Cronaca

Bimba di 9 giorni rischia di morire soffocata, salvata dal 118

Una bambina di nove giorni ha rischiato di morire soffocata a Pescara, probabilmente a causa di un rigurgito, ma e' stata salvata dal personale del 118, subito intervenuto. L'episodio e' avvenuto in via Savonarola. A lanciare l'allarme sono stati i genitori della piccola, appena si sono resi conto che la figlia non respirava piu'. Quando il personale sanitario, intervenuto con l'ambulanza medicalizzata, e' arrivato nell'abitazione, la bimba era cianotica. Sono state subito eseguite le manovre di disostruzione e quelle rianimatorie. La piccola e' stata poi trasportata in ospedale. 

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Omicidio di Penne, Giancaterino si dichiara innocente

Ha proclamato la sua innocenza, Mirko Giancaterino, il 37enne di Penne accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudelta' e di incendio per la morte di Gabriele Giammarino, l'80enne ex maresciallo dell'Aeronautica ucciso in casa a Penne il 13 settembre del 2015 con pugni e 26 coltellate.

Giancaterino oggi si e' sottoposto ad interrogatorio nel processo in corso davanti alla Corte d'Assise di Chieti e che e' giunto alle battute finali: il 27 marzo infatti e' stata fissata l'udienza di discussione. Quanto alla sua presenza nei pressi dell'abitazione di Giammarino, il mattino dell'omicidio, Giancaterino ha detto ai giudici che era uscito di casa per recuperare l'auto che la notte precedente lo aveva lasciato a piedi e per acquistare sigarette e che in quel periodo che ricaduto nella droga: aveva dunque scelto un luogo apparato, una specie di giardino nei pressi dell'abitazione della vittima, per iniettarsi eroina e cocaina. Quanto ad una macchia di sangue trovata su una sua scarpa, l'uomo ha invece sostenuto di essersi sporcato quando si e' inginocchiato per drogarsi: ''Li' ci sara' passato chi ha commesso il reato'', si e' difeso Giancaterino, alludendo evidentemente ad un'altra persona. La Corte al termine dell'udienza ha rigettato alcune richieste della difesa, rappresentata dall'avv. Melania Navelli di Pescara. La quale aveva chiesto la comparazione fra il materiale trovato sotto le unghie di Giammarino e il dna dell'imputato poiche' la vittima si sarebbe difesa. Ma anche che venisse sentito un vicino di casa e di risentire i carabinieri che effettuarono il sopralluogo.

Prima di Giancaterino la Corte aveva esaurito l'esame dei testimoni sentendo la badante rumena che abitava al piano di sotto dell'abitazione della vittima: la donna il giorno dell'omicidio, dopo aver sentiti alcuni rumori provenire dal piano di sopra, attraverso la spioncino della porta di casa vide allontanarsi un uomo che successivamente riconobbe come la persona ripresa da una telecamera di sorveglianza e che i carabinieri di Penne identificarono in Giancaterino. E le tre parti civili costituite assistite dall'avv. Federico Squartecchia: la sorella della vittima Pasqualina Giammarino e i figli di quest'ultima, Giancarlo e Daniela Di Teodoro. Il pubblico ministero che rappresenta l'accusa e' Mirvana Di Serio.

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Atri, altre 14 famiglie a rischio evacuazione per frana

Continua a franare il terreno in provincia di Teramo, con problemi soprattutto nella Valfino e nel comune di Atri. Qui oggi pomeriggio una nuova frana ha interessato la Sp 30 e la situazione viabilita' e' sempre piu' drammatica. Altre 14 famiglie rischiano di essere sgomberate entro domani a causa di frane e smottamenti che minacciano le abitazioni.. "C'e' una frana spaventosa a Casoli di Atri dove sta collassando mezzo centro storico - spiega il sindaco, Gabriele Astolfi - Un'altra frana all'inizio della provinciale per Treciminiere con rischi per le case, la provinciale per Silvi e per Pineto con veri e propri crateri, ho frane spaventose con un fronte di un chilometro".

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Crollo della Casa dello Studente, le motivazioni delle condanne in Cassazione

Sono state rese note le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione nelle motivazioni per il processo del crollo della casa dello studente a L'Aquila nel 2009. Le motivazioni sono state depositate dalla Quarta sezione penale e sono relative all'udienza svoltasi lo scorso 11 maggio. Il verdetto ha confermato le condanne a quattro anni di reclusioni per gli ingegneri Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rosicone, e a due anni e sei mesi per Pietro Sebastiani, il presidente della Commissione collaudo dell'Azienda per il diritto agli studi universitari.

La Casa dello studente, a l'Aquila, era destinata a crollare sotto il sisma che il 6 aprile del 2009 ha devastato il capoluogo abruzzese perche' ancora prima dei lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2000, l'edificio era stato totalmente, e pericolosamente, modificato rispetto al progetto originario e alla iniziale destinazione d'uso, secondo quanto si legge nelle motivazioni. I tre ingegneri che ne curarono la ristrutturazione nel 2000, e l'architetto responsabile del collaudo, avrebbero dovuto controllare i nuovi carichi di peso che gravavano sull'edificio - costruito nel 1965 dalla casa farmaceutica Angelini - e la tenuta statica, prima di eseguire gli interventi che avevano progettato e che "hanno aggravato gli effetti del crollo" nel quale morirono sette studenti e il portiere dello stabile.

