Redazione Notizie D'Abruzzo

Governo, Conte rimette l’incarico a Mattarella

Il professore Giuseppe Conte rinuncia all'incarico di presidente del Consiglio. L'annuncio è del segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti al termine del colloquio tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier incaricato, durato circa un'ora. Il capo dello Stato, come ha riferito lo stesso Zampetti, ha ringraziato Conte per l'impegno.

Convocato Cottarelli

Nel giorno numero 84 della crisi di governo, dopo il fallimento del tentativo portato avanti da Lega e M5S per la formazione dell'esecutivo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato per domani mattina Carlo Cottarelli. Domani saranno piu' chiari i contorni del tentativo di Mattarella e che tipo di incarico avra' l'economista lombardo. Possibile che abbia il ruolo di traghettare il Paese verso elezioni che si potrebbero tenere a ottobre o a dicembre, dopo la legge di bilancio. Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l'Universita' di Siena, ha conseguito il master in Economia presso la London School of Economics, Cottarelli ha lavorato nel Servizio Studi della Banca d'Italia e dell'Eni, oltre che per il Fondo monetario internazionale. Nel novembre 2013 e' stato nominato dal Governo Letta Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica, un incarico durato un anno, e dall'1 novembre 2014, su nomina del Governo Renzi, e' diventato direttore esecutivo nel Board del Fondo Monetario Internazionale. Dal 30 ottobre 2017 e' il Direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Universita' Cattolica di Milano

 

La dichiarazioni

Subito dopo è uscito il professor Conte. "Ho rimesso il mandato che mi era stato conferito di formare il governo del cambiamento. Ringrazio il presidente della Repubblica per avermi conferito il mandato e gli esponenti delle due forze politiche, Di Maio e Salvini, per aver indicato il mio nome. Ho profuso il massimo sforzo e la massima attenzione e vi posso assicurare di averlo realizzato in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato", ha detto al Quirinale Giuseppe Conte, dopo aver rimesso il mandato di presidente del Consiglio.

"Ho fatto tutto il possibile per far nascere un governo politico, ma non potevo accettare un ministro dell'Economia che minacciasse l'adesione dell'Italia all'euro, che considero fondamentale per il futuro del Paese e dei nostri giovani", ha detto Mattarella. "Ho accettato tutti i ministri. Ma se si deve discutere di questo (l'uscita dall'Euro) lo si faccia apertamente, ma non è un tema che si è discusso in campagna elettorale".

Il presidente Mattarella, subito dopo, ha dichiarato ai microfoni: "Non ho ostacolato formazione governo, al contrario, ho sostenuto il tentativo in base alle regole della Carta. "Ho agevolato il tentativo di dar vita a governo" tra M5s e Lega, "ho atteso i tempi per farlo approvare dalle basi militanti".  "Io devo firmare" i decreti per le nomine dei ministri "assumendone la responsabilità istituzionale, in questo caso il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non hai subito né può subire imposizione.  Nelle prossime ore assumerò iniziativa".

Il discorso integrale di Sergio Mattarella

 

Le reazioni

"Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto no. Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia, non siamo schiavi di tedeschi o francesi, dello spread o della finanza. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi! #Primagliitaliani! Io non mollo, per il bene dei nostri figli". Così Matteo Salvini su Facebook.

"Nessuno ministro che è stato critico sull’euro va bene. Questa allora non è una democrazia libera" ha detto Di Maio in diretta Facebook, in contemporanea al discorso di Mattarella: "Ho stimato Mattarella ma questa scelta è incomprensibile, noi ce l’abbiamo messa tutta, in quel contratto di governo c’era la rivisitazione di alcune regole europee ma non l’uscita dall’euro. Ci siamo messi intorno al tavolo per cambiare il paese, abolire la Fornero, l’immigrazione i problemi economici. Ma non ci è stato permesso. Eppure rappresentiamo due forze politiche che hanno vinto le elezioni. Tutt’ora queste due forze hanno la maggioranza in Parlamento. Ci è stato detto no. Il problema è che le agenzie di rating erano preoccupate per chi andava all’economia? Allora diciamolo chiaramente che è inutile andare a votare tanto i governi le decidono le agenzie di rating. Alla fine, anche se prendiamo l'80 percento, un modo per bloccare tutto questo lo si trova sempre. E non possiamo stare qui a dire di ritornare al voto". 

