Le Idee

Salvini e i vaccini

Salvini e i vaccini

Questa volta Salvini l’ha fatta grossa. Durante un comizio ha detto che i dieci vaccini obbligatori sono troppi perché alcuni sono utili, altri sono inutili e qualcuno è addirittura pericoloso. Un noto virologo gli ha chiesto di precisare quali sono quelli inutili e quali quelli dannosi. Naturalmente non ci aspettiamo come risposta un semplice elenco di nomi. Vogliamo anche le referenze scientifiche sulla cui base questi giudizi vengono espressi; sono sicuro che non arriverà alcuna risposta. Diceva il poeta _voce dal sen fuggita più richiamar non vale, non si trattien lo strale quando dall’arco uscì- Mia nonna romana da sette generazioni diceva più semplicemente –Quello opre bocca e je da fiato_ E’ un errore ed una scortesia istituzionale invadere il campo di un altro ministro. Perché lo avrà fatto? Si sta forse ammalando della sindrome di Renzi? Per chi non lo sapesse la sindrome di Renzi consiste nel credersi invincibile dopo aver ottenuto qualche notevole successo. Uno si sente come Achille, dimenticando che per ogni Achille c’è sempre un Paride in agguato. E poi Renzi alle Europee del 2014 il 40 % lo aveva conquistato realmente mentre Salvini ha ottenuto un 29 % virtuale. C’è però una seconda ipotesi ed è che, trattandosi di un comizio elettorale, puntasse ai voti degli anti vax. Io mi ricordo bene quando la fasulla cura DI Bella contro il cancro era sfruttata da politici senza scrupoli che sfilavano per via del Corso a Roma per lucrare voti sulla disperazione dei malati di cancro e dei loro famigliari. Chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di essere serio e veridico. Speriamo sia stato solo un momentaneo anche se grossolano errore come quello del portiere dell’Argentina nella partita contro la Croazia.

di Achille Lucio Gaspari

 

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La battaglia del solstizio. Centesimo anniversario

La battaglia del solstizio. Centesimo anniversario.

Ricorrono in questi giorni i cento anni dall’inizio della battaglia del solstizio d’estate. Tutto era cominciato il 24 ottobre del 1917 quando le truppe austro tedesche ruppero il fronte della II° Armata nella zona di Caporetto sul fiume Isonzo. Si disse che era stato un attacco di sorpresa, ma non era affatto così. Sin dall’inizio di settembre il Servizio Informazioni dell’esercito sapeva che qualcosa di grosso si sarebbe scatenato sul fronte italiano Era infatti noto che la VII Armata tedesca al comando del generale Von Bulow era in fase di trasferimento dal fronte francese a quello italiano. Nei giorni seguenti le informazioni si arricchirono. Ci sarebbe stato un attacco in trentino, ma si trattava di una mossa atta ad attirare in quel punto le riserve italiane. Una serie di disertori ungheresi e croati rivelarono fin nei minimi particolari il piano ideato dal generale Kraft von Demelsingen. L’attacco sul fronte dell’Isonzo sarebbe iniziato alle ore 3 del 24 ottobre con un bombardamento di artiglieria anche a gas e presto nella mattina ancora oscura e nebbiosa si sarebbe scatenato l’attacco austro-tedesco. E allora perché ci un crollo della II Armata? Il suo comandante, il generale Capello riteneva di poter facilmente bloccare l’attacco e partire al contrattacco con la sua armata forte di 900.000 uomini. Era convinto di aprirsi la strada per Lubiana e di vincere da solo la guerra. Mantenne perciò i suoi uomini schierati in posizione di attacco, non approntò linee di difesa ben organizzate e mantenne le artiglierie avanzate con l’ordine di non rispondere al fuoco ma iniziare a sparare solo sulle truppa avanzanti. Il Maresciallo Cadorna aveva invitato i comandanti ad assumere una posizione difensiva ma non aveva fatto nulla per correggere gli errori di schieramento dei suoi comandanti.

 

Il crollo di Caporetto

In poche ore le prime linee furono sbaragliate; le artiglierie troppo avanzate subito neutralizzate. Molte unità rimasero isolate per la distruzione delle linee telefoniche. Un giovane tenente, Erwin Rommel che sarebbe diventato famoso nella Seconda Guerra Mondiale portò i suoi soldati ad avanzare rapidamente nelle valli trascurando i capisaldi in quota che restarono isolati e dovettero arrendersi. Nei primi giorni il caos fu indescrivibile. Interi battaglioni si arresero senza sparare un colpo e si consegnarono agli austriaci al grido di viva l’Austria. Dopo oltre due anni e mezzo di vita di trincea, dopo dieci battaglie in cui per conquistare pochi chilometri di territorio si verificavano predite giornaliere anche di 30.000 uomini non ce la facevano più e pensavano, dandosi prigionieri, di salvare la vita. Non immaginavano la durezza delle prigioni austriache dove tantissimi di loro morirono per fame e per malattie. 350.000 uomini furono presi prigionieri; molti altri fuggivano gettando le armi. Cadorna fece un comunicato dando la colpa alla viltà e al tradimento dei soldati, cosa che era falsa, perché tranne qualche rara eccezione, le unità abbandonate, senza ordini e circondate non erano in grado di difendersi. Ci furono fucilazioni e decimazioni. Il Comando Generale sembrava aver perso la testa. Cadorna si rivolse al Maresciallo Foch comandante generale degli eserciti alleati per chiedere qualche divisione in aiuto. Si sentì rispondere che uomini e artiglierie non ci sarebbero state date perché la situazione era troppo pericolosa. Le truppe sarebbero arrivate quando il fronte si fosse stabilizzato, ciò è quando non sarebbero state più necessarie, Consigliarono anche di ritirarsi fino all’Adda o addirittura al Mincio, abbandonando all’invasione tutto il Veneto ed anche una parte della pianura padana. Chi non perse la testa fu il Governo e fu il Re che esortarono i soldati a riprendersi e a tenere duro. Cadorna che aveva commesso molti errori ma era un buon comandante recuperò il suo sangue freddo e la rotta si trasformò in una ritirata organizzata. Fu necessario far arretrare anche la invitta II armata comandata da S.A.R. il Duca d’Aosta.