"Il progettista, ove si inserisca in una situazione in cui altri siano gia' intervenuti, e' tenuto ad informarsi circa i pregressi interventi e, se del caso, a proporre o ad effettuare i necessari interventi di adeguamento": e' il principio di diritto affermato dalla Suprema Corte esaminando quanto e' successo alla Casa dello studente, un principio applicabile a tutti i disastri, come quello di Rigopiano, nei quali un evento naturale fa da detonatore a grossi errori di progettazione. "Se e' vero che non e' addebitabile agli imputati la realizzazione di una variazione di uso dell'immobile Palazzo Angelini, poiche' essi lo trovarono gia' adibito, e da tempo a studentato, e' altrettanto innegabile che essi - scrive la Cassazione condividendo il verdetto di merito - subentrati, per cosi' dire, in una situazione connotata da una variazione di uso, di fatto, ormai gia' realizzata da anni, hanno sicuramente trascurato che la Casa dello Studente e' stata trasformata da edificio realizzato negli anni '60 destinato ad abitazioni private, in una vera e propria struttura alberghiera, munita di tutte le relative dotazioni, che ne hanno palesemente stravolto l'originaria conformazione interna".

"Il palazzo - sottolineano i supremi giudici sulla scorta della sentenza d'appello del 28 aprile 2015 - e' stato in tutto e per tutto modificato, rimanendo tuttavia identico all'originale soltanto per cio' che attiene alle sue componenti statiche, rispetto alle quali ne' i tre progettisti, ne' il collaudatore si sono minimamente posti il problema se tutto quello che era stato realizzato, con le radicali e totali modificazioni conseguitene, fosse ancora compatibile con quanto era stato progettato e valutato quasi quaranta anni prima e per tutt'altra destinazione". La Cassazione osserva che si sapeva che l'Aquila era da sempre, "e comunque da prima del 1965, a rischio sismico" e per questo il sisma del 6 aprile "e' stato motivatamente ritenuto non imprevedibile ne' eccezionale". "E' irrilevante, nel concreto contesto emerso, la regolarita' o meno dei lavori eseguiti prima degli interventi curati dagli ingegneri Pace, Centofanti e Rosicone: e va al riguardo affermato con la necessaria chiarezza che" - in base a quanto prescritto dalle norme del Ministero dei lavori pubblici del 1996 - "il limite percentuale di aumento dei carichi ammesso (non oltre il 20%) deve essere calcolato sull'assetto originario dell'edificio, rispetto al quale il progettista e il direttore dei lavori che si accingano a progettare ed a realizzare hanno, secondo logica elementare e prudenza, l'obbligo preliminare di verificare se si siano o meno verificati 'medio tempore' interventi, indifferentemente regolari o no, autorizzati o no, che abbiano, comunque, gia' alterato in maniera significativa gli originari equilibri". Confermato per i tre ingegneri anche il 'no' alle attenuanti generiche per "la gravita' dei fatti, essendo l'immobile destinato ad ospitare giovani, e sulla non emersione di elementi positivamente apprezzabili" per concedergli il beneficio. Per quanto riguarda la responsabilita' di Sebastiani, ad avviso della Cassazione, "risulta tranciante il rilievo, pure correttamente svolto dai giudici di merito, secondo cui la licenza edilizia rilasciata dal Comune di l'Aquila in data 28 dicembre 1999 richiedeva il collaudo statico dell'immobile, che nessuno risulta avere svolto".

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Avezzano, proteste per la chiusura del reparto di neurochirurgia

" La chiusura del reparto di neurochirurgia in un territorio come la Marsica, di oltre 140 mila abitanti, e' uno violenza". Lo ha dichiarato il consigliere regionale (FI), Emilio Iampieri nell'ambito di una manifestazione di protesta tenutasi stamane davanti l'ospedale di Avezzano contro la soppressione del reparto di neurochirurgia. ''Il manager della Asl Avezzano-L'Aquila-Sulmona, Rinaldo Tordera - ha specificato il consigliere - ci aveva garantito la riapertura del reparto, invece scientemente lo ha voluto chiudere per offrirci un poliambulatorio; questo e' inaccettabile - ha continuato - anche perche' siamo forti di una risoluzione votata all'unanimita' in Consiglio regionale firmata anche da D'Alfonso e - ha concluso Iampieri - proprio alla luce di questo il presidente deve assumersi le sue responsabilita' e passare dalla propaganda ai fatti ". Alla manifestazione hanno partecipato anche altri consiglieri regionali e vari sindaci della Marsica. " Quando si parla di salute - ha dichiarato il sindaco di San Benedetto, Quirino D'Orazio - bisogna necessariamente collaborare per garantire ai cittadini questo fondamentale diritto sancito dalla nostra Costituzione, non si tratta di una battaglia campanilistica". La protesta, infine, si e' spostata all'Aquila presso la sede della direzione generale della Asl.

