Redazione Notizie D'Abruzzo

Salmo, Calcutta e Carl Brave a Pescara

Salmo, Calcutta e Carl Brave sono fra i protagonisti di Zoo Music Fest, festival di musica indipendente, rap e tendenze nuove in un unico cartellone, che si svolge dal 6 al 10 agosto nell'area del porto turistico di Pescara. I concerti sono alle 21: martedi' 6 Salmo, giovedi' 8 Calcutta e sabato 10 agosto Carl Brave. I biglietti sono in vendita sui circuiti Ticketone e Ciaotickets. Salmo, Maurizio Pisciottu, e' un pionieristico artista sardo ormai di stanza a Milano, dove lavora con la sua crew, il collettivo Machete, in una factory warholiana animata da rappers, produttori, grafici e videomakers. Edoardo D'Erme, in arte Calcutta, e' un giovane musicista di Latina. Un giorno fonda con Marco Crypta i Calcutta, duo chimp pop all'italiana, una miscela indie fra Beat Happening e Lucio Battisti. Quindi rimarra' solo e cantautore. Carl Brave e' un produttore e paroliere romano. Istrionico e versatile, con il suo stile sta tracciando nuove coordinate nella canzone pop italiana

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Pescara, Masci annuncia azioni di contrasto alle occupazioni abusive degli alloggi

Avviata una procedura finalizzata a risolvere rapidamente il problema dell'occupazione abusiva degli alloggi popolari sequestrati. Ad annunciarlo e' il sindaco di Pescara, Carlo Masci, nel corso di un incontro informale con i giornalisti. "Oggi sono stato in Procura - spiega il primo cittadino - E' stato avviato un iter con l'Ater e la Regione, in sinergia con la stessa Procura e con le forze dell'ordine, che consentira' di liberare le case occupate abusivamente e di riassegnarle rapidamente a chi ne ha diritto. Si tratta di una quarantina di alloggi. Su questo tema - conclude Masci - andro' avanti celermente, perche' e' una delle priorita' emerse durante la campagna elettorale e i confronti con i cittadini". 

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Un nuovo canile intercomunale a Spoltore

Un sito unico, nel quale sorgeranno tre strutture: il canile sanitario della Asl, un rifugio per cani e un'oasi felina. E' l'area intercomunale che sorgera' a Spoltore  e che sara' anche al servizio di Pescara. Ad annunciarlo, dopo un apposito incontro che si e' svolto ieri, e' il sindaco del capoluogo adriatico, Carlo Masci, nel corso di un colloquio informale con i giornalisti. "Stiamo lavorando in sinergia con il Comune di Spoltore - dice il sindaco - per liberare definitivamente l'area di via Raiale, dove oggi sorge il canile. Nonostante gli sforzi dei volontari della Lega nazionale per la difesa del cane, che lavorano al meglio e che ringrazio di cuore, quella struttura e' ridotta in condizioni indecenti ed e' inconcepibile che sia quello il canile di una citta' come Pescara". Sottolineando di "avere nel cuore" quei cani e i volontari della Lndc e che, in attesa della realizzazione della nuova struttura, che potrebbe essere pronta in 6-12 mesi, gli ospiti dell'attuale canile potrebbero essere trasferiti altrove a spese del Comune, Masci afferma che "la civilta' di una citta' si determina anche in base al modo in cui vengono trattati gli animali".

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Pescara, le proposte della Lega per la Giunta Masci

Tre assessori - Giovanni Santilli, Adelchi Sulpizio e Patrizia Martelli - e la presidenza del Consiglio comunale, da affidare a Marcello Antonelli. E' il "pacchetto chiuso", nonche' "ultima opzione" che la Lega mette sul tavolo del sindaco di Pescara, Carlo Masci, per quanto riguarda la composizione della Giunta comunale. Se il primo cittadino non dovesse accettare, fanno sapere, il partito garantira' il sostegno esterno alla coalizione di centrodestra". Il punto della situazione e' stato fatto nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte tutti gli eletti in quota Lega, gli aspiranti assessori, l'assessore regionale Nicoletta Veri', il segretario provinciale della Lega, Luca De Renzis, e il suo vice, Riccardo Chiavaroli. "Queste sono le nostre proposte per amministrare bene la citta' - dice De Renzis - Vogliamo essere collaborativi, abbiamo trovato questa sintesi e poniamo questa proposta al sindaco, che non deve fare altro che sposarla, per poi iniziare ad amministrare la citta'. I cittadini questo vogliono, basta con i giochi relativi alle poltrone: abbiamo individuato le persone migliori che riteniamo possano portare avanti prerogative e impegni per Pescara". "I nostri tre assessori vengono fuori da un'analisi attenta del partito. Se il sindaco riterra' che noi non meritiamo di avere questi tre assessori e il presidente del Consiglio, vorra' dire che il sindaco riterra' di poter governare anche senza la Lega. Siamo convinti che il sindaco rispettera' la nostra proposta. Se questo rispetto non dovesse arrivare siamo comunque pronti ad amministrare anche dall'esterno questa amministrazione, perche' quando una citta' vota al primo turno e fa vincere in maniera cosi' eclatante una coalizione e' impensabile ipotizzare soluzioni alternative. Questa e' la nostra ultima posizione, quella finale - conclude - e non ci torneremo sopra".