 

La linea del Grappa e del Piave

La nostra ritirata si arrestò su una linea ben fortificata, quella del Montello, del Monte Grappa e del Piave che con la piena di quei giorni aiutò le nostre truppe. Gli austro tedeschi tentarono di forzare questa linea, ma la loro spinta offensiva si era esaurita e dovettero arrestarsi. Durante l’inverno e la primavera l’esercito venne ristrutturato e rafforzato con nuove unità e nuove artiglierie. Enorme fu lo sforzo umano ed industriale di tutta la Nazione. I giovani della classe 1999, appena diciottenni furono chiamati alle armi e si presentarono come volontari molti diciassettenni.

 

La battaglia del solstizio

Gli eserciti degli Imperi Centrali erano esausti; non avrebbero sopportato un ulteriore anno di guerra. Doveva decidersi tutto con una battaglia finale. I tedeschi erano tornati sul fronte occidentale e gli austriaci decisero di compiere il massimo sforzo con una grande battaglia scatenata a metà giugno. Sul Piave i nostri ragazzi resistevano mentre E.A: Mario componeva la famosa canzone “La leggenda del Piave” Sui ruderi di alcuni casolari diroccati ignote mani scrissero “Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora “ e “ o tutti eroi o tutti accoppati” Gli austriaci riuscirono a passare in qualche punto il Piave ma furono fermati e dovettero riattraversare il fiume. Analoga resistenza sul Montello e sul Grappa che fece nascere la canzone “Monte Grappa tu sei la mia Patria” Il mio nonno paterno, capitano di artiglieria non commise l’errore del precedente ottobre. Quando gli austriaci iniziarono il tiro di preparazione, ordinò il fuoco di contro batteria. Molti pezzi austriaci furono distrutti. I grossi calibri opportunamente arretrati iniziarono il tiro a lunga gittata sulle zone di raccolta delle truppe nemiche, scompaginandone le formazioni. Fu in questi giorni che cadde Francesco Baracca, colpito da un colpo di fucile mentre mitragliava a bassa quota. Sono necessari 5 abbattimenti di aerei avversari per essere dichiarato asso; Baracca ottenne 34 vittorie, record ancora insuperato nell’aeronautica italiana. La aeronautica allora non c’era; l’aviazione faceva parte dell’esercito e Baracca essendo ufficiale del secondo squadrone di cavalleria mise sul suo aereo il simbolo del suo squadrone, il cavallino rampante che poi nel 1923 la madre del pilota concesse in uso ad Enzo Ferrari.

Alla fine di giugno l’attacco austriaco era definitivamente fallito. Il 24 ottobre 1918, nell’anniversario della sconfitta di Caporetto, l’esercito italiano passava all’offensiva dando inizio alla battaglia di Vittorio Veneto; il tre novembre le truppe italiane entravano a Trento e a Trieste. La mattina del quattro novembre una gran folla si radunò in piazza del Quirinale, c’era anche mio nonno. I Re si affacciò al balcone ed annunciò la vittoria. Con il sacrificio di 650.000 morti e di 1.500.000 feriti e mutilati si era conclusa la nostra ultima guerra di indipendenza.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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Accoglienza migranti, attenti a non varcare il limite del giusto

Accoglienza migranti, attenti a non varcare il limite del giusto


EST MODUS IN REBUS
Est modus in rebus –scrive Orazio nella sua prima satira e prosegue-sunt certi denique fines,quos ultra citraque neque consistere rectum “Esiste una misura nelle cose, esistono determinati confini al di qua e al di la dei quali non può esservi il giusto”. Questa affermazione filosofica può essere applicata a qualsiasi circostanza e quindi anche al problema della immigrazione clandestina. Il fatto che solo il 7% di quanti sono arrivati sulle nostre coste ha lo status di rifugiato ha un significato relativo. Il fatto che le navi delle ONG, battenti tutte bandiere straniere, facciano da taxi andando a prelevare ai limiti delle acque territoriali libiche i migranti niente affatto in pericolo di naufragio dopo aver contattato telefonicamente gli scafisti potrebbe essere poco rilevante se i numeri fossero modesti. Ma i numeri del fenomeno già si pongono “Citra”, oltre una situazione sopportabile e dunque giusta. Sono, secondo gli ultimi dati, seicentomila le persone arrivate clandestinamente e mantenute con la spesa di 5 miliardi di euro l’anno mentre in Italia, segnala l’Istat, ci sono almeno 4 milioni di cittadini poverissimi. Anche il fatto che negli ultimi mesi si sono incrementati gli arrivi dalla Tunisia, paese democratico e in pace, non ci dovrebbe preoccupare se non fosse stando alle notizie di cronaca, che con una amnistia moltissimi carcerati sono stati liberati e si dirigono con rapide imbarcazioni verso l’Italia. La nostra nazione è stata lasciata sola a gestire il fenomeno. I paesi confinanti hanno chiuso le frontiere, non si fanno carico dei ricollocamenti stabiliti, e ci rimandano indietro coloro che sono riusciti a varcare le frontiere. Gli esperti di demografia ci parlano di un aumento vertiginoso della popolazione africana. Ci sono già cinquecento milioni di persone pronte a sbarcare in Europa che di abitanti ne ha meno dei potenziali arrivi. Se si lascia campo libero ai così detti trafficanti, con mille al giorno in Italia e cinquecento in Grecia numeri facilissimi da raggiungere, in un centinaio di anni l’Africa si sarà trasferita in Europa; noi non lo vedremo ma sarebbe egoistico non pensare ai nostri nipoti. Bisognava pur cominciare a fare qualcosa, anche per scuotere l’Europa e richiamarla alla sua responsabilità. Se abbiamo a cuore la sicurezza delle persone bisogna creare le condizioni perché non vogliano abbandonare i loro paesi; chi non si imbarca non rischia di naufragare.  Ma interrompere questo flusso di uomini significa interrompere il libero fluire di un mare di denari. Tantissimi sono gli interessati a questo malaffare economico. Vi ricordate di Soros quel ricchissimo finanziere americano che ha recentemente accusato Salvini di prendere soldi dai russi? Sembrerebbe che dietro una parte di questa organizzazione che favorisce gli arrivi clandestini ci sia lui. Lo farà perché è un filantropo? Difficile crederlo. Salvini rischia essendosi messo di traverso a questi guadagni facili. Le accuse di insensibilità morale si sprecheranno, anche il Papa dice che non bisogna aver paura di questi immigrati clandestini; sono persone che portano ricchezza. Certo sono giusti tutti gli appelli umanitari e di accoglienza ma fin dove ci è possibile come Paese. Poi ci sono le efferatezze disumane di trafficanti senza scrupoli che possono spingersi a causare qualche naufragio per utilizzarne l’ondata emotiva.
 
