Cronaca

Traffico illecito di rifiuti a Carsoli, sei denunciati dai carabinieri forestali

Avrebbero organizzato il traffico illecito di rifiuti realizzando una discarica abusiva: si tratta di sei persone, di cui un minorenne, denunciate dai Carabinieri Forestali di Pereto, comandati dal maresciallo Irene Nugara, che hanno eseguito i provvedimenti emessi dalla Dda presso la Procura della Repubblica dell'Aquila, ponendo sotto sequestro un'area recintata a Carsoli; i reati contestati sono quelli di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, combustione illecita di rifiuti e attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti. Sul terreno di un 73enne era stata realizzata una discarica abusiva con carcasse di automobili, parti di elettrodomestici, materiali edili di scarto raccolti e accumulati senza alcuna autorizzazione. Sono stati sequestrati sette automezzi usati per la raccolta e il trasporto illecito di rifiuti: dalle indagini è emerso che il presunto traffico era organizzato da un 70 enne con la cooperazione di tre romeni, rispettivamente di 39, 20 e dieci anni. Anche un 55enne, in più occasioni, ha utilizzato il proprio furgone per raccogliere e trasportare rifiuti, senza le previste autorizzazioni, e li smaltiva nella discarica abusiva. I materiali raccolti venivano depositati in maniera incontrollata all'interno dell'area e, in diverse occasione, dati alla fiamme. 

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I figli di una coppia si nascondono in un armadio spaventati dalla lite tra i genitori

Una lite in famiglia ha talmente impressionato i figli di una coppia a Luco dei Marsi che questi si sono chiusi nell'armadi. Il padre è stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti. L'uomo, un marocchino 35enne, con cittadinanza italiana, e' stato arrestato dai carabinieri della stazione locale, dopo l'allarme lanciato dai familiari della moglie, una 36enne di Luco, dove la donna si era rifugiata per sfuggire al marito. Sono stati gli stessi militari dell'Arma durante l'accurato sopralluogo a notare che da un armadio sbucavano tre ragazzini terrorizzati che, evidentemente per mettersi al riparo dalla violenta lite in famiglia, con protagonisti i genitori, avevano cercato riparo all'interno. La moglie, che ha rifiutato di essere visitata, e' tornata in casa per abbracciare e rassicurare i tre figli. 

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Barca da pesca si ribalta, uomo disperso in mare

Proseguono senza sosta le ricerche di Giovanni Amodio, il pescatore 35enne di Martinsicuro disperso da ieri, dopo essere uscito con la barca per posizionare delle reti, nonostante le condizioni meteorologiche non fossero buone. Alle attivita', coordinate dalla Capitaneria di Porto di Pescara, stanno partecipando, insieme alla Guardia Costiera, i Vigili del Fuoco e la Polizia. Ed il nucleo sommozzatori arrivato da Ancona. L'imbarcazione e' stata trovata otto miglia al largo di Martinsicuro, a meta' strada tra la costa e la piattaforma Eleonora, ma del marinaio nessuna traccia

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Sono in corso in mare, al largo della costa teramana, le ricerche di una persona che ieri era uscita in barca per una battuta di pesca, ma non ha fatto ritorno. Il disperso è un marittimo 35enne di Martinsicuro. L'allarme è stato lanciato dai familiari che non l'hanno visto rientrare. L'imbarcazione è stata trovata otto miglia al largo di Martinsicuro. Le ricerche al momento hanno dato esito negativo. I sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Ancona si sono immersi accompagnati sul posto dall'elicottero dei Vigili del Comando provinciale di Pescara. Per accelerare le operazioni due sommozzatori sono stati prelevati a Civitanova Marche e trasportati sul luogo del naufragio dove hanno effettuato una prima immersione, sono stati poi condotti nel porto di Giulianova dove si sono ricongiunti al resto della squadra, in seguito imbarcata su una motovedetta della Guardia Costiera che sta raggiungendo la zona delle ricerche per immersioni più profonde. Le attività, alle quali partecipano anche Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Teramo, proseguiranno nella notte. Le condizioni meteorologiche sono buone: il mare è calmo e il vento soffia a sei nodi

 

 

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San Salvo, il Questore chiude per 30 giorni il bar dove è stata trovata droga in un thermos

Gli agenti del Commissariato di Vasto hanno apposto i sigilli a un bar di San Salvo dove nei giorni scorsi erano stati sequestrati 120 grammi di cocaina purissima e 150 grammi di hashish, per un valore di circa 18mila euro. La droga era contenuta in un thermos custodito in un armadietto in uno spogliatoio dell'esercizio commerciale. Il provvedimento di chiusura, per una durata di 30 giorni, è stato firmato dal questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, e notificato al titolare del locale, agli arresti domiciliari per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

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Operazione mare sicuro, 42 interventi e 218 persone soccorse

 Sono stati 42 gli interventi di soccorso e assistenza, in mare e a terra, 218 le persone soccorse, perlopiù bagnanti e diportisti, 33 le unità navali soccorse; e poi nove i9 decessi accertati di cui due per annegamento e sette per altre cause, prevalentemente malori riconducibili agli effetti delle alte temperature di luglio e agosto: sono alcuni dati, in Abruzzo e Molise, dell'operazione 'Mare Sicuro 2018', nata con l'obiettivo di assicurare una serena fruizione del mare e dei litorali, la protezione dell'ambiente marino a tutela dell'ecosistema marino e costiero e la vigilanza delle risorse ittiche. Le operazioni sono state condotte dai militari della Direzione Marittima dell'Abruzzo, del Molise e delle Isole Tremiti, comandata dal Capitano di Vascello Donato De Carolis, e dagli uomini degli Uffici minori, impegnati lungo il litorale di giurisdizione che va da Martinsicuro a Termoli. Inoltre 13.051 i controlli delle pattuglie in mare e a terra; 617 le missioni svolte dai mezzi navali per polizia marittima; 1.962 i controlli a unità navali; 5.523 i controlli svolti presso strutture balneari; 3.944 i controlli antinquinamento e pesca svolti dal personale a terra; 350 gli illeciti; 3472 le attrezzature sequestrate; 129.135 metri quadri di aree restituite alla libera fruizione. 

