Cronaca

Immobile Asl Pescara, D’Amario: il prezzo era congruo

"Ho seguito le procedure e ho ascoltato il parere di notai ed esperti. Su questa vicenda sono stati presentati esposti alla Corte dei conti, alla Commissione di vigilanza regionale e al Collegio sindacale della Asl, quest'ultimo presieduto da un funzionario del Mef, tutti archiviati, con tanto di encomi per il mio operato". E' quanto riferito questa mattina da Claudio D'Amario, ex direttore generale della Asl di Pescara e attuale direttore generale dell'area prevenzione del ministero della Salute, davanti al gup del tribunale di Pescara, Elio Bongrazio, nell'ambito del procedimento, con rito ordinario, sul cosiddetto "palazzo d'oro" della Asl di via Rigopiano. Al termine dell'udienza e' stata fissata la data della discussione al prossimo 12 giugno.

"Il prezzo stimato era congruo ed inferiore a quello stimato dal Demanio e dall'Agenzia delle entrate - ha proseguito D'Amario, unico imputato ascoltato oggi -. Si trattava di una struttura strategica per le esigenze della Asl, trovandosi a 100 metri dalle altre strutture dell'azienda sanitaria. Inoltre questa operazione avrebbe consentito - ha aggiunto l'ex dg della Asl pescarese - di non pagare piu' gli affitti per i vari immobili dislocati in citta', concentrando in un unico luogo le strutture di carattere tecnico e amministrativo". Oltre a D'Amario, sono imputati il dirigente dell'ufficio Gestione del patrimonio della Asl Vincenzo Lo Mele, l'imprenditore Erminio Cetrullo e il responsabile unico del procedimento Luigi Lauriola, accusati a vario titolo di truffa e turbata liberta' del procedimento di scelta del contraente. Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Annarita Mantini, i soggetti danneggiati dall'operazione sarebbero la Asl di Pescara, costituitasi parte civile tramite l'avvocato Barbara D'Angelosante, e la Regione Abruzzo, che invece non si e' costituita parte civile. A giudizio del pm, il prezzo d'acquisto del palazzo da parte della Asl "sarebbe stato sovrastimato di almeno 740 mila euro rispetto al reale valore di mercato", procurando "un ingiusto vantaggio patrimoniale" all'imprenditore Cetrullo. 

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Docenti Yazd University in visita al  Parco Gran Sasso-Laga 

E' prevista per domani la visita alla sede di Assergi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga di due docenti della Yazd University (Iran), citta' persiana recentemente inserita nella lista UNESCO dei beni patrimonio dell'umanita'. L'appuntamento di domani e' inserito in un fitto programma di incontri didattici e scientifici, in programma dal 19 al 23 marzo, costruiti intorno ai temi del programma di cooperazione 2018 MOC UNICH-YU, e organizzati dall'ateneo 'D'Annunzio' di Chieti in occasione della prima visita ufficiale della Yazd University, nell'ambito del memorandum di intesa e dell'accordo di cooperazione sottoscritto in Iran lo scorso 20 novembre. Gli ospiti, il prof. Hussein Ayatollahi e il prof. Farhad Nedjadkoorki, sono due personalita' importanti e conosciute del mondo accademico persiano. Hussein Ayatollahi, preside della School of Arts and Architecture della Yazd University, collocata proprio al centro dello straordinario centro storico della citta', e' attualmente componente della Dry and Desert Research Institute, Yazd University, fondatore e responsabile del Wind catcher International Center, centro di ricerca attivo sui temi dell'architettura sostenibile e dell'adeguamento degli insediamenti ai cambiamenti climatici. Farhad Nedjadkoorki, professore di Fisica, Direttore dell'International e Scientific Cooperation Office, e' responsabile del MOC UNICH-YU per la parte della Yazd University e da tempo sviluppa le sue ricerche sui temi della ripartizione e del monitoraggio delle fonti di inquinamento atmosferico.

Il programma prevede, alle 11, la visita al centro storico di Assergi e alla sede del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Proseguira' poi ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) e ai cantieri del centro storico dell'Aquila. 