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Marsilio a Bruxelles

Il presidente della giunta regionale dell'Abruzzo, Marco Marsilio è intervenuto oggi, a Bruxelles, alla Plenaria del Comitato europeo delle Regioni alla presenza dei commissari Ue alla Crescita e al Clima, Jyrki Katainen e Miguel Canete. Oggi e domani i rappresentanti delle Regioni e delle città di tutta Europa s'incontrano per discutere di obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGS) con il commissario Katainen, di cambiamento climatico e transizione energetica con il commissario Canete e per approvare diversi emendamenti e pareri. Nel corso della giornata Marsilio, in qualità di componente effettivo del comitato delle Regioni, insieme con l'assessore Nicola Campitelli, ha incontrato il presidente dell'Are (Assemblea delle regioni europee) Magnus Berntsson. L'assessore Campitelli è a Bruxelles in questi giorni per instaurare un rapporto di collaborazione in materia di energia e rifiuti con l'assemblea delle Regioni, un network che vede il coinvolgimento a livello europeo di 270 ammnistrazioni. A settembre parteciperà al prossimo comitato che si terrà in Slovenia per sviluppare un partenariato con altre Regioni della rete, sui finanziamenti a gestione diretta della Commissione europea

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Gettano la droga dalla finestra, arrestati a Pescara

All'arrivo della Polizia hanno gettato la droga dalla finestra che pero' e' stata recuperata dagli agenti con l'ausilio delle unita' cinofile. In manette sono finiti due giovani di 31 e 27 anni di Pescara per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nell'abitazione dei due poi i poliziotti hanno trovato degli involucri contenenti cocaina. Continuando la perquisizione, nella stanza da letto, sono stati trovati un borsello contenente la somma di 5.800 euro in banconote di vario taglio e un involucro in cellophane contenente 1,50 grammi di sostanza da taglio; un cucchiaino in plastica trasparente ed alcuni ritagli in cellophane identici a quelli utilizzati per confezionare le dosi di droga. Grazie al fiuto del cane 'Ayrton', sono stati trovati un involucro in cellophane, identico a quelli lanciati, contenente 6,60 grammi lordi di cocaina. In tasca al 31enne sono stati trovati 3.335 euro. 

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Il centenario dell’impresa di Fiume ed il travisamento del suo significato

 

Il centenario dell’impresa di fiume ed il travisamento del suo significato

 

Il prossimo settembre ricorrerà il centenario dell’impresa di Fiume compiuta da Gabriele d’Annunzio; non sono tanto necessarie celebrazioni e commemorazioni quanto giornate di studio sull’argomento e io mi auguro che la Regione Abruzzo, la città di Pescara e l’università che ne porta il nome siano leaders di studi storici che possano concordemente raggiungere la verità scientifica sulla questione. Sulla figura di d’Annunzio in generale e sull’impresa di Fiume in particolare l’antifascismo militante ha infatti decretato una damnatio memoriae. E questo stato d’animo si riattiva anche in questi giorni in cui alcuni pseudo intellettuali contestano la decisione del comune di Trieste di porre una statua di d’Annunzio in piazza della Borsa. Gli antifascisti in servizio permanente utilizzano l’accusa di fascismo quando vogliono chiudere la bocca ad un avversario scomodo, in uno stile che è veramente fascista. Ma non dobbiamo meravigliarci, infatti in Italia esiste l’ANPI(associazione nazionale partigiani italiani) che riceve finanziamenti pubblici e ha iscritti che ovviamente non sono partigiani ma fingono di esserlo per utilizzare l’antifascismo pronto ad ogni uso contro chiunque non concordi con le loro posizioni. Avendo scritto liberamente mi aspetto che qualcuno mi accusi di fascismo ,ma cosa è il vero antifascismo lo so per tradizione familiare. Mio nonno ettore era uno di quei borghesi in odio ai fascisti per il loro equilibrio e il loro amore per la democrazia. L’altro nonno di cui mi onoro di portare il nome era un socialista che faceva propaganda delle sue idee e per questo era perseguitato dal regime che lo manteneva negli elenchi dei terroristi pericolosi. Torniamo ora alla impresa di Fiume e alle motivazioni di d’Annunzio. Come molti ricorderanno il Vate era stato uno strenuo interventista e in guerra non si era sottratto ad azioni coraggiose e dal grande valore simbolico come la beffa di Buccari e il volo su Vienna. Con queste imprese ci aveva guadagnato medaglie al valore e perso un occhio. Le sue imprese avevano un alto valore propagandistico tanto da far dire ad un comandante austriaco-anche noi avremmo bisogno di un nostro d’Annunzio.

