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Crollo hotel Rigopiano, secondo i periti le scosse terremoto non furono causa della valanga

Le scosse di terremoto registrate nella mattina del 18 gennaio non furono la causa della valanga che travolse l'hotel Rigopiano. Lo certificano i periti della Procura di Pescara: "Si puo' concludere, con una ragionevole certezza, che le scosse sismiche non hanno giocato un ruolo causale diretto per il distacco della valanga, la quale viceversa e' stata innescata per carico gravitativo". "L'evento del 18 gennaio - aggiungono - puo' essere considerato relativamente eccezionale per la sua entita' e magnitudo ma certamente e oggettivamente prevedibile sulla base di analisi, anche routinarie, in materia di geologia, geomorfologia, nivologia, climatologia e ingegneria della montagna'', concludono i periti. Uno di loro, Igor Chiambretti, al Tgr Abruzzo la scorsa settimana aveva anticipato come si potesse "evitare la perdita delle vite umane. Il danno all'edificio era non evitabile, anche se l'edificio era costruito secondo buoni criteri, ma le pressioni di impatto erano tali che avrebbero distrutto anche un bunker in cemento armato". 

''Non e' possibile invocare un'eccessiva distanza temporale tra gli eventi di precipitazione intensa precedenti -prosegue la perizia della Procura scritta da Berardino Chiaia, Igor Chiambretti e Barbara Frigo - Stante la ricorsivita' negli anni duemila, questi eventi non possono quindi dirsi eventi di precipitazione solida sconosciuti alla memoria storica (tanto collettiva quanto individuale) ed inusitati visto che gia' nel marzo del 2015, e forse anche in altre occasioni prima di tale data, l'Hotel Rigopiano era rimasto isolato per tre giorni consecutivi a causa delle abbondanti nevicate. L'unico carattere sufficientemente peculiare ed anomalo della nevicata e' stata la sua caratteristica termica (nevicata prevalentemente fredda per le basse temperature dell'aria e quindi a densita' inferiore rispetto ai valori usuali per il settore adriatico della catena Appenninica) che ha, conseguentemente, influenzato l'equilibrio della materia del fenomeno valanghivo''. L'evento di precipitazione nevosa occorso nel periodo 15 - 18 gennaio 2017, in tema di causalita' dell'azione non puo' quindi avere alcun carattere d'imprevedibilita', idoneo a perfezionare il requisito di eccezionalita' di entita', non solo perche' poteva essere immaginato dall'agente modello sulla scorta delle previsione meteorologiche e degli avvisi di condizioni meteo avverse disponibili con largo anticipo, bensi' anche perche' si era gia' verificato, diverse volte". 

''Il bacino valanghivo al termine del quale era ubicato l'Hotel Rigopiano dimostra di avere tutte le caratteristiche morfologiche, morfometriche, vegetazionali e nivologiche per poter essere catalogato quale un sito valanghivo soggetto a fenomeni di magnitudo anche elevata con tempi di ritorno estremamente variabili (indicativamente da 3 a 12 anni per gli eventi di media magnitudo e da 36 a 72 anni per gli eventi di magnitudo estrema)''. E' quanto si afferma nella relazione dei periti della procura di Pescara, Bernardino Chiaia, Igor Chiambretti e Barbara Frigo. ''L'analisi morfometrica sin qui svolta e la comparazione di diverse riprese aeree fotografiche (che coprono il periodo tra il 1945 e l'attuale) consentono di confermare la presenza di due conoidi miste i cui agenti morfogenetici e deposizionali sono ascrivibili, con sicurezza, ai processi gravitativi di versante (colate detritiche, valanghe, processi eluvio- colluviali e frane di crollo) - proseguono i periti -. Si rileva altresi' una assoluta negligenza da parte dei soggetti preposti nel fatto di non aver considerato l'area in oggetto come area valanghivo (vedasi Capitolo 4), nonostante le notevoli storiche) emergenti, anche in assenza di studi specifici commissionati. Cio' ha comportato l'omissione della messa procedure di protezione e/o di opere di difesa''. Dalla lettura delle carte aeree quindi si comprende come ''particolare il vallone che insiste sulla localita' di Rigopiano, mostri evidenti e numerose tracce di attivita' valanghiva avvenuta nel corso dell'inverno 1944-1945. Buona parte del bosco risulta rimosso lungo il percorso della valanga e la conoide e' pressoche' priva di alberi salvo alcune piante isolate - concludono i periti - Sono ben visibili, nelle valli limitrofe, numerose tracce penetranti (corridoi di deforestazione di colore grigio chiaro) causati dallo scorrimento di valanghe nella fascia occupata dalle faggete''.