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Chieti, rinviato a giudizio l’ex allenatore di baseball per violenza sessuale aggravata

Il gup del Tribunale di Chieti Luca De Ninis ha rinviato a giudizio R.F., 52 anni, ed ex allenatore di una squadra di baseball, in carcere dal 22 marzo dello scorso anno con l'accusa di violenza sessuale aggravata. Il processo e' stato fissato per il prossimo 27 settembre. Secondo l'accusa, formulata dal pm Giuseppe Falasca, l'uomo approfittando del suo ruolo di allenatore, al quale i bambini erano affidati, avrebbe abusato di nove di loro, di eta' compresa fra 8 e 13 anni, in diverse circostanze e luoghi. Le violenze sarebbero avvenute fra il 2015 e il 2016 e fino a marzo del 2017: l'uomo venne arrestato al termine di un'indagine condotta dagli uomini della seconda Sezione, specializzata nel perseguire i reati a danno dei minori, della Squadra Mobile della Questura di Chieti . L'uomo ha partecipato all'udienza preliminare, ma e' andato via dal palazzo di giustizia, tornando in carcere, quando il giudice si e' ritirato in camera di consiglio. All'udienza hanno assistito alcuni genitori delle vittime, sette delle quali si sono costituite parte civile; si sono costituite come parte civile anche la Asd Baseball Chieti e la Federazione Italiana Baseball. Il giudice ha rigettato l'eccezione di nullita' dell'incidente probatorio sollevata dalla difesa e si e' riservato sulle misure cautelari.

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Nomine Asl Chieti, assolti Flacco e Di Pietro

Il Tribunale di Chieti ha assolto perche' il fatto non costituisce reato il direttore generale dell'Asl Lanciano Vasto Chieti Pasquale Flacco e l'ex direttore amministrativo Sabrina Di Pietro, accusati di concorso in abuso d'ufficio, Di Pietro anche di false attestazioni su qualita' personali. Di Pietro e' stata assolta da quest'ultima imputazione perche' il fatto non sussiste e dall'abuso per non aver commesso il fatto.

Il pubblico ministero Giancarlo Ciani aveva chiesto un anno di reclusione per Flacco e un anno e 4 mesi per Di Pietro, entrambi presenti all'udienza che si e' conclusa poco fa al termine di una camera di consiglio durata un'ora. Secondo l'accusa, Flacco avrebbe nominato Di Pietro direttore amministrativo dell'azienda sanitaria Lanciano Vasto Chieti nonostante fosse a conoscenza del fatto che non possedeva i requisiti, ovvero lo svolgimento, almeno per 5 anni, di una qualificata attivita' di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o private. Di Pietro attesto' al Dg di aver ricoperto per 5 anni la qualifica di direttore di una struttura sanitaria, ovvero l'ex Onpi di Spoltore, struttura che invece avrebbe svolto attivita' socio assistenziale. Nell'ottobre 2017 la Corte dei Conti aveva disposto l'archiviazione del procedimento.

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Muore per shock anafilattico, donate le cornee

Si e' conclusa con un gesto di generosita' la drammatica vicenda del 46enne di Lanciano deceduto ieri per uno shock anafilattico scatenato da una fiala di antibiotico somministrato per via intramuscolare, chiarisce la Asl di Lanciano Vasto Chieti. I familiari, riferisce la stessa struttura, hanno acconsentito al prelievo delle cornee, mettendo in moto le procedure previste dal protocollo. L'intervento e' stato eseguito dall'equipe composta dall'oculista Alessio Liberatoscioli, dall' anestesista Rosalia Di Martino e dal coordinatore trapianti Fabrizio Fumarola, che hanno poi inviato le cornee alla Banca degli occhi dell'Aquila. 

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Bancarotta Sidermetalli, condannato a 11 anni l’amministratore

Il Tribunale di Chieti ha condannato oggi a 11 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, seguita al fallimento della Sidermetalli srl, l'imprenditore teatino Luciano Bellia, noto nel settore del recupero dei metalli ferrosi. Secondo l'accusa, in qualità di amministratore unico della societa', che fu dichiarata fallita del 2013, avrebbe distratto somme per un milione e 600.000 euro, tratte su conti intestati alla societa' ed accesi presso tre banche, mediante bonifici disposti a nome di Irina Sedova, la donna russa alla quale era stato ceduto il 70% del capitale sociale. La Sedova, accusata di bancarotta documentale, e' stata condannata a 6 anni di reclusione. I fatti risalgono ad una decina di anni fa. Sempre secondo l'accusa, l'uomo avrebbe distratto altre somme, per 2.947.000 euro, tratte sui conti correnti intestati alla societa': si tratta di soldi corrisposti nell'ambito dell'operazione di compravendita di una dimora di grande pregio, Villa Mufarbi, che si trova a Taormina, dalla societa' Hilde Fortini e conseguenti alla sottoscrizione di un preliminare di vendita di bene altrui firmato dallo stesso Bellia e da due cittadini russi. Il Tribunale ha poi condannato a 2 anni e 6 mesi G.P., accusato di aver distrutto la documentazione contabile della Hamilton, una societa' riconducibile a Bellia. Assolti per prescrizione la moglie di Bellia, Monica Piersante dall'accusa di ricettazione e altre due persone ovvero Giuseppe D'Alessandro e Luciano Gallo accusati di reati fiscali.

