Cinque milioni di euro "per fare fronte a un'emergenza economica oltre che sanitaria". E' la cifra stanziata dalla Giunta della Camera di Commercio Chieti Pescara per aiutare le imprese del territorio e arginare i pesanti effetti negativi che l'emergenza epidemiologica sta causando in tutti i settori economici della regione. Un intervento di natura straordinaria, reso possibile dalla scelta di utilizzare piu' del 20% degli avanzi patrimonializzati, che dovranno essere orientati in azioni di promozione e sostegno concordate con il sistema delle imprese, le associazioni di categoria e lo staff camerale sulla base delle effettive esigenze espresse a livello locale. "Questo virus ha bruciato ogni previsione di crescita - dice il presidente Strever - destabilizzando i pilastri dell'economia locale, fatta soprattutto di micro e piccole medie imprese. Avvertiamo l'obbligo di essere vicini ai nostri imprenditori e professionisti garantendo misure condivise e capaci di produrre un effetto duraturo nel tempo".
Leggi Tutto »Coronavirus, la Sevel si ferma fino al 13 maggio
L'emergenza Coronavirus ferma la Sevel di Atessa fino al 13 maggio. A comunicarlo e' la direzione aziendale della Sevel che farà ricorso alla Cassa integrazione guadagni ordinaria. "La causa di tale sospensione - si legge nella nota - e' la necessita' di fronteggiare gli effetti della complessa situazione determinatasi a seguito dell'emergenza Covid-19. Per il suddetto periodo - prosegue la nota - sono interessati alla sospensione tutti i 5.862 lavoratori (5.460 operai e 400 impiegati/quadri) dello stabilimento di Atessa". "Nel periodo sopra indicato puo' essere comandato al lavoro personale necessario in relazione a eventuali specifiche esigenze tecniche, organizzative e produttive aziendali anche connesse alla situazione emergenziale in atto, nonche' alla salvaguardia degli impianti; tale personale - specifica la nota aziendale - riceve comunicazione individuale".
Leggi Tutto »D’Auria (Movimento Turismo del Vino): Gli ordini sono bloccati, le cantine sono chiuse
"Gli ordini sono bloccati, le cantine sono chiuse, il vino si vende pochissimo, con il Vinitaly rinviato a giugno, la situazione in Italia e' complicatissima, anche perche' non sappiamo davvero quando tutto questo possa finire". Cosi' Nicola D'Auria, presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino (Mtv), realta' che conta circa 850 tra le cantine piu' importanti d'Italia riunite con lo scopo di promuovere una sempre piu' diffusa cultura dell'accoglienza e della promozione territoriale tra i produttori di vino. "Mi sento quotidianamente con i vari presidenti regionali che mi parlano di una situazione - sottolinea - davvero complicata. E' un momento triste e difficile con le cantine che sono in evidente difficolta', considerando che tutte le attivita' sono ferme, con tutti tutti i tour annullati. In Italia il vino e' fermo. Il settore e' in sofferenza, perche' se in vigna si sta piu' o meno lavorando, il resto e' bloccato. Impossibile fare previsioni su una ripartenza, con anche la nostra manifestazione principe, Cantine Aperte, programmata per l'ultima domenica di maggio, ovviamente in forse"
Leggi Tutto »Coronavirus, i provvedimenti della Regione Abruzzo per sostenere le imprese
"Ulteriori provvedimenti, dopo il progetto di legge regionale che ha iniziato il suo iter legislativo, per arginare gli effetti della pandemia e sostenere il sistema economico abruzzese. Sospensione per sei mesi del pagamento delle rate ai soggetti beneficiari dei prestiti ad oggi concessi da Abruzzo Sviluppo e delle rendicontazioni, sospensione fino al 30 giugno del pagamento da parte delle imprese abruzzesi delle rate dovute a FIRA in base alla L.R. 16/2002, proroga al 31 maggio degli avvisi appena pubblicati, interventi nel settore culturale e riprogrammazione del POR FESR Abruzzo 2014-2020". Ad annunciarlo è l'assessore regionale alle Attività Produttive, Mauro Febbo.