Per salvare le vite umane era necessario evacuare l'hotel due giorni prima della tragedia. Lo scrivono i periti della Procura di Pescara: ''Tale evacuazione avrebbe dovuto avvenire gia' dal primo pomeriggio del 16 quando sia i bollettini meteorologici e il relativo avviso di condizioni meteorologiche avverse sia il bollettino valanghe emesso dal Servizio Meteomont avevano confermato lo scenario di precipitazioni nevose intense e di possibile attivita' valanghiva''

 Sara' interrogato il 13 dicembre il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, uno dei 23 indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola. Nei mesi scorsi, Di Marco era gia' stato ascoltato e aveva dichiarato di non essere a conoscenza della rottura della turbina Unimog destinata allo sgombero della strada provinciale 8: "Non mi era stato comunicato ne' dal dirigente del settore Viabilita' ne' da altri dipendenti dello stesso settore viabilita'" . In quell'occasione il presidente della Provincia aveva anche riferito di non essere a conoscenza dei contenuti del Piano di Emergenza Provinciale: "Io sono stato eletto nel 2014 e - si legge nei verbali dei carabinieri forestali - la redazione o l'aggiornamento del Piano di Emergenza credo non sia piu' di competenza della Provincia dopo l'approvazione della legge Delrio. Preciso di aver firmato nel 2016 una convenzione con la Regione Abruzzo con cui vengono trasferite le competenze di Protezione Civile della Provincia a tale ente". Gli interrogatori degli indagati prenderanno il via all'inizio del mese di dicembre. Il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, sara' ascoltato il 14 dicembre

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Un miliardo e 300 milioni per aiutare i giovani del Sud a fare impresa

Un investimento di 1 miliardo e 300 milioni messi a disposizione dei ragazzi del Sud prospettando una occupazione di circa centomila giovani nei prossimi tre anni. Questo l'obiettivo di due progetti varati con decreto legge per il Mezzogiorno il giugno scorso che oggi diventano operativi. Al via "Resto al Sud", un incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate nel Meridione, la cui dotazione finanziaria complessiva è di 1,250 milioni e prevede agevolazioni ai residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, che hanno tra i 18 e i 35 anni. Altra misura è "Banca terre incolte o abbandonate" che ha l'obiettivo di promuovere la valorizzazione e la riqualificazione dei beni non utilizzati, rafforzando le opportunità occupazionali dei giovani tra i 18 e i 40 anni avvalendosi di iniziative in grado di stimolare la cultura del riuso. Le due iniziative sono state illustrate a Napoli nel corso del convegno "Le nuove opportunità per i giovani" che ha visto la partecipazion3e, tra gli altri, dei ministri per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti e delle Politiche agricole Maurizio Martina. "L'obiettivo fondamentale è tornare a utilizzare le terre pubbliche per fare agricoltura - ha detto Martina - rigenerare queste terre è consentire a tanti ragazzi di poter costruire progetti d'impresa agricola attraverso il loro uso".

"Abbiamo fatto già una sperimentazione con il progetto Terre Vive in collaborazione con l'Agenzia del Demanio e - ha aggiunto - questa esperienza ci ha detto chiaramente che c'è una domanda di terra da parte di tantigiovani che vogliono investire in esperienze agricole. Dobbiamo estendere la sperimentazione e farlo in particolare nelle terre del Sud dove c'è - ha evidenziato Martina - una straordinaria ricchezza da questo punto di vista e riconvertire queste terre che per anni sono state inutilizzate". Questo, secondo il ministro, significa "non solo generare impresa, ma anche presidiare il paesaggio e il territorio. È un messaggio straordinario di grande futuro per l'Italia", ricordando che, in agricoltura, "lo scorso si è registrato il +13% di giovani occupati". Queste imprese investono "su tecnologia e innovazione" e sono principalmente under 40, "parliamo di ragazzi che guardano alla prospettiva di un paese del futuro e lo fanno investendo". "Oggi diamo il via operativo a due misure che abbiamo varato nel giugno scorso - ha spiegato il ministro De Vincenti - 'Resto al Sud', con capitale per i giovani che vogliono fare impresa, anche se non hanno mezzi propri per mettere su l'attività, e 'Banca delle terre', le terre incolte messe a disposizione dei giovani che vogliono valorizzarle". I progetti "vanno in vigore da oggi. Presentiamo come si fa la domanda, quando apre lo sportello di Invitalia e come i sindaci devono fare l'inventario delle terre incolte per metterle a disposizione dei giovani". In merito al progetto delle terre da riutilizzare per l'agricoltura, De Vincenti ha spiegato che "ci sarà un contratto di concessione per quanto riguarda i terreni pubblici dei Comuni e un contratto di affitto nel caso di terreni di privati. Tutto regolato nel canone e nella durata che sarà di 9 anni rinnovabili, quindi, estendibili fino a 18. Misure importanti perché - ha concluso - noi puntiamo sul Sud".

