Redazione Notizie D'Abruzzo

Quaresimale: a breve fondi per le partite IVA

 “È partita la fase attuativa di tutta quella serie di norme che la maggioranza di governo ha predisposto per far fronte all’emergenza Covid-19. Avviato il bando per l’erogazione del ‘bonus famiglie’, passeremo a breve alle iniziative in favore di imprese e partite Iva”. Lo annuncia il consigliere regionale e capogruppo Lega, Pietro Quaresimale, che approfondisce il tema. “Le famiglie abruzzesi che si trovano in condizione di particolare disagio potranno fare richiesta di un contributo fino a 1000 euro per l’acquisto di beni di prima necessità. Ricordo che le domande possono essere inviate tramite il sito di Regione Abruzzo fino alle 23.59 di giovedì 23 aprile. L’intervento è disciplinato dalla legge 9 del 6 aprile 2020”. “A giorni – continua Quaresimale – daremo seguito a un ulteriore previsione della legge 9/2020, dedicata al rilancio dell’economia regionale. La Regione impiegherà 6 milioni di euro per sostenere le spese di investimento di micro e piccole imprese e lavoratori autonomi in regime forfettario che operano in Abruzzo da almeno tre anni. Il bando, che sarà pubblicato a giorni, prevede un contributo, a titolo di rimborso, pari al 40 per cento della spesa sostenuta al netto dell’IVA, fino al limite di 5000 euro”. “Si tratta – dichiara in conclusione il capogruppo Lega – di misure significative e concrete che intendono alleviare in parte la sofferenza economica che attanaglia centinaia di piccoli imprenditori abruzzesi, commercianti e partite iva. Sono proprio quelle piccole e piccolissime realtà economiche che sono la chiave della filiera del turismo rurale, culturale ed enogastronomico che avranno un ruolo importante nella ripartenza dell’Abruzzo”.

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Coronavirus, le proposte di imprese e sindacati per il rilancio dell’economia in Abruzzo

Rimodulazione dei fondi comunitari, massiccia iniezione di liquidita' in tutti i settori produttivi, investimenti per consentire alle aziende, agli imprenditori e ai loro dipendenti di riavviare al piu' presto l'attivita' garantendo gli standard di sicurezza richiesti e tutelando la salute: si spiega, cosi', in tre mosse, la richiesta che il mondo delle imprese e del lavoro rivolge alla Giunta regionale, per sostenere il momento di eccezionale difficolta' che tutto il mondo produttivo sta vivendo per colpa, e in conseguenza, dell'emergenza sanitaria determinata dall'epidemia di Coronavirus. Una manovra da circa 140 milioni di euro, per scommettere sulla ripartenza. Sono 14 le sigle espressione del mondo dell'agricoltura, dell'artigianato, del commercio, della cooperazione, della piccola industria e dei servizi (Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop), oltre ai sindacati dei lavoratori Cgil, Cisl, Ugl e Uil, che hanno inviato un documento al presidente Marsilio in cui, oltre a chiedere al piu' presto la convocazione della cosiddetta "cabina di regia" istituita dalla Regione per coordinare gli interventi con la collaborazione delle forze sociali (richiesta, questa, cui si sono unite anche Coldiretti e Confindustria, ndr), le diverse sigle entrano nel merito con proposte, cifre dettagliate, ipotesi di lavoro.
A Marsilio, si chiede di "avviare una discussione seria e di merito sul loro utilizzo massiccio, e la cui riprogrammazione e' stata autorizzata dall'Unione Europea e sottoposta al vaglio della Conferenza Stato-Regioni". Alla Regione, i firmatari del documento sottopongono una proposta articolata su piu' punti, a cominciare dalla necessita' che l'Ente guidato da Marsilio assuma un ruolo da protagonista nel rapporto con gli istituti di credito, che vanno coinvolti e stimolati, perche' "lo Stato ha messo a disposizione strumenti di garanzia poderosi, ma il ruolo di attori principali e' riservato sempre alle banche, che erogheranno i soldi che servono alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie per sopravvivere".
Alla Regione, pero', si chiede di attivare percorsi con proprie risorse e propri strumenti, "riattivando subito il microcredito gestito da Abruzzo Sviluppo, mettendo in campo senza bandi e lungaggini tutte le risorse disponibili, con un taglio massimo di 10 mila euro da restituire in 5 anni con 18 mesi di preammortamento a un interesse dell'1%; ristrutturando il prodotto 'Abruzzo Crea', che ha un residuo di circa 10 milioni di euro, integrandolo con altri 20 milioni, per erogare credito diretto aggiuntivo ai provvedimenti statali che limitano gli importi al 25% del fatturato; estendendo la percentuale massima di garanzia dal 90 al 100% con il sistema dei confidi abruzzesi; attivando, in una fase successiva, la 'Sezione Speciale' del Fondo Centrale di Garanzia per favorire l'accesso al credito delle imprese tramite i confidi per i finanziamenti legati al rilancio dell'economia regionale; aiutando le imprese di quei settori chiusi per decreto, che non rientrano nell'ambito del turismo ma che stanno subendo altrettante gravi penalizzazioni, come i servizi alla persona, a cui andrebbero assegnati 10 milioni di euro, da destinare principalmente a una integrazione di 250 euro del contributo statale di 600 euro per i mesi di marzo, aprile e maggio, per equipararli al trattamento della 'Cassa integrazione in deroga' di un dipendente, e un voucher affitto fino al 60% del costo mensile per le attivita' dei codici Ateco esclusi dal 'Cura Italia'".