Gli insulti inaccettabili di Macron

Macron e il portavoce del suo partito hanno definito il comportamento del nostro governo cinico e vomitevole e non hanno neanche chiesto scusa. Macron ha dichiarato che non intendeva offendere gli italiani. Questa affermazione può avere solo due significati. Il governo è composto da stranieri per cui offendere il governo non è offendere gli italiani, oppure gli italiani sono cinici e vomitevoli per cui avendo detto la verità non hanno da offendersi come invece avrebbero potuto se le accuse fossero state false. Come mai questo attacco scomposto, mai verificatosi prima tra governanti europei? Io lo spiego in questo modo: Macron non è uno statista; è invece un personaggio di modesta levatura che comincia ad avere difficoltà interne. Cerca quindi con un atteggiamento di grandezza e di prepotenza di deviare verso l’esterno i malcontenti interni. Riteneva inoltre di poter manovrare docilmente l’Italia per conseguire gli interesse della Francia ,e non aspettandosi una presa di posizione determinata ha perso il controllo. Non dimentichiamoci che l’attuale situazione di anarchia in Libia è stata causata dai francesi che volevano sostituirsi con la Total all’ENI. Non hanno preso neanche il 10% dei clandestini che dovevano essere collocati in Francia. Hanno invece bloccato Ventimiglia, rimandato indietro 10.000 persone, anche donne in stato di gravidanza  con modi violenti e la loro polizia è sconfinata per inseguire un clandestino. Avendo il nuovo governo posto un freno a questa arroganza, la reazione di Macron è stata quella di chi sente contestato il proprio dominio
 
L’Italia ha violato qualche trattato?

La ministra spagnola della giustizia, la signora Delgado ha accusato l’Italia di violazione dei trattati internazionali. E’ proprio così? Il diritto internazionale, come tutto il diritto non è una scienza esatta e tra i giuristi si trovano opinioni diverse ed anche contrastanti. Tuttavia esistono dei punti fermi che risalgono all’epoca di Ugo Grozio:Pacta sunt servanda;rebus sic stantibus;bona fides.Le leggi sono molte ma potremmo prendere a riferimento gli art. 26 e 31 della Convenzione di Ginevra  del 1969. I patti dunque vanno osservati se le condizioni in cui sono stati stipulati non sono cambiate e se tra gli interlocutori esiste la buona fede. Ora la Acquarius ha recuperato i clandestini al confine delle acque libiche e i trattati dicono che essi vanno trasportati nel porto più vicino e più sicuro. I porti con queste caratteristiche sono in Tunisia e a Malta. Perchè allora portarli in Italia? Perché l’Italia ha coordinato i soccorsi; ma questa condizione non è prevista dalla legge del mare che parla invece del porto più sicuro. Ammettiamo però che questo obbligo l’Italia lo avesse. La Acquarius non ha raccolto dei naufraghi ma delle persone messe su dei gommoni da scafisti in contatto con le navi delle ONG. Possibile che gli stati di partenza, i comandanti delle navi e gli stati di cui battono bandiera, di questo stato di cose non sappiano nulla? E allora da che parte sta la bona fides? Le circostanze sono cambiate? Certamente si ed in modo radicale. Questo fenomeno non è più modesto e controllabile. Ora a gestire questi flussi di milioni di persone che premono per varcare il Mediterraneo sono intervenute organizzazioni criminali con importanti disponibilità economiche. Quindi anche il principio “rebus sic stantibus” non può essere applicato.

di Achille Lucio Gaspari

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L’orgoglio di dichiararsi populista

L’orgoglio di dichiararsi populista

Nel suo intervento alla Camera Conte si è orgogliosamente dichiarato populista in quanto attento alle esigenze del popolo. Del Rio ha replicato con una affermazione giusta “la democrazia si fonda sull’equilibrio dei poteri dello stato” e con una sbagliata “tutti i dittatori dichiarano di avere il favore del popolo” Questa velata accusa di autoritarismo al nuovo governo fa il paio con un certo disprezzo espresso nei confronti di chi li ha votati. Se i populisti fanno promesse non realizzabili e diffondono paure immaginarie e vengono creduti ,questo significa che i loro elettori sono degli ingenui. Questo modo di ragionare vanifica la necessaria autocritica che è la base da cui partire per tentare una risalita.

 

Perché gli elettori apprezzano i programmi dei 5 stelle e della Lega

Ammettiamo per ipotesi di studio che le promesse elettorali dei vincitori delle elezioni del 4 marzo siano tutte falsità; perché mai sono stati credute da così tanti elettori? La crisi economica ha colpito l’Italia più duramente degli altri paesi dell’Unione Europea , e la ripresa è la più lenta. La disoccupazione in particolar modo giovanile è drammatica; le distanze tra nord e sud del paese si sono amplificate in ogni settore. La promessa di un aiuto economico è logico che sia vista come un’ancora di salvezza. Che poi sia temporaneamente realizzabile e si ottenga una più consistente recupero del benessere economico è tutto da vedere; se la ricchezza non viene creata alla fine si redistribuisce solo povertà. Però nei momenti di crisi la distribuzione al popolo di “panem et circenses” funzionava per attutire le tensioni. La domanda che Del Rio deve porsi è dunque questa: Cosa abbiamo fatto per contrastare il malessere economico dei nostri cittadini soprattutto quello dei giovani che abitano al sud e delle loro famiglie?