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Crollo hotel Rigopiano, dalle carte dell’inchiesta emergono nuovi particolari

Una informativa corposa, di oltre 100 pagine, quella preparata della squadra Mobile di Pescara che contiene le intercettazioni di tutto il periodo dell'emergenza maltempo in Abruzzo, a partire dal 6 gennaio e fino al 20, due giorni dopo la tragedia di Rigopiano. Da questa informativa, e da quella di 34 pagine dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Pescara, e dalle altre due dei Carabinieri Forestali, emerge un quadro di giorni di caos nell'approccio all'emergenza e nei canali istituzionali, che ha avuto il suo picco dal 17 al 19 gennaio. La tragedia dell'hotel Rigopiano, a Farindola, arriva il 18 gennaio, con 29 morti e 11 sopravvissuti.

Sono 23 gli indagati nell'inchiesta, tra cui l'ex prefetto Francesco Provolo. Ma e' chiara la percezione della "sottovalutazione" generale che emerge da alcune telefonate, nel contesto di una situazione estrema ed eccezionale.

"La gente sta morendo e voi non vi rendete conto", dice alle 16.10 del 18 gennaio il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, parlando con Claudio Ruffini, a quell'epoca segretario del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso. Ruffini e D'Alfonso non sono indagati per Rigopiano, ma solo citati in queste conversazioni raccolte nell' ambito di un'altra inchiesta sugli appalti della Regione. Il dramma di quei momenti e' contenuto anche in un sms che Pina Manente, della Provincia di Teramo, invia alle 21.45 sempre del 18 gennaio allo stesso Ruffini: "Qui conteremo i morti X carenza di soccorsi, forse non vi state rendendo conto". Mentre la sera del 19 gennaio, il sindaco di Cortino, Gabriele Minosse, sfoga la sua rabbia nei confronti del governatore parlando al telefono con il consigliere regionale Sandro Mariani: "...hanno sottovalutato tutto...adesso penso che possa bastare a giocare, qua ci sta la pelle della gente...".

Le richieste arrivavano da tutto il territorio regionale. Il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, alle 15.01 del 18 gennaio chiama Ruffini "che non risponde e ne' richiamerà", precisa l'informativa del Noe. Del mezzo destinato a Villa Celiera e a Farindola, dirottato sulla strada di Caramanico-S.Eufemia, parlano in una telefonata concitata il responsabile del settore viabilita' della Provincia di Pescara, Paolo D'Incecco, indagato, e il sindaco di S.Eufemia Francesco Crivelli, non indagato. Sempre sulla gestione delle turbine, questa volta a Celano, D'Alfonso se la prende con il capo Anas Abruzzo, Antonio Marasco: "Lo faccio cacciare". Un giorno e mezzo dopo Rigopiano, alle 7.53 del 20 gennaio, il governatore dice a D'Incecco: "...c'e' da gestire una situazione documentale nel rispetto della legge...".

Nelle informative rientra anche la smentita che la riunione alla Provincia per il coordinamento dei soccorsi sia avvenuta il 16 gennaio e la preoccupazione, alle 19.56 del 18 gennaio, a tragedia accertata, del presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco: "Quello e' un lavoro che e' di mia competenza". Ora si attende la carta valanghe, per cui ci vorranno ancora tre anni. Mentre e' vivo il ricordo dell'ex generale dei carabinieri forestali, Guido Conti, morto suicida il 17 novembre scorso, con il 'cruccio' di Rigopiano, come ha lasciato scritto in una lettera sulla cui divulgazione la Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per rivelazione di segreto d'ufficio. Il parere di Conti, secondo i consulenti tecnici della Procura di Pescara, sulla piscina di Rigopiano "risulta correttamente rilasciato". Mancava la relazione del geologo sul rischio valanga. 

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Qualità della vita, nella classifica del Sole 24 Ore le province abruzzesi si piazzano a metà classifica

E' Belluno la regina 2017 della "Qualità della vita", l'indagine del Sole 24 Ore che misura il benessere economico e sociale delle 110 province italiane. Sul podio salgono Aosta (vincitrice nel 2016) e Sondrio. Nei primi sette posti ci sono solo province alpine. In coda c'è Caserta, mentre Taranto scende al penultimo posto e Reggio Calabria si piazza al terz'ultimo.