Una parte è dedicata anche al turismo e a tutte le filiere connesse, comprese le attivita' artigianali, con la proposta prevede di destinare "almeno 50 milioni di euro, per una serie di iniziative specifiche tra cui un 'voucher vacanze Abruzzo'". Una volta che la macchina sara' ripartita, alla Regione i firmatari del documento chiedono di "mettere a disposizione 30 milioni di euro da destinare agli investimenti, con un importante contributo in conto capitale".

Imprese e sindacati chiedono di "impostare un percorso che preveda il riavvio garantendo la sicurezza di tutte le persone che lavorano in azienda, adeguando le strutture produttive a moderni ed efficaci sistemi di gestione della sicurezza in ambito lavorativo, riducendo i rischi del contagio di ritorno". Condizioni che vanno sostenute con aiuti: "Lo Stato ha previsto un credito d'imposta per i costi della sola sanificazione del 50%, fino a un massimo di 20mila euro annui, ma la Regione deve intervenire per aumentare il contributo fino al 75%, da corrispondere come credito d'imposta. O, meglio ancora, come erogazione diretta". Infine, "e' necessario concedere un voucher di 5mila euro per l'acquisto dei dispositivi di protezione individuale alle aziende che dimostrano di essere in regola con tutti gli adempimenti sulla sicurezza".

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Chiesti tamponi per gli operatori penitenziari

"Non possiamo che apprezzare l'iniziativa assunta da alcune regioni, tra cui l'Emilia Romagna e l'Abruzzo, di sottoporre a screening sierologico o a tamponi gli operatori penitenziari. Intervento ancor piu' apprezzabile da parte nostra perche' da tempo chiediamo, inascoltati, all'amministrazione penitenziaria, nella sua responsabilita' di datore di lavoro, di garantire la sicurezza in tutte le carceri e al suo personale. Ora tali iniziative devono essere estese a tutto il territorio nazionale". Ad affermarlo e' la Fp Cgil Nazionale

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Confartigianato, chiesti ammortizzatori per 8.324 dipendenti in Abruzzo

Sono state presentate 2.528 domande, fino a questo momento in Abruzzo, dalle aziende del settore, con almeno un dipendente e costrette a sospendere o ridurre l'attivita' a causa dell'emergenza coronavirus, che chiedono di potere accedere agli ammortizzatori sociali tramite il Fondo di Solidarieta' Bilaterale dell'Artigianato. A renderlo noto, attraverso una nota, e' Confartigianato Abruzzo, che ha elaborato i dati forniti dal Settore Sistemi Informativi Ebna-Fsba. Le domande coinvolgono complessivamente 8.324 dipendenti, temporaneamente sospesi dal lavoro in Abruzzo, per i quali i datori di lavoro artigiani hanno chiesto l'attivazione di ammortizzatori sociali con causale "Covid-19". Il fondo, in linea con quanto previsto dal decreto Cura Italia, provvedera' ad erogare contributi pari all'80% della retribuzione di ogni dipendente, per un importo massimo mensile 1.193 euro lordi.

"Il comparto artigiano e' in grandissima sofferenza - dice il segretario regionale di Confartigianato Abruzzo, Daniele Di Marzio -. Gli ammortizzatori sociali consentono alle aziende del settore di iniziare a respirare, ma serviranno risorse e strumenti straordinari per uscire indenni da questa crisi". L'Abruzzo si piazza al 15esimo posto, su scala nazionale, per numero di domande presentate. Il maggior numero di richieste si concentra nella provincia di Chieti (671 domande, a favore di 2.191 dipendenti). A seguire la provincia di Teramo (662 domande, a favore di 2.353 dipendenti), la provincia di Pescara (524 domande, a favore di 1.827 dipendenti) e infine la provincia dell'Aquila (330 domande, a favore di 914 dipendenti). A queste si aggiungono 346 domande per le quali non sono stati forniti riferimenti territoriali.