"Sono molto arrabbiato", ha chiuso poi Di Maio, "Stiamo lavorando da decine di giorni, lavoriamo dalla mattina alla sera, ma la verità che stanno facendo di tutto per non mandare il M5s al governo. E io non posso accettare che il ministro dell’economia lo decidono le agenzie di rating. Noi ci saremo sempre. Ma con una consapevolezza differente". 

Luigi Di Maio, al termine della sua diretta Facebook, ha reso nota la lista dei ministri che il premier incaricato Giuseppe Conte ha portato oggi a Sergio Mattarella, prima di rimettere il mandato. Vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali lo stesso Di Maio; vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini; ministro ai Rapporti con il Parlamento e alla democrazia diretta Riccardo Fraccaro; ministro della P.A. Giulia Bongiorno; agli Affari regionali Enrica Stefani; ministro per il Sud Barbara Lezzi; per la disabilità Lorenzo Fontana; per gli Affari Esteri Luca Giasanti; della Giustizia Alfonso Bonafede; alla Difesa Elisabetta Trenta; dellEconomia e Finanze Paolo Savona; delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio; delle Infratrutture il professor Mauro Coltotti; dell'Istruzione Marco Bussetti; dei Beni culturali Alberto Bonisordi; della Salute Giulia Grillo; sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. 

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Corecom Abruzzo, Lucci: monitorare il cyberbullismo serve per vincerlo 

Si è tenuto questa mattina nell'aula magna del convitto nazionale "Melchiorre Delfico", a Teramo, il convegno "Fake news e Cyberbullismo" organizzato dal Corecom Abruzzo in collaborazione con il quotidiano "Il Centro" e la Procura di Teramo. Gli studenti hanno partecipato ad una lezione sui pericoli dei nuovi media ed in particolare dei social network. Rischi che a volte si trasformano in reati che inconsapevolmente si possono commettere. Ai ragazzi sono stati forniti strumenti per evitare di ritrovarsi vittime del cyberbullismo ma anche per essere inconsapevolmente dei bulli che commettono reati tramite la rete. Soprattutto il cyberbullismo è un fenomeno in costante crescita tra gli adolescenti e rappresenta un vero pericolo per giovani e meno giovani. Le vittime coinvolte sono minori in un periodo scolastico molto ampio che parte dall'asilo nido fino alla scuola secondaria. Filippo Lucci ha ricordato le numerose iniziative messe in campo dal Corecom Abruzzo in questo settore, dallo sportello della web reputation e del cyber bullismo, il Corecom è stato il primo organismo ad aprire in ambito nazionale un contatto con gli adolescenti grazie anche alla collaborazione della Polizia.

"E' un programma ancora in corso- ha detto Lucci - abbiamo quasi cinquanta tappe itineranti da tenere in tutta la Regione su questi temi. Questa giornata è importante perché le istituzioni si incontrano e dialogano insieme per fare squadra e rete. Dal convegno usciamo più consapevoli che bisogna accrescere l'attenzione sui nuovi pericoli della rete- ha aggiunto- Il Corecom in questo ambito è molto attivo e con il manuale che oggi abbiamo distribuito vogliamo dare un contributo fattivo alla formazione dei ragazzi. Lo strumento della rete è straordinario ma i ragazzi devono conoscerne i pericoli. Noi abbiamo fatto una scelta precisa - ha concluso - Monitorare questo settore ed essere in prima linea per combatterlo. Credo che l'Abruzzo su questi temi oggi rappresenti un caso che fa "scuola" a livello nazionale." Numerosi sono stati i saluti istituzionali che si sono alternati al convegno, dalle autorità civili e militari presenti. Tra gli interventi programmati anche quelli di Pietro Mennini (Procuratore Generale presso la Corte d'Appello dell'Aquila), Alessandro Iacoboni (Presidente del tribunale di Teramo) e Ivana Nasti (Direttore Agcom). Tra i relatori si sono avvicendati, Laura Colica (Sostituto procuratore della Repubblica di Teramo), Roberto Polella (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori dell'Aquila) e Antonio Guerriero (Procuratore della Repubblica di Teramo). Ha moderato l'incontro il giornalista del quotidiano Il Centro, Rossano Orlando. Agli studenti presenti è stato consegnato il manuale redatto dal Corecom Abruzzo su cyberbullismo e web reputation, una mini guida di facile comprensione su come difendersi dai pericoli della rete. 

