenuto, ma per il fatto che sulle nostre Pmi il peso delle tasse e dei contributi e' tra i piu' elevati d'Europa".

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Masci: bilancio positivo per i primi 6 mesi alla guida di Pescara

Il sindaco di Pescara Carlo Masci traccia un bilancio positivo dei primi sei mesi di consiliatura e mette il lavoro sulla sicurezza e l'approvazione recente del Bilancio, tra gli obiettivi prioritari raggiunti. "Abbiamo lavorato in maniera intensa in questi sei mesi, e per questo oggi voglio ringraziare gli assessori e i consiglieri comunali. Tante cose sono state fatte e tante ne faremo in seguito, ma credo che come Giunta abbiamo dato risposte immediate ai cittadini e alle loro esigenze. Sul bilancio approvato entro il 31 dicembre, credo si tratti di un grande successo, perche' negli ultimi anni non era mai accaduto e questo anche grazie ad una interlocuzione anche con l'opposizione". "Sul fronte dell'ordine pubblico - ha spiegato il sindaco - ai risultati raggiunti nella lotta all'abusivismo, con numerosi sgomberi fatti fino ad oggi (22) e altri che faremo in questo nuovo anno, riassegnando gli alloggi a chi ne ha diritto. Nel 2020 poi diventera' effettivo il nuovo sistema di controllo della citta' attraverso un nuovo e modernissimo sistema di telecamere intelligenti, dopo aver aperto il posto fisso della Polizia Municipale nelle aree di risulta, e aver deciso di mandare piu' uomini in strada perche' riteniamo prioritario avere un occhio vigile sulle periferie che vogliamo risanare e su cui abbiamo voluto accendere un faro". Tra le priorita' anche quella dell'ambiente. "Partiremo a breve per i lavori per la costruzione delle vasche di prima pioggia per 22 milioni di euro, e altri 8 milioni li utilizzeremo per aumentare la capienza del depuratore e questo perche' vogliamo arrivare ad avere la bandiera blu e un mare pulito, ma anche una citta' piu' verde. Abbiamo pulito diecimila tombini su trentatremila in totale, cosa che in questa citta' non era mai stato fatto, e che ha portato a disagi inesistenti sul fronte degli allagamenti. Sul fronte della viabilita' stiamo ridefinendo il sistema delle Ztl e della viabilita', tenendo presente che installeremo 27 nuovi semafori intelligenti". Fra le spine future, la destinazione dell'area ex Cofa e le vasche di colmata. "Sull'ex Cofa vorremmo continuare ad avere una interlocuzione con l'Universita', ma al di la' di questo definire il futuro di questa area di proprieta' della Regione che da troppo tempo sono in questo stato. Sulle vasche di colmata - ha chiuso il primo cittadino di Pescara - marchero' il Provveditorato alle Opere Pubbliche perche' non e' possibile che questi fanghi continuino a restare a Pescara dopo cosi' tanto tempo".

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Manovra, tutte le novità che scattano col nuovo anno