L’Italia era entrata in guerra avendo stipulato con gli alleati i patti di Londra dell’aprile 1915 in cui tra le rivendicazioni italiane veniva concessa la annessione di Fiume. Dopo una vittoria costata 650.000 morti e 1.500.000 di feriti e mutilati gli alleati e in particolare il presidente americano Wilson si misero di traverso alle rivendicazioni italiane e con la creazione dello stato iugoslavo la annessione di Fiume restava una chimera. Fu a questo punto, dopo un anno di vane trattative ,che d’Annunzio decise di agire e di occupare Fiume per mettere gli alleati fedifraghi di fronte al fatto compiuto. Radunò a Ronchi alcuni battaglioni di Arditi e marciò su Fiume; i militari dell’esercito che avrebbero dovuto fermarlo ,e tra questi bersaglieri, alpini e carabinieri lo riconobbero come loro Comandante e si unirono a lui. L’ingresso a Fiume senza sparare un colpo ,fu una marcia trionfale con la città che accoglieva gli Arditi in delirio. Anche la Regia Marina non fu da meno; diversi MAS, due cacciatorpediniere e una corazzata entrarono nel porto di Fiume e si misero agli ordini del Comandante. Il Capo del Governo Italiano Saverio Nitti definito da Gabriele “il cagoia” non accettò l’annessione all’Italia e d’Annunzio in attesa di tempi migliori costituì lo stato libero di Fiume. Lo dotò in collaborazione di De Ambris di una costituzione ,la carta del Carnaro, che è un esempio di perfetta democrazia che nessuna costituzione democratica contemporanea è in grado di eguagliare. Tra i valori che questa costituzione difende c’è anche quello della bellezza che in modo informale pervadeva l’azione politica durante il periodo classico greco-romano e durante il rinascimento. D’Annunzio intese fare dello stato di Fiume un simbolo contro le oppressioni di tutti i popoli , un centro di propaganda per una rivoluzione senza confini. Nei quindici mesi di questa avventura accorsero a Fiume rivoluzionari, avventurieri , ma anche grandi scienziati come Guglielmo Marconi ed artisti come Marinetti e Toscanini che vi tenne due concerti. D’Annunzio voleva trasportare da Fiume al territorio metropolitano una rivoluzione democratica tesa realizzare in Italia una repubblica sociale. Si ingannò su Mussolini che aveva da poco fondato a Milano i Fasci di Combattimento e fu anche ingannato da lui. D’Annunzio riteneva in una prima fase che ci fossero punti di contatto tra la sua idea politica e quella di Mussolini. Il futuro duce glielo faceva credere , lo trattava con deferenza e prometteva appoggio al suo progetto di rivoluzione ma in realtà aveva in mente una sua rivoluzione di tipo autoritario di cui voleva essere il capo . Per questa ragione mentre fingeva interesse alle idee di d’Annunzio trattava con Giolitti che era diventato di nuovo Capo del Governo e gli assicurava sostegno segreto alla sua azione politica. Giolitti aveva infatti stipulato con i Paesi dell’Intesa il trattato di Rapallo in cui si respingeva l’annessione di Fiume all’Italia e la si costituiva come Città Libera con uno statuto sfavorevole agli interessi italiani; inoltre era previsto che l’Esercito Italiano sloggiasse d’Annunzio da Fiume, cosa che fu realizzata nel Natale di sangue del 1919. Divisioni dell’esercito al comando del generale Caviglia attaccarono da terra e le corazzate cannoneggiarono la città colpendo anche il Palazzo del Governo dove per puro caso il Vate non restò ucciso. Cosa che non meraviglia se si considera che anche Garibaldi fu ferito sull’Aspromonte da una pallottola sparata da un soldato italiano.

