Primo Piano

Approvato lo schema per gli arbitrati degli investitori

Il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole allo Schema di regolamento che disciplina gli arbitrati per gli investitori che detenevano obbligazioni subordinate di Banca delle Marche, Banca popolare dell'Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti e l'accesso al Fondo di solidarieta' istituito per gli indennizzi. Il parere definitivo segue a un parere interlocutorio in cui il Consiglio di Stato aveva mosso dei rilievi. 

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Associazione degli artigiani lanciano l’allarme sulla situazione in Abruzzo

L'artigianato e le micro e piccole imprese sono il "grande malato" dell'economia abruzzese. A lanciare l'allarme sono associazioni di categoria del settore e sindacati che annunciano la mobilitazione e chiedono alle istituzioni e, in particolare, alla Regione Abruzzo "interventi urgenti" e "una chiara inversione di tendenza nell'attenzione, nella messa a disposizione di risorse finanziarie e di politiche attive". Il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa a Pescara. Casartigiani, Claai, Cna e Confartigianato, insiene a Cgil, Cisl e Uil, hanno sottoscritto e presentato una piattaforma unitaria, rivolta alla Regione, con tutte le priorita' da portare avanti: un vero e proprio 'decalogo' che spazia dall'accesso al credito alla trasmissione d'impresa, dalla digitalizzazione all'aiuto allo start-up, dalla formazione alla bottega-scuola, dalla valorizzazione delle eccellenze al sostegno alle attivita' sui mercati internazionali. Una mobilitazione che per l'Abruzzo rappresenta un precedente assoluto: per la prima volta uno schieramento variegato di forse sociali si e' ritrovato insieme per sottolineare lo stato di "assoluta gravita' in cui versa il settore della micro impresa artigiana", che rappresenta una fetta consistente dell'economia regionale, visto che conta il 52% del totale dei dipendenti del mondo delle imprese abruzzesi. Il 'pacchetto' di richieste e' rivolto alla Regione Abruzzo, principale interlocutore. Le associazioni d'impresa e i sindacati chiedono un "rapido e robusto cambio di passo. Chiediamo l'apertura di una vertenza che affronti i temi del nostro mondo - dicono i rappresentanti delle associazioni - La Regione deve darci risposte in tempi certi, altrimenti per fine gennaio proclameremo gli Stati generali dell'artigianato con una manifestazione pubblica di forte impatto". 

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E’ ufficiale, la giovane Fabrizia Di Lorenzo tra le vittime di Berlino

 "La magistratura tedesca, cosi' come ha comunicato il ministero degli Affari Esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai - sottolinea il ministro degli Esteri, Angelino Alfano in una nota - c'e' la certezza che, fra le vittime, c'e' l'italiana Fabrizia Di Lorenzo". "Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l'immenso dolore", conclude il responsabile della Farnesina

Fabrizia Di Lorenzo, la trentenne italiana è tra le vittime della strage del 19 dicembre a Berlino. Di Lorenzo era tra gli impiegati della 4Flow come esperta di trasporti, addetta per la gestione delle spedizioni. "Mi occupo quotidianamente degli speditori in tutta Europa, in tedesco, inglese, italiano e francese", si legge sul profilo Linkedin della Di Lorenzo, che lavorava alla 4Flow da marzo del 2015.La giovane si è laureata prima a 'La Sapienza' a Roma, in mediazione linguistico-culturale, quindi in relazioni internazionali e diplomatiche a Bologna. Di Lorenzo ha passato anche un periodo Erasmus in Germania, tra il 2006 e 2007, alla Libera università di Berlino (Freie Universitat). Oltre alla 4Flow, ha lavorato anche a Bosch, sempre nella capitale tedesca, e alla Q-ID, azienda di Forlì.Oltre a Linkedin, Fabrizia era attiva anche su Twitter, con l'account @Bizia e il nome 'Fraulen F'. Il suo ultimo messaggio risale al 5 dicembre, appena dopo il referendum costituzionale in cui aveva vinto il No. In quell'occasione la giovane, quasi consolando lo sconfitto Matteo Renzi, aveva postato una scena del film 'La meglio gioventù'. Nella scena, un professore universitario, durante un esame, invita il protagonista Nicola (Luigi Lo Cascio) a lasciare l'Italia, in cui non cambia mai nulla.