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L’Abruzzo si prepara al voto del 10 giugno

Abruzzo al voto il 10 giugno prossimo, in 31 comuni per eleggere i sindaci (88 i candidati) e per il rinnovo delle assemblee municipali (1.500 circa gli aspiranti amministratori locali). In regione, gli aventi diritto al voto sono circa 175 mila. Teramo e Silvi, sono gli unici comuni (il primo e' capoluogo di provincia) con popolazione superiore ai 15mila abitanti per i quali e' previsto il doppio turno, nell'eventualita' di mancato raggiungimento in prima battuta del quorum. TERAMO, 7 ASPIRANTI PRIMI CITTADINI PER 17 LISTE Nel capoluogo di provincia sono 7 gli aspiranti a sindaco, sparsi in 17 liste. Giandonato Morra, il candidato del centrodestra (6 liste), dovra' fare a meno di Mauro Di Dalmazio, che corre con una lista propria. Per il centrosinistra a correre per la poltrona di primo cittadino, Gianguido D'Alberto, mentre Giovanni Cavallari con la lista "Bella Teramo" e' appoggiato dalla lista civica "Alleanza Civica per Teramo". Gli altri candidati sono Cristiano Rocchetti, (Movimento Cinque Stelle), Alberto Covelli (liste civiche Popolari con Teramo e Abruzzo Insieme) e Paola Cardelli (lista civica Sinistra per Teramo). Quattro sono invece i candidati a sindaco per la citta' di Silvi, appoggiati da 10 liste. Si tratta di Simona Astolfi (M5s), Andrea Scordella, (centrodestra), l'uscente Francesco Comignani, (centrosinistra), Antonio Del Vecchio, ex alleato di Comignani, che corre con il Movimento Civico "Silvi in Comune" e "Giovani in Comune". Gli altri comuni in provincia di Teramo dove il 10 giugno e' previsto il voto sono: Alba Adriatica, Atri, Castilenti, Civitella del Tronto, Controguerra, Montorio al Vomano, Nereto, Notaresco. Nella provincia dell'Aquila si vota in sette comuni, quello piu' grande San Benedetto dei Marsi. Gli altri sono Scanno, Oricola, Massa d'Albe, Lucoli, Castellafiume e Barete. A San Benedetto dei Marsi, sfida tra Quintino D'Orazio (primo cittadino uscente), l'ex sindaco Paolo Di Cesare, e Fabrizio Cerasa, consigliere comunale uscente d'opposizione. A Scanno sfida a due per la poltrona di sindaco, tra Giovanni Mastrogiovanni ("Dritti al cuore-idee in movimento per Scanno"), e Amedeo Fusco (Scanno Insieme)