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San Salvo, rapinata la farmacia

Due uomini armati e con maschere di carnevale sul viso hanno rapinato la farmacia Grifone in via dello Stadio a San Salvo. Poco dopo le 19 sono entrati intimando ai presenti di consegnare il denaro contenuto in cassa, poi sono fuggiti a piedi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno prendendo visione delle immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza.

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Un morto e un ferito in uno scontro sulla tangenziale di Termoli

Un morto e un ferito in uno scontro tra auto sulla tangenziale di Termoli, nella notte. La vittima e' il trentenne Antonio Bompini, originario di Termoli ma residente a Petacciato. I funerali, domani pomeriggio a Petacciato. Nell'impatto frontale, all'altezza dell'ultima uscita della tangenziale di Termoli, e' rimasto ferito un uomo di Vasto, non in pericolo di vita. Sempre in nottata, due ragazzi sono rimasti feriti in un altro incidente stradale avvento a Palata. Uno in particolare ha riportato ferite gravi. Entrambi sono al San Timoteo di Termoli. Anche in questo caso si e' trattato di un frontale tra auto. Oggi, invece, intorno alle 13, a Termoli, in via America, un terzo incidente stradale, anche in questo caso tra due vetture. A rimanere ferite, due ragazze di 17 e 23 anni ed un giovane di 20 anni. Sul posto sono intervenute le ambulanze del 118 Molise, i pompieri e la Polizia. Per tutti e tre ricovero in osservazione nell'ospedale San Timoteo.

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Pescara, lite per la viabilità finisce a colpi di mannaia

Un 23enne e' stato aggredito in strada a Pescara con un'arma da taglio - una mannaia secondo la testimonianza degli amici - durante una discussione per questioni di viabilita'. Ora e' ricoverato in gravi condizioni nell'ospedale del capoluogo adriatico, dove e' stato sottoposto a intervento chirurgico per le conseguenze di una profonda ferita ad un fianco. Per ricostruire l'episodio indagano gli agenti della Squadra Mobile che si apprestano ad esaminare le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona. Nel nosocomio, il giovane e' giunto alle 4.30 di stamani, accompagnato da due amici che agli agenti hanno riferito che mentre percorrevano in auto la golena sud del fiume Pescara, per fare rientro a casa, sono rimasti coinvolti in una discussione per questioni di viabilita' con un altro gruppo di quattro o cinque persone a piedi, una delle quali ha estratto, secondo i giovani, una mannaia, usata per colpire il loro amico. I tre ragazzi avevano trascorso parte della serata nella zona di "Pescara Vecchia".

Operato subito dopo il suo arrivo in ospedale, nella prime ore di stamani, il giovane,riferiscono fonti della Questura di Pescara, e' ora in prognosi riservata nel reparto di chirurgia. La versione dell'aggressione fornita dai suoi due amici (entrambi abruzzesi, di 22 e 24 anni), viene al momento ritenuta credibile dalla Squadra Mobile, coordinata dal vice questore aggiunto Pierfrancesco Muriana. La discussione degenerata descritta dai ragazzi e' avvenuta lungo la golena sud del fiume Pescara, un'area usata per il parcheggio delle auto e da cui e' possibile raggiungere facilmente la cosiddetta zona di 'Pescara Vecchia', fulcro della movida del fine settimana. I giovani coinvolti hanno detto di non conoscere le persone con cui hanno discusso. Nelle prossime ore saranno visionate le immagini delle telecamere di sorvegli

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Scontro tra auto a Collecorvino, feriti i due conducenti

Due i feriti nello scontro di due auto avvenuto nella tarda serata di ieri lungo la strada provinciale 151, nel territorio comunale di Collecorvino. Le conseguenze piu' gravi sono state per un uomo di 34 anni, conducente di uno dei mezzi, che ha riportato un trauma cranico commotivo. Trauma contusivo agli arti superiori e inferiori per l'altro conducente, un giovane di 25 anni. Per i soccorsi sono intervenute due ambulanze che hanno provveduto a trasportare i due feriti nell'ospedale civile di Pescara. I rilievi sono stati eseguiti dagli agenti della Polizia Stradale.

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Roccaraso, 72 muore per un attacco di cuore mentre scia

Un uomo di 72, R.G. residente a Pescara e' morto a seguito di un attacco cardiaco che lo ha colto mentre stava sciando sulle piste dell'Aremogna. L'uomo ha avuto un primo malore verso le 11 di questa mattina, soccorso dagli amici dello sci club Aternum di Pescara con i quali stava sciando e' stato accompagnato alla base della pista le Gravare piccole dove e' intervenuto il personale del 118. Constatata la gravita' della situazione, il 72 enne e' stato accompagnato all'ospedale di Castel di Sangro dove i medici hanno fatto di tutto per salvarlo senza pero' riuscirci. Di fronte all'ennesimo attacco cardiaco l'uomo non ce l'ha fatta a superare la crisi ed e' morto.

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