“Pertanto, attraverso un primo provvedimento, i soggetti beneficiari dei prestiti ad oggi concessi da ABRUZZO SVILUPPO SPA potranno godere della sospensione totale per sei mesi del pagamento delle rate a partire dalla rata del mese di marzo 2020 e di un corrispondente allungamento della durata dei piani di ammortamento. Anche per le rendicontazioni i termini sono posticipati al 31 maggio. Provvedimento simile con sospensiva fino al 30 giugno del pagamento delle rate dovute a FIRA dagli imprenditori beneficiari della L.R. 16/2002”.
“Posticiperemo, per il momento, salvo verifica dell’ evoluzione della pandemia da COVID-19, fino al 31 maggio la scadenza dei bandi relativi al POR FESR di recente pubblicazione, ovvero l’Azione 3.1.1 relativo agli investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili con una dotazione finanziaria di pari a euro 5.600.000 e l’ Azione 1.1.1 per le imprese che vogliono investire nella ricerca attraverso nuovi specifici contratti per un valore di circa euro 3.000.000. In fase di pubblicazione sul Burat l’avviso dell’Azione 3.5.1 con la quale sosterremo le imprese di nuova costituzione o costituite da non oltre 48 mesi. Una risposta per le aziende con difficoltà nell’accesso al credito mediante la concessione di prestiti e la concessione di un contributo in conto capitale. L’agevolazione consiste in un prestito combinato ad una sovvenzione nella modalità del contributo in conto capitale per l’attuazione di un progetto di investimento in Abruzzo. Un segnale alle imprese per programmare meglio i loro nuovi investimenti”.
“Attenzione anche per il settore Cultura. Abbiamo accelerato il più possibile le attività di rendicontazione delle istanze relative al 2019 afferenti alla L.R. 55/13 e alla L.R. 46/14. Stiamo valutando un provvedimento legislativo per superare le eventuali difficoltà nella rendicontazione e che, quindi, dia la possibilità di erogare il saldo 2019. Contestualmente gli uffici stanno predisponendo i bandi 2020 sia per la L.R. 55/13 che per la L.R. 46/14 che saranno pubblicati a strettissimo giro. Per la prima volta il mondo della cultura abruzzese saprà entro il primo semestre 2020 di quante risorse potrà beneficiare e quindi fare una programmazione oculata e finalizzata. Inoltre tutti i settori di mia competenza - sottolinea Mauro Febbo - saranno oggetto di un confronto con l’Unione Europea per concordare la riprogrammazione del POR FESR Abruzzo 2014-2020, per modificare, se non addirittura cancellare, i cosiddetti "aiuti di stato", per ottenere uno slittamento dei termini previsti per il disimpegno automatico (c.d. regola “N+3”) delle risorse non ancora spese del predetto Programma Operativo, al fine di concedere un maggior lasso di tempo all’economia abruzzese per beneficiare di queste risorse".
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Penne, Brioni riapre i battenti il 22 marzo
Posticipata a lunedi' 23 marzo la riapertura dei siti produttivi della Brioni a Penne, Montebello di Bertona, Civitella Casanova e Curno. Lo rendono noto le Rsu sindacali che specificano che "per garantire la completa disponibilita' dei dispositivi di Sicurezza individuali, e coerentemente con l'impegno preso con i lavoratori, riteniamo una scelta responsabile posticipare la riapertura degli stabilimenti". Inizialmente i siti produttivi avrebbero dovuto riaprire domani.