La notizia ufficiale della morte di Fabrizia Di Lorenzo scuote e commuove Sulmona, la sua citta', dopo giorni vissuti nella speranza. Alcuni parenti, dei pochi che non hanno ancora raggiunto Berlino, appena appresa la triste conferma hanno abbassato le saracinesche del bar di cui sono titolari davanti a palazzo dell'Annunziata. "Il dolore e' troppo grande per parlare - dice lo zio Francesco Bianchi - Dalla sera di lunedi', sentita la notizia nei telegiornali, avevamo temuto per le sorti di Fabrizia, ma fino all'ultimo siamo rimasti aggrappati alla speranza che lei, scampata alla strage, avesse magari solo perso la memoria, cadendo in confusione e vagando per Berlino". Era questa la speranza, diventata semplice illusione con il passare delle ore, nutrita dalla famiglia. La madre di Fabrizia, Giovanna, non ha retto all'emozione, da ieri e' ricoverata in ospedale dopo un malore. "Voglio precisare che in questo momento di costernazione abbiamo avuto la piena vicinanza delle istituzioni - aggiunge lo zio - Il comandante della compagnia Carabinieri di Sulmona si e' messo subito a disposizione trovando un volo disponibile per la Germania, gia' poche ore dopo l'attentato e grazie a lui la madre e il fratello di Fabrizia hanno trovato posto su un aereo di linea partito da Ciampino per Berlino". I carabinieri intanto presidiano l'abitazione 24 ore su 24.

I messaggi di cordoglio

"La notizia della identificazione di Fabrizia Di Lorenzo tra le vittime della strage di Berlino conferma i peggiori timori dei giorni scorsi. Il dolore per la sua morte è grande. Ancora una volta una nostra giovane connazionale rimane, all'estero, vittima della insensata ed esecrabile violenza del terrorismo. Esprimo ai genitori e al fratello di Fabrizia  la solidarietà e la vicinanza di tutto il nostro Paese". Così in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"L'Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia". Lo ha scritto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, su Twitter, dopo la conferma, da parte della magistratura tedesca, che fra le vittime dell'attentato del 19 dicembre a Berlino c'e' anche la ragazza italiana originaria di Sulmona.

"La conferma che la giovane Fabrizia e' tra le vittime dell'efferato e crudele attentato terroristico di Berlino e' arrivata questa mattina dal ministro degli Esteri Angelino Alfano. A nome mio personale, dell'Amministrazione e di tutta la Citta' di Sulmona esprimo cordoglio piu' profondo per la morte della nostra giovane concittadina manifestando un'affettuosa vicinanza alla famiglia  Di Lorenzo". Lo scrive in una nota il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, che conclude: "Oggi Sulmona si raccoglie in un abbraccio simbolico, partecipe al grande sgomento che l'ha colpita. La Citta' si spegne nel rispetto del grande dolore"

La follia omicida del terrorismo ha colpito a Berlino toccando anche l'Abruzzo, e oggi piangiamo la scomparsa di una giovane di Sulmona. Il sorriso radioso di Fabrizia Di Lorenzo e' la risposta piu' bella a chi ha la mente devastata dall'odio. Quel sorriso vivra' per sempre nelle foto e nei ricordi di chi l'ha conosciuta; l'odio partorito da una mente bruta e' destinato all'oblio del tempo. Alla famiglia di Fabrizia e a quanti le hanno voluto bene l'Abruzzo si stringe commosso: questa e' terra feconda di amore, e il terrorismo non passera'". Sono le parole, affidate a una nota, del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso


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I dati del piano esiti di Agenas

