Redazione Notizie D'Abruzzo

Forza Italia Abruzzo dona cinque saturimetri al 118 dell’Ospedale di Pescara

Il coordinatore regionale di Forza Italia Abruzzo, Nazario Pagano, in collaborazione con l’Associazione Alda e Sergio, ha donato al 118 dell'Ospedale di Pescara cinque saturimetri, dispositivi medici che consentono di identificare velocemente problemi respiratori anche nel caso di contagio da Covid-19 e dei quali era stata segnalata l’urgente necessità. Il sen. Pagano, sottolinea che l'acquisto di questi dispositivi è stato possibile grazie alla raccolta fondi promossa da Forza Italia Abruzzo nelle scorse settimane. Forza Italia, su indicazione del Presidente Berlusconi, continuerà a promuovere forme di aiuto concrete per fronteggiare questa l'emergenza. All’incontro per la consegna dell’apparecchiature mediche erano presenti, oltre al Sen. Pagano, il Direttore del 118 di Pescara, Vincenzino Lupi, il Direttore generale f.f. della Asl di Pescara, Antonio Caponetti, e il Presidente dell’Associazione Alda e Sergio, Massimo Parenti. 

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100 persone interpretano Viva la libertà di Jovanotti

Non un gruppo di artisti, ma persone che si impegnano nel trasformare il disagio in risorsa. Nella cornice di Avalon formazione, con la supervisione di Zuleika Fusco, fondatrice di Avalon, associazione che si rivolge alla crescita della consapevolezza personale ed allo sviluppo del potenziale umano. L’associazione ha sede a Pescara.
 
Il progetto - che coinvolge 100 persone, di cui 99 fra donne, uomini, bambini, che cantano e ballano il celebre brano di Jovanotti - nasce per idea e proposta di Luciano D'Amore del duo comico Uno e Due, a Zuleika Fusco, di Avalon Formazione. Per cantare insieme “Viva la libertà”, seppur separati fisicamente per via del lockdown. L’hashtag #labuonaonda accompagna il progetto.

Video online sul canale YouTube di Avalon Formazione dalle 21 del 4 maggio.



«Le parole di Jovanotti “Allenami, insegnami a vivere con te” sono state l’invito a tutte le meravigliose anime coinvolte nel progetto, unite nell’obiettivo di trasformare costruttivamente le emozioni impegnative del periodo, dovute alla percezione dell’emergenza e all’isolamento - spiegano i promotori dell’iniziativa -. Il video non ha finalità estetiche o artistiche in senso stretto. Nasce dal desiderio di restituire valore ad una parola, a volte data per scontata: libertà».

Questo esperimento sociale, con la regia video di Luciano D’Amore - che ha raccolto i contributi inviati in questi giorni dai partecipanti - è anche una riflessione sul senso aggregativo e terapeutico dell’arte, in un momento in cui gli artisti sono così trascurati dalla politica che non li tutela, piuttosto che riconoscerli patrimonio.

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Pescara, riaperto il mercato di via Pepe

«La riapertura del mercato di viale Pepe, primo tra i mercati rionali, ha messo in mostra senso di responsabilità e del rispetto delle regole sia da parte dei commercianti sia degli avventori». Così il sindaco Carlo Masci in visita all’area tra Stadio e Antistadio che alla ripresa delle attività ha ospitato 64 esercenti sui circa 250 che solitamente animano l’appuntamento del lunedì, essendo per ora prescritta la limitazione alle sole merceologie legate all’alimentazione.  Ha funzionato senza problemi la nuova disciplina di differenziazione di ingresso e di uscita e anche il sistema di percorso obbligato, in parallelo a banconi e furgoni attrezzati, per evitare assembramenti e garantire un fluido smaltimento delle file. 