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Sanità, Anaao Assomed chiede una rimodulazione dell’accordo con le cliniche private

 "L'accordo con le cliniche e' pieno di criticita' e va immediatamente rimodulato". A dichiararlo e' il segretario aziendale L'Aquila Anaao Abruzzo, Loreto Lombardi, secondo il quale l'ultima ordinanza della Regione sarebbe "un tentativo di deregulation a beneficio dei privati". "L'assessore alla Salute della Regione Abruzzo, dopo il tentativo di farci pagare gli extrabudget delle cliniche private - spiega Lombardi - torna alla carica e, in un periodo cosi' critico ed emergenziale per il Servizio Sanitario Nazionale, fa un accordo con queste ultime senza possibilita' di replica da parte delle Direzioni Aziendali che dovranno obbligatoriamente firmare. Eppure, esaminando accuratamente l'ordinanza numero 28 dell'8 aprile 2020 e gli allegati gia' preconfezionati, emergono numerose criticita'. "Tra le piu' importanti - aggiunge Lombardi - la causa giuridica - alla base di ogni accordo o contratto, che viene riportata nell'ordinanza: 'Non attivare forme di cassa integrazione che, oltre alle ripercussioni sociali, potrebbero mettere a rischio la propria capacita' produttiva' (all.2, pag. 2). Un'incongruenza che appare notevole, dato che a quanto ci risulta il Servizio Sanitario Regionale dovrebbe assicurare la salute pubblica e non salvare privati che vengono sovvenzionati con denaro pubblico come le case di cura convenzionate. Gli strumenti di questo salvataggio sono molteplici e molto fantasiosi, per non dire altro. Si va dal pagamento a giornata di degenza per pazienti Covid19 (da 250 a 1.100 euro se il paziente e' in terapia intensiva) all'abbattimento dei DRG per patologie non Covid del 15% se i nostri sanitari andranno a lavorare nelle cliniche. In parole povere e volendo esemplificare, nel conto economico di un ipotetico intervento effettuato da un chirurgo delle Asl abruzzesi in una casa di cura privata, il valore economico dell'intervento (cioe' l'elemento piu' importante) rappresentera' solo il 15% del totale". "Altra chicca - prosegue Lombardi - e' che, per garantire la liquidita' alle case di cura, le Aziende sanitarie locali dovranno anticipare l'80% del budget mensile anche senza prestazioni effettuate dalle stesse (pag. 3, all. 2). Le cliniche potranno ristorare questi anticipi aumentando i DRG nei rimanenti mesi dell'anno, dunque a questo punto ci domandiamo come sara' possibile con gli stessi posti letto, lo stesso numero di operatori e gli stessi standard di qualita'. Nello stesso schema, a pag. 5, si evidenzia che 'il coordinamento delle iniziative e del quadro organizzativo delle prestazioni sia riservato al Referente Sanitario Regionale (RSR) per le maxi emergenze' (dott. Albani) su richiesta del Direttore Sanitario di Azienda. In questo modo si esautora pero' di fatto la Direzione Generale poiche' la Asl dovra' solo curare gli adempimenti connessi all'attuazione ed al monitoraggio del contratto".

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Confcommercio Chieti chiede lo stop alle tasse locali dopo il crollo dei consumi

 La presidente provinciale di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, i consiglieri provinciali dell'associazione di categoria, i rappresentanti territoriali delle sigle Federmoda, che riunisce i titolari di attivita' commerciali specializzate nel settore dell'abbigliamento, delle calzature, delle pelletterie e del tessile per la casa, Federalberghi, Fipe e gli ambulanti Fiva hanno scritto a tutti i 104 sindaci della provincia di Chieti, per chiedere l'immediato annullamento, sino alla fine di quest'anno, delle imposte locali a carico delle attivita' produttive che sono in palese difficolta' a causa delle conseguenze determinate dalla pandemia coronavirus. ''Bisogna con urgenza dare un nuovo calendario a tutto cio' che riguarda le tasse gravanti sulle attivita' produttive. In tal senso - dice Tiberio- chiediamo alle amministrazioni comunali di annullare tasse, tributi e utenze, comprese la tassazione locale Tosap, l'Imu, l'imposta di pubblicita', la Tari, e la tassa di soggiorno nei Comuni, fino al termine del 2020. E' chiaro che siamo chiamati ad affrontare una fase di contrazione straordinaria che non puo' lasciare nessuno indifferente. Per riaprire le attivita' di questa provincia- conclude Tiberio- e' necessaria una strategia complessiva da condividere''.