Si riducono i parti cesarei e i tempi di operazione delle fratture del femore cosi' come cala la mortalita' da infarto dopo il ricovero. Ma non solo, scendono anche i numeri delle ospedalizzazioni (segno che il territorio inizia forse a filtrare). Ancora molta strada da fare invece c'e' ancora nel rapporto tra volumi ed esiti di cura. Per quanto riguarda per esempio i tumori di polmone, stomaco e mammella uno scarso 30% delle strutture che eseguono questi interventi ne effettua un numero superiore allo standard di qualita'. E poi i punti nascita sotto i 500 parti l'anno: i progressi sono ancora timidi dato che 1 su 4 e' ancora sotto soglia. Questi i dati principali dell'ultima edizione del Piano Nazionale Esiti 2016 presentata da Agenas che come ogni anno registra i volumi e gli esiti di cura delle 1.371 strutture sanitarie pubbliche e private. Le novita'. Ma come ogni anno anche in quest'ultima edizione ci sono delle novita'. In primis aumentano gli indicatori che passano da 146 a 158 (60 di esito/processo, 69 volumi di attivita' e 29 indicatori di ospedalizzazione) con un incremento particolare nell'area ortopedica, pediatrica e angiologica e si rafforzano gli strumenti di audit per la verifica dei dati, ma la novita' piu' grande di quest'anno e' sicuramente la valutazione sintetica di tutte le strutture sanitarie italiane per aree cliniche. Il Treemap. Arrivano le valutazioni per struttura secondo 7 aree cliniche principali. La piu' grande novita' di quest'anno e' che ogni struttura puo' essere valutata sia sulla base dei risultati ottenuti per ciascuno degli indicatori del PNE come nelle precedenti edizioni, sia sulla base di un'analisi sintetica per area clinica. Quest'inedita sezione del sito, cosiddetta Treemap, e' in grado di fornire all'utente un quadro sintetico di ogni singolo ospedale italiano, valutato in base agli indicatori maggiormente rappresentativi di 7 aree cliniche principali: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare. (Vedi approfondimento e primi risultati della valutazione Treemap). Tra le Regioni con piu' strutture (tra il 30 e il 50%) che riportano livello di qualita' elevato c'e' la Lombardia, la Valle d'Aosta, la Pa di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia. Poi Toscana, Pa Trento e Sicilia che hanno tra il 15 e il 30% di strutture di livello di qualita'. La media italiana e' del 14,7%. Al contrario tra le Regioni con piu' strutture di bassa qualita' troviamo Campania, Abruzzo e Molise. In generale a parte la Sicilia sono tutte le Regioni meridionali ad avere strutture con percentuali di livello basse. Tra le innovazioni di quest'anno ci sara' anche la possibilita' di scaricare l'APP (Applicazione) del PNE sul proprio smartphone e tablet, che ne favorira' la consultazione e lo rendera' ancora piu' accessibile al cittadino e al professionista sanitario. Infine, torna il corso ECM-PNE di formazione a distanza. Frattura del femore: il 55% viene operato entro le 48 ore. Nel 2015 +5%. Vicino lo standard del 60%. Garantire un intervento chirurgico tempestivo entro due giorni per la frattura del collo del femore ai soggetti fragili sopra i 65 anni costituisce un evidente beneficio di salute. Inoltre l'intervento chirurgico tempestivo entro due giorni per la frattura del collo del femore rappresenta anche un vantaggio in termini di risorse impiegate. Negli ultimi 5 anni sono circa 80.000 i pazienti che hanno beneficiato di un intervento tempestivo, di cui 28.000 nell'ultimo anno. Sono state piu' di 670.000 le giornate di degenza risparmiate, di cui 200.000 nel 2015. La proporzione di interventi entro i due giorni che nel 2010 si attestava al 31%, nel 2015 e' passata al 55%, crescendo del 5% anche rispetto al 2014. Per questo indicatore il regolamento del Ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell'assistenza ospedaliera ha fissato, come valore di riferimento, lo standard minimo al 60%. A livello intra e interregionale si osserva una notevole variabilita', con valori per struttura ospedaliera che vanno da un minimo dell'1% ad un massimo del 97%. In ogni regione e' presente almeno una struttura che rispetta lo standard, fatta eccezione per Campania, Molise e Calabria. Cesarei. Sono in calo ma ancora differenza Nord-Sud. Campania sempre fanalino di coda. In tema di nascite, il medesimo regolamento del Ministero della Salute fissa al 25% la quota massima di cesarei primari per le maternita' con piu' di 1000 parti annui e 15% per le maternita' con meno di 1000 parti annui. È noto, infatti, come il ricorso al parto cesareo rispetto a quello naturale comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino ed e' richiesto solo in caso di indicazioni cliniche specifiche. I dati di questo anno ci indicano che la proporzione di parti cesarei primari continua a scendere progressivamente dal 29% del 2010 al 25% del 2015. Negli ultimi 5 anni sono circa 45.000 le donne alle quali e' stato risparmiato un taglio cesareo primario, di cui 12.000 nel 2015. Rimangono ancora significative le differenze tra le regioni del nord Italia e le regioni del sud, con