A Chieti si torna a votare a Fallo, Frisa, Pizzoferrato, Torino di Sangro, Villa Santa Maria. A Fallo si ricandida il primo cittadino uscente con la lista Fallo in Movimento, Alfredo Pierpaolo Salerno, in carica dal 2013. Tentano di indossare la fascia tricolore anche Luigi Mantelli (Siamo Fallo) e Carmine Vatieri (Insieme per Fallo). A Frisa, il sindaco uscente e' Rocco Di Battista, che sta concludendo il suo secondo mandato consecutivo e cerca di conquistare il terzo, appoggiato dalla lista Frisa Unita. Il suo sfidante e' Nicola Labbrozzi (Frisa cambia lealmente). A Pizzoferrato Palmerino Fagnilli, appoggiato dalla lista Paese mio, cerca il secondo mandato. In cerca della poltrona di sindaco anche Carmine Tarantini (Uniti per Pizzoferrato) e Gianni Lupo (Nuovo progetto). A Torino di Sangro, la sindaca Silvana Priori, in carica dal 2013, si ricandida con la lista Rinnovamento democratico. Suo sfidante e' Nino Di Fonso, appoggiato dalla lista Torino di Sangro nel cuore. Infine a Villa Santa Maria, prova a conquistare il secondo mandato l'attuale primo cittadino Giuseppe Finamore, in carica dal 2013, che si ricandida con la lista Villalternativa. Il suo sfidante e' Nicola Tantimonaco, alla guida della lista Con Villa Santa Maria. A Pescara si vota in 9 Comuni: Bussi sul Tirino, Cepagatti, Loreto Aprutino, Nocciano, Pianella, Pietranico, Roccamorice, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Turrivalignani. A Bussi sfida tra Salvatore Lagatta (Rifondazione comunista) e Giuseppe Pino De Dominicis (Pd); A Cepagatti in 4 corrono per lo scranno piu' alto: Domenico Di Meo (Cepagatti unita) Gino Canto' (Cepagatti C'e'), Daniele Fiucci (Movimento 5 Stelle), Claudio Orsini (Riconquistare l'Italia. Fronte sovranista italiano). A Pianella corrono: Sandro Marinelli (Progetto futuro), Gianni Filippone (Pianella vicina), Federica Fedele (Movimento 5 Stelle). A San Valentino in Abruzzo Citeriore in lizza: Antonio D'Angelo (Obiettivi: solidarieta' e sviluppo) e Antonio D'Ottavio (Solo passione). A Roccamorice concorrono all'elezione a primo cittadino, Italia Pietrangelo (Roccamorice nel cuore) e Alessandro D'Ascanio (Azione, liberta' e progresso). Sfida a due anche a Turrivalignani: Gianni Placido (Uniti per ricominciare) e Maria Grazia Del Fuoco (Uniti per rinnovare). Corsa a tre invece a Loreto Aprutino: Gabriele Starinieri (Progresso e tradizione), Antonello Delle Monache (In Comune) e Remo Giovannetti (Cittadini per Loreto). A Nocciano per lo scranno piu' alto corrono: Lorenzo Mucci (Partecipa al cambiamento), Vincenzo Palumbo (Patto per Nocciano) e Maurizio Di Gregorio (Nocciano piu'). Infine a Pietranico la sfida e' tra Francesco Del Biondo (Uniti con continuita'), Fabrizio Francescone (La nuova svolta), Santino Catena (Voliamo tutti insieme) ed infine Enrico Rossi (Pietranico futuro).

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Auto contro muro, 5 giovani feriti nel Pescarese

Cinque ragazzi sono finiti in ospedale in seguito alle lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto, poco dopo la mezzanotte, in prossimita' di una curva, in via Valle, a Lettomanoppello. L'Audi A5 sulla quale viaggiavano i cinque giovani, tutti sotto i 30 anni, e' finita contro un muro di cemento che delimita una proprieta' privata. Secondo ad una prima ricostruzione, il conducente del mezzo, un 26enne residente in provincia di Reggio Emilia, a causa dell'elevata velocita', ha perso il controllo del mezzo e si e' schiantato contro il muro.

L'impatto e' stato violentissimo e per liberare dalle lamiere i passeggeri dei sedili posteriori sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Pescara. I cinque non sono in pericolo di vita, ma si trovano in ospedale perche', tranne in un caso, dovranno essere sottoposti ad intervento chirurgico per fratture diffuse e politraumi. La prognosi e' di 30 giorni.

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Operazione antidroga nel quartiere Fontanelle a Pescara

Il sequestro di oltre 15 grammi di droga tra eroina, cocaina e marijuana, due persone denunciate oltre 40 autoveicoli in sosta controllati. Questi i numeri di un massiccio servizio di controllo del territorio, con perquisizioni domiciliari e personali nel quartiere Fontanelle di Pescara, sotto osservazione da parte delle forze dell'ordine anche per questioni legate alla presenza di abusivi in alcuni alloggi Ater.

