Cronaca

L’Aquila, sugli alloggi evacuati del Progetto CASE la Procura apre un’inchiesta

La Procura della Repubblica di L'Aquila ha aperto una inchiesta sulle cause dell'indebolimento di alcuni strutture del progetto CASE di Coppito 2, megainsediamento abitativo antisismico realizzato dopo il sisma del 2009 per ospitare migliaia di sfollati. L'incidente ha portato ieri all'evacuazione di 23 famiglie. Per ora l'inchiesta e' stata affidata al pm di turno Roberta D'Avolio, ma poi sul magistrato che indaghera' la parola definitiva spetta al capo della Procura, Michele Renzo. Il pm D'Avolio in passato ha condotto l'inchiesta, passata poi per competenza a Piacenza - sede di una delle aziende realizzatrici - sul crollo di un balcone in legno in una palazzina del progetto CASE di Preturo che ha causato il sequestro di altri 800 balconi in circa 500 alloggi prefabbricati di altre cinque cosiddette newtown. Il crollo avvenne, secondo le perizie, per l'utilizzo di materiale scadente. Nel frattempo, in una nota, il vice Presidente del Consiglio Comunale ed esponente di Forza Italia Roberto Tinari, ha annunciato un esposto al Procuratore della Repubblica competente "per far luce sulle cause che hanno portato all'evacuazione degli alloggi antisismici del Progetto C.A.S.E. di Coppito 2".

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Il giudice Romandini va in Corte d’Appello a Roma

 Il Consiglio Superiore della Magistratura lo scorso 31 maggio ha disposto il trasferimento del giudice del tribunale di Chieti Camillo Romandini presso la Corte d'Appello di Roma. Lo si legge nella delibera sul sito del Csm. Secondo quanto si e' appreso il giudice avrebbe partecipato ad un concorso pubblico per titoli conseguendo i punteggi per ottenere il trasferimento.

Il giudice Romandini ha presieduto la Corte d'Assise di Chieti al processo sulla megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino conclusosi in primo grado con l'assoluzione dei 19 imputati. La sentenza non ha riconosciuto l'avvelenamento doloso delle acque e ha derubricato il reato di disastro ambientale in disastro colposo e giudicato gli imputati non colpevoli per sopraggiunta prescrizione.

Nello scorso febbraio la Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila ha ribaltato la sentenza di primo grado e ha certificato che il sito industriale e le discariche dei veleni dello stabilimento Montedison di Bussi hanno effettivamente avvelenato le acque di falda e riconosciuto che sul disastro colposo esistono dei comportamenti aggravati che impediscono la prescrizione del reato. Il Ministero di Grazia e Giustizia nei mesi scorsi aveva aperto un procedimento disciplinare nei confronti del giudice Romandini sulla base di presunte pressioni sui giudici popolari nel processo di Chieti: a tal proposito un fascicolo era stato aperto presso la Procura di Campobasso, conclusosi con l'archiviazione nei confronti del giudice ma con il successivo invio del fascicolo presso gli organi superiori. A quanto si e' appreso il trasferimento a Roma di Romandini non impedisce il proseguo del procedimento disciplinare.

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Sicurezza sul lavoro, controlli dei carabinieri nel Pescarese

 Due imprenditori edili denunciati e sanzioni per 1500 euro per l'impiego di lavoratori non in regola con l'assunzione e per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Questo il bilancio dei controlli mirati eseguiti nell'intero territorio territorio provinciale dai carabinieri del Comando Provinciale di Pescara, unitamente ai colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro. Eseguite dieci ispezioni in altrettante strutture commerciali dove sono state riscontrate le irregolarita' che hanno portato alle due denunce dei due datori di lavoro all'Autorita' Giudiziaria. 

