Cronaca

Rigopiano, completate le autopsie sulla vittime della slavina

Da palazzo di giustizia a Pescara filtra la notizia che le 29 vittime della valanga del 18 gennaio sarebbero quasi tutte morte sul colpo. La rapidita' e la forza con cui si e' abbattuta la valanga non ha lasciato scampo a clienti e personale. A quanto emerso, chi non e' morto nell'immediato non e' sopravvissuto alla valanga per lungo tempo. I medici legali hanno 60 giorni di tempo per consegnare le autopsie, ma sarebbe gia' evidente che le morti sono giunte quasi tutte in un breve lasso di tempo. Traumi, asfissia, schiacciamento, concause che quasi all'istante hanno prima tramortito facendo perdere conoscenza poi ucciso le vittime rapidamente.

Delle 29 vittime fanno parte pero' anche Gabriele D'Angelo e Alessandro Giancaterino, cameriere e maitre dell'hotel: secondo il medico legale di parte Domenico Angelucci di Chieti, che ha assistito all'autopsia di Gabriele, i due sarebbero invece morti per assideramento come prima e principale causa. Come hanno raccontato i soccorritori, i corpi sono stati trovati quasi tutti con danni evidenti, colpiti, trascinati dalla valanga e dai detriti in modo violento 'con una forza inaudita', hanno spiegato. Cio' comporta un lungo lavoro di autopsia e quindi non e' escluso, si apprende a palazzo di giustizia, che i periti possano prolungare il loro lavoro oltre i tempi stabiliti, visto che devono attendere i risultati di prelievi e analisi. Le indagini intanto vanno avanti soprattutto sul fronte della ricostruzione del quadro normativo, delle responsabilita' e della filiera di comando con l'ascolto di vari dirigenti pubblici. Dopo il sindaco di Farindola sentito ieri, oggi e' stato il turno di funzionari regionali. 

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Armi ed elicotteri a Iran e Libia, l’inchiesta tocca anche l’Abruzzo

Il nucleo polizia tributaria della guardia di finanza di Venezia, su ordine della Ddda partenopea, ha eseguito nelle province di Roma, Napoli, Salerno e L'Aquila il fermo di 4 persone indiziate di traffico internazionale di armi e di materiale 'dual use', di produzione straniera. Si tratta, in particolare, di tre italiani e di un libico che, in concorso tra loro,nel periodo dal 2011 al 2015, avrebbero introdotto in paesi soggetti ad embargo, quali Iran e Libia, in mancanza delle necessarie autorizzazioni ministeriali, elicotteri, fucili di assalto e missili terra aria.

I tre provvedimenti di fermo eseguiti riguardano Mario Di Leva, che per gli inquirenti, oltre ad aver abbracciato la fede islamica, si sarebbe anche radicalizzato, e la moglie Annamaria, entrambi di San Giorgio a Cremano, nel Napoletano, e Andrea Pardi, amministratore delegato della Societa' italiana elicotteri, coinvolta negli anni scorsi in una inchiesta sull'assoldamento di mercenari e un traffico di armi tra Italia e Somalia. Il quarto destinatario della misura restrittiva, che riguarda un cittadino libico, sarebbe irreperibile. Le armi e gli elicotteri sono stati commercializzati nel mercato nero nel periodo in cui per Iran e Libia vigeva un embargo internazionale. Tra gli indagati, anche il figlio della coppia.

I reati contestati ai destinatari del fermo, in concorso, sono di traffico internazionale di armi, di materiali dual use aggravati dall'essere transnazionali. Gli arresti e le perquisizioni sono stati fatti dai finanzieri di Venezia con il coordinamento del II Reparto del Comando Generale del Corpo, e la collaborazione dello SCICO e i reparti territoriali competenti. Tutti gli indagati svolgono, formalmente, attivita' connesse con il commercio internazionale attraverso societa' con sede in Paesi esteri, principalmente in Ucraina e in Tunisia, e hanno consolidati rapporti con personalita' del mondo politico e militare in Stati dell'area asiatica e mediorientale. Durante l'inchiesta denominata Italian Job, la Procura di Napoli ha trasmesso rogatorie internazionali verso i diversi Paesi interessati dalla vicenda. Ad Andrea Pardi, 50enne di Teramo residente in Roma, viene contestato il traffico internazionale di armi e di materiali dual use, reati aggravati dagli articoli 3 e 4 della Legge 146/2006, perche' in assenza delle necessarie autorizzazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero dello Sviluppo Economico, ha compiuto nel 2015 "atti idonei a esportare in Libia - Stato sottoposto ad embargo internazionale con decisione del Consiglio dell'Unione Europea (provvedimento 2014/449/CFSP) - elicotteri militari di fabbricazione sovietica ad uso militare, fucili d'assalto, missili, nonche' materiale dual use". Mario Di Leva, 68 anni, e alla moglie Anna Maria Fontana, 62 anni, di San Giorgio a Cremano ma residente a Pescasseroli, in concorso con Pardi tra il 2011 e il 2015: avrebbero ceduto in Libia armi da guerra, nonche' missili terra-aria e anti-carro, prodotti in Paesi dell'ex blocco sovietico; venduto pezzi di ricambio per elicotteri ad uso militare e materiali dual use ad una societa' con sede in Iran, Paese sottoposto ad embargo internazionale attraverso societa' estere a loro riconducibili. I coniugi hanno anche compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco a effettuare operazioni di esportazione di beni dual use, con concrete trattative commerciali per l'introduzione di materiali per la produzione di munizionamento in Iran. Mohamed Ali Shawish, cittadino libico, insieme ai coniugi di Leva ha ceduto alla Libia di armi da guerra, dopo essersi recato in Ucraina per verificare la qualita' degli armamenti, essendo stato accreditato da Mario Di Leva presso l'impresa ucraina fornitrice quale suo "direttore della produzione". 