Ogni cittadino onesto che paga le tasse ,tra balzelli nazionali, regionali e comunali si vede sottrarre almeno il 50% di quanto produce. Se poi sente dai precedenti governi dichiarazioni trionfalistiche di riduzione della pressione fiscale dell’ 1 % ha la sensazione che al danno si aggiunge la beffa. Perché meravigliarsi se viene attratto da un programma di governo che promette tagli significativi alla pressione fiscale? Se poi questa riduzione non ci fosse o fosse causa di una svalutazione dei risparmi la fiducia concessa verrebbe rivalutata

E’ la paura del diverso che assale i cittadini?

Le posizioni ideologiche dei cattolici integralisti per cui Dio ha creato un mondo senza frontiere e quindi chiunque ne senta la necessità può spostarsi da un paese all’altro senza chiedere il permesso, e quelle dei marxisti per cui i proletari di tutto il mondo sono compagni e quindi il dovere dell’accoglienza è universale non turbano i cittadini. Quello che li angustia è il gran movimento di soldi e di interessi che si cela dietro la immigrazione clandestina. I paesi africani favoriscono l’esodo e poi cercano forti contributi economici per impedire il fenomeno e per accogliere di nuovo i loro concittadini rimandati indietro. Le immagini di giovanotti che fuggono la fame ma hanno fisico da palestrati e IPAD da 800 € destano sorpresa. Tutti condannano i biechi trafficanti di uomini ma nessuno ci svela la loro identità; sono una specie di Grande Vecchio o di Poteri Forti ,presenti ma misteriosi anche se i servizi segreti non dovrebbero avere grandi difficoltà a svelare queste organizzazioni criminali. Da qualche tempo non si riesce più a mettere le mani neanche sugli scafisti perché le navi delle ONG li vanno a prendere e come fossero dei taxi ,ce li portano nei nostri approdi. Difficile pensare che questi taxi del mare facciano il loro lavoro senza alcun compenso da momento che un mese di mare costa loro non meno di un milione di euro. Quando si viene a sapere che ogni migrante assistito in Italia costa allo stato circa 14.000 euro all’anno mentre tante famiglie sull’orlo della povertà devono mantenere i figli con grandi sacrifici non è strano che qualcuno si chieda a chi giova questa spesa di cinque miliardi di euro l’anno. Fossero poi tutti in albergo seduti davanti alla televisione ,questo sarebbe il male minore minore; ma se si va a rapportare il numero di clandestini incarcerati rispetto al totale degli arrivi si constata che purtroppo non sono tutti galantuomini.

Le lezioni morali e la realtà dei fatti

Le opposizioni accusano certi atteggiamenti di razzismo e preconizzano l’avvento di una società multi etnica ,e fin qui nulla di male, e multi culturale come se la parità di genere e la sottomissione della donna fossero valori egualmente apprezzabili. Dà fastidio il paragone fuori luogo con la emigrazione italiana perché in tantissime famiglie esiste il ricordo di queste esperienze. Mio nonno per essere accolto negli Stati Uniti dovette recarsi presso il consolato americano per fare la sua domanda corredata di certificati medici e giudiziari. E quando la nave arrivò a New York fu tenuto 40 giorni in quarantena ad Ellis Island. Con gli arrivi clandestini sono comparse in Italia malattie tropicali prima non presenti o sono tornate malattie sconfitte come la tubercolosi, oggi più pericolosa perché resistente agli antibiotici di uso corrente. Quando la lezione morale pretende di darla il PD che con il governo Renzi stabilì che tutti i migranti da chiunque soccorsi dovevano essere portati in Italia è facile capire perché le tesi di Salvini abbiano tanto successo. Per sette anni-dice il Ministro dell’Interno-la situazione è stata lasciata a deteriorarsi e io sono qui da sette giorni! Se però pretenderà altrettanto tempo per mantenere le sue promesse allora nei suoi elettori qualche perplessità potrebbe nascere.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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Mai formulare giudizi prematuri

Mai formulare giudizi prematuri

Sarebbe davvero imprudente formulare giudizi sul governo Conte che ha tenuto oggi il suo primo consiglio presieduto però da Salvini in qualità di vice premier anziano, essendo Conte in viaggio per il Canada. Possiamo invece giudicare il modo con cui il primo ministro ha pronunciato in Aula il suo discorso programmatico. Si è notato l’imbarazzo e l’emozione di Conte e di questo non possiamo meravigliarci perché pronunciare una lezione accademica, l’unica cosa di cui il Presidente del Consiglio ha esperienza, è cosa molto diversa. Fortunatamente per lui c’è oggi grande carenza di raffinati oratori nelle Camere; così il confronto non è stato per lui molto penalizzante. Quanto alla sostanza del discorso è stata la enunciazione di un contratto di governo non scritto da lui in cui ha però sottolineato in modo particolare le questioni che interessano il movimento 5 stelle. Nulla di strano! E’ ai grillini che deve la propria carica. Mentre aspettiamo di vedere come opererà questo nuovo governo tutti si chiedono quanto durerà questo accordo e cosa accadrà delle promesse fatte.