«Tutti hanno rispettato il distanziamento sociale e gli agenti di Polizia Municipale hanno verificato nei primi minuti l’osservanza della prescrizione sui nastri che delimitavano l’area antistante l’esposizione delle merci. Sono stati numerosi i commercianti – così il sindaco – che si sono adoperati per fornire ai clienti liquido disinfettante e guanti monouso prima di accedere ai banchi. All’ingresso, comunque, personale della Protezione Civile ha provveduto a fornire i DPI ai pochissimi che ne erano sprovvisti. Non sono state registrate criticità di nessun genere e tutto è andato al meglio. Un incoraggiante viatico per la riapertura progressiva dei mercati rionali della città».

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Coldiretti, dall’inizio della pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività

Dall'immancabile caffè con il cornetto per colazione all’insalatona dimagrante per pranzo dopo un lungo periodo di inattività ma anche il pollo con le patate da riportare a casa per cena dopo la giornata di lavoro 'salvano' il rientro al lavoro di più 1 italiano su 3 (37%) che acquista cibo take away. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la fase 2 dell’emergenza coronavirus è segnata dal via libera ai cibi per asporto particolarmente significativo con la ripresa del lavoro per 4,4 milioni di italiani. Un passo importante per le famiglie con la fine del lockdown, che sancisce la ripresa del lavoro e riduce il tempo disponibile per gli italiani ai fornelli, ma che - sottolinea la Coldiretti - rappresenta anche una prima prova per la ripresa delle attività della ristorazione, azzerate dalla chiusura forzata. Una opportunità - precisa la Coldiretti - colta da molte strutture localizzate in prossimità di stazioni ferroviarie, bus, uffici e imprese che si sono attrezzate per offrire il servizio in sicurezza ed evitare affollamenti.

La chiusura forzata di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha un effetto a valanga sull’agroalimentare nazionale con il valore dei mancati acquisti in cibi e bevande per la preparazione dei menu che sale a 5 miliardi per effetto del lockdown prolungato al primo giugno, secondo l’analisi della Coldiretti.
Da quando è cominciata la pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività - secondo l’indagine Coldiretti/Ixè - con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 24mila strutture italiane. Una anticipazione dell’apertura è necessaria a partire dagli agriturismi che, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse - sottolinea la Coldiretti - i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa anche evitare il pericoloso rischio di affollamenti al mare e anche per questo - sostiene la Coldiretti - le strutture agrituristiche devono poter ripartire all’inizio di maggio riaprendo i cancelli della cascine, i percorsi naturalistici e gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy. La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza coronavirus - conclude la Coldiretti - era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani per un valore di 85 miliardi di euro all’anno con un italiano su tre (37%) che abitualmente consuma a casa o al lavoro, i menu da asporto o per consegna a domicilio, preparati da ristoranti, pizzerie, fast food o agriturismi, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè.

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Ortona, Fratelli d’Italia: scriviamo insieme un nuovo futuro per la città

"Oggi lunedì 4 maggio, dopo un lungo e tragico periodo di buio seguito alla grave pandemia ancora in corso, si rimette in moto il Paese. Tutti noi, senza mai dimenticare le migliaia di vittime innocenti e mantenendo sempre alta la guardia contro il rischio di nuove ondate di contagio, possiamo finalmente tornare a volgere lo sguardo al futuro". Lo affermano i rererenti di  Fratelli d’Italia ad Ortona.

"I prossimi mesi si annunciano particolarmente duri, per tutti gli ortonesi come per il resto degli italiani, a causa dei catastrofici effetti economici di un’emergenza sanitaria senza precedenti, ma Fratelli d’Italia è pronta a raccogliere le nuove ed impegnative sfide che ci si porranno davanti, per traghettare la città ed il Paese al di fuori di questa drammatica crisi. L’amministrazione comunale - come e forse anche peggio del Governo nazionale - ha dimostrato tutta la propria inadeguatezza, incapacità ed autoreferenzialità. E’ arrivato dunque il momento di dare avvio ad una nuova fase, che dovrà essere necessariamente gestita da persone competenti, che abbiano realmente a cuore la città e che governino nell’interesse degli ortonesi, insieme agli ortonesi. Per questo Fratelli d’Italia lancia il progetto “Un nuovo futuro per Ortona”, aperto a tutte le forze sane della nostra società civile, allo scopo di ascoltare e coinvolgere, chiunque si riconosca nei nostri valori, nell’elaborazione di una piattaforma programmatica, ampia e condivisa, capace finalmente di tradursi in fatti concreti e di segnare un effettivo cambio di passo per la città. Nelle prossime settimane, nelle forme e nei modi consentiti dall’emergenza, daremo avvio ad una fitta serie di iniziative, aprendo un confronto con associazioni, esponenti delle categorie produttive, famiglie e singoli individui, per scrivere insieme “Un nuovo futuro per Ortona”. 