valori medi rispettivamente inferiori e superiori al 20% e che, nel caso della Campania sono stabili al 50%. Fa eccezione la Liguria, con risultati analoghi a quelli delle regioni del Sud. Infarto del miocardio. Calano le morti a 30 giorni dal ricovero. Per quanto riguarda, poi, la mortalita' a 30 giorni dal ricovero per infarto acuto del miocardio, i risultati del 2015 evidenziano una diminuzione che continua, dal 10,4% del 2010 al 9,0% del 2015. Risulta bassa la variabilita' interregionale e discreta quella intra regionale, con valori che variano da un minimo dell'1,3% ad un massimo del 25%. Scendono le ospedalizzazioni. Passando all'analisi degli indicatori di ospedalizzazione, utile anche come elemento di valutazione indiretta della qualita' delle cure territoriali, il PNE individua le Aziende Sanitarie in cui viene effettuato un numero elevato di ospedalizzazioni potenzialmente evitabili in caso di una corretta presa in carico del paziente a livello territoriale. Nello specifico, grazie a questi indicatori, si rileva che nel 2015 il numero di ricoveri di alcune tipologie a rischio di inappropriatezza risulta diminuito. In dettaglio, il tasso di ospedalizzazione per broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) si e' ridotto progressivamente dal 2.5‰ nel 2010 al 2.1‰ nel 2015. Si stima che nel 2015 siano circa 16.000 i pazienti a cui e' stata risparmiata una ospedalizzazione potenzialmente evitabile. Altro dato: un elevato tasso di ospedalizzazione per tonsillectomia, ad esempio, evidenzia la possibile presenza di un numero elevato di casi trattati chirurgicamente senza una chiara indicazione all'intervento chirurgico. Nel 2015 il tasso di ospedalizzazione per questo tipo di intervento e' diminuito passando dal 2.8‰ del 2010 al 2.3‰. Cio' significa che sono stati evitati circa 5.300 interventi ad alto rischio di inappropriatezza con un'elevata variabilita' intra e interregionale. Diminuite anche le ospedalizzazioni per un altro intervento chirurgico ad elevato rischio di inappropriatezza: l'appendicectomia. Il tasso di ospedalizzazione per questo intervento in modalita' laparotomica e' diminuito progressivamente nel tempo, passando dal 1,25‰ del 2010 allo 0,73‰ del 2015, a fronte di un aumento dei ricoveri per appendicectomia laparoscopica che e' passata dal 0,49‰ al 0,63‰. L'offerta di intervento di appendicectomia laparoscopica, e' molto piu' alta nelle regioni del nord rispetto alle regioni del sud. Volumi ed esiti. Il PNE dedica, inoltre, nelle sue analisi, un particolare approfondimento alla correlazione tra volumi di attivita' ed esito delle cure. I volumi di attivita' rappresentano una delle caratteristiche misurabili di processo che possono  avere un rilevante impatto sull'efficacia degli interventi e sull'esito delle cure. L'associazione tra volume ed esiti, dimostrata in letteratura e dalle evidenze scientifiche, e' confermata anche dalla analisi dei dati nazionali analizzati dal PNE. E l'analisi mostra come il lavoro da fare e' ancora molto. Tumore mammella. Solo il 27% delle strutture presenta volumi di attivita' superiore allo standard. Entrando nel dettaglio delle diverse attivita' analizzate, per cio' che riguarda le Breast Unit, le linee guida internazionali identificano standard di qualita' che per quanto riguarda gli interventi chirurgici, individuano una soglia minima di 150 interventi chirurgici annui per tumore della mammella, soglia che e' stata definita anche nel regolamento del Ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell'assistenza ospedaliera. Nel 2015, in Italia, delle 449 strutture ospedaliere che eseguono piu' di 10 interventi chirurgici per il TM della mammella, solo 123 (27%) presentano volumi di attivita' superiore a 150 interventi annui. Tumore stomaco: Solo una struttura su 3 fa piu' di 20 interventi l'anno. Passando, poi, al TM dello stomaco, 309 strutture ospedaliere eseguono piu' di 5 interventi chirurgici; tra queste, solo 91 strutture (29%) presentano un volume di attivita' superiore a 20 interventi annui. Tumore polmone: il 25% degli ospedali che eseguono intervento presentano un volume di attivita' superiore a 100 interventi annui. Sempre nel 2015, 147 strutture ospedaliere in Italia eseguono piu' di 5 interventi chirurgici per TM del polmone; tra queste, solo 37 strutture (25%) presentano un volume di attivita' superiore a 100 interventi annui. Punti nascita. Uno su 4 non rispetta lo standard di 500 parti l'anno. Ma rispetto a 5 anni fa molti progressi. In tema di volumi di parti ed esiti di salute materno-infantile, le evidenze scientifiche evidenziano un'associazione tra bassi volumi ed esiti sfavorevoli. Il regolamento del Ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell'assistenza ospedaliera rimanda all'accordo Stato Regioni che, gia' nel 2010, prevedeva la chiusura delle maternita' con meno di 500 parti. Escludendo le strutture con meno di 10 parti annui, nel 2015 in Italia le strutture ospedaliere con meno di 500 parti annui sono 118 (24%), in diminuzione rispetto al 2010 (155 maternita' con meno di 500 parti annui). 