Dobbiamo innanzi tutto dire che è nato in Parlamento un governo politico non voluto dagli elettori nel senza che Lega e 5 Stelle si sono duramente avversati promettendo che mai si sarebbero alleati. Ma in una repubblica parlamentare i governi nascono in Parlamento così come sonno nati i governi Letta, Renzi e Gentiloni. Allora i cinque stelle e la Lega gridavano allo scandalo, cosa che si potrebbe fare allo stesso modo oggi contro di loro. Queste sono però polemiche sterili. Più interessante è sapere come la pensano oggi gli elettori dei rispettivi partiti che mai avrebbero pensato di portare con i propri voti al governo l’odiato avversario. Ciascuno valuterà la realizzazione del programma proposto dal partito che ha votato e su queste basi oggettive confermerà o modificherà le proprie scelte. Possiamo però fare alcune valutazioni. Il Centro Destra non esiste più; la Lega vota a favore, fratelli d’Italia si astengono e Forza Italia vota contro. Sembrerebbe una grande vittoria di Di Maio e lo è in via formale ma sostanzialmente il pallino è nelle mani di Salvini che inevitabilmente farà il pieno dei voti oggi ancora controllati da Berlusconi e Meloni. L’alleanza giallo verde diventerà strategica? Io non lo penso; la ispirazione culturale è profondamente diversa e questa diversità si riflette sul proprio elettorato. Le prossime votazioni europee si terranno con una legge elettorale proporzionale che non avvantaggia gli accordi.

In primavera quindi vedremo l’evoluzione di questo rapporto. Una cosa però è certa; la opposizione è debolissima. Berlusconi è ormai alla fine del ciclo vitale del suo pseudo partito. Liberi e Uguali sono destinati ad una rapida scomparsa con le loro idee marxiste che hanno un forte sapore di vecchiume. Il PD non se la passa meglio, nel senso che ora gioca chiuso in difesa , butta i palloni in tribuna e si accontenta di mantenere il risultato negativo senza prendere altre reti. Per la rivincita ci vuole qualcosa di nuovo .Questa nuova squadra per ora non si vede all’orizzonte ,ne è possibile immaginare quali nuovi attaccanti schiererà in prima linea .Polibio commentando l’esito della battaglia di Zama in cui Scipione trionfò su Annibale ,scrisse “il vecchio generale era logorato dalle tante vittorie e alla fine incontrò uno più forte di lui” Qui invece i due dioscuri vice presidenti non hanno ancora vinto nulla e uno più forte di loro ancora non è sceso in campo.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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Difendiamo la legge a tutela dei disabili gravi

Difendiamo la legge a tutela dei disabili gravi.

La messa in discussione della“ Dopo di noi “, si presenta così il nuovo governo Italiano, scatenando le reazioni di chi pone i Diritti al centro della vita civile di un Paese.
Il neo-ministro leghista alla famiglia e alle disabilità, Lorenzo Fontana, nel corso del programma L’aria che tira, attacca: “Rivedremo la legge sul Dopo di noi”.
Una legge di grande civiltà attesa da decenni, non può e non deve essere messa in discussione.  La norma è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità, risulta quindi incomprensibile e grave l’affermazione del neo-ministro; sarebbe tornare indietro e negare i giusti diritti acquisiti.
Per la prima volta, infatti, attraverso la legge fortemente voluta dal governo a guida democratica, nell’ordinamento giuridico sono individuate e riconosciute specifiche tutele per le persone con disabilità quando vengono a mancare i componenti della famiglia che li hanno seguiti e ne hanno avuto cura.  Una legge che determina disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare non è pensabile sia argomento di ripensamenti.Un governo ha il dovere, anche morale, di tutelare le fasce esposte a fragilità determinate da gravi disabilità. Inquietante la sola ipotesi di un ripensamento del nuovo esecutivo.

di Gilda Panella

 

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Il governo e i docenti universitari

Il governo e i docenti universitari

Sembra che finalmente, dopo molti tentennamenti, il governo giallo-verde possa vedere la luce. Se la cosa si farà il merito maggiore è di Di Maio, che dopo molti errori e cambi di opinione, con una mossa a sorpresa ha lasciato Salvini con il cerino in mano. Anche coloro che sono contrari a questo governo dovrebbero essere soddisfatti della sua nascita e cercherò di spiegare il perché. La grande preoccupazione è che il programma scritto nel contratto sia insostenibile dal punto di vista economico. Bisogna invece attendere il discorso che Conte farà alle Camere. Sicuramente vorrà mostrare la sua autonomia nel realizzare il programma del Governo. Non è affatto detto che tutto quello che è scritto nel contratto debba realizzarsi all’istante e fin nei minimi particolari. La presenza di Conte e il modo in cui il Governo si sta formando sono una rassicurazione rispetto alla uscita dall’euro che è più una idea dei Leghisti che non del Movimento 5 stelle. Se fossimo andati diritti al voto il problema concreto non sarebbe stato tanto quello di votare in piena estate, quanto quello di fare un referendum emotivo pro o contro l’euro, pro o contro l’Europa, pro o contro Mattarella. Le scelte delicate e impegnative devono essere guidate dalla logica e dal ragionamento e non dalla emozione come si sarebbe invece verificato. C’è invece un programma da valutare e due forze non omogenee da porre sotto osservazione da parte dell’elettorato. Lasciamoli lavorare e valutiamoli sui fatti e non sulle paure.

I docenti universitari nella compagine di governo

Il governo in gestazione annovera pochi elementi con esperienza; In questo senso la presenza di alcuni docenti universitari, ad iniziare dal Presidente del Consiglio appare molto utile. Politici con grande esperienza di governo ora non li abbiamo, ma i docenti universitari che rappresentano, o almeno dovrebbero rappresentare il vertice della cultura del paese sono una garanzia. Quale che sia la loro dottrina sanno bene che la conoscenza delle cose richiede studio ed impegno, le decisioni devono scaturire da un ragionamento logico, va sempre ricercata la novità quando si interpretano gli accadimenti. In passato professori come Moro, Fanfani, Cossiga, e molti altri, portando nell’agone politico la forma mentis accademica sono assurti a grande livello. Dispiace quindi che al Ministero della Salute vada la dottoressa Grillo invece del prof. Sileri. La Grillo ha maggior esperienza parlamentare ma Sileri è un docente universitario di grande valore, profondo conoscitore dei Sistemi Sanitari Italiano, Statunitense e Inglese per avervi lavorato come docente di chirurgia. Questo Ministero viene citato in fondo alla lista come fosse tra i meno importanti. Va invece ricordato che la Costituzione tutela la salute come bene primario, e che è importante il ruolo del Ministero per attenuare almeno, le profonde differenze che esistono nelle regioni italiane, con una situazione penalizzante proprio al sud, dove i 5 stelle hanno fatto il pieno di consensi. Ci auguriamo almeno che al prof. Sileri venga affidata la Presidenza della Commissione Sanità del Senato che svolge compiti di primaria importanza nella difesa della salute. Questo ruolo è stato ricoperto in passato con grande capacità da prof. Marino, docente di chirurgia con esperienze lavorative negli Stati Uniti Mi si potrà anche accusare di essere di parte, ma sono profondamente convinto che con Sileri questa Commissione tornerà ad essere centrale per le politiche della Salute. Mi auguro che in questa ora non ci siano posizioni contrarie per principio al nuovo Governo. Auguriamogli buon lavoro e se farà bene ne avremo tutti il desiderato vantaggio.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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Abbiamo il casus belli