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Negativo il tampone dell’operaio febbricitante ai cancelli della Sevel

"L'operaio che era stato respinto ai cancelli della Sevel perche' febbricitante e' stato rintracciato ieri stesso, su impulso del presidente della Regione Abruzzo e della Asl competente, e sottoposto a tampone. Tampone che, nella tarda serata di ieri stesso ha dato esito negativo". Lo ha comunicato la Regione Abruzzo in una nota stampa. "Va chiarito - hanno proseguito dalla Regione - che, nel viaggio di ritorno, l'operaio ha viaggiato da solo a debita distanza dal conducente, su mezzi che l'azienda sanifica ogni giorno. Che il medico curante aveva riscontrato come lo stato febbrile fosse rapidamente cessato, tanto da non ritenere necessario alcun coinvolgimento della Asl che, come detto, e' intervenuta per puro scrupolo e al fine di tranquillizzare tutti. In ogni caso, la Regione Abruzzo, tramite l'assessore Febbo, ha richiamato l'azienda e i sindacati al rispetto rigoroso dei protocolli di sicurezza stipulati tra le parti e consegnato alla Prefettura, procedendo anche a verificare se nel caso in specie il protocollo sia stato applicato correttamente o se esiste una 'falla' nel sistema consistente nella determinazione della procedura di presa in carico e gestione dei casi respinti all'ingresso. Il confronto tra le parti e' in corso. La Regione e la Asl continueranno ad assicurare la massima attenzione, vigilanza e collaborazione per garantire la sicurezza dei lavoratori, delle aziende e dei cittadini", ha concluso la nota della Regione.

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Maxi sequestro di mascherine nel Teramano

Il comando provinciale della Guardia di finanza di Teramo ha scoperto due società che hanno posto in vendita, complessivamente, 10.423 mascherine chirurgiche sprovviste di marcatura CE o vendute senza rispettare le ordinanze del Commissario straordinario per l'emergenza COVID-19.

A Mosciano Sant’Angelo, i Finanzieri della Compagnia di Giulianova hanno eseguito un accesso presso una società dove hanno rinvenuto e sequestrato la quasi totalità delle mascherine chirurgiche sprovviste di marcatura CE e di attestato di conformità nonché di altra documentazione idonea a certificare correttamente il prodotto quale dispositivo medico non avendo, altresì, formalmente interessato l’Istituto Superiore della Sanità.

Inoltre, dalla comparazione dei documenti fiscali di acquisto e vendita con le giacenze di magazzino, è stata constatata la cessione di ulteriori 710 mascherine quali D.P.I. (KN95 – FFP2) in assenza della certificazione rilasciata dall’INAIL. Per quest’ultimo caso, all’amministratore unico della società è stata contestata la sanzione amministrativa prevista per la violazione dell’art. 15 del D.L. 18/2020 per non aver provveduto agli adempimenti finalizzati a garantire la sicurezza e l’adeguatezza dei dispositivi di protezione individuale.

Ad Atri, invece, i militari della Tenenza di Roseto degli Abruzzi hanno sequestrato in un negozio delle mascherine chirurgiche messe in vendita singolarmente, in violazione dell’art. 1, comma 1, dell’Ordinanza n. 9, in data 09/04/2020, del Commissario Straordinario per l’emergenza da COVID-19. Il trasgressore è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per violazione all’articolo 650 c.p..