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L’Aquila, tre feriti nell’esplosione di un garage

Due esplosioni, alle quali sono seguite altre piu' piccole, sono avvenute nel pomeriggio all'interno di un garage in una palazzina di alloggi popolari dell'Ater dell'Aquila, nella frazione di Arischia. Tre i feriti, di cui uno piu' grave, ricoverati all'ospedale 'San Salvatore'. Evacuate quattro famiglie sistemate in hotel e moduli abitativi provvisori. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Municipale e ambulanze del 118, oltre ai Vigili del Fuoco che stanno ancora effettuando rilievi per stabilire le cause delle esplosioni, avvertite a chilometri di distanza. Esclusa, secondo quanto appreso, una fuga del gas. Tra le cause al vaglio un'esplosione accidentale per la commistione di materiale infiammabile oppure la presenza di materiale esplosivo; una delle ipotesi e' che il garage fosse adibito a deposito, abusivo, di fuochi di artificio, anche alla luce del fatto che il proprietario lavora in questo settore. 

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L’Aquila, rapina in una sala scommesse

 Sono entrati in azione in orario di chiusura i due malviventi che nella notte tra domenica e lunedì hanno messo a segno una rapina ai danni di un'agenzia di scommesse a L'Aquila. I due, armati di ascia e coltello, hanno atteso che l'ultimo cliente uscisse dall'agenzia e sono entrati in azione, prendendo l'incasso per poi darsi alla fuga. Il bottino sarebbe di 10 mila euro. Sul posto sono ntervenuti gli uomini della locale squadra mobile. 

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Pescara, agenti aggrediti in carcere

Agenti di polizia penitenziaria aggrediti a Pescara, secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. Donato Capece, segretario generale del Sappe ha dichiarato difatti che "Ieri mattina, nella III Sezione reclusione del carcere di Pescara, due poliziotti penitenziari sono entrati in una cella per fare la battitura delle inferriate, come da regolamento. Uno dei cinque detenuti che occupavano la cella si e' scagliato contro gli agenti per protestare rispetto alla mancata riparazione di un armadietto, ed ha ferito i due colleghi. Parliamo di un detenuto gia' noto per la sua irruenza ed insubordinazione. Le criticita' dell'Istituto pescarese sono tante. L'emergenza e' all'ordine del giorno il sistema regge ancora grazie al sacrificio e abnegazione delle donne e uomini in divisa della Polizia Penitenziaria". Capece esprime solidarieta' e parole di apprezzamento per i poliziotti penitenziari di Pescara contusi: "E' solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticita' penitenziarie. La situazione delle carceri si e' notevolmente aggravata. Basterebbe avere l'onesta di esaminare i dati sugli eventi critici accaduti in carcere nell'anno 2017", denuncia. "I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nell'interno anno 2017 sono inquietanti: 9.510 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell'anno 2016, gia' numerosi: 8.586), 1.135 tentati suicidi (nel 2016 furono 1.011), 7.446 colluttazioni (che erano 6.552 l'anno prima) e 1.175 ferimenti (949 nel 2016). E la cosa grave e' che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre piu' carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario 'aperto', ossia con i detenuti piu' ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria". 

Per il Sappe "lasciare le celle aperte piu' di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti - lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attivita' - e' controproducente perche' lascia i detenuti nell'apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti". E la proposta e' proprio quella di "sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili". 

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Ladro di rame colto sul fatto

Sorpreso mentre stava asportando cento chilogrammi di cavi elettrici in rame dalla sottostazione elettrica "Pescara Portanuova" di via Po, dopo l'effrazione della recinzione metallica, un 40enne romeno e' stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pescara non solo per furto aggravato, ma anche minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Vedendo i carabinieri, infatti, l'uomo ha tentato la fuga, spintonando uno dei carabinieri, prima di essere bloccato. E' riuscito invece a fuggire il complice, mentre la refurtiva, nascosta tra la vegetazione, e' stata recuperata e restituita al responsabile di settore/trazione elettrica RFI. 

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