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In aumento la presenza di alunni con disabilità nella scuola

 Sono circa 156 mila gli alunni con disabilità in Italia (il 3,4% del totale degli alunni), di cui più di 88 mila nella scuola primaria (pari al 3,1% del totale degli alunni, erano il 2,1% nell'anno scolastico 2001-2002) e circa 68 mila nella scuola secondaria di primo grado (il 3,9% del totale, 2,6% nel 2001-2002). Lo rivela il report dell'Istat sull' "Integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado" che scatta una fotografia dell'anno scolastico 2015-2016. La percentuale più elevata si riscontra in Abruzzo e in Sicilia per la primaria (3,6%) e ancora in Abruzzo per la secondaria di primo grado (4,8%), mentre la percentuale minore si registra in Basilicata (il 2,3% degli alunni della scuola primaria e 2,7% di quelli della scuola secondaria di primo grado). I maschi rappresentano più del 65% degli alunni con disabilità in entrambi gli ordini scolastici: 217 maschi ogni 100 femmine nella scuola primaria e 188 maschi ogni 100 femmine in quella secondaria di primo grado. L'età media si attesta a 8,7 anni nella scuola primaria ed è pari a 12,5 anni per quelli che frequentano la scuola secondaria di primo grado, non evidenziando differenze territoriali apprezzabili rispetto al valore medio nazionale. Il dato sull'età media risente di una maggiore permanenza nella scuola oltre l'età prevista.

La conoscenza dei livelli di autonomia e di difficoltà di apprendimento del singolo alunno rappresenta uno dei presupposti necessari per la realizzazione di un percorso inclusivo adeguato. Per tale motivo l'indagine rileva il livello di autonomia nello svolgimento di alcune attività essenziali, quali lo spostarsi all'interno dell'edificio scolastico, mangiare, andare al bagno da solo. Nelle scuole primarie il 20,4% degli alunni con disabilità non è autonomo in almeno una delle attività indagate (autonomia nel mangiare, nello spostarsi e nell'andare in bagno), i più gravi, quelli che non sono autonomi in tutte e tre le attività, sono il 7,8%; nelle scuole secondarie di primo grado le stesse percentuali sono rispettivamente del 14,8% e del 5,8%. Nelle scuole primarie, il 12,9% degli alunni con disabilità non è autonomo nello spostarsi all'interno dell'edificio scolastico, una percentuale che scende all'11,6% nella scuola secondaria di primo grado. Nella scuola primaria si registra anche la percentuale più elevata di alunni con disabilità non in grado di mangiare da soli (9,6% degli alunni contro il 6,5% di quelli della scuola secondaria di primo grado) e non autonomi nell'andare in bagno (19,1% di alunni della scuola primaria contro il 13,4% della scuola secondaria di primo grado)

Nel Mezzogiorno si riscontra una maggiore presenza di alunni con problemi di autonomia rispetto al resto d'Italia mentre la quota più bassa si registra nelle regioni del Nord. A conferma di quanto già rilevato negli anni precedenti, la tipologia di problema più frequente, in tutte le ripartizioni territoriali, è quella legata alla disabilità intellettiva, che riguarda il 42,5% della popolazione con disabilità nella scuola primaria e il 50,3% di quella della scuola secondaria di I grado. Nella scuola primaria tale problema è seguito dai disturbi dello sviluppo e del linguaggio che riguardano rispettivamente il 24,9% e il 21,8% degli alunni con disabilità. Nella scuola secondaria di primo grado, dopo la disabilità intellettiva, i problemi più frequenti sono legati ai disturbi dell'apprendimento e ai disturbi dello sviluppo che riguardano, rispettivamente, il 22,1% e il 21,4% degli alunni con disabilità. Gli alunni multiproblematici rappresentano in media il 45% del totale degli alunni con disabilità con piccole variazioni tra le ripartizioni territoriali: il 25% presenta due problemi e il restante 20% ha tre o più problemi.

