Redazione Notizie D'Abruzzo

Vasto, Lolli presenta la Zes

Prima tappa, a Vasto, per il presidente vicario Giovanni Lolli nell'ambito del programma messo a punto per presentare la Zona economica speciale (Zes) e recepire le osservazioni dei territori interessati. I presenti - si legge in una nota - hanno accolto positivamente la scelta della Regione di impostare la Zes sul corridoio adriatico delle reti Ten-T, avanzando l'ipotesi, allo scopo di evitare ulteriore consumo di suolo, di considerare il recupero delle aree esistenti e dei siti dismessi, nonché la rivisitazione di aree con imprese già presenti, così da facilitare le piccole e medie imprese dell'indotto. Alcuni sindaci, tra cui quelli di Lanciano e Casoli, hanno chiesto l'inclusione dei propri territori nella misura ma Lolli, si legge ancora nella nota "ha specificato che, pur prendendo in considerazione la proposta avanzata, non intende derogare al criterio seguito che punta su aree già vocate e sistemi industriali legati ai porti". I sindacati, infine, hanno chiesto di recuperare il tempo perduto sui corridoi Ue (reti Ten-T) e di implementare iniziative volta a intercettare i fondi gestiti direttamente dall'Ue

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Treglio, maggiori misure di sicurezza contro i furti in casa

Implementazione dell' illuminazione pubblica e installazione di punti di videosorveglianza all'attenzione dell'amministrazione comunale di Treglio  dopo il furto messo a segno e i due tentativi di furto che si sono verificati la scorsa notte. A dare notizia degli episodi malavitosi lo stesso sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, annunciano le misure di sicurezza. 

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Ortona, donna violentata in spiaggia da un somalo

Un somalo di 20 anni senza fissa dimora, che gode dello status di protezione sussidiaria, è stato arrestato dai carabinieri di Ortona con l'accusa di violenza sessuale. L'uomo prima si è denudato e poi si è avvicinato ad un'anziana donna che stava stava prendendo il sole in località Ripari di Ortona e dopo averle fatto battere la testa contro alcuni grossi ciottoli l'ha costretta a subire violenza sessuale. La donna è riuscita a divincolarsi e a fuggire ed è stata poi accompagnata all'ospedale di Lanciano dove è stata ricoverata per le numerose ecchimosi ed escoriazioni e per trauma cranico. Il somalo è stato anche denunciato a piede libero per atti osceni in luogo pubblico compiuti per le strade di San Vito Chietino, dove era stato segnalato al 112, e per aver fornito false generalità. La comparazione delle sue impronte ha permesso di accertare la sua vera identità. Circa un anno fa era entrato clandestinamente in Italia durante uno sbarco in Sicilia

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Pescara, individuati gli autori della rapina ai fidanzatini

Sonostati individuati e arrestati i presunti autori di una rapina con aggressione ai danni di due fidanzatini minorenni messa a segno nella notte dello scorso 21 ottobre, in pieno centro a Pescara. Si tratta di tre giovani - due ragazzi e una ragazza - nei cui confronti la Polizia ha eseguito stamani la relativa ordinanza di custodia cautelare per rapina e lesioni aggravate. Il fatto era avvenuto in via Parini, dove i due minorenni erano stati picchiati e rapinati da quattro sconosciuti. 

In manette sono finiti tre diciottenni (due ragazzi pescaresi e una ragazza chietina). Al pestaggio ha partecipato anche un minorenne che e' stato segnalato al Tribunale dei minori dell'Aquila. L'episodio e' accaduto il mese scorso, intorno all'una e trenta di notte. Stando alla ricostruzione fornita dalla polizia, le vittime (17 anni lui e 16 anni lei) erano tranquillamente sedute su di una panchina, quando passano i quattro e uno di loro insulta e tira uno schiaffo alla 16enne. Il fidanzato allora interviene a difesa della ragazza e viene preso a calci e pugni dal gruppetto. La 16enne cerca di ostacolare gli aggressori, ma viene affrontata e immobilizzata dall'unica ragazza della banda, mentre il giovane che l'aveva insultata continua a prenderla a calci. Il fidanzato, ormai a terra, viene invece malmenato dagli altri. Poi fuggono, dopo aver rubato la borsa della 16enne. Sul posto intervengono gli agenti della volante e i sanitari del 118, che soccorrono e trasportano le due vittime in ospedale per le cure del caso. Successivamente, gli investigatori della squadra mobile, grazie anche alle immagini riprese dalle telecamere di un negozio della zona, risalgono al gruppetto e, in particolare, ad uno di loro perche' gia' noto alle forze dell'ordine. Quest'ultimo, peraltro destinario nei mesi scorsi della misura di prevenzione dell'avviso orale, e' finito in carcere. Mentre gli altri due maggiorenni sono finiti agli arresti domiciliari. Il quarto componente della banda, essendo minorenne, e' stato segnalato Tribunale dei minori dell'Aquila. Le misure cautelari sono state emesse dal gip Nicola Colantonio. 