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Inchiesta sui certificati falsi, lo psichiatra: la mia attività è stata fraintesa 

"La mia attività è stata male interpretata, è stata fraintesa". Così il responsabile del centro di igiene mentale della Asl ad Avezzano Angelo Gallese, si è difeso, nel corso dell'interrogatorio di garanzia avvenuto per rogatoria nel carcere di Pescara, dalle gravissime accuse di essere la pedina chiave di un emporio per falsi certificati medici rilasciati in cambio di denaro per permessi lavorativi, ottenere pensioni e truffare le assicurazioni. Lo psichiatra finito in manette a Pescara, dopo che la sera prima dell'arresto era stato ricoverato in un reparto di psichiatria a Tivoli, difeso dall'avvocato Franco Colucci del foro di Avezzano, ha cercato di chiarire la sua posizione rispondendo alle domande dei pm. Gallese è tra i dieci arrestati (tre in carcere e sette ai domiciliari) dell'inchiesta della procura di Avezzano sul giro di falsi certificati medici emersa dalle indagini della guardia di Finanza. Orlando Morelli, 43 anni di Avezzano, rinchiuso nel carcere marsicano, l'altra persona finita in carcere, invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Anche Morelli, uno dei clienti più assidui di Gallese, è difeso dall'avvocato Colucci. Martedì prossimo partono gli interrogatori di garanzia per le sei persone finite ai domiciliari. La settima, il 52enne carabiniere in congedo di origini romane Giuseppe Agostinacchio, che si trova in Galles dove si sarebbe trasferito per vivere, è latitante, avendo fatto sapere di non volersi consegnare alla forze dell'ordine.

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‘Arcolaio d’argento’, l’elenco dei premiati 2018

Tredicesima edizione del Premio "Arcolaio d'argento - Donna d'Abruzzo" che, organizzato a Pescara da Geremia Mancini, presidente onorario di "Ambasciatori della fame", negli anni ha affrontato varie tematiche legate al mondo femminile. Quest'anno la manifestazione è stata dedicata a Marina Angrilli e alla figlia Ludovica, vittime della follia omicida. In una cerimonia nella sala "Figlia di Iorio" della Provincia di Pescara hanno ricevuto il riconoscimento Benedetta Rinaldi, giornalista e presentatrice di 'Uno Mattina' su RaiUno, Enrica Sabatini, esponente M5S e docente universitaria, Loredana Ranni, giornalista e scrittrice, Ester Vitacolonna, docente di Medicina e Scienze della Salute all'Università "G. d'Annunzio", Marianna Di Vincenzo, caporal maggiore capo dell'Esercito che ha partecipato a missioni in Afghanistan. "Sono felice e onorata - ha commentato Sabatini, consigliera comunale e socio dell'associazione Rousseau - Un'emozione che sarà ulteriore spinta per operare sempre con passione e dedizione". 

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Il nodo Savona e gli attacchi della stampa estera