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Gli stabilimenti vestini di Brioni si apprestano a riaprire i battenti giovedi 19 marzo, riattivando le attivita? produttive di Roman Style nei tre siti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. Lo comunicano le Organizzazioni sindacali unitamente alle rappresentanze sindacali unitarie e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Gli stessi sindacati hanno poi aggiunto che "vigileremo sull'attuazione del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 tra Governo e parti sociali. Infine i sindacati, in considerazione della situazione particolare del capoluogo Vestino, dove nonostante possa contare solo sull'1% della popolazione totale abruzzese, c'e? invece il 16% dei contagiati in Abruzzo, chiedono una applicazione rigorosa del suddetto protocollo, spiegando che visto che non sempre potra? essere garantita la distanza di un metro, dovra' essere garantito, l'utilizzo di mascherine a norma per tutti i lavoratori.
Leggi Tutto »Pescara, la marineria pronta a ripartire dopo due settimane di stop
La marineria pescarese dopo due settimane di stop dovuto al crollo delle vendite, acuito dalla chiusura di ristoranti, mercati e locali pubblici, e' pronta a tornare in mare, almeno per far ripartire il settore, anche in attesa dell'approfondimento del Decreto che riguarda Agricoltura e Pesca. "E' un momento durissimo per tutti a livello umano, ma per quanto ci riguarda, il settore della pesca sta attraversando un periodo particolare perche' siamo fermi da giorni e vorremmo provare ad uscire in mare almeno uno, due giorni a settimana, per poter far ripartire la filiera che riguarda almeno le pescherie con prodotto locale. Una decisione, ovviamente, da condividere con tutti i soggetti e gli attori interessati". Cosi' Francesco Scordella, presidente dell'Associazione Armatori Pescara, che aggiunge: "Per questo pero' chiediamo, alla Regione e alle Asl, di poter avere, pagandole, mascherine, guanti e tutto il necessario per poter lavorare in sicurezza, considerato che sulle nostre barche non e' sempre possibile mantenere la distanza interpersonale prevista dalle nuove norme. Vorremmo ripartire per fare la nostra parte e garantire l'approvvigionamento di pesce ai cittadini abruzzesi."
Leggi Tutto »La Sevel di Atessa blocca la produzione del furgone Ducato fino al 22 marzo
La Sevel di Atessa blocca la produzione del furgone Ducato dalle 22 di questa sera a domenica 22 marzo. La decisione e' stata presa in serata per mancanza di componentistica e forniture provenienti da varie aziende dell'indotto. Sono gli effetti immediati del clima che si respira nell'area industriale della Val di Sangro per l'assenza di molti operai che oggi non sono andati al lavoro nelle rispettive aziende, con calo di presenze anche nella stessa Sevel, e non vi andranno nei prossimi giorni per paura del contagio da Coronavirus e dall'esigenza di avere certezza sui sistemi di sicurezza per la salute. Con la scarsita' dei pezzi necessari ad assemblare il Ducato la direzione Sevel ha quindi annunciato a sindacati e lavoratori la decisione di sospendere di nuovo la produzione, che era ripartita questa mattina dopo 5 giorni di interruzione, da giovedi' 12 a lunedi' 16 marzo, per adeguare l'organizzazione del lavoro al decreto governativo.
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Coronavirus, centro commerciale di Chieti con 70 % di presenze in meno
Al Megalo', il centro commerciale di Chieti Scalo e' aperto solo il supermercato Conad che pero' e' semivuoto nonostante la grande quantita' e varieta' di scelta che offre. "Abbiamo attivato tutte le misure di sicurezza e le precauzioni possibili facendo indossare mascherine al personale, alternando le casse aperte, realizzando barriere di sicurezza alle casse dove sono stati applicati a terra anche i segni della distanza di sicurezza tra un cliente e l'altro, abbiamo persino un vigilantes che controlla le distanze tra i clienti -dice il direttore del Conad di Megalo' Antonio Nicastri-. Nonostante questo, abbiamo registrato una flessione delle presenze del 70% perche', da quando e' stato consigliato di evitare la frequentazione dei centri commerciali, molti temono di venire al Conad di Megalo' pensando che sia aperto l'intero centro commerciale".