Per quanto riguarda l'Abruzzo, Teramo è la prima provincia, al 60mo posto, in salita di 16 posizioni. Subito dietro Pescara, al 62mo posto, che guadagna 19 posizioni. Un gradino più in giù c'è L'Aquila, che perde tre posti. Chiude infine Chieti che dal 64mo passa al 68mo posto. 

Spulciando, infine, tra le curiosità e i record della Qualità della vita 2017, emerge che la provincia più dinamica, rispetto ai risultati dello scorso anno, è stata Ascoli Piceno, capace di recuperare ben 27 posizioni, risalendo dal 42° al 15° posto. In forte recupero anche Crotone, che dal 106° posto è riuscita a scalare ben 21 posizioni, Pescara (+19) e Treviso (+18). Sul fronte opposto, invece, due province liguri - Savona, che ha subìto un vero e proprio smottamento, perdendo addirittura 34 posizioni (dal 24° al 58° posto), e Genova, scivolata dal 21° al 48° posto (-27) - più Massa Carrara, che in un solo anno è scesa dal 49° al 72° posto (-23).Movimenti bruschi, certo, legati al fatto che rispetto alla 27a edizione della Qualità della vita sono cambiati ben sei indicatori, una scelta dettata dall’esigenza di tener maggiormente conto dell’evoluzione sociale, economica e degli stili di vita degli italiani.

In arretramento le grandi province: Milano scende dal secondo all'ottavo posto, Roma al 24esimo (-11) e Torino al 40esimo posto (-5). Napoli resta al 107esimo posto, quart'ultima. L'indagine viene realizzata utilizzando 42 indicatori, suddivisi in sei macro-aree. Sei i nuovi parametri: acquisti online, gap retributivo di genere, spesa in farmaci, consumo di suolo, anni di studio degli over 25 e indice di litigiosità nei tribunali. 

"E' una classifica che ci fa molto piacere - commenta soddisfatto il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini - Il dato piu' importante, secondo me, e' l'ottavo posto in Italia per qualita' dell'offerta di tempo libero e cultura. Questo ci fa pensare che con la cultura stessa si puo' vivere eccome e che progetti strategici, come il documento approvato in Consiglio 'Pescara citta' della conoscenza e del benessere', non sono frutto del caso, ma del lavoro e della passione delle persone".

"L'Abruzzo migliora mediamente le sue posizioni, anche se continua a veleggiare nella parte medio-bassa della graduatoria italiana - commenta il direttore della Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo - Significativi sono alcuni squilibri: perche' se Chieti risulta la terza provincia nel rapporto tra export e Pil pro-capite, un'eccellenza in campo nazionale, e' vero che nella diffusione della banda larga, strategica per lo sviluppo delle imprese, veleggia nella parte bassa della classifica, dove Teramo figura all'ultimo posto. Segnali che confermano quanto sia ancora forte il differenziale negativo che pesa tra l'Abruzzo e altre aree del Paese. Stesso discorso puo' essere fatto sugli squilibri testa/coda di Pescara in fatto di sicurezza e giustizia (ultimi posti) e cultura e tempo libero (tra le prime dieci). Oppure per l'altissimo sviluppo, nell'Aquilano, dell'e-commerce cui fa da contrappeso negativo la ridottissima presenza di start-up, ovvero imprese innovative". Per il direttore della Cna "occorre sempre piu' orientare gli investimenti pubblici in direzione della riduzione di quelle criticita' che ancora ci penalizzano pesantemente rispetto al resto del territorio italiano; e in questo senso gli investimenti sulla banda larga, messi in campo con il Masterplan, muovono nella giusta direzione".

 

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Colletta alimentare, raccolte 193 tonnellate di alimenti

Nel corso della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, in Abruzzo sono state donate 193 tonnellate di alimenti, raccolte da 4 mila volontari in circa 300 punti vendita di tutta la regione. Nel 2016, le tonnellate raccolte sono state 191 e, pertanto, quest’anno si è registrato un incremento dell'1 per cento. Nel dettaglio, a Pescara e provincia sono state raccolte 58 tonnellate, a Teramo 49, a Chieti 56 e a L’Aquila 30.

Sin dai prossimi giorni inizierà la distribuzione dei prodotti ai 40.701 poveri dell’Abruzzo assistiti dal Banco Alimentare mediante 200 enti convenzionati.