D’Annunzio era abile nella propaganda e Mussolini ne copiò molte cose: i discorsi dal balcone ed il dialogo con la folla, le camicie nere che erano la divisa degli arditi e il “me ne frego” che era il loro motto; anche la canzone Giovinezza era un inno degli arditi, copiata nella musica e con parole diverse adottata dai fascisti. Fu d’Annunzio ad inventarsi il grido Eia Eia Alalà per sostituire l’anglosassone “barbaro” hip hip hurrà con un grido di guerra dei romani e dei greci antichi. Anche il titolo di DVCE fu copiato da Mussolini perché d’Annunzio era il comandante ma talvolta anche il duce.

Mussolini aveva tutto l’interesse a fingersi un continuatore di Gabriele ma intanto lo definiva così: d’Annunzio è come un dente guasto o lo si estirpa o lo si ricopre d’oro. Quanto a d’Annunzio la sua opinione su Mussolini e sul fascismo era molto negativa. In una prima fase dopo il rientro da Fiume coltivava ancora la speranza di una rivoluzione sociale in Italia e Gramsci chiese di incontrarlo mentre il ministro degli esteri dell’Unione Sovietica fu addirittura suo ospite. A Gardone era tenuto isolato e sotto controllo. Ci si può chiedere come mai non tentò una azione decisa contro Mussolini. Essendo di idee repubblicane non avrebbe potuto contare sul sostegno del re , rifuggiva dall’idea di innescare una guerra civile e in fin dei conti era un artista, non un politico. Chi volesse farsi un’idea più completa di questa vicenda dovrebbe leggere il bel libro di Giordano Bruno Guerri “disobbedisco” recentemente pubblicato. Ci potrà trovare brani dei discorsi tenuti a Fiume da d’Annunzio. Quando dopo il Natale di sangue decise di ritirarsi da Fiume ma coltivava ancora la speranza di una rivoluzione in Italia concluse i suo discorso con la frase “insorgere è risorgere” Vorrei però citare alcune parole di un suo famoso discorso che a rileggerle colpiscono per la loro straordinaria attualità “Ci siamo levati soli contro un mostro minaccioso e insaziabile. Ci siamo levati soli contro il mondo folle e vile. Ci siamo levati soli contro l’immenso potere costituito e munito dei ladri, degli usurai e dei falsari. Respiriamo il nostro orgoglio”.

di Achille Lucio Gaspari

 

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Abusi sessuali sulla spiaggia, condannato a quattro anni

Quattro anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici: e' la condanna inflitta oggi dal giudice del Tribunale di ChietiI Isabella Maria Allieri, nel processo con rito abbreviato al 21enne somalo, accusato di violenza sessuale e lesioni nei confronti di una donna di 68 anni di Ortona. Il giovane, che si trova in Italia con lo status di protezione sussidiaria, era stato arrestato dai carabinieri il 14 novembre dell'anno scorso a Ortona. Secondo l'accusa il somalo, dopo avere incontrato sulla spiaggia la donna - che era li' a prendere il sole - l'ha costretta a subire atti sessuali; il giovane era inoltre accusato di aver provocato alla vittima lesioni personali guaribili in 30 giorni. Per il giovane, difeso dall'avvocato Gianluca Totani dell'Aquila, il pm Giuseppe Falasca aveva chiesto un condanna a quattro anni e otto mesi. La vittima, che era presente in Tribunale, non si e' costituita parte civile. 

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Sanità, Verì: puntare sull’integrazione tra ospedale e territorio

 "Credo che quella tra ospedale e territorio non possa essere definita una semplice integrazione, ma vada considerata come un percorso di continuità dell'assistenza". Lo ha detto l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, a conclusione del convegno a Pescara, in cui sono stati illustrati i risultati del rapporto Oasi 2018 (Osservatorio sulle aziende e il sistema sanitario italiano), realizzato dal Cergas dell'Università Bocconi di Milano.

Lo studio, oltre ad analizzare le dinamiche del Servizio sanitario nazionale sotto il profilo assistenziale, economico-finanziario e manageriale, ha infatti preso in esame la revisione dei modelli di presa in carico del paziente (un ambito nel quale anche la Regione Abruzzo si sta misurando) con l'obiettivo di implementare proprio la continuità ospedale-territorio.