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Rubata a Vasto l’auto di una vittima del crollo dell’hotel Rigopiano

Questa notte e' stata rubata l'auto di Jessica Tinari, la giovane prematuramente scomparsa nell'hotel "Rigopiano" di Farindola il 18 gennaio scorso assieme al fidanzaro Marco Tanda. Ad accorgersi del furto e a denunciare ai Carabinieri l'accaduto e' stato questa mattina il padre della ragazza, Mario Tinari. "L'auto, una Lancia Y - ha spiegato Mario Tinari- era parcheggiata in via Colonna, a pochi metri da casa, questa mattina non c'era piu'. Avevo acquistato quel modello perche' piaceva a Jessica e insieme a mia moglie avevo deciso di non venderla per tenerla come ricordo". Mario Tinari vuole lanciare un appello tramite la stampa: "Per me e mia moglie Gina quell'auto ha un valore affettivo molto grande, anche se immagino che chi l'ha rubata importi poco il valore simbolico che ha per noi".

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Rapina a mano armata in un supermercato di Celano

Due uomini armati e a volto coperto, ieri sera, hanno rapinato un supermercato di Celano. I due hanno fatto irruzione nell'esercizio commerciale intorno all'orario di chiusura, minacciando il proprietario e la commessa con pistole e facendosi aprire la cassaforte dove era custodito l'incasso della giornata. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri della locale stazione per ricostruire le identita' dei due. Al momento si stanno visionando i filmati estrapolati dalle telecamere di sicurezza installate nel supermercato e intorno la zona e si sta quantificando il bottino portato via dai due.

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Montesilvano, due persone provano a rientrare a via Ariosto e vengono arrestate

Attimi di tensione, nella notte, a Montesilvano, dove un gruppo di una ventina di persone e' entrato all'interno delle palazzine di via Ariosto sgomberate e murate due giorni fa nell'ambito di un maxi blitz interforze. Gli stranieri avevano gia' forzato gli accessi, murati in seguito alle operazioni di sgombero. Alla vista delle forze dell'ordine hanno opposto resistenza e lanciato oggetti vari. Il bilancio e' di due persone arrestate. Si tratta di 24enne originario del Senegal e di un 26enne della Guinea. Sul posto sono subito intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Montesilvano, ma e' stato necessario l'intervento di altri equipaggi, supportati anche dai militari della Compagnia di Pescara e dalla Polizia del capoluogo adriatico, per riportare la situazione alla calma. Il cosiddetto 'ghetto' e' stato di nuovo sgomberato e i presenti sono stati allontanati. La condotta assunta dai due arresti e' al vaglio dell'autorita' giudiziaria di Pescara. Il pm Silvia Santoro ha disposto che vengano trattenuti nelle camere di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Montesilvano

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L’Aquila, sequestro di 900 mila euro alla curatela di un’impresa

La squadra Mobile della Questura dell'Aquila ha sequestrato circa 900 mila euro dal conto della curatela fallimentare dell'impresa edile vicentina Steda Spa, gia' impegnata in lavori di ricostruzione post-terremoto 2009 e al centro dell'inchiesta "Do ut des" della procura della Repubblica aquilana su presunte tangenti negli appalti privati, scoppiata nel 2014, tanto da portare alle dimissioni dell'allora vice sindaco, Roberto Riga, indagato, e attualmente in fase di istruttoria dibattimentale. A eseguire le misure della Mobile aquilana, diretta da Tommaso Niglio, e' stata la sezione Reati contro il patrimonio. Il sequestro, considerato rilevante nel settore, nasce su mandato del sostituto procuratore David Mancini nell'ambito di una nuova inchiesta penale per appropriazione indebita, al momento contro ignoti. L'indagine e' partita da un esposto dell'azienda aquilana Silva, che accusa la Steda di appropriazione indebita per aver incassato il quarto e quinto stato di avanzamento dei lavori (Sal) della commessa per l'intervento di ristrutturazione di Palazzo Carli, sede dell'Universita', per oltre 1 milione di euro. Steda e Silva erano in Ati su questo lavoro post terremoto. L'indagine dovra' dimostrare anche i motivi per i quali il Comune ha pagato il Sal alla Steda nonostante, come scrivono i legali della Silva nella denuncia, la ditta del capoluogo avesse comunicato ai funzionari dell'ente che c'erano decreti ingiuntivi per spettanze non pagate da Steda a Silva. Com'e' noto, secondo il castello accusatorio di "Do ut des", la Steda sarebbe stata imposta come partner dagli ex amministratori, finiti ai domiciliari, alla ditta Silva, che aveva avuto alcuni incarichi, tanto che si procedette a una associazione temporanea d'impresa (Ati). E proprio su questa circostanza punta, secondo quanto appreso da fonti giudiziarie, la difesa dell'amministrazione comunale, chiamata in causa in questo nuovo filone: Steda di quella Ati era capogruppo, percio' e' a quell'impresa che sono stati indirizzati i pagamenti, il ragionamento. 