Tante le novità contenute nella manovra 2020 che scattano con l'avvio del nuovo anno. Si va dai sostegni per la famiglia, in particolare per le spese degli asili nido, al bonus per le ristrutturazioni edilizie. Di seguito un elenco sintetico. 1) LA FAMIGLIA: Si parte dagli asili nido. La manovra stanzia 2 miliardi e mezzo per aumentare i posti al nido, dando priorita' alle aree piu' disagiate e alle periferie. Ma soprattutto, dal primo gennaio si potra' richiedere il contributo rafforzato per la retta dell'asilo nido. Il nuovo voucher prevede tre fasce in base all'Isee: fino a 25mila euro il voucher arrivera' a 3mila euro, si fermera' a 2.500 euro per quelle tra 25mila e 40mila euro di Isee, e restera' come e' ora, a 1.500 euro, per tutte le altre. Sul fronte scolastico, e' prevista una nuova detrazione, al 19%, per l'iscrizione dei figli a corsi di musica e canto per le famiglie meno ricche. Per i neonati cambia invece il cosiddetto bonus bebe': nel 2020 andra' a tutti i nuovi nati e l'Isee continuera' a contare ma solo per il calcolo dell'assegno. In questo caso le famiglie entro i 7mila euro di Isee avranno 160 euro al mese, quelle tra 7mila e 40mila euro ne avranno 120, mentre chi supera questa soglia potra' comunque contare, per la prima volta, su 80 euro al mese. L'assegno, esentasse, sara' erogato per 12 mesi per ciascun figlio, e salira' del 20% dal secondo figlio. Un nuovo bonus di massimo 400 euro viene introdotto per il latte artificiale per aiutare anche le mamme che, per specifiche condizioni patologiche, non riescono ad allattare al seno. Novita' poi per i neo-papa': potranno stare a casa, dopo la nascita, per una intera settimana, 7 giorni. Per le detrazioni veterinarie viene invece posto un tetto di 500 euro. 2) LA CASA: Arriva quest'anno l'accorpamento della Tasi nell'Imu, senza cambiare le aliquote. I sindaci potranno pero' azzerare l'imposta e avranno maggiori poteri di accertamento, mentre i ritardatari potranno, per la prima volta, sfruttare il ravvedimento operoso anche sui tributi locali. Accanto al consueto pacchetto di proroghe degli sconti sui lavori di casa la novita' quest'anno e' rappresentata dal bonus facciate. E' un super sconto, che vale il 90% di quanto speso per il rifacimento delle facciate. Si applica alle spese sostenute nel 2020, anche solo per ripulitura e tinteggiatura. Ci sono pero' importanti paletti. Le spese dovranno riguardare aree ad alta densita' di urbanizzazione e sono esclusi gli interventi sugli infissi, i cavi, le grondaie e i pluviali. Per il resto, sul fronte dei bonus immobiliari, sono confermati nel 2020 l'ecobonus (con due scaglioni di sconti al 65 e al 50%, con percentuali ridotte per infissi e schermature solari), gli sconti sulle ristrutturazioni e quello sui mobili a questi collegati (anche ai grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+), il sismabonus e anche il bonus giardini. Gli interventi sulla casa non guardano solo alle tasse. Per le famiglie in difficolta' arriva anche il bonus sociale per la Tari. Poi chi si e' visto pignorare l'abitazione negli anni della crisi puo' chiedere un nuovo mutuo per riscattarla, con obbligo di concederlo da parte dell'istituto di credito a determinate condizioni. Con la manovra si istituisce inoltre un fondo 'salva-prima casa' che consente a chi non riesce a pagare le rate del mutuo di continuare ad abitarci, pagando l'affitto a una societa' veicolo. 3) L'AUTO: Tra tira e molla parlamentari alla fine la norma sulle auto aziendali non portera' maggior gettito, ma rivoluziona la tassazione, pesando sulle auto piu' inquinanti e alleggerendo le green. La norma scatta a meta' anno e prevede che l'impatto delle auto ecologiche sugli stipendi scenda dal 30% al 25%, e che quello delle auto piu' inquinanti salga fino al 60%. 4) I 'VIZI', DAL FUMO ALLE BIBITE GASSATE: Giochi, fumo, plastica e bibite zuccherate: le tasse puntano a cambiare le nostre abitudini. Da luglio scattano le due tasse su plastica e bibite gassate, chiaro che si ripercuoteranno sui consumatori. Ma un'altra tassa che potrebbe avere impatto diretto sui portafogli riguarda i fumatori, che usano il fai da te: arriva una micro-tassa su cartine e filtri e 50 cartine costeranno 18 centesimi in piu'. Maggior prelievo poi su chi vince ai giochi: dal 15 gennaio il prelievo sulle vincite alle slot oltre i 200 euro sale dal 12 a 20%. Stesso aumento per le lotterie istantanee, ma dal primo marzo. 