Il nodo Savona e gli attacchi della stampa estera

Mattarella viene da giorni sottoposto ad attacchi inauditi guidati da Salvini a cui nelle ultime ore si è aggiunta la Meloni. Il Presidente della Repubblica ha già dato prova di grande condiscendenza accettando come Presidente del Consiglio un soggetto debolissimo, privo di ogni esperienza amministrativa e politica, non sostenuto da alcun consenso elettorale, impacciato nel leggere alla stampa alcuni comunicati forse addirittura scritti su dettatura, ma non impacciato nel presentare un curriculum infarcito di fantasiose frequentazioni presso istituzioni culturali estere. Se poi l’Economist pubblica una vignetta in cui Conte è rappresentato come un Arlecchino servo di due padroni (nota commedia di Goldoni) non ci possiamo lamentare più di tanto. Tutto questo il Presidente Mattarella lo ha accettato pur di favorire la nascita di un governo giallo-verde. Non bisogna però dimenticare che l’articolo 92 della Costituzione attribuisce autonomia al Presidente del Consiglio nel formulare la lista dei ministri da proporre al Presidente della Repubblica che, fornito di uguale autonomia, non è tenuto a nominarli senza sottoporli ad una valutazione. Questo dice la nostra Costituzione che poco tempo fa è stata confermata così come è scritta, senza alcuna modifica dalla maggioranza del popolo italiano. Chiedere che il Presidente Conte Arlecchino eserciti questa autonomia è forse pretendere troppo, ma intestardirsi a far ingoiare al Presidente della Repubblica ogni stravagante decisione risulta eccessivo. Sembrerebbe che il nodo Savona non riesca a passare i denti del pettine del Quirinale. Troppo nota e sbandierata la sua avversione all’euro, scortese ed irrituale la sua prematura dimissione da un attività, dichiarandola conseguenza di un prossimo impegno politico. Possibile che Salvini non abbia un altro nome da proporre e debba per forza ricorrere a questo ex professore ottantaduenne? Se questa età è eccessiva per Berlusconi, come mai non lo è per Savona che al ministero dell’Economia sarebbe sottoposto ad un enorme tour de force?

Forse esiste un retro pensiero

Salvini minaccia di far saltare il banco, se Savona non passa, Meloni si accoda e Di Maio sostiene a spada tratta Salvini nella sua scelta per il ministero dell’economia. Questa rigidità potrebbe avere per Salvini una motivazione precisa; creare il casus belli per andare ad elezioni anticipate dal momento che i sondaggi lo favoriscono. La Meloni ha compreso il retro pensiero del Matteo Lumbard e vuole condividerne lo sgangherato nazionalismo. Di Maio ha capito cosa bolle in pentola; lui le elezioni anticipate non le vuole e quindi sostiene la nomina di Savona per sottrarre il pretesto a Salvini. Berlusconi per il momento non parla; ha però parlato con Salvini qualche giorno fa per chiedere garanzie sulla giustizia e sulle telecomunicazioni. E’ sempre la stessa storia! Per l’ex cavaliere l’impegno politico equivale all’impegno per difendere e sostenere i suoi interessi economici. Sia pure con grande ritardo l’elettorato lo ha capito e non si farà sviare dalla sua riacquistata candidabilità.

Gli articoli di stampa

La stampa estera attacca il nascente governo giallo-verde; la più virulenta è quella tedesca. Der Spiegel non nuovo a manifestazioni di anti italianismo si è scatenato in un attacco virulento all’Italia, definendoci scrocconi, peggiori dei mendicanti ed altre gentilezze di tal fatta, coinvolgendo anche Mario Draghi. E’ evidente che i tedeschi si sentono toccati nei loro interessi. La informazione italiana radio televisiva e della carta stampata ha mantenuto un lodevole auto controllo. Sarebbe stato facile dire che i veri barbari erano loro e solo il contatto con la civiltà romana li ha riscattati ma non tanto da evitare che nella prima guerra mondiale violassero la neutralità del Belgio ed usassero i gas asfissianti; che Hitler non è venuto da Marte e che sono stati i tedeschi a dare la maggioranza al suo partito con tutto quello che ne è poi conseguito. Ci sì è giustamente limitati a chiedere rispetto per la nostra indipendenza, come le altre nazioni pretendono per se. Questi attacchi sconsiderati in definitiva aiutano molto le posizioni dei sovranisti

Le dichiarazioni dei politici stranieri

Ci sono state due prese di posizione in favore di un probabile governo giallo-verde. Ha iniziato Bannon, che è stato l’artefice principale della campagna elettorale di Trump. Evidentemente l’amministrazione statunitense non si preoccupa delle simpatie russofile di Salvini, ma ritiene più importante il fatto che le posizioni sovraniste dell’Italia indeboliscano l’Unione Europea, addirittura fino alla sua implosione. E’ interesse degli Stati Uniti avere alleati deboli e servizievoli, con cui trattare singolarmente, che non confrontarsi con un Europa unita e solidale. L’appoggio di Macron è giunto invece abbastanza inaspettato e sicuramente per motivazioni diverse da quelle di Bannon. Macron è europeista ma vorrebbe ridisegnare una Unione secondo gli interessi della Francia. Tratta le questioni può importanti faccia a faccia con la Germania, ma avere anche un sostegno dall’Italia in determinate circostanze potrebbe essere utile alla sua strategia.