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Case vacanza, buone notizie per l’avvio della stagione

Il mercato delle case vacanza promette ottimi affari anche per l'inverno: secondo un'analisi di CaseVacanza.it (https://www.casevacanza.it), portale italiano leader per il settore, per i mesi freddi i turisti stranieri in arrivo nelle regioni italiane sono disposti a spendere il 25% in piu' dei nostri connazionali. E se le regioni di montagna, Trentino Alto Adige in primis, restano le piu' ambite per questi mesi dell'anno, per chi arriva dall'estero la Puglia e la Sicilia non perdono di fascino neppure in inverno e si piazzano fra le prime dieci piu' prenotate. Le mete piu' ambite per l'inverno Lo studio ha preso in considerazione le richieste di prenotazione per i mesi da novembre 2017 a febbraio 2018 e ha scoperto che dall'estero oltre una domanda su quattro si concentra sul Trentino Alto Adige (27,35%). La regione e' anche la preferita dagli italiani che la richiedono nel 21% dei casi. Segue il Veneto, e Piemonte e Valle d'Aosta a pari merito: qui si e' concentrato rispettivamente il 13,9% e il 13% del totale delle richieste di affitti brevi. 

Le due posizioni piu' basse del podio cambiano se si guarda alle preferenze degli italiani: in questo caso al secondo posto si trova la Lombardia (13,56%) e a seguire la Toscana (10,7%). Nel caso dei soggiorni richiesti dagli italiani quasi tutte e dieci le regioni della top 10 sono tipiche dei mesi invernali, avendo sui loro territorio i gruppi montuosi piu' popolari per le vacanze al freddo: in classifica si trovano infatti Valle d'Aosta, Veneto, Piemonte e Abruzzo. Distinguendo la nazione di provenienza di chi visitera' l'Italia questo inverno, si nota come gli inglesi prediligano esclusivamente le zone di montagna, mentre nella top 5 delle regioni piu' ambite dai tedeschi si trovano anche Lazio e Campania, trainate dalle case vacanza di Roma e Napoli, sempre fra le piu' richieste. Anche i francesi sembrano interessati alle montagne italiane, ma nelle prime cinque regioni piu' richieste dai cugini d'Oltralpe rientra anche il Lazio. Differenze di spesa e di gruppi Non sono solo le mete piu' richieste a differenziare la domanda di affitti brevi tra italiani e turisti stranieri. Per quanto riguarda il capitolo spesa, chi arriva dall'estero per visitare il Belpaese mette in conto budget piu' elevati del 25% rispetto a chi "gioca in casa". Per un soggiorno invernale in Italia chi proviene da altri Paesi spende in media 113,96 euro a notte, per una casa vacanza di quattro persone; mentre gli italiani si fermano a una media di 90,61 euro

 Chi resta in Italia opta quindi per affitti piu' economici e viaggia mediamente in gruppi di cinque persone per vacanze di circa quattro giorni (4,36). Gli stranieri, invece, si spostano mediamente in tre e rimangono nella casa vacanza per poco piu' di cinque giorni (5,11). A contare la permanenza piu' elevata sono i tedeschi: nel loro caso il soggiorno dura mediamente 6,11 giorni. "Il volume delle prenotazioni e i numeri rilevati sul nostro portale lasciano prevedere che questo 2017 si chiudera' ancora in positivo per il mercato degli affitti brevi - dichiara Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries, societa' cui fa capo CaseVacanza.it - Questo anche grazie alla crescente attenzione da parte dei turisti stranieri per le mete non tipicamente invernali. L'interesse verso citta' d'arte e regioni di mare quali Puglia e Sicilia, anche nei mesi piu' freddi, consentira' ai proprietari di case vacanza di contare su una fonte di guadagno destagionalizzata e non concentrata solo in alcuni periodi dell'anno"

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Discariche, Mazzocca: ‘Commissariamento dell’Abruzzo era evitabile’ 