E' impressionante vedere scaffali pieni e personale a braccia conserte in un supermercato dove di norma nel fine settimana si aggirava una media di 3200 persone: oggi gli scontrini sono stati solo 600. A restare aperto in tutta l'enorme struttura del Megalo' e' solo il punto vendita Conad con la Parafarmacia interna che, a differenza di molti supermercati che l'hanno terminata, ha ancora il gel virucida alcolico indispensabile per la disinfezione contro il coronavirus. "Fino a tre giorni fa avevamo ancora le mascherine che vendevamo al loro prezzo di sempre - racconta il direttore Antonio Nicastri - :ora siamo in attesa di un nuovo rifornimento a giorni. Abbiamo ridotto gli ordini del 60% e totalmente per la gastronomia che ora facciamo noi. Poiche' abbiamo notato che nel tardo pomeriggio non circola piu' gente - spiega il direttore-da domani ridurremo l'orario: il Conad di Megalo' restera' aperto dalle 9.00 alle 19.00 dal lunedi al sabato e dalle 10.00 alle 19.00 la domenica".
Leggi Tutto »Italypost individua le 1.000 imprese che porteranno l’Italia fuori dalla crisi
Sono 1.000 le imprese champion individuate dal Centro Studi di ItalyPost per l'edizione 2020. Una sintesi della ricerca realizzata sui bilanci delle imprese tra i 20 e i 500 milioni compresi tra il 2012 e il 2018 è stata anticipata da L'Economia del Corriere della Sera che, per l'8 maggio, ha organizzato in Borsa a Milano un evento dedicato a questi 1.000 imprenditori durante il quale si festeggerà il quarto compleanno dell'inserto economico del quotidiano. L'indagine racconta due importanti universi dell'impresa italiana: quella tra i 20 e i 120 milioni di fatturato, che vede la presenza di 800 aziende champion, e quella tra i 120 e i 500 milioni di fatturato di 200 aziende italiane top performer. A corollario di questa indagine, il centro Studi di ItalyPost ha stilato anche una classifica delle 20 imprese big, di taglia cioè tra i 500 milioni e il miliardo di euro di fatturato. Il quadro che ne emerge, ma stiamo parlando di bilanci a fine 2018, cioè appena all'inizio della fase di stagnazione, è ancora molto positivo e racconta di imprese che mediamente sono cresciute negli ultimi sei anni del 9,84%, passando complessivamente da un fatturato di 44,7 mld nel 2012 a 78,6 mld nel 2018, con una marginalità media degli ultimi tre anni del 16,42%, con un roe 2018 del 15,86%, un patrimonio netto aggregato di 46,4 miliardi e con una solidità finanziaria invidiabile espressa da un rapporto Pfn/ebitda medio degli ultimi tre esercizi pari a -0,25.
Pur in un quadro di rallentamento, dunque, queste imprese sembrano assolutamente capaci di bypassare una fase di stagnazione tanto che, in un survey compiuta nei mesi di gennaio e febbraio 2020 (prima dello scoppio del coronavirus) il 61% ci dichiarava di aver chiuso il 2019 in crescita, mentre il 23% con un fatturato analogo al 2018 e solo il 14% con un fatturato in diminuzione rispetto all'anno precedente. Prima degli eventi che stanno sconvolgendo l'economia italiana, le previsioni sul 2020 erano infatti ancora largamente positive, con una percentuale del 59% che prevedeva di crescere ulteriormente, un 24% che prevedeva una situazione stazionaria e soltanto il 9% che stimava una contrazione di ordini e fatturato. Appare evidente ora evidente che il 2020 non potrà che essere un anno orribile, segnato da risultati, anche per le imprese champion, assai meno lusinghieri. La cosa che però appare probabile, è che, come per la grande crisi del 2008 - 2009, grazie alla maggiore liquidità e alle migliori risorse umane, queste imprese possano operare già da subito investimenti che potranno permettere loro di essere tra le prime pronte a ripartire nel momento in cui i mercati inizieranno la ripresa. La regione con il maggior numero di imprese champion si conferma la Lombardia con ben 322 imprese, a cui seguono il Veneto con 175 imprese e, immediatamente a ridosso, con un numero sorprendentemente elevato rispetto anche al recente passato, l'Emilia Romagna con 141 imprese. Nelle altre regioni il numero di imprese champion si comincia ad assottigliare, ma va notato che la Toscana con 68 imprese segnala una performance che inizia a farla avvicinare al Piemonte, che si ferma a sole 96 imprese, mentre le Marche si piazzano al sesto posto della graduatoria regionale con 30 imprese.