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Ruba un’auto a Pescara poi fugge in autostrada

Ha rubato un'auto a Pescara ma è stato intercettato sull'autostrada A14, in Molise, dalla Polizia autostradale di Vasto-sud e inseguito sulla corsia sud per tutto il tragitto fino a Termoli e poi sulla Statale 16. Prima del confine con la Puglia, il malvivente, rincorso anche dalla Volante del Commissariato di Termoli, ha abbandonato la vettura dileguandosi nelle campagne circostanti. La vettura è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario

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Donna morta nel tunnel della stazione a Pescara, sentito un testimone

Ci sarebbe un testimone dei fatti che hanno preceduto la morte di Anna Carlini, trovata senza vita nel tunnel della stazione nel 2017. Una persona ha riferito di avere visto la donna prima e dopo il presunto stupro, di avere ricevuto confidenze in merito ad un presunto abuso sessuale da parte di uno dei due indagati, di avere notato che la ragazza non stava bene, ma di non averla vista assumere sostanze alcoliche e di non avere assistito alla violenza sessuale. Questi i principali passaggi della deposizione dell'unico testimone, di nazionalità romena che davanti al gip del tribunale di Pescara Nicola Colantonio, ha partecipato all'incidente probatorio, richiesto dal pm Rosangela Di Stefano, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Anna Carlini.

L'inchiesta conta due indagati, entrambi di nazionalità romena ma al momento irreperibili, accusati di violenza sessuale, omicidio e abbandono di persona incapace. Il giudice ha aggiornato l'udienza al prossimo 13 dicembre, quando saranno ascoltati gli altri due testimoni che oggi non si sono presentati. Presente all'udienza di oggi, invece, la sorella della vittima, assistita dall'avvocato Carlo Corradi. L'incidente probatorio è stato richiesto dal pm alla luce del rischio che i tre testimoni, due originari della Guinea e uno della Romania, risultino irreperibili quando si aprirà la fase dibattimentale. In questo modo, invece, le testimonianze saranno cristallizzate e potranno essere utilizzate in giudizio. Il testimone ascoltato oggi ha riconosciuto i due indagati in fotografia e ha detto che qualche ora dopo essere stato convocato dalla polizia, insieme ad altre persone, un conoscente gli aveva riferito che uno dei due indagati aveva abusato sessualmente della ragazza. Il testimone ha affermato di non avere assistito allo stupro, ma di avere visto la ragazza ferma, fuori dalla stazione, mentre fumava una sigaretta, intorno alle 18-19 di quel giorno. Poi ha detto di avere visto uno dei due indagati portare all'interno del tunnel la ragazza, accarezzandola alle braccia, come se volesse rubarle qualcosa e di essersi accorto che la ragazza non stava bene. Il testimone, a quel punto sarebbe andato via e avrebbe rivisto la ragazza, ancora vigile, solo intorno alle due di notte, quando il presunto stupro era già avvenuto.

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Il Nas multa gli studenti sorpresi a fumare in bagno

Multe dei Carabinieri del Nas di Pescara in due licei del centro città, dove studenti e personale sono stati sorpresi a fumare nei bagni e nelle aree di pertinenza degli istituti. I controlli rientrano nell'ambito delle attività per la verifica del rispetto della normativa sul divieto di fumo disposti dal Ministero della Salute. Dopo il caso di un istituto superiore di Chieti in cui alcuni studenti sono stati sorpresi a fumare nei bagni, una situazione analoga è stata accertata in un liceo del centro di Pescara: tre studenti - di cui un minorenne - stavano fumando nei bagni e nel cortile dove sono state trovate cicche di sigaretta. Il fatto che si fumasse nelle aree scolastiche, d'altronde, era ben visibile, tanto che la cosa era stata segnalata anche da alcuni genitori. Multati i due studenti maggiorenni e, considerando la presenza di una minorenne, è stato sanzionato anche uno degli addetti alla vigilanza e al divieto di fumo, come da assetto organizzativo del sistema di emergenza.

In un altro liceo del centro di Pescara è stata accertata una situazione regolare nei bagni, ma un addetto alla distribuzione degli alimenti per le merende è stato sorpreso mentre fumava nel cortile. Gli accertamenti sono stati quindi estesi anche alla sede dell'attività che si occupa della preparazione delle merende. L'operatore è stato multato. La sanzione elevata nei confronti delle quattro persone ammonta a 55 euro. I controlli finalizzati alla tutela dei non fumatori vanno avanti in tutta la regione. 