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Allarme bomba per un’auto sospetta davanti alla Prefettura di Pescara

Allarme bomba questa mattina a Pescara per un'auto sospetta, un pick up Toyota, parcheggiata nei pressi dell'ingresso principale di Prefettura e Provincia, e a cinquanta metri da Palazzo di Città, in Piazza Italia. Tutta la zona è stata isolata e le strade adiacenti chiuse al traffico veicolare e dei pedoni.  La macchina è stata poi bonificata dagli artificieri. Le indagini delle forze dell'ordine proseguono per rintracciare il proprietario dell'auto, parcheggiata in una zona riservata. Il giovane al momento non è stato ancora rintracciato

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Chieti, problemi all’erogazione dell’acqua per un incendio in una cabina elettrica

Problemi nell'erogazione idrica in numerose zone a ridosso del quartiere di San Martino a Chieti a causa di un incendio che ha danneggiato una cabina elettrica in prossimità di via dei Frentani. Lo rende noto su Facebook il sindaco, Umberto Di Primio. Il serbatoio dell'acqua a servizio della zona si è svuotato repentinamente a causa dei gravi danni subiti dal sistema di sollevamento elettrico. I vigili del Fuoco giunti sul posto hanno contattato i tecnici dell'Aca che sono già al lavoro. L'operazione in corso è piuttosto complessa e l'erogazione idrica non sarà ripristinata prima della tarda serata in strada Storta, strada Belvedere, strada Mucci, colle San Paolo, strada fosso Paradiso, strada Vracone, via dei Mille e aree a ridosso del quartiere San Martino

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Carabinieri sgominano banda di ladri d’auto

I carabinieri di Ascoli Piceno con l'operazione "Kuga" hanno sgominato una banda che rubava le auto in varie regioni. L'operazione dei carabinieri ha interessato anche le zone di San Benedetto del Tronto, Cerignola, Vasto e Foggia, per stroncare l'attività di una banda che nell'ultimo anno aveva colpito sulla costiera adriatica tra Emilia Romagna e Puglia: la metà dei furti è stata riscontrata sulla costa sambenedettese. Decine i militari, di Ascoli Piceno e Foggia, impegnati nell'esecuzione di cinque misure cautelari in carcere e dieci di sottoposizione all'obbligo di dimora. Provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Ascoli su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di quattordici italiani originari del Foggiano e di un romeno. Soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata ai furti di auto e alla ricettazione di parti di esse, concorso in furto e tentato furto aggravato e continuato. L'indagine era iniziata nel novembre 2017 quando nella provincia di Ascoli si registrarono numerosi furti di autovetture in ore notturne. Si trattava di veicoli seminuovi e di pregio: per i furto venivano utilizzate centraline riprogrammate, scelte in base all'azienda produttrice dell'auto nel mirino. In una prima fase, attraverso le impronte digitali analizzate dai Carabinieri del Ris di Roma, si era arrivati all'arresto di tre soggetti e alla denuncia di uno, ed erano state recupera di quattro auto. Quasi un anno di accertamenti hanno permesso poi l'emissione e l'esecuzione delle misure cautelari: i militari hanno individuato tutti i 15 presunti componenti del sodalizio criminoso. Suddivisi in batterie, partivano ogni settimana da Cerignola gruppi di tre o quattro persone a bordo di autovetture prese a noleggio per raggiungere località rivierasche di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. I malviventi si impossessavano di autovetture utilizzando chiavi modificate e centraline 'scodificate': poi le vetture venivano portate nella zona di Cerignola e smontate per venderne i componenti. Uno degli indagati ha agito mentre si trovava già agli arresti domiciliari per altra vicenda. 

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Due condanne per i pozzi contaminati dagli scarichi della conceria nel Chietino

 Il giudice del Tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri ha condannato a due anni e due mesi di reclusione ciascuno il legale rappresentante fino a ottobre del 2005 e amministratore di fatto nel periodo successivo della conceria di pelli Sagifur di Rapino, e il liquidatore della ditta da ottobre del 2005: erano entrambi accusati di disastro ambientale colposo e adulterazione di acque. Il giudice li ha anche condannati al risarcimento dei danni in separato giudizio alle parti civili ovvero il Comune di Rapino ed un privato il cui pozzo venne contaminato. I fatti risalgono al 2011.

Il processo è nato dalle indagini che portarono al rinvenimento di concentrazioni ampiamente superiori ai limiti tabellari di sostanze cancerogene, dicloropropano, tricloetilene e di tetracloroetilene, solventi organici rinvenuti a valle dello stabilimento Sagifur e finite nella falda acquifera sottostante il sito della conceria a causa, sostiene l'accusa, di una negligente ed imprudente gestione dell'impianto di depurazione in cui venivano riversate le acque generate dal ciclo produttivo e nelle quali i solventi, utilizzati nelle fase di lavorazione delle pelle, venivano trascinati senza essere sottoposti al ciclo di depurazione. Quanto all'accusa di aver adulterato le acque rendendole pericolose alla salute pubblica, sostanze inquinanti vennero rinvenute in alcuni pozzi della zona, a valle della Sagifur, e ciò indusse il sindaco ad emettere due ordinanze, a giugno del 2011 e a maggio del 2012, che vietavano l'utilizzo dell'acqua dei pozzi su tutto il territorio comunale per la durata di 6 mesi. 

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