Nelle altre regioni del Nord i numeri sono assai più ridotti e tendono ad essere simili a quelli delle migliori regioni del Sud. Va segnalato in questo contesto il fatto che le sole due province del Trentino Alto Adige con 19 imprese quasi raggiungono il dato complessivo delle quattro province (di cui due un tempo fortemente industrializzate) del Friuli Venezia Giulia, che si ferma a quota 22 e sorpassa largamente la Liguria, ferma a 16 imprese champion. Al Centro Sud è sempre la Campania la regione leader con 28 imprese, mentre il Lazio si ferma a 25 imprese e la Puglia a 16. Infine, in coda alla classifica, seguono l'Abruzzo con 11 imprese, la Sicilia con 10, Calabria e Sardegna 2 e Molise 1. Milano, grazie anche al fatto di avere molte sedi legali di aziende operanti in altri territori, si conferma prima in classifica con 99 imprese, seguita in Lombardia dall'asse dell'A4 (o meglio ancora della BreBeMi), che vede Bergamo al terzo posto con 53 imprese appena dietro a Brescia, che si piazza al secondo posto della classifica con 55 imprese champion. Al quarto posto della graduatoria provinciale si conferma Vicenza che, pur avendo un numero di abitanti pari al 50% di quelli di Brescia e inferiore del 40% a quella di Bergamo, è presente con ben 51 imprese champion, superando così Torino che si ferma al quinto posto con 47 imprese, Bologna al sesto con 38 imprese, Treviso al settimo posto con 36 praticamente appaiata con Padova all'ottavo con 35, Firenze al nono posto con 33 e al decimo posto Verona con 28.
Uno degli elementi più interessanti dal punto di vista della geografia del pil è il peso assoluto e relativo che sembra assumere l'Emilia Romagna nei confronti di due regioni storicamente più forti come la Lombardia e il Veneto. A colpire non è solo la numerosità delle imprese champion nel rapporto imprese/abitanti, che la vede in un rapporto sostanzialmente simile a quelle delle altre due regioni (1 impresa champion ogni 31.300 abitanti, contro i 30.800 della Lombardia e i 28.000 del Veneto), ma soprattutto il fatto che il fatturato complessivo, pari a 13,411 mld di euro, è superiore agli 11,391 mld del Veneto, e che il fatturato medio, pari a 95 milioni per impresa, e assai superiore agli 88 milioni delle imprese lombarde e di gran lunga maggiore ai 65 milioni di quelle venete. Pur avendo fatturati medi superiori a quelli delle imprese delle altre due regioni, contraddicendo la teoria che più una impresa cresce più riduce la sua redditività, l'ebitda medio risulta di qualche decimale superiore a quello delle altre due regioni, attestandosi percentualmente ad un 16,4% contro il 16% delle imprese lombarde e del 16,2 delle imprese venete. A leggere questi dati, in sostanza, si evidenzia una concentrazione di imprese capaci di affermarsi sia dimensionalmente che per redditività nei territori della motor e la packaging valley, mentre sembrano non tenere il passo di una crescita altrettanto impetuosa le aree delle colline del prosecco e, persino, le vallate lombarde bresciane e bergamasche
Leggi Tutto »Coronavirus, varato il maxi decreto di aiuti
Il governo ha varato il decreto 'cura-Italia', con le ultime misure per l'emergenza coronavirus: aiuti per medici, lavoratori, famiglie e imprese;' Attivati 350 miliardi.