"Su 25 discariche da bonificare 12 sono gia' state escluse dalla procedura d'infrazione Ue; delle rimanenti 13, per 7 i lavori sono stati conclusi e si attende il contraddittorio dell'Arta ai fini dell'esclusione, nelle altre 6 i lavori sono in corso e in fase conclusiva". Lo rende noto con un comunicato il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale d'Abruzzo Mario Mazzocca. "Ma, nonostante cio' - dichiara - e' stato previsto il commissariamento da parte del Ministero, il che ora sta determinando ulteriori ritardi per procedure burocratiche da attivare e definire da parte della struttura commissariale, oltre all'insorgenza di contenziosi legali nei confronti dei Comuni da parte delle imprese esecutrici che attendono di essere liquidate". "Ad agosto - prosegue Mazzocca- lo stesso Commissario Vadala' aveva apprezzato l'azione della Regione Abruzzo, definendo la nostra situazione procedurale e sostanziale decisamente piu' avanzata di quella delle altre regioni interessate dalla procedura d'infrazione Ue". Allegato alla nota Mazzocca ha diffuso il cronoprogramma dei siti di discarica da bonificare, alla data del 22 novembre 2017: Capestrano (L'Aquila) Tirassegno, discarica pubblica, rifiuti non pericolosi; Capistrello (L'Aquila) Trasolero, discarica pubblica, rifiuti non pericolosi; Corfinio (L'Aquila) Cannucce , discarica privata, inerti; L'Aquila, Ponte delle Grotte, discarica privata, inerti; Castelvecchio Calvisio (L'Aquila) Termine, discarica pubblic, rifiuti non pericolosi; Campotosto (L'Aquila) Reperduso, discarica pubblica, rifiuti non pericolosi; Corfinio (L'Aquila) Case Querceto, discarica pubblica, inerti; Francavilla al Mare (Chieti) Valle Anzuca, discarica privata, rifiuti non pericolosi; Castellalto (Teramo) Colle Coccu, discarica pubblica, rifiuti non pericolosi; Sant'Omero (Teramo) Ficcadenti, discarica pubblica, rifiuti, non pericolosi; Mosciano Sant'Angelo (Teramo) Santa Assunta, discarica pubblica, rifiuti non pericolosi.

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Cisl, cig crolla ovunque tranne che in Abruzzo

Imprese in crisi in Abruzzo secondo la Cisl Abruzzo e Molise che evidenzia quella che definisce 'una tendenza anomala' della regione': l'Osservatorio Inps della cassa integrazione rivela che il ricorso alla cig, nei primi 10 mesi del 2017, e' in calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2016. 2Ma quella che sembra una buona notizia, in effetti, non lo e' - dice il sindacato che aggiunge: "Il nostro e' il terzo peggior risultato in Italia ! (Solo Puglia e Basilicata stanno peggio di noi). In tutto il paese, infatti, il ricorso agli ammortizzatori sociali nel corso del 2017 e' praticamente crollato (-40%). Dappertutto, tranne che da noi". "Evidentemente l'ottavo sistema manifatturiero italiano non e' ancora in grado di agganciare la strada della ripresa, sulla quale sembra invece avviarsi l'economia nazionale - dichiara Leo Malandra segretario generale Cisl. E' troppo frammentato, con migliaia di micro imprese, con pochissimi addetti". "Ma e' un sistema importante, inserito nella seconda economia industriale europea, trainato dalle migliaia di aziende di Chieti (oggi la piu' colpita) e Teramo. "Eppure una piccola ripresa e' in atto. Lo segnala anche Bankitalia, che nota il miglior andamento delle medie e grandi imprese con vocazione all'export e registra anche la buona salute di tante aziende medie e piccole, che incominciano a beneficiare della ripresa dei consumi interni. Nascono nuove aziende, sono di piu' di quelle che cessano l'attivita' (425 e' il saldo positivo nei primi 9 mesi dell'anno), anche se continuano a soffrire le imprese artigiane."Ma le crisi aziendali non si fermano. La nostra Regione e' in netta controtendenza rispetto al resto del paese - continua Malandra. Tutti gli ammortizzatori sociali aumentano. Solo la cassa integrazione ordinaria e' in lieve discesa (-5%), ma si tratta di uno spostamento minimo, la media nazionale segna un - 25%. Il dato della straordinaria e' clamoroso, siamo l'unica Regione d'Italia a registrare un aumento nei primi 10 mesi dell'anno; tutte le altre scendono in media del 40%

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Rapporto Bankitalia, in Abruzzo ripresa costante ma occupazione ancora bassa