Tutto quello che accadrà dipende ormai da una sola cosa: quanto è grande il nodo Savona e quanto sono fittii denti del pettine quirinalizio.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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Cgia: in 10 anni boom di multe stradali, ma in pochi pagano

Negli ultimi 10 anni, segnala la Cgia, le multe comminate dai vigili per violazione del codice della strada sono salite di quasi l'81%, ma il numero di coloro che le hanno pagate è sceso drasticamente. Nel 2016, ultimo anno in cui i dati sono disponibili,appena il 39% ha pagato.Il rimanente 61% è moroso e, per la Cgia, forse lo ha fatto solo in seguito, approfittando della rottamazione delle cartelle avvenuta in più riprese in questo ultimo biennio.Nel 2016 gli oltre 8mila Comuni italiani hanno disposto quasi 2,5 miliardi di euro di multe, riscuotendo solo circa 1 mld (38,8%). La situazione delle casse comunali è peggiorata rispetto al 2016 quando a fronte di 1,3mld di multe comminate a onorarle fu quasi il 60%.Al sud le paga solo il 27,5%,con punte minime del 23,2% in Campania e del 18,4% in Sicilia.Sale al 34,2% nel Centro,al 42,9% nel Nordovest,al 56% nel Nordest.Le amministrazioni comunali più virtuose sono quelle di Friuli V.G.(65,2% di riscossione),Provincia di Bolzano (74,2%) e, specie, Molise (74,5%).

Per Paolo Zabeo della Cgia "la farraginosità del sistema rende molto difficile l'opera di riscossone. C'è la necessità di efficientare e velocizzare l' attività di recupero nei confronti di chi non paga entro i limiti di legge, anche se è necessario che molte amministrazioni comunali si ravvedano. Gli automobilisti, e in particolar modo coloro che usano gli automezzi per ragioni di lavoro, non sono un bancomat. Pertanto, l'utilizzo degli autovelox o dei T-red, ad esempio, andrebbe regolato con maggiore attenzione, tenendo conto delle fasce orarie della giornata che, come si sa, presentano flussi di traffico molto differenziati". E' anche vero che il massiccio utilizzo degli autovelox avvenuto in questi ultimi anni ha contribuito, assieme alla diffusione negli autoveicoli di sistemi di sicurezza sempre più efficienti, a ridurre drasticamente il numero di feriti e di morti nelle nostre strade. "Sicuramente - rileva Renato Mason, segretario Cgia - il massiccio utilizzo dei rilevatori elettronici di velocità e gli alcol test hanno dissuaso molti automobilisti a correre a velocità elevate. Però l'applicazione degli autovelox fissi e mobili andrebbe coordinata meglio, intensificandone la presenza solo nelle strade dove l'incidentalità è nettamente superiore alla media".

 

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Ruzzo Reti, nuove tariffe dell’acqua con aumento 12%

Sono state approvate dall'Ato Teramano e troveranno applicazione già dalla fatturazione in corso le nuove tariffe di Ruzzo Reti Spa per i servizi idrici e per quelli relativi a fognatura e depurazione. L'aumento è di circa il 12% sulle tariffe del 2015, dato che negli ultimi tre anni non ci sono stati aumenti. A renderlo noto è la stessa Ruzzo Reti in un comunicato stampa. "Si tratta dell'effetto di un aggiornamento che le società acquedottistiche sono chiamate periodicamente ad effettuare - si legge nella nota - in relazione ai costi sostenuti e agli investimenti programmati per migliorare la qualità del servizio".

I maggiori introiti derivanti dagli aumenti sono destinati a incrementare le risorse a disposizione per la manutenzione e il potenziamento della rete. Nonostante l'aggiornamento, le tariffe di Ruzzo Reti restano le più basse d'Abruzzo e tra le più basse d'Italia. 

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