Aiuti per medici, lavoratori, famiglie, imprese. Un'iniezione di sostegno all'economia, subito, da circa 25 miliardi. E finanziamenti mobilitati per 350 miliardi. Eccola la manovra "cura Italia". Prende forma in un maxi decreto che sarà approvato lunedì in Consiglio dei ministri e nelle limature finali si aggira attorno ai 120 articoli. Nelle ore di allarme massimo per la tenuta del sistema sanitario in Lombardia, il governo si prepara a varare misure - "solo le prime" - per frenare i contraccolpi economici dell'emergenza Coronavirus e per sostenere la sanità: alberghi requisiti, cliniche private a disposizione degli ospedali pubblici, la creazione di fabbriche per produrre mascherine.
"Nessuno sarà lasciato solo", assicura il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Il premier Giuseppe Conte mette in cima alle priorità "far lavorare in sicurezza medici, infermieri e tutto il personale sanitario": "Siamo strenuamente impegnati" per questo ed è "l'unica cosa che conta". "Non è il momento", osserva il presidente del Consiglio, di polemiche come quella della Regione Lombardia contro la Protezione civile. Durissimo il ministro Francesco Boccia: "Serve senso dello Stato" e invece, denuncia, "ci sono avvoltoi che intendono spargere altri virus in un momento così delicato". Il decreto che il governo si appresta a varare "è solo una prima tappa", spiega Gualtieri, perché dopo "servirà una fortissima spinta", anche da parte dell'Europa, per la ripartenza del Paese. Il ministro aveva ipotizzato un primo decreto da 12 miliardi ma sceglie di portare in Cdm un maxi-dl da 25 miliardi, l'intera cifra autorizzata dal Parlamento.
Se l'emergenza si protrarrà - spiega - le misure assunte per il mese di marzo potranno essere rinnovate per aprile. Il governo mobilita finanziamenti per 350 miliardi, una cifra "equivalente" in percentuale del pil ai 550 miliardi della Germania. Ma il ministro fa appello alla responsabilità di tutti: le scadenze fiscali sono tutte rinviate ma "chi ha la possibilità paghi", per destinare risorse al sistema sanitario. Le misure per la sanità sono in cima al decreto. Arrivano 1,15 miliardi per la sanità e 1,5 miliardi per la Protezione civile. Ci sono fondi per gli straordinari di medici e infermieri, la possibilità per i prefetti di requisire ospedali e altre strutture per le persone in quarantena, il potere per la Protezione civile e per il nuovo commissario straordinario per l'emergenza sanitaria di requisire strutture e mezzi per potenziare i reparti degli ospedali. Il commissario, Domenico Arcuri, potrà fronteggiare la grande carenza di mascherine e di altri macchinari di terapia intensiva anche avviando intere nuove linee produttive. E poi ci sono i sostegni alle imprese, a quelle che si sono fermate e quelle che continuano a lavorare.
Per gli autonomi, inclusi i lavoratori di turismo e spettacolo, arriva una una tantum da 500 euro. Tutte le aziende potranno usufruire di nove settimane di cassa integrazione in deroga. Come annunciato, vengono sospesi i mutui, fino a 18 mesi, per tutti coloro che siano in difficoltà economica, inclusi gli autonomi. Nasce un fondo "di ultima istanza" da 200 milioni per aiutare chi nel 2019 aveva guadagnato meno di 10mila euro e ora a causa del virus si è dovuto fermare. Chi ha continuato ad andare al lavoro a marzo avrà un bonus di 100 euro. Per le famiglie con i figli a casa arrivano congedi speciali retribuiti al 50% fino a 15 giorni o in alternativa un bonus baby sitter da 600 euro che salgono a 1000 euro per medici e tecnici sanitari. Ci sono misure per proteggere i taxisti, i postini. Rimborsi degli spettacoli, sostegno all'editoria.
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