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L’aeroporto d’Abruzzo ha superato i 700mila passeggeri

L'aeroporto d'Abruzzo ha raggiunto i settecentomila viaggiatori nel 2019, per la precisione 703386, infatti, è il numero dei passeggeri registrati al 1 gennaio 2020. 'Una crescita - si legge in una nota dell'aeroporto d'Abruzzo - raggiunta nonostante la chiusura di Linate per tre mesi, che faceva prevedere un calo di almeno 25000 passeggeri sui 670000 dell'anno precedente. E invece sono quasi 60mila passeggeri in più i passeggeri rispetto al 2018: "La mia soddisfazione è davvero enorme - ha detto il presidente della Saga Enrico Paolini, che aggiunge - ringrazio il personale Saga per il lavoro e la abnegazione, se solo si pensa che con 38 dipendenti , numero insufficiente, abbiamo fatto miracoli. La nuova stagione dell' Aeroporto d' Abruzzo, va avanti con grande forza e con una reputazione guadagnata sul campo e mai avuta prima. Adesso partiremo con gli investimenti del Master Plan di quasi 17 milioni di euro e con le nuove rotte 2020 che verranno dall' esito del bando regionale in via di pubblicazione".

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Tre famiglie su quattro sono proprietarie di case

In Italia tre famiglie su quattro vivono in abitazioni di proprieta' e il valore degli immobili ammonta a 5.526 miliardi di euro. Una cifra che, guardando al patrimonio abitativo complessivo, sale e supera i 6.000 miliardi, quasi tre volte il debito pubblico. I dati emergono dal rapporto dell'Agenzia delle Entrate e del Mef su 'Gli immobili in Italia', stilato insieme a Sogei incrociando le informazioni di Catasto Edilizio Urbano con le quotazioni dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare, le dichiarazioni dei redditi, le banche dati dei versamenti di Imu e Tasi e i dati del registro. Nel 2016, anno a cui fa riferimento l'indagine, un'abitazione in Italia vale mediamente 162 mila euro, con un valore unitario di 1.385 euro a metro quadro, in diminuzione dell'1,8% rispetto al 2015. Cali superiori al 3% si osservano nel Lazio, in Liguria e nelle Marche, in Toscana i valori perdono il 2,9% mentre per Veneto e Abruzzo la flessione e' del 2,5%. Fanno eccezione solo la Lombardia, in cui il valore delle case e' rimasto stabile, e il Trentino-Alto Adige, unica regione a segnare un aumento del valore medio pari allo 0,8%. A Roma il valore complessivo delle abitazioni e' pari a circa 460 miliardi, a Milano 207,4 miliardi di euro, mentre a Napoli ammonta a circa 104,5 miliardi di euro. A funzionare negli ultimi anni sono stati i bonus fiscali sulle ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche, che hanno dato una spinta al recupero degli edifici. Nei dieci anni tra il 2007 e il 2016 sono stati effettuati complessivamente 27,1 milioni di interventi per il recupero del patrimonio edilizio, per una spesa totale pari a 115,9 miliardi di euro circa e una spesa media per intervento di 4,3 mila euro. In particolare, nell'anno di imposta 2016, gli immobili per i quali sono stati dichiarati lavori di ristrutturazione sono quasi 1,5 milioni con un beneficio medio annuo (per immobile) di 465 euro. Nel periodo 2013-2016 sono stati invece effettuati oltre 195mila interventi antisismici, per una spesa totale pari a oltre 872 milioni di euro e una spesa media e' di circa 4,4 mila euro. In particolare negli ultimissimi anni, tra il 2015 e il 2016, gli immobili per i quali sono stati dichiarati interventi antisismici sono oltre 33mila con un beneficio fiscale medio annuo (per immobile) di 522 euro. Oltre che con le agevolazioni, il peso del fisco sulla casa e' peraltro crollato con l'eliminazione della Tasi sulla prima casa (non di lusso). Dal 2016 il prelievo di natura patrimoniale sugli immobili si e' infatti ridotto di oltre 4,5 miliardi di euro

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Omicidio a Pescara, preso il presunto assassino