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Incidente agricolo a Pescara, ferito 87enne

Un uomo di 87 anni di Pescara, F.S., e' rimasto ferito in modo serio nel pomeriggio in un incidente agricolo accaduto in localita' S. Silvestro di Pescara. A lanciare l'allarme alla sala operativa del 118 e' stata una donna richiamata dalle urla in lontananza dell'anziano. E' stata cosi' fatta arrivare in zona una ambulanza del 118 con i sanitari e i vigili del fuoco che sono riusciti dopo poco a rintracciare l'agricoltore che era finito sotto una motozappa, in una zona di terreno molto piuttosto ripida. L'87enne e' stato prima recuperato, poi stabilizzato sul posto e successivamente ricoverato all'ospedale di Pescara dove i sanitari gli hanno riscontrato un politrauma da schiacciamento. Al momento dei soccorsi l'agricoltore era cosciente. 

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Vincita da 55 mila euro non riscossa nel Pescarese

Mancano solo 13 giorni per riscuotere la vincita da oltre 55mila euro: secondo le rilevazioni dell'Ufficio Premi di Sisal, il vincitore di San Valentino in Abruzzo Citeriore non si e' ancora presentato per la riscossione del premio realizzato presso il punto vendita Sisal Bar Tabacchi Panorama situato in via Trieste, 57 nel concorso n.32 di giovedi' 16 marzo 2017. L'intero comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore - 1.928 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo - si e' mobilitato. Si cerca il vincitore tra le strade, nei pressi della ricevitoria, sui social network, se ne parla tra i negozi. La giocata e' stata convalidata giovedi' 16 marzo alle ore 18.35 per un importo pari a 3 euro: un piccolo indizio per cercare di ricordare e non perdere l'occasione di riscuotere un premio che certo potrebbe contribuire a far pensare un po' piu' serenamente al futuro e, perche' no, magari a far pensare a una vacanza da sogno per quest'estate.

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Accusato di abusi sulla figlia, 45enne assolto a Teramo

Era finito a processo con l'accusa di aver costretto per anni la figlia a subire abusi sessuali. Un'accusa dalla quale questa mattina l'uomo, un 48enne residente in Val Vibrata, difeso dall'avvocato Tiziano Rossoli, e' stato assolto dal Tribunale di Teramo (presidente Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano ed Enrico Pompei), con la formula "perche' il fatto non sussiste".

I fatti contestati all'uomo, che doveva rispondere di violenza sessuale aggravata dalla minore eta' della vittima e dal grado di parentela, risalivano ad un periodo compreso tra il 2007 e il 2014. Anni in cui,secondo l'accusa l'uomo, che avrebbe impedito alla figlia di coltivare amicizie e qualsiasi contatto con l'esterno, ad esclusione del lavoro in un bar, l'avrebbe costretta con continuita' a compiere atti sessuali e a subire palpeggiamenti.

Violenze che per l'accusa venivano commesse dietro minacce di morte, per impedire che la ragazzina potesse raccontare quello che le stava accadendo. Le indagini erano partire nel 2014, dopo che la ragazza si era rivolta ad un consultorio facendo scattare la denuncia ai Carabinieri. Accuse cadute in aula, con il Tribunale che questa mattina ha assolto l'uomo. Lo stesso pm di udienza, il sostituto Andrea De Feis, aveva chiesto l'assoluzione dell'uomo.

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