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Maxi sequestro di droga a Chieti

La Squadra Mobile della Questura di Chieti ha arrestato un uomo di 32 anni di Montesilvano trovato in possesso di 40 chilogrammi di marijuana, 5 chilogrammi di eroina e 132 grammi di cocaina. Lo stupefacente era nascosto in un appartamento di cui l'uomo aveva la disponibilità ed era destinato all'area metropolitana.

In un'abitazione di Montesilvano della quale l'uomo aveva la disponibilita', i poliziotti hanno trovato 40 chilogrammi di marijuana, 5 chilogrammi di eroina e 132 grammi di cocaina oltre a una bilancia e tanti bilancini di precisione e ad una grossa pressa quasi professionale che veniva utilizzata per trasformare la cocaina in pietra. Valore dello stupefacente, sul mercato, almeno 500 mila euro. Per gli inquirenti quello di Montesilvano era una sorta di laboratorio-deposito mentre l'eroina del tipo brown sugar potrebbe avare un elevato grado di purezza. L'indagine prende in un certo senso spunto, ma non vi e' alcuna connessione fra i due fatti, come specificato in conferenza stampa dal dirigente della Mobile teatina Francesco Costantini unitamente all'ispettore Licio D'Antuono, dall'omicidio del 40enne teatino Fausto Di Marco ucciso lo scorso 9 ottobre con una fendente alla gola davanti ad un circolo privato di Chieti Scalo.

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Pescara, chiuso un circolo in via Raiale

Il ritrovamento di alcune dosi di cocaina e marijuana durante alcuni controlli, e il superamento del limite massimo consentito di persone presenti e la trasformazione di fatto da circolo privato ad esercizio pubblico, sono costati la sospensione per tre mesi della licenza di somministrazione di alimenti e bevande di un circolo privato di via Raiale a Pescara. Il provvedimento e' stato adottato dal Questore di Pescara Francesco Guglielmo Misiti, in base all'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di pubblica sicurezza. Gia' nel 2016 nel corso di un controllo furono rinvenute all'interno del circolo diverse dosi di sostanza stupefacente e per tale motivo la licenza di somministrazione di alimenti e bevande fu sospesa, ai sensi dell'articolo 100 TULPS, per 60 giorni. In quella circostanza si accerto' che nel circolo erano presenti contemporaneamente piu' persone di quelle previste dal certificato di agibilita' rilasciato dal Comune di Pescara, e che inoltre si effettuava il tesseramento dei soci senza alcuna formalita', contestualmente all'ingresso. Nel corso della notte del 28 gennaio scorso, il circolo e' stato sottoposto ad un altro controllo della Polizia di Stato coordinato dalla Divisione Polizia Amministrativa, cui hanno collaborato anche uomini della Squadra Mobile, della Polizia Scientifica, le unita' cinofile della Polizia di Stato, i carabinieri e personale della SIAE.

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Rapina da 180 mila euro alle poste di Santa Teresa di Spoltore

Ammonta a circa 180 mila euro la rapina portata a termine questa mattina in un ufficio postale del pescarese. Erano le 8.30 quando due persone, con il volto travisato da una sciarpa e cappellino, pistola in pugno, dopo essersi introdotti, attraverso un buco praticato alla parte di un locale attiguo, nei locali dell'ufficio postale di via Gran Sasso a Santa Teresa di Spoltore, e sotto la minaccia delle armi, si sono fatti consegnare dagli impiegati il denaro depositato poco prima dal personale dell'istituto di vigilanza, soldi destinati al pagamento anche delle pensioni. Dopo aver chiuso nel bagno i dipendenti, i malviventi sono riusciti a dileguarsi. Non ci sono stati feriti.  Gli inquirenti stanno ascoltando le testimonianze degli impiegati e nelle prossime ore visioneranno le immagini delle telecamere dell'ufficio postale. 

