La Carta delle aree di salvaguardia per l'acqua potabile e per la ricarica delle falde, attesa dal 2006, esiste e, se adottata senza ulteriori ritardi dalla Regione con i relativi vincoli d'uso del territorio, dalle cave alle industrie insalubri, dalle attivita' del Laboratorio di Fisica del Gran Sasso alla megacava in progetto a Popoli a pochissima distanza dalle Sorgenti del Pescara, segnera' un punto di svolta per la tutela delle aree strategiche per questo bene fondamentale per la vita". Lo affermano Forum H2o e Stazione ornitologica abruzzese che, dopo un accesso agli atti, svelano l'esistenza e i contenuti del documento atteso da 12 anni. Gli ambientalisti ricordano che si tratta di un territorio "in cui gia' oggi il 50% dei corpi idrici sotterranei, secondo la piu' recente classificazione dell'Arta, non rispetta gli standard comunitari per la qualita' a causa dell'inquinamento" e parlano di "un passaggio fondamentale per avere uno strumento indispensabile per la corretta gestione dell'acqua. Sono state individuate vaste aree della regione, a conferma della strategicita' dell'Abruzzo per la salvaguardia dell'acqua in Italia". Il documento indica le "zone dove vietare centri di pericolo come cave, industrie insalubri, stoccaggi di sostanze pericolose e discariche nonche' delocalizzare-mettere in sicurezza quelli esistenti". Decine, secondo le associazioni, i centri di pericolo individuati, mentre "con i cambiamenti climatici e' vietato continuare a sbagliare sulla disponibilita' e qualita' dell'acqua".
Leggi Tutto »Residenze fittizie, controlli dei Vigili urbani in via Genova a Montesilvano
Controlli a tappeto questa mattina nell’ambito delle residenze fittizie. Due pattuglie della Polizia Locale di Montesilvano, coordinate dal tenente Nino Carletti, dalle 5 di questa mattina hanno eseguito un’attività di verifica nelle palazzine di via Genova. Gli operatori hanno controllato tutti gli appartamenti dei due stabili per verificare la corrispondenza tra i residenti ufficialmente registrati all’Ufficio Anagrafe e quelli effettivamente trovati all’interno delle abitazioni.
«Questa operazione - spiega l’assessore alla Polizia Locale Valter Cozzi - è un ulteriore tassello nell’azione di ripristino e di tutela della sicurezza e del decoro urbano. L’obiettivo del controllo è stato quello di raffrontare gli effettivi residenti con quelli comunicati agli uffici preposti». Nello specifico sono state attivate circa 20 procedure finalizzate a cancellare la residenza anagrafica nel Comune di Montesilvano. I vigili hanno individuato circa 20 persone che risultavano residenti negli appartamenti di via Genova, ma di fatto erano irreperibili. Con l’avvio delle procedure anagrafiche si innescano conseguenze anche in merito ai regolari permessi di soggiorno. «Molto spesso - spiega Cozzi - cittadini extracomunitari comunicano una residenza fittizia solo per ottenere un permesso di soggiorno. Tale controllo mira ad individuare proprio tali casi, che rappresentano criticità nell’ordine pubblico di un territorio. Nell’ambito dell’operazione, i nostri vigili hanno anche messo in luce una gravissima condizione di disagio igienico sanitario». Una donna, di 69 anni, pur risultando residente in una casa per persone indigenti di Francavilla, abitava all’interno di un casotto in via Genova a Montesilvano, in pessime condizioni igienico sanitarie. I vigili hanno allertato immediatamente i servizi sociali ed emesso una denuncia penale nei confronti del proprietario dell’immobile. «Voglio esprimere un plauso - conclude Cozzi - nei confronti dei vigili che hanno eseguito uno scrupoloso controllo mettendo in luce una serie di irregolarità, ripristinando in tal modo il rispetto delle norme. L'operazione di questa mattina è solo la prima. Intensificheremo infatti i controlli della Polizia Locale anche in questo ambito, così come abbiamo già fatto nel contrasto al commercio abusivo, alla prostituzione, al bivacco e a tutti quei fenomeni che rappresentano un danno nei confronti della sicurezza dei nostri concittadini e dell'immagine di Montesilvano».