Abbiamo il casus belli

 

A ventiquattro ore dalla nostra previsione Salvini ha fatto scoppiare il “casus belli”. Che si tratti proprio di questo e non di un cedimento di Mattarella ai Poteri Forti lo dimostra il fatto che il Capo dello Stato aveva accettato tutti i ministri proposti dall’alleanza giallo-verde ed anche il Presidente del Consiglio. Conte, che avrebbe dovuto difendere gli interessi dell’Italia nei Convegni Internazionali di fronte a colleghi dotati di ampia esperienza politica, era infatti stato scelto, docente semi sconosciuto, tra gli oltre ventimila professori ordinari senza che avesse un minimo di esperienza amministrativa, senza che fosse stato eletto a qualche carica, magari solo accademica come Preside o Rettore dai suoi stessi colleghi e che si era auto dotato di un curriculum con notazioni fantasiose. L’unica remora Mattarella la aveva posta sull’ultra ottuagenario Savona assai noto per le sue posizioni anti euro, che proprio domenica aveva rilasciato una dichiarazione che presentava più punti oscuri di quanti non ne dissipava. Possibile che Salvini non era in grado di trovare un altro economista dalle idee meno conosciute di quelle di Savona? Possibile che per il ruolo di Ministro dell’Economia non andasse bene neanche Giorgetti, il numero due della Lega, che pure soddisfaceva Di Maio? E’ evidente che questa è una impuntatura strumentale per andare a elezioni anticipate con a disposizione un bellissimo argomento di propaganda “L’Europa e la Germania in particolare vuole imporci la propria visione contro il volere del popolo”” l’articolo di Der Spiegel pieno di contumelie contro l’Italia fornisce splendidi argomenti a Salvini. Possibile-mi sono chiesto- che pur essendo contro il governo giallo –verde, con questi argomenti non faccia altro che rafforzarlo? Qualcuno mi ha recentemente fatto notare, e spero che l’informativa sia imprecisa, che Der Spiegel fa riferimento al partito dell’ultra destra tedesca con cui Salvini è alleato. Allora tutto si spiegherebbe; c’è solo da chiedersi se si è trattato di un generoso aiuto spontaneo, o di un ausilio su richiesta. Anche i tempi di pubblicazione, rispetto all’evolversi della situazione italiana sono molto sospetti.

Il popolo e i Poteri Forti

Il popolo esercita il suo potere democratico con il voto, e le sue scelte devono essere valutate con rispetto. Sta ai partiti non tradire il voto e rispettare quanto promesso in campagna elettorale. Salvini da una parte e Grillo, Di Maio e Di Battista dall’altra si sono insultati per un anno ( ci sono decine di filmati a dimostrarlo) giurando che mai si sarebbero alleati e poi hanno fatto il contrario di quanto promesso. Ora questi paladini del rispetto della democrazia ritengono di poter decidere di proporre qualsiasi cosa, solo perché sono stati votati. Lungi da me fare paragoni, ma Hitler le elezioni le aveva vinte e Mussolini fu nominato Capo del Governo con la procedura prevista dallo statuto albertino. Quando si ha carenza di argomenti ma si vuole incutere il sentimento del sospetto non c’è di meglio che evocare un Grande Vecchio o i Poteri Forti. Mattarella ha invece risposto solo alla sua coscienza e all’articolo 92 della Costituzione con lo scopo di tutelare gli interessi economici degli italiani

La famiglia e i debiti.

Una famiglia ben gestita dovrebbe spendere meno di quello che guadagna e risparmiare un poco del suo reddito per investimenti futuri o per far fronte a spese impreviste. Se spende più di quello che guadagna dovrà chiedere un prestito e siccome non ci sono buoni samaritani dovrà ad un certo punto tagliare le spese per restituire capitale ed interessi. Può anche scegliere di chiedere altri prestiti per ripagare quelli in scadenza e così di seguito ogni volta che si avvicina il tempo della restituzione. Si mette in moto una spirale pericolosa; i creditori vedendo il debitore poco affidabile pretenderanno un tasso di interesse maggiore e quindi il debito crescerà. Ad un certo punto se i creditori non avranno più fiducia nel debitore smetteranno di prestare soldi e quella famiglia per rientrare dal debito dovrà vendersi i propri beni o i creditori glieli metteranno all’asta.