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Dissesto Aca, rinviata l’udienza

Rinviata al prossimo 27 febbraio l'udienza del procedimento in corso, davanti al gup del Tribunale di Pescara, in merito al dissesto da 120 milioni di euro dell'azienda acquedottistica abruzzese (Aca). Lo slittamento è stato disposto dal giudice Gianluca Sarandrea per concedere alle difese il tempo necessario ad approfondire la memoria di 70 pagine depositata dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini. Sono cinque gli imputati, accusati di bancarotta fraudolenta, patrimoniale e documentale, e di truffa. L'ipotesi dell'accusa è che gli imputati, allo scopo di "recare pregiudizio ai creditori e di procurare a sé o agli altri un ingiusto profitto", avrebbero falsificato bilanci e scritture riguardanti gli esercizi 2009, 2010, 2011 e 2012. Secondo il pm, i cinque avrebbero omesso "fraudolentemente di iscrivere consistenti componenti negativi di reddito, ovvero indicavano maggiori proventi straordinari rappresentando in tal modo falsamente utili di esercizio in realtà inesistenti".

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Pedopornografia, adescava minorenni ‘in rete’,arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 37 anni residente in provincia di Bari con le accuse di adescamento di minorenni, detenzione di materiale pedopornografico e pornografia minorile. Il provvedimento cautelare, emesso dal gip del Tribunale di L'Aquila, Guendalina Buccella, trae origine da un' indagine del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pescaracoordinata dal Sostituto Procuratore, Roberta D'Avolio. E' stata la segnalazione di una madre di Pescara, preoccupata da alcuni messaggi ricevuti su "Messanger" dal figlio da parte di un interlocutore anonimo che manifestava apprezzamenti ambigui, a far scattare l'inchiesta. Il profilo Facebook dell'ignoto interlocutore appariva essere di un adulto che aveva come "amici" vari ragazzini alle cui foto esprimeva "espliciti" commenti

Cosi' e' stato identificato il titolare dell'account, un 37enne residente nel Barese al quale, nel corso di una perquisizione, venne sequestrato materiale informatico e a seguito dell'analisi tecnica emersero continui tentativi di adescamento di minorenni.

La ricerca della "vittima" era assolutamente casuale essendo rivolta a soggetti titolari e/o utilizzatori di un account su diversi social network come Facebook, Instagram, Badoo, Telegram e WhatsApp. L'uomo contattava minori di anni 16 instaurando con loro relazioni amichevoli e, carpendo la loro fiducia con artifizi e lusinghe, incanalava la conversazione su argomenti sessuali proponendo appuntamenti per incontri sessuali.

Gli investigatori hanno riscontrato la presenza di oltre 2600 chat nelle varie applicazioni di messaggistica istantanea le quali venivano estrapolate, lette e analizzate nei contenuti. Le vittime identificate risultano residenti anche in altre province italiane. L'arresto e' stato eseguito da personale del Compartimento Polizia Postale di Pescara, che ha condotto le indagini, con la collaborazione della Polizia Postale di Bari

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Società Chimica Bussi S.p.A. e Dipartimento di Ingegneria Industriale Università dell’Aquila insieme per sviluppare innovativo sistema depurazione acque con idrogeno

Società Chimica Bussi S.p.A., in collaborazione con l’Ingegneria Chimica dell’Università dell’Aquila, sta sviluppando un progetto per il trattamento con idrogeno delle acque inquinate da solventi organici clorurati.

Il progetto ha visto una prima fase di studio di fattibilità effettuato presso il laboratorio di Società Chimica Bussi da uno studente in tesi magistrale di Ingegneria Chimica. Visti i risultati positivi in termini di abbattimento del contenuto di inquinanti nelle acque trattate, della tempistica necessaria al trattamento e del basso consumo energetico si è entrati nella successiva fase di progettazione di un impianto su scala pilota. Tale ulteriore fase sarà effettuata nel laboratorio di Società Chimica Bussi, sempre in collaborazione con docenti di Ingegneria Chimica dell’Università dell’Aquila, da un team costituito da uno studente in tesi magistrale, un laureato in Ingegneria tirocinante e dai tecnici di Società Chimica Bussi, supportati dalle altre funzioni tecniche di stabilimento. Questa collaborazione ha lo scopo di progettare un alternativo processo di trattamento delle acque, con il vantaggio di trasformare alcuni composti inquinanti ad alto profilo tossicologico ed alto impatto ambientale in composti a basso profilo tossicologico ed ambientale. Il progetto, inoltre, può rispondere all’esigenza di purificare le acque eventualmente inquinate all’interno degli stabilimenti di produzione industriale con un risparmio di energia elettrica e utilizzando un reagente, l’idrogeno, già disponibile in alcuni sistemi produttivi in una logica di economia circolare. Da questa proficua collaborazione, dunque, si possono delineare nuove strade per lo sviluppo sostenibile, coniugando insieme sviluppo industriale, protezione del territorio, riduzione dei consumi energetici e contenimento degli impatti ambientali.

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