Leggi Tutto »Spacciava droga da una finestra, condannato a 2 anni
Un uomo di 30 anni di Ortona, e' stato condannato a due anni di reclusione e 1.500 euro dal giudice monocratico del Tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri: per lui il pm Natascia Troiano aveva chiesto 6 anni di reclusione e 26.000 euro di multa. L'uomo era accusato di cessione di sostanze stupefacenti in relazione a tre episodi in occasione dei quali spaccio' hashish. Lo spaccio avveniva attraverso una finestra dell'abitazione dell'uomo, abitazione sulla quale si era concentrata l'attenzione degli inquirenti a causa dell'andirivieni di persone che acquistavano lo stupefacente.
Leggi Tutto »Inail, le tragedie avvenute in Abruzzo pesano sul bilancio delle denunce degli incidenti mortali
Nel 2017 le denunce di "infortunio sul lavoro con esito mortale" sono state 1.029, 11 in piu' dell'anno precedente (+1,1%). Pesano - spiega l'Inail che ha comunicato i dati - un maggior numero di incidenti "plurimi", che hanno cioe' causato la morte di almeno due lavoratori. E' il caso delle "due tragedie avvenute in gennaio in Abruzzo, a Rigopiano e Campo Felice". In calo le denunce di infortunio, 635.433, con 1.379 casi in meno (-0,2%) rispetto al 2016: su questo fronte l'Inail rileva "un netto contrasto tra Nord e Centro-Sud". Le denunce di infortunio "sono, infatti, aumentate al Nord-Est (1.171 casi in piu') ed al Nord-Ovest (+1.133) mentre sono diminuite al centro (-1.108), Al Sud (-1.435) e nelle Isole (-1.140". Questo con aumenti piu' netti in Lombardia (+1.708 denunce) e Emilia Romagna (+1.177) e riduzioni maggiori in Sicilia (-1.304) e Puglia (-1.078). In calo anche le denunce di malattie professionali: nel 2017 sono state 58.129 (-3,7%, pari a 2.200 in meno).
Nel 2017, "tra gennaio e dicembre sono state presentate all'Istituto - sintetizza l'Inail - 635.433 denunce di infortuni sul lavoro (-0,2% rispetto al 2016), 1.029 delle quali con esito mortale (+1,1%)", mentre "prosegue il trend in diminuzione delle malattie professionali (-3,7%)". I dati, riferiti alle sole denunce, sono provvisori, "in attesa di quelli consolidati che saranno diffusi nel mese di luglio", con la relazione annuale. La diminuzione delle denunce di infortunio "e' dovuta esclusivamente al calo degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro (-0,7%), mentre quelli in itinere, nel tragitto casa-lavoro e viceversa, hanno avuto un incremento (+2,8%)". Sul saldo "ha avuto un peso decisivo il mese di dicembre, nel quale sono state rilevate 3.395 denunce in meno rispetto allo stesso mese del 2016 (-7,9%), in presenza di un numero piu' basso di giorni lavorativi (18 contro 20)", ed "ha contribuito in modo decisivo la sola gestione Agricoltura, che ha fatto segnare un calo del 5,2% (1.848 casi in meno), mentre il Conto Stato ha presentato un aumento dello 0,4% (443 denunce in piu') e l'Industria e servizi un sostanziale pareggio (+26 casi)". Sono aumentate di piu' "le denunce per i lavoratori di eta' compresa tra i 55 e i 59 anni (+2.300 casi) e di quelli tra i 60 e i 69 anni (+2.900). Risultano, inoltre, in aumento solo le denunce dei lavoratori stranieri (+2.250 casi), mentre quelle degli italiani sono diminuite (-3.600)". Quanto invece ai soli incidenti mortali, sono stati 16 in piu' (857) nell'Industria e servizi (+1,9%), 8 in piu' (141) nell' Agricoltura (+6,0%), 13 in meno (31) nel 'Conto Stato' (-29,5%). +5,2% "le morti avvenute in itinere", -0,4% "quelle in occasione di lavoro". Sono aumentate nel Nord-Ovest e nel Mezzogiorno ed in calo nel Nord-Est e nel Centro. "L'incremento maggiore (+44 decessi) si e' avuto nel Nord-Ovest (Lombardia +19, Liguria +16, Piemonte +7, Valle d'Aosta +2), seguito dal Mezzogiorno con 15 casi in piu' (Abruzzo +28, Molise +2, Campania -9, Puglia -3, Basilicata -3, Calabria nessuna variazione) e dalle Isole, con un caso in piu' (Sicilia +5, Sardegna -4). Le denunce di infortunio con esito mortale sono in diminuzione, invece, nel Nord-Est (-40 casi), dove ai cali rilevati in Veneto (-28), Emilia Romagna (-13) e provincia autonoma di Trento (-5) si contrappone l'incremento del Friuli Venezia Giulia (+6 casi), mentre per la provincia autonoma di Bolzano non si rileva nessuna variazione. In diminuzione anche il dato del Centro (-9 decessi), sintesi della riduzione rilevata in Umbria e nelle Marche (-5 ciascuna) e dell'aumento di un caso nel Lazio, con la Toscana che conferma, invece, lo stesso numero di denunce del 2016". L'Inail registra "un notevole incremento per i lavoratori di eta' compresa tra i 40 e i 49 anni (+53 decessi) e di quelli tra i 55 e i 64 anni (+20) e, al contrario, un calo altrettanto rilevante per la classe 50-54 anni (-45)"; "Tra i lavoratori extracomunitari e' stato rilevato un aumento di 11 casi (sono stati 119).