Il debito pubblico dell’Italia

L’Italia è come questa famiglia che non taglia le spese e ha un debito di duemila miliardi di euro. Gli ottocento miliardi di euro prodotti ogni anno (il valore del prodotto interno lordo-PIL) non bastano per pagare stipendi e pensioni e comprare petrolio, materie prime, grano e carne di cui abbiamo bisogno. Così lo Stato vende Bot e BPT facendosi prestare i soldi necessari a far funzionare la macchina amministrativa. Chi compra questi certificati di credito? In altre parole ci presta i denari? Gli investitori stranieri che ne detengono circa seicento miliardi, la BCE che ne ha circa quattrocento ed il resto sono comprati dalle banche italiane e da noi stessi per investire i nostri risparmi. Lo spread altro non è che la differenza tra il tasso di interesse dei titoli tedeschi e quelli italiani. Altro che Poteri Forti! I creditori valutano la affidabilità del debitore, lo fareste anche voi se doveste prestare dei denari, e maggiore è il rischio più alto sarà il tasso di interesse che il debitore deve pagare. Se i nostri Bpt decennali pagheranno un punto in più di interesse questo ci costerà venti miliardi in più di interessi ogni anno che saranno sottratti ad altri impieghi, per esempi al reddito di cittadinanza mentre i tassi di interesse sui mutui per le abitazioni aumenterebbero. Se il sistema Italia fosse valutato assolutamente inaffidabile, e i nostri titoli considerati dal Rating internazionale come “titoli spazzatura” gli investitori, in particolar modo quelli stranieri non li comprerebbero più, così come cesserebbe di acquistarli la Bce. Non ci sarebbe liquidità per pagare stipendi e pensioni, e le Banche metterebbero limiti alla possibilità di prelievo di contanti dal proprio conto corrente. A questo punto un economista come Savona potrebbe sostenere l’uscita dell’Italia dall’euro. Quanto varrebbe la nuova lira? Se nel 2000 ci volevano 1936,34 lire per comprare un euro, ce ne vorrebbero tre o quattromila. I risparmi degli italiani si svaluterebbero in modo irrimediabile. E’ questo che Matterella, utilizzando le sue prerogative, ha voluto evitare ai nostri risparmi. Se avesse voluto agire machiavellicamente avrebbe accettato il governo giallo-verde in toto e i due compari si sarebbero andati a schiantare molto presto. La Lega infatti ha già governato per nove anni, e oltre ai denari pubblici utilizzati da Bossi e Famiglia per usi privati ha ampiamente contributo all’aumento del debito pubblico. Il Movimento cinque stelle non avendo mai governato non ha questa responsabilità, ma invece di proporre un contenimento della spesa ha ,nel suo programma di governo, proposto un aumento con ricorso ad ulteriore indebitamento. Il governo giallo-verde sarebbe quindi finito come la carovana del Giro d’Italia che si è dovuta fermare per la impraticabilità delle strade di Roma.

Il governo Cottarelli e le elezioni anticipate.

L’incarico a Cottarelli, economista esperto e stimato serve ad evitare fughe in avanti ma difficilmente questo Ministero otterrà la fiducia. Già si riaccende la campagna elettorale con comportamenti irresponsabili da parte di alcuni. Spesso i cagnolini, quando si sentono spalleggiati da compagni di taglia maggiore diventano aggressivi e mordaci, sono i ben noti botoli ringhiosi. E così la Meloni, dal basso del suo 4% tenta di addentare i polpacci di Mattarella, con la sua richiesta di mettere il capo dello stato in stato di accusa subito spalleggiata da Di Maio. Si tratta del noto assioma democratico “ti lodo e ti apprezzo se fai quello che ti dico, ma se non mi ubbidisci provo a toglierti di mezzo” Si tratta di accuse prive di consistenza ma in grado di aumentare la percezione dell’Italia come nazione dal futuro incerto e questo non giova alla considerazione internazionale del nostro paese.

Le future alleanze

Di Maio come una sirena omerica richiama all’alleanza elettorale Salvini. Il Matteo Lumbard si è otturato le orecchie con la cera o è recettivo al richiamo del Movimento Cinque Stelle? Da una parte c’è l’alleanza di Centro Destra oppure il convergere in una alleanza populista con tanto di Meloni come mosca cocchiera al seguito. Si tratta di forze diverse, ma non tanto da non aver potuto stipulare un contratto di governo che potrebbe essere la base per una nuova alleanza che ha l’obbiettivo di spartirsi il dominio dell’Italia tra nord e sud, tra flat tax e reddito di cittadinanza, tra jus soli e respingimenti in mare. Staremo a vedere. Certo è che una simile alleanza si presenterebbe molto forte mentre il fronte opposto per ora appare poco consistente.

di Achille Lucio Gaspari

 

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Il nodo Savona e gli attacchi della stampa estera

Il nodo Savona e gli attacchi della stampa estera

Mattarella viene da giorni sottoposto ad attacchi inauditi guidati da Salvini a cui nelle ultime ore si è aggiunta la Meloni. Il Presidente della Repubblica ha già dato prova di grande condiscendenza accettando come Presidente del Consiglio un soggetto debolissimo, privo di ogni esperienza amministrativa e politica, non sostenuto da alcun consenso elettorale, impacciato nel leggere alla stampa alcuni comunicati forse addirittura scritti su dettatura, ma non impacciato nel presentare un curriculum infarcito di fantasiose frequentazioni presso istituzioni culturali estere. Se poi l’Economist pubblica una vignetta in cui Conte è rappresentato come un Arlecchino servo di due padroni (nota commedia di Goldoni) non ci possiamo lamentare più di tanto. Tutto questo il Presidente Mattarella lo ha accettato pur di favorire la nascita di un governo giallo-verde. Non bisogna però dimenticare che l’articolo 92 della Costituzione attribuisce autonomia al Presidente del Consiglio nel formulare la lista dei ministri da proporre al Presidente della Repubblica che, fornito di uguale autonomia, non è tenuto a nominarli senza sottoporli ad una valutazione. Questo dice la nostra Costituzione che poco tempo fa è stata confermata così come è scritta, senza alcuna modifica dalla maggioranza del popolo italiano. Chiedere che il Presidente Conte Arlecchino eserciti questa autonomia è forse pretendere troppo, ma intestardirsi a far ingoiare al Presidente della Repubblica ogni stravagante decisione risulta eccessivo. Sembrerebbe che il nodo Savona non riesca a passare i denti del pettine del Quirinale. Troppo nota e sbandierata la sua avversione all’euro, scortese ed irrituale la sua prematura dimissione da un attività, dichiarandola conseguenza di un prossimo impegno politico. Possibile che Salvini non abbia un altro nome da proporre e debba per forza ricorrere a questo ex professore ottantaduenne? Se questa età è eccessiva per Berlusconi, come mai non lo è per Savona che al ministero dell’Economia sarebbe sottoposto ad un enorme tour de force?