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Abruzzo, diminuisce la popolazione

La popolazione abruzzese è passata da 1.326.513 abitanti dal dicembre 2015 a 1.322.760 del 31 agosto 2016 registrando un decremento di 3.753 abitanti. Mentre tra il dicembre 2013 e il 31 agosto 2016 (in due anni e otto mesi) l'Abruzzo ha perso ben 11.179 abitanti. Il decremento percentuale è stato dello 0,28% valore più che doppio rispetto allo 0,12% nazionale. Il rapporto sull'andamento demografico in Abruzzo con particolare riferimento ai primi otto mesi del 2016 è stato tracciato dal ricercatore prof. Aldo Ronci  "La flessione della popolazione abruzzese - ha spiegato il ricercatore abruzzese- è dipesa dal saldo naturale che ha registrato un decremento di 3.175 unità pari allo 0,24% a fronte dello 0,17% nazionale, al quale si è aggiunto il saldo migratorio che ha subito anch'esso un decremento di 588 unità pari allo 0,04% in controtendenza con il dato italiano che ha segnato un incremento dello 0,03%. Un forte decremento si è registrato nelle province di Chieti (-1.378) e dell' Aquila (-1.190) e da decrementi più lievi nelle province di Pescara (-811) e di Teramo (-374)".

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L’Aquila, donna ricoverata con meningite batterica non contagiosa

E' affetta da una forma di meningite batterica, non contagiosa, la donna di 69 anni ricoverata da domenica scorsa all'ospedale dell'Aquila, nel reparto di malattie infettive diretto da Alessandro Grimaldi. Lo fa sapere la Asl 1 Abruzzo. Tutti gli accertamenti, condotti finora sulla paziente - spiega l'azienda sanitaria - sembrerebbero, infatti, escludere forme di meningite trasmissibili all'uomo (come la meningococcica). La paziente - riferisce ancora la Asl abruzzese - dal giorno del ricovero presenta un netto miglioramento clinico e nei prossimi giorni verrà sottoposta a ulteriori esami per avere un quadro clinico più ampio e dettagliato. Nel frattempo è sottoposta a terapie antibiotiche. "Non ci sono motivi di allarme per la popolazione - assicura Grimaldi - perché numeri e tipologia dei casi finora riscontrati in provincia dell'Aquila e in Abruzzo sono ampiamente nella norma"

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Hotel Rigopiano, le vittime quasi tutte morte sul colpo

Sarebbero quasi tutte morte sul colpo le 29 persone dell'hotel Rigopiano. La conferma filtra da ambienti giudiziari. A quanto emerso chi non e' morto subito non e' sopravvissuto alla valanga per lungo tempo. I medici legali hanno 60 giorni di tempo per consegnare le autopsie, ma sarebbe gia' evidente che le morti sono giunte quasi tutte in un breve lasso di tempo. Traumi, asfissia, schiacciamento, concause che quasi all'istante hanno prima tramortito facendo perdere conoscenza poi ucciso le vittime rapidamente.

Delle 29 vittime fanno parte anche Gabriele D'Angelo e Alessandro Giancaterino, cameriere e maitre dell'hotel, che secondo il medico legale di parte Domenico Angelucci di Chieti, sarebbero invece morti per assideramento come prima e principale causa. Come hanno raccontato i soccorritori, i corpi sono stati trovati quasi tutti con danni evidenti, colpiti, trascinati dalla valanga e dai detriti in modo violento 'con una forza inaudita', hanno spiegato. Cio' comporta un lungo lavoro di autopsia e quindi non e' escluso, si apprende a palazzo di giustizia, che i periti possano prolungare il loro lavoro oltre i tempi stabiliti. Le indagini intanto vanno avanti soprattutto sul fronte della ricostruzione del quadro normativo, delle responsabilita' e della filiera di comando con l'ascolto di vari dirigenti pubblici.

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Picchia coetaneo, giovane di Treglio patteggia un anno

Un ventenne di Treglio e' stato arrestato la scorsa notte per avere aggredito un coetaneo suo amico, colpendolo con pugni e testate. La vittima dell'aggressione e' ora ricoverata in ospedale per lesioni al volto e frattura del setto nasale. Secondo i medici guarira' in 21 giorni, salvo complicazioni. Il giovane, dileguatosi per le vie del paese alla vista degli agenti del reparto prevenzioni crimine di Pescara, ma rintracciato e arrestato nel giro di poco, ha patteggiato oggi un anno di reclusione, pena sospesa, per aggressione, lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Il giudice Andrea Belli ha disposto la sua scarcerazione. Dalle indagini e' emerso che l'aggressione e' avvenuta per futili motivi, nella piazza di Treglio, dove il giovane arrestato aveva dato appuntamento a un ragazzo di Lanciano, giunto in scooter, con la sua ragazza. Appena giunto l'amico l'arrestato lo ha colpito ripetutamente al viso e al corpo, con pugni e testate

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Roccamorice, uomo ferito da una lastra di ghiaccio

Un uomo di Roccamorice e' rimasto ferito nel primo pomeriggio nel piccolo centro in provincia di Pescara, dopo essere stato colpito da una lastra di ghiaccio sulla testa, riportando un vasto trauma cranico che ha richiesto, dopo il primo intervento operato dai sanitari del 118, il trasferimento dell'uomo con l'elisoccorso all'ospedale S. Salvatore dell'Aquila. E' ancora da chiarire la dinamica dell'accaduto.

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