Leggi Tutto »Montesilvano, tre arresti dei carabinieri per spaccio
Sorpresi a spacciare sulla riviera di Montesilvano, sono stati arrestati dai carabinieri. In manette, ieri pomeriggio, sono finiti tre senegalesi di 21, 33 e 40 anni. I tre sono stati presi anche grazie all'ausilio delle unita' cinofile dell'Arma. Nel corso del blitz, i carabinieri della Compagnia di Montesilvano, agli ordini del capitano Vincenzo Falce, hanno trovato addosso ad uno dei tre 915 euro in contanti e trenta grammi di hascisc. Con l'ausilio dei cani, sulla spiaggia, sotterrati, sono stati trovati altri 50 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e tutto il materiale per il confezionamento. In serata sono anche stati ascoltati cinque giovani che nel pomeriggio avevano acquistato lo stupefacente sulla riviera. I tre sono finiti in carcere, in attesa della convalida.
Leggi Tutto »Arresti Montesilvano, Cozzi: Importante azione a tutela della sicurezza del territorio
«Un plauso agli uomini della compagnia dei Carabinieri di Montesilvano che hanno condotto l’operazione che ha portato all’arresto di tre spacciatori». Lo dichiara l’assessore alla Polizia Locale Valter Cozzi che commenta la notizia dell’arresto di tre senegalesi sorpresi a spacciare hashish e marijuana.
«Il blitz - dice ancora Cozzi – è la dimostrazione dell’importante attività di controllo del territorio condotta dai Carabinieri. Ringraziamo la Prefettura e tutte le forze dell’Ordine che hanno risposto positivamente alla nostra richiesta di potenziamento del presidio sul territorio. La nostra Amministrazione sta lavorando costantemente per tutelare la sicurezza e il decoro urbano. Abbiamo introdotto il terzo turno degli operatori della Polizia Locale che hanno intensificato l’azione di contrasto contro la prostituzione e il commercio abusivo. Abbiamo emesso i primi decreti di allontanamento, ossia i Daspo, previsti dal decreto Minniti. Lo sgombero delle palazzine di via Ariosto, divenute per anni centrali dello spaccio e della contraffazione - prosegue ancora Cozzi – gli sgomberi di alcuni tratti della pineta o della spiaggia, purtroppo prese di mira e trasformate in accampamenti e la chiusura dei due CAS, i centri di accoglienza straordinaria che hanno ospitato fino a 500 persone, rappresentano gli altri importantissimi obiettivi raggiunti dalla nostra Amministrazione che hanno permesso un rilevante potenziamento della sicurezza di tutta Montesilvano. L’attivazione della progettualità SPRAR, ha già prodotto significativi risultati, a cominciare dalla cancellazione di quei ghetti che si erano venuti a creare sul territorio nelle zone turistiche della città, in virtù dell’accoglienza diffusa che è stata intrapresa e per proseguire con le numerose attività formative e professionali, gratuite che stanno impegnando già in questi giorni i richiedenti asilo e i rifugiati che sono stati ammessi nel progetto presentato dal Comune di Montesilvano e risultato il più importante a livello nazionale. Proseguiremo in questa direzione - conclude Cozzi - consapevoli di avere l’ottimo appoggio da parte dei Carabinieri e delle forze di Polizia come hanno messo in evidenza con gli arresti di oggi».