Costante ripresa ma occupazione ancora bassa. Tasso di disoccupazione in aumento nei primi sei mesi del 2017, rimanendo superiore al dato medio nazionale; in diminuzione gli occupati a causa del forte calo nel comparto agricolo, su cui ha pesato il maltempo dello scorso inverno. Migliora invece il turismo, dopo le difficolta' a inizio anno; tiene l'export, soprattutto nei trasporti seguito dal made in Italy, e si registra una ripresa anche nelle imprese di minore dimensione rispetto alle grandi imprese internazionalizzate. "Debole" il settore dell'edilizia in tutta la regione, se si esclude l'area del post sisma aquilano. Salgono gli acquisti delle auto le cui immatricolazioni hanno registrato un +2,2%. Questa la fotografia scattata da Bankitalia nel rapporto sull'aggiornamento congiunturale dell'economia dell'Abruzzo presentato a Teramo. In particolare, nei primi nove mesi del 2017 - si legge nella sintesi del rapporto - si e' consolidato il recupero dei livelli di attivita' nel settore industriale, dopo la marcata caduta registrata all'apice della crisi. Nell'export le vendite sono cresciute sia nella Ue, la principale area di sbocco, sia nei paesi extra Ue. La propensione a investire appare in miglioramento, anche per effetto dell'utilizzo delle forme di incentivazione fiscale. E' ulteriormente cresciuto il numero di imprese attive nei servizi di alloggio e ristorazione, mentre si e' registrato ancora un calo nel commercio. Il ricorso agli ammortizzatori sociali ha continuato nel complesso a ridimensionarsi. Inoltre, nel primo semestre del 2017 il credito in regione e' lievemente cresciuto, trainato principalmente dall' incremento dei finanziamenti alle famiglie, a sostegno della spesa per l'acquisto di beni di consumo durevoli e di abitazioni. Nel settore delle imprese sono aumentati i prestiti alle aziende medio-grandi, mentre e' proseguita la contrazione dei finanziamenti a quelle di minore dimensione. Il deterioramento del credito si e' ulteriormente attenuato, ma rimane piu' elevato nel confronto con la media del Paese. E' proseguita la ricomposizione della ricchezza finanziaria delle famiglie abruzzesi verso gli strumenti del risparmio gestito, a scapito dei depositi e delle obbligazioni bancarie. Ecco nel dettaglio due dei capitoli dell'indagine Bankitalia: - INDUSTRIA: A settembre e ottobre le filiali della Banca d' Italia hanno condotto il consueto sondaggio presso un campione di circa 110 imprese industriali della regione con almeno 20 addetti. Sulla base dei risultati dell'indagine, nei primi nove mesi dell'anno circa il 40% delle aziende ha fatto registrare una crescita del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2016, a fronte del 20% che ha segnalato una diminuzione. Rispetto al sondaggio dell'anno precedente, e' significativamente aumentato il grado di diffusione della crescita tra le imprese di minore dimensione (tra i 20 e i 49 addetti), che hanno beneficiato del miglioramento della domanda interna a livello nazionale. Circa le previsioni per i prossimi sei mesi, nel sondaggio prevalgono le aspettative di un consolidamento della ripresa, anche tra le aziende orientate prevalentemente verso il mercato interno. Gli ordini sono previsti in crescita da circa la meta' delle imprese, mentre meno del 5% ha indicato un calo. - MERCATO DEL LAVORO: Nel primo semestre del 2017, in base alla Rilevazione sulle forze di lavoro dell'Istat, in Abruzzoil numero degli occupati e' mediamente diminuito del 2,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Per circa 2%, il calo del numero di occupati ha riflesso la marcata contrazione registrata nel comparto agricolo per via del maltempo. Nella media del primo semestre dell'anno, il tasso di occupazione e' sceso al 55% (dal 56% del corrispondente periodo del 2016). Il numero di persone in cerca di occupazione e' aumentato del 2,7% per cento e il tasso di disoccupazione e' salito dal 12,1 al 12,7 per cento, rimanendo superiore al dato medio nazionale (11,5%). E' diminuita la partecipazione complessiva al mercato del lavoro (-2,2 per cento). 

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Crollo hotel Rigopiano, 23 persone iscritte nel registro degli indagati

Nuova ondata di indagati legata alla tragedia dell'Hotel Rigopiano: la procura di Pescara ha fatto partire 23 nuovi avvisi di garanzia a carico di altrettante persone ritenute coinvolte nella vicenda.Le accusa a carico degli indagati vanno dall'abuso d'ufficio, falso, e abusi edilizi, fino al disastro e omicidio colposi. Tra gli iscritti nel fascicolo c'è anche l'ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo

Nell'elenco dei 23 indagati per la tragedia nella quale morirono 29 persone, figurano le sei persone già precedentemente iscritte, tra le quali il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il presidente della Provincia, Antonio di Marco, e il direttore del resort Bruno Di Tommaso.Tra i nuovi indagati ci sono due ex sindaci di Farindola, Antonio De Vico e Massimiliano Giancaterino.