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Porto di Pescara, entro gennaio i lavori per la barriera soffolta

Entro gennaio prenderanno il via i lavori per la realizzazione della barriera soffolta nell'area del porto di Pescara, mentre ai primi di marzo si procedera' al 'taglio' di 70 metri della diga foranea. Il cronoprogramma degli interventi e' stato stabilito a Pescara, nel corso di una riunione - convocata dal presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso - alla quale hanno partecipato il comandante della capitaneria di porto Enrico Moretti, e rappresentanti del provveditorato alle opere marittime, del Comune di Pescara, dell'Arta e dell'Arap. Per quanto riguarda la barriera soffolta, gia' nei prossimi giorni si procedera' all'adeguamento del progetto esecutivo alle prescrizioni del Comitato Via.

Successivamente occorrera' convocare una conferenza dei servizi per autorizzare l'immersione del materiale e la movimentazione sommersa dei fondali interessati dalla barriera. Dopo questo ultimo veloce adempimento, la ditta che si e' aggiudicata l'appalto potra' avviare immediatamente i lavori, in quanto non sono necessari ulteriori passaggi tecnici e burocratici. Per la diga foranea, invece, bisognera' attendere 45 giorni per il deposito del progetto esecutivo (redatto dalla stessa ditta che si e' aggiudicata la gara per i lavori), che dovra' recepire le prescrizioni del Comitato Via. Subito dopo, l'elaborato sara' approvato e il cantiere potra' aprire. Nel frattempo la Regione, attraverso l'Arap, ha avviato la procedimentalizzazione delle ulteriori opere gia' previste nel porto di Pescara e calate nel nuovo piano regolatore portuale, recentemente approvato. Tra queste spicca il prolungamento della banchina sud e altri interventi per migliorare la sicurezza e la funzionalita' dello scalo, per i quali e' previsto un investimento di 15 milioni di euro inserito nel MasterPlan.

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Mezzogiorno cresce, arrancano Sardegna e Campania

Nel 2016 si conferma la tendenza lievemente espansiva in tutte le aree del Paese. Lo rileva la Banca d'Italia nel rapporto sulle "Economie regionali", da cui emerge che il Mezzogiorno ha registrato nel 2015 una crescita del Pil dell'1,1%, dopo 7 anni consecutivi di calo, lievemente superiore a quella del resto del Paese. Per l'anno in corso (gennaio-settembre), lo studio mette in luce la crescita dell'occupazione, che al Sud (+1,8%) e' in linea con quella del 2015. Da notare pero' che se nel Centro-Nord l'occupazione e' tornata ai livelli pre-crisi, il Mezzogiorno ha recuperato solo circa un terzo del calo osservato dal 2008. L'occupazione ha accelerato nel Nord Ovest (1,4%) e nel Nord Est (1,6%); l'aumento e' stato piu' debole e in leggero rallentamento al Centro (0,5%). Lo studio mostra pero' che nelle regionali meridionali il 43% della crescita di occupazione e' dovuta a contratti part-time, contro il 33% del Centro Nord. Alla performance economica particolarmente positiva del Mezzogiorno hanno contribuito - ha spiegato Paolo Sestito, capo del Servizio struttura economica di Banca d'Italia, nel corso di una conferenza stampa - l'annata molto favorevole del comparto agricolo e l'andamento positivo di commercio, pubblici esercizi e trasporti, che hanno beneficiato del buon andamento del turismo internazionale, favorito dalle turbolenze politiche nelle mete turistiche della costa meridionale del Mediterraneo. Uniche eccezioni sono state Campania e Sardegna, regioni che "rimangono piu' in sofferenza", con cali del Pil rispettivamente di -01% e -0,7%.