E' stato trovato sul pianerottolo di uno stabile di edilizia residenziale a Pescara, in una pozza di sangue, con ferite alla testa. Malgrado la corsa in ospedale è morto Marco Cervoni, 35 anni. Nel giro di poche ore la Polizia e' riuscita prendere il presunto assassino un 29enne sottoposto a fermo per omicidio volontario. Teatro del delitto e' il complesso conosciuto col nome di 'ferro di cavallo'. Questa la prima ricostruzione dei fatti: poco dopo le 10 del mattino alcuni residenti dello stabile di via Tavo trovano il 35enne a terra al secondo piano dell'edificio. L'uomo e' vivo, ma gravissimo, e poco dopo muore in pronto soccorso. Nel giro di poche ore, nel pomeriggio, gli agenti della Mobile, diretti da Dante Cosentino, riescono a scovare il presunto assassino, che non si e' consegnato, e a portarlo in carcere. Titolare del fascicolo e' il pm Paolo Pompa. Sulla vicenda c'e' il massimo riserbo da parte degli investigatori: non sono ancora chiari i motivi all'origine dell'omicidio ne' in che modo il 35enne sia stato colpito. Cio' che e' certo e' che la vittima, originaria di Penne, negli ultimi tempi viveva a Rancitelli. Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, nell'esprimere un plauso alla Polizia che "in tempi rapidissimi ha assicurato il responsabile alla giustizia", sottolinea che "il nostro obiettivo e' abbattere il 'ferro di cavallo', del tutto o in parte, perche' e' una struttura che e' oggetto di pericolosita' sociale". Non usa mezzi termini il vicepresidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, Domenico Pettinari, esponente M5s: "Nel ferro di cavallo, negli ultimi anni - dice - si e' sparato e si e' ammazzato. Il 'Ferro di cavallo' e' una zona pericolosissima che non puo' piu' essere lasciata un solo minuto non presidiata. Il ferro di cavallo deve subito essere militarizzato". 

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Marsilio racconta i suoi primi mesi alla guida della Regione Abruzzo

Trecentoventiquattro giorni sull'asse Roma-L'Aquila-Pescara passando per le urgenze di Bruxelles. Il presidente Marco Marsilio racconta questi primi 10 mesi alla guida della Regione Abruzzo. "Il limite dell'Abruzzo e' quello di non imporsi mai - dice Marsilio - Alla sua conflittualita' ero ? preparato, e combatto affinche' tutto questo venga superato: a volte ci sono riuscito a volte fatto da garante. Il piu' grosso difetto che ho incontrato? Il limite della reciproca diffidenza tra persone e luoghi, senza progetti strategici, frutto di una conflittualita' secolare, generazionale. L'esperienza e' oggettivamente faticosa, mentalmente e moralmente: con le tue decisioni entri nella vita delle persone. Le tue scelte entrano con atti precisi in quelle che sono le reali condizioni di vita delle persone, terremoto, ospedali, viabilita'...". Marco Marsilio lamenta inoltre la scarsità di risorse "che non ti permettono grandi operazioni strategiche: qui il 95% e' ordinaria amministrazione e 'non ci sono soldi' per le grandi idee".

"C'e' una gran voglia di fare in un Paese cosi'. Eppure non si riescono a fare progetti concreti...e poi ti confronti con le generazioni precedenti, quelle che invidio. Allora c'erano regole e opere, io invidio coloro che si sono confrontati con la realizzazione delle autostrade, i metanodotti, le ferrovie - prosegue il presidente della Regione - Qui, invece, nello stesso tempo in cui loro facevano ferrovie, noi facciamo una variante o uno svincolo. Certo, la verita' e' che nel passato quelle generazioni hanno speso troppe risorse, e oggi paghiamo quei debiti e per generazioni. Non essendo pero' io un manicheo posso dire che di quei tempi c'era il buono e il cattivo accoppiato". Il bilancio dei primi 324 giorni da presidente e' ben chiaro nella sua mente. "Il limite dell'Abruzzo e' quello di non imporsi mai - dice Marsilio - Alla sua conflittualita' ero... preparato, e combatto affinche' tutto questo venga superato: a volte ci sono riuscito a volte fatto da garante. Il piu' grosso difetto che ho incontrato? Il limite della reciproca diffidenza tra persone e luoghi, senza progetti strategici, frutto di una conflittualita' secolare, generazionale". "Se devo dire quale sia stato fin qui il risultato migliore che ho ottenuto credo di poter affermare che sia la parte relativa alla ricostruzione - chiarisce Marsilio - C'e' stato un confronto a volte durissimo col Commissario Farabollini, ma siamo riusciti a portare a casa altre 55 unita' per la ricostruzione del terremoto... Certo, avevamo chiesto 200 unita', e ci dicevano 'non vi diamo nulla'. Non voglio dire sia un regalo di Natale, ma almeno qualche pratica ora la finiremo".

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