Forse esiste un retro pensiero

Salvini minaccia di far saltare il banco, se Savona non passa, Meloni si accoda e Di Maio sostiene a spada tratta Salvini nella sua scelta per il ministero dell’economia. Questa rigidità potrebbe avere per Salvini una motivazione precisa; creare il casus belli per andare ad elezioni anticipate dal momento che i sondaggi lo favoriscono. La Meloni ha compreso il retro pensiero del Matteo Lumbard e vuole condividerne lo sgangherato nazionalismo. Di Maio ha capito cosa bolle in pentola; lui le elezioni anticipate non le vuole e quindi sostiene la nomina di Savona per sottrarre il pretesto a Salvini. Berlusconi per il momento non parla; ha però parlato con Salvini qualche giorno fa per chiedere garanzie sulla giustizia e sulle telecomunicazioni. E’ sempre la stessa storia! Per l’ex cavaliere l’impegno politico equivale all’impegno per difendere e sostenere i suoi interessi economici. Sia pure con grande ritardo l’elettorato lo ha capito e non si farà sviare dalla sua riacquistata candidabilità.

Gli articoli di stampa

La stampa estera attacca il nascente governo giallo-verde; la più virulenta è quella tedesca. Der Spiegel non nuovo a manifestazioni di anti italianismo si è scatenato in un attacco virulento all’Italia, definendoci scrocconi, peggiori dei mendicanti ed altre gentilezze di tal fatta, coinvolgendo anche Mario Draghi. E’ evidente che i tedeschi si sentono toccati nei loro interessi. La informazione italiana radio televisiva e della carta stampata ha mantenuto un lodevole auto controllo. Sarebbe stato facile dire che i veri barbari erano loro e solo il contatto con la civiltà romana li ha riscattati ma non tanto da evitare che nella prima guerra mondiale violassero la neutralità del Belgio ed usassero i gas asfissianti; che Hitler non è venuto da Marte e che sono stati i tedeschi a dare la maggioranza al suo partito con tutto quello che ne è poi conseguito. Ci sì è giustamente limitati a chiedere rispetto per la nostra indipendenza, come le altre nazioni pretendono per se. Questi attacchi sconsiderati in definitiva aiutano molto le posizioni dei sovranisti

Le dichiarazioni dei politici stranieri

Ci sono state due prese di posizione in favore di un probabile governo giallo-verde. Ha iniziato Bannon, che è stato l’artefice principale della campagna elettorale di Trump. Evidentemente l’amministrazione statunitense non si preoccupa delle simpatie russofile di Salvini, ma ritiene più importante il fatto che le posizioni sovraniste dell’Italia indeboliscano l’Unione Europea, addirittura fino alla sua implosione. E’ interesse degli Stati Uniti avere alleati deboli e servizievoli, con cui trattare singolarmente, che non confrontarsi con un Europa unita e solidale. L’appoggio di Macron è giunto invece abbastanza inaspettato e sicuramente per motivazioni diverse da quelle di Bannon. Macron è europeista ma vorrebbe ridisegnare una Unione secondo gli interessi della Francia. Tratta le questioni può importanti faccia a faccia con la Germania, ma avere anche un sostegno dall’Italia in determinate circostanze potrebbe essere utile alla sua strategia.

Tutto quello che accadrà dipende ormai da una sola cosa: quanto è grande il nodo Savona e quanto sono fittii denti del pettine quirinalizio.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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Abbiamo un Presidente del Consiglio.

Abbiamo un Presidente del Consiglio.

Volendo rubare una espressione del nostro concittadino Ennio Flaiano si potrebbe dire che la situazione è grave ma non è seria. Cosa c’è di serio infatti nell’avere come Primo Ministro un professore che non è mai stato eletto, non ha mai amministrato neanche un condominio, non sa scrivere con precisione il suo curriculum e si impunta nel leggere un discorsetto forse neanche vergato da lui? Fedro ha scritto la favola del re travicello, capace solo di galleggiare. Per vedere un primo ministro travicello abbiamo dovuto aspettare il contratto tra Salvini e Di Maio. Quanto tempo galleggerà Conte è difficile dirlo. Il pericolo è che ad affondare sia l’economia italiana. Neanche la Cina che è la seconda potenza economica mondiale, che è una potenza nucleare ed è membro permanente del consiglio di Sicurezza dell’ONU può permettersi di fare da sola. Figuriamoci l’Italia che deve comprare all’estero il petrolio, le materie prime, il grano e la carne! Non corriamo però troppo in avanti. Aspettiamo di vedere la composizione del Governo. Ci sarà Savona come ministro dell’economia? Io confido in Mattarella e penso di no. Aspettiamo sino alla fine dell’anno per vedere come andranno le cose. Ci sono molti appuntamenti fondamentali per questo nuovo governo. Sarà interessante vedere come le Agenzie di Rating classificheranno l’Italia. Da lì deriverà l’entità del spread e le conseguenze sui nostri titoli di stato.

Una domanda ce la possiamo però porre. C’è un vincitore in questo accordo? Sicuramente si; è Di Maio. Ha ottenuto di fare il governo dividendo in Centro Destra che esiste ancora solo a parole. Quale sarà la futura evoluzione del quadro politico?. Movimento 5 Stelle e Lega saranno rivali o finiranno per creare una alleanza stabile come ci fu tra Democrazia Cristiana e Partito Socialista? con Salvini naturalmente socio di minoranza. E Renzi si farà un suo partito? Molti autorevoli commentatori politici dicono che ci stia già lavorando. Se è così penso che arrivi troppo tardi. Ormai indossa la maglia nera del perdente, difficile che riesca a togliersela di dosso. Quanto a Berlusconi, anche se di nuovo candidabile è ormai sulla via del tramonto, anzi di un crepuscolo che sta lasciando il passo alla notte.

di Achille Lucio Gaspari

 

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