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Sanità nella Marsica, appello dei Sindaci alla Regione: serve chiarezza

"La Regione Abruzzo e il presidente Marco Marsilio facciano chiarezza una volta per tutte sul destino degli ospedali di Tagliacozzo e Pescina per la loro funzione nell'ambito della rete ospedaliera regionale". Questo il messaggio che i sindaci marsicani hanno rivolto alla Regione alla luce di un confronto interno in merito alle notizie circolate circa la collocazione in queste strutture sanitarie di un settore dedicato alla riabilitazione dei pazienti Codiv.

"Dalla chiusura temporanea dei pronto soccorso degli ospedali di Pescina e Tagliacozzo non è stata mai fornita una data certa sulla riapertura", hanno continuato i sindaci, di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, Pescina, Stefano Iulianella, Scurcola Marsicana, Olimpia Morgante, Collarmele, Tonino Mostacci, Pereto, Giacinto Sciò, Carsoli, Velia Nazzarro, "ci sono state solo rassicurazioni verbali, non seguiti  da documenti o atti ufficiali, che non soddisfano i cittadini i quali, preoccupati, continuano a chiedere a noi spiegazioni in merito. Per ciò che riguarda poi la riabilitazione dei pazienti Covid non è stato chiarito alcun aspetto tecnico, anche alla luce delle funzionalità delle strutture che dovranno necessariamente essere riadeguate e prevedere percorsi alternativi per far sì che questi pazienti non si incontrino con quelli degli altri reparti".  

I sindaci, nel corso della riunione che ha visto anche la partecipazione del consigliere ed ex assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, hanno lamentato durante il periodo dell'emergenza una mancanza di confronto con la Regione non solo nell'ambito sanitario ma anche in altri settori.

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Rsa di Montereale, sbloccato l’appalto

«Ringrazio il manager Asl, Roberto Testa e la struttura tecnico-amministrativa dell'azienda che, nonostante la grave emergenza provocata dall'epidemia di coronavirus, non hanno risparmiato nessuno sforzo e hanno sbloccato la gara d'appalto per il recupero della residenza per anziani di Montereale». Lo dichiara l'assessore regionale Guido Liris. 
«La Rsa – aggiunge Liris – è una struttura strategica e di vitale importanza per l'Alta Valle dell'Aterno, un territorio duramente colpito da due crisi sismiche e oggi alle prese con una ripartenza ancora piena di difficoltà. In questo senso la Rsa può rappresentare un segnale forte sulla via del ritorno alla normalità, oltre che un servizio di primaria importanza sotto il profilo sanitario e sociale. Ringrazio per tutti gli sforzi che sono stati profusi per superare le difficoltà tecniche dell'iter e arrivare a un progetto di qualità, moderno, economicamente vantaggioso per la comunità».

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Fase 2, Fratelli d’Italia propone l’estensione delle garanzie per le imprese del cratere

 "Estendere almeno da 6 a 10 anni la garanzia dello Stato alle imprese che abbiano sede nei Comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016. Fermo restando che i 6 anni di garanzia proposto dal Governo non sono sufficienti per tutte le imprese ed andrebbero almeno raddoppiati e accompagnati da contributi a fondo perduto per fronteggiare la ripartenza in tutta Italia". Lo affermano i deputati di Fratelli d'Italia Emanuele Prisco, Augusta Montaruli e Paolo Trancassini. "E' assolutamente evidente che questa situazione è più aggravata per chi ha subito anche lo stop dovuto agli eventi simici in mancanza della ricostruzione che stenta a partire -proseguono-. È quindi necessario prevedere una forma di tutela aggiuntiva per aziende e imprese che stanno ancora combattendo la battaglia per la ripresa post sisma, con le difficoltà della ricostruzione e con la perdita di attrattività dei nostri territori. Si tratta di molte imprese in Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo che ora affrontano una sfida doppia, in molti casi decisiva per la sopravvivenza di questi territori".

 

immagine di repertorio

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