La ripresa e' stata invece piu' sostenuta in Abruzzo (2,6%), Sicilia (2,1%) e in particolare Basilicata (4,1%), dove ha influito la forte espansione delle esportazioni di autoveicoli. Nel 2015 il reddito disponibile e i consumi delle famiglie sono cresciuti di piu' nel Mezzogiorno che al Centro Nord; gli indicatori territoriali mostrano segnali di vitalita' per le varie componenti della domanda in tutte le aree del Paese nella prima parte del 2016; gli acquisti di nuove autovetture sono aumentati, in misura maggiore al Centro e nel Mezzogiorno. Ciononostante, i divari reddituali e di ricchezza a svantaggio del Mezzogiorno rimangono elevati; la quota di persone in poverta' assoluta e' passata nelle regioni meridionali dal 3,8% del 2007 al 10% del 2015; il divario con il Nord e il Centro si e' ampliato di circa 2 e 3 punti percentuali rispettivamente.

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Programma Abruzzo, al via valorizzazione di 112 immobili

Entra nel vivo il Programma Abruzzo, il progetto dell'Agenzia del Demanio e della Regione Abruzzo per il recupero e la valorizzazione di 112 immobili di proprietà pubblica distribuiti sul territorio abruzzese. Con la firma del contratto con la Rti Mate Soc. Coop. Srl Creta e Bartolucci (valore di circa 137.000 euro) e l'approvazione del Piano di lavoro, l'Agenzia del Demanio ha dato il via alla fase operativa del progetto. L'Agenzia del Demanio ha affidato alla vincitrice della gara pubblica l'incarico di realizzare uno Studio di Fattibilità per valorizzare il portafoglio immobiliare di proprietà dello Stato, Regione, Province, Comuni, Asl e anche dell'Università dell'Aquila. Saranno verificate le condizioni per utilizzare al meglio i beni o recuperarli con nuove funzioni, con una forte attenzione alla promozione culturale, turistica, ambientale e infrastrutturale del territorio, anche in linea con gli indirizzi di programmazione strategica regionale

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Siglata la Convenzione Anas-Regione per la Fondovalle Sangro

Siglata la Convenzione Anas-Regione per il cofinanziamento della strada statale 652 "Fondovalle Sangro" nel tratto Gamberale-Quadri, in provincia di Chieti. La Regione trasferira' ad Anas 78 milioni di euro per la realizzazione dell'opera a valere sul Fondo europeo di sviluppo e coesione (FSC) 2014-2020 (Patti per il sud) come contributo alla costruzione dell'opera finanziata per un importo complessivo di 190 milioni di euro ed eseguira' controlli e verifiche sul rispetto dei modi e tempi di realizzazione. Anas si impegna a realizzare l'opera in conformita' al progetto approvato e secondo i tempi previsti nel cronoprogramma e ad informare la Regione sull'avanzamento delle procedure relative all'appalto e sullo svolgimento dei lavori. Il cronoprogramma prevede che le procedure di affidamento dei lavori debbano concludersi entro il 2017 per avviare i lavori all'inizio del 2018 e aprire al traffico l'opera entro la fine del 2022. Il progetto esecutivo e' stato approvato ieri dal CdA dell'Anas e la gara d'appalto potra' essere avviata presumibilmente entro dicembre. Il tracciato si sviluppa per circa 5,3 km prevalentemente in sponda sinistra del fiume Sangro e comprende cinque viadotti lunghi complessivamente 1,2 km e una galleria di 2,5 km.

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Ricostruzione, Lolli scrive a De Vincenti

 "Un progetto unico nel suo genere. Esempio virtuoso di informazione, trasparenza amministrativa, e di partecipazione della comunita' al processo di ricostruzione". Il vice presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, definisce con queste parole il Portale Open Data Ricostruzione, presentato a L'Aquila in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico del Gran Sasso Science Institute. Lolli ha inviato una lettera al ministro della coesione sociale Claudio De Vincenti e al sottosegretario alla ricostruzione Paola De Micheli, per sottolineare il suo apprezzamento all'iniziativa che in loro ha avuto un forte sostegno. "Grazie a questo ulteriore passo - scrive il vice presidente - la ricostruzione di L'Aquila e dell'intero cratere possono diventare un modello di trasparenza e democrazia. Una 'buona pratica" per l'amministrazione pubblica, non solo in relazione a esperienze della stessa tragica natura, ma anche nella gestione di Grandi Eventi, che in passato hanno comportato rilevantissimi interventi economici".

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