Leggi Tutto »Mangiano a sbafo e rubano un’auto a Vasto
Mangiano a sbafo e portano via l'auto alla moglie del ristoratore: protagonisti dell'episodio un romeno di 40 anni e una donna di 44 anni, entrambi residenti a Vasto. L'uomo e' stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Vasto per furto aggravato e insolvenza fraudolenta in concorso; la donna invece e' stata denunciata per insolvenza fraudolenta. La coppia, dopo avere mangiato in un ristorante del posto, non ha pagato il conto da 54,5 euro, andando via a bordo dell'auto della moglie del ristoratore, abbandonata successivamente in corso Plebiscito; a portare via le chiavi dell'auto era stato il romeno. I due erano poi stati individuati e fermati dagli agenti di polizia.
Leggi Tutto »Teramo, arrestato mentre ritira l’eroina dal nascondiglio
E' stato bloccato dagli agenti della Squadra mobile della questura di Teramo mentre ritirava dal nascondiglio nella vegetazione, sul lungofiume Vezzola, due vasi in vetro, all'interno dei quali, custoditi in alcuni involucri di plastica, oltre un etto e mezzo di eroina. Il giovane, un 31enne teramano agli arresti domiciliari ma con permesso di allontanarsi da casa in alcune ore della giornata, e' stato arrestato con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. I contenitori erano stati nascosti in prossimita' di alcune piante: uno conteneva 8 sacchetti da 11 grammi, l'altro ben 54 bustine con altrettante dosi gia' confezionate da poco piu' di un grammo ciascuna.
Leggi Tutto »Corte dei Conti, a giudizio 18 dipendenti del Comune di Sulmona
Si chiude con la citazione a giudizio di 18 dipendenti comunali l'inchiesta aperta dalla Corte dei Conti sui presunti "furbetti" del cartellino del Comune di Sulmona; per altri sei, ai quali era arrivato l'invito a dedurre da parte del procuratore generale della magistratura contabile aquilana Erika Guerri, e' stata decisa l'archiviazione parziale. Il sostituto Guerri infatti, pur sottolineando comportamenti illeciti sull'uso del badge segnatempo, giudica "non sostenibile la richiesta risarcitoria in sede di giudizio in quanto non e' stato possibile quantificare il tempo di assenza dal luogo di lavoro dei dipendenti interessati".
L'inchiesta dei magistrati contabili e' la prima a giungere al capolinea e restano aperte ancora quella penale che dovrebbe essere chiusa in questi giorni con le richieste di rinvio a giudizio da parte del sostituto procuratore presso il tribunale di Sulmona Stefano Iafolla e quella amministrativa che, paradossalmente, e' quella piu' indietro di tutte.
Tutto e' iniziato con un esposto fatto arrivare alla Guardia di Finanza, proprio da un dipendente del Comune, in cui si evidenziava il cattivo comportamento di molti colleghi che erano soliti assentarsi illecitamente dal proprio posto di lavoro senza permesso, anche con un uso fraudolento del badge per il monitoraggio degli orari di entrata e di uscita dal lavoro. Dall'11 febbraio fino all'8 aprile 2016 a Palazzo San Francesco e dal 2 maggio fino al 13 giugno 2016, nella sede di via Pansa, quando il Comune era in mano al commissario prefettizio, i finanzieri si sono affidati a tre telecamere che hanno ripreso tutti gli spostamenti dei dipendenti sia in entrata che in uscita dalle sedi di lavoro.
A conclusione delle attivita' risultavano coinvolti nelle presunte azioni fraudolente, sempre secondo le fiamme gialle, 44 dipendenti del Comune di Sulmona, 4 dipendenti della cooperativa Satic e 1 dipendente della Coop 2001. Ma per molti di questi le contestazioni erano di poco rilievo, mentre per altri dipendenti i finanzieri non sono riusciti a raccogliere le prove necessarie che avrebbero potuto sostenere le accuse in processo.