Indagati anche cinque funzionari della Regione Abruzzo responsabili della prevenzione rischi e della cosiddetta 'carta valanghe' che avrebbe forse evitato la tragedia ma non fu mai realizzata nonostante fosse prevista dalla legge.Solo dopo il disastro parti' in Regione l'iter che portò, con lo stanziamento di fondi, alla gara d'appalto per la realizzazione della carta.

 L'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, e gli altri due funzionari Ida De Cesaris e Leonardo Bianco, sono indagati dalla Procura di Pescara perche' ''pur nella consapevolezza che quanto meno dal 16 gennaio la provincia di Pescaraera in stato d'emergenza'', in quanto la stessa Prefettura aveva inviato nota alla Presidenza del Consiglio e al Miistero degli Interni, ''soltanto all'esito della riunione in Prefettura del comitato dell'ordine pubblico alla ore 10,00 del 18 gennaio, invitava gli operatori della Prefettura a scendere nella sala della protezione civile determinando non prima delle ore 12.00 la reale operativita' del Centro Coordinamento Soccorsi in forza della effettiva apertura della sala operativa della Sala Provinciale prima non funzionante''. Nell'ordinanza della Procura quindi si legge che ''ormai troppo tardi, solo alle ore 18.28 del 18 gennaio'', il prefetto si attivava ''nel chiedere l'intervento di personale e attrezzature dell'Esercito Italiano per lo sgombero della neve nei paesi montani della provincia di Pescara'' e altre turbine alla Regione Abruzzo. La valanga che ha travolto il resort di Rigopiano e' arrivata poco prima delle ore 17,00, ma questo ritardo nell'attivare i soccorsi ha fatto si che fossero determinate ''le condizioni per cui la strada provinciale dell'hotel fosse impercorribile per ingombro neve, di fatto rendendo impossibile a tutti i presenti in detto albergo di allontanarsi, tanto piu' allarmati dalle scosse di terremoto della giornata''. La Procura ha disposto l'interrogatorio di Provolo per il prossimo 12 dicembre a Pescara.

I funzionari della Regione Abruzzo sono indagati perche' ''sebbene incombesse su di loro'' la responsabilita' di realizzare la Carta delle valanghe per l'intero Abruzzo ''non si attivavano in alcun modo nemmeno predisponendo apposite, doverose, richieste di necessari fondi da stanziare nel bilancio regionale'', per realizzare la Carta. Se presente quindi la localita' di Rigopiano sarebbe stata riconosciuta come ''esposta a tale pericolo di valanghe''. Questa assenza, si legge nell'ordinanza della Procura di iscrizione sul registro degli indagati di 23 persone, ''ha fatto si' che le opere gia' realizzate dell'hotel in seguito ai permessi di costruzione del Comune di Farindola non siano state segnalate dal sindaco'' alla Regione. Se cosi' fosse stato il Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e valanghe avrebbe deciso ''l'immediata sospensione di ogni utilizzo in stagione invernale dell'albergo, fino alla realizzazione di interventi di difesa antivalanghiva della struttura, dighe di deviazione, reti, deflettori da vento, ombrelli da neve''

"Prendiamo atto con soddisfazione che il campo d'indagine sulle responsabilita' per la tragedia sia stato esteso ai vertici della Regione Abruzzo". Cosi' gli avvocati Cristiana Valentini, Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri, che assistono Ilario Lacchetta, sindaco di Farindola, Enrico Colangeli, tecnico comunale, e il Comune di Farindola, coinvolti nell'indagine sul disastro dell'Hotel Rigopiano, commentano gli ultimi sviluppi dell'inchiesta, che ha visto salire a 23 il numero degli indagati. "Siamo certi - aggiungono i tre legali - che questo contribuira' in maniera significativa alla scoperta della verità". 

Nell'ordinanza vengono messe in luce anche le vicende urbanistiche dell'hotel con l'iscrizione anche dei due sindaci che hanno preceduto Ilario Lacchetta, ossia Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico, e che insieme ai dirigenti comunali e al geologo Luciano Sbaraglia hanno permesso la costruzione della struttura, oltre che della proprieta' del resort. Gli esponenti del comune sono indagati, nonostante le molte relazioni storiche su valanghe, per non aver mai preso in esame di ''adottare un nuovo Piano Regolatore Generale, che laddove emanato avrebbe di necessita' individuato a Rigopiano un sito esposto a forte pericolo di valanghe sia per ragioni morfologiche che storiche''. Se cosi' fosse stato il comune non avrebbe potuto rilasciare i permessi per la ristrutturazione dell'hotel ''permessi che in presenza di un corretto Prg e di parimenti corretto Piano Emergenza comunale non sarebbe stato possibile rilasciare con conseguente impossibilita' edificatoria''.

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