"In questi primi 100 giorni del mio mandato - ha sottolineato la Verì - ho incontrato tutti gli attori che operano nella sanità abruzzese, verificando di persona anche quelle realtà assistenziali più periferiche, che hanno messo in atto modelli territoriali che funzionano e la cui efficienza è realmente percepita dagli utenti. Sono questi gli esempi a cui dobbiamo guardare, senza farci scoraggiare dai vincoli del piano di rientro dal debito sanitario e dal conseguente affiancamento ministeriale: al contrario, si tratta di una sfida che possiamo trasformare in opportunità per far conoscere a Roma quelle che sono le debolezze della nostra regione, che ha un territorio molto particolare, caratterizzato da rilevanti disomogeneità. Sono queste le istanze per cui ci batteremo, cercando allo stesso tempo di impegnarci per far sì che vengano modificate quelle parti del Decreto Lorenzin che risultano eccessivamente penalizzanti non solo per l'Abruzzo, ma anche per tutte le altre Regioni che hanno le nostre stesse caratteristiche orografiche e demografiche".

L'assessore ha poi rimarcato come da anni, fin da quando era presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, sia convinta della validità della continuità ospedale-territorio. "Perché - ha aggiunto - rappresenta realmente il pilastro per ridisegnare completamente la sanità, adeguandola a quelle che sono le nuove esigenze di una popolazione più anziana e con bisogni assistenziali molto diversi dal passato, che non possono essere più affrontati con l'ospedalizzazione, ma che necessitano di una rete di altre strutture a vocazione specifica".  Il testo completo del Rapporto Oasi 2018 è disponibile sul sito del Cergas dell'Università Bocconi. 

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Cresce il 5 per mille, 14 milioni di italiani scelgono il non profit

Il settore non profit italiano continua a guadagnare fiducia tra i contribuenti che - in numero sempre maggiore - scelgono di destinare il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi a favore di organizzazioni senza scopo di lucro. E' quanto emerge dallo studio presentato a Milano da Banca Etica, l'istituto di credito nato 20 anni fa per offrire servizi finanziari alle organizzazioni non profit e opportunità di utilizzo etico dei risparmi a tutti e tutte. Lo studio analizza i dati relativi all'anno fiscale 2017 (gli ultimi disponibili) e fa il punto su tendenze generali e dinamiche territoriali. 

1 contribuente su 3 sceglie di destinare il 5x1000 a un'organizzazione non profit, con una crescita del +38% rispetto al 2006. Nel 2017 hanno scelto di destinare il 5x1000 al Terzo Settore 14 milioni di contribuenti su un totale di 41,2 milioni. Numeri importanti che evidenziano anche come ci sia ancora ampio margine di crescita per far conoscere lo strumento a quei 27 milioni di contribuenti che non lo utilizza ancora. Lazio, Lombardia e Liguria sono le Regioni in cui si registra la percentuale più alta di contribuenti che utilizzano il 5 per mille, rispettivamente il 76%, 63%, 41%. Regioni fanalino di coda sono invece Abruzzo (13%), Sardegna e Campania (14%). Nei territori dove ci sono più laureati e persone con titolo di educazione secondaria, aumenta la quota di persone che sceglie di utilizzare il 5x1000. Interessante anche la correlazione con il livello di fiducia generalizzata contenuto nel rapporto BES 2018 di Istat. Il livello di fiducia generalizzata è la "percentuale di persone di 14 anni e più che ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia sul totale delle persone di 14 anni e più". Nelle Regioni caratterizzate da bassi tassi di fiducia si tende a utilizzare molto meno l'istituto del 5 per mille.

Nel 2019 verranno erogati 495,8 milioni di euro di contributi relativi all'anno fiscale 2017 veicolati attraverso il 5 per mille. Gli enti beneficiari sono stati 60.705, un dato cresciuto del +6,6% rispetto al 2016. Si conferma la dinamica di ripartizione del 5 per mille nelle Regioni italiane. Nel 2017 il 55,7% dell'importo totale è raccolto in Lombardia e nel Lazio (Regioni in cui il non profit è più sviluppato e che ospitano alcune delle organizzazioni più grandi e note), mentre Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Toscana raccolgono, insieme, il 23,2% delle risorse. Il restante 21% si distribuisce tra le altre 15 Regioni italiane, in alcune regioni con percentuali davvero basse.

Il valore medio degli importi erogati continua a diminuire progressivamente, ma in modo meno che proporzionale rispetto all'aumento degli enti beneficiari che accedono al contributo. Questo riflette la crescente attenzione che gli italiani danno al 5 per mille. La platea delle organizzazioni beneficiarie è più che raddoppiata (+103,4%) tra il 2006 e il 2017 passando da 29.840 enti beneficiari a 60.705. Tale aumento ha comportato una diminuzione dell'importo medio percepito dalle organizzazioni: da 11.325 (nel 2006) a 8.168 euro (nel 2017), con una riduzione del 27,8%. 

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