Leggi Tutto »Montesilvano, presto l’intitolazione dei centri sociali a Gravino Di Pietro e Vittorio De Zelis
«Verranno intitolati a Gravino Di Pietro e Vittorio De Zelis i due nuovi centri sociali di Montesilvano che verranno presto inaugurati ed ospiteranno gli anziani della nostra città. Abbiamo voluto compiere un processo di risistemazione dei centri sociali esistenti, nell’ottica di dare agli utenti sedi più confortevoli e al tempo stesso di efficientare la spesa pubblica. Abbiamo voluto identificare le due nuove sedi, intitolandole a due concittadini che hanno rappresentato validi esempi per i valori morali e sociali che li hanno contraddistinti». Lo dichiara l’assessore alla terza età, Maria Rosaria Parlione.
Il centro sociale che da via Lago di Bomba sarà trasferito in via Marrone verrà intitolato a Gravino Di Pietro. Maestro e soldato, Gravino Di Pietro nacque a Montesilvano nel 1880. Allo scoppio della Grande Guerra partì per il fronte con il grado di Maggiore di Fanteria. Ferito tre volte è stato insignito di medaglia d’argento e 4 croci di guerra al valore militare. Dopo essere rimasto gravemente ferito, trascorse un lungo periodo di convalescenza a L'Aquila, dove insegnò dal '20 al '34. Quell'anno partecipò ad un concorso magistrale, vincendolo; conseguita la cattedra, si trasferì a Roma, nominato titolare alle elementari “Armando Diaz”. Richiamato alle armi nel '42, fu Comandante Prigioniero di Pisa. Nel frattempo era stato promosso Colonnello. Colpito da sarcoma polmonare, durante l’occupazione tedesca, Gravino Di Pietro, che fu anche presidente del Nastro Azzurro, tornò a Montesilvano, dove morì nel 15 gennaio 1943.
Il centro sociale di via Volpe, che sostituisce la vecchia sede di via Antonelli, verrà intitolato invece a Vittorio De Zelis. Nato a Montesilvano Colle il 10 Agosto 1911, erede di una lunga e nobile stirpe di falegnami, la sua storia e quella della sua famiglia è indissolubilmente legata con la storia di Montesilvano fin dai suoi albori. Quarto di sette figli, muove i suoi primi passi nella falegnameria paterna dove apprende le tecniche e i segreti di bottega. Già dal 1928, nonostante la sua giovanissima età, Vittorio è un falegname rifinito, conosciuto e stimato da tutti. Diplomato Maestro Ebanista presso la Scuola D'Arte di Penne, inizia la sua attività insieme al fratello Toni nel nascente centro di Montesilvano Spiaggia, dove ancora oggi ha sede il mobilificio De Zelis. Intuite le potenzialità della produzione in serie, dell'industria e della capacità di commercializzazione del prodotto, Vittorio effettua una serie di viaggi nel Nord Italia per studiare le migliori linee produttive. Le sue idee suscitano la curiosità di alcuni banchieri, che chiedono di entrare in società con la Ditta F.lli De Zelis, nel frattempo già impostasi sul mercato, consolidando il successo negli anni a venire. Con l’arrivo della seconda guerra mondiale, Vittorio si dà molto da fare in opere di carità e solidarietà donando cibo e vestiario ai più bisognosi. Provvedeva personalmente a far avere degna sepoltura alle persone meno abbienti. Nella primavera del 1944 il mobilificio De Zelis viene ridotto in macerie dai bombardamenti e i macchinari distrutti. Alla fine del conflitto, nel 1946, insieme al fratello Toni rifonda l'impresa “Fratelli De Zelis, Mobili e Serramenti” e in poco tempo l'attività riparte con l'aggiunta del fratello Raffaele. Negli anni '60, va in pensione cedendo le redini dell'attività ai figli Rosanna e Ludovico. Grande appassionato di sport, prima di morire nel 1979, negli ultimi anni di vita è stato Presidente onorario della gara ciclistica internazionale per Dilettanti di 1^ e 2^ serie “Trofeo Mobilificio De Zelis”, svoltasi a Montesilvano per ben 8 edizioni.
«Gravino Di Pietro e Vittorio De Zelis- dice ancora la Parlione - ciascuno nel suo personalissimo modo, sono stati esempi di grande altruismo per la comunità montesilvanese. Il primo anche nella sua carriera di maestro ha contribuito ad educare e formare il senso civico dei suoi allievi. Il secondo è stato pioniere nello sviluppo economico e commerciale della città di Montesilvano, sempre attento al benessere degli altri».
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