Nella lettera si evidenzia che nel mese di marzo si e' registrato un tonfo dei consumi pari al 31,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e che per molti comparti il fermo e' stato quasi totale con il turismo che ha toccato quota -95% degli ospiti nelle strutture ricettive, mentre le immatricolazioni di auto a privati si sono attestate ad -82%. Inoltre risultano azzerati gli introiti per l'abbigliamento e le calzature, anche in forma ambulante mentre il settore della ristorazione ha fatto registrare ''solo'' un calo di scontrini e fatture pari al -68% grazie alle consegna a domicilio. Nella missiva si chiede anche ai Comuni l'apertura immediata di un tavolo di confronto ''per evitare che il comparto produttivo locale muoia per sempre''. 

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La Sevel di Atessa restera’ ferma fino al 26 aprile

La Sevel di Atessa restera' ferma fino al 26 aprile, salvo nuovi decreti da parte del Governo sulla filiera dell'auto, in tal caso i lavoratori verranno tempestivamente informati della ripresa dell'attivita' lavorativa. Questo l'esito della riunione di oggi, in call conference, tra la Rsa e la direzione aziendale. "Riteniamo che per la Fase 2 - dice la Fim Cisl in una nota - bisogna inserire nuove misure sanitarie, come test sierologici e applicazioni per monitorare la sintomatologia. Altrimenti si correrebbe il rischio di dover chiudere nuovamente, con danni incalcolabili per le famiglie e per il sistema economico. Ci sono ancora troppe fabbriche, piccole e medie, che non hanno adottato nessuna precauzione anticontagio, ecco perche' riteniamo indispensabile rendere obbligatori in tutti i siti produttivi i protocolli di sicurezza"

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Quasi mille imprese in meno in Abruzzo nel primo trimestre 2020

Quasi mille imprese in meno, in Abruzzo, nei primi tre mesi del 2020. Il bilancio risente delle restrizioni seguite all'emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale. Questo è quanto emerge della fotografia scattata da Unioncamere - InfoCamere sui dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel I° trimestre 2020 disponibili online. Tra le 4 città, Pescara è quella che regge meglio la crisi con un tasso di crescita del -0,34% contro quello regionale pari al -0,64%. E sono, soprattutto, le ditte individuali ad abbassare le saracinesche. Gennaro Strever - Presidente Camera di Commercio Chieti Pescara: "Un dato negativo, superiore alla media italiana, da cui ripartire per contribuire alla ripresa. La Giunta si riunirà il prossimo 23 aprile e predisporrà un piano d'azioni puntando su contributi diretti alle piccole e medie imprese per sostenerne la liquidità immediata, aiutarle nei processi di digitalizzazione e negli interventi necessari ad adattare le proprie strutture alle prescrizioni che saranno imposte dalla fase post emergenziale".

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D’Alessandro (Iv): scippati 2 milioni di euro al Comune di Ortona

"La Giunta Marsilio ha scippato 2 milioni di euro al Comune di Ortona". Ad affermarlo sono il deputato abruzzese di Italia Viva Camillo D'Alessandro e il presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo che parlano di sottrazione di fondi stanziati con il Masterplan dall'ex Giunta D'Alfonso per il completamento della bretella Porto-Autostrada. "Solo qualche giorno fa - aggiunge D'Alessandro - avevo sventato un altro scippo di 4 milioni di euro sempre di fondi, da noi stanziati, sul porto di Ortona". "Non siamo stati informati", afferma invece Pupillo che si dice "basito" annunciando un possibile ricorso al Tar per "tutelare gli interessi della Provincia e di Ortona e di tutto il mondo portuale. In questo momento e' surreale che le istituzioni litighino - aggiunge - , bastava una telefonata nell'ottica di una leale collaborazione".

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Coronavirus, la Filcams Cgil: c’è difficolta’ a far rispettare le misure di sicurezza alla clientela

 "La fornitura di dispositivi di sicurezza, a tutela dei dipendenti di negozi e supermercati, non e' omogenea nei punti vendita abruzzesi e una delle maggiori criticita' e' rappresentata dalla difficolta' di far rispettare le misure di sicurezza alla clientela". Cosi' Lucio Cipollini e Davide Urbano, rispettivamente coordinatore regionale e segretario provinciale di Pescara della Filcams Cgil, in merito alle condizioni in cui si trovano ad operare i lavoratori dei punti vendita abruzzesi in questa fase di emergenza coronavirus. "Alcune aziende hanno fornito ai dipendenti guanti, mascherini e gel in maniera appropriata - spiegano Cipollini e Urbano - ma altre hanno messo a disposizione attrezzature insufficienti e si e' arrivati perfino al punto che un supermercato della provincia di Chieti ha chiesto ai propri dipendenti di pagarsi le mascherine". I due sindacalisti rimarcano inoltre che "nei negozi non ci sono solo i dipendenti, ma anche i clienti, che molto spesso non rispettano le misure di sicurezza e diventa complicato gestirli quando non indossano guanti e mascherine o non rispettano le distanze, tanto che come noto si sono verificate anche intemperanze"

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